WTA Pechino, Qinwen Zheng e il suo quinto Slam: “Ho dovuto ricominciare da zero”

“Credo ancora di poter fare molto meglio di così, ma devo dimostrarlo” ha evidenziato la tennista cinese

Di Francesco De Salvin
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In vista del suo impegno al China Open di Pechino, dove sfiderà la connazionale ventunenne Han Shi, Qinwen Zheng ha provato a fare il punto della situazione tra aspettative, gestione della pressione da padrona di casa e il bilancio del suo percorso recente. Dalla complicata fase di recupero dopo l’intervento al gomito fino alla voglia di risalire nel ranking e fare bene davanti al proprio pubblico, la tennista cinese ha espresso le proprie sensazioni con trasparenza e determinazione. Di seguito, le sue dichiarazioni rilasciate nel corso della conferenza stampa pre-torneo.

D. Qinwen, bentornata a Pechino. Com’è andata la preparazione per questo torneo? Quali sono le tue aspettative per questa settimana?
Qinwen Zheng: “Penso che finora la preparazione sia andata benissimo. Vorrei solo giocare il mio tennis in ogni singola partita e vedere cosa succederà”.

D. Hai avuto un ottimo percorso a New York. So che speri di sfruttare quel momento positivo. Per il resto dell’anno, cosa speri di ottenere da questi tornei?
Qinwen Zheng: “Allo US Open ho giocato delle ottime partite. Ma in questo momento per me è un nuovo torneo. Siamo al China Open. Penso che non sarà facile quest’anno perché il mio ranking al momento è ancora intorno al n. 50. Ho ancora molte partite da giocare. Voglio ancora vincere molti match. Voglio solo cercare di lottare in ogni singola partita senza mettermi troppa pressione addosso, e vediamo cosa succederà”.

D. Vorrei sapere che tipo di sfida sia per te giocare i tornei qui in Cina. Vediamo quanto amore ricevi dalla gente. Da italiano, Jannik dice sempre che quando gioca in Italia le giornate sono infinite: partite, allenamenti, impegni con i media. Che tipo di sfida è per te fare bene davanti a questo pubblico che ti ama, pur dovendo gestire giornate così lunghe?
Qinwen Zheng: “Penso che la sfida sia trovare un equilibrio tra gli allenamenti e la gestione di tutti gli eventi con gli sponsor. In secondo luogo, ho molti tifosi qui in Cina. Ovviamente si aspettano che io faccia meglio in Cina. E io la penso allo stesso modo: voglio davvero fare bene qui al China Open. Quindi questo mette anche un po’ di pressione extra. Come ho detto, non voglio mettermi ulteriore pressione, ma in qualche modo c’è sempre quando gioco durante la stagione cinese”.

D. Sei stata al numero 4 del mondo. Dopo gli alti e bassi della stagione avuti finora, quanto conta per te il ranking in questo momento?
Qinwen Zheng: “Sappiamo il perché, giusto? Se non fosse stato per l’intervento chirurgico, avrei potuto continuare a salire. In un certo senso l’operazione ha fermato i miei progressi. Ho dovuto ricominciare quasi da zero. Il ranking in questo momento per me è solo un numero. Ovviamente mostra quello che ho fatto nell’ultimo anno. So dove sono in grado di arrivare. Questa non è la posizione che merito. Credo di poter raggiungere posizioni più alte. Il mio best ranking è stato il No. 4. Credo ancora di poter fare molto meglio di così. Voglio davvero vedere cosa potrò mostrare in futuro. Lo so dentro di me, ma devo dimostrarlo”.

D. Hai parlato di pressione. A volte la pressione può essere un fattore negativo. Tu però sembri giocare molto bene quando la pressione è al massimo. Come bilanci questo aspetto quando giochi in casa in Cina? Quanto conta il China Open nella tua carriera? L’anno scorso sei tornata e, anche se eri ancora infortunata, hai giocato quelle grandi partite. Cosa significa questo torneo per te? Come gestisci la pressione?
Qinwen Zheng: “Penso che giocare in Cina sia come giocare il quinto Grande Slam per me. Hanno la stessa importanza. Ovviamente voglio fare una prestazione super davanti alla mia gente. Come hai detto, ho una pressione extra, sì. Allo stesso tempo ricevo anche un supporto extra da tutti i tifosi, quindi non ho nulla di cui lamentarmi. Mi danno degli ottimi campi di allenamento qui, quindi riesco a ritagliarmi il tempo per allenarmi. È che desidero così tanto ottenere il miglior risultato possibile qui in Cina. Non sono riuscita a farlo, ad esempio, due anni fa. È come se fossi vicina, ma non ancora del tutto lì. Vediamo cosa posso fare quest’anno. Nessuna pressione”.

D. Prima del China Open dell’anno scorso ti sei operata al gomito destro. Guardando indietro, ti aspettavi l’impatto di un intervento del genere e un recupero così lungo? Qual è il tuo bilancio a distanza di un anno?
Qinwen Zheng: “Prima o poi avrei dovuto farlo quel tipo di intervento. Dopo l’operazione, durante il recupero, a causa di una mancanza di comprensione del processo di riabilitazione, di visite mediche insufficienti e del fatto di aver ascoltato pareri di medici diversi, ho fatto alcune scelte sbagliate in quel periodo. Gli infortuni sono molto comuni per tutti i giocatori. La cosa più importante dopo un infortunio è come recuperi il più velocemente possibile. Facendo un bilancio dell’anno scorso, siccome avevo davvero troppa fretta di giocare le partite e il mio medico mi aveva detto che potevo scendere in campo, le condizioni del gomito sono peggiorate dopo quei tornei, richiedendo molto più tempo per guarire. È stata una buona lezione per me in vista del futuro”.

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