Costa, fisioterapista di Djokovic: “Ha chiesto perché Sinner fa allenamento con gli occhi”

"Arriva a creare test all'interno del team per scoprire se stiamo davvero cercando le migliori strategie di recupero", racconta Carlos Costa, fisioterapista di Nole

Di Pietro Sanò
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Novak Djokovic - Roland Garros 2026 (foto X @RolandGarros)

Ha completato il tennis. È diventato il più vincente della storia di questa disciplina. E dopo la vittoria alle Olimpiadi di Parigi 2024 avrebbe anche potuto appendere la racchetta al chiodo. Ma Novak Djokovic non ha smesso di essere affamato di gloria e trofei, e imperterrito, ha continuato a duellare con quei due alieni lì in cima, rivelandosi sempre scomodissimo, anche a 39 anni suonati. Il background della leggenda di Belgrado ci racconta di una ricerca spasmodica nel miglioramento della performance fisica.

Studio approfondito che affonda le sue radici in quel fatidico anno 2010 che cambiò la vita del serbo, svoltando del tutto la sua carriera. Come lo stesso Nole racconta nel suo libro autobiografico “Il punto vincente”, il nutrizionista Igor Četojević individuò nel campione serbo una forte intolleranza al glutine, causa scatenante dei cali di energie di Djokovic sino a quell’annata. Il classe ’87 cambiò alimentazione, ed il 2011 divenne la stagione più proficua della sua carriera. Alcuni la considerano la migliore annata di un giocatore nella storia del tennis.

“Se accade qualcosa di non pianificato, c’è attrito”

Il corpo di Nole è un tempio. E la maniacale cura per esso lo ha reso spaventosamente longevo in una disciplina logorante come quella del tennis. Fattore che gli ha consentito di superare i due colleghi che gli hanno dato parecchio filo da torcere in carriera: Rafa Nadal e Roger Federer. Il maiorchino è soltanto un anno più grande, mentre con “The Maestro”, la differenza d’età è già più significativa. Il re della terra rossa ha appeso la racchetta al chiodo già da qualche anno, così come Roger. Mentre Djokovic è ancora nel circuito, e il suo livello di gioco è ancora valido e competitivo.

Nel corso di un intervento nel podcast “Diário de um Treinador”, il suo fisioterapista Carlos Costa ha svelato parecchi retroscena su Novak, raccontando l’ossessione del serbo: “Djokovic presta attenzione ad ogni dettaglio, anche il tempo che ci vuole a dargli l’asciugamano. E, se accade qualcosa di non pianificato, c’è attrito. Arriva addirittura a creare test all’interno del team per scoprire se stiamo davvero cercando le migliori strategie di recupero e fornendo i migliori trattamenti”.

Costa: “Cerco sempre di mantenermi aggiornato. Ma Djokovic…”

Con Nole intorno, non ci si può proprio rilassare. Ciascun componente della squadra del 24 volte Slam è chiamato a dare il 101% per far sì che Djoker resti al top il più a lungo possibile. Nel 2026, il più vincente della storia di questa disciplina, è uscito per la prima volta dalla top10 dopo 8 anni, ma nonostante la veneranda età, in questa stagione è riuscito ad aggiudicarsi duelli sanguinosi ed interminabili, come contro Jannik Sinner in Australia (4 ore e 9 minuti) e Felix Auger-Aliassime a Wimbledon (5 ore e 15 minuti).  “Non ho mai visto nulla di simile a Novak Djokovic. La sua visione, ciò che mette in ogni singolo giorno in campo, e la sua intensità”, commenta Costa, il quale ha dichiarato che Nole è un tennista che mira continuamente al progresso.

Aperto all’introduzione di metodologie, anche usate dagli stessi avversari: “Ha chiesto perché Sinner fa allenamento per gli occhi e noi no”, afferma il fisioterapista dell’ex numero 1 al mondo. Poi continua: “Cerco sempre di mantenermi il più aggiornato possibile, facendo corsi con fisioterapisti di altre discipline così da trarre insegnamento da altri sport. Ma a volte Djokovic vede video o si accorge che altri giocatori fanno cose diverse negli spogliatoi, e chiede sempre perché noi non facciamo lo stesso. E la nostra risposta non può tardare troppo“.

“La prima volta che ho lavorato con lui…”

Essere membro del team di Nole vuol dire rasentare la perfezione, essere meticolosi. Anche se difficilmente si può pareggiare il livello di maniacalità del più vincente della storia: “La prima volta che sono andato a lavorare con lui, sono rimasto sbalordito da quello che stava succedendo. Aveva appena assunto un biomeccanico per lavorare sul suo servizio e dritto. Hanno passato una settimana a lavorare su aspetti specifici per renderlo ancora migliore”. Il tennis si evolve continuamente, e negli ultimi anni, è diventata sempre più una disciplina esigente dal punto di vista fisico. Nole non si è mai saziato di apprendere, di aggiungere e plasmare il proprio stile di gioco per affrontare le nuove arrembanti generazioni. Ed anche se i quasi quarant’anni d’età – e 23 di carriera – gli stanno presentando il conto con qualche acciacco – riscontrato in particolar modo nello trasferta nord-americana –, Djokovic rientra chiaramente tra gli atleti più longevi della storia del tennis. Ma il suo capitolo non è ancora terminato…

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