La Gran Bretagna torna alle Final 8 di Coppa Davis. Dopo il 2-0 costruito sabato da Toby Samuel e Arthur Fery, Henry Patten e Neal Skupski hanno completato il lavoro alla Copper Box Arena battendo Gonzalo Escobar e Diego Hidalgo 6-3 6-4, regalando alla squadra di Leon Smith il definitivo 3-0 sull’Ecuador e il pass per Bologna.
I britannici hanno così chiuso la sfida alla prima occasione utile della seconda giornata, senza bisogno dei due singolari di ritorno. Per la Gran Bretagna si tratta del primo accesso alle Final 8 dal 2023, quando il percorso si fermò ai quarti contro la Serbia.
Patten-Skupski, da avversari a New York a compagni in Davis
Con due specialisti di questo livello, la Gran Bretagna partiva con un vantaggio importante nel doppio decisivo. Patten e Skupski arrivavano inoltre da uno US Open che li aveva visti curiosamente uno contro l’altro: in semifinale Skupski, insieme a Christian Harrison, aveva eliminato Patten e Harri Heliovaara, prima di conquistare il titolo.
A poco più di una settimana di distanza, i due britannici si sono ritrovati dalla stessa parte della rete e hanno trasformato quella recente rivalità in un punto pesantissimo per la nazionale.
Il break è arrivato già nelle prime fasi del match e ha indirizzato il primo set, chiuso 6-3. Nel secondo, dopo una fase più equilibrata, la coppia britannica ha trovato un nuovo break nel nono game grazie a una risposta vincente di Skupski. Patten ha quindi servito per il match, chiudendo sul 6-4.
“Siamo molto, molto contenti di averla chiusa già nel primo match”, ha detto Patten dopo la vittoria, sottolineando anche la qualità della prestazione della coppia britannica.
Samuel e Fery avevano costruito il 2-0
La qualificazione era stata preparata già sabato da due giocatori protagonisti di una stagione di grande crescita. Toby Samuel, al debutto assoluto in Davis, aveva rimontato Andres Andrade 4-6 6-4 6-1. Il britannico arrivava a Londra poche settimane dopo uno US Open particolarmente significativo: al debutto a Flushing Meadows aveva battuto Tomas Machac ottenendo la prima vittoria della carriera in un main draw Slam, dopo aver già disputato Roland Garros e Wimbledon nel corso della stagione.
Ancora più eclatante il 2026 di Arthur Fery, che aveva portato la Gran Bretagna sul 2-0 superando Alvaro Guillen Meza 7-5 6-0. In estate il britannico era stato una delle grandi sorprese di Wimbledon: entrato in tabellone con una wild card, aveva raggiunto la semifinale, eliminando tra gli altri Grigor Dimitrov e Flavio Cobolli, prima di fermarsi contro Alexander Zverev. Quella cavalcata lo aveva portato fino al numero 36 ATP.
Una squadra rimaneggiata che ritrova Bologna
Il 3-0 sull’Ecuador assume così un significato particolare: la Gran Bretagna si è presentata alla Copper Box senza Jack Draper, che aveva guidato la squadra nel primo turno contro la Norvegia, e senza Cameron Norrie, inizialmente convocato ma costretto al forfait per infortunio alla vigilia. Leon Smith ha quindi affidato i singolari ad Arthur Fery e Toby Samuel, due giocatori emersi con forza proprio negli Slam di questa stagione, prima di potersi appoggiare nel doppio all’esperienza e alla qualità di Patten e Skupski.
L’Ecuador arrivava inoltre a Londra con la fiducia della sorprendente vittoria ottenuta nel primo turno contro l’Australia e con un precedente storico favorevole ancora vivo nella memoria: il 3-2 inflitto alla Gran Bretagna a Wimbledon nel 2000, con Raul Viver già allora capitano della nazionale sudamericana.
Questa volta, però, non c’è stata alcuna rimonta. La Gran Bretagna torna così tra le migliori otto della competizione e si aggiunge a Italia, Corea del Sud, Austria, Cechia, Canada e Germania tra le squadre già qualificate alle Final 8 di Bologna. I tedeschi hanno infatti chiuso il tie contro la Croazia sul 3-1, con Alexander Zverev decisivo contro Dino Prizmic, battuto 6-2 6-4. Resta quindi da assegnare soltanto il posto proveniente da Cile-Spagna.
