Il ginocchio di Sinner: spunta una (presunta e precisa) diagnosi

Secondo il giornalista Gabriele Parpiglia, primo ad aver dato notizia del problema di Jannik Sinner a inizio agosto, si tratterebbe del “ginocchio del corridore”

Di Michelangelo Sottili
7 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Jannik Sinner - Wimbledon 2026 (foto X @ATPTour_ES)

All’inizio di agosto, abbiamo saputo che è un problema al ginocchio destro a tenere Jannik Sinner fuori dal circuito dalla vittoriosa finale londinese che gli è valsa la riconferma del titolo di Wimbledon. All’epoca, in realtà, l’azzurro aveva rinunciato solo al Masters 1000 di Montreal con un generico “priorità alla mia salute”, mentre era stato il giornalista Gabriele Parpiglia a rivelare la causa specifica. Di lì a pochissimi giorni, Jannik avrebbe comunicato la rinuncia anche a Cincinnati, confermando appunto l’infortunio al ginocchio. Anche per questo motivo, pur non potendola condividere per mancanza di basi oggettive (non abbiamo comunicazioni ufficiali, referti medici…), riportiamo la notizia di sabato dello stesso giornalista, tornato a parlare di Sinner con la diagnosi e non solo.

Speculazioni à gogo

A quel punto era già partito il gioco del gioca-non gioca (scusate il… gioco di parole) al torneo [inserire il nome del prossimo evento in agenda], mentre diagnosi (di più disparati divani) e cause dell’infortunio alimentavano il dibattito, con quella dell’infiammazione che faceva la parte del leone. Anche perché, nulla trapelando (anche giustamente) da Jannik e il suo team, tantomeno (anche legalmente) dai medici che lo hanno in cura, qualcosa si deve (si deve?) pur azzardare, se non addirittura dare per certa. Escludendo artrosi tipiche degli anziani, lesioni a menischi e legamenti, altrimenti Jannik non sarebbe riuscito a scappare dai giornalisti di Sky Sport come faceva notare Matteo Berrettini, non rimaneva molto altro.

Sindrome della bandelletta ileotibiale

Ubitennis aveva rilanciato quella dell’infiammazione tendinea extra-articolare al ginocchio destro. Che è un bene la faccenda “extra-articolare” perché diversamente significherebbe che Jannik ha i tendini dentro il ginocchio e non all’esterno come tutti. E okay che il numero 1 del mondo quasi per definizione non è come tutti, ma c’è un limite. Insomma, eravamo rimasti a una tendinopatia. Ora, sempre Parpiglia, rivela che la patologia che affligge Sinner sarebbe la sindrome della bandelletta ileotibiale, anche nota come ginocchio del corridore.

Siamo andati a cercare questa bandelletta (sui siti specializzati, non su di noi), scoprendo che è una banda di tessuto connettivo – ci viene in mente un tendine e secondo alcuni specialisti è così – che, semplificando il giusto e anche oltre, va dalla cresta iliaca alla tibia. In pratica, corre lungo la coscia esterna fino ad arrivare appena sotto il ginocchio. Si tratta di un’infiammazione da sovraccarico – indicativamente come il gomito del tennista, per capirci – causata dalla ripetizione del movimento di flesso-estensione del ginocchio.

Come te la curo (il chirurgo può aspettare)

Essendo un’infiammazione, la cura è intuibile. Sempre secondo quanto riportano i medici e fisioterapisti (in generale, ma qui non possiamo né certo vogliamo dare alcun tipo di indicazione o suggerimento), il trattamento è di tipo conservativo: riposo, FANS, eventuali terapie fisiche come le onde d’urto, esercizi di fisioterapia. In caso di persistenza dei sintomi, si possono valutare le infiltrazioni, mentre è rarissimo il ricorso alla chirurgia, opzione da prendere in considerazione solo dopo parecchi mesi senza risultati.

Il prossimo torneo (da saltare?)

Saltato dunque l’ATP 500 di Pechino, l’appuntamento con il rientro slitta al Masters 1000 di Shanghai al via il 7 ottobre. È il torneo del (possibile) sorpasso, quando Alexander Zverev – in caso di vittoria al China Open, potrebbe strappare a Sinner la vetta del ranking. Non ha invece saltato l’evento milanese della Fashion Week, Jannik, che perderà i 500 punti della vittoria di un anno fa a Pechino, mentre a Shanghai ne difende 50, sconfitto al terzo turno da Griekspoor. Punti che usciranno senza essere rimpiazzati, sempre secondo Parpiglia, il quale anticipa che Sinner non parteciperà nemmeno al Rolex Shanghai Masters.

Se così fosse, con Vienna dal 26 ottobre il successivo torneo in programma, diventerebbero tre e mezzo i mesi di Jannik lontano dal Tour. Calendario alla mano, se dovesse davvero rientrare per l’ATP 500 austriaco, da quel 30 maggio 2026, data del match contro Juan Manuel Cerundolo al Roland Garros, le partite disputate dal numero 1 del mondo sarebbero solamente sette, ovvero la durata di Wimbledon, in cinque mesi. E, dato non irrilevante, le ha vinte tutte.

E il Six Kings Slam?

Inoltre, c’è da considerare la consueta parentesi delle esibizioni. Sinner è atteso a Riad il prossimo 21 ottobre per il Six Kings Slam. Sempre che il torneo si disputi, visti i labili equilibri geo-politici in Medioriente. Non si tratterebbe di un ritorno sul circuito, ma la milionaria esibizione potrebbe essere un buon banco di prova dopo un lungo stop. Perché il carico fisico e mentale è imparagonabile allo sforzo profuso in tornei ufficiali di qualsivoglia categoria.

Spesso la partecipazione dei top player alle esibizioni è terreno fertile per dibattiti e polemiche. Come se concedersi qualche impegno dai toni più gioviali gravi in modo irreparabile sul loro fisico. Rivedere Sinner al Six Kings Slam non sarebbe una sorpresa, in quanto l’incombenza a cui sarebbe chiamato si ridurrebbe a due sfide, massimo tre se non gli dovesse essere concesso di partire dalle semifinali. Dunque, nel caso in cui il ginocchio fosse tornato in sesto, l’esibizione in Arabia Saudita anticiperebbe di qualche giorno il rientro ufficiale sul Tour.

Anche perché rinunciare a sei milioni non è mai facile. E non perché Jannik guarisca in base al montepremi.

TAGGED:
Leave a comment