Ucraina-Italia 1-0
[UCR] A. Kalinina b. [ITA] T. Grant 6-3 6-4
Nella prima partita della seconda semifinale di Billie Jean King Cup 2026, l’Ucraina si aggiudica il primo punto: Tyra Grant (n. 150 WTA), scelta dal capitano azzurro Tathiana Garbin per scardinare la solidità di Anhelina Kalinina (n. 48 WTA), si arrende in due set. Per la giovane azzurra era l’esordio con la nazionale, in un contesto sicuramente delicato: Garbin, vista la non perfetta condizione di Cocciaretto – incappata in una netta sconfitta nei quarti di finale contro la Cina – ha puntato sulla più giovane del gruppo come seconda singolarista. Sulla carta, la potenza e la spensieratezza della classe 2008 azzurra potevano rappresentare un’arma affilata contro un’avversaria esperta ma non imbattibile, pur con il peso di dover indirizzare la sfida sul binario giusto. Tuttavia, a spuntarla è stata l’ucraina con il punteggio finale di 6-3 6-4.
Primo set: La ragnatela di Kalinina imbriglia la giovane azzurra
L’avvio di match vede purtroppo un’Italia in salita, con Kalinina impeccabile nell’imporre la propria ragnatela di gioco. L’ucraina dimostra estrema intelligenza tattica, muovendo costantemente Grant da un angolo all’altro del campo e costringendola ad accorciare gli scambi o ad arrivare col fiatone al momento della chiusura. I numeri del servizio riflettono l’andamento del parziale: la numero 48 del mondo viaggia con un clamoroso 87% di prime in campo e concretizza 2 palle break su 7 a disposizione, mentre la tennista azzurra fatica tremendamente con la seconda di servizio (appena il 29% di punti portati a casa). Forte di un eccellente 60% di punti totali vinti (39 contro i 26 dell’italiana), l’ucraina chiude al primo set point utile con un perfetto schiaffo al volo, sigillando il 6-3 in poco più di mezz’ora di gioco.
Secondo set: La spinta dell’esperienza prevale sul talento azzurro
Le scorie del parziale d’apertura si fanno sentire al rientro in campo, con la diciottenne azzurra che fatica a liberarsi della tensione e a trovare la giusta distanza d’impatto con la palla. Forte del vantaggio, Kalinina non si fa pregare e alza il ritmo, trovando subito l’allungo letale in apertura grazie a una risposta profonda ed aggressiva. Sotto di un break, Tyra prova a scuotersi e a fare la partita, ma sbatte contro la grande continuità della nativa di Nova Kachovka, quasi impeccabile nei propri turni di battuta. La reazione d’orgoglio della tennista italiana, però, le permette di arrivare a palla-break sul 30-40, ma Kalinina si salva ed ai vantaggi si porta sul 3-1. Il sesto game, invece, è in totale controllo per l’ucraina, che consolida il break senza tremare, prima di risalire da qualche insidia nell’ottavo e tenere il servizio a trenta. Grant rimane in scia, ma nel decimo gioco Kalinina si presenta alla battuta per sigillare l’incontro. Non manca un pizzico di suspense: l’ucraina si fa trascinare fino ai vantaggi, ma al terzo match point non trema e archivia la pratica col punteggio di 6-3 6-4 dopo 53 minuti di lotta.
