Jodar: “Spero di incontrare Sinner e Alcaraz il più possibile. Contro di loro migliori anche se perdi”

"A Londra settimana meravigliosa con tutti questi campioni. Mi piacerebbe essere a livello di Jannik e Carlos", racconta Rafael Jodar, numero 14 del ranking

Di Pietro Sanò
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Rafael Jodar, Laver Cup 2026 - Getty Images

Si è preso la scena del circuito ATP a suon di prestazioni micidiali. Ha scalato una quantità esorbitante di posizioni nel ranking, e adesso, ha tutti gli occhi del mondo addosso. Lo spagnolo Rafael Jodar è stato convocato per la prima volta in Laver Cup, rispondendo presente alla chiamata di Capitan Yannich Noah, contribuendo al trionfo del Team Europa, impostosi sul Team World – guidato da Andre Agassi – per 13-5. Il fenomeno di Leganés ha disputato un solo incontro nella spettacolare O2 Arena di Londra, contro Bublik, demolito in due rapidissimi set. Nel corso di questa trasferta inglese, il giovane Rafita si è aperto in esclusiva ai microfoni de La Repubblica, raccontando del suo approccio allo stratosferico ecosistema del Tour mondiale.

“Dicono che somiglio a Sinner, ma io seguo solo me stesso”

Un ragazzo di soli 20 anni – compiuti da pochi giorni – che sino alla passata stagione respirava quotidianamente l’ambiente Challenger, militando attorno alle 400^ posizione. Il 2026 ha stravolto la sua esistenza, e quella di suo padre, Rafa Jodar Senior, attualmente suo coach ed unico membro del box del 2006 iberico. “Oltre agli stadi enormi, le strutture dei tornei cui ora riesco a partecipare. Sono incredibili. E le organizzazioni si prendono cura di te in ogni dettaglio. Qualcosa che non avevo mai sperimentato prima”. Catapultato, in meno di un anno, in una dimensione a lui del tutto sconosciuta, Rafael – nome che in Spagna, ha un certo peso – inizia a farci l’abitudine. E dentro il rettangolo di gioco, il nativo di Madrid non sembra nemmeno avere il caliente sangue latino. Somiglia più a un pezzo di ghiaccio, e vagamente, ricorda quel ragazzo rossiccio chiamato Jannik Sinner: “Dicono così. anche nei movimenti. Ma, sinceramente, io ho il mio gioco e seguo solo me stesso”. Per il numero uno del mondo, Rafita spende soltanto parole al miele: “È davvero una brava persona: simpatico, incredibilmente umile. Manca a tutti in campo. Spero che torni presto”. Jodar ha avuto l’onore di affrontarlo proprio dinanzi alla sua gente, in quel della Caja Magica, dove non sfigurò affatto – anzi – contro il dominatore incontrastato del circuito. Sinner lo regolò in due set, ma gli sprazzi di talento del padrone di casa non passarono in secondo piano, stupendo lo stesso azzurro.

“Mi piacerebbe essere a livello di Jannik e Carlos, ma…”

A Londra, in occasione della Laver Cup, Jodar ha passato moltissimo tempo con i più forti tennisti al mondo, incluso l’amico e connazionale Carlitos Alcaraz, che Rafa stima davvero tanto: “Sto passando una settimana meravigliosa con tutti questi campioni”, ha dichiarato a La Repubblica, celebrando Sinner e Carlitos: “Sono entrambi i più grandi, perché ogni volta che li affronti è una sfida totale, in ogni dettaglio. Spero di incontrarli il più possibile in futuro, perché contro di loro ogni volta è un’occasione per migliorare, anche se perdi. Mi piacerebbe essere al livello di Jannik e Carlos, ma devo ancora lavorare durissimo per arrivarci”, confessa Jodar, in lizza per guadagnarsi un posto alle ATP Finals di Torino.

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