Quarti di finale al Chengdu Open con sguardo su due semifinali piuttosto interessanti, tenuto conto che si sta parlando di una manifestazione di calibro 250. Il nome che più risalta nel poker finale è probabilmente quello di Denis Shapovalov, settima testa di serie, mancino canadese dal tennis clamoroso ma spesso in difficoltà nella stagione in corso. Il ventisettenne nordamericano ha cominciato l’anno da numero 24 e oggi rientra nei top 50 occupando proprio l’ultimo sedile utile, potendo contare soltanto su due semifinali, Dallas e Los Cabos, la seconda delle quali vinta per l’approdo all’unica finale dell’anno, persa con Arthur Gea.
Shapovalov supera Mannarino
Domenica Denis ingaggia una sfida divertente e ricca di uscite spettacolari con il gaucher francese Adrian Mannarino. Il primo set dura poco meno di un’ora e se lo aggiudica il francese, perfetto in battuta (solo quattro punti persi) e nel dialogare sulla diagonale del dritto, nonostante la pallina del rivale pesi certamente di più. Nessuna palla-break e Mannarino cattura la frazione al secondo setpoint e al termine di uno scambio estenuante, con Shapovalov che si consegna con un rovescio in corridoio.
Denis è bravo a non perdere contatto con il match e il break in apertura di secondo parziale lo aiuta molto; il canadese sventa il contro-break e fila verso il 6-3, che coglie togliendo la battuta al francese una seconda volta. A questo punto il fiato di Mannarino (38 anni) si fa più corto e sul 2-2 nel decider il transalpino si fa da parte e Shapo vince con il punteggio di 6-7(6) 6-3 6-2.
Hurkacz in due set
A contendergli il posto in finale sarà Hubert Hurkacz, quinto favorito del gruppo, vincitore in due set sul sudafricano Lloyd Harris. Parecchi sono i rimpianti per il numero 136 del computer, che scappa sul 3-0 sia durante il primo parziale che nel tie-break dello stesso set. Harris sa portarsi sul 6-3 ma manca le tre palle-set, ottenendo il medesimo risultato con la quarta e la quinta occasione, nel prosieguo dello shootout.
Hurkacz, forse ricordandosi della sua buona attitudine nel tie-break (57% nel 2024, la stagione del suo personal best alla posizione numero 6), vince alla seconda opportunità, 12-10. Harris cede subito la battuta, forse per sconforto, all’inizio della seconda partita, ma va vicinissimo più volte a riequilibrare il numero dei break, nonostante Hurkacz continui a servire bene. L’atleta polacco si porta faticosamente sul 5-3 e chiude, finalmente, con un game bianco: 7-6(10) 6-4 in quasi due ore.
Gli altri quarti
Nella parte bassa del tabellone si fa strada il tennista con la testa di serie migliore dei quattro: è Alejandro Davidovich-Fokina, secondo favorito, che affibbia un chiaro 6-1 7-5 al francese Alexander Muller. Reattivo e fisicamente ben preparato, lo spagnolo è ovunque nello schiacciare ogni iniziativa del francese nel primo set; nel secondo Muller tiene il campo con più decisione ma, dopo aver corso alcuni rischi, cede la battuta sul 5-5 subendo una risposta vincente di rovescio di Davidovich, che chiude nel game successivo con un ace.
L’avversario di Alejandro sarà Nicoloz Basilashvili, trentaquattrenne georgiano dotato di grande classe e attivo oggi più che altro nel circuito cadetto. Al suo primo quarto di finale della stagione, il già numero 16 del computer (maggio 2019) batte l’americano Jenson Brooksby con lo score di 6-4 7-6(4).
