Se l’Italia intera attende di sapere se l’ATP di Shanghai possa essere o meno la location per il ritorno del suo beniamino Jannik Sinner, l’organizzazione del 1000 cinese è costretta a ravvisare la rinuncia di un giocatore sicuramente meno blasonato, ma che l’anno scorso ha scritto una meravigliosa pagina di tennis proprio in questo torneo: Arthur Rinderknech. Dopo le due sconfitte rimediate in Coppa Davis nel tie contro il Canada, continuano a non arrivare buone nuove nel personalissimo swing asiatico. Il francese aveva già alzato bandiera bianca a Pechino con il main draw che lo vedevo contrapposto all’esordio con Alex Molcan, ora il forfait che fa più male nella città che, senza mezza termini, gli ha cambiato la vita.
Troppo forte il dolore agli addominali, con Rinderknech impossibilitato a difendere la finale conquistata lo scorso anno dove a contendergli il trofeo delle sorprese c’era il cugino Valentin Vacherot. Un affare di famiglia che, questa volta, riguarderà solo il monegasco campione in carica. Il francese farà da spettatore, con l’infortunio a sferrare un duro colpo anche per quanto concerne il ranking mondiale. Il tennis può essere spietato, e con esso le tangenti dei dolci ricordi con Arthur, attualmente n.33 al mondo, destinato a perdere i 650 punti conquistati con l’epilogo di Shanghai. Una decurtazione che intacca i suoi attuali 1.520 punti, facendoli crollare a 870 e, con tutta probabilità, rimanendo fuori dalla top-50.
Un traguardo conquistato la prima volta il 17 gennaio 2022, quando Rinderknech salì fino alla casella n.48. Dopo l’exploit di Shanghai, il francese ha effettivamente attuato un cambio di passo, con un buon rendimento anche nel 2026 a portarlo a ridosso della top-20, con il best ranking a recitare la posizione n.24. Ora, la rinuncia forzata al Master cinese lo proietterà fuori dai primi 50 giocatori al mondo con la probabile concomitanza di risultati degli altri giocatori. Se è vero che confermarsi è difficile, farlo con il destino avverso diviene ancora più complicato.
