Laver Cup azzurra: da Fognini e Berrettini, fino a Flavio Cobolli

Il primo fu Fabio, a Ginevra nel 2019. Poi arrivò Matteo, che assistì all'ultima partita di Federer nel 2022 a Londra. Quest'anno Flavio torna per la sua terza partecipazione (e si becca il 'cazziatone' di Noah)

Di Matteo Beltrami
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Flavio Cobolli - Laver Cup 2025 San Francisco (Photo by Clive Brunskill/Getty Images for Laver Cup)

Da venerdì 25 a domenica 27 Settembre torna la Laver Cup alla alla O2 Arena di Londra, torneo d’esibizione a squadre, giunto ormai alla nona edizione, che vede sfidarsi i migliori giocatori del mondo suddivisi in Team World e Team Europe. Al momento la compagnie europea conduce 5 a 3 nei precedenti, e la squadra capitanato da Yannick Noah parte ancora con i favori del pronostico grazie alle due principali stelle: Alexander Zverev e Carlos Alcaraz.

Quest’anno il portacolori azzurro sarà il romano Flavio Cobolli, che prenderà parte alla competizione forte del suo miglior anno in carriera, che lo ha visto raggiungere il suo miglior ranking in carriera al numero 9, dopo aver conquistato la finale del Roland Garros. Riserva per il Team Europa alla Laver Cup di Berlino nel 2024, Cobolli è stato incluso nella squadra anche lo scorso anno, per l’ottava edizione della Laver Cup a San Francisco.

“Quando si parla di Coppa Davis e Laver Cup non esistono le classifiche e i nomi. Sarà sicuramente una battaglia e noi siamo pronti, ci siamo allenati bene oggi e ci alleneremo bene domani. Chiunque scende in campo darà il meglio di sé”, ha affermato il romano alla vigilia della manifestazione

Gli italiani alla Laver Cup

In principio fu Fabio Fognini, che entrò in campo a Ginevra nel settembre del 2019, quando la Laver Cup era ancora una manifestazione embrionale, e l’Italia ancora lontana dal suo massimo splendore. Nelle prime due edizioni, a Praga e Chicago, nessun azzurro aveva fatto parte di Team Europe. Fognini fu il primo. Pochi mesi prima aveva vinto il Masters 1000 di Monte-Carlo ed era entrato per la prima volta nei top 10. Bjorn Borg lo scelse in una squadra che comprendeva leggende e campioni: Federer, Nadal, Thiem, Zverev e Tsitsipas. L’esperienza fu breve: perse da Jack Sock per 6-1 7-6, ma il Team Europe vinse comunque quella Laver Cup per 13-11.

Nel 2020 non si giocò per via della pandemia, ma l’anno dopo, a Boston, arrivò Matteo Berrettini. Matteo era reduce dalla finale di Wimbledon, era numero 8 del mondo e rappresentava ormai stabilmente una delle stelle del tennis mondiale. Il debutto contro Felix Auger-Aliassime fu spettacolare, e il romano vinse per 6-7 7-5 10-8 dopo 2 ore e 52 minuti, all’epoca il match più lungo mai disputato in Laver Cup. Il Team Europe dominò e vinse 14-1.

Berrettini tornò anche nel 2022, a Londra, inizialmente convocato come alternate, nella Laver Cup che segnò l’ultima partita della carriera di Roger Federer. Quell’anno Matteo sconfisse ancora Auger-Aliassime, per 7-6 4-6 10-7. Giocò poi anche due doppi, uno accanto a Djokovic e uno con Andy Murray. Poi, nel 2023, non ci fu nessun italiano a Vancouver. Ma nel 2024, a Berlino, comparve per la prima volta Flavio Cobolli, come alternate insieme al tedesco Jan-Lennard Struff. Il romano partecipò agli allenamenti, ma testimoniò dalla panchina la rimonta che permise all’Europa di battere il Team World 13-11.

Dodici mesi più tardi, a San Francisco, lo stesso Cobolli giocò la sua prima partita nella manifestazione, perdendo 6-4 6-3 contro Joao Fonseca, senza riuscire a portare punti al Team Europe, che alla fine venne battuto 15-9. Quest’anno Flavio torna alla Laver Cup per la terza volta, dove Noah lo ha inserito in una formazione che comprende proprio Zverev (suo giustiziere in finale a Parigi), Carlos Alcaraz, Jakub Mensik, Rafael Jodar e Casper Ruud.

Le parole di Cobolli

Uno degli aspetti più importanti di competizioni come questa è il legame che si crea con i compagni, come sottolineato dallo stesso Flavio ai microfoni di SuperTennis: “Ci sono tanti ragazzi che sanno giocare bene a tennis e sono contento di fare parte di questa squadra. Ci divertiamo, alla fine siamo qua per fare gruppo e non ci capita molto spesso, quindi una volta tanto possiamo stare insieme, capirci, e così nascono le relazioni nel Tour. Io ho trovato un grande amico come Sascha Zverev proprio dalla Laver Cup, quindi sono contento di essere di nuovo qua e speriamo, finalmente, di riportare il trofeo in Europa”.

A proposito del suo allenatore nel Team Europe, Yannik Noah, ex vincitore del Roland Garros nel 1983 ha detto: “Yannick mi sprona molto. E anche oggi mi ha fatto un bel cazziatone alla fine dell’allenamento perché devo essere più concreto. E’ una persona molto schietta che dice quello che penso, e sono contento di averlo qui e che mi possa dare consigli del genere perché alla fine è stato, ed è, una leggenda del nostro sport quindi è importante sentire delle altre voci rispetto a quelle di mio padre e del team. Quindi è bello averlo ed è bello far parte della sua squadra”.

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