Challenger – UBITENNIS https://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Thu, 21 Jun 2018 22:19:06 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Mondo Challenger: a Chardy la prima coppa su erba https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/11/mondo-challenger-chardy-la-prima-coppa-su-erba/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/11/mondo-challenger-chardy-la-prima-coppa-su-erba/#respond Mon, 11 Jun 2018 13:39:38 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=263676 Il francese inaugura la stagione verde, ottima settimana per i Next Gen con due titoli per Munar e Hurkacz e la finale di De Minaur (che gli vale l'ingresso in top 100)]]>

Surbiton (Gran Bretagna, €127.000, erba) – [1] J. Chardy b. [6] A. De Minaur 6-4 4-6 6-2

Un anticipo di stagione su erba è arrivato dal Fuzion 100 Surbiton Trophy. Nel sobborgo sud-ovest di Londra, il neo-residente Jeremy Chardy si è imposto in finale contro Alex De Minaur, pupillo di Lleyton Hewitt classe 1999. Per Chardy si tratta del sesto titolo Challenger in carriera, il primo su erba, ma a festeggiare di più è forse stato De Minaur: con i punti ottenuti a Surbiton, l’australiano ha finalmente fatto il suo ingresso nella top 100 ATP (da questo lunedì è numero 96) ed è ora al sesto posto nella Race to Milan.

Da segnalare anche la semifinale di Daniel Evans, che sta tentando di ricostruirsi un ranking dopo la squalifica per uso di cocaina. Ora il ventottenne di Birmingham attende di sapere se la Lawn Tennis Association farà seguire alle parole i fatti, premiando la sua buona condotta con una wild card a Wimbledon, quantomeno per le qualificazioni.


Prostejov (Repubblica Ceca, €127.000+H, terra) – J. Munar b. L. Djere 6-1 6-3

Tanti giocatori di buon livello si erano riversati a Prostejov dopo l’eliminazione nella prima settimana del Roland Garros, tanto che tutte le otto teste di serie del Moneta Czech Trophy facevano parte dei primi 100 del ranking mondiale. I vari Cuevas, Garcia-Lopez, Gulbis, Vesely hanno però dovuto cedere il passo a Jaume Munar e Laslo Djere, per una finale tutta al di fuori del seeding. Ad imporsi con un netto 6-1 6-3 è stato lo spagnolo, che nei precedenti tre turni aveva rimontato sempre un set di svantaggio.

Per Munar si tratta del secondo titolo Challenger in carriera, dopo quello a Segovia dello scorso agosto, che unito alle qualificazioni superate a Parigi la settimana precedente gli vale il best ranking di 104 ATP. Lo spagnolo, ventunenne, è in corsa come De Minaur per le Finals under-21 di Milano a novembre e può vantare anche lui un mentore d’eccezione come Rafael Nadal.


Poznan (Polonia, €64.000, terra) – H. Hurkacz b. [1] T. Daniel 6-1 6-1

Upset a senso unico nella finale del Poznan Open. Il padrone di casa Hubert Hurkacz ha lasciato appena due game al favorito del torneo Taro Daniel, sull’onda del secondo turno raggiunto al Roland Garros (partendo dalle qualificazioni ed eliminando Tennys Sandgren nel tabellone principale). Un altro Next Gen classe 1997, Hurkacz ha sconfitto all’esordio la testa di serie numero due Guido Andreozzi, eliminando poi lungo il percorso verso il primo titolo Challenger anche gli italiani Salvatore Caruso e Alessandro Giannessi (gli unici in grado di strappargli set nell’intero torneo).


Shymkent (Kazakistan, $50.000, terra) – [1] Y. Hanfmann b. R. Cid Subervi 7-6(3) 4-6 6-2

Tutto più che liscio per Yannick Hanfmann nel Challenger di Shymkhent, di gran lunga il più debole dei quattro della settimana conclusa con un bello zero nel numero dei top 100 offerti. Nessuna testa di serie sul cammino del tedesco, conclusosi con un successo in tre set sullo statunitense-dominicano Roberto Cid Subervi. Hanfmann riscatta così la sconfitta in finale dello scorso anno, ottenendo il suo secondo titolo a questo livello, il primo su terra battuta.

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Mondo Challenger: Hugo Dellien non si ferma più https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/04/mondo-challenger-hugo-dellien-non-si-ferma-piu/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/04/mondo-challenger-hugo-dellien-non-si-ferma-piu/#respond Mon, 04 Jun 2018 15:57:33 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262421 Terzo titolo stagionale per il boliviano, abile a uscire indenne dalla morsa dei semifinalisti azzurri. Gianluigi Quinzi delude dopo il successo di Mestre]]>

Vicenza (Italia, $64000, terra) – [4] H. Dellien b. M. Donati 6-4 5-7 6-4

Solo un torneo in programma nello scarno calendario Challenger della scorsa settimana, messo in disparte dalla prima tranche del Roland Garros 2018. Si è giocato al Tennis Palladio 98 di Vicenza e a vincere è stato il giocatore più caldo del momento. Di chi si parla? Ma di Hugo Dellien, naturalmente: conquistato sette settimane fa il primo titolo di secondo livello in carriera, per giunta interrompendo il digiuno boliviano di trofei che durava da trentacinque anni, il tennista nato a Trinidad ha nel frattempo messo insieme altre due gemme e scalato la classifica di circa 130 posizioni con il chiaro intento di non fermarsi. La top 100 ATP ormai non è più lontanissima, e visto il record primaverile messo insieme (18 vittorie e una sconfitta a partire dalla trionfale uscita a Sarasota, unico ko nella semifinale di Tallahassee contro Noah Rubin) è giusto così.

Fiducia a mille e nervi saldi, nello specifico: in un torneo molto ben frequentato dalla meglio gioventù autoctona, Dellien è riuscito a emergere dalla morsa dei tre italiani che lo accompagnavano nelle semifinali, battendo prima Jimbo Moroni, ancora ottimo, e poi, nella tirata finalissima affrontata nel classico clima da trasferta, un rincuorante Matteo Donati. Hugo, addirittura piazzato alla posizione 110 della Race to London, continua a battere il ferro rovente questa settimana a Shymkent, in Kazakistan, dov’è accreditato della seconda testa di serie.

Se le prestazioni di Moroni, Donati e del terzo semifinalista azzurro Caruso sono state certamente confortanti, lo stesso non si può dire per Lorenzo Sonego e Gianluigi Quinzi, i due italiani più attesi in tabellone, rispettivamente eliminati al primo e al secondo turno dal mestierante brasiliano Guilherme Clezar.

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Mondo Challenger: i ritorni di Vanni e Robredo, sorpresa Molleker https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/22/mondo-challenger-robredo-dopo-5-anni-vanni-dopo-2-sorpresa-molleker/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/22/mondo-challenger-robredo-dopo-5-anni-vanni-dopo-2-sorpresa-molleker/#respond Tue, 22 May 2018 06:23:51 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=259925 Lo spagnolo trionfa a Lisbona dopo un'attesa lunga cinque anni. L'azzurro conquista Samarcanda. Il 17enne Rudolf Molleker alla prima gioia in carriera]]>

Bordeaux (Francia, €106.000, terra rossa) – R. Opelka b. [WC] G. Barrere 6-7(5) 6-4 7-5

Grazie alla vittoria in rimonta contro il padrone di casa Gregoire Barrere, Reilly Opelka diventa il primo statunitense nella storia a conquistare il Challenger di Bordeaux. Si tratta del secondo successo in carriera a livello Challenger per il 20enne americano (il primo era arrivato nel 2016, sul cemento indoor di Charlottesville) e il primo (in assoluto) su terra rossa. Grazie a questo successo, Opelka guadagna ben 62 posizioni in classifica mondiale e sale al numero 144, ma soprattutto si candida per un posto alle Next Gen Finals di Milano (adesso è numero 8, a soli 128 punti di distanza da Alex De Minaur, settimo).


Busan (Corea, $150.000, cemento) – [1] M. Ebden b. [3] V. Pospisil 7-6(4) 6-1

Continua il grande momento di forma di Matthew Ebden, che con la vittoria a Busan mette in bacheca il terzo titolo Challenger degli ultimi sei mesi. Il 30enne australiano ha battuto in finale il canadese Vasek Pospisil, salendo al numero 73 del mondo, la posizione più alta raggiunta dopo l’infortunio al ginocchio, e il successivo intervento, che nel 2014 aveva messo a rischio il prosieguo della sua carriera (il suo best ranking è invece di numero 61, raggiunto nel 2012).


Heilbronn (Germania, €85.000, terra rossa) – [WC] R. Molleker b. [2] J. Vesely 4-6 6-4 7-5

Come passare dal non aver mai vinto nemmeno una partita a livello Challenger, a sollevare il primo titolo in carriera, nel giro di una settimana. È quello che è successo al 17enne tedesco Rudolf Molleker, profeta in patria a Heilbronn. Questa settimana da sogno catapulta il giovane tedesco (nato però in Ucraina) al numero 300 del mondo (aveva iniziato il torneo al 497esimo posto in classifica). È il più giovane tedesco a vincere un titolo dal successo del 17enne Alexander Zverev a Braunschweig nel 2014. Grazie a questo successo, diventa inoltre il terzo giocatore classe 2000 capace di conquistare un titolo (gli altri due sono Felix Auger-Aliassime e Nicola Kuhn).

https://twitter.com/ATPChallenger/status/998219382533869571


Lisbona (Portogallo, $43.000, terra rossa) – T. Robredo b. C. Garin 3-6 6-3 6-2

Un attesa lunga cinque anni per un giocatore da sempre abituato ad alzare trofei (in carriera ha infatti conquistato ben 12 titoli a livello di tour principale). Dopo un lungo periodo costellato da infortuni e operazioni (gomito e piede compresi), l’ex numero 5 del mondo Tommy Robredo (estremamente commesso durante la cerimonia di premiazione) è tornato a sorridere dopo un’attesa, come dicevamo, lunga cinque anni (l’ultimo titolo in carriera lo aveva conquistato ad Umago nel 2013). Grazie a questa vittoria, il 36enne spagnolo (che oggi sarà impegnato nel primo turno di qualificazioni del Roland Garros, opposto al nostro Simone Bolelli), guadagna 59 posizioni nella classifica ATP e sale al numero 168.


Samarcanda (Uzbekistan, $75.000, terra rossa) – L. Vanni b. M. Vilella Martinez 6-4 6-4

Torna alla vittoria Robredo in Portogallo, torna alla vittoria Luca Vanni in Uzbekistan. Un’attesa certamente meno lunga rispetto a quella dello spagnolo, ma non per questo meno sentita. L’ultimo successo di ‘Lucone’ era arrivato nel 2016 nel Challenger di Andria, con un vittoria in rimonta contro Matteo Berrettini. Due anni dopo il 32enne azzurro è tornato a sorridere e ha messo in bacheca il quinto titolo Challenger della sua carriera, diventando il sesto italiano ad aggiudicarsi un torneo di questo livello nell’anno in corso (gli altri cinque sono Andreas Seppi, Matteo Berrettini, Marco Cecchinato, Stefano Travaglia e Gianluigi Quinzi).

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Mondo Challenger: Nishioka risorge, Millman si conferma https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/14/mondo-challenger-nishioka-risorge-millman-si-conferma/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/14/mondo-challenger-nishioka-risorge-millman-si-conferma/#respond Mon, 14 May 2018 16:05:37 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=258518 Il giapponese vince il primo titolo dopo l'operazione al legamento crociato. John conferma lo straordinario stato di forma e avvicina la top 50. Fanno festa anche Gerasimov, Pavlasek e Pedro Sousa]]>

Gimcheon (Corea del Sud, $50.000, cemento) – [Q] Y. Nishioka b. [2] V. Pospisil 6-4 7-5

Tredici mesi fa Yoshihito Nishioka giaceva su un letto d’ospedale con il legamento crociato in frantumi e mille incertezze circa il prosieguo della carriera. “Davvero non sapevo cosa mi sarebbe potuto accadere, quali sarebbero state le mie possibilità di tornare a giocare a certi livelli, anche perché l’infortunio era non solo molto grave ma anche parecchio inusuale nel mondo del tennis. Ho fatto una fatica immane e pensato giorno dopo giorno ai piccoli progressi che mi sembrava di compiere. Se vincere un titolo poco più di un anno dopo era nei programmi? Direi proprio di no”. Invece è successo, e lo scricciolo di Mie – 170 centimetri per 64 chili, taglia identica a quella di Diego Schwartzman, non proprio un vantaggio nel tennis ultra fisico di oggi – sul cemento sud coreano ha sollevato il quinto trofeo in carriera, mantenendo peraltro immacolato il final sheet (5-0 nei duelli decisivi). Un titolo giunto con modalità anche bizzarre, volendo: indisponibile a cedere set alcuno durante il corso della settimana con tanto di due scalpi da top 100 (Jordan Thompson negli ottavi e Vasek Pospisil nella finalissima), Nishioka ha rischiato grosso nelle qualificazioni, quando ha dovuto rimontare da 3-5 nel terzo il carneade australiano Jacob Grills. “Non so come ho fatto a risalire, a quel punto credevo sarei uscito nelle quali: ciò che contava era allenarmi, non provare dolore al ginocchio e trovare continuità, anche per questi motivi ho optato per continuare sul cemento in tornei più piccoli piuttosto che volare in Europa per giocare sulla terra battuta sfruttando il mio ranking protetto. In questo modo forse posso recuperare più in fretta una classifica decente, mettere partite nelle gambe e tornare al livello superiore in condizioni ottimali. Le cose però sono volte al meglio molto velocemente e ho vinto il torneo senza accusare problemi fisici, sono sorpreso e felice”. Yoshihito torna tra i primi 300 (da oggi è 262) e promette di scalare il ranking molto più velocemente del previsto.

Aix En Provence (Francia, $127.000, terra) – [1] J. Millman b. B. Tomic 6-1 6-2

John Millman è tra i giocatori più caldi del circuito: dopo la finale conquistata a Budapest un paio di settimane fa e persa contro Marco Cecchinato, il tennista australiano ha centrato in Provenza l’undicesimo titolo challenger in carriera oltre un best ranking ora fissato al numero 58 ATP. Il successo è maturato al termine di una breve finale contro Bernard Tomic, certamente non usuale e per le condizioni di gioco – due tennisti down under in una finale su terra non si vedono tutti i giorni – e per la fase della carriera attraversata dall’ex A-Tomic, digiuno di vittorie addirittura dalle qualificazioni dell’Australian Open. Condizioni di gioco in effetti mutate in concomitanza della finalissima, visto che il diluvio abbattutosi sulla splendida cittadina cara a Cézanne ha costretto gli organizzatori prima a rinviare, poi a far disputare sul cemento indoor l’ultimo atto del torneo. Finale dominata da Millman in 48 minuti di passeggio ma brodino di non lieve ristoro per Tomic, il quale non aveva mai, dicasi mai, vinto quattro match consecutivi su terra in tutta la carriera e qui ha rischiato di uscire presto, considerati i vari match point annullati al primo turno al campione del Roland Garros Junior 2016 Geoffrey Blancaneaux. “Giocherò le qualificazioni a Parigi – ha dichiarato Bernie -, se rimango concentrato sul mio tennis posso fare bene”. Se ci crede lui, buona camicia a tutti.

Karshi (Uzbekistan, $75.000, cemento) – [3] E. Gerasimov b. [Q] S. Betov 7-6(3) 2-0 Rit.

Finale tra australiani in Francia, derby tra bielorussi in Uzbekistan. Torneo di livello inferiore, certo, e dal tabellone non di primissimo pregio, per giunta privato della testa di serie numero uno, l’ottimo polacco Hurkacz, addirittura prima che il torneo iniziasse. Sesto titolo per Egor, rientrato da un periodo piuttosto lungo funestato da infortuni fastidiosi e favorito nella finale dal ritiro della connazionale sorpresa, il qualificato Betov, capace in un sol colpo di rimontare qualcosa come quattrocento posizioni nel ranking in una singola settimana (da oggi è numero 469). Va detto che, al momento della stretta di mano anticipata, Gerasimov era avanti di un set e un break. Maluccio i due italiani in trasferta, Andrea Basso e Alessandro Bega, entrambi eliminati all’esordio.

Roma (Italia, $64.000, terra) – A. Pavlasek b. [2] L. Djere 7-6(1) 6-7(9) 6-4

Finale infinita al Garden, quella vinta in quasi tre ore di battaglia da Adam Pavlasek su Laslo Djere, secondo favorito del torneo. Due tie break ferocemente lottati e un decisivo break nel terzo gioco del terzo set per il ceco, giustiziere di Gianluigi Quinzi in semifinale. Altro buon torneo per il ventiduenne di Porto San Giorgio, capace di collezionare nelle ultime tre uscite una vittoria (Francavilla), un quarto (Ostrava) e, appunto, la semifinale romana. Un pizzico di rammarico deve albergare da quelle parti, nondimeno: gli ultimi due eventi frequentati si potevano forse vincere, ma la fiducia sta tornando poco a poco insieme alla classifica (da oggi è 247), non più lontanissima da un best ranking comunque ancora non soddisfacente (226).

Braga (Portogallo, $43.000, terra) – [4] P. Sousa b. [8] C. Ruud 6-0 3-6 6-3

Pedro Sousa profeta in patria a Braga. Il ventinovenne di Lisbona ha infiocchettato una settimana da sogno con il quarto titolo challenger in carriera, arrivato grazie al successo finale contro la speranza norvegese Casper Ruud. Il povero Casper ha dovuto cedere un altro alloro all’ultimo rettilineo, dopo quello sottrattogli a Francavilla da Gianluigi Quinzi, mentre Sousa festeggia un trofeo dal valore simbolico molto alto: nel percorso, egli ha avuto ragione dei connazionali Joao Domingues (quarti) e soprattutto di Gastao Elias (prima testa di serie, in semifinale). All’ombra del principe Joao Sousa, recente campione a Estoril, l’esperto Pedro si sta ritagliando un degno ruolo da reggente.

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Mondo Challenger: Dellien re dell’har-tru. Vanni sconfitto in finale a Glasgow https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/07/mondo-challenger-dellien-re-dellhar-tru-vanni-sconfitto-finale-glasgow/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/07/mondo-challenger-dellien-re-dellhar-tru-vanni-sconfitto-finale-glasgow/#respond Mon, 07 May 2018 15:35:22 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=257215 Dopo il successo a Sarasota il boliviano fa il bis sulla costa della Georgia. Lacko brinda in Scozia al termine di un match tiratissimo contro il grossetano, mentre Evans esce al primo turno del main draw al ritorno dalla squalifica]]>

Savannah (USA, $75.000, terra) – [7] H. Dellien b. C. Harrison 6-1 1-6 6-4

Hugo non si ferma più: riscritta la storia del tennis boliviano a Sarasota un paio di settimane fa, interrompendo un digiuno di titoli dello stato andino che durava da trentaquattro anni, Dellien ha bissato sulla costa della Georgia al termine di un’impressionante corsa sulle montagne russe: per tre volte in cinque partite egli ha dovuto rimontare un set di svantaggio, nei quarti è stato obbligato ad annullare quattro match point consecutivi dal 2-6 nel tie break decisivo contro Guihlerme Clezar e in semifinale ha ripreso Michael Mmoh, il quale aveva avuto l’opportunità di chiudere l’incontro al servizio nel secondo parziale. Le forze prima dell’ultimo atto erano sostanzialmente esaurite: “Davvero non so come ho fatto a uscire vivo dalla semi – ha dichiarato il giocatore nato a Trinidad – e non pensavo di avere possibilità in finale “. Finale strappata in volata a Christian Harrison senza farsi mancare un complicato recupero nel terzo set, iniziato subendo un pericoloso break. Dellien sale alla posizione numero 129, naturalmente best ranking, e non sa più cosa pensare di sé stesso: “L’anno scorso mi sono operato e ho perso in sostanza sei mesi, non avrei osato nemmeno sognare risultati simili, ma il duro lavoro ha pagato”. Il re dell’har-tru 2018 è lui.

Seoul (Corea del Sud, $100.000, cemento) – [5] M. McDonald b. [3] J. Thompson 1-6 6-4 6-1

Miglior classifica in carriera anche per Mackenzie McDonald, il quale assurge al centoquattordicesimo posto mondiale grazie al secondo successo challenger della vita. Best ranking, certo, e anche assegno non male: com’è consuetudine, la tappa asiatica è ogni settimana la più remunerativa del lotto, a dispetto di tabelloni non di primissimo piano. Se non di primo, almeno di secondo piano è stato l’avversario rimontato in finale, quel Jordan Thompson che, nell’anno corrente, occupa stabilmente la top 10 nella classifica avulsa di categoria. Continuo e rognosissimo a queste latitudini, il tennista australiano rimane ben inserito tra i primi 100 del mondo, mentre Mackenzie chissà, potrebbe iniziare a capire cosa vorrebbe fare da grande.

Glasgow (Gran Bretagna, $85.000, cemento indoor) – [1] L. Lacko b. L. Vanni 4-6 7-6(3) 6-4

Niente da fare per Luca Vanni, sconfitto nella sesta finale challenger della carriera da Lucas Lacko, prima testa di serie in gara. Per lo slovacco, che grazie al successo ritrova la top 100 ATP, si tratta del dodicesimo titolo nel secondo circuito professionistico, ma il tennista di Grosseto gli ha reso la vita difficile: vinto il primo parziale, Vanni ha tenuto botta in un secondo dominato dai servizi nella corsa all’inevitabile tie-break; tie-break poi giocato disgraziatamente fino all’irrimediabile 0-5. Il giocatore azzurro ha avuto l’ultima occasione dell’incontro all’alba della terza, decisiva frazione, ma dopo aver sciupato tre palle break nel primo game ha ceduto a sua volta il servizio nel sesto gioco, consegnando la coppa al rivale. “Partita molto difficile – ha fatto sapere il neo-campione in carica -, Luca mi aveva battuto nel precedente due anni fa e su queste superfici è pericoloso. Come me ama i rimbalzi bassi e veloci e in effetti tutto si è deciso su un paio di punti. Sono stato bravo a prendermi le possibilità che mi sono capitate”. Vanni si consoli: stamane ha riguadagnato 54 posizioni nel ranking e torna tra i primi 300. Apparizione agrodolce per Dan Evans dopo la squalifica: il ribelle di Birmingham è riuscito a passare le qualificazioni, perdendo però al primo turno del main draw contro Lucas Miedler.

Puerto Vallarta (Messico, $75.000, cemento) – [1] A. Menendez b. [5] D. Petrovic 1-6 7-5 6-3

L’edizione inaugurale dell’Open messicano a quanto pare ha stimolato le recensioni euforiche di tennisti e addetti ai lavori vari. Non è difficile crederlo, vista la scenografica ubicazione sulla costa del Pacifico, meta notissima per gaudenti turisti da Stati Uniti ed Europa. Oltre che delle splendide spiagge, il primo favorito in gara Menendez-Maceiras ha potuto godere anche di una splendida settimana sui campi conclusa con la conquista del quarto titolo challenger in carriera, dopo aver battuto in finale un avversario non impossibile come Danilo Petrovic, quest’ultimo comunque in grado di sottrargli, e nettamente, la frazione inaugurale. Adrian sale di ventinove posizioni in classifica e avvicina il proprio best ranking al 111 ATP, rinfocolando la speranza di entrare per almeno qualche giorno nella top 100 più volte sfiorata a 32 anni suonati.

Ostrava (Repubblica Ceca, $64.000, terra) – A. De Greef b. N. Serdarusic 4-6 6-4 6-2

Gli occhi erano ossessivamente puntati su Gianluigi Quinzi, reduce dal primo trionfo challenger ottenuto a Francavilla appena una settimana fa e atteso alla difficile, proprio perché immediata, conferma. Partito benissimo anche a Ostrava, con otto giochi complessivamente lasciati nei primi due turni a Gleb Sakharov e Lorenzo Giustino, Quinzi si è però spento nei quarti di fronte a Gregoire Barrere, dopo aver peraltro smarrito un break di vantaggio nel secondo set. Il titolo è finito a sorpresa nelle tasche di Arthur De Greef, capace di conquistare appena cinque vittorie nelle diciannove partite che hanno preceduto l’inattesa cavalcata della scorsa settimana. Battendo in finale il croato Nino Serdarusic, De Greef ha messo in tasca il secondo titolo in carriera, dopo aver conquistato sempre in Repubblica Ceca, a Liberec, anche il primo nel 2016.

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Mondo Challenger: le prime volte di Quinzi, Eubanks e Gunneswaran https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/30/mondo-challenger-le-prime-volte-di-quinzi-eubanks-e-gunneswaran/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/30/mondo-challenger-le-prime-volte-di-quinzi-eubanks-e-gunneswaran/#respond Mon, 30 Apr 2018 16:13:47 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=256477 Gianluigi a Francavilla rompe il ghiaccio e torna sotto la luce dei riflettori. Eubanks sbanca Leon, l'indiano sorprende tutti ad An-Ning. Secondo titolo del 2018 per Rubin]]>

Francavilla (Italia, $43.000, terra) – [WC] G. Quinzi b. C. Ruud 6-4 6-1

Gianluigi, finalmente. L’ex salvatore della patria del tennis azzurro, sotterrato dalle aspettative di un popolo per lunghissimo tempo digiuno di campioni, si è all’improvviso destato. Il primo titolo challenger in carriera è arrivato sulla costa abruzzese facendo fruttare una wild card gentile omaggio dell’organizzazione, nel corso di un torneo notevolissimo, vinto tutto sommato con sorprendente agio. L’ostacolo alto s’è rivelato essere il sodale invitato Andrea Pellegrino, saltato in sede di quarti al terzo set. Per il resto, percorso netto, con il bonus della conquista di scalpi non male: Luca Vanni, Tallon Griekspoor e soprattutto Casper Ruud, sconfitto in finale in modo molto netto, sono discreti cagnacci a queste latitudini. Gianluigi torna al numero 265 delle classifiche e non si può non sperare che a Francavilla, infine, il ghiaccio sia stato rotto. Auspicando prossime, ulteriori buone novelle.

Tallahassee (USA, $75.000, terra) – N. Rubin b. M. Polmans 6-2 3-6 6-4

Altro prospetto lungamente atteso e in vena di dar segnali di vita: Noah Rubin fatica a rimanere aggrappato al tennis di vertice nonostante i noti investimenti sul pargolo prodotti dalla speranzosa famiglia nel corso degli anni, ma dedizione e spirito di sacrificio stanno iniziando a portare risultati soddisfacenti. A Tallahassee, seconda tappa sull’har-tru della Florida, il buon Noah ha insieme bissato il trionfo ottenuto a Noumea nella prima settimana dell’anno, conquistato il primo titolo su terra in carriera (quarto in assoluto) e rimesso piede tra i primi duecento giocatori del globo. Liberatosi di rivali scomodi come Denis Kudla e il caldissimo Hugo Dellien, recente vincitore a Sarasota, Rubin è approdato al duello decisivo, dove ha sconfitto al sesto match point il sempre più sorprendente rappresentante down under Marc Polmans. L’australiano, ora arrampicatosi fino al best ranking di numero 168 ATP, ha sprecato la chance di replicare il titolo conquistato un paio di mesi fa a Launceston, nondimeno prolungando una stagione rovente (record di trentuno vittorie a fronte di sei sconfitte e quattro titoli conquistati su tre superfici diverse).

An-Ning (Cina, $150.000, terra) – P. Gunneswaran b. M. Safwat 5-7 6-3 6-1

Il botto più imprevedibile è provenuto dal maxi evento cinese, laddove i prize money sono sempre inversamente proporzionali alla qualità dei tabelloni via via presentati. Livello basso fin che si vuole, ma la notizia è di quelle rilevanti: battendo in finale l’egiziano Mohamed Safwat, l’assegno da centocinquantamila biglietti verdi l’ha messo in tasca Prajinesh Gunneswaran, ventottenne indiano capace, prima della deflagrazione della settimana scorsa, di vincere tre partite su terra a livello challenger in tutta la carriera (e di giocarne undici in totale, varrebbe la pena dire). Favorito da un percorso tutt’altro che impossibile – solo una testa di serie affrontata, il coreano Soon Woo Kwon nei quarti di finale – Guenneswaran ha acciuffato il primo trionfo della vita in un torneo di secondo livello e guadagnato più di ottanta posizioni nella classifica ATP, dove da questa mattina assapora il best ranking al numero 176. Studente in business administration presso l’Università di Londra e portatore del punto decisivo nel recente tie vinto contro la Cina in Davis, Gunneswaran alza a tre unità il contingente indiano nella top 200, aggregandosi a Yuki Bhambri (85) e Ramkumar Ramanathan (120).

Leon (Messico, $75.000, cemento) – C. Eubanks b. J-P. Smith 6-4 3-6 7-6(4)

Occhio a Christopher Eubanks. Autocitarsi non è elegante, eppure chiediamo la grazia: “Il giocatore da Georgia Tech promette prossime soddisfazioni”, abbiamo scritto la settimana scorsa dopo che Christopher era uscito perdente dalla prima finale challenger in carriera, ceduta solo al tie break del terzo a Marcelo Arevalo. Il tizio sta arrivando e certo non era difficile prevederlo: stavolta il gioco decisivo del terzo set gli ha detto bene, e il primo trofeo della carriera è giunto al termine di una pugna all’ultimo sangue contro John-Patrick Smith, atipico volleatore da Townsville, Australia. Fisicamente debordante e aggressivo il giusto, Eubanks ha tutto per chiudere l’anno nei cento: ricordiamo che al professionismo vero è passato solo in ottobre dopo aver chiuso con profitto l’esperienza collegiale. Al termine della prossima estate sul cemento nordamericano potremmo dover parlare di lui in termini molto diversi.

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Mondo Challenger: doppiette di Halys, Arevalo e Andreozzi https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/mondo-challenger-doppiette-di-halys-arevalo-e-andreozzi-primo-trionfo-per-dellien/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/23/mondo-challenger-doppiette-di-halys-arevalo-e-andreozzi-primo-trionfo-per-dellien/#respond Mon, 23 Apr 2018 15:56:47 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=255615 Halys si prende il derby con Hemery a Nanchang, Andreozzi ferma il sogno di Gimeno-Traver a Tunisi. Arevalo continua a regnare in Messico, Dellien piange di gioia a Sarasota]]>

Sarasota (USA, $100.000, terra) – H. Dellien b. F. Bagnis 2-6 6-4 6-2

L’ultima immagine della settimana trasmessa dal prestigioso evento in Florida ritrae Hugo Dellien disteso sull’har-tru, mani in volto, sconvolto di felicità davanti ai maggiorenti USTA e a Nick Bollettieri. A quattro anni di distanza dall’ultima (e unica) finale raggiunta in carriera nel challenger di Montevideo, il ventiquattrenne di Trinidad è sopravvissuto a un match point avverso nei quarti contro Kozlov prima di aver la meglio su Facundo Bagnis nell’ultimo atto, e può finalmente iscriversi all’albo dei titolati, non senza fare un pezzo di storia del tennis boliviano: Dellien è il secondo giocatore del suo paese a poter vantare la vittoria in un torneo professionistico e il primo dal 1983, anno in cui Mario Martinez conquistò a Messina il suo terzo titolo (curiosamente, sempre in Sicilia arrivarono le altre due sue vittorie).

Tunisi (Tunisia, $75.000, terra) – G. Andreozzi b. D. Gimeno-Traver 6-2 3-0 rit.

Dopo la baldoria di Punta del Este, Andreozzi ha piazzato la doppietta. Il giocatore argentino ha prolungato a Tunisi il proprio straordinario momento (18-5 il record nel tour di secondo livello nel 2018) facendo suo il challenger tornato a disputarsi sulla terra battuta della metropoli maghrebina dopo alcuni anni di pausa. Facilitato dalla forma influenzale che ha costretto il redivivo Daniel Gimeno-Traver, suo avversario nella finalissima, al ritiro nel corso del secondo set, il tennista di Baires ha dovuto concentrare tutti i suoi sforzi nel solo match di semifinale contro il portoghese Joao Domingues, quando è stato costretto a risalire dal dirupo di un set e un break di svantaggio. Periodo d’oro per il tennis argentino nel circuito challenger: nelle ultime tre settimane ben quattro trofei si sono tinti di albiceleste, grazie ai successi di Berlocq (Panama City), Londero (Città del Messico), Trungelliti (Barletta) e, appunto, Andreozzi in Tunisia.

Guadalajara (Messico, $50.000, cemento) – [6] M. Arevalo b. C. Eubanks 6-4 5-7 7-6(3)

Continua la primavera messicana da sogno di Marcelo Arevalo. Il giocatore di El Salvador ha bissato il titolo vinto un paio di settimane fa a San Luis Potosi al termine di un’altra notevole settimana di tennis trascorsa a Guadalajara. Arevalo, abile a scalare nell’ultimo mese oltre 100 posizioni nel ranking ATP, ha dovuto saltare gli ostacoli più alti nel quarto di finale contro l’insidioso volleatore australiano John-Patrick Smith e soprattutto nella finale opposto a Christopher Eubanks, vinta dopo due ore sul filo del rasoio. Particolarmente commendevole il torneo di Eubanks medesimo, in effetti: terminato il percorso collegiale e passato al professionismo vero solo lo scorso ottobre, il giocatore da Georgia Tech promette prossime soddisfazioni e intanto acciuffa un best ranking al 246 ATP che comincia a rendergli giustizia.

Nanchang (Cina, $50.000, terra indoor) – [3] Q. Halys b. [5] C. Hemery 6-3 6-2

Il ricambio naturale nelle generazioni verdi del tennis d’oltralpe non conosce pause: Corentin Moutet è il ragazzo più atteso al balzo che conta, ma i due finalisti sulla peculiare terra indoor di Nanchang costituiscono discreto cast di supporto. Nel sud est cinese Quentin Halys ha confermato la fase di particolare grazia corrente: battendo nel duello decisivo il sodale Calvin Hemery, il ventunenne di Boulogne-Billancourt ha messo in bacheca il secondo trofeo stagionale dopo quello sollevato in febbraio sul veloce indoor di Quimper, dimostrando dunque una notevole disponibilità ai cambiamenti di contesto. Halys ormai da molte settimane è acquattato pochi metri dietro la linea della top 100, e non dovrebbe mancare molto al colpo di reni decisivo.

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Mondo Challenger: altra sconfitta in finale per Bolelli https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/16/mondo-challenger-altra-sconfitta-finale-per-simone-bolelli/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/16/mondo-challenger-altra-sconfitta-finale-per-simone-bolelli/#respond Mon, 16 Apr 2018 14:44:07 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=254010 Dopo Andreozzi a Punta del Este un altro argentino ferma sul più bello la corsa del giocatore bolognese a Barletta: si tratta di Trungelliti, che vince il torneo partendo dalle qualificazioni come il connazionale Londero in Messico. Bhambri esulta a Taipei]]>

Barletta (Italia, $43.000, terra) – [Q] M. Trungelliti b. S. Bolelli 2-6 7-6(4) 6-4

Non c’è lieto fine per Simone. Per la seconda volta in meno di un mese il tennista di Budrio si è visto sfilare sulla linea del traguardo un titolo che manca dal 2014: a Barletta, città tennisticamente nota per aver aver fatto da palcoscenico al primo successo challenger di Rafa Nadal, è andata in scena una replica del capitombolo occorso a Bolelli in Uruguay, a Punta del Este: il buon Simone ne avrebbe fatto volentieri a meno. Ancora un rivale argentino a sbarrargli la strada, ancora facendosi rimontare un set, stavolta persino in vantaggio di un break nel secondo e con varie opportunità per approssimarsi alla coppa. Trungelliti al posto di Andreozzi, ma il risultato non cambia. A 28 anni, Marco da Santiago del Estero conquista il primo titolo di secondo livello in carriera al centoundicesimo torneo giocato, per giunta partendo dalle qualificazioni: un  risultatone, che gli consente di scalare 46 posizioni in classifica e di rientrare nei 200, per la verità ancora lontanuccio dal proprio best ranking al 126 nell’anno di grazia 2016.

Taipei (Taiwan, $150.000, carpet indoor) – [4] Y. Bhambri b. [6] R. Ramanathan 6-3 6-4

Il maxi evento della settimana è andato in onda a Taipei, con i suoi campi rapidissimi e un montepremi da 150.000 dollari sonanti. A staccare l’assegno è stato Yuki Bhambri, indiano in gran forma (21-6 il sontuoso record nella stagione corrente) che grazie al successo nel derby finale contro Ramkumar Ramanathan centra la miglior classifica della vita assestandosi al numero 83 ATP. Bhambri, autore di un’annata sin qui eccezionale corredata dalle qualificazioni superate a Melbourne e a Indian Wells, nonché dal prestigioso scalpo di Lucas Poulle nel deserto californiano, accelera ancora, promette di non fermarsi e di guardare con sempre maggior convinzione al piano alto: probabile che in questa rubrica ne parleremo via via sempre meno.

Città del Messico (Messico, $100.000, terra) – [Q] J. Londero b. R. Quiroz 6-1 6-3

Abbiamo detto del primo successo challenger in carriera di Marco Trungelliti a Barletta, ma c’è un altro suo connazionale che nel weekend ha potuto stappare la bottiglia buona, anch’egli curiosamente al termine di un lungo viaggio partito dalle qualificazioni. Si tratta di Juan Ignacio Londero, ventiquattrenne tennista di Jesus Maria, abile vincitore dell’edizione inaugurale del challenger di Città del Messico, disputatasi sui sacri campi del Rafael Osuna Stadium, fondato nel 1939 e definito dagli autoctoni “la cattedrale del tennis messicano”. Nel percorso verso il titolo Londero ha contribuito a sgombrare il campo dai favoriti rispedendo in Brasile Thiago Monteiro, in un secondo turno letale a sei teste di serie su otto: la prima, in dote al tedesco in crisi nera Yannick Hanfmann, aveva salutato già all’esordio. Battendo in finale il rappresentante ecuadoriano Roberto Quiroz, Londero ha inoltre scalato novantasei posizioni nella classifica mondiale, e da oggi si assesta al numero 218 ATP.

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Mondo Challenger: Pablo Andujar alla fine del calvario https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/09/mondo-challenger-pablo-andujar-alla-fine-del-calvario/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/09/mondo-challenger-pablo-andujar-alla-fine-del-calvario/#respond Mon, 09 Apr 2018 17:06:35 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253111 Il trentaduenne castigliano trionfa ad Alicante dopo tre operazioni al polso e l'incubo di non poter proseguire la carriera. Battuto in finale De Minaur. A Panama diciannovesimo titolo per Carlos Berlocq]]>

Alicante (Spagna, $43.000, terra) – [WC] P. Andujar b. [4] A. De Minaur 7-6(5) 6-1

Tre anni e mezzo dopo, è ancora Pablo Andujar. Certo in quel luglio 2014, nella ricca e schizzinosa Gstaad, il livello di appeal era comunque notevole e la luce delle telecamere più intensa, ma dopo una via crucis simile anche un quinto titolo challenger, alla tredicesima finale disputata, non è proprio da buttare. Già numero 32 del mondo nell’estate del 2015 e opportunamente celebrato su queste pagine dopo la cavalcata conclusa nella finale di Barcellona dello stesso anno, Pablo il mediano aveva imboccato un tunnel popolato da foschi pensieri, anche di ritiro: un polso malconcio e dispettoso, il destro, lo ha costretto a tre operazioni pressoché consecutive nell’anno di scarsa grazia 2016, obbligandolo a un sostanziale stop di due anni rattristato da un paio di infruttuosi tentativi di rientro e dall’uscita dal ranking, causa esaurimento punti, lo scorso settembre. Quest’anno il timido come back con il paracadute del ranking protetto e sino a ieri pochi sorrisi: una vittoria contro il fantasma di Gerald Melzer a Rio de Janeiro e quattro secche sconfitte nei primi turni di Pune, Melbourne, Quito e Marbella. Poi l’invito degli organizzatori del Ferrero Challenger Open – presso l’accademia di Mosquito a Villena –  e l’arrivo dell’agognata settimana perfetta: rigorosamente scendendo in campo da sfavorito a partire dal secondo turno, Andujar ha via via fatto secchi Jaume Munar, Guido Andreozzi, Marco Cecchinato e infine Alex De Minaur, al termine di un ultimo atto combattuto solo nel primo set. Il non fortunatissimo Pablo può ora guardare al futuro con un minimo di fiducia: da oggi torna nei 400 del ranking (al numero 355 per la precisione) e soprattutto in Marocco – altra classifica protetta a Marrakech – dove ha vinto (ma si giocava a Casablanca) due dei suoi tre titoli pregiati.

Panama City (Panama, $50.000, terra) – [4] C. Berlocq b. B. Rola 6-2 6-0

Carlos Berlocq è un guerriero da Davis. E da Challenger. Quello vinto ieri a Panama è il diciannovesimo titolo di secondo livello per il leone di Chascomus in trentuno, dicasi trentuno, finali disputate. Protagonista di una settimana in gran parte tranquilla, Berlocq ha visto ogni difficoltà concentrarsi nella sfida di semifinale, vinta solo al tie break del terzo contro il qualificato connazionale Juan Ignacio Londero dopo aver salvato cinque match point. Particolarmente agevole, invece, l’incontro per il titolo, vinto su Blaz Rola: lo sloveno ha dato battaglia fino al due pari della prima frazione, colando poi a picco senza raccogliere ulteriore game alcuno e ricavando la miseria di nove punti nel secondo parziale.

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Mondo Challenger: si rivedono Lajovic e Berankis. Travaglia tra i grandi https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/02/mondo-challenger-si-rivedono-lajovic-e-berankis-travaglia-tra-grandi/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/02/mondo-challenger-si-rivedono-lajovic-e-berankis-travaglia-tra-grandi/#respond Mon, 02 Apr 2018 15:31:52 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=252059 Grazie al successo a Marbella "Stetone" guarda la top 100 da molto vicino. Il serbo vince in Guadalupa, il lituano sbanca Saint Brieuc. In Messico arriva il secondo titolo in carriera per Arevalo]]>

Marbella (Spagna, $43000, terra) – [7] S. Travaglia b. G. Andreozzi 6-3 6-3

Delle splendide giornate trascorse sulla Costa del Sol da Stefano Travaglia abbiamo abbondantemente riferito in settimana, ma vale la pena ricordare che grazie al secondo trionfo challenger in carriera (il primo era arrivato lo scorso anno a Ostrava) il ventiseienne marchigiano sale di 14 posizioni in classifica e centra il proprio best ranking al numero 109 ATP, settimo italiano a pochissimi punti di distanza da Matteo Berrettini (104) e Thomas Fabbiano (102). “Stetone” ha rischiato grosso al primo turno, quando è stato obbligato a rimontare Jaume Munar al terzo, poi ha giocato in scioltezza nonostante qualche complicazione sia intervenuta anche nei quarti contro Coppejans. Travaglia è salito di livello nel momento in cui il gioco si è fatto duro, divorando lo scostante ma pericoloso Martin Klizan in semifinale e il caldissimo Guido Andreozzi, carnefice di Marco Cecchinato in semi, nell’ultimo atto. Il tennista di Ascoli Piceno corona così un inizio di stagione da vero globetrotter, adornato da un ottimo bilancio di quattordici vittorie e sei sconfitte raccolto in quattro continenti (Doha, Melbourne, Quito, New York, Marsiglia, Dubai e Marbella i luoghi sinora visitati).

St. Brieuc (Francia, $43000, cemento indoor) – [2] R. Berankis b. [Q] C. Lestienne 6-2 5-7 6-4

Ricardas Berankis si aggiudica la quarta tappa del mini tour normanno-bretone, battendo nella combattuta finale di Saint-Brieuc il discusso Constant Lestienne, tornato a giocare un ottimo tennis – per lui anche lo scalpo del primo favorito in gara Baghdatis, nientemeno – dopo le  ambigue vicissitudini giudiziali che lo hanno visto recente protagonista. Ricardas, amante delle superfici molto rapide, è nato a Vilnius solo ventisette anni fa, ma il suo curriculum nel secondo circuito professionistico ne dimostra perlomeno qualcuno in più: quello di Saint-Brieuc è il nono titolo in diciassette finali disputate; titolo che peraltro gli permette di lasciare la Bretagna con una classifica di nuovo a due cifre (da oggi lo si trova alla posizione numero 84 del ranking ATP).

Le Gosier (Guadalupa, $85000, cemento) – [3] D. Lajovic b. [6] D. Kudla 6-4 6-0
Finale nobile nel Dipartimento d’oltremare francese, con Dusan Lajovic bravo a chiudere una settimana perfetta grazie alla vittoria su Denis Kudla. Il serbo, abituato a gradazioni di difficoltà sensibilmente più accentuate, ha dovuto soffrire solo nei quarti di finale per battere Bradley Klahn, uno che, come già abbiamo avuto modo di dire, sul cemento all’aperto americano è sempre un osso duro. Lajovic riguadagna la top 100 e mette in cascina un buon cumulo di punti, utile ad affrontare con minore ansia la favorita stagione sulla terra battuta.  Brutte notizie per la testa di serie numero uno in gara, l’attesissima futura star greca Tsitsipas. Parso non particolarmente interessato alla faccenda, Stefanos ha lasciato che il redivivo ex prospetto cileno Christian Garin lo eliminasse nel secondo turno. Non una batosta delle peggiori, va detto, ma questa per lui dovrà essere la stagione del cambio di passo

San Luis Potosi (Messico, $50000, terra) – M. Arevalo b. R. Cid 6-3 6-7(4) 6-3

In Messico gran colpo per Marcelo Arevalo, alfiere della Repubblica di San Salvador al secondo titolo in carriera grazie al successo in finale sul dominicano Roberto Cid Subervi. Bravo a eliminare al primo turno il quinto favorito Estrella Burgos, per la verità in apparente disarmo nonostante le buone intenzioni recentemente manifestate, Arevalo ha poi saputo farsi largo tra le macerie di un tabellone presto orfano delle teste di serie: delle otto in gara, solo tre hanno passato indenni l’esordio, e nessuna è riuscita a qualificarsi per i quarti di finale. Tra queste, naturalmente, è subito rincasato anche Paolo Lorenzi, addirittura numero uno del draw al rientro dopo cinquanta giorni di inattività e sconfitto da Austin Krajicek. Continua dunque il momento no di Paolino, che in questo inizio di stagione ha giocato poco e vinto meno (2 successi e cinque sconfitte compongono il suo score nel 2018). Si riprenderà, ne siamo certi.

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Mondo Challenger: Barrere sfonda a Lille, Tomic in picchiata https://www.ubitennis.com/blog/2018/03/26/mondo-challenger-barrere-sfonda-lille-bernard-tomic-picchiata/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/03/26/mondo-challenger-barrere-sfonda-lille-bernard-tomic-picchiata/#respond Mon, 26 Mar 2018 15:42:08 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=250948 L’ex numero 17 del mondo, di nuovo in campo a oltre due mesi dall'ultimo match giocato, raccoglie una sconfitta all’esordio contro Antoine Hoang. Il torneo lo vince il qualificato Gregoire Barrere. A Qujing va a segno Jaziri]]>

Lille (Francia, $43.000, cemento indoor) – [Q] Gregoire Barrere b. Tobias Kamke 6-1 6-4

Ne sentiamo parlare sempre molto spesso, ma sempre meno per via di motivi legati al tennis. La più recente apparizione on court di Bernard Tomic era datata 14 gennaio, turno decisivo del tabellone cadetto nello slam di casa. Quel giorno l’ex numero 17 delle classifiche mondiali venne sconfitto da Lorenzo Sonego e se ne andò in ferie; non che l’attività lavorativa, negli ultimi tempi, fosse stata particolarmente intensa. Mal disposto a lasciare il proscenio, Bernard aveva comunque trovato il modo di far parlare abbondantemente di sé: prima il viaggio nella giungla sudafricana per partecipare al reality I’m a Celebrity, poi le scorribande sulla Gold Coast pepate di scandali di vario genere hanno regalato ai rotocalchi costante materiale da copertina. Ma ora che racchette e palline si sono di nuovo materializzate il ritorno alla realtà è un ritorno duro: altro che reality. Il come back di Tomic, nel frattempo precipitato alla posizione numero 181 del ranking ATP, è avvenuto a Lille in un torneo da 43.000 di montepremi complessivo, bazzecole per il sedicente contatore di milioni. Un tentativo di redenzione? Se lo è, il percorso purificatorio sarà lungo e irto di ostacoli. Il primo, avente le sembianze del carneade francese Antoine Hoang, numero 251 ATP, lo ha falciato all’esordio. Per Bernard si prospettano tempi grami: solo in campo, s’intende.

Per la cronaca, il torneo è finito nelle mani di Gregoire Barrere, tennista di casa capitato in una settimana da sogno. Per lui otto match vinti in nove giorni, qualificazioni comprese, con tanto di secondo turno sfilato a Stephane Robert risalendo da 2-6 nel tie break decisivo e finale comoda contro Tobias Kamke. Il giocatore nato a Charenton-le-Pont è il terzo qualificato a portare a casa un titolo in questa stagione, dopo Jason Kubler (a Playford) e Alex Bolt (a Zhuhai). Poca fortuna per i soli due italiani in tabellone: Arnaboldi e Giustino hanno lasciato il dipartimento dell’Alta Francia già al termine del primo round.

https://twitter.com/ATPChallenger/status/977965884374437889

Qujing (Cina, $75.000, cemento) – [1] M. Jaziri b. B. Rola 7-6(5) 6-1

In Cina prosegue il momento molto positivo di Malek Jaziri. Dopo l’imprevedibile semifinale conquistata a Dubai qualche settimana fa, il giocatore tunisino a Qujing ha sollevato l’ottavo trofeo di secondo livello in carriera, mettendo la propria firma sul circuito challenger per il quarto anno consecutivo. Battuto in finale lo sloveno Blaz Rola, Jaziri nel percorso verso il successo ha dovuto eliminare tra gli altri Andrea Pellegrino, uno dei nostri quattro compatrioti in tabellone. Il tennista pugliese, Stefano Napolitano, Lorenzo Sonego e Salvatore Caruso sono stati abili a superare in massa il primo round, ma nessuno di loro è stato in grado di spingersi oltre i quarti.

https://twitter.com/ATPChallenger/status/977911367842791424

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Mondo Challenger: Berrettini manca il titolo ma acciuffa la top 100 https://www.ubitennis.com/blog/2018/03/19/mondo-challenger-berrettini-manca-il-titolo-ma-acciuffa-la-top-100/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/03/19/mondo-challenger-berrettini-manca-il-titolo-ma-acciuffa-la-top-100/#respond Mon, 19 Mar 2018 15:50:20 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=249784 Sconfitto in Texas da Kukushkin nell'ultimo atto del torneo, Matteo può consolarsi con il primo best ranking a due cifre in carriera. Ivashka vince a Shenzen, mentre a Drummondville si rivede Denis Kudla]]>

Irving (USA, $150000+H, cemento) – M. Kukushkin b. M. Berrettini 6-2 3-6 6-1

Matteo Berrettini è diventato grande: il passo verso la maturità tennistica sembra ampiamente compiuto. Alla seconda finale consecutiva nel circuito minore dopo il titolo intascato a Bergamo in febbraio, Matteo ha completato nei pressi di Dallas una settimana quasi perfetta. Il torneo di Irving è prestigiosissimo: con 150.000 dollari di montepremi offre la massima gratificazione economica per la categoria e il campo di partecipazione, potendo raccogliere la carovana di precoci eliminati in transito da Indian Wells a Miami, gli conferisce appeal e quoziente di difficoltà ben più elevati rispetto a molti “250” in calendario. Nella scalata verso la finale il tennista romano ha per l’appunto dovuto liberarsi di notevoli rivali, e nonostante il duello decisivo con Kukushkin – quest’ultimo campione dopo la finale ceduta a Bedene lo scorso anno – non abbia avuto l’esito sperato, i consecutivi scalpi di Sugita (numero 43 ATP e prima testa di serie in gara), Smyczek, Basic e Fucsovics concorrono a formare un bilancio molto positivo, sia in termini di consapevolezza, sia in termini di ranking: lunedì 19 marzo rimarrà nel cuore di Berrettini per molto tempo. Nella classifica pubblicata quest’oggi, infatti, egli esordisce nella top 100 mondiale, assestandosi in novantacinquesima posizione.

Shenzen (Cina, $75000+H, cemento) – [7] I. Ivashka b. [WC] Z. Zhang 6-4 6-2

Ilya Ivashka è una delle rivelazioni dell’anno. Il giocatore di Minsk, ventiquattro anni, dopo aver sorpreso il mondo della racchetta raggiungendo da qualificato un’inattesa semifinale a Marsiglia, ha conquistato a Shenzen il secondo challenger della carriera, avendo vissuto una settimana da dominatore incontrastato: nei cinque turni affrontati, solo la speranza di casa Ze Zhang in finale e Stefano Napolitano nel primo turno sono riusciti a strappargli almeno quattro giochi in un set. In un torneo presto abbandonato dai più alti in grado (fuori all’esordio Jordan Thompson, Blaz Kavcic e Marcel Granollers, rispettivamente testa di serie due, tre e quattro), restano da segnalare un’altra buona prova del rampante polacco Hurkacz, eliminato in semifinale da Zhang, e i quarti raggiunti da Salvo Caruso, proprio come Napolitano fatto fuori dal futuro campione. Ivashka aggiorna il best ranking alla centoventidue ATP, naturalmente miglior bielorusso in attività, e promette di salire ancora.

Drummondville (Canada, $75000, cemento indoor) – [5] D. Kudla b. B. Bonzi 6-0 7-5

Dopo un periodo sotto tono piuttosto lungo Denis Kudla sta provando a ritrovare il sorriso. Reduce da un discreto inizio di stagione con semifinale a Dallas e, soprattutto, un secondo turno all’Open d’Australia raggiunto da qualificato e ceduto solo al quinto set a Dominic Thiem, il biondo americano di Kiev torna a sollevare il trofeo in un challenger a tre anni di distanza dall’ultima volta: era il giugno del 2015 e Kudla arrivò primo sull’erba di Ilkley. Nei mesi successivi arrivarono altre finali, tre per la precisione, tutte perse. Denis, che nell’ultimo atto ha sconfitto il francese Benjamin Bonzi, carnefice in semi del primo favorito al titolo Vasek Pospisil, torna finalmente tra i primi 150 giocatori del ranking ATP (da oggi è 144).

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Mondo Challenger: quinto titolo in carriera per Cecchinato https://www.ubitennis.com/blog/2018/03/12/mondo-challenger-quinto-titolo-carriera-per-cecchinato/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/03/12/mondo-challenger-quinto-titolo-carriera-per-cecchinato/#respond Mon, 12 Mar 2018 17:01:29 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=248463 Il palermitano completa una settimana perfetta a Santiago battendo in finale Gomez-Herrera. Esulta anche Alex Bolt: a Zhuhai è ancora grande Australia]]>

Zhuhai (Cina, $75.000, cemento) – [Q] A. Bolt b. H. Hurkacz 5-7 7-6(4) 6-2

Aggrappato ai piani alti al bizzoso talento di Kyrgios e Tomic dal momento che il più stabile del lotto, Kokkinakis, è costante vittima della malasorte, il tennis australiano si consola con gli ottimi risultati ottenuti a livello challenger in questo primo scorcio di stagione: dei ventiquattro tornei di secondo livello sinora disputati cinque sono finiti tra le mani di giocatori down under: Kubler ha vinto a Playford; Polmans a Launceston; Thompson a Chennai; Millman a Kyoto e ieri è toccato ad Alex Bolt, campione a Zhuhai. Qulificatosi, il giocatore di Murray Bridge è stato abile a farsi largo in tabellone cacciando l’ottava testa di serie Vatutin al primo turno e soprattutto la seconda, intestata a Malek Jaziri, nei quarti, prima di approfittare del ritiro di Oscar Otte in semifinale. Avendo eliminato anche Salvo Caruso strada facendo, Bolt ha battuto in finale da sfavorito il rampante polacco Hubert Hurkacz, sempre più ostico da affrontare a questi livelli. Da segnalare le precoci uscite di scena di Sonego e Napolitano, uniche altre due tracce d’Italia in tabellone, e il ko all’esordio di Jordan Thompson, primo favorito del draw in declinanti condizioni di forma. Nella scorsa puntata avevamo previsto complicazioni per il suo match d’esordio contro Nenad Kecmanovic: non ci sbagliavamo.

Santiago (Cile, $50.000, terra) – [2] M. Cecchinato b. [Q] C. Gomez-Herrera 1-6 6-1 6-1

Gran settimana in Cile per Marco Cecchinato: il giocatore palermitano ha vinto il quinto torneo challenger in carriera su dodici finali disputate, il primo fuori dall’Italia se escludiamo il trofeo sollevato a San Marino nel 2013 dopo aver battuto Filippo Volandri nel duello decisivo. Gran settimana non tanto per le benefiche conseguenze in termini di palmarès, quanto per il composito prestigio dei rivali via via superati: da Simone Bolelli in un complicato derby di primo turno a Tommy Robredo, vecchio signore del tour; da un giovane talento quale certamente è lo spagnolo Taberner al recente campione di Punta del Este Guido Andreozzi. Paradossalmente la sfida sulla carta meno complessa è capitata in fondo al torneo, quando Cecchinato ha dovuto contendere la finalissima al qualificato Carlos Gomez-Herrera, peraltro abile nello sfilargli agevolmente il primo set prima di spegnersi all’improvviso. Da segnalare anche l’ottimo torneo disputato da Gian Marco Moroni: dopo aver superato le qualificazioni il ventenne romano si è spinto sino ai quarti raccogliendo i non banali scalpi di Thiago Monteiro e Sebastian Ofner prima di arrendersi a Robredo. “Jimbo” guadagna il proprio best ranking al numero 617 della classifica pubblicata oggi e offre solide speranze in vista della terra battuta di domani.

 

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Mondo Challenger: Martin Klizan re di Indian Wells https://www.ubitennis.com/blog/2018/03/05/mondo-challenger-martin-klizan-re-di-indian-wells/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/03/05/mondo-challenger-martin-klizan-re-di-indian-wells/#respond Mon, 05 Mar 2018 17:36:40 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=247289 Il super evento "preliminare" californiano vede il ritorno al successo del bizzoso giocatore slovacco. Uchiyama profeta in patria. Bolelli sconfitto in finale in Uruguay]]>

Indian Wells (USA, $150000, cemento) – M. Klizan b. D. King 6-3 6-3

Martin Klizan a volte ritorna. Digiuno di trofei dal luglio del 2016, quando vinse ad Amburgo definendo i contorni di una surreale annata da due titoli, entrambi 500, e tredici eliminazioni al primo turno, l’insondabile mancino di Bratislava ha potuto aprirsi in un sorriso, si fa per dire, al termine dell’edizione inaugurale del challenger di Indian Wells. Molto ben frequentata per merito di notevole prize money e condizioni ambientali inesplorate a questi livelli, la manifestazione rappresentava la seconda e ultima tappa delle Oracle Challenger Series, volute dall’incontentabile Larry Ellison per incoraggiare i giovani connazionali rampanti a mettersi in caccia di una wild card per il torneo vero, in programma a partire da giovedì. Gli inviti sono finiti nelle mani di Bradely Klahn e del pivot Reilly Opelka, rispettivamente finalista e semifinalista nel prologo di Newport Beach e qui non pervenuti, ma agevolati dalla sostanziale contumacia di altri statunitensi eleggibili. Protagonista di una rara settimana di luna buona, Klizan ha sconfitto in finale il caraibico Darian King, discreto osso su questi campi, mettendo in cascina il settimo titolo challenger in carriera e ottenendo una notevole gratifica dal ranking, che lo ha visto scalare 52 posizioni (da oggi è numero 129).

Yokohama (Giappone, $75000, cemento) – Y. Uchiyama b. [7] T.Ito 2-6 6-3 6-4

Secondo titolo in carriera in singolare per Yasutaka Uchiyama, apprezzato doppista recentemente sfidato dalla nazionale italiana nel primo turno di Coppa Davis. Profeta tra le mura di casa (l’altro successo era arrivato a Tokyo, giusto l’anno scorso), il ragazzo di Sapporo ha sconfitto in rimonta nell’ultimo atto del torneo il connazionale Tatsuma Ito, quest’ultimo riemerso da qualche guaio fisico di troppo che ne aveva minato le ultime stagioni. Il momento decisivo della settimana pare essersi consumato in semifinale, tuttavia, quando Uchiyama è riuscito a scacciare dal tabellone Jordan Thompson, prima testa di serie e vero mattatore di questo mini circuito asiatico. Il buon Jordan presti attenzione, perché forma e fortuna sembrano in fase calante: prima vincitore a Chennai nella finale contro Bhambri dopo aver annullato match; poi sconfitto nell’ultimo atto da Millman a Kyoto; ora KO in semifinale a Yokohama. Questa settimana risulta iscritto a Zhuhai e le previsioni sono sin da subito fosche: ancora numero uno del seeding, egli all’esordio affronta il giovanissimo gioiello serbo Miomir Kecmanovic: auguri.

Punta del Este (Uruguay, $50000, terra) – G. Andreozzi b. [&] S. Bolelli 3-6 6-4 6-3

Niente da fare per Simone Bolelli. Terminata un’infinita via crucis di guai fisici, il giocatore di Budrio è riuscito a guadagnare una finale challanger a oltre tre anni e mezzo di distanza da quella giocata e vinta a Oberstaufen nel luglio del 2014, ma il duello decisivo sulla costa dell’Uruguay contro Guido Andreozzi non gli ha detto bene, nonostante un primo set finito nel migliore dei modi. Uruguay, dicevamo, ma i colori erano quelli del belpaese: dopo aver eliminato la wild card di casa Santiago Maresca all’esordio, Simone è andato in finale facendosi largo nelle zuffe con Gian Marco Moroni, Federico Gaio e Alessandro Giannessi, chiudendo in affanno il match decisivo forse provato dal gran numero di derby ravvicinati, forse dalla desuetudine a giocare molti incontri consecutivi. Restano i segnali incoraggianti, per una buona stagione sul rosso al livello superiore.

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Mondo Challenger: Millman ritorna (ancora) in top 100, Berrettini quasi https://www.ubitennis.com/blog/2018/02/27/mondo-challenger-millman-ritorna-ancora-top-100-berrettini-quasi/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/02/27/mondo-challenger-millman-ritorna-ancora-top-100-berrettini-quasi/#respond Tue, 27 Feb 2018 18:02:46 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=246624 Matteo vince a Bergamo il secondo titolo Challenger in carriera e ora è a un passo dalla top 100. Millman supera l'ennesimo guaio fisico e vi rientra. Novikov esulta in Messico]]>

Bergamo (Italia, $64.000, cemento indoor) – [1] M. Berrettini b. S. Napolitano 6-2 3-6 6-2

Dell’ennesima riuscitissima edizione del trofeo Parrel- FAIP (2500 spettatori accorsi domenica per il derby finale) abbiamo avuto modo di parlare diffusamente durante la settimana, dunque in questa sede non ci resta che diffondere ulteriore compiacimento per il successo di Matteo Berrettini: il ragazzo romano ha centrato a Bergamo il secondo titolo a livello challenger dopo quello messo in bacheca la scorsa estate a San Benedetto del Tronto, onorando la prima testa di serie in dotazione e mostrando notevoli progressi soprattutto in termini di tenuta mentale: valgano come esempi le partite di finale (contro Napolitano) e semifinale (opposto a Zopp): vinto in entrambi casi il primo set tutto sommato agevolmente, Matteo si è visto sfilare inopinatamente di tasca il secondo, salvo riprendere a marciare sicuro nella decisiva partita, sempre vinta con autorità. Berrettini fa il balzo in classifica che pone l’annata sotto una nuova luce: da ieri è seduto alla poltrona numero 104 del ranking ATP, sesto italiano una sola posizione alle spalle di Marco Cecchinato. Oggi sarebbe l’ultimo giocatore a entrare di diritto nel tabellone principale del Roland Garros. La sensazione? Quest’anno ci farà divertire.

Morelos (Messico, $50.000, cemento) – [3] D. Novikov b. C. Garin 6-4 6-3

Terzo titolo challenger in carriera – il primo dal 2015 – per Dennis Novikov, che ha intascato la quinta corona del Morelos Open Credito Real imponendo ai rivali un dominio piuttosto netto: nei cinque incontri disputati l’americano di Mosca ha concesso agli avversari appena un set, bastonando in appena settanta minuti Christian Garin nell’ultimo atto. A Cuernavaca si è rivisto Thanasi Kokkinakis, il quale ha inteso condurre in Messico il solito bagaglio di fortune quantomeno alterne: nel finale dell’incontro di quarti contro il primo favorito del seeding Andrej Martin, Kokkinakis, appena tornato a frequentare il circuito dopo il milionesimo infortunio della sua ancor giovane carriera, si è girato una caviglia in modo preoccupante, riuscendo comunque a chiudere in suo favore l’incontro grazie a due consecutivi ace negli ultimi due punti. Nondimeno, il ventunenne di Adelaide non è riuscito a scendere in campo il giorno successivo nel match di semifinale programmato contro il coetaneo Garin, facendo temere a tutti il peggio. Il bersagliatissimo Thanasi può consolarsi con il ritrovato posto tra i primi 200 ATP (da ieri è numero 199) e con la wild card che lo aspetta ad Acapulco (dov’è stato sorteggiato al primo turno contro Sasha Bublik). Sempre che la iella non ci metta di nuovo lo zampino.

Kyoto (Giappone, $50.000, cemento indoor) – [1] J. Millman b. [2] J. Thompson 7-5 6-1

Anch’egli australiano, anch’egli abbonato alle infermerie del circuito mondiale, John Millman si è fatto ricostruire una spalla nel 2013, prima che un noioso infortunio all’inguine lo spingesse fuori dai primi duecento della graduatoria lo scorso anno. Provvisto di pellaccia dura, John si è rifatto ancora una volta una classifica e ridato lustro alla bacheca, grazie al decimo trofeo challenger in carriera sollevato domenica a Kyoto, bissando il successo giapponese ottenuto nel 2013. In una finale tutta aussie e senza troppa storia, Millman ha battuto il sodale Jordan Thompson, quest’ultimo reduce dal successo della settimana corsa a Chennai. Il giocatore originario di Brisbane da ieri ha ritrovato un posto tra i primi 100 piazzandosi al numero 93: dal gennaio del 2017 non si trovava così in alto nel ranking ATP.

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Mondo Challenger: Thompson sopravvive a sé stesso. Occhio a Marterer https://www.ubitennis.com/blog/2018/02/19/mondo-challenger-thompson-sopravvive-se-stesso-occhio-marterer/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/02/19/mondo-challenger-thompson-sopravvive-se-stesso-occhio-marterer/#respond Mon, 19 Feb 2018 17:07:39 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=245455 Jordan vince a Chennai facendo valere la prima testa di serie ma in finale va a un passo dal clamoroso harakiri. Marterer domina a Cherbourg ed entra trionfalmente nella top 70]]>

Chennai (India, $50.000, cemento) – [1] J. Thompson b. [2] Y. Bhambri 7-5 3-6 7-5

Dura vincere la depressione, sulla costa indiana d’oriente. Dopo ventidue edizioni consecutive il prestigioso torneo di Chennai, tradizionale tappa inaugurale della stagione ATP, affronta l’anno zero del declassamento a Challanger nemmeno di primissime ambizioni. L’organizzazione ha provato a risollevare il morale dell’ambiente favorendo l’iscrizione di una dozzina abbondante di tennisti autoctoni: risultati modesti. Dei tredici indiani ai nastri di partenza tra aventi diritto, qualificati, wild card e ranking protetti – qualcuno si ricorda di Saketh Myneni? Il tizio è stato anche 137 al mondo nel 2012, prima che un piede gli procurasse continui tormenti –  solo quattro sono riusciti a passare la tagliola del primo turno. Il più in vista era anche uno dei favoritissimi alla vittoria finale: seconda testa di serie in gara, Yuki Bhambri ha rispettato il ruolo affidatogli dal draw proprio come il capotabellone Jordan Thompson e il coreano Duck-hee Lee, terza testa di serie e in semifinale insieme agli altri due, ma si è fermato a un punto da una clamorosa vittoria in rimonta nell’ultimo atto contro l’australiano. Dominante per gran parte della manifestazione, Thompson ha riacciuffato per i capelli una finale prima vinta e stravinta, poi inopinatamente scappatagli di mano: scellerato al punto da farsi recuperare tre break di vantaggio nel set decisivo, di cui due consecutivi sul tre a zero e servizio, egli ha dovuto addirittura annullare match point sul 4-5, prima di piazzare il parziale di tre giochi a zero con cui ha chiuso la contesa. Il tennista di Sydney può così esporre in bacheca il quinto challenger della carriera, il primo dal 2016, l’anno santo in cui vinse tutti e quattro i precedenti entrando per la prima volta in vita sua tra i migliori 100 tennisti del mondo.

Cherbourg (Fra, $43.000, cemento indoor) – [2] M. Marterer b. [WC] C. Lestienne 6-4 7-5

Continua sul canale della manica la grande stagione di Maximilian Marterer. Dopo l’ottimo Open d’Australia e i quarti raggiunti nell’ATP di Sofia, il ventiduenne di Norimberga ha vinto il sesto Challenger in carriera a Cherbourg, passeggiando per tutta la settimana nel vento della penisola del Cotentin. Intrattabile con il cannone mancino, la seconda testa di serie in gara ha alzato il trofeo senza perdere un set e battendo in finale il redivivo Constant Lestienne, tornato a competere a discreti livelli dopo il controverso affaire scommesse che l’ha visto nolente protagonista. Marterer intanto gioisce: acciuffato un nuovo best ranking al numero settanta delle classifiche, egli promette di lasciare presto questi lidi per traslocare definitivamente al piano di sopra, promettendosi di essere pericoloso anche tra i grandi, specie sui campi duri: per referenze chiedere a Luca Vanni e Mattero Berrettini, gli unici italiani in tabellone in Normandia, rispettivamente eliminati al secondo turno e in semifinale dallo spilungone bavarese. In chiusura, rendiamo conto della trascurabile apparizione del teorico primo favorito del draw, quel Gilles Simon riapparso sul palcoscenico challenger dopo otto anni di naturale assenza e congedatosi già agli ottavi di finale, sconfitto senza colpo ferire da un altro tedesco piuttosto caldo quale certamente è Mats Moraing (poi semifinalista nella parte alta).

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Mondo Challenger: Pospisil in striscia, Jung batte Koepfer e il braccino https://www.ubitennis.com/blog/2018/02/12/mondo-challenger-pospisil-striscia-jung-batte-koepfer-e-il-braccino/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/02/12/mondo-challenger-pospisil-striscia-jung-batte-koepfer-e-il-braccino/#respond Mon, 12 Feb 2018 18:23:10 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=244353 In Ungheria il canadese vince il secondo titolo consecutivo dopo quello conquistato a Rennes. A San Francisco il californiano di Taipei supera sul filo del rasoio Koepfer in un finale da tremarella. Primo alloro per Polmans a Launceston]]>

San Francisco (USA, $100.000, cemento indoor) – J. Jung b. D. Koepfer 6-4 2-6 7-6(5)

A Frisco esulta Jason Jung, al termine di una finale per cuori debolucci. Terzo titolo challenger in tre anni per il taiwanese di Torrence, California, il primo lontano dall’estremo oriente. Gran torneo, il suo: eliminato Mackenzie McDonald salvando due match point negli ottavi di finale, Jung ha falciato senza sudare nei quarti Noah Rubin, presumibilmente seccando non poco i maggiorenti USTA seduti sugli spalti. Spalti sempre ottimamente frequentati, va detto, per un torneo molto ben riuscito e svoltosi in un’atmosfera rara a questi livelli. La stessa che ha fatto da sottofondo a un ultimo atto da palpitazioni, che il buon Jason ha soffiato a Dominik Koepfer per aver forse avuto un po’ meno paura. Vinto il primo, Jung è naufragato nel secondo per riemergere sul filo di lana, ma, portatosi a servire per il titolo, ha ceduto a zero la battuta vittima di pura fifa blu, aprendo le porte al decisivo tie break. Il rappresentante di Taipei ha finito per trionfare grazie alla fattiva collaborazione del mancino rivale, sconsiderato nello scialacquare lo scialacquabile a rete con tre volée che non vorreste far vedere ai vostri migliori allievi.

Launceston (Australia, $75.000, cemento) – M. Polmans b. B. Mousley 6-2 6-2

Settimana da ricordare anche per Marc Polmans, che accomiata il mini tour tasmaniano vincendo a Launceston il primo titolo challanger della sua verde carriera. Il ventenne nato ad Amanzimtoti, Sud Africa, ma cresciuto a Melbourne, diventa così dopo Taylor Fritz il secondo “campione” del 2018 eleggibile per le Next Gen Finals milanesi. Chiuso un percorso netto senza lasciare per strada alcun set, Polmans ha battuto senza problemi in finale il connazionale Bradley Mousley, il quale aveva fino a quel momento ben interpretato il ruolo di ammazzagrandi, avendo via via estromesso dal torneo pericolosi figuri quali Marcel Granollers e Stephane Robert, entrambi già titolati in questo primo scorcio di stagione. Come bonus, il neo detentore del trofeo scala ben settantotto posizioni in classifica, dove si assesta al numero 223.

Budapest (Ungheria, $ 64.000, cemento indoor) – [2] V. Pospisil b. N. Kuhn 7-6(3) 3-6 6-3

Vasek Pospisil ha ritrovato sé stesso al piano di sotto, e ha insistito, recuperando fiducia, colpi e soprattutto classifica (oggi non sale altri gradini ma è ben piantato in top 100, alla posizione numero ottantacinque). Settimo trionfo a livello challenger per l’ex grande prospetto del tennis canadese, già 25 ATP nell’estate del 2014, il secondo consecutivo dopo aver dominato la concorrenza a Rennes un paio di settimane fa. Ma se in Bretagna Vasek aveva sostanzialmente passeggiato, a Budapest ha dovuto sudare qualche camicia in più, costretto com’è stato a giocare sul crinale del terzo ben tre partite su cinque, compresa una finale sottratta a fatica all’interessante Nicola Kuhn, spagnolo atipico a partire dai dati anagrafici. Sfumato il secondo titolo in carriera per l’austriaco di Torrevieja, dunque, ma il teenager ha saputo rifarsi centrando il bersaglio grosso in doppio insieme a un compagno destinato a diventare illustre: Félix Auger-Aliassime.

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Mondo Challenger: Special Kei, l’attesa è finita https://www.ubitennis.com/blog/2018/02/05/mondo-challenger-special-kei-lattesa-e-finita/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/02/05/mondo-challenger-special-kei-lattesa-e-finita/#respond Mon, 05 Feb 2018 16:53:27 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=243567 Nishikori torna a vincere un titolo a distanza di due anni e sembra ben avviato sulla strada del pieno recupero. Robert trionfa in Tasmania. Halys in Bretagna]]>

Dallas (USA, $125000, cemento indoor) – [1] K. Nishikori b. M. McDonald 6-1 6-4

Nishikori, ventitré mesi dopo. L’ultimo titolo della superstar giapponese risaliva al febbraio del 2016 e il teatro era il solito, quello di Memphis, dove Special Kei aveva alzato le braccia al cielo per la quarta volta consecutiva. Sfortunatamente quel torneo, caro a molti, è stato dismesso da un paio di stagioni e l’ex numero 4 del mondo, complici i gravi e persistenti problemi al gomito destro che l’hanno tenuto lontano dal tour per sei mesi, non aveva più trovato la strada del successo. Il mid-south degli Stati Uniti continua a  portargli bene, tutto sommato, e i 729 km in direzione sud ovest che separano il feudo nipponico del Tennessee da Dallas sono simbolo del faticoso ritorno al successo, seppur in un torneo minore. La campagna si è rivelata piuttosto agevole: vendicatosi all’esordio di Dennis Novikov, che lo aveva estromesso al debutto la settimana scorsa a Newport Beach, Nishikori ha penato solo nel secondo turno vinto in rimonta su Bachinger, prima di infilare tre vittorie senza macchia contro Koepfer, Jung e, in finale, Mackenzie McDonald, recentemente assurto all’onore delle cronache per aver mostrato a Griga Dimitrov i famosi sorci verdi in quel di Melbourne Park.

Burnie (Australia, $75000, cemento) – [5] S.Robert b. D. Altmaier 6-1 6-2

Lo danno per morto da anni, ma il tenebroso veterano di Montargis non ha intenzione di mollare l’osso. La classifica non consente comode escursioni nel gotha del circuito? Nessun problema, Stephane Robert si sacrifica volentieri al piano di sotto, anche perché salire e scendere da aerei ai quattro angoli del globo non rappresenta un problema. Stavolta è toccato a Burnie , Tasmania, celebrarne  l’impresa, al termine di un percorso che, per giunta, gli ha regalato poco o nulla: certo, l’atto finale strappato all’onesto Daniel Altmaier non proponeva un coefficiente di difficoltà impossibile, ma Evan King nei quarti (terza testa di serie) e il redivivo Nishioka in semifinale (seconda) li ha eliminati lui a furia di bastonate di dritto, per chiudere la settimana con in tasca il nono titolo challenger su diciannove finali disputate.

Quimper (Francia, $43000, cemento indoor) – [5] Q. Halys b. A. Vatutin 6-3 7-6(1)

Montepremi più basso ma torneo non meno interessante a Quimper, seconda tappa del mini circuito bretone invernale. Si è imposto Quentin Halys, talentino gregario dell’attesissima classe ’96, meno sponsorizzato dei vari Chung, Coric e Quinzi ma proprio per questo abile a sfruttare l’assenza di riflettori per avanzare sotto traccia adottando la politica dei piccoli passi. Intanto ha conquistato il secondo titolo di secondo livello in carriera eliminando in semifinale nientemeno che Tsitsipas, testa di serie numero uno in fase di preparazione fin che si vuole, ma pur sempre (e da sempre) ragazzo da copertina nella grande maggioranza dei tornei cui prende parte. Quentin è ora a un passo dal cosiddetto tennis che conta: il computer, questa mattina, ne ha certificato l’approdo alla posizione numero centodue. Poca storia in finale con il sorprendente russo Alexey Vatutin, comunque bravo a tenerla sul filo del tie break nel secondo, e pochina anche per le tracce italiane in gara: il migliore si è rivelato Stefano Napolitano, eliminato nei quarti proprio dal teenager greco, mentre si è fermata subito la corsa di Arnaboldi e Donati, fatti fuori rispettivamente da Hemery e Trungelliti.

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Mondo Challenger: i graditi ritorni di Fritz e Pospisil https://www.ubitennis.com/blog/2018/01/29/mondo-challenger-graditi-ritorni-di-fritz-e-pospisil/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/01/29/mondo-challenger-graditi-ritorni-di-fritz-e-pospisil/#respond Mon, 29 Jan 2018 16:55:53 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=242539 Mestamente fuori nelle qualificazioni a Melbourne la (ex?) speranza del tennis USA continua a ottenere ottimi risultati nel circuito di secondo livello. Bene anche Vasek, dominante nel capoluogo bretone]]>

Newport Beach (USA, $150000+H, cemento) – [3] T. Fritz b. B. Klahn 3-6 7-5 6-0

Taylor Fritz è un tipo tosto a quanto pare. Il tennis, e massime l’opinione pubblica che lo governa, è un frullatore spietato: si fa presto a cambiare status, e per passare da giovane fiorente speranza a deludente promessa mancata ci vuole meno di quanto si pensi. Precoce finalista al compianto torneo di Memphis nel febbraio del 2016, quando cedette solo a Kei Nishikori in finale, e best ranking al numero 53 centrato nell’estate dello stesso anno, Fritz era indiscutibilmente l’uomo su cui gli Stati Uniti puntavano per ricostruire dopo anni di vacche magre. Ma Taylor Harry non mantenne e imboccò invece la strada di una preoccupante involuzione. Non sarà il caso di entusiasmarsi per il trionfo in un pur importante challenger, ma l’andazzo sembra tornato positivo: certo, la brutta eliminazione patita contro Mathias Bourgue nelle qualificazioni dell’Australian Open si sarebbe potuta evitare, ma la finale d’inizio anno a Noumea e il trofeo alzato nel neonato torneo di Newport Beach rappresentano ottimi ricostituenti. Favorito da un tabellone non impossibile – nessuna testa di serie affrontata nei cinque turni di routine – Fritz si è preso la rivincita su quel Noah Rubin che gli aveva tarpato le ali in Nuova Caledonia, finendo per soffrire unicamente nell’ultimo atto contro Bradley Klahn, mancino e scorbutico mestierante dei tornei di seconda fascia sul cemento USA. Fritz guadagna fiducia, quindici posizioni in classifica (torna da oggi nei primi 80, assestandosi alla settantasei) e balza in testa alle Oracle Challenger Series, che assegnano ai primi due classificati una wild card per il tabellone principale di Indian Wells. Citavamo Nishikori: la superstar giapponese, ferma dallo scorso Open del Canada per i ben noti problemi al polso destro, è tornata a colpire palline proprio a Newport Beach, con esiti non esaltanti: l’ex numero 4 ATP è uscito al primo turno contro il qualificato Dennis Novikov e ci riproverà questa settimana a Dallas. Avversario al primo turno? Ancora Novikov.

Rennes (Francia, 64000+H, cemento indoor) – [2] V. Pospisil b. [7] R. Berankis 6-1 6-2

Montepremi molto meno appetitoso ma stessa voglia di punti e rivincite nel capoluogo bretone. Condizioni veloci e vincitore da veloce, senza allontanarci più di tanto dalle possibili previsioni della vigilia. Saltata all’alba del torneo la prima testa di serie, poco onorata dal pensionando Youzhny, i favori del pronostico erano passati a Vasek Pospisil, canadese già numero 25 del mondo prima di un improvviso declino e della riconversione in doppista di successo. Qualificatosi al primo major stagionale ma sconfitto al primo turno del main draw dal poi finalista Marin Cilic, Pospisil è volato in Francia per vincere il sesto titolo in carriera nei tornei di secondo grado, concedendo solo tre giochi in finale all’ondivago lituano Berankis e dominando sin dal primo giorno con un servizio particolarmente efficace (superiore all’83% la media dei punti catturati con la prima in campo in tutta la manifestazione). Il buon Vasek si conferma ottimo rapace da duelli decisivi: nelle ventuno finali disputate in carriera in tutte le competizioni il giocatore nato a Vernon ha prevalso sedici volte.

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Mondo Challenger: a Rubin, Kubler e Granollers i primi titoli dell’anno https://www.ubitennis.com/blog/2018/01/08/mondo-challenger-rubin-kubler-e-granollers-primi-titoli-dellanno/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/01/08/mondo-challenger-rubin-kubler-e-granollers-primi-titoli-dellanno/#respond Mon, 08 Jan 2018 16:29:19 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=237925 Week #1. Terzo titolo in carriera per Noah Rubin che va a best ranking (162), quinto per Marcel Granollers che trionfa a Bangkok. La favola di Jason Kubler]]>

Noumea (Nuova Caledonia, $75000, cemento) – N. Rubin b. [2] T. Fritz 7-5 6-4

Un solo set perso (contro Corentin Moutet nei quarti) sulla strada verso il terzo titolo Challenger in carriera per Noah Rubin. Il 21enne di Long Island ha battuto nella finale di Noumea il connazionale Taylor Fritz (secondo favorito del seeding) con il punteggio di 7-5 6-4. Grazie a questo successo Rubin raggiunge il best ranking, salendo dalla posizione numero 201 alla 162. Non è andata invece molto bene ai quattro azzurri presenti nel tabellone principale: primo turno per Stefano Napolitano, Federico Gaio e Salvatore Caruso (sconfitti rispettivamente da Cameron Norrie, Gleb Sakharov e Casper Ruud), secondo per Liam Caruana (uscito dalle qualificazioni), che dopo aver battuto all’esordio Mitchell Krueger si è arreso al giovane francese Moutet. Da segnalare il primo match vinto in carriera a livello Challenger dal 18enne ungherese Zsombor Piros (631 del mondo), che uscito dalle qualificazioni ha avuto il merito di superare per 6-1 al terzo Julien Benneteau (testa di serie numero 1), prima di cedere al secondo turno proprio al vincitore del torneo Rubin per 4-6 3-6.

https://twitter.com/Noahrubin33/status/949569635103293441

Playford (Australia, $75000, cemento) – [Q] J. Kubler b. B. Schnur 6-4 6-2

Bella storia quella di Jason Kublerdel quale vi abbiamo parlato pochi giorni fa dopo la notizia della wild card assegnatagli dalla federazione australiana per il tabellone principale del primo Slam dell’anno. Il 24enne australiano, costretto per anni a competere solo ed esclusivamente sulla morbida terra rossa a causa di gravi problemi cronici alle ginocchia, ha messo in bacheca il secondo titolo Challenger su cemento della carriera (il primo era arrivato in ottobre a Traralgon) battendo in finale il canadese Brayden Schnur per 6-4 6-2. Una bellissima cavalcata quella del giocatore australiano, iniziata dalle qualificazioni e conclusa in trionfo senza perdere nemmeno un set. Grazie a questo successo, Kubler sale in classifica fino alla 242esima posizione mondiale. Sconfitta invece al primo turno per Lorenzo Sonego, unico azzurro presente in tabellone, che si è arreso a Norbert Gombos (sesto favorito del seeding) al tiebreak del terzo set.

https://twitter.com/ATPChallenger/status/949824467525619713

Bangkok (Tailandia, $50000+H, cemento) – [6] M. Granollers b. [Q] M. Moraing 4-6 6-3 7-5

Dopo quasi due anni di attesa (Irving, marzo 2016), torna a vincere un titolo Challenger Marcel Granollers. Lo spagnolo (accreditato della sesta testa di serie) ha sconfitto in finale il qualificato tedesco Mats Moraing rimontando uno svantaggio di un set e di un break nel parziale decisivo, dopo 2 ore e 35 minuti di gioco. Grazie a questo successo (è il quinto Challenger in carriera), Granollers scala 28 posizioni in classifica e si porta al numero 149 del ranking mondiale. “È stata una grande settimana, una vittoria che mi da tanta fiducia”, ha dichiarato Marcel. Per quanto riguarda gli italiani, sconfitta al primo turno per Luca Vanni contro l’ottava testa di serie Goncalo Oliveira, secondo turno per Flavio Cipolla (uscito dalle qualificazioni) e Andrea Arnaboldi, battuti rispettivamente da Granollers e Blaz Rola.

https://www.instagram.com/p/Bdpx_D_DyIy/

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