Le qualificazioni della Coppa Davis 2026 iniziano a regalare verdetti netti e direzioni ben precise. Sia la Spagna, impegnata in trasferta sulla terra battuta outdoor dell’Estadio Nacional di Santiago contro il Cile, sia la Gran Bretagna, di scena sul veloce indoor della Copper Box Arena di Londra contro l’Ecuador, si sono portate in vantaggio per 2-0 al termine dei primi due singolari. Per entrambe le selezioni il traguardo del passaggio del turno è ora distante solo una vittoria.
Spagna padrona a Santiago: la lezione di Jodar a Garin
Sulla terra rossa cilena la contesa si apre con la bella reazione di Daniel Merida, capace di superare in rimonta il padrone di casa Alejandro Tabilo con il punteggio di 5-7 6-3 6-3 in due ore e sedici minuti. Dopo un primo set equilibrato e deciso dal break di Tabilo nell’undicesimo game (7-5), lo spagnolo sale di livello: nell’ottavo gioco del secondo parziale trova lo strappo decisivo per chiudere 6-3, per poi dominare la frazione finale allungando subito fino al 6-3 conclusivo. Nel secondo singolare, invece, non c’è mai partita: Rafael Jodar infligge una severa lezione a Cristian Garin, liquidandolo con un perentorio 6-0 6-2 in appena un’ora e cinque minuti. Lo spagnolo domina in lungo e in largo il primo set e non concede scampo al cileno neppure nel secondo. Una sconfitta pesante che ha lasciato strascichi evidenti: a fine match, Garin è apparso vistosamente sconfortato.
Il primo punto britannico: Samuel va sotto ma travolge Andrade
In quel di Londra, la sfida tra Gran Bretagna ed Ecuador comincia nel segno della sofferenza per i padroni di casa. Toby Samuel parte decisamente male contro Andres Andrade, trovandosi subito sotto 0-4 nel primo set a causa di due break concessi in avvio; nonostante una timida reazione, l’ecuadoriano incamera il parziale per 6-4. La svolta arriva nella seconda frazione: Samuel si porta avanti 4-1, subisce il rientro di Andrade sul 4-4, ma nel decimo game trova lo spunto per piazzare il break del 6-4 dal 30-0 per l’avversario. Il terzo set si trasforma in una passerella per il britannico, autore di un parziale devastante di 20 punti a 4 per volare sul 5-0 e sigillare il 6-1 finale dopo un’ora e 47 minuti, trascinato dal cinismo nei momenti chiave (5 palle break convertite su 6).
Fery non perdona: Ecuador azzerato nel secondo set e Gran Bretagna sul 2-0
A completare la giornata perfetta della Gran Bretagna ci pensa Arthur Fery, che supera Alvaro Guillen Meza con il punteggio di 7-5 6-0 in un’ora e mezza di gioco. Il primo set vive su una fase di grande equilibrio fino al 5-5, con il sudamericano costretto a salvare diverse palle break; nel dodicesimo game, tuttavia, Fery alza la pressione e graffia sul 15-40 assicurandosi il 7-5. Incamerata la prima frazione, il britannico prende il totale controllo delle operazioni e dilaga nel secondo set, strappando la battuta a zero all’avversario per tre volte e rifilandogli un secco 6-0 in appena mezz’ora (con ben 69 punti totali vinti contro i 44 di Guillen Meza).
