Una settimana da incorniciare che si trasforma nel momento più alto di una carriera. A ventotto anni, Kimberly Birrell rompe finalmente il ghiaccio e conquista il suo primo titolo in assoluto nel circuito maggiore, trionfando sul cemento del Korea Open. Nel primo atto conclusivo tutto australiano dal maggio 2017 a questa parte, la tennista nativa di Dusseldorf ha saputo gestire la pressione senza grandi patemi, coronando un percorso perfetto nella capitale sudcoreana. 6-4 6-2 il punteggio definitivo che le ha permesso di superare in due set la connazionale ventenne Maya Joint. Un’affermazione, quella di Birrell, che non riempie soltanto la bacheca ma stravolge in positivo anche la geografia della sua classifica: grazie ai punti incamerati a Seoul, l’australiana fa un balzo in avanti da gigante e vola fino alla posizione numero 41 della graduatoria live, ritoccando nettamente il proprio best ranking e regalandosi la definitiva dimensione a questi livelli.
Dal break incassato in avvio al dominio da fondo
Il match non era però iniziato sotto i migliori auspici per Birrell, apparsa contratta e subito costretta a inseguire sullo 0-2 dopo aver ceduto la battuta in apertura a Joint. L’avvio arrembante della ventenne connazionale si è rivelato tuttavia un fuoco di paglia: ritrovata la giusta profondità nei colpi, Kimberly ha preso progressivamente campo, alzando la spinta da fondo e sfruttando i primi passaggi a vuoto della rivale. Joint, tradita da ben 5 doppi falli e da una resa insufficiente sulla seconda di servizio (appena il 39% di punti vinti), ha finito per subire la maggiore solidità della rivale. Ricucito lo strappo, Birrell ha infilato una striscia di game consecutivi piazzando le zampate decisive per chiudere il primo parziale con un solido 6-4.
Trionfo in due set
Sulle ali dell’entusiasmo e forte del set di vantaggio, la classe ’98 ha letteralmente preso in mano le redini del gioco nel secondo parziale, senza concedere più alcun margine di rientro. La svolta tattica del definitivo 6-2 è da ricercare nell’impressionante efficacia in risposta di Birrell, capace di aggiudicarsi ben 31 punti sul servizio avversario e di convertire 6 delle 10 palle break avute a disposizione nell’arco dell’incontro. A fare la differenza è stata anche la continuità al servizio della vincitrice (67% di resa sulla prima e ben 9 punti vinti in fila nel suo momento di massimo sforzo), con cui ha vanificato i 4 ace della rivale. Un piano di gioco lucido e senza crepe che le ha permesso di sigillare la contesa in due set e far scorrere i titoli di coda dopo un’ora e mezza di gioco.
