Martedì 22 settembre l’Italia ha scoperto il suo percorso verso un possibile poker di Insalatiere. Sorteggiato il tabellone della Final 8 di Davis, anche quest’anno agli azzurri è toccato un impegno sulla carta molto comodo ai quarti di finale: la Corea del Sud. Autentica rivelazione di questa edizione del Mondiale del Tennis, la Corea del Sud è diventata la prima nazionale asiatica a centrare la qualificazione per la fase finale della nuova Coppa Davis, superando l’India in un tie continentale dal sapore di storia.
Ancor prima di settembre, la vera impresa della Corea del Sud era arrivata a febbraio, con il 3-2 casalingo in rimonta all’Argentina sì priva di Cerundolo ed Etcheverry, ma comunque molto più attrezzata. I due singolaristi sono insostituibili e si portano appresso due storie che meritano di essere raccontate: la leva militare di Soonwoo Kwon e la semifinale Slam di Hyeon Chung. Una squadra che però, insieme ai doppisti Nam e Park, non pare poter spaventare l’Italia, ci sia o meno Jannik Sinner (il che rimane il punto interrogativo più grosso). Gli ostacoli più grandi arriverebbero senza dubbio in seguito, nell’eventuale semifinale contro Cechia/Canada e soprattutto in un’ipotetica finale che potrebbe vedere gli azzurri contrapposti alla Germania di Zverev o alla Spagna di Jodar e forse Alcaraz.
Soonwoo Kwon, il n. 1
Ex n. 52 del ranking a fine 2021, Soonwoo Kwon gioca due finali in carriera a livello ATP e le vince entrambe: nel 2021 a Nur-Sultan e nel 2023 ad Adelaide 2. È però dal 2024 che iniziano i problemi: prima un infortunio alla spalla lo costringe a diversi stop forzati, poi i ‘problemi’ arrivano anche da fuori. In Corea del Sud è ancora obbligatorio il servizio militare da 18 mesi, ragion per cui Kwon è costretto a tornare a casa. Non stacca però totalmente la spina dal tennis, continuando a giocare (pochi) Challenger e ITF nel suo paese e spiccando per disciplina e serietà all’interno dell’esercito.
Questo comportamento permette a Kwon di ottenere specifici permessi per fare sport anche fuori dai confini statali, riuscendo così a raggiungere le qualificazioni dell’ultimo Wimbledon, a superanrle e a vincere pure una partita nel main draw. Un risultato che, per un tennista evidentemente scivolato indietro in classifica, fa molto comodo anche a livello economico. Al termine della leva obbligatoria, il sudcoreano torna stabilmente nel tour e oggi occupa la 158esima casella del ranking mondiale, avendo anche recentemente conquistato due titoli Challenger consecutivi tra fine aprile e inizio maggio. Una delle vette più alte della sua carriera, tuttavia, resterà per sempre quella raggiunta pochi giorni fa, con i due punti regalati alla sua Corea nella sfida contro l’India.
Hyeon Chung, il n. 2
La sua vetta personale, al contrario, Hyeon Chung l’ha raggiunta ormai parecchi anni fa. Da non testa di serie il sudcoreano inizia l’Australian Open 2018 superando il n. 32 del seeding Mischa Zverev, sfruttando il ritiro del tedesco nel secondo set. La sua cavalcata è appena iniziata: tre set a zero a Daniil Medvedev al secondo turno, 6-0 al quinto ad Alexander Zverev rimontando due volte un set di svantaggio e soprattutto tre set a zero a Novak Djokovic agli ottavi di finale. Il sentiero per una carriera brillante sembra già tracciato, se a questo aggiungiamo anche il trionfo da imbattuto nella prima edizione delle Next Gen ATP Finals, superando Rublev (due volte), Medvedev, Shapovalov e Quinzi.
Nonostante riesca a non rispondere alla chiamata obbligatoria della leva militare, da cui è stato esonerato grazie al trionfo in doppio agli Asian Games 2014, ben presto il fisico presenta a Chung un conto salatissimo. Dopo aver raggiunto il n. 19 ATP ad aprile 2018, il sudcoreano sarà costretto a sfilarsi gli inconfondibili occhiali aerodinamici con cui aveva incantato in Australia e a fare i conti con i numerosi infortuni. Prima la caviglia, poi le vesciche, quindi una schiena martoriata che lo ferma per due anni interi (2020-2022). Soltanto nel 2023 Chung riesce a tornare in campo, senza ranking, aggirandosi ormai nei bassifondi della classifica (oggi è n. 557).
Incredibile come un giocatore del suo livello non abbia neanche mai giocato una finale ATP, ma se a volte il destino sa essere spietato, in altre occasioni può restituire qualcosa. Le oltre tre ore servite a Chung per ottenere un punto fondamentale contro Nagal, che ha portato la Corea del Sud sul momentaneo 2-0 e a un passo dalle Finals di Coppa Davis, sono lo specchio della volontà intrinseca di non mollare mai. Perché per Hyeon, anche quando ha visto i suoi sogni sgretolarsi lentamente davanti ai suoi occhi, mollare non è mai stata un’opzione.
PRECEDENTI ITALIA-COREA DEL SUD 3-0
2020 – Qualifiers
Cagliari, TC Cagliari, 6-7 febbraio 2020, terra battuta
Italia b. Corea del Sud 4-0
1987 Play-off World Group
Seoul (Kor), Stadio Nazionale Olympic Park, 24-28 luglio, cemento
Italia b. Corea del Sud 3-2
1981 – Play-off World Group:
Sanremo, Tennis Club Solaro, 2-4 ottobre, terra battuta
Italia b. Corea del Sud 4-1
