Era stata battezzata la finale delle prime volte e, ça va sans dire, lo è stata. Partita non esaltante sotto il profilo tecnico, ma sicuramente una battaglia improntata a scrollarsi quella tensione che spesso è la maggior nemica della vittoria. Alla fine al WTA di San Paolo la spunta Kaitlin Quevedo con una rimonta tutto cuore ai danni di Nadia Podoroska che può aver qualche piccolo rimpianto per non aver colto il momento nell’ultima tranche di secondo set. L’argentina finisce con poca benzina nel serbatoio favorendo il successo della spagnola che passa 4-6 6-4 6-2 in due ore e dieci minuti di gioco. Primo trofeo per la classe 2006 che festeggia in Brasile a 20 anni, 7 mesi e 8 giorni. La sudamericana, invece, è ancora lontana dai fasti della semifinale al Roland Garros nel 2020, ma gli infortuni sembrano alle spalle con un grande torneo giocato.
Primo set: Podoroska domina la tensione e si porta 1-0
Inizio in salita per Quevedo, con tre errori consecutivi che portano a 3 palle break da disinnescare. Si salva sulle prime due, ma Podoroska si prende il break in apertura alla terza chance. Nonostante la nativa di Rosario legittimi il vantaggio, entrambe le giocatrici soffrono la tensione della prima finale in carriera con tanti gratuiti e pochissimi vincenti. La stessa rigidità che fa capolino nuovamente nella giocatrice iberica quando, sotto 15-30, spara un dritto fuori a campo aperto regalando all’avversaria altre due occasioni per strapparle la battuta. Detto fatto, con la sudamericana a salire 3-0 e servizio con tante probabilità di aver incanalato dalla sua parte il primo set. Quevedo non ci sta e, recuperando uno dei due break, prova la rimonta. La classe 2006 rischia di capitolare nuovamente nell’arco del settimo game, quando la palla break offerta ha il sapore della resa nel primo set, ma ne viene fuori alla grande con un vincente di rovescio che la tiene in vita. Da qui in avanti si prosegue on serve e, inevitabilmente, Podoroska ha la chance di scrivere 1-0 nel decimo game: la tennista albiceleste concede solo un 15 e fa suo il primo parziale.
Secondo set: Podoroska non chiude e Quevedo riapre la finale
L’inerzia è dalla parte della giocatrice in vantaggio, con Podoroska a scappare con un nuovo break in tasca al pronti via. Quevedo capisce che non c’è più margine e si riprende subitamente la battuta. Botta e risposta. Tranne la balla break neutralizzata dalla spagnola nel quinto game, si procede senza scossoni con la vera sliding doors dell’incontro a palesarsi nel decimo gioco. Kaitlin è sotto 0-30, ma un nastro benevolo dà vita a 4 punti di fila, con una smorzata deliziosa di rovescio a suggellare il 5-4. L’argentina sente il peso dell’occasione mancata e si complica la vita con un pesantissimo doppio fallo che la porta 15-30. Altro punto per la classe 2006 e le prime palle break iberiche del secondo set sono due set point. Annullata la prima, la semifinalista del Roland Garros 2020 sbaglia il dritto e manda a sorpresa la finale al terzo set subendo, questa volta, il 6-4.
Terzo set: Podoroska non ne ha più, Quevedo festeggia il primo titolo
Disastroso inizio di terzo set per Podoroska che sente il match scivolarle dalle mani. Sotto 15-30 nel secondo game, arriva una smorzata maldestra, arma mai decollata in questa finale, e ancora un doppio fallo sanguinoso che concedono lo strappo a Quevedo. Arriva il quinto game di fila per la spagnola che sale 3-0. Il calo dell’argentina è da rintracciare in un crollo fisico anche abbastanza evidente, componente fondamentale per continuare a dare battaglia. La spagnola ne approfitta, lascia l’avversaria a 30 e le strappa per la seconda volta la battuta nell’arco del parziale decisivo. I buoi sono scappati dalla stalla per la sudamericana che ha un moto d’orgoglio finale, salvo poi arrendersi definitivamente a Quevedo che scrive 6-2 in poco più di mezz’ora nell’ultimo set e firma il primo successo WTA a 20 anni.
