A.Muller b. F.Cinà 7-6(3) 6-1
Ancora troppo discontinuo, ancora troppo intermittente. L’attuale Federico Cinà non basta per competere ad alti livelli nel circuito maggiore, ma la carta di identità è ancora largamente dalla sua e quindi ogni sconfitta può essere un’occasione di crescita. Soprattutto in quegli step mentali da fare, con il palermitano ad aver mollato completamente dopo aver perso il tie break del primo set. Un parziale equilibrato dove si sono visti buoni sprazzi dell’azzurro, ma non a sufficienza per reggere l’incontro conclusosi in favore di Alexandre Muller 7-6(3) 6-1 in un’ora e mezza di gioco. Il classe 2007 era stato protagonista di un buon esordio con Camilo Ugo Carabelli dopo il ripescaggio nel tabellone di Chengdu come lucky loser.
Il secondo confronto tra Cinà e Muller è finito con lo stesso parziale della prima volta in quel di Marrakech: 2-0 per il francese a legittimare con una certa dose di autorità. In terra cinese sembra esserci più partita, con un inizio scoppiettante segnato da due palle break da difendere per entrambi i giocatori. Lo strappo non arriva e si procede on serve. L’oltranza è messa a repentaglio quando il turno in battuta di Federico è messo a repentaglio nel nono game: questa volta sono quattro le occasioni disinnescate e si vola al tie break. Qui il solito peccato di inesperienza fa capolino. Sotto 2-1, cede due mini-break che lo portano in un amen al 5-1 e cambio campo. Troppa la distanza per ricucire con il set a terminare 7-3 per il francese. Pallino stacca la spina e c’è poca battaglia, poca lotta e poco da raccontare nel parziale successivo. Arriva un 6-1 in 36′ con il transalpino a regalarsi la sfida ai quarti di finale con Alejandro Davidovich Fokina.
Il ritorno di Davidovich Fokina e la rimonta di Hurkacz
72 giorni dopo, riecco Davidovich Fokina. Dopo aver saltato lo US Open, il ritorno di Alejandro passa per Chengdu, sperando che le noie alla schiena siano un lontano ricordo. Ottimo esordio per la testa di serie numero 2 che supera Juan Manuel Cerundolo con 6-4 6-4 in 83 minuti di gioco al termine di una prova convincente. Nessuna sbavatura al servizio per entrambi i giocatori, 0 doppi falli, ma è l’argentino a pagare dazio nel nono game di entrambi i parziali per due set quasi in fotocopia. Vola ai quarti di finale anche Hubert Hurkacz. Il polacco è stato costretto alla rimonta da Martin Damm, con lo statunitense bravo a portarsi in vantaggio nel primo set. Poi arriva la reazione, Hubi passa 4-6 6-3 6-4 in quasi due ore di gioco e vendica la sconfitta di febbraio 2026 all’ATP di Montpellier. Ora affronterà il vincente tra Valentin Vacherot e Lyod Harris.
