WTA San Paolo: finale inedita tra Quevedo e Podoroska. Badosa si ferma in semifinale

Kaitlin Quevedo supera Anna Blinkova al terzo set e raggiunge la prima finale WTA della carriera. Nadia Podoroska sorprende Paula Badosa in due set: domenica a San Paolo ci sarà una nuova campionessa

Di Jenny Rosmini
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Nadia Podoroska - Madrid 2024 (X @MutuaMadridOpen)

Il SP Open di San Paolo avrà una nuova campionessa. A contendersi il titolo del WTA 250 brasiliano saranno Kaitlin Quevedo e Nadia Podoroska, entrambe alla prima finale in singolare in un torneo di questa categoria. La ventenne spagnola ha superato Anna Blinkova al termine di tre set, mentre l’argentina ha firmato la sorpresa della giornata eliminando in due parziali la testa di serie numero 2 Paula Badosa.

Una finale che arriva nella seconda edizione di un torneo ancora molto giovane, ma nato con ambizioni che vanno oltre la singola settimana di competizione. Il circuito WTA è tornato a San Paolo nel 2025 dopo 25 anni di assenza: l’ultima edizione del Brasil Open disputata in città risaliva al 2000, quando a vincere era stata l’ungherese Rita Kuti-Kis. Lo scorso anno circa 33.000 spettatori hanno attraversato il Parque Villa-Lobos e il primo titolo dello SP Open è andato alla francese Tiantsoa Rakotomanga Rajaonah, che in finale ha battuto Janice Tjen conquistando anche il primo trofeo WTA della carriera.

Il progetto è stato pensato fin dall’inizio anche come strumento di crescita per il movimento femminile dell’area. Nel presentare il torneo, la direttrice Marcia Casz aveva definito il ritorno della WTA a San Paolo «un passo decisivo per il rafforzamento del tennis femminile in Brasile e in Sudamerica». Dopo la prima edizione, anche il direttore Lui Carvalho aveva parlato di un «passo molto importante» nel percorso di ricostruzione dei grandi eventi femminili nel Paese, anticipando «piani ambiziosi per il futuro».

Una linea ribadita proprio nel 2026 con la nascita dello SP Open Rising Stars, competizione inserita nella settimana WTA e riservata alle otto migliori Under 14 brasiliane: un modo per affiancare al grande tennis internazionale un progetto rivolto direttamente alla nuova generazione.

[7] K. Quevedo b. [4] A. Blinkova 6-4 2-6 6-4

A Kaitlin Quevedo sono serviti tre set per conquistare la prima finale WTA 250 della carriera. La numero 105 del mondo, testa di serie numero 7 a San Paolo, ha battuto Anna Blinkova 6-4 2-6 6-4, lasciando per strada il primo set dell’intera settimana.

La partita vive costantemente sul filo dell’equilibrio. Quevedo riesce a prendersi il primo parziale per 6-4, ma nel secondo perde efficacia nei momenti importanti e Blinkova ne approfitta per imporre maggiore pressione in risposta. La francese allunga fino al 6-2 e rimanda ogni discorso al set decisivo.

Lì la spagnola riesce però a ritrovare ordine e soprattutto a restare agganciata alla partita nei momenti più delicati. Il terzo set segue nuovamente un andamento serrato, ma sul 6-4 è Quevedo a mettere il punto finale sulla sua vittoria più importante nel circuito maggiore.

«È incredibile, sono molto felice. Credo che tutto il lavoro che stiamo facendo stia cominciando a essere ripagato», ha raccontato la ventenne dopo l’incontro. Una soddisfazione accompagnata dalla consapevolezza delle difficoltà poste da Blinkova: «Sapevo fin dall’inizio che sarebbe stata una partita molto dura ed ero preparata mentalmente. Ti fa giocare ogni singolo punto e devi rimanere concentrata e costante per tutto il tempo».

Per Quevedo, che da junior ha raggiunto la quinta posizione mondiale, è il punto più alto della miglior stagione della carriera. Con la finale è inoltre destinata a entrare per la prima volta nelle prime 100 del ranking.

N. Podoroska b. [2] P. Badosa 6-3 6-4

Se Quevedo rappresenta il volto emergente della finale, la storia di Nadia Podoroska passa invece attraverso un ritorno. L’argentina, numero 317 del ranking e semifinalista al Roland Garros nel 2020, ha sconfitto Paula Badosa 6-3 6-4, centrando a 29 anni la sua prima finale WTA 250 in singolare.

Podoroska prende immediatamente il controllo della partita impedendo a Badosa di trovare continuità con il primo colpo dopo il servizio. Il dato più evidente è proprio il rendimento in risposta: l’argentina trasforma sei delle undici palle break avute a disposizione, mentre la spagnola ne converte tre su sette. Podoroska vince inoltre il 66% dei punti con la prima contro il 51% della sua avversaria.

Dopo il 6-3 iniziale, Badosa prova a cambiare l’inerzia nella seconda frazione, ma continua a concedere troppo nei propri turni di battuta. Podoroska mantiene maggiore lucidità negli scambi decisivi e chiude 6-4 dopo un’ora e 27 minuti. È la prima vittoria dell’argentina contro Badosa, arrivata al terzo confronto diretto, e una settimana che le garantirà anche il ritorno tra le prime 200 del mondo.

Gli ultimi anni di Podoroska sono stati segnati da problemi al fianco e alla spalla, che l’hanno costretta a una lunga assenza e l’hanno fatta precipitare fuori dalle prime 300.

«Poter giocare a tennis è già un premio», ha spiegato. «L’anno scorso sono stata molto male e c’era grande incertezza su quando sarei riuscita a tornare in campo. È molto emozionante riuscire nuovamente a giocare a questo livello, considerando che sono tornata soltanto ad aprile».

Anche per questo la vittoria contro un’avversaria del calibro di Badosa assume un peso particolare: «Non l’avevo mai battuta. È una giocatrice molto difficile, molto potente, che ti mette pressione continuamente. Per me è una doppia vittoria: significa molto e mi dà molta fiducia».

E c’è poi la componente geografica, particolarmente significativa in un torneo che punta dichiaratamente a consolidare il tennis femminile sudamericano. «È la mia prima finale dopo tanti anni nel circuito», ha detto Podoroska. «Sono molto felice della settimana e di come ho affrontato le difficoltà. E ancora di più perché succede in Sudamerica. Sono argentina e giocare la mia prima finale in Brasile è molto speciale».

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