Challenger di Biella: il 20enne Carlo Alberto Caniato festeggia la sua prima vittoria

Si sapeva che l’allievo dell’Academy Villa Carpena di Forlì stava arrivando, ma il suo successo è stato fragoroso

Di Massimo Gaiba
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Carlo Alberto Caniato (Instagram)

La prima volta che sentimmo parlare di Carlo Alberto Caniato fu alcuni anni fa, probabilmente tre, quando coach Alberto Casadei ci disse che nell’Academy del Villa Carpena di Forlì era arrivato un ragazzino molto promettente. Carlo, che a fine ottobre compirà 21 anni, è nato a Verona per poi trasferirsi giovanissimo a Ferrara dove è cresciuto anche tennisticamente. L’ulteriore step è stato appunto il trasferimento a Forlì dove si è inserito nel magnifico gruppo allenato da Alberto Casadei e Giovanni Pacchioni, un gruppo che già comprendeva, tra gli altri, Lorenzo Angelini e Leonardo Cattaneo (attualmente al College a Berkeley). La prima volta invece che ci abbiamo parlato fu dopo una sua vittoria in non ricordiamo quale torneo Under 18. Il ragazzo ci colpì moltissimo per la sua aria aristocraticamente distaccata, come se vincere fosse semplicemente scritto nel suo destino e lui in fin dei conti non avesse fatto poi niente di straordinario. Tutto questo mentre in videochiamata passeggiava osservando il cielo a pecorelle che minacciava pioggia imminente. Come si dice in questi casi? O molto bene o molto male. Dopo averlo visto giocare propendemmo immediatamente per il molto bene perché questo ragazzone di quasi 190 cm appariva come il perfetto prototipo del giocatore moderno: servizio solido e ottimi fondamentali da fondo campo, sia di diritto che di rovescio. Poi la maturazione è stata in realtà meno veloce di quanto si potesse prevedere. Ma non ci stancheremo mai di ricordare come ognuno abbia i propri tempi e che mettere fretta ai ragazzi, soprattutto se di talento, è sempre sbagliatissimo.

Ma che Caniato stesse arrivando è stato chiaro già a fine 2025 quando vinse l’ITF M25 di Sintra in Portogallo, torneo in genere molto ben frequentato, pochi mesi dopo la sorprendente vittoria a Roma in doppio, in coppia col ravennate Federico Bondioli, contro Vavassori/Bolelli. Poi in maggio sono arrivati i quarti di finale al Challenger di Cervia e meno di un mese fa la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo. Qui al Challenger 50 di Biella (terra battuta) Caniato ha fatto sembrare tutto facile, perdendo un solo set nei quarti contro lo svizzero Mika Brunold. Ma in realtà è stato bravo lui ad appianare le difficoltà perché gli avversari incontrati non erano certo morbidi. A partire dallo svizzero Brunold (n.257 ATP e fresco vincitore a Tulln), per poi proseguire con l’argentino Alex Barrena (n.216) e lo spagnolo Alejandro Moro Canas (n.240) che in finale ha opposto una fiera resistenza prima di cedere col punteggio di 7-6(1) 6-4 in poco meno di due ore. Con questo suo primo successo Challenger l’azzurro dovrebbe salire al n.386 ATP e si può dire che la scalata è ufficialmente iniziata. Subito dopo abbiamo contattato coach Casadei che è stato, come sempre, gentilissimo a regalarci un po’ del suo tempo:

“E’ stata una bellissima settimana in cui Carlo è cresciuto giorno dopo giorno, sempre con l’atteggiamento giusto. Siamo ovviamente molto contenti di questa vittoria che io sinceramente mi aspettavo. Il livello ce l’aveva da un pezzo, doveva solo capire come incanalare le energie nervose, in sostanza come fare a vincere certe partite. Adesso Carlo andrà a Genova al Challenger 75 e la scalata continua”.

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