Alexander Zverev lascia solamente tre giochi a Juncheng Shang, alle prese anche con qualche problema fisico, e avanza ai quarti di finale. La sfida a Novak Djokovic è uno spartiacque importante per il tedesco, che potrebbe segnare l’incipit di un nuovo capitolo della sua carriera. Il forfait di Jannik Sinner per il Masters 1000 di Shanghai rende Zverev padrone del proprio destino nella rincorsa a quell’ultimo obiettivo che gli manca per completare la sua vita agonistica. Diventare numero 1 nell’anno in cui ha vinto – inaspettatamente – due Slam sarebbe il punto esclamativo a una stagione ricca di sorprese.
In conferenza stampa, Sascha giura di non pensare alla vetta del ranking, anche se non nasconde che sia l’intento di queste settimane. Inoltre, introduce il match che lo attende contro Djokovic, che lo ha sconfitto nove volte ed è imbattuto al China Open con 31 affermazioni, mentre, dalla sua, il numero 2 del mondo ha cinque successi e un pieno di fiducia costruito sulle vittorie.
D: Un’altra partita piuttosto agevole per te, oggi. Per quanto riguarda il tuo gioco, so che Jerry aveva qualche problema e non stava giocando al meglio, non sono sicuro che avrebbe fatto poi una grande differenza. Come ti sei trovato in campo con queste condizioni? È stato molto diverso stasera?
ALEXANDER ZVEREV: “Sì, è stato diverso perché credo che il tetto fosse chiuso. Sembrava davvero di giocare al coperto. Era come un campo indoor. Mi sono sentito a mio agio.
Comunque, mi aspettavo una partita difficile perché sapevo che lui è molto, molto giovane, ha tanto talento e tantissimo potenziale. So che nell’ultimo paio d’anni ha avuto problemi con gli infortuni, ma anche che è un giocatore molto pericoloso.
All’inizio mi aspettavo una partita difficile. Ero pronto a partire forte fin dal primo momento. Per un set e mezzo ho giocato proprio come volevo. Poi ho perso un po’ di concentrazione perché la partita, di fatto, non era più una vera partita. Ma sono sicuramente contento del livello che ho espresso”
D: Ora affronterai Novak Djokovic. Cosa pensi di questo confronto e cosa pensi del suo record a Pechino?
ALEXANDER ZVEREV: “Per me è sicuramente entusiasmante. È senza dubbio un campo che lui ama particolarmente e sul quale si trova molto bene a giocare. Non c’è alcun dubbio. Ha vinto 31 partite di fila qui.
Credo comunque che, al meglio dei tre set, sia una delle sfide più difficili che si possano affrontare in questo sport su un campo in cemento. Non c’è dubbio. Sta giocando molto bene. Non vedo l’ora di affrontare questa sfida. Non vedo l’ora che arrivi domani”
D: Oggi sappiamo che Jannik Sinner non giocherà a Shanghai. Questo aumenta un po’ le tue possibilità di diventare numero 1 al mondo. In questa nuova fase della tua carriera, come vivi il fatto che questo obiettivo si avvicini sempre di più, ma che tu debba ancora lottare per raggiungerlo
ALEXANDER ZVEREV: “Credo che non sia un segreto che sia un obiettivo, questo è certo. In questo momento, però, sto pensando a Novak Djokovic domani. Credo che, ancora una volta, affrontarlo su un campo in cemento sia una delle sfide più difficili che si possano avere in questo sport. Naturalmente so per cosa sto giocando. So di essere molto, molto motivato in questo momento. Ma, ancora una volta, domani mi aspetta una sfida difficile e questo è il mio focus”
D: Ovviamente abbiamo parlato del poco tempo a disposizione per recuperare dopo la Laver Cup e di tutto il resto. Queste due partite ti aiutano a ricaricare un po’ le batterie, anche dal punto di vista della capacità di giocare bene e di avere fiducia?
ALEXANDER ZVEREV: “Le mie batterie stanno bene. Non sono preoccupato da questo punto di vista. L’ho già detto: credo che in questa fase della stagione si sia stanchi perché si è stanchi mentalmente. Quando hai qualcosa per cui lottare, io mi sentirò bene. So di essere in grado di recuperare. So di essere in grado di giocare un buon tennis. Devo avere fiducia nelle mie capacità nel poterlo fare”
D: Credo si possa dire che questo sia stato il miglior anno della tua carriera. Hai la sensazione di aver fatto qualcosa di diverso rispetto al passato?
ALEXANDER ZVEREV: “Credo di aver ridefinito un po’ il mio tennis alla fine dell’anno scorso. Ne ho parlato apertamente. Mi sono seduto con il mio team e abbiamo deciso che quest’anno avremmo giocato un tennis diverso. Sta funzionando bene. All’inizio dell’anno abbiamo perso alcune partite che non avremmo dovuto perdere. Sapevamo che era il prezzo da pagare. Sono contento che abbiamo fatto questo passo”
D: Il tuo gioco sembra molto più rilassato da quando hai acquisito fiducia. Sembra che vincere ti dia fiducia. Sembra ieri quando, dieci anni fa, sei entrato nel circuito: eri ancora un adolescente e affrontavi Roger Federer per la prima volta. Ora, a distanza di un decennio, in quella che viene definita l’era Alcaraz-Sinner, hai vinto due Slam. Secondo te, come è cambiato il tennis da allora a oggi? È migliorato o peggiorato?
ALEXANDER ZVEREV: “Peggiorato, sicuramente no. Mi sembra che tutto si evolva. Noi esseri umani ci evolviamo. Gli sport si evolvono. La tecnologia si evolve. Credo che tutto sia in continua evoluzione. La tecnologia nel tennis è molto importante. Credo che le racchette, le corde e tutto ciò che ne deriva rendano il gioco più veloce e più potente. Penso che oggi il tennis sia più potente. È molto, molto più rapido.
Credo che siano cambiate anche le superfici dei campi. Sono cambiate le palline. Oggi si gioca un tipo di tennis diverso. L’ho sempre detto. Dieci anni fa, quando sono entrato nel circuito, il tennis era molto più tattico. Dovevi pensare a come giocare a tennis. Ora mi sembra che conti molto di più la potenza. Chi tira il dritto migliore e il rovescio migliore vincerà la maggior parte delle partite. Mi sembra che questo sia uno degli aspetti che si sono evoluti”
