Laver Cup, Agassi difende i giocatori: “Nel tennis spesso meno è meglio”

Alla vigilia della sfida con il Team Europe, il capitano del Team World interviene sul calendario: “Il gioco è diventato molto più fisico”. Bublik scherza sul suo nuovo ruolo, Cerundolo aprirà contro Ruud

Di Luca De Gaspari
6 min di lettura 💬 Vai ai commenti

Il Team World arriva alla Laver Cup 2026 con il sorriso di chi dodici mesi fa ha già assaporato la vittoria, ma Andre Agassi non vuole prendersi troppi meriti. Alla vigilia della sfida con il Team Europe alla O2 Arena di Londra, il capitano americano ha infatti minimizzato il proprio ruolo: “Faccio la mia parte cercando di non rovinare questi ragazzi. Sono qui per un motivo”.

Per Agassi, però, l’esperienza della Laver Cup ha avuto un significato particolare. L’ex numero uno del mondo ha spiegato di aver riscoperto, dalla panchina, un’intensità emotiva che durante la carriera era spesso costretto a contenere: “Mi ha fatto capire quanta tensione vivessi dentro di me quando giocavo. Le emozioni erano il mio nemico in campo. Ora posso stare a bordo campo con tutte queste Ferrari e lasciarmi andare”.

Agassi sul calendario: “Spesso meno è meglio”

Il passaggio più interessante della conferenza è arrivato quando ad Agassi è stato chiesto un parere sul calendario sempre più fitto e sui problemi fisici che ne derivano per i giocatori.

Il capitano del Team World si è schierato chiaramente dalla loro parte: “Io tendo sempre a stare dalla parte dei giocatori”. Agassi ha ricordato anche la telefonata ricevuta da Ben Shelton, costretto a rinunciare alla competizione, sottolineando come per lui venga prima di tutto la salute e la carriera degli atleti.

Secondo il Kid di Las Vegas, il tennis moderno è diventato molto più esigente dal punto di vista fisico: i giocatori sono costretti a coprire più campo, a colpire con maggiore intensità e a sostenere un’usura che spesso resta lontana dai riflettori. Per questo Agassi auspica anche l’introduzione di una vera offseason.

“Ci sono molti casi nella vita in cui meno è meglio, e credo che anche il tennis ne beneficerebbe”, ha spiegato. La Laver Cup, però, non è per lui uno degli appuntamenti da sacrificare: “È un evento fantastico e mi dispiacerebbe vederlo compromesso. Vorrei semplicemente che questi grandi atleti potessero essere sempre nelle condizioni di esprimersi al meglio”.

Bublik, il “trash-talker” del Team World

A regalare il momento più leggero della conferenza è stato inevitabilmente Alexander Bublik, alla sua prima esperienza con il Team World.

Il kazako ha scherzato sul fatto di aver dovuto accettare regole piuttosto rigide da Agassi e Patrick Rafter: “Ho firmato dei documenti in cui prometto di non servire da sotto e di non sorridere dopo i punti”. Poi ha definito il proprio compito all’interno della squadra: “Come ha scritto Taylor nella nostra chat, sono il trash-talk guy. Quindi parlerò al Team Europe se ci sarà qualcosa che non va”.

Agassi, dal canto suo, ha spiegato perché abbia voluto Bublik nella squadra. L’americano ne apprezza soprattutto versatilità e imprevedibilità, pur cercando di convincerlo a non affidarsi sempre alle soluzioni più rischiose: “Puoi vivere sul filo e cavartela, ma questo dimostra soltanto quanto sei bravo. Bisogna anche ricordarsi che esistono altri sei modi per vincere una partita”.

Cerundolo apre contro Ruud: “Un privilegio iniziare il torneo”

Ad aprire la Laver Cup venerdì sarà Francisco Cerundolo, opposto a Casper Ruud nel primo incontro della sessione diurna.

L’argentino ha spiegato che la scelta è stata condivisa dall’intera squadra: “Non sono stato io a propormi, abbiamo deciso tutti insieme. È un privilegio aprire il torneo e spero di poter cominciare con una vittoria per il team”.

Fritz e De Minaur: l’energia della panchina fa la differenza

Tra i veterani della formazione c’è Taylor Fritz, che ha spiegato perché la Laver Cup riesca spesso a tirare fuori il meglio dai giocatori: “È difficile non caricarsi quando hai tutti questi ragazzi in panchina che impazziscono per te. È proprio in quel tipo di ambiente che gioco il mio tennis migliore”. Fritz ha però rifiutato l’etichetta di leader: “Il nostro leader è Andre”.

Entusiasta anche Alex de Minaur, che ha sottolineato il valore di poter trascorrere una settimana accanto ad Agassi e Rafter: “È questo che rende speciale l’evento: avere due leggende al tuo fianco e poter imparare da loro. Credo che abbiano tirato fuori da me parte del mio miglior tennis”.

Rafter ha infine raccontato quanto il coinvolgimento di Agassi vada ben oltre la singola settimana della competizione: i due parlano della squadra per mesi e, nelle settimane precedenti all’evento, le discussioni diventano sempre più intense. “Si pensa che sia un torneo di una settimana, ma nella testa di Andre va avanti tutto l’anno”, ha spiegato il vicecapitano.

Leave a comment