Sarà Iva Jovic contro Peyton Stearns la finale del Guadalajara Open. Il torneo messicano avrà per il secondo anno consecutivo una campionessa statunitense e, per la seconda volta nel 2026, il circuito WTA propone un ultimo atto interamente a stelle e strisce. La campionessa in carica Jovic ha superato Cristina Bucsa 6-4 6-1, mentre Stearns ha eliminato Liudmila Samsonova 7-6(7) 6-2.
Jovic resiste a Bucsa e torna dove aveva vinto un anno fa
[2] I. Jovic b. [6] C. Bucsa 6-4 6-1
A Guadalajara continua il feeling speciale di Iva Jovic. Dodici mesi dopo il titolo che l’aveva consacrata come una delle giovani più interessanti del circuito, la diciottenne statunitense si è guadagnata la possibilità di difendere il trofeo tornando in finale con una vittoria più combattuta di quanto racconti il punteggio.
Contro Bucsa il servizio della numero 2 del seeding è stato continuamente sotto pressione. La spagnola ha costruito 12 palle break, ma Jovic ne ha cancellate addirittura 11, comprese tutte e sei quelle affrontate nel secondo set. Una statistica che sintetizza bene la partita: Bucsa è riuscita spesso a entrare nei game in risposta, molto meno a trasformare quelle occasioni in qualcosa di concreto. Jovic, al contrario, ha sfruttato quattro delle otto chance avute sul servizio dell’avversaria.
Le difficoltà arrivano fin dall’inizio. Jovic deve salvare cinque palle break nei primi tre turni di battuta, ma riesce ogni volta a proteggere il servizio e a prendere progressivamente il controllo del set. Sul 5-3, quando va a servire per chiudere, arriva però l’unica vera crepa: Bucsa le strappa la battuta a zero e torna sul 5-4. La reazione della statunitense è immediata. Nel game successivo è lei a togliere il servizio alla spagnola, mettendo fine al parziale sul 6-4.
Da quel momento la partita cambia definitivamente direzione. Anche nel secondo set Bucsa riesce a procurarsi opportunità in risposta, ma Jovic continua a cancellarle e dall’altra parte è molto più efficace quando si presenta l’occasione di allungare. Il 6-1 conclusivo arriva dopo un’ora e 33 minuti e vale la seconda finale stagionale per la campionessa in carica.
Stearns parte contratta, poi ribalta Samsonova
P. Stearns b. [8] L. Samsonova 7-6(7) 6-2
Decisamente più tortuoso l’avvio di Peyton Stearns, che per raggiungere la finale più importante della propria carriera ha dovuto prima disinnescare la partenza di Liudmila Samsonova.
La russa, reduce dalla vittoria in tre set contro la prima testa di serie Marta Kostyuk, entra meglio in partita e sfrutta l’inizio contratto dell’americana. Samsonova sale rapidamente 3-0 e arriva anche sul 4-2 con due break di vantaggio. Stearns fatica inizialmente a trovare la giusta posizione in campo e lascia alla sua avversaria la possibilità di comandare gli scambi.
Stearns riesce progressivamente a sciogliersi, recupera entrambi i break e trascina il parziale verso una conclusione molto più equilibrata di quanto lasciasse immaginare il suo avvio. Nel dodicesimo game ha anche due set point, entrambi cancellati da Samsonova. Si arriva così al tie-break, dove la statunitense riesce finalmente a chiudere 9-7, alla sesta opportunità complessiva avuta nel parziale.
Perso il primo set dopo essere stata così a lungo avanti, Samsonova non riesce più a ricostruire la stessa situazione favorevole. Stearns, al contrario, porta nel secondo parziale l’inerzia della rimonta. Anche alcuni game molto combattuti – quattro degli otto disputati arrivano ai vantaggi – finiscono per premiare l’americana, che nel quarto gioco riesce anche a risalire dallo 0-30 evitando di riaprire l’incontro. Il 6-2 completa una vittoria costruita soprattutto attraverso la capacità di cambiare passo dopo una partenza difficile.
Per Stearns si tratta della quarta vittoria in cinque semifinali WTA disputate in carriera, ma soprattutto della prima finale raggiunta a livello WTA 500: le precedenti erano infatti arrivate tutte in tornei 250. Dopo il successo di Rabat nel 2024 e quello ottenuto ad Austin nel 2026, proverà ora a conquistare il terzo titolo della carriera e il secondo della stagione.
