ATP Hangzhou: Medvedev vince in tre set, Rublev tiene a bada i nervi ed elimina Gaston

Andrey spreca tantissimo ma conduce in porto il match. In semifinale anche Jacquet e Safiullin, che completa il tris russo

Di Danilo Gori
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Roman Safiullin - Hangzhou 2026 (foto Instagram @atptour)

[1] D. Medvedev b. C. Wong 6-3 6-7(2) 6-3

Medvedev vince il primo set iniziando con un tris di game consecutivi, cui  Wong risponde con altrettanti giochi in fila, lasciando l’ultima decisiva terzina al numero uno del tabellone. Per il russo sembra possibile il passaggio alle semifinali in due set ma Daniil disputa un tie-break incolore e riammette l’outsider di Hong Kong nel match. Il numero 108 del ranking non arriva comunque per caso al duello finale nela secondo parziale: Coleman è inespugnabile con la prima palla (18 su 18!) e frustra ogni iniziativa in contrattacco del favorito della manifestazione.

Nel terzo set Wong annulla due palle-break durante il quarto game ma sul 3-3 si difende talmente bene da meritarsi un’ovazione quando pesca il lob di dritto perfetto che gli consegna il 15-30; Medvedev chiede tutto alla battuta per mortificare gli entusiasmi del tennista asiatico e il 4-3 arriva puntuale.

Sembra essere il momento migliore per Wong, ma all’inizio del settimo game il passante di rovescio lungolinea di Medvedev pare un monito alla moderazione per il giovane orientale. Wong incappa in alcuni errori gravi e porge la palla-break al russo, che riesce ad annullare con un rovescio lungolinea  rilucente; la seconda chance però premia Daniil, che può servire per il match.

Il numero sei della classifica ATP dapprima si avvale dell’ace numero 18, poi serve il quarto doppio errore sulla prima palla-gara, ma sulla seconda non tentenna e chiude la sfida. “Avrei dovuto vincere in due set, sto cercando di raggiungere il mio livello” sono le sue parole al termine del match. La semifinale è con Roman Safiullin.

Gli altri quarti di finale

Medvedev incontra in semifinale il connazionale Roman Safiullin per la prima volta nella carriera; il numero 102 del ranking ha giocato pochissimo nel main draw del 2026, preferendogli il circuito minore per riguadagnare posizioni. Il salto è parzialmente riuscito, nel senso che Roman non è rientrato che momentaneamente tra i top 100, ma qui al Link & Co. Hangzhou Open sta ritrovando quelle che si definiscono le buone sensazioni.

Al suo primo quarto di finale in stagione, il russo supera con un doppio 6-3 il padrone di casa Bu Yunchaokete. Il giovane cinese serve con energia e esibisce buona attitudine all’acrobazia, ma Safiullin è giocatore più completo e incisivo in risposta; alla battuta, oltretutto, non si nega, se è vero che serve 15 ace e la prima palla gli garantisce 29 centri su 33 tentativi. In un’ora e dieci minuti il match è di Roman, che disputerà il sesto penultimo round di un torneo (parziale 1-4).

Per la semifinale bassa il primo nome è quello del francese Kyrian Jacquet, che sorprende Fabian Marozsan, sesta forza del seeding. Il verdetto del primo parziale passa attraverso un tie-break movimentatissimo, con i contendenti che possono complessivamente disporre di otto palle-set, equamente divise.

Jacquet annulla la prima con un passante in cross di dritto quanto mai pregevole; il francese ripropone il colpo in questione anche successivamente e chiude la frazione al ventiseiesimo scambio. Nel secondo set il match si decide su un solo break, al quinto game, e Jacquet è bravo e freddo nell’annullare due palle-break consecutive proprio mentre sta servendo per l’incontro. Risultato finale per lui 7-6(12) 6-4 e prima semifinale assoluta in carriera.

Per Kyrian l’avversario sarà Andrey Rublev, titolare della piazza d’onore del seeding e capace di estromettere il mancino francese Hugo Gaston dopo quasi tre ore di tenzone: 6-7(6) 7-6(4) 6-1. Il russo scappa fino al 6-1 nel primo tie-break ma Gaston sigla un settebello che ribalta tutto. Rublev vorrebbe strappare a morsi la maglietta ma riesce a trattenersi e fa bene perché le energie nervose si sublimano nel parziale di 4 game a zero con cui entra nella seconda frazione.

Sul 5-2 Andrey manca un altro setpoint, il sesto; la partita è divertente e vive anche di momenti dedicati al tocco, con Gaston piuttosto ispirato. Il francese annulla il settimo setpoint nel decimo gioco e manda tutto al tie-break, ma questa volta è il russo a vincere, alla nona palla utile, con gli occhi al cielo e un urlo liberatorio. Due ore e un quarto per un 1-1 durissimo e Gaston si scioglie, lasciando via libera al russo, alla sesta semifinale nell’anno (2-3 il bilancio).

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