È un Team Europe sorridente ma con un conto ancora aperto quello che si presenta alla vigilia della Laver Cup 2026. Alla O2 Arena di Londra, Yannick Noah avrà a disposizione una squadra ricchissima di talento e desiderosa di cancellare la sconfitta subita un anno fa a San Francisco.
Il capitano francese, al secondo anno sulla panchina europea, ha subito scherzato sul proprio ruolo. “Il mio lavoro è molto semplice: probabilmente ho il posto migliore di tutto lo stadio e guardo giocare dei campioni”, ha spiegato Noah. “Se riesco a farli sentire a loro agio e un po’ felici, giocheranno bene. Non hanno bisogno di me per sapere come si gioca a tennis”. Poi, con il sorriso, l’ammissione: dopo la sconfitta dello scorso anno “la prima persona che tutti hanno guardato è stata il capitano. Quindi era colpa mia. Quest’anno proverò a essere più bravo e a vincere”.
Ruud ancora uomo d’apertura: “Sono pronto”
Ad aprire la competizione venerdì sarà Casper Ruud, opposto a Francisco Cerundolo. Per il norvegese si tratta ormai di una situazione familiare: quella di Londra sarà la sua sesta partecipazione alla Laver Cup e più volte gli è già toccato inaugurare il weekend europeo.
“Credo che Yannick mi abbia scelto soprattutto per la mia esperienza. Gli ho detto che sono pronto e spero di poter dare una buona partenza al Team Europe”, ha spiegato Ruud. “Ho già aperto la Laver Cup credo quattro volte, quindi per me non è una novità. Con Francisco ci conosciamo bene e speriamo di offrire una bella partita”.
Il ritorno alla O2 Arena riporta inevitabilmente Ruud anche al 2022 e all’ultima partita della carriera di Roger Federer. Il norvegese ha ricordato l’emozione di quella serata, con Federer circondato dalla famiglia e dai grandi rivali: “Ho visto tutti i miei idoli su un campo, in lacrime perché una leggenda si stava ritirando. È difficile descrivere quell’emozione”. E stavolta c’è anche un piccolo desiderio di rivincita: “Magari possiamo provare a vincere per Roger qui alla O2”.
Alcaraz: “La Laver Cup mi restituisce la gioia di giocare”
Tra i più attesi c’è naturalmente Carlos Alcaraz, che venerdì sarà impegnato nel doppio insieme a Jakub Mensik contro Alexander Bublik e Taylor Fritz.
Lo spagnolo ha però respinto l’idea di essere il leader della formazione europea: “In questa squadra non c’è un leader”, ha detto tra le risate dei compagni. “Siamo tutti tra i migliori giocatori del mondo e andiamo nella stessa direzione. Cerchiamo semplicemente di aiutarci a vicenda nel miglior modo possibile”.
Più interessante ancora la risposta sul calendario. In una stagione nella quale Alcaraz ha più volte parlato della necessità di avere maggiori periodi di riposo, la presenza alla Laver Cup potrebbe sembrare una scelta in controtendenza. Per lo spagnolo, invece, è proprio la natura particolare della competizione a fare la differenza.
“Durante l’anno non siamo abituati a giocare eventi a squadre e io li adoro”, ha spiegato. “È una settimana che potrei trascorrere allenandomi o riposandomi, ma settimane come questa mi aiutano molto a ritrovare la gioia in campo e il piacere di giocare a tennis. E questo mi aiuta anche nei tornei successivi”.
Una sensazione condivisa dallo stesso Noah, che ha sottolineato quanto ai giocatori manchi talvolta proprio la dimensione collettiva: “Si può giocare seriamente e allo stesso tempo divertirsi”.
Mensik ricorda Praga, Cobolli porta energia
Particolare anche la storia di Jakub Mensik, che nel 2017 assistette da dodicenne alla prima edizione della Laver Cup a Praga. Nove anni più tardi è alla seconda presenza consecutiva con il Team Europe: “È incredibile pensarci. Ero sugli spalti e immaginavo che un giorno avrei potuto far parte della squadra. Non mi sarei mai aspettato che accadesse davvero”. L’obiettivo, dopo la sconfitta del 2025, è chiaro: “Siamo pronti a reagire e a riportare il trofeo in Europa”.
Percorso simile per Flavio Cobolli, passato dal ruolo di alternate di due anni fa a quello di componente stabile della squadra: “Sono cambiate molte cose. Cercherò di portare la mia energia al team. Adoro queste competizioni perché per una settimana abbiamo l’opportunità di essere compagni di squadra”.
E il concetto finale è condiviso anche da Alexander Zverev: al di là dei risultati individuali, “l’obiettivo principale è alzare la Laver Cup e riportare il trofeo in Europa”.
