Coppa Davis, l’Italia verso il sorteggio: gli ostacoli principali sulla strada del poker

Martedì alle 12 a Bologna gli azzurri conosceranno l’avversaria dei quarti: Canada, Gran Bretagna, Austria o Corea del Sud. Spagna dall’altra parte del tabellone e possibile soltanto in finale; Germania e Cechia le altre teste di serie

Di Carlo Galati
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Simone Bolelli, Andrea Vavassori, Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego, Flavio Cobolli e Il capitano Filippo Volandri - Finali Coppa Davis 2025 Bologna (Photo by Clive Brunskill/Getty Images for ITF)


Tre Coppe Davis consecutive possono cambiare il modo in cui l’Italia del tennis aspetta il sorteggio? Di sicuro la strada verso un agognato, quanto difficile, poker, perlopiù consecutivo, resta difficile a prescindere, sia per la difficoltà dell’impresa in sè, sia per l’oggettivo valore delle formazioni avversarie. Detto questo è vero che si cerca e si continua a cercare la strada meno ripida verso la salita finale, ma adesso sono soprattutto le altre formazioni a sperare di non finire dalla parte degli azzurri. L’attesa si concluderà domani, martedì 22 settembre alle ore 12, a Bologna, dove verrà disegnato il tabellone delle Final 8, in programma nella stessa città dal 24 al 29 novembre. La squadra di Filippo Volandri partirà da testa di serie numero uno e con un obiettivo chiaro, che se non fosse chiaro è sempre lo stesso: vincere. Come detto, sarebbe la quarta consecutiva, la quinta nella storia azzurra.

Quattro possibili avversarie per l’Italia

La prima certezza riguarda i nomi che non potranno uscire dall’urna. Italia, Spagna, Germania e Cechia sono le quattro teste di serie e non potranno incrociarsi nei quarti. Gli azzurri affronteranno dunque una tra Canada, Gran Bretagna, Austria e Corea del Sud. Italia e Spagna, numero uno e due del ranking per nazioni, saranno inoltre sistemate nelle due metà opposte: la rivincita della finale del 2025 potrà esserci soltanto nell’ultimo atto. Germania e Cechia verranno invece distribuite una per lato e rappresentano già le due possibili grandi insidie delle semifinali.

Se dall’urna si potesse cancellare un nome, probabilmente Volandri sceglierebbe il Canada. I campioni del 2022 hanno eliminato la Francia 3-1 pur senza Denis Shapovalov e Gabriel Diallo, trovando nell’inatteso successo di Liam Draxl su Arthur Rinderknech il punto che ha cambiato il confronto. Il resto lo ha fatto Felix Auger-Aliassime, capace di completare l’opera davanti al pubblico di Quebec City. Se a novembre Dancevic riuscisse a riunire tutti i suoi uomini migliori, il Canada avrebbe un reparto di singolare di peso e alternative sufficienti per diventare la mina più pericolosa della seconda fascia.

Gran Bretagna, Austria e la prima volta coreana

La Gran Bretagna non avrà Jack Draper, che ha già chiuso la propria stagione, ma non è affatto un’opzione morbida. Arthur Fery e Toby Samuel hanno costruito il 2-0 contro l’Ecuador, poi Henry Patten e Neal Skupski hanno chiuso il confronto sul 3-0. Fery, semifinalista a Wimbledon, garantisce qualità in singolare; una coppia Patten-Skupski rende invece il doppio un terreno sul quale nessuno può sentirsi al sicuro.

L’Austria sarebbe un volto già conosciuto. Dodici mesi fa l’Italia la superò 2-0 nei quarti di Bologna, ma la squadra di Jürgen Melzer ha appena battuto il Belgio 3-1 e raggiunto le Final 8 per il secondo anno consecutivo. L’uomo simbolo è Jurij Rodionov, capace di piegare Zizou Bergs e di confermarsi giocatore da Davis ben oltre quanto dica la classifica. La Corea del Sud, invece, vivrà la sua prima volta tra le migliori otto: Hyeon Chung e Soonwoo Kwon hanno guidato il 3-1 sull’India, completando un percorso nel quale i coreani avevano già eliminato l’Argentina. Austria e Corea hanno conquistato Bologna nello stesso giorno, ma con ambizioni e storie molto differenti.

Spagna, Germania e Cechia: l’altra metà del sorteggio

La seconda fascia contiene le possibili avversarie dell’Italia, ma la parte nobile del tabellone racconta dove si trovino le principali candidate al titolo. La Spagna, unica delle sette qualificate ad avere vinto in trasferta, ha travolto il Cile a Santiago affidandosi a una generazione nuova: Daniel Merida ha rimontato Alejandro Tabilo, Rafael Jodar ha dominato Cristian Garin e Pedro Martinez con Jaume Munar hanno completato il lavoro in doppio. Jodar e Merida avevano già indirizzato il confronto nella prima giornata. Se a novembre potrà aggiungere Carlos Alcaraz e Marcel Granollers, David Ferrer avrà profondità sufficiente per presentarsi a Bologna con qualcosa in più del semplice ruolo di finalista uscente.

La Germania ruota intorno ad Alexander Zverev, reduce dal titolo dello US Open e decisivo nel 3-1 sulla Croazia. Sascha ha portato due punti, mentre Kevin Krawietz e Tim Puetz hanno sconfitto una coppia di enorme esperienza come Nikola Mektic e Mate Pavic: un successo che ha mostrato la completezza della squadra tedesca. La Cechia ha forse il collettivo più omogeneo: Jakub Mensik, Jiri Lehecka e Tomas Machac offrono a Tomas Berdych soluzioni diverse e intercambiabili. Per arrivare a Bologna ha dovuto superare 3-2 gli Stati Uniti, ribaltando la seconda giornata con le vittorie di Mensik e Lehecka.

Le fasce del sorteggio

Teste di serie: Italia, Spagna, Germania, Cechia
Non teste di serie: Gran Bretagna, Austria, Corea del Sud, Canada

Ogni quarto metterà di fronte una squadra della prima fascia e una della seconda. In semifinale l’Italia troverebbe eventualmente Germania oppure Cechia, mentre la Spagna resterà lontana fino a una possibile finale.

Il sorteggio definirà il grado di difficoltà, ma non risolverà l’altra grande domanda: quali giocatori arriveranno davvero a Bologna. La disponibilità di Jannik Sinner cambierebbe inevitabilmente il peso dell’Italia, così come quelle di Alcaraz, Zverev e degli altri numeri uno. Volandri, però, possiede una certezza che nessuna urna può offrire: questa squadra ha già imparato a vincere in modi diversi. Nel 2025 ci riuscì anche senza Sinner e Musetti. Ecco perché martedì l’Italia guarderà il tabellone con attenzione, ma senza paura: dopo tre trionfi consecutivi, il problema del sorteggio riguarda soprattutto chi pescherà gli azzurri. Anche perché sulla carta gli azzurri potrebbero contare sul numero 1 al mondo che, a differenza dello scorso anno, potrebbe dire sì ad una chiamata azzurra e questo, ovviamente, cambierebbe tutto.

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