Rusedski: “Zverev è il n. 1 non ufficiale, ha fatto meglio negli Slam”

"Sascha ha fatto meglio negli Slam, ma deve guadagnarselo - sostiene l'ex n. 4 del mondo -. Con Sinner e Alcaraz sono i nuovi Big 3. Lo spagnolo dovrebbe giocare meno esibizionI"

Di Giovanni Pelazzo
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Alexander Zverev - US Open 2026 (foto X @ATPTour_ES)

Dopo due anni di duopolio il 2026 ha regalato al tennis un nuovo – nonché il più atteso – campione Slam: Alexander Zverev. Dopo tre finali perse il tedesco ha colto l’opportunità di Parigi, con Alcaraz fuori dai giochi e Sinner eliminato dal caldo al secondo turno. Non pago, è arrivato fino in fondo a Wimbledon per la prima volta in carriera e ha trionfato anche a New York, chiudendo il cerchio aperto sei anni fa con quella finale gettata via contro Dominic Thiem.

“Dal mio punto di vista, Zverev dovrebbe chiudere la stagione da n. 1 del mondo“ ha detto Greg Rusedski, ex n. 4 del mondo, nel suo podcast ‘Off Court with Greg’. Effettivamnte, con due titoli Major in bacheca, il tedesco è salito al n. 1 della race, dove ha 700 punti di vantaggio su Sinner. Jannik ha iniziato lunedì la sua 90esima settimana da leader del ranking ATP e per il momento conserva 1810 punti di vantaggio, ma se dovesse saltare anche lo swing asiatico il margine si assottiglierebbe notevolmente. “Sascha dovrà giocare bene da qui a fine anno, ci sono ancora tanti punti in palio. Non sappiamo quando Sinner tornerà in campo: per me Zverev è il n. 1 non ufficiale, perché ha fatto meglio negli Slam, ma deve ancora effettivamente guadagnarselo – sostiene Rusedski -. Jannik è l’unico che ha chance di togliere il n. 1 al tedesco, ma allo stesso tempo non ha paura di saltare tornei se il suo corpo non gli permette di giocare. Tornerà quando sarà in grado di farlo”.

La presenza di Sinner in Cina resta incerta e, se Jannik non dovesse partecipare ai tornei di Pechino e Shanghai, perderebbe altri 550 punti in classifica. Per il n. 1 di fine stagione, tuttavia, d’ora in poi sarà più semplice fare i conti con la race, che tiene conto solo dei risultati del 2026. “La corsa per Torino sarà entusiasmante – commenta l’ex n. 4 britannico – Alcaraz è fresco e adorerebbe vincere lì, così come Sinner visto che il torneo in Italia”. Il focus, prima di tornare su Zverev, si sposta poi sullo spagnolo, “il cui ritorno in campo è stato incredibile, oltre ogni aspettativa“, ma che per Rusedski dovrebbe “limare un po’ il suo calendario: meno esibizioni, meno impegni e più tempo per staccare”.

Quanto a Sascha, “non dimentichiamoci che era il candidato a prendere il posto dei Big 3 e a vincere Slam quando loro non ci sarebbero più stati – ricorda Rusedski -. Poi sono arrivati Sinner e Alcaraz, si pensava che Zverev non avrebbe mai vinto un Major, ma quest’anno ha approfittato del fatto che Jannik e Carlos fossero a mezzo servizio e ha rispettato i pronostici nei due Slam in cui era favorito, oltre ad aver raggiunto la sua prima finale a Wimbledon. Abbiamo dei nuovi Big 3 – la sentenza finale – senza dimenticare Djokovic, ma questa ormai è la nuova generazione”.

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