A Shenzhen è tutto pronto per la Final Eight di Billie Jean King Cup, in programma a partire da martedì 22 settembre, con la finale prevista per domenica 27 settembre.
L’Italia è bicampionessa in carica ed è partita alla volta della Cina a caccia del settimo sigillo nella competizione.
Le ragazze di Tathiana Garbin hanno superato agilmente il Giappone nel tie di Qualifiers di aprile e sono pronte a difendere il titolo. La capitana ha optato per un solo cambio nelle convocazioni: Tyra Grant sostituisce Lucrezia Stefanini e va a unirsi alle inamovibili Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Lucia Bronzetti e Sara Errani.
La compagine azzurra è sicuramente ben attrezzata per continuare a scrivere pagine della storia del più importante torneo a squadre del tennis femminile. Tuttavia, le sette avversarie sono pronte a strapparle lo scettro. A eccezione delle importanti defezioni di Elena Rybakina per il Kazakistan, Marta Kostyuk per l’Ucraina e Elise Mertens per il Belgio, le migliori giocatrici di ciascuna nazione sono presenti a Shenzhen.
La grande assente della fase finale di Billie Jean King Cup 2026 sono sicuramente gli Stati Uniti, eliminati senza appello nelle qualificazioni dal Belgio. Con una formazione rimaneggiata, senza le migliori giocatrici a stelle e strisce, a Lindsay Davenport non è bastata Iva Jovic, sottotono contro Hanne Vandewinkel, allora numero 93 del mondo, per approdare tra le migliori otto squadre. E neppure la scelta di schierare McCartney Kessler al posto di Hailey Baptiste ha pagato.
Questo può rappresentare un monito per tutti. Sottovalutare le rivali e fare i conti con le assenze sono una combinazione che rischia di essere letale per far bene in una competizione come la BJK Cup.
Vediamo allora chi sono le otto formazioni arrivate alla Final Eight di Shenzhen.
Italia: caccia al tris in Billie Jean King Cup
Tathiana Garbin conferma le scelte che hanno portato l’Italia a trionfare per due volte consecutivamente. Jasmine Paolini proverà a guidare le compagne verso la storia. Come lo scorso anno, l’avversaria ai quarti di finale sarà la Cina padrona di casa. 365 giorni fa la sfida si è conclusa con un perentorio 2-0 per le azzurre, ma per questa edizione ci sarà da fare i conti con la rinascita di Qinwen Zheng.
La sensazione è che la nostra nazionale sia comunque favorita nel complesso.
Paolini è reduce da una stagione tutt’altro che entusiasmante. L’infortunio al piede si è ripercosso direttamente sui risultati. E se le vittorie non arrivano, il tennis sa essere impietoso, con una posizione nel ranking sempre più lontana da quel posto al sole dell’élite. Lo spirito di squadra e il sostegno delle compagne può essere l’interruttore che riaccende nella toscana il fuoco agonistico. Perché l’Italia ha bisogno della migliore Paolini per arrivare fino in fondo.
Elisabetta Cocciaretto dovrebbe essere la seconda singolarista. Nel 2025 la sua vittoria su Emma Navarro ha aperto come meglio non avrebbe potuto la finalissima.
Per la marchigiana questa annata si è rivelata ambivalente. Da una parte ci sono il titolo a Hobart partendo dalle qualificazioni e i quarti di Doha, dall’altra la discontinuità di prestazioni e i continui problemi fisici. In particolare, l’estate di Cocciaretto è stata caratterizzata da fastidi a causa dei quali ha potuto esprimersi solamente a sprazzi. Dall’ultimo match, il primo turno dello US Open, sono passate tre settimane, tempo che può averle consentito di rimettersi in sesto per affrontare al meglio gli ultimi appuntamenti di questa stagione.
In ogni caso, sono pronte anche Lucia Bronzetti e Tyra Grant, ormai parte imprescindibile di una squadra intenzionata a estendere il dominio. Infine, c’è tutta l’esperienza di Sara Errani se i tie si dovessero prolungare fino al doppio decisivo. Nelle ultime uscite, la veterana azzurra si è accompagnata a varie giocatrici e con Paolini non gioca da prima di Wimbledon. Con tutto quello che hanno vinto, però, ritrovare immediatamente il feeling in campo – dato che Sara è sempre stata presente nell’angolo di Jasmine – non sarebbe un problema.
Cina: le speranze passano da Qinwen Zheng
La Cina ci riprova a dare una soddisfazione al pubblico di casa. Ormai un habitué per l’organizzazione della Final Eight, le speranze che il Paese ospitante possa farsi largo nella competizione passano senz’altro dalla conferma della resurrezione di Qinwen Zheng. La campionessa olimpica è reduce da uno US Open di grande spessore, dove si è fermata ai quarti di finale, ma è stata a un passante dall’andare in vantaggio di un break nel set decisivo contro Elena Rybakina.
Ora che l’infortunio al gomito sembra davvero alle spalle, Zheng può spostare il focus sul tennis e sul ritrovare gioco e sensazioni che l’avevano condotta alla quarta posizione del ranking.
Per l’altro singolare da attenzionare è il nome di Xiyu Wang, oltre a Shuai Zhang e Xinyu Jiang per l’eventuale doppio.
Ucraina: senza Kostyuk, Svitolina è chiamata a trascinare la squadra
Attenzione all’Ucraina nella corsa alla conquista della Billie Jean King Cup. Pur dovendo rinunciare a Marta Kostyuk, infortunata al polso, il capitano Illya Marchenko può contare sulla migliore giocatrice del Paese, ovvero Elina Svitolina, che quando c’è da difendere i colori nazionali è sempre combattiva e determinata. Accanto a lei, Anhelina Kalinina reclama spazio e può essere una risorsa in singolare e in doppio, dove la garanzia Lyudmyla Kichenok è una buona base di partenza. All’esordio per l’Ucraina c’è il Belgio, poi in semifinale potrebbe aspirare alla rivincita sull’Italia, dopo la sconfitta di dodici mesi fa.
Belgio, la sorpresa di Billie Jean King Cup
Il Belgio è proprio la finalista che non ti aspetti. Eppure ha staccato il pass per Shenzhen ed è intenzionato a continuare a sorprendere. Sbarrata la strada agli Stati Uniti nei Qualifiers di aprile, Wim Fissette deve incassare la rinuncia per la Final Eight di Elise Mertens, impegnata nella difesa del titolo di Singapore.
Un’assenza non certamente irrilevante per una nazione che annovera in top 100 solamente due giocatrici. Allora la guida simbolica del team spetta a Hanne Vandewinkel, numero 83 del mondo, e una delle trascinatrici nella sfida con gli USA. Contro l’Ucraina il tie è ai limiti del proibitivo, almeno sulla carta. Ma Vandewinkel, Greet Minnen, Jana Otzipka, Magali Kempen e Lara Salden non hanno davvero niente da perdere, anche se bissare il titolo del 2001 è davvero un’utopia.
Cechia: la grande favorita per la Billie Jean King Cup
È inutile girarci intorno. La Cechia è la vera grande favorita per la vittoria finale. Barbora Strycova ha a disposizione una rosa di giocatrici che nessun altro capitano si ritrova alle battute finali di Billie Jean King Cup. Linda Noskova e Karolina Muchova rischiano di essere incontrastabili dalle altre tenniste. E le riserve portano i nomi di Marie Bouzkova e Sara Bejlek. È tutto? No. A coronare una squadra da sogno è Katerina Siniakova, fenomenale doppista e pure singolarista di tutto rispetto.
Una sovrabbondanza di talento ha costretto la capitana a una cernita stringente. Con le escluse cece si potrebbe comporre una seconda compagine competitiva. Krejcikova, Valentova, Bartunkova sono solamente tre esempi di un movimento che non si è mai appassito – e che conta 11 trionfi nella competizione.
Gran Bretagna, la seconda sorpresa
La Gran Bretagna non sta sicuramente vivendo il suo miglior momento tennistico, ma è riuscita a piazzare tra le migliori otto entrambe le squadre.
In Billie Jean King Cup, le ragazze di Anne Keothavong se la vedranno ai quarti con la Repubblica Ceca e i pronostici le vedono già spacciate. Katie Boulter, Harriet Dart, Sonay Kartal, la giovanissima Mika Stojsavljevic e Jodie Burrage sono davvero chiamate all’impresa contro lo strapotere ceco. Già superare l’Australia nei Qualifiers non è stato un risultato scontato.
Kazakistan: senza Rybakina è tutto più difficile
La notizia del forfait di Elena Rybakina ha privato il Kazakistan della sua carta vincente. Toccherà allora a Yulia Putintseva, Sonja Zhiyenbayev, Zhibek Kulambayeva e Anna Danilina sopperire in qualche modo all’assenza della nuova numero 1 del mondo. Contro la Spagna il vero banco di prova, perché poi la semifinale sarebbe contro la Cechia.
Spagna: missione uscire dall’anonimato
Carla Suarez Navarro sceglie Cristina Bucsa, Kaitlin Quevedo, Jessica Bouzas Maneiro, Marina Brassols Ribeira e Sara Sorribes Tormo per rincorrere il sogno Billie Jean King Cup. Spicca la mancanza di Paula Badosa, alla ricerca di un bottino di punti che possano garantirle una tranquillità di fondo, andata scomparendo con tutti gli infortuni. L’obiettivo per le spagnole è uscire dall’anonimato delle ultime stagioni.
