Laver Cup, Cobolli: “So accettare le sconfitte, ma quella contro Zverev resterà per sempre” [ESCLUSIVA]

"Ho lavorato sull'aspetto tecnico, ma mentalmente sono sempre lo stesso... un disastro" ammette Flavio Cobolli in esclusiva ai nostri microfoni

Di Sabrina Giorgi
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Flavio Cobolli – ATP Cincinnati 2026 (foto via Twitter @CincyTennis)

dalla nostra inviata a Londra

Dopo aver aperto le danze del secondo giorno di Laver Cup contro Learner Tien, una partita combattuta terminata al super tie-break in favore del Team World (3-6 6-2 7-10), Flavio Cobolli ha scambiato alcune battute in esclusiva ai microfoni di Ubitennis.

D. Nei tuoi ultimi tornei ti sei scontrato molto con Zverev, fino a sfiorare il tuo primo titolo Slam al Roland Garros. Com’è il vostro rapporto ora che competete nella stessa squadra?
FLAVIO COBOLLI: “È un ragazzo splendido, ho avuto modo di stabilire una relazione molto speciale con Sascha. Ci parliamo molto, stiamo a contatto, scherziamo, giochiamo e facciamo anche attività all’esterno come giochi, escape room, golf… sappiamo come divertirci ecco. Lo apprezzo e gli voglio bene“.

D. Quindi hai messo una pietra sopra a quella sconfitta, quella finale del Roland Garros?
FLAVIO COBOLLI: “No, non credo che accadrà mai, però sai… credo di saper accettare molto bene la sconfitta, anche se quella è una di quelle che resterà per sempre. Però credo e spero di avere un’altra possibilità per giocare una partita del genere. Ovviamente lavoreremo per questo. Ma me la sono goduta e sono felice del risultato che ho fatto“.

D. E invece cosa ci dici di Carlos Alcaraz? So che siete molto amici…
FLAVIO COBOLLI
: “Con Alcaraz, rispetto al resto del team, c’è più feeling. Ma ho stabilito rapporti con tutti i giocatori, in modo diverso certo“.

D. Quest’anno hai giocato molto bene, anche rispetto alle stagioni scorse. Come è cambiato il tuo modo di gestire la pressione e le emozioni? E invece quali cambiamenti tecnici hai apportato nel tuo gioco?
FLAVIO COBOLLI: “Ma mentalmente sono sempre lo stesso… un disastro (ride). Quindi ho lavorato molto sull’aspetto tecnico, fuori dal campo e in palestra, adesso ovviamente dovrò mettere anche qualcosa a livello mentale ma ancora non l’ho fatto. Ho un team dietro che mi segue, mi sta molto dietro, appresso, e mi supporta. Perciò sono contento delle persone che ho e sono contento di come lavoriamo al di fuori dei tornei“.

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