A distanza di dodici mesi dal suo primo trionfo, Iva Jovic si riconferma la regina incontrastata sul cemento messicano. La tennista statunitense, attuale numero 16 del ranking WTA, ha fatto valere il proprio status conquistando il secondo titolo WTA della carriera vincendo l’atto conclusivo del Guadalajara Open presentado por Santander. Nel derby tutto statunitense disputato contro la connazionale Peyton Stearns, la campionessa in carica si è imposta con il punteggio di 6-4 6-2 in un’ora e ventisette minuti di gioco, dimostrando ancora una volta un feeling straordinario con le condizioni di gioco locali.
Primo set sul filo dell’equilibrio: il graffio decisivo nel nono game
La frazione d’apertura è scivolata via sui binari del massimo equilibrio, con i servizi a fare la voce grossa e lo spettro del tie-break che pareva l’esito più naturale. L’inerzia si è spezzata improvvisamente nel nono gioco, quando Stearns ha concesso la prima e unica palla break dell’intero parziale. Jovic è stata spietata nel capitalizzare subito l’occasione, strappando la battuta all’avversaria sul 5-4 per poi chiudere senza tentennamenti la prima frazione con il punteggio di 6-4.
Monologo nel secondo parziale: raddoppio di break e trionfo finale
Incoraggiata dal vantaggio, Jovic ha alzato ulteriormente la pressione all’inizio del secondo set, trovando il break immediato in apertura. Il match si è trasformato in un monologo della numero 16 del mondo, capace di piazzare una striscia fino a cinque giochi consecutivi. Nel settimo game, arrivata a procurarsi tre palle break consecutive sullo 0-40, la detentrice del titolo ha cinto definitivamente l’incontro alla terza opportunità. Salita sul 5-2, Jovic ha sigillato la contesa al terzo match point, chiudendo il set sul 6-2.
La chiave tattica: un muro al servizio senza concedere palle break
Sì, insomma, i dati statistici del confronto mettono in luce una prestazione al servizio impeccabile da parte della vincitrice. Jovic ha disputato un match di straordinaria continuità nei propri turni di battuta, non concedendo alcuna palla break all’avversaria per tutti gli 88 minuti di gioco. Con il 64% di prime in campo, la giocatrice statunitense ha convertito in punto il 73% con la prima e il 68% con la seconda (contro il 61% e 65% della connazionale), staccando nettamente la connazionale anche nei punti totali conquistati (61 a 47) e sfruttando 3 delle 5 chance di break create sul servizio di Stearns. Un bis da incorniciare.
