M. Berrettini b. A. Davidovich-Fokina 1-6 7-6(1) 6-4
Batte forte il cuore di Matteo Berrettini al Kinoshita Group Japan Open Tennis Championships in scena a Tokyo: l’azzurro supera al primo turno il vincitore di Chengdu Alejandro Davidovich-Fokina e si guadagna il diritto di giocare gli ottavi di finale dove avrà il paraguaiano Daniel Vallejo, che ha sconfitto Rafael Jodar.
Berrettini ha subito moltissimo in apertura l’esplosività fisica dello spagnolo, che gli ha tolto il fiato anche in battuta relegandolo in fondo al campo, alle prese con recuperi complicati. Matteo non si è però demoralizzato e ha cercato la soluzione nel suo colpo principe, la risorsa che lo può tenere a galla in attesa di tempi migliori: il servizio, ovviamente.
La battuta lo ha sostenuto nel secondo parziale, portandolo fino al tie-break, dove Davidovich ha raggiunto il punto estremo di una crisi di gioco che lo stava condizionando da qualche minuto. Vinto il parziale, l’azzurro ha ricaricato all’istante le batterie nervose e ha raccolto due break consecutivi in partenza di decider, vantaggio che ha saputo parzialmente conservare fino alla fine, quando Davidovich si è ritrovato ma non è riuscito a capovolgere la partita.
Bellissima prova di carattere del nostro atleta, anche se non possono sfuggire i demeriti di Fokina, dal calo nel momento caldo del secondo parziale alla scelta di attenuare il forcing che nel primo set gli aveva consentito di dominare. Per Berrettini sarà il quinto ottavo di finale di stagione, con la speranza di entrare nel terzo quarto di finale. Per lui è anche la quinta vittoria con un top 20 nel 2026.
Primo set: Davidovich controlla il gioco in ogni aspetto e domina la frazione
Davidovich-Fokina non assomiglia per nulla al giocatore esausto dopo la vittoria in un torneo e in cerca di requie nel turno d’esordio di quello successivo: la forma fisica è ideale e gli consente di coprire con puntualità gli schiaffi di dritto dell’azzurro e il servizio angustia da subito Matteo.
Berrettini cede la battuta nel secondo gioco pur battendosi in difesa come un leone, ma questo particolare rende la misura di come il tennista andaluso sappia reagire alla cannonball dell’avversario; L’atleta romano avrebbe una palla per il contro-break ma la chance evapora e il punteggio di 3-0 sul tabellone dopo 12 minuti è un dispaccio fedele di quanto visto in campo.
Matteo mette un ace sul 30 pari nel quarto game, propiziando così il primo successo parziale, il problema per ora è la precisione del tennista spagnolo con la battuta, che impedisce all’italiano di organizzare una risposta competitiva e indirizza il palleggio chiaramente in favore di Davidovich. La circostanza probabilmente mette qualche pensiero in più nella mente del davisman azzurro, il cui dritto in uscita dal servizio lascia un po’ a desiderare e gli complica il compito.
Berrettini punge comunque con profitto con la traiettoria a uscire ma quando non sfonda il vincitore di Chengdu non di rado prende il vantaggio nello scambio e pesca, in un paio di occasioni, il dritto lungolinea vincente in opposizione al diagonale con cui Berrettini vorrebbe aprirsi il campo. In tal modo Davidovich approda al 5-1 e in mezz’ora artiglia il set: 6-1, 18-7 gli scambi da fondocampo per lui, 71% di punti con la seconda palla, 29% per Berrettini.
Secondo set: Berrettini cresce al servizio e si prende il tie-break
Berrettini apre la partita con un dritto a sventaglio che lascia ben sperare; Matteo oltretutto ne produce una replica perfetta poco dopo. La prima palla funziona e gli garantisce un paio di punti facili che gli porgono il game iniziale; il servizio è una fase del gioco essenziale per lui dal momento, inoltre, che Fokina gli fa assaggiare la risposta bloccata di rovescio, un boccone indigesto per l’azzurro. Alla prima pausa lunga comunque Berrettini conduce per 2-1 senza aver ceduto un solo quindici quando ha messo la palla in gioco.
Matteo si attesta poco sotto l’80% di punti con la prima palla e nel corso del quinto game serve due ace; c’è però anche un doppio errore e, soprattutto, c’è l’avanzata di Fokina quando il servizio non chiude lo scambio. Berrettini arranca con il rovescio slice per rallentare l’azione del rivale e concede la palla-break.
Il ragazzo spagnolo ha poca fortuna con il dritto, il cui volo viene dirottato dal nastro in corridoio, ma poi Matteo è splendido per i riflessi che lo supportano nella volée di rovescio con cui si avvicina al 3-2, traguardo a un certo punto del game difficilmente pronosticabile.
Davidovich sotto pressione commette qualche imprecisione e la scelta della palla corta lo espone a rischi inutili, considerando le fatiche dell’azzurro in copertura, ma con la battuta non concede che le briciole al finalista di Wimbledon 2021; Matteo comunque mette a segno il settimo ace dell’incontro e scrive 4-3 dopo 31 minuti, uno in più della durata del primo parziale.
L’atteggiamento dello spagnolo in risposta alla seconda di servizio dell’italiano è forse troppo remissivo quando lo porta a stazionare molto oltre la riga di fondo e Berrettini se ne avvantaggiaperché controlla meglio i contrattacchi dell’andaluso: nel secondo set per Matteo c’è il 50% dei punti con il servizio di riserva, ingrediente importante nel 5-4 in suo favore.
Berrettini insomma tiene duro e Fokina quasi lo premia con uno di quei momenti di noncuranza che ogni tanto ne affliggono il rendimento nelle fasi finali del set: sparge ben tre dritti in zona offside e concede la parità nel decimo game. Berrettini si trova per sei volte a due punti dal set, ma non passa mai allo step successivo. La battuta in compenso non smette di ruggire e lo conduce fino al tie-break. L’azzurro trova l’ace del 3-1 e il dritto del 4-1, con l’avversario che preferisce rispondere sempre molto indietro. Arriva il 5-1 e poi il 7-1 che rinvia tutto al terzo set.
Terzo set: Davidovich parte malissimo, recupera ma Berrettini vince 6-4
Bravissimo Berrettini, saldo alla battuta nello shootout (1 ace) così come in tutto il secondo set (9), ma Davidovich si è progressivamente inabissato con il dritto, allentando la pressione con cui aveva tenuto a bada l’azzurro per buona parte del match. L’italiano esce dal campo per ritemprarsi e parte in risposta e la circostanza si rivela un vantaggio perché Davidovich non si è ancora liberato dai pensieri che ne hanno condizionato il finale di seconda frazione e cede a sorpresa la battuta, per la prima volta nel match.
Lo spagnolo appare frastornato e perde ancora il drive; l’azzurro prende coraggio e arriva a spingere con il rovescio, sin lì come spesso accade piuttosto ballerino, in lungolinea sorprendendo Fokina. Matteo pressa e infioretta il discorso con un dropshot di dritto molto preciso mentre lo spagnolo si dimentica di come ha rosolato per bene il rivale nel primo set, lanciando in rete il dritto che sancisce il 3-0 per l’azzurro, che dopo la pausa ha anche la pallina in mano.
Il quarto gioco è un autentico braccio di ferro perché Davidovich entra in campo con piglio nuovo e risponde benissimo; Berrettini le prova tutte e usufruisce di due palle-game, ma la determinazione dello spagnolo è più forte e arriva il contro-break del 3-1. Alejandro rischia molto di più e avanza la posizione in ribattuta ma l’atleta romano dispone ancora di qualche ace e allunga sul 4-2 e poi sul 5-3, mettendo alle strette il favorito della vigilia.
Fokina sente odor di bruciato, forse la sua reazione è tardiva: sul 15-30 nel nono game Matteo insacca uno slice di rovescio senza fiato e finisce col concedere il 4-5, ma nel gioco successivo trionfa con pieno merito.
