Pellegrino: “La partita contro Sinner a Roma, vi racconto tutto”

“La gente si strappa i capelli quando lo vede”, ha spiegato Andrea Pellegrino. “Ti accorgi della sua grandezza solo quando ci sei vicino”

Di Andrea Binotto
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Andrea Pellegrino - Roma 2026 (foto Francesca Micheli)

In Italia, ma ormai anche all’estero, Jannik Sinner è una star. Nei tornei in giro per il mondo il numero 1 della classifica è idolatrato da migliaia di tifosi. Concetto che viene amplificato all’ennesima potenza quando gioca in casa. Se ne è reso conto anche Andrea Pellegrino, che a Roma ha raggiunto gli ottavi nell’edizione 2026, partendo dalle qualificazioni. Nel match valevole per un posto ai quarti, l’attuale 145esimo tennista del ranking si è però dovuto arrendere a chi quel torneo l’avrebbe vinto pochi giorni dopo, proprio Jannik Sinner.

Pellegrino: “Dopo il sorteggio ho pensato: ‘C***o, spero di non fare doppio fallo al primo punto’”

Ospite di Players Lounge, podcast di TennisTalker, Pellegrino ha raccontato alcuni retroscena riguardo a quella partita, a seguito della quale aveva già affermato a maggio di non aver avuto il tempo di respirare, data l’intensità di gioco del suo avversario. “Nel sorteggio di solito, quando sono teso, scelgo di rispondere perché almeno non posso prendere break al primo game”, ha raccontato con sincerità il tennista di Bisceglie.

“In quell’occasione perdo il sorteggio e poco dopo capisco che devo servire io. Penso: ‘C***o, spero di non fare doppio fallo al primo punto. Servo un kick. Nel primo punto tiro in campo e mi dico di vedere cosa succede. Lui risponde, giochiamo due o tre scambi e tira fuori il rovescio. Ho tirato un sospiro di sollievo. Poi lui è andato 4-0 in tre minuti e ho pensato: ‘Stai a vedere che mi fa 6-0’”.

Pellegrino: “Lui e Alcaraz sono un’altra cosa. Sinner è una star planetaria”

Già da prima dell’ingresso in campo l’atmosfera era bollente. “Quando hanno fatto la presentazione elencando tutti i tornei che aveva vinto, c’è stato un boato che non avevo mai sentito in vita mia. In campo è allucinante. Dalla tv non rende, ma sul Centrale le tribune sono altissime e vicinissime al campo, fa impressione. Io ero come dentro a una bolla, non mi rendevo neanche più di tanto conto. Ero più teso per la paura di fare brutta figura con lui che per i 15.000 spettatori”.

Pellegrino ha poi spiegato meglio l’aura che circonda Sinner, una figura che ci si rende conto che sta arrivando – ad esempio in conferenza stampa – solamente dai decibel dei boati dei tifosi, provocati dal suo passaggio sul ponte di ferro del Foro Italico. “Più che altro è lo status che ha e che la gente gli attribuisce a farti percepire quell’aura. Senti che stai giocando con una star planetaria. La gente si strappa i capelli quando lo vede! Al circolo non si vedeva mai in giro, probabilmente passava dal circolo all’hotel. Ti accorgi di quanto è grande solo quando ci sei vicino. Dalla tv tante cose non si percepiscono. Lui e Alcaraz sono un’altra cosa. Le stesse sensazioni le provavi anni fa quando c’erano Nadal e Federer. Anzi, loro erano ancora di più. Quando entrava Roger non c’era una persona che non si girava a guardarlo. Era una presenza mistica”.

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