Carlos Alcaraz è mancato, tanto, al tennis. Quattro mesi di stop per un infortunio al polso destro che ha fatto anche temere il peggio ma ora, dopo tante difficoltà, è tornato disputando un buon US Open. E guarda ora alla Laver Cup, che punta a vincere difendendo i colori del Team Europe. Proprio a tal proprosito, nell’occasione, ha avuto di parlare ai microfoni della BBC citando anche Jannik Sinner. Il grande rivale di cui Alcaraz sente la mancanza.
“Non ho scritto molto a Sinner”, racconta Alcaraz, “qualche messaggio a inizio anno. Ma mi manca, mi manca vederlo nei tornei e giocarci contro. Jannik mi spinge ad essere un giocatore migliore. Le persone attendono di vedere le nostre partite, di vivere la nostra rivalità“. Lo spagnolo è consapevole di quanto la sua carriera sia legata a doppio filo con quella dell’azzurro, di quanto possano migliorarsi a vicenda giocando uno contro l’altro.
Possibilmente senza finire così tardi come accaduto contro Shelton allo US Open, precisa Alcaraz. “Il quarto di finale è stato fantastico, un dono per me. Ho sofferto ma mi è piaciuto, perciò ho sorriso uscendo dal campo, mi mancava quella sensazione. Ma è troppo finire così tardi, le persone sono rimaste ma se fosse finito prima il campo sarebbe stato pienissimo“. Quello degli orari così al limite è un vero problema per il tennis, e Alcaraz ha anche la sua idea a tal proposito: “Mi piacerebbe cambiare un po’ la programmazione, magari potendo finire massimo alle 23“. Nel frattempo, lo spagnolo è pronto a tornare in campo, e tornare soprattutto a vincere.
