ATP – UBITENNIS https://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Thu, 19 Apr 2018 15:38:57 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Montecarlo, Nadal facile: “Davis? Siamo vecchi…”. Nole: “Credo nel n.1” https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/18/atp-montecarlo-djokovic-coric-nadal-cilic-nishikori/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/18/atp-montecarlo-djokovic-coric-nadal-cilic-nishikori/#respond Wed, 18 Apr 2018 13:30:38 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=254406 MONTECARLO - Rafa comodo con Bedene: "È vero che non la giochiamo, ma siamo vecchi adesso". Nole doma Coric: "Se non credessi di potercela fare, non sarei qui"]]>

Da Montecarlo, i nostri inviati Lorenzo Colle e Laura Guidobaldi

NADAL RULLO ANZIANO – Sulla copertina de Le Quotidien – l’opuscolo ufficiale del Montecarlo Rolex Masters – il primo piano dell’espressione sul volto di Rafael Nadal la dice lunga. Una determinazione a 1000 per il n. 1 del mondo che ha inaugurato la sua tournée sul rosso asfaltando il malcapitato avversario. A nulla sono serviti i tentativi del volenteroso Aljaz Bedene che, nonostante abbia messo a segno alcuni punti di grande qualità, riceve il benservito in 1 ora e 18 minuti con il punteggio di 6-1 6-3. Il Nadal di oggi era inarrivabile per Bedene; il prossimo avversario sarà il possente Karen Khachanov, giustiziere di Gilles Simon. Che l’esuberanza e la freschezza del russo possano costituire un pericolo per il n. 1 del mondo? In ogni caso, per ora, sembra che il Nadal dell’annata 2017 sia davvero tornato. 28 set consecutivi vinti sul rosso da Rafa, senza che nessuna avversario sia mai arrivato a cinque game. Lo scorso weekend ha difeso i colori della sua Spagna, in una delle ultime Davis “vecchie”. “La Davis di oggi non è perfetta. Nemmeno il nuovo formato lo è. Ma c’è gente che vuole investire, e dovremmo accoglierla”. I top players disertano spesso l’appuntamento con la competizione a squadre, e questo è uno dei motivi principali per cui l’appeal della Davis viene meno: “Sì, la giochiamo meno. Ma è anche vero che siamo più vecchi, a inizio carriera non mancavamo mai. Il calendario è quello che è, e sia chiaro non ho mai detto che è troppo lungo. Sono troppi gli eventi che siamo vincolati a giocare”.

NOLE PREPARA IL RITORNO – Una delle prerogative dei grandi campioni è quella di saper vincere le partite prima ancora di scendere in campo e il match odierno tra Djokovic e Coric è stato un esempio lampante.. Nole la spunta in due set, nonostante si trovi ancora in un momento di forma ben lontano da quello dei migliori della classe, e una buona parte del (de)merito va ad un Borna davvero troppo timoroso. Al prossimo turno troverà Dominic Thiem e non partirà decisamente sfavorito, ma tutto è possibile. La semifinale di Roma di un anno fa parla chiaro e sarebbe un errore sottovalutare “l’importanza di chiamarsi Novak”. Per una buona mezz’oretta il nome dell’avversario e la consapevolezza di avere una grande chance bloccano Coric. Scarsissima la resa con il dritto e poche consolazioni anche da parte del fidato rovescio. Risultato: 4-1 in favore di Djokovic, bravo a mettere pressione all’avversario con la risposta. I dubbi degli ultimi mesi però riaffiorano nella mente del serbo, che di fatto regala il controbreak al più giovane avversario. La partita si trascina stancamente tra un errore e l’altro fino al 5-5, quando Coric si procura due consecutive occasioni di servire per il set. Una dopo l’altra le palle break scivolano via e i due approdano al tiebreak. Qui Nole ottiene un immediato minibreak grazie ad una risposta delle sue che pizzica la riga. Destabilizzato, Coric non mette più una palla in campo e scorta l’avversario fino al comodo 7-2 che chiude il set.

In avvio di secondo parziale, Coric, completamente annebbiato, continua a cercare il rovescio di Nole, colpo che il serbo gioca a occhi chiusi anche nei momenti di maggior sfiducia. Così si può andare ben poco lontano e dopo un vicendevole scambio di break iniziale, la partita sembra ormai saldamente nelle mani del serbo. Nole però manca ben nove match point (due in risposta e sette sul suo servizio) e viene raggiunto da Coric sul 5-5. La paura però torna ad assalire il croato che dona all’avversario una seconda chance di servire per la vittoria. Nole stavolta non si fa pregare e, dopo due ore e quindici, chiude il match. “Se non credessi di poter tornare al numero uno, non sarei qui oggi. Ho bisogno di tempo, ho anche cambiato racchetta. Ma sto lavorando e sto cercando di ritrovare la mia serenità”.

SPECIAL KEI – Kei Nishikori approda al terzo turno del Rolex Montecarlo Masters, sconfiggendo in due set il russo Daniil Medvedev. È una vittoria questa che può dare molta fiducia al giapponese in vista del proseguo del torneo, ma soprattutto della stagione. Rivederlo giocare con continuità per i prossimi mesi non può che far bene al circuito. L’avvio invero è piuttosto lento: Kei subisce troppo l’iniziativa di Medvedev e rimane spesso in difesa. Diligentemente e con grande esperienza però rimane attaccato alla partita. Soffre, lascia sfogare il russo e, dopo aver recuperato l’iniziale break di svantaggio, lo beffa in volata. “All’inizio lui giocava meglio di me e ho cercato di non farmi prendere dal panico e di rimanere vicino alla riga di fondo.” dirà nell’intervista post partita. Nel secondo parziale la situazione si capovolge e Nishikori inizia a comandare gli scambi col rovescio: 6-2 e terzo turno contro Seppi.

Risultati:

K. Nishikori b. D. Medvedev 7-5 6-2
K. Khachanov b. [WC] G. Simon 6-2 6-2
[11] R. Bautista Agut b. F. Lopez 6-3 7-6(5)
J.L. Struff b. [13] F. Fognini 6-4 6-2
[9] N. Djokovic b. B. Coric 7-6(2)
P. Kohlschreiber b. [15] Albert Ramos-Vinolas 6-4 6-2
[1] R. Nadal b. A. Bedene 6-1 6-3
R. Gasquet b. [10] D. Schwartzman 6-2 6-1
[Q] A. Seppi b. [LL] G. Garcia-Lopez 4-6 6-3 7-5
[2] M. Cilic b. F. Verdasco 6-3 7-6(4)
[14] M. Raonic b. [Q] M. Cecchinato 7-6(5) 6-2

Il tabellone completo

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Montecarlo, metà Fognini non basta. Seppi avanti, Cecchinato KO https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/18/meta-fognini-non-basta-montecarlo-fuori-con-struff/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/18/meta-fognini-non-basta-montecarlo-fuori-con-struff/#respond Wed, 18 Apr 2018 12:09:50 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=254407 MONTECARLO - Fabio perde in due set. Rovescio pessimo, nessun problema fisico. Seppi vince in tre set, Cecchinato fuori con onore]]>

J.L. Struff b. [13] F. Fognini 6-4 6-2 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

A mezzo servizio, anzi a mezzo rovescio non può bastare il tennis di Fabio Fognini, per raggiungere il traguardo delle trecento partite vinte in carriera. Un buon tabellone aveva messo l’azzurro in un’ottima posizione per un probabile terzo turno contro Sascha Zverev, ma il copione e finito carta straccia di fronte ai quasi due metri del tedesco Jan Lennard Struff. E anche l’incontro con la sua storia personale deve essere rimandato.

“HO GIOCATO MALE, MA A LUI I MERITI” – Fognini perde in due set un incontro ampiamente alla sua portata, vittima di un rovescio del tutto insufficiente e di un servizio mai incisivo; l’avversario, che pure non ha un gioco troppo tattico, ne approfitta e prende le redini infilando quattro giochi dallo 0-2 iniziale, picchiando forte con battuta e dritto. “Non è stato il match che avevo progettato, non riuscivo a dare profondità, con il rovescio non davo top. Lui ha giocato benissimo, è giusto dargli meriti”. Il coach di Struff, Carsten Arriens, lo invita a spingere sul lato sinistro di Fabio, il tedesco esegue e raccoglie ingenti dividendi. Se in Davis Fognini aveva lamentato un problema alla schiena, è lui stesso a fugare i dubbi sulle condizioni fisiche, dopo aver chiamato il fisioterapista all’inizio del secondo parziale, già in svantaggio di un break: “Solo un po’ di fastidio per una vecchia operazione, non è la prima volta che mi capita”. La fasciatura al ginocchio sinistro non gli permetterà comunque di ritrovare i binari. La trecentesima vittoria in carriera non avrà la baia di Monaco come sfondo, né la tanto amata Barcellona: “Settimana prossima mi alleno, non gioco. Poi Monaco di Baviera, Madrid e Roma”.

OCCASIONE MANCATA… – Si sentiva già il profumo di un terzo turno contro Alexander Zverev, specialmente dopo le manovre in attacco con cui Fognini era partito avanti di un break immediatamente. Il tabellone gli era stato amico, con un esordio agevole contro Ivashka (122 ATP) e lo scontro con Struff, top 70 certo, eppure sulla scia di tre sconfitte consecutive contro giocatori oltre la centocinquantesima posizione. Non un tennista spettacolare, ma con un peso di palla importante e una certa propensione all’attacco, come lo stesso Fognini definisce “da dentro o fuori”: “Con un giocatore così non posso servire come ho fatto (neanche il 70% di prime, ndr). Ho visto le statistiche ed è un fattore importante”. Colpi profondi, un buon ritmo e soprattutto un servizio difficile da scardinare, che uniti alla scarsa vena di Fabio hanno fatto la differenza: dopo la piccola rimonta nel primo set, lo strappo nel secondo è arrivato in apertura con il 2-0. Da lì, non è più stato possibile ricucirlo.

OCCASIONE COLTA – Andreas Seppi coglie invece l’occasione che la sorte gli aveva presentato. Dopo aver battuto Edmund al primo set, avrebbe dovuto affrontare la nona testa di serie Pablo Carreno Busta, costretto però al ritiro da un infortunio ai lombari. Al suo posto è entrato un altro spagnolo, Guillermo Garcia Lopez, sconfitto da Seppi in tre set altalenanti: “Sono entrato un po’ scarico, ieri sono andaro a dormire tardissimo. Mia moglie è stata in ospedale per una distorsione al ginocchio, quindi l’ho raggiunta là, poi ho cenato a orario inoltrato“. Buonissima la reazione dell’azzurro all’andamento ondivago del match, sempre abile a rimanere attaccato anche quando il terzo set sembra andare a oltranza, accettando la lotta come suo solito. “In alcuni momenti mi sentivo a zero, in altri avevo una grande energia. Capitano match del genere, io generalmente sono sempre pronto a combattere. Difficilmente mollo, anche se può succedere di non aver troppa voglia”. Al prossimo turno troverà Kei Nishikori.

CECK OUT – Marco Cecchinato non riesce a sovvertire il pronostico contro Milos Raonic e cede in due set. “È un peccato perché ho avuto le mie chance. Nel tiebreak ero avanti 5-3 poi ho sbagliato un rovescio lungolinea e un dritto che fin lì stava funzionando molto bene” dirà subito dopo il match ai giornalisti presenti. In effetti nel primo set la lotta è serrata, anche grazie ad un Raonic un po’ sornione. La differenza di peso di palla però risulta decisiva nel break che manda il canadese a servire per il set sul 6-5. Dagli spalti si leva il grido “Marco! Marco! Marco!” e l’azzurro, caricato dall’atmosfera rovente, gioca il game della vita e ottiene a zero il controbreak. Il Campo dei Principi è una bolgia, ma le speranze di fare l’impresa si spengono su quel rovescio lungolinea che atterra fuori dal campo. Da quel momento in avanti, Raonic non concede più nulla e il break in avvio di secondo set spezza definitivamente le gambe a Cecchinato. “Adesso andrò a giocare le qualificazioni a Budapest e sono in tabellone a Monaco di Baviera. Poi vedremo quante partite farò perché ne ho già giocate tante nelle ultime settimane. Sto avendo un buon livello e vado via da qui con buonissime sensazioni.”

Risultati:

K. Nishikori b. D. Medvedev 7-5 6-2
K. Khachanov b. [WC] G. Simon 6-2 6-2
[11] R. Bautista Agut b. F. Lopez 6-3 7-6(5)
J.L. Struff b. [13] F. Fognini 6-4 6-2
[9] N. Djokovic b. B. Coric 7-6(2) 7-5
P. Kohlschreiber b. [15] A. Ramos-Vinolas 6-4 6-2
[1] R. Nadal b. A. Bedene 6-1 6-3
R. Gasquet b. [10] D. Schwartzman 6-2 6-1
[Q] A. Seppi b. [LL] G. Garcia-Lopez 4-6 6-3 7-5
[2] M. Cilic b. F. Verdasco 6-3 7-6(4)
[14] M. Raonic b. [Q] M. Cecchinato 7-6(5) 6-2

Il tabellone completo

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Montecarlo, Thiem rischia: “Tabellone pessimo”. Fuori Pouille https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/17/thiem-spavento-e-vittoria-ho-un-tabellone-pessimo-ma-sono-pronto/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/17/thiem-spavento-e-vittoria-ho-un-tabellone-pessimo-ma-sono-pronto/#respond Tue, 17 Apr 2018 14:15:42 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=254214 MONTECARLO - Un match point salvato, per mandare un messaggio a Rafa. Sasha regala un set, ma passa, Grigor supera Herbert, Pouille eliminato da Mischa Zverev]]>

da Montecarlo, Carlo Carnevale e Lorenzo Colle

Se prima dell’inizio del torneo ci si chiedeva chi potesse ostacolare Rafael Nadal nella sua corsa verso l’Undècima, i dubbi adesso potrebbero essersi diradati. Dominic Thiem si candidava già come prima valida alternativa, e la vittoria al primo turno contro un ottimo Andrey Rublev forse aumenta il carico di fiches sul suo nome, qui a due passi da uno dei casino più famosi del mondo. Centosessanta minuti di battaglia e un match point salvato, a velocità importanti, senza troppe variazioni con due interpreti di un gioco piuttosto simile, al di là di due diverse filosofie di rovescio. Thiem passeggia sul cornicione e si salva: il prossimo turno sarà un ostacolo difficile da superare se non al massimo della condizione, ma la voglia di proporsi per lo scacco al re c’è, e si vede.

BRACCIO DI FERRO – L’incontro si annoda su pochissimi punti, e rimane gradevole grazie alle soluzioni di potenza che entrambi mettono in mostra, con tutti e due i colpi a rimbalzo. Thiem si fida di più delle sue sbracciate, lasciando all’avversario un pizzico di iniziativa in più, e Rublev è bravo a raccogliere a rete quando può. I primi due set si risolvono in volata, quando chi serve si addormenta al momento di raggiungere il tie-break: bravo Thiem a scuotersi dopo aver perso il primo, incoraggiandosi e caricando da fondo a ogni occasione. Una certa miopia tattica generale è compensata da un’atmosfera che si scalda nel parziale finale, anche grazie al sole che saluta il circolo e la baia alle sue spalle. Thiem esagera in lunghezza e regala il break nel solito, undicesimo gioco, ma resta aggrappato fino al crollo dell’avversario, che si rivela emotivo sul più bello. Rublev arriva a matchpoint, ma spara un dritto nei pressi dei teloni e perde dieci dei successivi tredici punti, permettendo all’avversario di vivere due volte.

HORRIBLE DRAW – Ho un tabellone pessimo. Ma è anche per questo che ci si allena e si fanno sacrifici, per giocare contro i migliori”. A caldo Thiem è lucido, consapevole di doversi preparare a un eventuale percorso di sopravvivenza. Al prossimo turno il vincente tra Djokovic e Coric, che in ogni caso comporterà uno sforzo fisico e mentale per nulla banale, nonostante le pessime condizioni di Nole e la minore esperienza di Coric. Ridimensionata, quindi, ma ancora presente la convinzione che Dominc Thiem sia l’unica risposta al probabile dominio di Nadal.

POUILLE OUT – Per una testa di serie che si salva ce n’è un’altra che invece soccombe. E una terza che non convince. Lucas Pouille, settima testa coronata del tabellone, cede il passo a Mischa Zverev, pur avendo vinto il primo parziale. L’inizio del match infatti è tutto dalla parte del transalpino che amministra gli scambi senza problemi e dà al rilassato pubblico monegasco l’impressione che la vittoria oggi sia una questione di ordinaria amministrazione. Nel secondo set però le cose cambiano improvvisamente. Pouille comincia a sbagliare molte volte il colpo per chiudere lo scambio e dall’altra parte Zverev dimostra di poter essere un avversario ostico anche su questa superficie lenta. I suoi “schiaffetti” anticipati di dritto tengono a bada il topspin del francese e le sue discese a rete diventano sempre più fruttuose. 6-1 e terzo set. Pouille illude nuovamente la folla quando sale sul 4-2 e servizio a favore, salvo poi subire di nuovo il ritorno di Zverev. La lotta si fa più serrata fino al tiebreak finale dominato dal volleatore tedesco per 7 punti a 3. Pouille non riesce dunque a difendere la semifinale raggiunta qui lo scorso anno e perderà come minimo un paio di posizioni in classifica, che potrebbero anche diventare di più se i giocatori che gli stanno alle spalle otterranno buoni risultati nel Principato.

RUSTY DIMITROV – “Sono un po’ arrugginito, non gioco match ufficiali da settimane”. Il commento a caldo di Dimitrov denota consapevolezza e voglia di lavorare, pochi secondi dopo la sofferta vittoria in tre set contro Pierre-Hugues Herbert. Partenza con zavorra per il bulgaro, accentuata dalla condizione sfavillante del servizio di Herbert, che nel primo set perde appena quattro punti in battuta, strappando due break. La qualità del gioco di Dimitrov però aumenta, di pari passo con la frequenza dei piedi e la profondità dei colpi. Herbert torna alla sua dimensione naturale, fatta di grande talento e poco peso, quello che gli impedisce di continuare a combattere contro un avversario di tonnellaggio ben maggiore. Dimitrov ingrana con il dritto, trovando soluzioni incrociate apprezzabili e soprattutto tenendo con più facilità in risposta, per poi entrare nello scambio e gestire da fondo. Il tutto si traduce in secondo e terzo set di ordinaria amministrazione, scossi solo in chiusura da un abbozzo di rientro di Herbert. Al prossimo turno Dimitrov troverà il vincente tra Ramos e Kohlschreiber.

GOFFIN CON MESTIERE – David Goffin deve sudare per un paio d’ore prima di avere la meglio su un volitivo Tsitsipas, ormai sempre più deciso ad affacciarsi con costanza nel tennis che conta. Due set lottati e vinti in volata dal belga che ci hanno però fatto capire ancora una volta che il ragazzo si farà, basta avere pazienza. Nel primo set, Goffin, che gioca con una lente a contatto protettiva nell’occhio infortunato, prova per ben due volte a scappare avanti di un break, ma il ragazzo di Atene si rifà sempre sotto annullando anche un set point sul 3-5. Si giunge ad un sudato tiebreak che si indirizza però subito dal lato belga del campo e si conclude piuttosto rapidamente col punteggio di 7 a 4. La contesa sembra ormai chiusa quando Goffin strappa il servizio a Tsitsipas in avvio di secondo set, ma anche stavolta il greco si attacca alla partita con grinta, supportata dal suo completissimo bagaglio tecnico. Parità di nuovo dunque, ma, al momento di rifugiarsi in un secondo tiebreak, il greco deve fare i conti con un’accelerata del belga che si guadagna così l’accesso al terzo turno. Promosso comunque a pieni voti Tsitsipas in attesa di rivederlo nuovamente su questi palcoscenici.

SASCHA DIESEL – Alexander Zverev accede al terzo turno del Rolex Montecarlo Masters dopo aver rimontato un set di svantaggio a Gilles Muller. Il minore degli Zverev guida le danze per tutta la durata dell’incontro, ma nel primo parziale paga il fio del mancato cinismo nella conversione delle palle break. Cinismo che invece non manca al lussemburghese che nel decimo gioco concretizza la sua chance e porta a casa un insperato primo set. I patemi e l’idea di una possibile sorpresa si spengono subito però. Sascha infatti, riprende imperterrito la sua corsa mentre sugli spalti ormai non è rimasto più nessuno e chiude la porta in faccia ai sogni di gloria di Muller. Al prossimo turno per il teutonico si prospetta una possibile sfida con Fognini, che dovrà però prima superare l’ostacolo Struff.

Risultati:

Primo turno

[WC] G. Simon b. [16] A. Mannarino 6-3 4-6 6-2
[Q] M. Cecchinato b. D. Dzumhur 6-3 6-2
F. Verdasco b. P. Cuevas 5-7 7-6(4) 6-1
[13] F. Fognini b. [Q] I. Ivashka 6-4 7-5
F. Lopez b. B. Paire 5-7 7-6(5) 6-4
[Q] A. Seppi b. K. Edmund 6-3 5-7 6-2
J.L. Struff b. Y. Sugita 6-3 6-2
R. Gasquet b. [Q] J. Chardy 6-4 7-6(5)
P. Kohlschreiber b. T. Sandgren 6-2 6-2
[10] D. Schwartzman b. G. Pella 0-6 6-2 6-3

Secondo turno

[5] D. Thiem b. A. Rublev 5-7 7-5 7-5
M. Zverev b. [7] L. Pouille 2-6 6-1 7-6(3)
[4] G. Dimitrov b. [Q] P.H. Herbert 3-6 6-2 6-4
[3] A. Zverev b. G. Muller 4-6 6-3 6-2
[6] D. Goffin b. [Q] S. Tsitsipas 7-6(4) 7-5

Fognini ok a Montecarlo: “Mi sento più a casa di Roma”. La prima ‘da mille’ di Cecchinato
Il tabellone completo

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Fognini ok a Montecarlo: “Mi sento più a casa di Roma”. La prima di Ceck https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/17/cecchinato-accende-montecarlo-prima-vittoria-un-masters-1000/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/17/cecchinato-accende-montecarlo-prima-vittoria-un-masters-1000/#respond Tue, 17 Apr 2018 13:50:05 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=254213 MONTECARLO - Due set al numero uno azzurro per battere Ivashka. "Sono cresciuto qui, conosco tutti e sto bene". Marco supera Dzumhur per la prima vittoria in un Masters]]>

da Montecarlo, Carlo Carnevale, Lorenzo Colle e Laura Guidobaldi

Dalla sala stampa, il punto più alto del Country Club, si è sentito per tutta la mattinata il riecheggiare di cori che invocavano nomi italiani. Marco Cecchinato, alla sua prima vittoria in un Masters 1000, e Fabio Fognini hanno vendicato l’uscita di Paolo Lorenzi, eliminato da Herbert nel primo lunedì di gioco. Due incontri gradevoli, allo specchio, con un momento di opacità per entrambi prontamente risolto con un tennis brillante e divertente. Manca Seppi all’appello, per sperare in un martedì da en plein.

FOGNINI VA, NELLA “SUA” MONTECARLO – Applausi, incoraggiamenti e qualche fischio, per coccolare il figlio prediletto di una terra da sempre neutrale e rifugio particolare per i più. Nella “sua” Montecarlo, che dista mezz’ora di auto da casa, Fabio Fognini gestisce il ragazzone bielorusso Ilya Ivashka, 122 ATP e pochi centimetri sotto i due metri, grazie a un dritto luccicante e una tenuta mentale che stavolta non tradisce. Con un enorme numero 17 cucito sulla schiena, anno di nascita del figlio e suo numero fortunato, Fabio disegna colpi e righe dal suo lato destro, trovando soluzioni tese, morbide, in palleggio, in attacco: “Ho colpito bene con il dritto, specialmente in risposta. Il servizio come al solito è ballerino, ma sono contento, i primi match di un torneo non sono mai semplici“.

Scambio di break in avvio, poi una condotta di gara pulita, alterata soltanto da una manciata di giochi buttati al vento, dopo una fallo di piede e uno smash sbagliato per cedere il servizio a metà del secondo parziale. La reazione è però veemente, solida, come a dimostrare tutto il divario tecnico e di ranking, trainato anche da un pubblico progressivamente più vivace. E per nulla accondiscendente quando la racchetta vola e il soliloquio si alza di volume: “Da bambino mi allenavo qui, conosco molti che ancora lavorano al Country Club. Mi sento a casa molto più che a Roma”. Ancora il dritto per ricucire lo strappo dal 2-5 e infilare cinque giochi per chiudere la contesa. Al prossimo turno Jan-Lennard Struff, che ha superato Yuichi Sugita: “L’ho battuto anni fa a Monaco, ma è cresciuto e sta giocando bene anche il doppio quest’anno. Dovrò essere più aggressivo, se tiene lui il gioco è dura”.

IL PRIMO CECK POINT –  Ottima prestazione per Marco Cecchinato che supera in due set Damir Dzumhur, nonostante una brutta partenza, e ottiene così il primo successo della carriera in un Masters 1000, dopo quattro infruttuosi tentativi, tra Principato e Roma. I primi dieci minuti dell’italiano sono da dimenticare: i colpi non centrano il campo, mentre Dzumhur riesce a trovare pregevoli soluzioni soprattutto col rovescio lungolinea. Il risultato è un 3-0 pesante che sembra poter chiudere il discorso, almeno per quanto riguarda il primo parziale. Invece il bosniaco regala qualcosa e con un doppio fallo offre a Cecchinato una chance, che il palermitano coglie con uno splendido passante vincente.

Cresce l’affluenza del pubblico sul campo 2 e cresce anche Cecchinato. “Il supporto del pubblico è stato fondamentale e io stesso ho più volte caricato la folla. Adoro giocare su questi palcoscenici. dirà dopo la partita. I colpi dell’azzurro guadagnano via via sempre più profondità e mettono in estrema difficoltà l’avversario, che inizia a commettere sempre più errori. “Dopo quel terribile inizio, ho cercato di essere più regolare e ritrovare fluidità. Quando ho fatto il primo contro-break sono riuscito ad essere più aggressivo e a fare il mio gioco”. Arriva il bagel virtuale e il set si chiude col punteggio di 6-3. La batosta psicologica per Dzumhur è troppo dura e Marco si dirige a vele spiegate verso il 6-2 finale. Battuto il numero 31 del mondo, l’italiano si guadagna Milos Raonic. “Ci ho giocato qui, sul Centrale, e a Roma due anni fa. Ho qualche buon ricordo, vedremo come andrà”.

SEPPI DI FORZA SU EDMUND –  Anche Andreas Seppi tiene alti i colori dell’Italtennis impegnata martedì sui campi del Principato. Prestazione convincente dell’altoatesino che, dopo due sconfitte nei due precedenti, quest’oggi supera in tre set il 23enne Kyle Edmund, n. 23 del mondo e fresco finalista a Marrakech. Forse la sconfitta in Marocco contro Andujar non è stata ancora digerita dal britannico poiché fin da subito si fa imbrigliare dall’esperienza di Andreas che, nel primo set, corre spedito verso il 6-3. Il match viene disputato sul court n. 9, lontano dalla grande affluenza del pubblico del Centrale e del Court des Princes. Tuttavia non mancano certo gli spettatori nonostante le tribune siano alquanto esigue.

La seconda frazione è decisamente più equilibrata. I due ingaggiano un testa a testa fino al 5-5 con il britannico che sale in vantaggio 6-5 per poi intascare il set per 7-5. Tutto da rifare. Edmund ritrova progressivamente un ritmo sostenuto, spingendo e impegnando l’azzurro in un martellamento sempre più intenso. Tuttavia, il tennista di Caldaro non si lascia sorprendere dall’irruenza e la solidità di Kyle; al contrario, adesso è lui a ritrovare le giuste misure e a riprendere il sopravvento nello score. Ecco che arriva infatti il break azzurro sull’1-1 che permette poi ad Andreas di allungare il passo sul 3-1. Edmund reagisce affidandosi soprattutto al servizio e fa un passo in avanti sul 2-3. M è Andreas a condurre le danze, più ordinato ed esperto di un Edmund un po’ in confusione. Prende il largo sul 5-2 per poi completare il 3-0 degli azzurri oggi al Principato. Cecchinato, Fognini e Seppi si assicurano dunque il secondo turno sull’ocra monegasca. 

Risultati:

Primo turno

[WC] G. Simon b. [16] A. Mannarino 6-3 4-6 6-2
[Q] M. Cecchinato b. D. Dzumhur 6-3 6-2
F. Verdasco b. P. Cuevas 5-7 7-6(4) 6-1
[13] F. Fognini b. [Q] I. Ivashka 6-4 7-5
F. Lopez b. B. Paire 5-7 7-6(5) 6-4
[Q] A. Seppi b. K. Edmund 6-3 5-7 6-2
J.L. Struff b. Y. Sugita 6-3 6-2
R. Gasquet b. [Q] J. Chardy 6-4 7-6(5)
P. Kohlschreiber b. T. Sandgren 6-2 6-2
[10] D. Schwartzman b. G. Pella 0-6 6-2 6-3

Secondo turno

[5] D. Thiem b. A. Rublev 5-7 7-5 7-5
M. Zverev b. [7] L. Pouille 2-6 6-1 7-6(3)
[4] G. Dimitrov b. [Q] P.H. Herbert 3-6 6-2 6-4
[3] A. Zverev b. G. Muller 4-6 6-3 6-2
[6] D. Goffin b. [Q] S. Tsitsipas 7-6(4) 7-5

Thiem rischia: “Tabellone pessimo”. Fuori Pouille
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ATP Ranking: Andujar risale, Sandgren nei 50, Edmund a best ranking https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/17/atp-ranking-risale-andujar-sandgren-nei-50-edmund-best-ranking/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/17/atp-ranking-risale-andujar-sandgren-nei-50-edmund-best-ranking/#respond Tue, 17 Apr 2018 05:55:12 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=254201 Un solo movimento in top 20: Bautista Agut e Sock si scambiano la posizione. Seppi torna n.2 d'Italia dietro a Fognini (20). Federer osserva Nadal...]]>

Dopo il weekend dedicato alla Coppa Davis, il circuito ATP la scorsa settimana ha riacceso i motori con due tornei categoria 250: Houston e Marrakech. La loro disputa ha determinato un solo cambiamento nelle prime 20 posizioni della classifica; al 16esimo posto si sono infatti avvicendati Roberto Batista Agut e Jack Sock che ha pagato la sconfitta patita nel torneo texano per mano di Taylor Fritz nei quarti di finale. Di seguito la sintesi grafica delle prime 20 poltrone:

CLASSIFICA GENERALE TOP 20

Classifica ATP

Giocatore

Nazione

Punteggio

Variazione

1

R. Nadal

Spagna

8770

2

R. Federer

Svizzera

8670

3

M. Cilic

Croazia

4985

4

A. Zverev

Germania

4925

5

G. Dimitrov

Bulgaria

4635

6

JM del Potro

Argentina

4470

7

D. Thiem

Austria

3665

8

K. Anderson

Sud Africa

3390

9

J. Isner

USA

3125

10

D. Goffin

Belgio

3110

11

L. Pouille

Francia

2410

12

P. Carreno Busta

Spagna

2395

13

N. Djokovic

Serbia

2310

14

S. Querrey

USA

2265

15

D. Schwartzman

Argentina

2220

16

R. Bautista Agut

Spagna

2175

1

17

J. Sock

USA

2155

-1

18

T. Berdych

R. Ceca

2140

19

H. Chung

Corea del Sud

1897

20

F. Fognini

Italia

1840

A Houston Steve Johnson ha difeso con successo in finale contro Tennys Sandgren il titolo conquistato lo scorso anno e, quindi, la vittoria non ha avuto effetti positivi sulla classifica (anzi il californiano è passato dal 51esimo al 52esimo posto) ma sicuramente molti sul morale di un ragazzo che ha passato un anno emotivamente travagliato. Lo sconfitto ha invece guadagnato nove posizioni e per la prima volta in carriera è entrato nella top 50: è 47esimo. Meglio di lui in termini di progressi nel ranking ha fatto il decano dei tennisti in attività, ovvero il Ivo Karlovic (n. 76) che grazie alla semifinale texana ha beneficiato di un bel +12 in pagella. Il Grand Prix Hassan II ha visto trionfare e commuoversi  lo spagnolo Pablo Andujar, tornato recentemente al proscenio tennistico dopo un’assenza durata quasi due anni, nonché alla vittoria dopo quattro anni dall’ultima affermazione di analogo livello. Il successo gli vale il 154esimo posto del ranking, 201 posizioni in più della scorsa settimana e 1.667 (non è un errore di stampa) rispetto a due mesi fa. Se mantiene la progressione, il primo posto è a un tiro di schioppo.

In finale ha battuto Kyle Edmund che ha tratto comunque consolazione dal fatto di essere finalmente arrivato a disputare la prima finale della carriera e di avere raggiunto il 23esimo gradino mondiale, il più alto di sempre per lui. Il suo quasi coetaneo Borna Coric invece una finale l’aveva già disputata e vinta proprio qui in Marocco lo scorso anno. La mancata difesa del titolo gli è costata 11 posizioni (adesso è il n. 39). Montecarlo gli offre un’importante opportunità di recupero anche se ora, dopo la vittoria su Benneteau al primo turnodeve affrontare Novak Djokovic apparso in buone condizioni contro Lajovic.

Parlando del torneo di Houston ci siamo soffermati su Karlovic che a 39 anni è ancora in grado di risalire con successo la classifica; gli fa da contraltare un trentaseienne che scende, ovvero Paolo Lorenzi che ha ceduto sei posizioni e altre purtroppo ne cederà data l’uscita all’esordio a MontecarloMa sullo “stato della Nazione” ha recentemente già espresso la propria opinione il Direttore e pertanto ci soffermiamo lo stretto necessario per dire che i giocatori italiani compresi tra i 100 migliori del mondo sono i seguenti:

  1. Fabio Fognini (n. 20)
  2. Andreas Seppi (n. 62)
  3. Paolo Lorenzi (n. 64)
  4. Marco Cecchinato (100)

Alle loro spalle ci sono Thomas Fabbiano (103), Matteo Berrettini (105) e Stefano Travaglia (109). Più lontano (144) ma in grande ascesa un altro “ragazzo” italiano di 32 anni, Simone Bolelli, che ha perso per un soffio la finale del Challenger di Barletta.

Nulla di significativo da segnalare in merito alle classifiche avulse che condurranno alle Finals londinesi e al torneo NextGen di Milano, se non che nella prima ha fatto capolino Kyle Edmund, ora settimo. Appuntamento alla prossima settimana dove analizzeremo le possibili conseguenze derivanti dall’assegnazione del primo Masters 1000 su terra rossa della stagione, Montecarlo. Su tutte, la possibilità che Federer torni sul trono (tennistico) del mondo standosene comodamente seduto in poltrona, qualora Nadal fallisse la riconferma del titolo conquistato lo scorso anno nel principato.

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Djokovic, vittoria che dice poco. A Montecarlo per ritrovarsi https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/16/djokovic-vittoria-che-dice-poco-montecarlo-per-ritrovarsi/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/16/djokovic-vittoria-che-dice-poco-montecarlo-per-ritrovarsi/#respond Mon, 16 Apr 2018 14:17:35 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=254020 MONTECARLO - Lajovic è troppo morbido. A Nole serviranno altri match per capire davvero a che punto è: già con Coric sarà più dura. Si rivede Nishikori]]>

da Montecarlo, Carlo Carnevale e Lorenzo Colle

Cinquantasei minuti di gioco, un solo game perso: soprattutto, la prima vittoria in un Masters 1000 della stagione, dopo le sconfitte all’esordio di Indian Wells (Daniel) e Miami (Paire): “Negli USA ho giocato molto al di sotto delle mie aspettative e dei miei desideri. Oggi mi sono sentito molto meglio, è stata la maniera ideale di iniziare il torneo”.  Ma il 6-0 6-1 con cui Djokovic pialla il connazionale Dusan Lajovic non è in realtà foriero di notizie completamente rassicuranti. Si rivedono lampi del vero Nole, specie quando legge la risposta e costringe l’avversario sulla difensiva con il primo colpo. Ma persistono alcuni limiti palesati nel primo frammento di stagione, quelle insicurezze che ormai lo accompagnano da mesi, acutizzate dall’intervento al gomito di inizio anno.

BENE MA NON BENISSIMO – Il punteggio si delinea severissimo, Djokovic ha meriti che sussistono fino a un certo punto. Lajovic ha un gioco troppo leggero, poco incisivo e inadatto a far male il più blasonato compatriota, anche se non al meglio della condizione. Nole manca della brillantezza atletica che lo ha reso grandissimo, non si muove come ai bei tempi dei recuperi in spaccata, ma quando è in controllo si diverte senza sudare, sballottando Lajovic in ogni angolo con entrambi i colpi. Tutto sotto gli occhi di Jose Perlas, ex coach di Fognini oggi all’angolo di Dusan. Nel box di Djokovic si rivede invece il maestro di sempre Marian Vajda, richiamato in fretta dopo il naufragio della partnership con Agassi e Stepanek, come in una sorta di ritorno alle origini: “Andre ed io non avevamo contratti o legami formali. Mi stava solo aiutando e non lo ringrazierò mai abbastanza, ma separarci è stata la cosa migliore. Marian mi conosce meglio di chiunque abbia mai avuto nel team, è come un padre e un fratello insieme”. Il primo gioco di Lajovic arriva in apertura di secondo set, accolto da un compassionevole boato del pubblico, ancora ben lungi dal riempire gli spalti del Campo Ranieri III; rimarrà l’unico. Lajovic non ha soluzione alcuna né in difesa né in fase propositiva, e la fiducia di Djokovic si fa via via più solida: le due palle break sprecate nell’ultimo game sono pura statistica.

NATURAL BORNA KILLER – Finisce in meno di un’ora. Djokovic, testa di serie numero 9 e vincitore qui nel 2013 e 2015, è il miglior classificato del tabellone a cominciare il torneo dal primo turno. I primi otto usufruiscono infatti del bye. Al secondo turno lo attende un test ben più significativo: troverà infatti Borna Coric, in ottime condizioni già da inizio anno, che oggi ha superato senza problemi Julien Benneteau, alla passerella conclusiva della carriera. Il francese vinse qui il primo match in un Masters 1000 della propria vita agonistica, che lo ha visto trionfare nel doppio al Roland Garros 2014: “È la mia ultima stagione, mi piacerebbe vincere almeno uno o due match a Parigi” dirà in conferenza, con il sorriso malinconico di chi sicuramente ricorda le dieci finali raggiunte nel circuito, senza mai sollevare un trofeo. Coric, già semifinalista a Indian Wells dove arrivò a un passo dal battere Roger Federer, sarà tutt’altro che netto sfavorito contro un Djokovic sì in ripresa, ma ancora da ritrovare.

FUTURO PROSSIMO – L’ultimo match sul Campo Ranieri III è un derby con sguardo sul futuro nel quale Stefanos Tsitsipas doma in due set un Denis Shapovalov troppo discontinuo e si guadagna con merito l’accesso al secondo turno, dove troverà Goffin. Era stato un assolo la prima volta in Australia e lo è stato anche oggi, solo a parti invertite. Propositivo con tutti i colpi e supportato dal servizio anche nei (pochi) momenti di pericolo, il talento greco mette pressione sul proprio avversario sin dal primo punto e non gli permette quasi mai di prendere in mano lo scambio. Nel primo set, a suon di sberle di rovescio, si invola piuttosto rapidamente sul 4-1 e ha anche due palle per andare in vantaggio 5-1 (una delle quali cancellata da Denis con un ottimo dritto stretto). Dopo aver rintuzzato un tiepido tentativo di ribellione da parte di Shapovalov, il giocatore di Atene mette in saccoccia il primo set col punteggio di 6-3. La musica non cambia nel secondo parziale: Stefanos continua a martellare con uguale intensità sia di dritto che di rovescio e si prende un break subito nel primo game. La controffensiva di Shapovalov si limita a poche ondate: vincenti splendidi sono troppo spesso intervallati da errori di foga evitabili, ma tutto ciò, unito forse ad un fisiologico calo dell’avversario, è comunque sufficiente per recuperare il break di svantaggio e riportare in parità la contesa. Solo un fuoco di paglia però, perché pochi minuti dopo Tsitsipas torna a guidare le operazioni, strappando nuovamente il servizio e issandosi sul 4-3. Negli occhi di Shapovalov non si intravede nessun segno di reazione o di voglia di rialzarsi dopo l’ultimo montante ricevuto, mentre sul volto di Tsitsipas, oggi sporcato da un filo di barba che lo faceva apparire più grande di qualche anno, si legge grande concentrazione. Pochi minuti dopo, si giunge all’ovvio epilogo: il Court Rainier III si congeda con un’ovazione dal secondo episodio di una rivalità che si spera possa regalare in futuro sfide emozionanti ed equilibrate. Irruenti, monomani e tremendamente belli da vedere: Stefanos e Denis, il futuro del tennis è vostro.

GUARDA CHI SI RIVEDE – Successo in rimonta per Kei Nishikori contro Tomas Berdych, in un match velato di malinconia. Solo un paio di anni fa infatti non ci si sarebbe stupiti di vedere questa sfida in un quarto o addirittura in una semifinale Slam e trovarli invece uno contro l’altro in un match di primo turno fa uno strano effetto. Nishikori, a dire il vero, inizia malissimo il match, sbagliando tanto e subendo l’iniziativa del ceco. Per una buona quarantina di minuti il giapponese appare solo un lontano parente del giocatore che nel 2014 fece vedere i sorci verdi a Nadal nella finale di Madrid 2014, prima di ritirarsi per l’ennesimo infortunio. Sempre in bilico a causa quest’anno Kei era ripartito addirittura dai Challenger per riprendere condizione dopo uno stop fisico, andando a vincere a Dallas. Oggi, nel secondo set,  l’intervento del fisioterapista per un trattamento al polso ridesta un po’ di preoccupazione, ma incredibilmente proprio da quel momento tutto cambia. Nishikori infatti prende le redini della partita a metà secondo set e non le lascia più fino al termine del parziale decisivo, chiuso con un perentorio 6-1 anche grazie alla complicità di un Berdych decisamente spento e svogliato. “Il polso sta meglio, ma non è ancora al 100%. Fortunatamente domani ho un giorno di riposo, ma anche se dovessi giocare di nuovo potrei dirmi pronto. Vedremo come andrà nei prossimi giorni”.

(in aggiornamento)

Risultati:

[9] N. Djokovic b. [Q] D. Lajovic 6-0 6-1
B. Coric b. J. Benneteau 6-2 6-3
A. Rublev b. R. Haase 7-6(7) 2-6 7-5
[15] A. Ramos-Vinolas b. J. Donaldson 6-3 6-3
[11] R. Bautista Agut b. P. Gojowczyk 6-4 6-3
K. Nishikori b. [12] T. Berdych 4-6 6-2 6-1
[14] M. Raonic b. [WC] L. Catarina 3-6 6-2 6-3
[Q] S. Tsitsipas b. D. Shapovalov 6-3 6-4
[Q] P.H. Herbert b. P. Lorenzi 7-6(7) 6-4
G. Muller b. [LL] F. Mayer 7-5 6-4
A. Bedene b. [LL] M. Basic 6-4 7-6(3)

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ATP Montecarlo: esordio amaro per Lorenzi, passa Herbert https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/16/atp-montecarlo-esordio-amaro-per-lorenzi-passa-herbert/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/16/atp-montecarlo-esordio-amaro-per-lorenzi-passa-herbert/#respond Mon, 16 Apr 2018 13:02:14 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=254066 MONTECARLO - Pierre-Hugues Herbert ha la meglio su Paolo Lorenzi, che subisce la 14esima sconfitta nelle ultime sedici partite. "Sto recuperando, adesso voglio solo giocare"]]>

[Q] P.H. Herbert b. P. Lorenzi 7-6(7) 6-4 (dalla nostra inviata a Montecarlo)

Una settimana dopo la bruciante sconfitta dell’Italia nel tie di Coppa Davis a Genova contro la squadra di Yannick Noah, nella seconda giornata del torneo monegasco è ancora un francese a sbarrare la strada all’Italia. Il 27enne Pierre-Hugues Herbert (n. 82 ATP) dimostra di non essere più soltanto un abilissimo doppista ma di sapersi destreggiare anche in singolare. A farne le spese il nostro Paolo Lorenzi (n. 63 del ranking) che, nonostante un primo set all’insegna dell’equilibrio e di ottime soluzioni, viene sorpreso da un Herbert particolarmente solido e in perfetta forma. Paolo subisce così la 14esima sconfitta nelle ultime 16 partite disputate, confermando purtroppo di non aver ancora ritrovato una condizione soddisfacente dopo l’infortunio al piede che l’aveva costretto a quasi due mesi di stop. Nonostante l’equilibrio del primo set e della prima parte del secondo, il francese fa la differenza dando prova di maggiore lucidità nel tie-break e sulle palle cruciali della seconda frazione. 7-6 6-4 il punteggio per il transalpino che, al prossimo turno, affronterà Grigor Dimitrov.

DOPPI FALLI FUNESTI – Nella prima giornata di sole dopo giorni di pioggia e cielo plumbeo, c’è anche il primo azzurro a scendere in campo nell’edizione 2018 del Montecarlo Rolex Masters. Turisti e tifosi animano i vialetti e gli stand del villaggio del torneo ma, stranamente, per il match che vede opposto l’azzurro al francese Pierre-Hugues Herbert, nella prima parte dell’incontro gli spalti sono occupati solo a metà nonostante, come ogni anno, siano tantissimi gli italiani presenti al Country Club. Un primo set all’insegna del perfetto equilibrio per il primo confronto diretto tra Paolo e Pierre-Hugues. Fin da subito, Herbert cerca di accorciare gli scambi affidandosi al suo abile gioco di volo. Il francesino offre belle soluzioni, esternando grinta e concentrazione. Lorenzi non è da meno e mette in campo mestiere ed esperienza nonché buoni traccianti angolati. I due giungono al tie-break. Dopo una volé sbagliata a campo aperto, il senese firma la sua condanna con un sanguinoso doppio fallo sul setpoint a suo favore sul 7-6, per poi ricadere nello stesso errore sul 7-7.

L’ACCELERAZIONE DI HERBERT – Nel secondo parziale, per Paolo svanisce la possibilità di prendere le distanze dall’avversario sul 2-1 e, sul 3-3, questa volta è il francese a procurarsi tre opportunità per fare la differenza. La terza è quella buona e Pierre-Hugues sale 4-3. In campo l’azzurro non lesina la sua ben nota combattività ma la freschezza non è più quella della prima frazione. Arrivano tre matchpoint tutti francesi e, anche questa volta, il tennista originario dell’Alsazia va a segno alla terza palla utile. Sarà lui ad affrontare Grigor Dimitrov. “Sto recuperando giorno dopo giorno, a Marrakesch ho avuto problemi” dirà a caldo Lorenzi, che ha perso 14 delle ultime 16 partite giocate. “Adesso ho solo voglia di giocare il più possibile. Andrò a Bucarest, poi Istanbul, poi le quali a Madrid”. In gara restano ancora Fognini, Seppi e Cecchinato a difendere i colori azzurri.

Risultati:

[9] N. Djokovic b. [Q] D. Lajovic 6-0 6-1
B. Coric b. J. Benneteau 6-2 6-3
A. Rublev b. R. Haase 7-6(7) 2-6 7-5
[15] A. Ramos-Vinolas b. J. Donaldson 6-3 6-3
[11] R. Bautista Agut b. P. Gojowczyk 6-4 6-3
K. Nishikori b. [12] T. Berdych 4-6 6-2 6-1
[14] M. Raonic b. [WC] L. Catarina 3-6 6-2 6-3
G. Muller b. [LL] F. Mayer 7-5 6-4
[Q] S. Tsitsipas b. D. Shapovalov 6-3 6-4
A. Bedene b. [LL] M. Basic 6-4 7-6(3)
[Q] P.H. Herbert b. P. Lorenzi 7-6(7) 6-4

Djokovic, vittoria che dice poco. A Montecarlo per ritrovarsi
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Johnson regala il bis a Houston: Sandgren K.O. e commozione https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/16/johnson-centra-la-doppietta-houston-battuto-sandgren-con-testa-e-cuore/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/16/johnson-centra-la-doppietta-houston-battuto-sandgren-con-testa-e-cuore/#respond Sun, 15 Apr 2018 22:10:51 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253841 Steve Johnson vince il terzo titolo della carriera confermandosi campione a Houston. Sandgren rimonta e poi si perde nel finale, ma fa comunque il suo ingresso in top 50]]>

[6] S. Johnson b. [8] T. Sandgren 7-6(2) 2-6 6-4

Arrivano a dieci le vittorie consecutive sulla terra di Houston per Steve Johnson, che bissa il successo dello scorso anno e vince il terzo titolo della carriera (l’altro a Nottingham) su quattro finali, battendo Tennys Sandgren. Per la nona volta nell’era Open due giocatori statunitensi incrociano le loro racchette nella finale dell’unico torneo rimasto negli USA a giocarsi sulla terra rossa, mentre l’ultima doppietta in questo torneo storico (prima edizione 1910) era stata messa a segno da Andre Agassi nel biennio 2002-03.

Steve Johnsonn bacia il trofeo dell’U.S. Men’s Clay Court Championships (via Twitter, @mensclaycourt)

Non stupisce il fatto che in finale ci siano giunti Johnson e Sandgren, i tennisti più dotati tecnicamente di tutta la batteria made in USA, o quanto meno due che cercano spesso di inglobare nel loro gioco soluzioni che esulano dal classico ‘servizio e dritto’. I due precedenti sorridevano a Sandgreen (oggi alla sua prima finale ATP) e sorprende un po’ il fatto che siano stati disputati proprio sulla terra e proprio negli USA, ma sono comunque un po’ datati (2013 e 2009) e non a livello ATP.

Il vento, come nei giorni scorsi, cerca di rendersi partecipe e i tennisti a tratti sembrano perdere la bussola: Sandgren rischia svariate volte di andare sotto nel punteggio a causa delle sue frequenti discese a rete non sempre efficaci, mentre Johnson non riesce a sfondare con il dritto a sventaglio come suo solito. Quest’ultimo quindi decide di rallentare le manovre con un costante utilizzo del rovescio in back che porta quasi allo sfinimento il ragazzo del Tennessee. Il tie-break sembra inevitabile ma prima di arrivarci i giocatori decidono comunque di scambiarsi vicendevolmente un break; è Sandgren ad avere l’occasione più ghiotta andando a servire sul vantaggio di 6-5. Forse proprio il pensiero di quanto sciupato lo accompagna nel tredicesimo game e lo porta a compiere diversi errori – tra cui un doppio fallo – che gli costano il set.

Il momentaccio di Tennys Sandgren – da lunedì nella top 50 per la prima volta – prosegue anche all’inizio del secondo set quando continua a soffrire il gioco del suo avversario, ma come ben sappiamo, la mente gioca sempre un ruolo fondamentale nel tennis e a volte basta un solo punto a ribaltare completamente gli stati d’animo. Nel sesto game Sandgren vince con un tweener uno scambio tanto lottato quanto spettacolare e da lì a poco si appresta a brekkare l’avversario e a riportare il match in equilibrio. Dopo la vittoria in rimonta contro Karlovic, Tennys aveva dichiarato: “ho come la sensazione di impegnarmi di più quando le cose mi si mettono male” e anche oggi ha confermato questa sua intuizione.

Nel parziale decisivo Sandrgren inizia una ‘partita nella partita’ il cui avversario è se stesso: ogni punto è seguito da un monologo di incoraggiamento o di rimprovero a secondo dell’esito dello scambio, Johnson invece torna a rallentare il ritmo e la scelta paga. Nel decimo game, in maniera del tutto inaspettata piazza il break decisivo e chiude 6-4 nel gioco successivo, dopo 2 ore e 24 minuti. Sandgren è deluso ma quello che versa più lacrime è il vincitore che mostra tutta la sua commozione per la scomparsa del padre avvenuta lo scorso anno.

https://twitter.com/SportsHorn/status/985637266390302720

La scena più bella dunque è rappresentata dal gesto di Sandgren, che (metaforicamente) assieme a tutto il pubblico presente sul centrale, abbraccia Johnson affettuosamente per consolarlo e congratularsi per il suo successo. Si tratta appena del secondo tennista in grado di confermare, nel 2018, il titolo vinto dodici mesi prima. L’altro, neanche a dirlo, è stato Roger Federer in Australia. Forse per questo Steve ha ben deciso di festeggiare la vittoria con il più classico dei ‘tuffi a bomba’ in piscina.

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ATP Montecarlo: Felix, c’è ancora da fare. Vince l’esperienza di Zverev https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/15/atp-montecarlo-felix-auger-aliassime-deve-ancora-lavorare-vince-lesperienza-di-zverev/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/15/atp-montecarlo-felix-auger-aliassime-deve-ancora-lavorare-vince-lesperienza-di-zverev/#respond Sun, 15 Apr 2018 11:34:26 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253808 MONTECARLO - Auger-Aliassime, 17 anni, cede in tre set a Mischa. Troppa irruenza e ancora tanto da lavorare sulla tattica. Ma il futuro è roseo]]>

da Montecarlo, il nostro inviato

M. Zverev b. [WC] F. Auger-Aliassime 6-2 6-7(4) 6-1

Se è vero che la precocità non è garanzia di successo, è innegabile che invece tutti i grandi siano stati precoci. In quale dei due gruppi andrà ad inserirsi Felix Auger-Aliassime è ancora presto per dirlo. Il ragazzo a 17 anni e otto mesi è il più giovane tra i giocatori compresi nelle prime 200 posizioni del mondo (è 176) e l’anno scorso ha portato a casa ben due titoli Challenger a Lione e Siviglia (rivaleggiando con Nadal e Gasquet in termini di precocità). La partita di oggi contro Mischa Zverev, persa in tre set, ha però dimostrato che c’è ancora molto lavoro da fare perché i lati da smussare nel tennis del giovane canadese sono ancora tanti. Pur portentoso dal punto di vista fisico, ancora non convince pienamente sul piano tecnico-tattico. L’impostazione datagli è piuttosto chiara e, per il momento, difficilmente può bastare nel circuito maggiore, soprattutto contro giocatori esperti come Mischa: servizio potente per prendere in mano lo scambio e tanto, tanto, forse troppo dritto. Come esce dai confini del bombardamento da fondo, il ragazzo appare ancora un po’ in imbarazzo. Per un set e mezzo infatti il giovane canadese ci ha capito veramente poco o nulla. Il maggiore degli Zverev è riuscito a mettere a nudo tutti i suoi attuali limiti, tessendo pazientemente la sua tela fatta di variazioni di ritmo e asfissianti discese a rete. In moltissime occasioni, il tedesco si è limitato ad appoggiarsi ai poderosi colpi dell’avversario, sfruttando le sue aperture brevissime, e attendendo pazientemente gli errori che arrivavano puntuali.

La lezione di malizia tennistica ha subìto una piccola interruzione ad un passo dal traguardo: dopo aver mancato tre palle per andare avanti 5-2 nel secondo set, Mischa si è fatto strappare il servizio riportando in corsa un avversario ormai col morale sotto i tacchi. È stato poi bravissimo Felix a sfruttare questa inaspettata svolta per ritrovare nuovamente concentrazione. Una volta resettata la mente, la macchina Aliassime è tornata a girare a pieno regime e la differenza di peso di palla (mediamente dieci km/h, sia col servizio che con i colpi da fondo) ha iniziato a farsi sentire.  Entrambi hanno poi mantenuto il servizio fino all’inevitabile tie-break. Qui dal festival del minibreak (un solo punto vinto da chi era al servizio) è emerso vincitore il più giovane dei due contendenti, ma le speranze del pubblico, chiaramente schierato dalla parte del canadese, sono però state ben presto disattese. Zverev infatti come se niente fosse accaduto ha ricominciato a far spostare Aliassime, costringendolo a giocare fuori dalla sua zona di comfort. Gli errori del diciassettenne si sono moltiplicati e da lì al 6-1 finale il passo è stato breve. Felix dunque rimandato, almeno per il momento, in attesa di vedere se e come riuscirà ad intervenire sul suo gioco per fare il salto di qualità che tanti già si aspettano. Il tempo è sicuramente dalla sua.

Risultati:

M. Zverev b. [WC] F. Auger-Aliassime 6-2 6-7(4) 6-1
K. Khachanov b. [WC] T. Kokkinakis 7-5 6-4
D. Medvedev vs M. Fucsovics

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La favola di Andujar, schianta Edmund e conquista Marrakech https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/15/atp-marrakech-la-favola-di-andujar-schianta-edmund-e-conquista-il-titolo/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/15/atp-marrakech-la-favola-di-andujar-schianta-edmund-e-conquista-il-titolo/#respond Sun, 15 Apr 2018 11:20:22 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253818 Lo spagnolo vince per la terza volta il torneo in Marocco a cui ha partecipato grazie al ranking protetto dopo i numerosi infortuni al gomito. Il britannico raccoglie appena 4 giochi]]>

[PR] P. Andujar b. [2] K. Edmund 6-2 6-2

Finisce in gloria a Marrakech la fiaba di Pablo Andujar, che dopo due anni di assenza forzata dai campi di gioco a causa delle ripetute operazioni al gomito destro, ha conquistato per la terza volta il Grand Prix del Marocco intitolato al re Hassan II. Un successo che segue di solo una settimana quello ottenuto al challenger di Alicante che di fatto ne aveva segnato il rientro nel circuito. Una generosa mano a cogliere il quarto successo complessivo in carriera oggi gli è giunta dal suo avversario, l’inglese Kyle Edmund, contro il quale lo spagnolo non aveva mai incrociato in precedenza la racchetta. L’inglese – numero 26 del mondo e di nove anni più giovane di Andujar – era alla sua prima finale ATP in carriera ed evidentemente l’emozione gli ha giocato un brutto scherzo. Difficile, in caso contrario, trovare delle giustificazioni all’eclatante numero di errori non forzati commessi dal britannico nel corso dell’intero incontro soprattutto con il suo colpo migliore, ovvero il diritto, oppure i sei break subiti ed equamente distribuiti nel corso dei due set. La condizione fisica e la solidità mostrata dal vincitore sono state comunque impressionanti.

Partito subito a razzo con due break consecutivi, Andujar ha avuto un attimo di esitazione nel quarto game in cui ha a sua volta subito un break (non senza lottare) per poi rifarsi nel gioco seguente. Infine, dopo avere annullato due palle break consecutive, ha conquistato il parziale al primo set point con il clamoroso sostegno di un nastro e di una riga evidentemente inclini alle storie a lieto fine. Edmund gravemente insufficiente con il diritto e non all’altezza della situazione al servizio: 12 punti conquistati su 29 disputati costituiscono un dato autoesplicativo. Il secondo set si è dipanato sostanzialmente sulla falsariga del primo, con Andujar al comando sin dal primo game e Edmund non in grado di opporgli efficaci contromisure, se non in qualche fugace momento. L’inglese in questo parziale ha, se possibile, ulteriormente peggiorato la statistica dei punti fatti al servizio conquistando la miseria di 11 punti su 27 e non è stato capace di annullare neppure una delle tre palle break che si è trovato a fronteggiare. Solo nel sesto game, a partita già ampiamente compromessa, ha avuto un sussulto di orgoglio e di classe e, togliendo il servizio al suo avversario, ha almeno reso meno mortificante la dimensione della sconfitta. Nel game finale Andujar si è trovato, come nell’ultimo gioco del primo set, sul 15-40 e, per un breve istante, ha probabilmente ripensato alla partita disputata nei quarti contro Vatutin in cui, nella medesima situazione di punteggio, cedette cinque game consecutivi e fu costretto a conquistare l’accesso in semifinale al terzo set.

La paura è durata però lo spazio di pochi istanti poiché Edmund ha prima affondato in rete un paio di risposte di diritto ed ha poi posto fine alla sua agonia sportiva e dato il là alla commossa esultanza del suo antagonista, con un rovescio in corridoio apparso figlio della voglia di andare in doccia a togliersi la polvere del deserto. Grazie a questa vittoria Andujar rientra tra i primi 200 giocatori del mondo. Sarà interessante vedere se il proseguimento della stagione su terra rossa gli consentirà di tornare – se non proprio alla trentaduesima posizione occupata nel 2015 – almeno in top 100. Rimandato a Montecarlo Edmund dove al primo turno incontrerà Andreas Seppi, bravo a conquistare l’accesso al tabellone principale partendo dalle qualificazioni e che avrà quindi la chance di rifarsi della sconfitta subita agli ultimi Australian Open proprio per mano dell’inglese

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Johnson proverà il bis a Houston. Ma c’è da battere Sandgren https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/14/johnson-provera-il-bis-houston-ma-ce-da-battere-sandgren/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/14/johnson-provera-il-bis-houston-ma-ce-da-battere-sandgren/#respond Sat, 14 Apr 2018 19:30:47 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253726 Steve Johnson torna in finale allo US Men's Clay Court Championship dopo 12 mesi. Sarà una sfida tutta a stelle strisce contro Tennys Sandgren ]]>

Anche in Texas piove – forse per solidarietà con gli altri tornei della settimana, tanto maschili quanto femminili – e le semifinali cominciano con un’ora di ritardo. L’inno americano cantato in apertura è di buon auspicio per i padroni di casa, che potranno assistere a una finale tutta a “stelle e strisce”: un risultato non scontato visto che si gioca su terra allo US Men’s Clay Court Championship, l’ATP 250 di Houston, dotato di un montepremi da 623.710 dollari.

IVO TRADITO DALLE VOLÉE – Dal punto di vista patriottico, il merito principale è di Tennys Sandgren (26 anni, nr. 56), che nel primo incontro di giornata elimina l’unico europeo rimasto in tabellone, il 39enne Ivo Karlovic, sceso al numero 88 della classifica, ma n.14 nel 2008 e da 15 anni consecutivi stabilmente fra i primi 100. Il bombardiere croato fa valere il suo poderoso servizio e mette in difficoltà l’avversario soprattutto con lo slice di rovescio, ma perde il primo set soprattutto a causa di alcune volée di approccio giocate con poca incisività. Era stato proprio lui, infatti, il primo a conquistarsi un vantaggio di 4-2, grazie a una propensione aggressiva in risposta: da ‘circoletto rosso’ un attacco con slice corto sul rovescio bimane di Sandgren e successiva chiusura a rete. Sotto 2-4 e 0-15, l’americano si inventa uno smash colpito lateralmente, in stile padel, e rimette in piedi un game che poteva essere esiziale. Il problema però è sempre riuscire a rispondere al servizio, perché poi sullo scambio il veterano croato denuncia gli anni che passano e anche i propri limiti storici di mobilità.

Con il passare dei game però Sandgren regola il mirino dei passanti e mette in difficoltà un Karlovic tutt’altro che impeccabile sulla prima volée. Nell’ottavo game un pallonetto – incredibile, ma vero – supera i 211 centimetri del croato e certifica il 4 pari. Sfumano due palle break che avrebbero portato il tennista di Zagabria a servire per il set e la conclusione logica è un tie-break, in cui di nuovo gli errori di Ivo sotto rete fanno pendere la bilancia per l’americano del Tennessee. Il secondo set sembra una formalità per Sandgren, che serve bene, risponde e passa in modo eccellente e si invola sul 3-1, grazie anche al suo rovescio tagliato, piuttosto artigianale e goffo da vedere, ma comunque sufficiente a disinnescare il ‘taglio sotto’ impresso dal suo avversario. Quando i giochi sembrano fatti, però, con tre doppi falli, di cui due consecutivi, Sandgren offre su un piatto d’argento la palla del contro-break a Karlovic che non si fa pregare e strappa il servizio con una volée vincente.

Sul 5-4 per il croato, l’americano deve salvare un set point al servizio e, nonostante una polemica con l’arbitro per un let tardivo, porta a casa il punto e poco dopo il 5 pari. Il tie-break del secondo set è più equilibrato del precedente, ma sul 3-3 Karlovic manca un mini-break che sembrava cosa fatta e subito dopo sbaglia un dritto. Gioco, partita e incontro per Sandgren, che, comunque vada la finale, lunedì festeggerà per la prima volta l’ingresso fra i primi 50 tennisti al mondo.

Tennys Sandgren (via Twitter, @mensclaycourt)

SFIDA FRATRICIDA –  L’altro finalista inevitabilmente americano emerge dalla seconda semifinale “fratricida”, in cui si affrontano il longilineo Taylor
Fritz, 20enne baby-papà n. 72 del mondo, e il massiccio Steve Johnson, 28 anni, n.51, ma a un passo dalla Top 20 due anni fa, nonché campione
uscente del torneo. Entrambi tennisticamente sono di chiara scuola (oltre che di origine) statunitense, dotati di gran servizio e drittone, ma Fritz gioca un rovescio a due mani almeno sufficiente, Johnson invece gioca quasi esclusivamente in slice, creando così non pochi grattacapi al giovane avversario. Confronto di generazioni e confronto di stili: da un lato la pressione costante Fritz, dall’altra le variazioni, i tagli e una certa dose di creatività di Johnson, che alla fine prevale nonostante i due match point mancati nel secondo set.

Per due set sembra prevalere un grande equilibrio, soprattutto nel punteggio, grazie alla tenacia del più giovane e alle occasioni mancate del più “anziano”. Alla fine della partita Johnson avrà trasformato solo 4 palle break su 15, permettendo così al suo avversario di restare in scia, anche se con molta fatica. Nelle fasi finali del set, il nr 51 del mondo manca tre set point in risposta sul 5-4 e fallisce l’assalto al break. Quando Fritz torna a servire indietro 5-6 la conclusione ovvia sembra un tie-break, ma invece al primo set point con un errore di dritto il primo parziale finisce nelle mani del campione uscente. Lo slice di rovescio è indigesto per Fritz, specialmente se deve tirarlo su con il suo colpo bimane, ma comunque nel secondo set entrambi mantengono la battuta con sicurezza, fino all’ottavo game quando Johnson arriva a palla break prima con un passante di rovescio lungolinea in back, direttamente dagli anni Settanta, poi grazie a un passante di rovescio impossibile, in recupero su uno smash. L’ottavo e il nono game sono combattutissimi, alla fine non si concretizza nessun break.

Quando sembra che sia finita (6-7, 5-6, 15-40 sul servizio Fritz) Johnson manca due match-point consecutivi, in risposta, e poi cede un tie-break che era rimasto sul filo del rasoio fino al 7-4. A inizio della partita decisiva, quando sono passate già due ore, il campione uscente sembra poter accusare le occasioni mancate, mentre Fritz è rinfrancato. Eppure sarà proprio quest’ultimo a cedere il servizio. Da qui Johnson mette la freccia e conquista in modo convincente una partita gradevole, tecnicamente forse superiore all’altra semifinale e molto combattuta. Taylor Fritz sta dimostrando di poter concretizzare le aspettative che aveva suscitato due anni fa, ma per adesso Johnson ha ancora più tennis, più varietà e più solidità. Johnson avrà modo di difendere il titolo conquistato 12 mesi fa… su una gamba sola.

Alessandro Condina

Risultati:

[8] T. Sandgren b. I. Karlovic 7-6(2) 7-6(4)
[6] S. Johnson b. T. Fritz 7-5 6-7(4) 6-2

Il tabellone completo

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Il Marocco è la panacea di Andujar: finale con Edmund a Marrakech https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/14/il-marocco-e-la-panacea-di-pablo-andujar-finale-con-edmund-marrakech/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/14/il-marocco-e-la-panacea-di-pablo-andujar-finale-con-edmund-marrakech/#respond Sat, 14 Apr 2018 19:00:49 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253717 Giornata segnata dai recuperi mattutini dei quarti di finale non giocati per il diluvio. Andujar fa segnare la nona vittoria consecutive e vola ancora in finale]]>

DOPO IL DILUVIO – La giornata del Grand Prix Hassan II di Marrakech si è aperta presto, quando a fine mattinata si sono disputati in contemporanea i quarti di finale non disputati ieri. Il programma è tiranno e i vincitori sono poi scesi ancora in campo a pomeriggio inoltrato per le semifinali. Richard Gasquet (38ATP, tds 4) e Kyle Edmund (26 ATP, tda 2) ci sono arrivati in due set contro rispettivamente il connazionale Gilles Simon (71 ATP) e il tunisino Malek Jaziri (91 ATP). Quest’ultimo, pur perdendo netto, in avvio ha messo in mostra qualche colpo di talento purissimo. Si vedano al proposito un paio di back vincenti spettacolosi. Simon invece ha comunque lottato per due ore. Il bi-campione 2011 e 2012 – quando il torneo si disputava a Casablanca – Pablo Andujar (355 ATP, ranking protetto) e il portoghese Joao Sousa (70 ATP) si sono imbarcati loro malgrado in una battaglia di tre set prima di sconfiggere il qualificato Vatutin (160 ATP) e il georgiano Basilashvili (86 ATP).

 Alle 17.00 ora locale hanno avuto inizio le semifinali, che hanno premiato il giocatore britannico e il 32enne spagnolo, che ha confermato il suo grande stato di firma dopo il titolo della scorsa settimana ad Alicante, che ha ospitato la prima edizione del JC Ferrero Challenger: Andujar è giunto quindi alla nona vittoria consecutiva.

KYLE, IL BRITANNICO CHE AMA IL ROSSO – Si trattava del terzo incrocio in carriera fra i due (1-1) e per il francese la vittoria sarebbe stata di buon auspicio visto che quando battè Edmund ad Anversa 2016 poi vinse il torneo. Purtroppo per lui le fatiche di mattinata contro Simon hanno presentato un conto salato. Fin dall’avvio il servizio non fa il suo dovere, e dopo gli 8 doppi falli del match mattutino altri 4 gli sono costati entrambi i primi due turni di battuta. Anche il suo famigerato rovescio funziona a tratti e in queste condizioni era davvero difficile resistere a un avversario lanciatissimo come l’inglese. Edmund è l’esatto opposto, centrato, aggressivo e con le idee chiare. Prima e seconda palla hanno rese altissime e il resto lo fa il dritto, cercato spesso con un ottimo gioco di gambe. Restituisce uno dei due break forse per distrazione ma da quel momento in poi aggiusta l’alzo del cannone e il sesto ace sancisce il 6-3 che chiude il primo set.

Il secondo parziale presenta un andamento abbastanza simile. Gasquet stavolta serve per primo, sempre più spesso cerca il serve and volley per accorciare gli scambi ma questa tattica non gli fa scampare il break nel quinto gioco. Anche perché i doppi falli continuano a fioccare. In questi games centrali però l’incontro sembra poter svoltare, Edmund non crede a tanta manna e restituisce il vantaggio immediatamente e il gioco seguente è il migliore del match. Se lo aggiudica il francese con un drop di rovescio a un palmo dal nastro ma poco prima Kyle aveva vinto un punto degno di finire su Youtube. È andata così: smorzata di Gasquet, ottimo recupero di Edmund, lob al volo e – visto raramente – tweener di rovescio vincente dell’inglese un attimo prima che la palla tocchi terra per il secondo rimbalzo. Notevole e fortunato.

Si tratta invece solo dell’ultimo fuoco di Richard che dal 4-3 in suo favore non vince più un game. Prima finale in carriera per Edmund, la caccia al titolo continua. Il britannico non solo ha ritrovato lo smalto che gli aveva permesso di iniziare al meglio la stagione, raggiungendo la semifinale dell’Australian Open, ma conferma di trovarsi sorprendentemente a suo agio su questa superficie.

BENTORNATO, PABLO – Nella seconda semifinale le quasi tre ore di lotta dell’incontro precedente non pesano sul braccio di Pablo Andujar, che vendica la sconfitta subita nel 2015 e batte Joao Sousa conquistando la finale. In un match fra regolaristi lo spagnolo è risultato visibilmente più propositivo nel gioco e nelle soluzioni rispetto a un avversario che ribatteva stando tre metri buoni oltre la riga di fondo. Il set iniziale vive di strappi, Andujar 2-0 poi Sousa 3-2, ma ad assestare quello vincente è Pablo nel settimo gioco quando capitalizza un doppio fallo e un erroraccio del portoghese per staccarsi nuovamente. Il punteggio avrebbe potuto essere anche più netto se Andujar avesse sfruttato i due set point avuti in risposta nel corso di un lungo nono gioco. Bravo lui poi ad azzerare tutto al cambio campo per il game a zero che decide il 6-4.

Nel secondo parziale Andujar rimane concentrato in previsione del ritorno avversario. Deve annullare per primo una palla break con una smorzata dietro al servizio e quando poco dopo strappa lui il servizio a Sousa i giochi sembrano fatti. Il portoghese però è un combattente e recupera lo svantaggio. Lo spagnolo, forse capendo di non averne più per un eventuale decider, scava nel pozzo delle energie residue per il break definitivo ancora al settimo gioco. Qui Sousa prima si becca un warning dopo la stecca del 15-40, poi commette il doppio fallo che lo condanna definitivamente. Andujar non sbaglia più e difende i due turni di battuta che lo portano in finale. Al termine di una spiacevole serie di disavventure – in due anni Pablo ha dovuto subire tre diverse operazioni al gomito – che sembrava poter mettere fine alla sua carriera, il nativo di Cuenca tornerà a disputare una finale nel circuito maggiore a tre anni dal Barcellona Open 2015 (sconfitta contro Nishikori) e a quattro dall’ultimo titolo di Gstaad 2014. L’eventuale titolo, oltre alla decima partita vinta consecutivamente, significherebbe significherebbe il ritorno in top 200: adesso Pablo è virtualmente alla posizione 205, battendo Edmund guadagnerebbe ulteriori 50 posizioni. Tutto grazie alla salvifica aria del Marocco.

Risultati:

Quarti

J. Sousa b. N. Basilashvili 6-2 4-6 6-1
[4] R. Gasquet b. G. Simon 6-2 7-6(4)
[PR] P. Andujar b. [Q] A. Vatutin 6-4 5-7 6-3
[2] K. Edmund b. [WC] M. Jaziri 6-2 6-1

Semifinali

[2] K. Edmund b. [4] R. Gasquet 6-3 6-4
[PR] P. Andujar b. J. Sousa 6-4 6-4

Il tabellone completo

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Ancora guai per Kyrgios, a Houston passa il ‘vecchio’ Karlovic https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/14/ancora-guai-per-kyrgios-houston-passa-il-vecchio-ivo-isner-10-000-ace-e-fuori/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/14/ancora-guai-per-kyrgios-houston-passa-il-vecchio-ivo-isner-10-000-ace-e-fuori/#respond Sat, 14 Apr 2018 07:40:05 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253625 Problemi al gomito per Nick. Ivo è il semifinalista più vecchio del Tour dopo Connors (San Francisco 1993 a 40 anni). Sfiderà Sandgren. Isner (10.000 ace) fuori contro Johnson ]]>

La giornata dedicata ai quarti, con cinque statunitensi ancora in gara, non comincia offrendo le condizioni ideali per il tennis, con raffiche di vento oltre i 40 km/h, ma almeno la pioggia non riesce a essere protagonista come a Marrakech, Lugano e Bogotà, provocando solo una brevissima interruzione durante i due derby a stelle e strisce. Tra gli otto giocatori impegnati, c’è chi va a caccia di pietre miliari e chi cerca di raddrizzare una stagione iniziata male.

PELLA CEDE ALLA BELLA – Dopo aver eliminato il n. 2 del seeding Sam Querrey, Guido Pella si ferma a un turno di servizio dalla vittoria e Tennys Sandgren può raggiungere la sua prima semifinale a livello ATP. Si comincia con qualche bel punto che potrebbe essere d’auspicio per un match migliore di quanto si sia disposti ad ammettere, soprattutto quando Sandgren scava fuori dalla sabbia un mezza volata che muore poco al di là delle rete a cui, tuttavia, fa subito seguire un paio di grandi bruttezze che riportano tutti alla realtà. Allo statunitense sono fatali i quattro errori al settimo gioco e Guido conferma il vantaggio sfoderando anch’egli una demi-volé spettacolare. Nel secondo parziale, il servizio slice di Pella continua a creare problemi alla risposta di Tennys confermando la maggiore rapidità della terra battuta marrone rispetto a quella rossa. Solo la paura della sesta semifinale in carriera può fermare il ventisettenne di Bahia Blanca: sarà per quello che Sandgren sbaglia due comodi dritti mandando l’avversario a servire per il match sul 5-4? Probabilmente no, ma Pella perde i successivi quattro game e fa anche peggio nella seconda parte del terzo set, con Sandgren che si prende l’incontro recuperando dall’1-3 senza più concedere giochi.

ANCORA (V)IVO – Non sono finiti i guai fisici per Nick Kyrgios che si arrende per la prima volta in cinque sfide a Ivo Karlovic, complice anche il problema al gomito che si ripresenta dalla metà del secondo set. “Già andare là fuori e terminare un incontro senza provare dolore è un successo in questa fase” aveva dichiarato solo tre giorni fa al quotidiano Houston Chronicles. Il match inizia nel migliore dei modi per Nick che, al secondo gioco, brekka grazie a due ottime risposte. Forte del vantaggio e della fragilità in ribattuta dell’avversario, Kyrgios scherza un po’, si fa applaudire per un passante vincente colpendo al volo tra le gambe e chiude 6-3. Al sesto gioco del secondo set, smorfia di dolore dell’australiano che si tocca il gomito dopo il servizio; due belle smorzate di Karlovic gli valgono il break che replica poco dopo con Kyrgios incapace di imprimere potenza alla battuta. Prevedibile il MTO prima del set finale in cui Nick rincorre affidandosi a servizi di piazzamento e a qualche buon passante, ma altrettanto atteso è il break, conquistato da Karlovic all’ottavo gioco a colpi di rovescio tagliato che provocano gli errori di Kyrgios. Dr. Ivo diventa così il semifinalista più vecchio del Tour dopo Jimmy Connors (ATP San Francisco 1993 a 40 anni).

CALIFORNIA 2, RESTO DEGLI USA 0 – Mancavano 19 ace a John Isner per diventare il quarto giocatore a superare quota diecimila (dopo Karlovic, Federer e Ivanisevic) e ieri sera ne ha piantati 28 contro Steve Johnson, ma non sono bastati per battere il ventottenne di Orange.

Com’era prevedibile, il servizio domina: l’unica palla break del primo set è concessa da Johnson, ma Isner sbaglia uno smash certo non impossibile. Nel tie-break, l’equilibrio è rotto dal passante di dritto inside-out di Stevie che punisce Isner per aver seguito a rete un colpo non sufficientemente incisivo. Long John pareggia il conto dei set brekkando al nono gioco, ma nel tie-break finale fanno la differenza ancora un passante di Johnson e il successivo doppio fallo del numero 9 del mondo che si arrende al quarto match point consecutivo.

Pare che gli incontri fra Jack Sock e Taylor Fritz debbano sempre finire 6-4 al set decisivo. Se i due precedenti, giocati sulla lunga distanza degli Slam, erano andati a Sock, il ventenne californiano dimezza oggi lo svantaggio recuperando un break nel terzo. Sotto gli occhi preoccupati di Mardy Fish, questa settimana nell’angolo di Sock al posto di Jay Berger, l’ex top ten ha richiesto un MTO nel corso del secondo parziale, ma soprattutto non vince due incontri di fila dalle Finals di novembre. Buona invece la stagione di Fritz che, con i risultati a livello Challenger, i quarti a Delray Beach e gli ottavi a Indian Wells, sembra diretto verso quella top 50 appena sfiorata due anni fa.

IL PROGRAMMA DI SABATO – Dalle 20 italiane, in campo le semifinali. Aprono Karlovic e Sandgren, seguiti da Fritz e Johnson.

Risultati:

[8] T. Sandgren b. G. Pella 4-6 7-5 6-3
I. Karlovic b. [4/WC] N. Kyrgios 3-6 6-2 6-3
T. Fritz b. [3] J. Sock 6-3 3-6 6-4
[6] S. Johnson b. [1] J. Isner 7-6(4) 4-6 7-6(5)

Michelangelo Sottili

Il tabellone completo

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Il tabellone di Montecarlo: Thiem sulla strada di Nadal https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/13/il-tabellone-di-montecarlo-thiem-sulla-strada-di-nadal/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/13/il-tabellone-di-montecarlo-thiem-sulla-strada-di-nadal/#respond Fri, 13 Apr 2018 17:24:54 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253610 Il sorteggio del tabellone del Masters 1000 di Montecarlo 2018. Thiem-Djokovic possibile ottavo, ma il serbo 'vede' Coric. Fognini parte con un qualificato]]>

Parte da Montecarlo l’impresa impossibile (?) di Rafael Nadal: difendere i 4680 punti conquistati in soli cinque tornei sulla terra battuta nel 2017 (Montecarlo, Barcellona, Madrid, Roma e Roland Garros) e rimanere in vetta alla classifica ATP, respingendo l’attacco ‘passivo’ di Roger Federer che può soltanto sperare che i suoi 8670 punti – che rimarranno tali fino ai tornei sull’erba – superino quelli del suo rivale per effetto dei risultati (non) ottenuti da Nadal. I punti da difendere a Montecarlo sono 1000: Nadal è il campione in carica per aver battuto nella finale della scorsa edizione Albert Ramos-Vinolas. Si è trattato della decima affermazione di Nadal nel Principato, che quest’anno corre quindi per l’undicesimo trofeo.

A Montecarlo il tabellone è privo anche di Kyrgios, Murray e dei vari statunitensi, che hanno scelto di non iscriversi. Sono inoltre arrivate le rinunce dei francesi Tsonga e Monfils e di David Ferrer, che annunciato il suo forfait proprio nella giornata di oggi per l’imminente nascita del suo primogenito. Le prime otto teste di serie hanno un bye al primo turno: si tratta nell’ordine di Nadal, Cilic, Zverev, Dimitrov, Thiem, Goffin, Pouille e Carreno Busta. Due gli italiani (Fognini e Lorenzi), Seppi ha bisogno di un ulteriore forfait per entrare nel main draw.

IL TABELLONE: PARTE ALTA

IL TABELLONE: PARTE BASSA

Il tabellone completo

L’ANALISI

Per quanto ogni difficoltà sia da considerarsi relativa per Rafa Nadal sulla terra battuta, il fatto di ritrovarsi Dominic Thiem nel suo spicchio di tabellone è probabilmente il peggiore degli accoppiamenti, considerando l’attitudine alla superficie delle altre sei teste di serie ‘alte’. Sull’austriaco pendono certo dubbi di carattere atletico – rientrerà proprio a Montecarlo dopo un mese di stop – ma rimane pur sempre l’unico giocatore ad aver battuto lo spagnolo su terra negli ultimi 12 mesi. Ci sarebbe anche l’eventualità Djokovic, che però per presentarsi da Nadal, prima di battere Thiem, dovrebbe probabilmente liberarsi di Coric: ora come ora il croato sembra perfettamente in grado di batterlo. Le altre due teste di serie della parte alta del tabellone sono Dimitrov e Goffin, teorici avversari di quarti di finale. Sono il campione e il vicecampione delle ultime Finals, ma non sono nella migliore condizione di forma. Il bulgaro, inoltre, patisce il rosso; possibile ottavo con il finalista in carica Ramos-Vinolas. A Goffin dovrebbe spettare invece il compito di testare su questa superficie Denis Shapovalov, il quale dovrà superare un qualificato al primo turno. Potrebbe venirne fuori una sfida molto interessante.

La parte bassa del tabellone appare a prima vista un pizzico meno competitiva. Cilic incrocerebbe ai quarti Carreno Busta, e non dovrebbe giovarsene perché il buon Pablo può fare molta strada e il croato, invece, sulla terra battuta – specie se non si tratta di Slam – tende a faticare. Per Cilic il tabellone non è affatto gradevole: potrebbe ritrovarsi Verdasco all’esordio, ed è probabilmente tra i peggiori che potessero capitargli. Pouille-Zverev è l’ultimo quarto di finale teorico,  ma sia il francese che il tedesco potrebbero ritrovarsi un ostacolo parecchio ostico da superare: per il francese si tratta di Schwartzman, ormai da considerarsi a pieno titolo un possibile outsider su qualsiasi superficie e sulla terra in particolare, per il tedesco (speriamo) del nostro Fabio Fognini che esordirà contro un qualificato prima di trovare Sugita o Struff. 

Ottavi di finale teorici

Nadal vs Mannarino
Djokovic vs Thiem
Dimitrov vs Ramos-Vinolas
Goffin vs Bautista Agut
Pouille vs Schwartzman
Fognini vs A. Zverev
Berdych vs Carreno Busta
Raonic vs Cilic

INFORMAZIONI SUL TORNEO

  • Tabellone a 56 giocatori (16 teste di serie, bye per le prime 8)
  • 45 giocatori in tabellone per accettazione diretta
  • 7 qualificati (da definirsi)
  • 4 wild card: Auger-Aliassime, Catarina, Kokkinakis, Simon
  • Montepremi: 4.872.105 €

Il Masters 1000 di Montecarlo, o Rolex Monte-Carlo Masters, è il primo torneo di categoria dell’anno che si disputa sulla terra battuta. Tra i nove eventi che fanno parte del circuito ‘Masters 1000’ è anche l’unico a partecipazione a non obbligatoria: nel computo dei regolamenti ATP è considerato alla stregua di un ATP 500, sebbene la distribuzione dei punti sia quella di un ‘1000’ effettivo.

Copertura televisiva

Il torneo monegasco, come tutti quelli di categoria Masters 1000, sarà trasmesso in diretta da SKY Sport già da domenica 15. Da lunedì 16 a giovedì 19 doppio canale LIVE (SKY Sport 1 e SKY Sport 2). Sarà possibile seguire il torneo anche in streaming su NOW TV per i non abbonati alla TV satellitare.

Calendario di gioco (14-22 aprile)

Sabato 14 aprile (dalle ore 11): primo turno qualificazioni (14 partite)

Domenica 15 (dalle 0re 11): secondo turno qualificazioni (7 partite) – primo turno tabellone principale (5 partite)

Lunedì 16 (dalle 0re 11): primo turno (14 partite)

Martedì 17 (dalle 0re 11): primo turno e secondo turno (14 partite)

Mercoledì 18 (dalle 0re 11): secondo turno e ottavi di finale (20 partite)

Giovedì 19 (dalle 0re 11): ottavi di finale (12 partite)

Venerdì 20 (dalle 0re 11): quarti di finale (8 partite)

Sabato 21 (dalle 0re 11:30): semifinali (4 partite)

Domenica 22: finale doppio (11:30) e finale singolare (14:30)


Tutte le entry list e i tabelloni del 2018 (ATP)
Tutte le entry list e i tabelloni del 2018 (WTA)

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Houston, avanti America: Isner e Sock facile, rimonta Fritz https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/13/houston-avanti-america-isner-e-sock-facile-fritz-stende-harrison/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/13/houston-avanti-america-isner-e-sock-facile-fritz-stende-harrison/#respond Fri, 13 Apr 2018 05:24:07 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253545 Doppio derby ai quarti: John & Jack dominano Laaksonen e Zeballos. Johnson manda a casa un Tiafoe falloso nei momenti chiave. Bella vittoria di Fritz contro Harrison]]>

La terra statunitense porta ai quarti ben cinque tennisti di casa: uno sarà sicuramente in finale, considerando le due sfide tutte a stelle e strisce nella parte alta del tabellone.

THE KING OF MIAMI – Partiamo con lui per onorare il suo primo Masters 1000 vinto alla grande pochi giorni fa. Quell’anima lunga di John Isner ha sempre avuto un’idea ben chiara di ciò che doveva fare su un campo da tennis per vincere. D’ora in poi sarà interessante vedere dove arriverà unendo alle sue note armi il pieno di fiducia conquistato a Miami. Per il momento tutto bene, nel primo incontro della serata Isner (9 ATP, tds 1) dispone agilmente dello svizzero Henri Laaskonen (143 ATP), già battuto con qualche patema lo scorso anno in Davis. Niente di tutto questo nell’incontro in questione, veramente poco da dire. Long John è in forma smagliante e rimane in campo poco più di un’ora per sbrigare la pratica con la tattica consueta. Impegno in risposta fino al break, poi dominio scoraggiante dei propri turni di battuta. Nel secondo set tutto ancor più facile.

JACK BACK? – A chiudere giornata ci ha poi pensato Jack Sock che, statene certi, sta facendo più di un pensierino a bissare il suo titolo conquistato qui nel 2015. Sarebbe un buon modo per cominciare a sollevare le sorti di una stagione partita un po’ così. Per aspera ad astra, del resto. E se il detto è vero, il modo col quale Jack fa fuori un cagnaccio da terra rossa come Horacio Zeballos è di ottimo auspicio per lui. Pesantezza di palla e pochi errori gli consentono di non farsi irretire in lunghi scambi, riesce sempre a trovare soluzioni rapide ed efficaci mentre il servizio, con prima e seconda palla, è una sentenza. Tre punti persi in cinque turni nel primo set e break immediato nel secondo. La partita finisce in quel momento.

STELLE CONTRO STRISCE – Se la serata era riservata a due dei favoriti, il pomeriggio aveva invece proposto due sfide in famiglia dal sapore intrigante, perché in entrambi i casi opponevano un Next Gen ad avversari già affermati. Risse fra le mura di casa, insomma. Nella prima di queste il detentore Steve Johnson (51 ATP) ha respinto con senza particolari difficoltà l’assalto di Frances Tiafoe (58 ATP). Nel primo set il giovanotto si mette nei guai subito perdendo la battuta nel secondo gioco. Sul 40-30 gioca una smorzata suicida, poi mette fuori una facile volée e un drittaccio da fondo. Basta questo a Johnson per mettere in carniere il parziale. Poco meglio nel secondo, quando recupera subito il servizio perso in apertura ma se lo fa strappare di nuovo subito dopo, Johnson da lì in poi annulla una palla break nel sesto gioco con un ace e un’altra nel game finale grazie a un altro dritto largo. Avrebbe potuto chiudere poco prima in risposta ma in un ultimo sussulto Frances annulla i due match point concessi.

Nell’incontro seguente è toccato a Taylor Fritz (72 ATP) vendicare il quasi coetaneo battendo a sorpresa il più accreditato, e ultimamente discussoRyan Harrison (54 ATP, tds 7), al termine di un incontro stavolta combattuto. Primo set Harrison, che sfrutta un break nel chilometrico sesto gioco per poi chiudere in battuta dove non concede mai lo straccio di un’occasione. Con queste premesse è sorprendente il secondo parziale, in cui Fritz risorge di prepotenza e piazza un 6-0 che annichilisce l’avversario togliendogli certezze. Harrison riesce per un attimo a mettere la testa fuori quando risale da 0-3 a 3-3 ma all’ottavo gioco cede ancora la battuta ai vantaggi. Dal 40-30 in suo favore commette due errori col dritto prima che un doppio fallo decida di fatto l’incontro. Quarti di parte alta che vedranno quindi opposti Isner a Johnson (4-4 i precedenti) e  Sock a Fritz (2-0).

Risultati:

[6] S. Johnson b. F. Tiafoe 6-3 6-4
T. Fritz b. [7] R. Harrison 3-6 6-0 6-3
[1] J. Isner b. H. Laaskonen 6-4 6-2
[3] J. Sock b. H. Zeballos 6-4 6-4

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ATP Marrakech: Mischa Zverev eliminato, fine della favola Ouahab https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/12/atp-marrakech-mischa-zverev-saluta-il-torneo-si-conclude-la-favola-ouahab/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/12/atp-marrakech-mischa-zverev-saluta-il-torneo-si-conclude-la-favola-ouahab/#respond Thu, 12 Apr 2018 17:39:08 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253525 Malek Jaziri elimina l’ottava testa di serie, Basilashvili l’idolo di casa. Facile vittoria per Kyle Edmund. Joao Sousa avanti in tre set su Mirza Basic]]>

Dopo le sorprese di ieri, i favoriti di questa giornata, condizionata dal vento, rispettano quasi tutti i pronostici, ad esclusione di Mischa Zverev, che dopo aver convinto contro Paolo Lorenzi cede all’ostico Malek Jaziri.

La testa di serie n. 2 Kyle Edmund soffre solo nei primi game contro il moldavo Radu Albot, prima di imporsi per 6-2 6-4. Il forte vento disturba entrambi i tennisti, che commettono numerosi doppi falli (tre per il britannico nel quarto game, comunque vinto). I break che decidono il primo parziale arrivano nel terzo e nel settimo gioco. Il secondo set è determinato da un unico strappo per Edmund al terzo game. Il nativo di Johannesburg ha pochi problemi al servizio, fa la differenza con il suo ottimo dritto e chiude il match alla prima occasione con una bella volèe di rovescio. Ai quarti il semifinalista degli Australian Open affronterà Jaziri, che in chiusura di programma elimina abbastanza nettamente Mischa Zverev, ottava testa di serie, superandolo per la prima volta in carriera dopo due sconfitte, registrate entrambe lo scorso anno. Il tunisino inizia molto bene il match, gioca in modo aggressivo, sbaglia poco e in mezzora porta a casa il primo set per 6-2 alla prima palla utile con un errore di dritto del mancino tedesco. Nel secondo parziale Jaziri si trova spesso in difficoltà alla battuta, ma sulle otto palle break concesse è infallibile, annullandole con colpi straordinari. Zverev, messo sotto pressione dal punteggio e rammaricato per le numerose occasioni non sfruttate, si arrende al decimo game con un doppio fallo sul 30 pari, per poi subire un bel vincente di dritto.

Accede ai quarti anche Joao Sousa, che sconfigge Mirza Basic per 6-3 3-6 6-4. Dopo la rimonta andata a buon fine al primo turno contro Haase, il bosniaco non riesce a completare l’opera quest’oggi contro il tennista portoghese. Il terzo e decisivo set è molto equilibrato; Sousa riesce a spuntarla al terzo match point, ai vantaggi, strappando per l’unica volta nel parziale il servizio all’avversario. Domani sfiderà Nikoloz Basilashvili; il georgiano ha la meglio, in un incontro molto lottato, sull’eroe della giornata di ieri Lamine Ouahab, vendicando, così, la sconfitta subita lo scorso febbraio in Coppa Davis. Il primo set si conclude al tie-break, vinto da Basilashvili per sette punti a cinque al terzo set point. Nel secondo parziale il marocchino recupera da 1-3 e, spinto dal pubblico, trascina con merito il match al set decisivo. Palesemente stanco, Ouahab non riesce ad approfittare di un problema al piede destro del suo avversario e resiste fino al 3 pari, finendo poi per cedere per 3-6 dopo due ore e mezza.

Risultati:

J. Sousa b. M. Basic 6-3 3-6 6-4
N. Basilashvili b. [WC] L. Ouahab 7-6(5) 5-7 6-3
[2] K. Edmund b. R. Albot 6-2 6-4
M. Jaziri b. [8] M. Zverev 6-2 6-4

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A Houston solito Sam Querrey, out con Pella. Nick si sveglia in tempo https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/12/atp-houston-solito-querrey-con-pella-kyrgios-si-sveglia-tempo/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/12/atp-houston-solito-querrey-con-pella-kyrgios-si-sveglia-tempo/#respond Thu, 12 Apr 2018 04:01:42 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253442 Gli USA perdono tre pedine in quattro incontri: va ai quarti solo Sandgren. Kyrgios deve perdere un tie-break per iniziare a giocare]]>

GROSSI CALIBRI – Nello stato della stella solitaria si gioca per raggiungere i quarti di finale. Si inizia con i quattro incontri della parte bassa del tabellone, quella che ospita Querrey (finalista nel 2015) e Kyrgios. Ebbene, Sam ha confermato ancora una volta che quando il gioco si fa duro (cit.) lui smette di giocare, a meno che non si sia a Wimbledon e l’avversario non sia uno tra Djokovic e Murray. L’australiano invece, che ha scelto all’ultimo di partecipare, si sveglia solo dopo aver perso il primo set contro Fratangelo. Questa è una superficie che non è particolarmente adatta al suo stile bang-bang, unica finale raggiunta a Estoril tre anni or sono, i colpi del campione son sempre lì ma come ha dichiarato l’amico Isner poco tempo fa “For him, everyone knows, he knows, it’s all between his ears”.

SAM & NICK DESTINI OPPOSTI – Sam Querrey (14 ATP, tds 2) si imbarca in una maratona di quasi tre ore contro l’argentino Guido Pella (63 ATP) e la perde cedendo gli ultimi due parziali al tie-break dopo essersi illuso in un primo set dominato. Pella cresce in risposta dal secondo in poi ma lo statunitense deve mangiarsi le mani perché nel terzo era andato a servire per il match sul 5-4. Qui giunti si suicida sprofondando sul 15-40 con due doppi falli e un dritto largo. Poi sul 30-40 il nastro gli nega un ace e l’argentino trova una gran risposta sulla sua prima per poi chiudere il break con il rovescio d’attacco. Chi conosce Sam capisce che è finita. Tie-break orribile il suo, come l’ennesimo doppio fallo per l’1-5 che segna la fine del match.

Sono le sei di sera quando Kyrgios (24 ATP, tds 4) entra in campo contro Bjorn Fratangelo (108 ATP). In realtà Nick comincia a giocare solo dopo aver perso il tie break del primo set, una rarità per il bombardiere australiano. Infatti, quando poi decide di iniziare a giocare per l’altro scende la notte. I colpi di Kyrgios cominciano a centrare le righe con regolarità e lui sale in un baleno 5-0 nel secondo e 4-0 nel terzo. La vittoria sarebbe potuta giungere prima se Nick avesse sfruttato la palla break avuta nel nono gioco del primo set. Ma è fatto così, prendere o lasciare…

Nick Kyrgios e Bjorn Fratangelo – Houston 2018 (via Twitter, @mensclaycourt)

TENNYS & K2 – La giornata era stata aperta nel primo pomeriggio dalla vittoria del discusso Tennys Sandgren (56 ATP, tds 8) contro il venticinquenne argentino Nicolas Kicker (87 ATP). Troppo più solido e potente lo statunitense, che sorvola il primo set e mostra carattere quando riesce comunque ad imporsi nel tie break del secondo dopo aver servito per il match sul 5-4. A seguire Ivo Karlovic (88 ATP) onora i suoi 39 anni di amore per il tennis battendo Denis Kudla (122 ATP) in due set lottati e risolti da break gemelli all’undicesimo gioco.

I quarti della parte bassa saranno Kyrgios-Karlovic (precedenti 4-0) e Sandgren-Pella (0-0).

Risultati:

[8] T. Sandgren b. N. Kicker 6-2 7-6(3)
I. Karlovic b. [Q] D. Kudla 7-5 7-5
G. Pella b. [2] S. Querrey 2-6 7-6(4) 7-6(3)
[WC 4] N. Kyrgios b. B. Fratangelo 6-7(2) 6-1 6-2

Il tabellone completo

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Nel caos di Marrakech emerge Ouahab, il re dei Futures. Male l’Italia https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/11/nel-caos-di-marrakech-emerge-ouahab-il-re-dei-futures/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/11/nel-caos-di-marrakech-emerge-ouahab-il-re-dei-futures/#respond Wed, 11 Apr 2018 12:00:58 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253391 La vittoria del giorno è quella di Lamine Ouahab, marocchino recordman di titoli ITF, che batte Kohlshcreiber. Il n.1 Ramos fa peggio di lui. L'Italia delude con Seppi e Arnaboldi]]>

Marrakech è citta rossa e caotica. Il torneo che vi si disputa è esattamente la stessa cosa: saltano i valori di forza, succedono cose inaspettate. Che venga eliminata d’emblée la prima testa di serie in due set, che Seppi perda una partita che in altri giorni avrebbe regolarmente vinto, che Kohlschreiber riceva un bagel e venga sconfitto da Lamine Ouahab, numero 617 ATP, e non certamente il fisico che si attribuirebbe a un tennista standard.

Lamine Ouahab – Marrakech 2018 (foto via Facebook, @FRMT – Fédération Royale Marocaine de Tennis)

L’ITALIA CHE NON VA

Finisce subito l’avventura nel 250 di Marrakech di Andreas Seppi, che, nonostante un avvio di partita insolitamente sprint per lui, cede alla distanza contro pronostico al 28enne rumeno Radu Albot, numero 93 delle classifiche mondiali. Il primo set, incamerato anche troppo facilmente grazie agli errori dell’avversario, aveva illuso i tifosi di Seppi, ma dopo un secondo parziale altalenante l’italiano, attualmente n. 62 ATP, ha subito un perentorio 6-0 al terzo. Grazie a una ribattuta molto efficace anche sulla prima di servizio di Albot, Seppi esordisce infliggendo un break al suo avversario e dopo aver tenuto la battuta incamera un secondo break, per il 3-0 “pesante”. A questo punto l’altoatesino, poco incisivo con la prima di servizio, si fa breakkare. Subito dopo impone il proprio ritmo ad Albot: 4-1 e servizio per Seppi, che si invola sul 5-1, salvando una palla break, e conquista il 6-1 contro un avversario incapace di difendere il proprio servizio.

Quest’anno Albot ha infilato solo 3 vittorie: due nell’indoor di New York su Fratangelo e su un John Isner in piena crisi, prima di perdere contro Nishikori, e una su Berankis a Miami. Nel secondo set però, alla prima opportunità, centra il break e subito dopo tiene per la prima volta nel match il proprio servizio. Seppi ne subisce un altro prima di ribellarsi; sembrerebbe una fase di nuovo favorevole ad Andreas, visto che il rumeno prova a sprecare tutto il vantaggio con il quarto doppio fallo, ma alla fine è 5-3 per lui. Seppi si complica la vita anche in un game che conduceva per 40-15, concede una palla break ad Albot che ringrazia e incamera il set per 6-3. Davvero impossibile per l’altoatesino salvare un set in cui ha vinto solo 3 punti su 16 con la seconda di servizio. Il terzo parziale si apre sulla falsariga del secondo, con un Albot efficace al servizio che mette per primo il naso avanti, tenendo la battuta, poi breakka Seppi e si conferma sul 3-0: partita ribaltata rispetto al primo set e rendimento preoccupante dell’italiano al servizio. Albot salva l’unica palla break concessa e chiude poi col bagel. Evidentemente il diesel Seppi ha bisogno di più tempo per ricominciare a macinare risultati positivi, dopo la pausa per i trattamenti all’anca; e il fine settimana di Coppa Davis ha lasciato qualche traccia.

Senza storia la partita di secondo turno che vedeva opposti il 32enne spagnolo Pablo Andújar, crollato al numero 355 mondiale per infortunio – ma è stato anche numero 32 e partecipa con il ranking protetto – e il canturino Andrea Arnaboldi, 30 anni e nr 221 del mondo, il quale ha superato le qualificazioni ed è approdato al secondo turno battendo con pieno merito la controfigura di Aleksandr Dolgopolov. I primi due giochi vanno ai vantaggi, ma prevale lo spagnolo: in mezz’ora è 6-0 per Andújar. Con il suo tennis elegante, ma leggero, il mancino lombardo – che non è mai arrivato a palla break in tutto il match – non riesce a far male allo spagnolo, che gioca profondo e carico e sbaglia poco. Anche visivamente sembra che la differenza fra i due sia troppo marcata sul piano fisico. Meno severo, ma a senso unico, anche il secondo set. Con una bella palla corta vincente di rovescio, Arnaboldi chiude il primo game, poi in un combattutissimo terzo game, in cui era andato 40-0 e aveva fatto vedere sprazzi di gioco vario e imprevedibile, cede di nuovo la battuta allo spagnolo che sembra non volersi girare più indietro. Il canturino rimane in scia e nel sesto game dà del filo da torcere all’avversario, che sul 40 pari tira fuori il pugnetto ma ormai la partita è segnata. Rimane il tempo di vedere da parte dello spagnolo un bel passante lungolinea di rovescio e da parte italiana un paio di buone accelerazioni e una pregevole volée dorsale di rovescio, che strappa l’applauso anche di Andújar, che comunque brekka di nuovo e chiude l’incontro per 6-0 6-2. Senza nulla togliere al braccio di Arnaboldi e alle sue qualità di tocco, senza una preparazione atletica adeguata è molto velleitario pensare di competere nel  tennis fisico del XXI secolo.

KOHL LA COMBINA GROSSA: GLORIA A OUAHAB. FUORI ANCHE IL N.1

Se la sconfitta di Seppi è arrivata contro pronostico, ancora più sorprendente è l’uscita di scena al debutto di Philipp Kohlschreiber, opposto alla wild card locale Lamine Ouahab. Kohlschreiber, che a Valencia nella sfida di Coppa Davis con la Spagna aveva giocato e perso una partita straordinaria in cinque set contro Ferrer, è poco reattivo, falloso e assente. Nonostante gli errori incamera senza problemi il primo set contro un avversario che a 33 anni è numero 617 del mondo e al massimo ha raggiunto la 114esima posizione nel 2009. È però il giocatore con più titoli ITF all’attivo, ben 29 (fonte: Luca Brancher): una sorta di monarca dei Futures. Dal 2002 però, quando ha debuttato come professionista, Ouahab ha vinto (compresa quella di oggi e i rubber di Coppa Davis) solo 18 partite nel circuito maggiore, perdendone 16, eppure incredibilmente nel secondo set infligge un 6-0 al numero 34 del mondo, approfittando degli errori e del nervosismo dell’avversario – autore anche di un clamoroso “liscio”, e mettendo a segno alcuni vincenti di buona fattura, fra cui qualche ottima palla corta e persino un serve&volley.

A inizio terzo set, Kohlschreiber sembra essersi risvegliato e con due ace – i primi del match – chiude i primi due game di servizio, mette a segno una bella striscia di 12 punti a 3 si porta sul 3-0; sembra essersi rimesso in carreggiata, dopo una pausa lunga un intero set. Sono tornati infatti gli errori per il marocchino che lascia intravedere tutti i suoi limiti appena il livello di gioco sale. Dal 5-2, però, Kohlschreiber smette di spingere e lascia l’iniziativa all’avversario che ringrazia e pareggia i conti, nonostante il tedesco sia andato a servire per il match sul 5-3: un doppio fallo, un dritto lungo e un improbabile dritto al volo, più un errore di valutazione dopo una volée meno che scolastica cancellano le speranze del tedesco. Il tie-break finale segna la più grande vittoria in carriera per Ouahab, che in un amen si ritrova avanti 6-1 per meriti propri e demeriti dell’avversario: i primi due match-point sul servizio tedesco se ne vanno, ma il terzo è quello buono, con un rovescio lungo di Kohli che consegna gioco partita e incontro a un Ouahab più incredulo ancora di chi ha perso.

Lamine Ouahab e Philipp Kohlschreiber – Marrakech 2018 (foto via Facebook, @FRMT – Fédération Royale Marocaine de Tennis)

Non che ci abbia capito molto di più Albert Ramos-Vinolas, primo favorito del torneo, che dopo aver ceduto un tie-break al russo Alexey Vatutin si scioglie nel secondo set, perso per 6-2. Vatutin proviene dalle qualificazioni e soprattutto non aveva mai disputato un main draw ATP: in Marocco vince addirittura due incontri di fila, raggiunge i quarti di finale e lunedì sarà – almeno – numero 140 del mondo. That’s Marrakech. Come detto lo spagnolo ci ha capito poco per tutta la partita e non è riuscito a imporre la sua maggiore attitudine al mattone tritato; per di più, per tutta la partita non si è reso conto che il suo colpo migliore, il gancio di dritto mancino, si incrociava sul rovescio del russo, più sicuro e pericoloso del dritto, che spesso è apparso instabile. Dopo uno scambio di break, sul 4 pari Vatutin dimostra che la sua mano “po’ essere piombo e po’ esse’ piuma”: una palla corta squisita dopo una gran botta di rovescio gli dà infatti la palla break, sfruttata grazie a un errore di Ramos. Ma inutilmente va a servire per il set, perché con troppi errori concede un secondo contro-break. Il punto che dà a Vatutin il 6-6 è il più bello dell’incontro: palla corta, contro-corta, recupero e poi volée a chiudere del russo.

Il tie break è un testa a testa, ma alla fine prevale la pressione di Vatutin, che mostra anche una discreta manualità specialmente dal lato del rovescio, con cui può giocare colpi profondi, uno slice di buona fattura e discrete palle corte. Sanguinosi per lo spagnolo tre errori di dritto, uno in risposta e due in manovra. Il secondo set certifica la giornata no di un Ramos nervoso e imprecante che si fa anche richiamare dall’arbitro per linguaggio scurrile. Con due dritti vincenti Vatutin al secondo game brekka il suo avversario, che subisce pure un secondo warning, stavolta per perdita di tempo al servizio. Nel game successivo il russo salva un 15-40 con una splendida palla corta e un paio di lungolinea vincenti di dritto che lasciano Ramos incredulo e anche un po’ scorato. Da incorniciare un incrociato di rovescio stretto in risposta, con lo spagnolo spettatore non pagante; poi tra vincenti di Vatutin ed errori in lunghezza di Ramos, si arriva al 5-0. Un po’ di braccino del russo permette a Ramos di recuperare sul 2-5, ma con lo spagnolo al servizio sul 15-30 un dritto del russo diventa imprendibile dopo aver toccato la rete: il secondo match point è quello buono e con un rovescio lungolinea vincente Vatutin (nr 160 al mondo con un best ranking di nr. 151) elimina dal torneo il nr. 23 del mondo e prima testa di serie del Grand Prix Hassan II.

a cura di Alessandro Condina

Risultati:

Primo turno

[WC] Ouahab b. [3] P. Kohlschreiber 2-6 6-0 7-6(3)
R. Albot b. A. Seppi 1-6 6-3 6-0
[WC] M. Jaziri b. M. Fucsovics 1-6 6-4 6-2

Secondo turno

[Q] A. Vatutin b. [1] A. Ramos 7-6(4) 6-2
G. Simon b. R. Carballes Baena 7-5 6-1
[PR] P. Andujar b. [Q] A. Arnaboldi 6-0 6-2
[4] R. Gasquet b. G. Garcia-Lopez 6-2 6-4

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ATP Houston: Fritz e Johnson, sorrisi a stelle e strisce https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/11/atp-houston-fritz-e-johnson-sorrisi-stelle-e-strisce/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/11/atp-houston-fritz-e-johnson-sorrisi-stelle-e-strisce/#respond Wed, 11 Apr 2018 08:12:37 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253306 Dieci statunitensi al secondo turno del 250 sulla terra texana, dove entrano in scena anche gli uomini Davis. Sorridono anche gli specialisti argentini: avanti Zeballos, Kicker e Pella]]>

A Houston, quasi un campionato nazionale a stelle e strisce su terra (14 tennisti USA in tabellone, 10 rimasti in corsa), le partite più divertenti del secondo giorno sono quelle che chiudono il programma. Steve Johnson, campione da queste parti un anno fa, rimonta un set al connazionale Escobedo (120 ATP) e lo supera per la seconda volta in un paio di mesi (c’era riuscito con meno affanni ad Acapulco). Il ventunenne di Los Angeles si butta via quando era arrivato a due punti dal match. Il servizio lo tradisce una prima volta (subisce un doppio mini break) quando è avanti  5-4 nel tie del secondo set, poi  lo abbandona definitivamente in apertura del terzo parziale consegnando definitivamente la partita nelle mani del giocatore più esperto. Per Johnson, agli ottavi, l’inedita sfida generazionale con Francis Tiafoe.

Appassionanti anche le quasi tre ore di gioco tra Smyczek e Fritz. Papà Taylor (72 del ranking) ha perso il tie break del primo set ma poi è risalito fino a prendersi quello del parziale decisivo, in una sfida tra battitori non eccelsi che ha visto entrambi capitalizzare poco più del 50 percento di prime.  Al secondo turno troverà Ryan Harrison (52 ATP), che ha impallinato sotto 11 ace la stellina Kecmanovic. Il serbo, arrivato dalle qualificazioni, si è complicato la vita anche con sei doppi falli.

Meno emozioni negli altri incontri, tutti senza particolari sorprese (Verdasco, nel day 1, rimane l’unica testa di serie finita fuori). Ricordiamo l’entrata in scena dagli ottavi degli uomini Davis statunitensi che hanno appena battuto il Belgio conquistando la semifinale contro la Croazia.  Jack Sock, terza testa di serie e e beneficiario di un bie, troverà Horacio Zeballos (66 del mondo) che ha lasciato appena tre game al qualificato giapponese Nishioka. Taro Daniel vince incredibilmente la sfida degli ace (8-7) ma perde in due set con Karlovic (sulla strada di Ivo c’è Kudla), mentre nella parte bassa del tabellone c’è da registrare un doppio successo dei terraioli argentini contro i tennisti di casa. Nicolas Kicker lascia appena cinque game a Young, gli stessi che Kozlov riesce a rimediare contro un solidissimo Pella che si guadagna l’ottavo con la terza testa di serie Sam Querrey.

Risultati:

I. Karlovic b. T. Daniel 6-4 6-3
H. Zeballos b. [Q] Y. Nishioka 6-2 6-2
N. Kicker b. D. Young 6-3 6-2
R. Harrison b. [Q] M. Kecmanovic 6-4 6-3
G. Pella b. [Q] S. Kozlov 6-3 6-2
[6] S. Johnson b. E. Escobedo 3-6 7-6(5) 6-2
T. Fritz b. T. Smyczek 6-7(3) 6-2 7-6(6)

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ATP Marrakech: azzurri a metà, ma che Arnaboldi contro Dolgopolov https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/10/atp-marrakesh-arnaboldi-lorenzi-berrettini/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/10/atp-marrakesh-arnaboldi-lorenzi-berrettini/#respond Tue, 10 Apr 2018 13:31:05 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253247 Il canturino torna alla grande in un main draw ATP, trovando in Marocco la prima vittoria dall'estate 2016. Sconfitti in due set Berrettini e Lorenzi. Avanzano Ramos e Kyle Edmund]]>

VAI ARNA – La seconda giornata del Grand Prix Hassan II si apre bene per i colori azzurri. Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni e al ritorno in un tabellone principale dopo quasi due anni, supera nettamente Alexander Dolgopolov, testa di serie n. 7. Il trentenne lombardo, n. 221 del ranking, approfitta delle cattive condizioni dell’ucraino, assente dal circuito dagli Australian Open per problemi fisici, affermandosi per 6-2 6-3 al primo match point. Arnaboldi è perfetto nei momenti di difficoltà affrontati durante il match, annullando tutte e sei le palle break concesse, di cui tre consecutive nel terzo game del primo set, con una resa al servizio che supera il 60% sia con la prima che con la seconda. Nel secondo parziale gli unici problemi per l’azzurro arrivano sul 3-3, game in cui recupera da 15-40 prima di mettere a segno, ai vantaggi, il break decisivo. Adesso se la vedrà con il redivivo Pablo Andujar, precipitato al n. 355, che elimina il lucky loser bielorusso Ilya Ivashka per 6-3 7-5.

BERRETTINI STOP – Non riesce a raggiungere il secondo turno Matteo Berrettini. Il tennista romano, reduce, ma senza scendere in campo, dal poco fortunato week-end di Coppa Davis, viene sconfitto dal georgiano Nikoloz Basilashvili per 7-6 6-4. Dopo uno scambio di break tra il secondo e il terzo gioco, il primo set si conclude al tie-break, vinto nettamente da Basilashvili per sette punti a due. Nel secondo parziale Berrettini annulla tre pericolose palle break nel combattutissimo settimo game, ma si deve arrendere al successivo turno di battuta. L’azzurro riesce ad impensierire in risposta l’avversario solo nell’ottavo game, vincendo solamente sette punti.

NIENTE VITTORIA NUMERO 100 PER PAOLINO – Non riesce ad imitare Arnaboldi nemmeno Paolo Lorenzi, fermato dal suo compagno di doppio Mischa Zverev, che si impone per 6-3 6-4. Entrambi vengono da un periodo negativo: l’azzurro in questa stagione ha giocato pochi match a causa di un infortunio al piede sinistro, mentre il tedesco ha ottenuto fino ad ora pessimi risultati. Si tratta del secondo incontro tra i due tennisti, che si erano affrontati a San Pietroburgo nel 2016, quando a imporsi fu Lorenzi. Nel primo set entrambi hanno difficoltà al servizio, tenuto una volta in più da Zverev, che sbaglia poco e approfitta dei tanti errori da fondo campo di Paolo. Il teutonico è attento a non venire troppo spesso a rete per non subire i passanti di Lorenzi, che ne manda in rete uno di dritto sul primo set point in favore dell’avversario. Nel secondo set l’italiano si trasforma in Zverev e con continui serve&volley riesce a portare a casa qualche turno di battuta in più. L’ottimo rendimento sotto rete di Paolo non è, però, sufficiente a tenere testa a Mischa, che da fondo campo si dimostra molto solido e nel corso del match migliora molto al servizio, tenendo a 0 gli ultimi tre game. Lorenzi deve così rimandare l’appuntamento con la vittoria n. 100 a livello ATP.

FAVORITI OK – Le prime due teste di serie non hanno difficoltà a disporre dei rispettivi avversari: Albert Ramos lascia tre giochi alla wild card locale Amine Ahouda, 20 anni e n. 727 del ranking, e al secondo turno affronterà il qualificato russo Alexey Vatutin, vittorioso in tre set sul tedesco Jan-Lennard Struff; Kyle Edmund approfitta del ritiro di Jiry Vesely sul 5-0 in favore del n. 1 britannico che ora aspetta il vincente di Seppi-Albot, in programma domani. Robin Haase, testa di serie n. 5, subisce la rimonta del bosniaco Mirza Basic, che si impone per 4-6 6-4 7-5; il suo prossimo avversario sarà il portoghese Joao Sousa, che ha avuto la meglio sul qualificato iberico Pedro Martinez. Superano il turno gli spagnolo Roberto Carballes Baena (6-3 6-1 a Maximilian Marterer) e Guillermo Garcia-Lopez (doppio 6-2 al qualificato transalpino Calvin Hemery); domani affronteranno entrambi due tennisti francesi: Simon per Carballes Baena, Gasquet per Garcia-Lopez.

Risultati:

[Q] A. Arnaboldi b. [7] A. Dolgopolov 6-2 6-3
R. Carballes Baena b. M. Marterer 6-3 6-1
N. Basilashvili b. M. Berrettini 7-6(2) 6-4
[PR] P. Andujar b. [LL] I. Ivashka 6-3 7-5
[Q] A. Vatutin b. J. Struff 3-6 6-3 6-2
M. Basic b. [5] R. Haase 4-6 6-4 7-5
G. Garcia-Lopez b. [Q] C. Hemery 6-2 6-2
[1] A. Ramos-Vinolas b. [WC] A. Ahouda 6-1 6-2
[8] M. Zverev b. P. Lorenzi 6-3 6-4
[2] K. Edmund b. J. Vesely 5-0 rit.
J. Sousa b. [Q] P. Martinez 7-5 7-5

Il tabellone completo

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