Numeri – UBITENNIS https://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Thu, 21 Jun 2018 16:49:23 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Il cannibale Nadal, l’eroe Cecchinato e i rimpianti di Camila Giorgi https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/12/il-cannibale-nadal-leroe-cecchinato-e-rimpianti-di-giorgi/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/12/il-cannibale-nadal-leroe-cecchinato-e-rimpianti-di-giorgi/#respond Tue, 12 Jun 2018 16:40:55 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=263744 I numeri del Roland Garros: Rafa insostenibile con il 98% di vittorie sulla lunga distanza. Cecchinato eroe nazionale. Giorgi a un passo dall'impresa]]>

0 – le vittorie di Marco Cecchinato in partite del circuito maggiore non giocate sulla terra battuta. L’autentico eroe azzurro dell’ultimo Roland Garros in questa sua prima fase di carriera ha preferito provare a costruire una classifica da top 100 giocando soprattutto, anche a livello Challenger se necessario, sulla terra rossa, la superficie dove è maggiormente abituato a esprimere il proprio tennis. Per tale ragione, nei tabelloni principali di tornei ATP, tra cemento e erba, sino ad oggi ha giocato appena sei partite, perdendole tutte. Ora che la nuova classifica lo premia come 27° giocatore al mondo, il 25 enne siciliano sa bene che la sfida per confermarsi degno del nuovo ranking e provare magari a migliorarlo passa dall’evoluzione da ottimo “terraiolo” a tennista completo. Nel tennis di oggi, lo è tale chi è capace di ottenere buoni risultati sull’erba e, soprattutto, sul cemento, la superficie dove si gioca la maggior parte dell’anno e che assegna la maggior parte dei punti messi in palio dal calendario. Un obiettivo difficile, ma non certo impossibile per Marco che del resto in questo 2018 ha già infranto tanti tabu della sua carriera: dallo 0 nella casella delle vittorie in partite nei Masters 1000 (contro Dzhumur a Montecarlo) e nei Majors (proprio al Roland Garros, nella sofferta vittoria contro Copil), passando per il primo torneo conquistato (l’ATP 250 di Budapest) e per la prima vittoria contro un top ten (Goffin a Parigi). Grazie Marco, tutti speriamo che il meglio debba ancora venire.

1 – i quarti di finale raggiunti da Fabio Fognini nei tornei dello Slam. Il ligure vi è riuscito nel 2011 al Roland Garros, quando, approfittando di un buon tabellone (nessuno dei suoi avversari era un top 30) sconfisse Istomin, Robert, Garcia Lopez e Montanes, prima di essere costretto per un infortunio a ritirarsi dal torneo e non giocare la partita contro Djokovic. In sole tre altre occasioni (Australian Open 2014 e 2018, Us Open 2015), nei 39 Major giocati, ha poi superato il terzo turno. Sono numeri mediocri nei tornei che contano maggiormente, per il tennista italiano che negli ultimi 40 anni ha raggiunto complessivamente i migliori risultati nel circuito: sei titoli, nove finali, due semifinali (Monte Carlo 2013 e Miami 2018) e due quarti nei Masters 1000 (Cincinnati 2014 e Roma 2018), più di cento settimane nella top 20, 11 successi contro top 10, 28 vittorie complessivi in Coppa Davis (21 in singolare), la top 10 in doppio, condita dalla vittoria degli Australian Open 2015, in coppia con Simone Bolelli. A 31 anni compiuti, Fabio per il prosieguo della carriera non può rinunciare a togliersi soddisfazioni dove meno ha fatto bene, i tornei dello Slam: nella fase più matura della carriera deve a tutti costi puntare a ottenere qualche piazzamento d’onore nei Major.

2 – i punti di distanza dalla vittoria per Camila Giorgi (sul 6-5 30-30 e servizio nel terzo set) nell’incontro di terzo turno (prima volta in carriera così avanti a Parigi) contro Sloane Stephens, poi finalista del Roland Garros 2018. La maceratese nel corso di quell’incontro è andata anche a servire per il match due volte, durante una partita da lei condotta nel bene e nel male. Un’ulteriore riprova dei passi in avanti fatti da Camila anche sulla terra rossa, superficie sulla quale, prima di quest’anno, non aveva mai raggiunto una semifinale e dove era approdata appena tre volte ai quarti. Nel 2018, invece, dopo aver bene iniziato a Charleston, sconfiggendo Gavrilova, sono arrivati i quarti a Lugano (fermata da Sabalenka) e la prima semi a Praga (semaforo rosso da Buzarnescu). Questi risultati, assieme al buonissimo inizio di stagione australiano -durante il quale aveva impressionato nel Premier di Sydney, sconfiggendo Stephens, Kvitova e Radwanska – fanno ben sperare per la parte di stagione che lei preferisce, quella sull’erba. Sui prati, infatti, ha vinto il suo unico torneo in carriera (‘s-Hertogenbosh, nel 2015), e ha raggiunto il suo primo (l’altro è arrivato a New York nel 2013 quando perse dalla Vinci) ottavo in un Major, più precisamente nel 2o12 a Wimbledon. Nel corso di quel torneo, nel quale da sconosciuta (145 WTA) sconfisse due tenniste tra le prime 20 del ranking come Pennetta e Petrova, irruppe nella top 100 per la prima volta. Ma i Championships in generale la vedono esprimersi bene: altri tre dei complessivi sette terzi turni raggiunti nei tornei dello Slam, sono arrivati a Londra. Il best ranking (30 del mondo a fine luglio 2015) inizia a non apparire così lontano..

3 – i set persi da Dominic Thiem (contro Tsitsipas, il nostro ottimo Berrettini e Nishikori) nel Roland Garros 2018 per raggiungere la prima finale Slam in carriera. Un premio meritato per il rendimento sulla terra battuta dell’austriaco classe 93, negli ultimi tre anni salito alla ribalta come possibile protagonista dei grandi eventi sul rosso. Un battesimo arrivato quando nel febbraio 2016 sconfisse Rafa Nadal nella semifinale dell’ATP 250 di Buenos Aires. Approfittando dei problemi fisici (e non) di Murray e Djokovic nelle ultime due stagioni e della contestuale decisione di Roger Federer di non giocare tornei sulla terra, Thiem, assieme a Sasha Zverev, era arrivato a Parigi con la candidatura di più credibile antagonista di Nadal. E anzi, se la candidatura del tedesco aveva dalla sua la credibilità conferita dall’aver vinto, a differenza di Thiem, due Masters 1000 sul rosso (Roma 2017 e Madrid 2018) vi erano però altri dati contrari a questa tesi. Oltre alla sinora cronica incapacità di esprimersi nei Major da parte di Zverev, pesava infatti la considerazione che il numero 3 al mondo non avesse mai sconfitto il maiorchino le cinque volte che lo ha affrontato, a differenza di Dominic, il quale, pur perdendo ben sei volte, in altre due circostanze era uscito vincitore dal confronto con Nadal. Il quarto di finale che li ha visti contrapposti ha nei fatti sancito l’attuale maggiore competività dell’austriaco sul rosso: Dominic ha vinto nettamente il quinto dei sette confronti diretti (e il terzo dei quattro giocati sul mattone tritato). Complimenti all’attuale miglior tennista sulla terra battuta (campioni straordinari provienenti da Maiorca, esclusi).

6 – gli anni trascorsi dall’ultima semifinale raggiunta sulla terra battuta da Juan Martin Del Potro. Risaliva infatti all’edizione 2012 del Masters 1000 di Madrid, quando il gigante di Tandil fu fermato in due set da Berdych, l’ultima volta che il vincitore dell’ultimo Masters 1000 di Indian Wells, si spingeva così avanti in un torneo su terra rossa. Non che, bloccato dalla sfortuna (leggasi infortuni, operazioni e  riabilitazioni varie), Delpo avesse giocato poi tanto sulla terra: prima di Parigi, da quell’edizione di sei anni fa del torneo madrileno, aveva partecipato a solo altri 12 tornei sul rosso. In questo Roland Garros 2018, prima di subire una severa lezione in semifinale da sua Maestà Nadal, erano arrivate indicazioni più che positive per Del Potro, riuscito per la prima volta in carriera a eliminare due top ten – Isner negli ottavi e Cilic nei quarti – nello stesso torneo su terra battuta, vittorie che gli hanno consentito di tornare a nove anni di distanza (nel 2009 fu fermato da Federer) in semifinale al Roland Garros.  Tutti segnali molto positivi in vista  dei prossimi mesi, quando, a Wimbledon e, soprattutto, nell’estate sul cemento nord americano, può davvero provare a ergersi protagonista assoluto.

10 – le partecipazioni al Roland Garros di Caroline Wozniacki, dalle quali ha ricavato appena diciannove partite vinte e due soli quarti, nel 2010 e nel 2017, edizioni in cui perse da chi si sarebbe poi laureata vincitrice del torneo, rispettivamente Schiavone e Ostapenko. Ma non è in sè lo Slam parigino a portare sfortuna alla numero due del mondo: oil vero problema è il suo effettivo disagio sui terreni in rosso. Sui campi in mattone tritato la danese non vince un torneo dal 2011, quando conquistò in finale sulla Peng il piccolo International di Bruxelles. Inoltre, fa specie osservare come nelle ultime sette stagioni Caroline abbia ottenuto appena una finale in un Premier giocato su questa superficie (a Stoocarda nel 2015). Una notoria scarsa adattabilità della danese alla terra battuta confermata in questi due mesi giocati sul rosso europeo, dove solo a Istanbul e Roma ha raggiunto i quarti di finale. In questo Roland Garros era partita bene, sconfiggendo senza perdere un set Collins (42 WTA), Garcia Perez (219WTA) e Parmentier (74), prima di cedere in due parziali al primo ostacolo di un certo livello, Kasatkina, 14 WTA, avversaria che si è così aggiudicata il terzo dei quattro precedenti con Caroline. Per fortuna di Caroline, la terra rossa per un bel pò sarà per lei un lontano ricordo..

14 – le finali sulla terra rossa giocate da Simona Halep, prima di questo Roland Garros, sei delle quali vinte. La rumena negli ultimi tre anni si era mostrata la giocatrice più continua sulla terra rossa, vincendo per ben due volte (2016 e 2017) il Premier Mandatory di Madrid, arrivando in due circostanze in finale al Premier 5 di Roma (l’anno scorso e quest’anno) e in una al Roland Garros (2017). A questi risultati, vanno poi aggiunte le finali del 2014, sempre a Madrid e al French Open. Un palmares sulla terra rossa ben più ricco di qualunque attuale protagonista del circuito, ad eccezione di tre illustri over 30, le quali, per motivi diversissimi tra loro non sono state competitive con continuità negli ultimi tre anni. Si parla ovviamente di Venus Williams (9 titoli e 5 finali, sebbene l’ultima datata 2010), di Serena -13 successi  tra i quali 3 Roland Garros- e Maria Sharapova, 11 titoli includenti anche due French Open. La numero 1 del mondo meritava davvero di sbloccare il suo tabu nei Major partendo da quello tecnicamente a lei più favorevole. Ha sofferto per riuscirci, perdendo per la strada ben tre set: sia all’esordio con Riske, 83 WTA, sia nei quarti contro Kerber, 12 WTA, che in finale con Stephens, ha dovuto rimontare dopo aver perso il primo parziale. Un trionfo comunque ineccepibile, visto che Simona ha mostrato la sua forza anche in semifinale, sconfiggendo nettamente Muguruza, terza giocatrice al mondo. Non va nemmeno dimenticato che la romena, oltre alle vittorie su citate, a Parigi ha anche eliminato con margine di sicurezza giocatrici sempre insidiose come Petkovic e Mertens. L’impressione, nitida, è che per Halep la conta degli Slam vinti non sia finita lo scorso sabato.

15 – i mesi trascorsi dall’ultima volta che Serena Williams aveva vinto nello stesso torneo tre partite di fila: non accadeva in particolare dagli Australian Open 2017, torneo vinto in finale su sua sorella Venus. Quello era il 23°Major conquistato da Serena, che aveva giocato a Melbourne avendo già in grembo sua figlia Alexis Olympia. Tredici mesi di assenza dal circuito per la minore delle Williams erano pesati non poco al momento del rientro nel circuito, avvenuto lo scorso marzo tra Indian Wells (terzo turno, fermata da Venus) e Miami (stop all’esordio contro Osaka). Un ritorno apparso prematuro, che ha consigliato Serena di evitare di giocare tornei e tornare ad allenarsi, per rientrare direttamente al Roland Garros. A Parigi la statunitense è sembrata sulla buona strada per tornare ad essere grande protagonista del circuito. Con sole quattro partite giocate negli ultimi 15 mesi, ha sconfitto una tennista insidiosa come Kristyna Pliskova, 70 WTA e, soprattutto, due tenniste nella top 20 come Barty e Georges, prima di doversi arrendere a un problema al muscolo pettorale destro e ritirarsi prima della sfida con la Sharapova. Probabilmente, lei stessa non avrebbe preteso di più alla vigilia di questo Roland Garros e, in vista di Wimbledon, vinto già sette volte, se scioglierà i dubbi relativi alla sua presenza, non può che essere considerata tra le favorite.

111 – le vittorie di Rafa Nadal nelle 113 partite giocate al meglio dei cinque set sulla terra battuta, corrispondenti a una percentuale di successi superiore a un’incredibile 98%. L’incredibile dominio del maiorchino sulla terra rossa, iniziato nell’ormai lontano 2005,  appare, se possibile, maggiormente netto quando si gioca tre set su cinque, la modalità di punteggio con la quale emerge con ancora più probabilità il più forte di giornata tra i due contendenti. In questo tipo di partita, Rafa ha vinto non solo le 77 partite necessarie per vincere gli 11 Roland Garros, ma anche le finali dei tornei che sino a una decina di anni fa adottavano il best of five, nonché svariati singolari di Coppa Davis. Due sole le sconfitte, delle quali la prima ancora oggi è la maggiormente celebre, a causa della sorpresa enorme che provocò. Negli ottavi del Roland Garros 2009, il numero 25 del mondo, Robin Soderling, sconfiggeva in quattro set combattuti Nadal, che così, dopo quattro successi, fermava a 31 partite la sua imbattibilità sulla terra rossa parigina. Uno shock così grande da convincere lo spagnolo a fermarsi e saltare Wimbledon per curare la tendinite al muscolo del quadricipite in entrambe le ginocchia: arrivava una seconda parte di 2009 deludente, nella quale lo spagnolo raggiungeva una sola finale, a Shanghai (persa contro Davydenko). La seconda sconfitta in partite giocate in queste condizioni (tre su cinque sulla terra battuta) arrivava nel 2015, probabilmente l’anno peggiore di Rafa da quando è diventato un campionissimo assoluto del nostro sport: tre anni fa, infatti, l’attuale numero 1 al mondo vinceva solo tre tornei minori (Buenos Aires, Stoccarda e Amburgo) e a Parigi, dopo aver perso un set negli ottavi contro Sock, nei quarti si arrende nettamente a Djokovic, come gia accaduto un paio di mesi prima nella semifinale di Monte Carlo. In una tale dittatura, è giusto anche ricordare i pochissimi quantomeno riusciti a portare Nadal al quinto set: Coria e Federer nelle celebri finali di Roma (rispettivamente 2006 e 2007), Isner (primo turno Roland Garros 2011) e Djokovic, ancora lui, nella splendida semifinale dello Slam parigino del 2013. Una sola certezza: il tempo aiuterà a comprendere ancora meglio quanto di incredibile Nadal ha fatto in questi 13 anni.

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WTA Ranking: ai primi 4 posti le vincitrici degli ultimi 4 Slam https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/12/wta-ranking-ai-primi-4-posti-le-vincitrici-degli-ultimi-4-slam/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/12/wta-ranking-ai-primi-4-posti-le-vincitrici-degli-ultimi-4-slam/#respond Tue, 12 Jun 2018 08:06:58 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=263733 Sono Halep, Wozniacki, Muguruza e Stephens. Ostapenko fuori dalla top10. Sharapova si avvicina. Giorgi rientra tra le 50]]>

Spesso è stato detto che la classifica non rispecchia i reali valori in campo. Quella odierna, dopo il primo successo Slam di Halep, vede ai primi 4 posti le atlete che hanno vinto gli ultimi Major: Halep, Roland Garros, Wozniacki, Australian Open (e Masters), Muguruza, Wimbledon, e Stephens, US Open (e Miami).

LA TOP 10 E LA TOP 20 I due movimenti più rilevanti riguardano Ostapenko e Stephens. La campionessa di Parigi nel 2017 perde 7 posti e esce dalla top ten: oggi è n.12. Sloane, invece, ne guadagna 6 e sale al n.4: è lei la nuova n.1 statunitense. Per quanto riguarda invece il n.1 mondiale,  Simona Halep si riconferma in vetta con un margine su Wozniacki superiore a quello che aveva prima di Parigi. I 1225  punti attuali si ridurranno a poco più di 1100 a Wimbledon, dove Simona difende i quarti mentre Caroline il 4° turno: un gap considerevole che fa sperare alla rumena di conservare la vetta anche a coclusione della stagione su erba. Guadagna 3 posti Madison Keys (n.10): nella classifica di oggi sono ben tre le americane in top ten dopo il Roland Garros (Stephens, Keys e Venus Williams).  Una circostanza che, probabilmente, non è destinata a durare a lungo, considerato che Venus è stata finalista sui prati inglesi l’anno scorso. Infine, due posti in più per Osaka che sale al n.18.

Pos. Giocatrice Punti Tornei Diff. dal 21/05/18
1 Simona Halep 26 7970 0
2 Caroline Wozniacki 27 6745 0
3 Garbiñe Muguruza 24 6550 0
4 Sloane Stephens 25 5463 6
5 Elina Svitolina 23 5205 -1
6 Caroline Garcia 24 4970 1
7 Karolina Pliskova 26 4685 -1
8 Petra Kvitova 28 4610 0
9 Venus Williams 37 3971 0
10 Madison Keys 23 3536 3
11 Angelique Kerber 30 3460 1
12 Jelena Ostapenko 21 3392 -7
13 Julia Goerges 29 3210 -2
14 Daria Kasatkina 21 3125 0
15 Elise Mertens 22 2635 1
16 Coco Vandeweghe 26 2593 -1
17 Ashleigh Barty 22 2420 0
18 Naomi Osaka 20 2270 2
19 Magdalena Rybarikova 29 2200 -1
20 Anastasija Sevastova 28 2105 -1

UP AND DOWN IN TOP 100 – Moltissimi i movimenti di questa settimana. Ci limitiamo a commentare i più significativi. Innanzitutto, quelli relativi a due ex n.1,  Sharapova e Serena Williams. Maria si riporta vicinissimo alla top20: +7 posti per lei e il n.23, ma ha la concreta possibilità di rientrare tra le venti dopo Wimbledon. Serena Williams, invece, è ancora lontana dalle posizioni di vertice ma ha più che dimezzato la classifica che aveva prima di Parigi: oggi è n.183, con 268 posizioni guadagnate.  Se riuscirà, come sembra, a superare in tempo l’infortunio al pettorale, già a Wimbledon potrebbe  tentare la rincorsa alla top100. Rientrano nelle cinquanta Katerina Siniakova (+14, n.40), Kaia Kanepi (+9, n.43), Lucie Safarova (+9, n.44) e Camila Giorgi (+8, n.49). Enormi progressi per Yulia Putintseva (+42, n.56), che si ferma a poche posizioni dalla top50. Belle notizie anche per Andrea Petkovic (+20, n.87), che rientra nelle cento. Altri movimenti degni di nota:

42        +8       [CRO]  Donna Vekic
61        +10     [SUI]    Belinda Bencic
63        +20     [USA]   Alison Riske
67        +18     [CHN]  Qiang Wang
76        +21     [SWE]  Rebecca Peterson
95        +27     [SLO]   Tamara Zidansek

Per quanto riguarda, invece, le atlete in crisi, il nome che fa più rumore è quello di Kristina Mladenovic. La francese perde 23 posti e esce dalla top50. Nell’arco di qualche mese è passata da un best ranking di n.10 (a fine ottobre 2017) ad essere n.54.  Navigano in cattive acque anche Svetlana Kuznetsova (-14, n.57) e Catherine Bellis (-10, n.66). Escono dalla top100  Samantha Stosur (-13, n.103) e Marketa Vondrousova (-10, n.104). Perdono terreno anche:

41        -7        [FRA]   Alizé Cornet
48        -13      [CRO]  Petra Martic
52        -8        [RUS]   Elena Vesnina 31
53        -8        [TPE]   Su-Wei Hsieh  32
55        -8        [SRB]   Aleksandra Krunic
75        -14      [GER]   Carina Witthoeft
88        -11      [SVK]   Anna Karolina Schmiedlova

IN E OFF DELLA PROSSIMA SETTIMANA – La prossima settimana usciranno i punti di ‘s-Hertogenbosch e Nottingham. Rybarikova e Barty sono le atlete con il maggior numero di punti in scadenza:

Pos. Giocatrice Next Off 17th
1 Simona Halep 60
2 Caroline Wozniacki 180
3 Garbiñe Muguruza 185
4 Sloane Stephens 1
5 Elina Svitolina 55
6 Caroline Garcia 100
7 Karolina Pliskova 110
8 Petra Kvitova 1
9 Venus Williams
10 Madison Keys 1
11 Angelique Kerber 55
12 Jelena Ostapenko 1
13 Julia Goerges 180
14 Daria Kasatkina 55
15 Elise Mertens 1 60
16 Coco Vandeweghe 1 1
17 Ashleigh Barty 60 55
18 Naomi Osaka 1 1
19 Magdalena Rybarikova 110 55
20 Anastasija Sevastova 1 60
49 Camila Giorgi 30 1
72 Sara Errani 12
143 Deborah Chiesa 5
165 Martina Trevisan 1
173 Jasmine Paolini 1 8

CASA ITALIA

A parte qualche eccezione, ci sono ottime notizie per le prime italiane nel ranking: tutte progredisco in classifica generale all’infuori di Paolini che perde ben 43 posizioni (n.173). Camila Giorgi guadagna 8 posti e rientra in top50 (n.49), Sara Errani, costretta al forfait a Bol, solo 2 (n.73) ma entrambe sono ben messe nella RACE: Giorgi è n.37 mentre Errani è n.54. Sara però, dovrà fare i conti con la sentenza del TAS di Losanna: potrebbe restare fuori fino a febbraio 2019 o, in alternativa, essere privata di punti e prize money senza subire un’ulteriore squalifica sul campo. Bei salti in avanti anche per Deborah Chiesa (+18, n.143) e Martina Trevisan (+20, n.165).  Complessivamente, il ranking medio della top5 italiana passa da 121,6 a 120,4. Nella top20 italiana, invece, scivola al 5° posto Paolini, rientra nelle dieci Schiavone (+2, n.9) al posto di Brescia (-3, n.11).

Pos. Giocatrice Class. WTA Diff. dal 21/05/18
1 Camila Giorgi 49 0
2 Sara Errani 72 0
3 Deborah Chiesa 143 1
4 Martina Trevisan 165 1
5 Jasmine Paolini 173 -2
6 Roberta Vinci 193 0
7 Jessica Pieri 210 0
8 Anastasia Grymalska 225 1
9 Francesca Schiavone 238 2
10 Martina Di Giuseppe 241 0
11 Georgia Brescia 250 -3
12 Camilla Rosatello 268 0
13 Giulia Gatto-Monticone 294 0
14 Cristiana Ferrando 303 0
15 Stefania Rubini 318 0
16 Federica Di Sarra 377 1
17 Gaia Sanesi 382 -1
18 Martina Caregaro 437 0
19 Alice Matteucci 467 0
20 Martina Colmegna 473 0

NEXT GEN RANKING

Sono stabili sono le prime due posizioni (Sabalenka, n.1, Bellis, n.2). Si scambiano reciprocamente i posti le altre in top10. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1998).

Pos. Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 21/05/18
1 Aryna Sabalenka 1998 46 0
2 Catherine Bellis 1999 66 0
3 Viktoria Kuzmova 1998 81 1
4 Vera Lapko 1998 84 -1
5 Sofia Kenin 1998 92 1
6 Marketa Vondrousova 1999 104 -1
7 Caroline Dolehide 1998 106 1
8 Anna Blinkova 1998 108 -1
9 Marta Kostyuk 2002 133 1
10 Sofya Zhuk 1999 138 -1

NATION RANKING

La Francia, con il crollo in classifica di Mladenovic, perde 3 posti e si assesta al n.6. Due posti in meno anche per L’Australia, dopo l’uscita dalla top100 di Stosur. Entra in classifica il Belgio, al n.10. Prende il posto della Cina. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Pos. Nazione Punteggio Diff. dal 21/05/18
1 Stati Uniti 23 0
2 Repubblica Ceca 40 0
3 Russia 65 1
4 Romania 66 0
5 Germania 99 1
6 Francia 101 -3
7 Ucraina 104 1
8 Spagna 110 1
9 Australia 114 -2
10 Belgio 122

LE TOP 50

1 0 [ROU] Simona Halep 26 7970 18
2 0 [DEN] Caroline Wozniacki 27 6745 21
3 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 6550 23
4 6 [USA] Sloane Stephens 25 5463 18
5 -1 [UKR] Elina Svitolina 23 5205 18
6 1 [FRA] Caroline Garcia 24 4970 23
7 -1 [CZE] Karolina Pliskova 26 4685 19
8 0 [CZE] Petra Kvitova 28 4610 21
9 0 [USA] Venus Williams 37 3971 14
10 3 [USA] Madison Keys 23 3536 18
11 1 [GER] Angelique Kerber 30 3460 20
12 -7 [LAT] Jelena Ostapenko 21 3392 21
13 -2 [GER] Julia Goerges 29 3210 23
14 0 [RUS] Daria Kasatkina 21 3125 23
15 1 [BEL] Elise Mertens 22 2635 24
16 -1 [USA] Coco Vandeweghe 26 2593 18
17 0 [AUS] Ashleigh Barty 22 2420 19
18 2 [JPN] Naomi Osaka 20 2270 22
19 -1 [SVK] Magdalena Rybarikova 29 2200 23
20 -1 [LAT] Anastasija Sevastova 28 2105 23
21 1 [NED] Kiki Bertens 26 2090 26
22 -1 [GBR] Johanna Konta 27 2050 21
23 7 [RUS] Maria Sharapova 31 1943 14
24 0 [EST] Anett Kontaveit 22 1935 23
25 1 [CZE] Barbora Strycova 32 1830 24
26 -1 [AUS] Daria Gavrilova 24 1810 23
27 -4 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 1706 23
28 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 26 1596 25
29 -2 [CHN] Shuai Zhang 29 1545 29
30 3 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1543 33
31 -2 [POL] Agnieszka Radwanska 29 1396 19
32 0 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1385 23
33 5 [GRE] Maria Sakkari 22 1383 22
34 5 [UKR] Lesia Tsurenko 29 1365 26
35 5 [ROU] Irina-Camelia Begu 27 1365 27
36 0 [RUS] Ekaterina Makarova 30 1330 19
37 0 [HUN] Timea Babos 25 1300 27
38 3 [CHN] Shuai Peng 32 1262 23
39 3 [USA] Danielle Collins 24 1200 28
40 14 [CZE] Katerina Siniakova 22 1190 26
41 -7 [FRA] Alizé Cornet 28 1180 26
42 8 [CRO] Donna Vekic 21 1180 24
43 9 [EST] Kaia Kanepi 33 1172 17
44 9 [CZE] Lucie Safarova 31 1138 17
45 6 [KAZ] Zarina Diyas 24 1135 23
46 2 [BLR] Aryna Sabalenka 20 1135 23
47 -1 [BEL] Alison Van Uytvanck 24 1133 23
48 -13 [CRO] Petra Martic 27 1130 14
49 8 [ITA] Camila Giorgi 26 1128 18
50 2 [CRO] Donna Vekic 21 1120 25

Legenda – Nella top 50 trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice- anni – punti – tornei.

LA RACE

1 0 [ROU] Simona Halep 26 5285 9
2 0 [DEN] Caroline Wozniacki 27 3370 10
3 0 [CZE] Petra Kvitova 28 3032 11
4 0 [UKR] Elina Svitolina 23 2950 10
5 0 [GER] Angelique Kerber 30 2730 10
6 7 [USA] Sloane Stephens 25 2663 10
7 4 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 2253 12
8 -2 [CZE] Karolina Pliskova 26 2241 10
9 -1 [RUS] Daria Kasatkina 21 2075 14
10 -3 [BEL] Elise Mertens 22 2061 10
11 -1 [FRA] Caroline Garcia 24 1722 12
12 -3 [JPN] Naomi Osaka 20 1721 10
13 [USA] Madison Keys 23 1592 10
14 -2 [NED] Kiki Bertens 26 1575 13
15 0 [GER] Julia Goerges 29 1357 11
16 0 [EST] Anett Kontaveit 22 1268 12
17 -3 [LAT] Jelena Ostapenko 21 1259 12
18 [RUS] Maria Sharapova 31 1247 9
19 0 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1179 18
20 -2 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 1059 11

Legenda – Nella RACE trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice – anni – punti – tornei

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ATP Ranking: Nadal in paradiso, Murray e Wawrinka agli inferi https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/12/atp-ranking-nadal-paradiso-murray-e-wawrinka-agli-inferi/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/12/atp-ranking-nadal-paradiso-murray-e-wawrinka-agli-inferi/#respond Tue, 12 Jun 2018 06:41:45 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=263844 Rafa mantiene la prima posizione mondiale, ma sarà superato da Federer in caso di finale a Stoccarda. Andy e Stan precipitano. Cecchinato entra in top 30 (27), Fognini è n. 15]]>

Il Roland Garros 2018 oltre che per l’undicesima vittoria di Rafael Nadal verrà anche ricordato per avere riportato l’orologio tennistico di due grandi campioni agli albori della loro carriera. Parliamo di Stan Wawrinka e di Andy Murray che su questi campi nel 2017 si affrontarono in un’epica semifinale vinta dall’elvetico. In questa edizione il finalista dello scorso anno ha perso al primo turno contro Guillermo Garcia-Lopez, mentre il britannico non si è presentato ai nastri di partenza. Di conseguenza da questa settimana Stan Wawrinka è il 263esimo giocatore del mondo mentre Andy Murray (che non disputa un incontro dai quarti di finale di Wimbledon) il 157esimo. Per la cronaca Murray mise per la prima volta piede nella top 100 il 3 ottobre 2005, mentre Wawrinka entrò in top 200 il 25 agosto 2003. Avevano entrambi 18 anni.

A livello di prime venti posizioni le principali novità sono le seguenti:

  • Juan Martin del Potro sale al quarto posto. Best ranking – risalente al gennaio 2010 – eguagliato
  • Dominic Thiem guadagna una posizione a spese di Kevin Anderson
  • Diego Schwartzman “l’ammazza-giganti” è undicesimo. Il suo ingresso in top ten è però lontano, poiché la sua perfetta antitesi fisica – John Isner – lo precede di oltre 600 punti
  • Fabio Fognini sale al 15esimo posto a pari punti con Roberto Bautista Agut e Lucas Pouille e a soli 100 punti di distanza dal suo best ranking (13esimo).

CLASSIFICA GENERALE TOP 20
Classifica ATP Giocatore Nazione Punteggio Variazione
1 R. Nadal Spagna 8770
2 R. Federer Svizzera 8670
3 A. Zverev Germania 5965
4 JM del Potro Argentina 5080 2
5 M. Cilic Croazia 4950 -1
6 G. Dimitrov Bulgaria 4870 -1
7 D. Thiem Austria 3835 1
8 K. Anderson Sudafrica 3635 -1
9 D. Goffin Belgio 3110
10 J. Isner USA 3070
11 D. Schwartzman Argentina 2435 1
12 P. Carreno Busta Spagna 2145 -1
13 S. Querrey USA 2130 2
14 J. Sock USA 2110
15 F. Fognini Italia 2030 3
16 R. Bautista Agut Spagna 2030 -3
17 L. Pouille Francia 2030 -1
18 K. Edmund Gran Bretagna 1950 -1
19 T. Berdych R. Ceca 1715 1
20 H. Chung Corea del Sud 1685 -1

Nadal ha concluso le sue erculee fatiche su terra rossa difendendo alla grande la sua prima posizione mondiale che, però, potrebbe venirgli nuovamente sottratta da Roger Federer qualora lo svizzero riuscisse a raggiungere la finale del torneo di Stoccarda che segna il suo ritorno alle competizioni dopo circa tre mesi di pausa. Con patriottico orgoglio mostriamo ora la classifica degli italiani in top 100:

ITALIANI TOP 100
Classifica ATP Giocatore Punteggio Var.
15 F. Fognini 2030 3
27 M. Cecchinato 1510 45
49 A. Seppi 1010 1
74 P.Lorenzi 745
80 M. Berrettini 714 16

Fiumi di inchiostro e di parole sono stati meritatamente spesi per commentare l’impresa di Marco Cecchinato, sedicesimo italiano ad entrare tra i migliori trenta del mondo da quando esiste la classifica ATP. Il suo 27esimo posto lo pone per ora a pari merito con Tonino Zugarelli e Potito Starace. Ma, a parte il sopra citato tennista palermitano, benissimo ha fatto anche Matteo Berrettini, in salita di sedici posizioni rispetto a due settimane fa e capace di togliere un set a Thiem nei sedicesimi di finale. Le sue caratteristiche di gioco alla vigilia della stagione sul veloce fanno sperare in ulteriori progressi. Alle loro spalle, tra la centunesima e la duecentesima posizione, ci sono sei italiani tra i quali finalmente troviamo Gianluigi Quinzi, al debutto in top 200.

ITALIANI  101-200
Classifica ATP Giocatore Punteggio Var.
111 T. Fabbiano 511 4
123 L. Sonego 455 2
141 S. Travaglia 410 2
148 S. Bolelli 386 -19
161 A. Giannessi 342 38
200 G. Quinzi 299 4

Concludiamo con la classifica avulsa relativa alla Finals londinesi nella quale spicca in testa Rafael Nadal, davanti a Zverev, Federer, del Potro, Thiem, Cilic, Anderson e Isner e quella delle Next Gen Finals di Milano ovviamente dominata da Alexander Zverev, ma alle cui spalle accadono cose interessanti:

NextGen
Posizione Giocatore Nazione Nato nel Punteggio Classifica ATP
1 A. Zverev Germania 1997 3495 3
2 D. Shapovalov Canada 1999 820 23
3 S.Tsitsipas Grecia 1998 804 37
4 F. Tiafoe USA 1998 648 63
5 T. Fritz USA 1997 571 67
6 A. de Minaur Australia 1999 484 96
7 A. Rublev Russia 1997 440 31
8 J. Munar Spagna 1997 341 104

Shapovalov, Tsitsipas, de Minaur e Munar hanno infatti raggiunto la loro miglior posizione di sempre; per l’australiano – giunto in finale al challenger su erba di Surbiton dove è stato sconfitto da Chardy – il risultato è ulteriormente impreziosito dal fatto di essere per la prima volta entrato tra i migliori 100 giocatori del pianeta.

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ATP Ranking: Federer-Nadal, altro sorpasso. Zverev guida la Race https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/22/atp-ranking-federer-nadal-altro-sorpasso-zverev-guida-la-race/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/22/atp-ranking-federer-nadal-altro-sorpasso-zverev-guida-la-race/#respond Tue, 22 May 2018 06:35:51 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=259909 Rafa torna campione a Roma e riconquista la vetta del ranking ATP dopo una settimana di interregno di Roger. Sascha precede i due grandi rivali nella corsa alle Finals di Londra]]>

Le evoluzioni in vetta alla classifica ATP sembrano uscite dalla sceneggiatura del film “Il sorpasso”. Da gennaio ad oggi Nadal e Federer si sono infatti avvicendati al primo posto per cinque volte. Il 2018 è iniziato con Nadal al comando. Federer lo ha superato il 19 febbraio grazie alla vittoria di Rotterdam. Ancora lo spagnolo in testa il 2 aprile dopo la prematura uscita di scena del rivale a Miami e nuovo sorpasso del basilese, novello “Re di maggio”, dal 14 al 20 grazie alla debacle madrilena di Nadal. Il record assoluto di avvicendamenti al vertice è per ora al sicuro poiché nel 1983 John McEnroe, Jimmy Connors e Ivan Lendl si scambiarono la corona dieci volte.

Ma le possibilità che possa essere ulteriormente avvicinato sono tutt’altro che remote visto che Nadal per rimanere al comando, riconquistato con la recente vittoria di Roma, dovrà vincere per l’undicesima volta il Roland Garros. Se poi al maiorchino riuscisse l’impresa in terra di Francia, Federer, conti alla mano, potrebbe scavalcarlo qualora raggiungesse la finale a Stoccarda, torneo che vedrà il suo ritorno alle competizioni. Ma queste sono solo congetture. Ciò che è certo è che sino al termine del Roland Garros, previsto per il 10 giugno, Nadal potrà comunque godersi la 174esima, 175esima e 176esima settimana della carriera al comando.

I restanti principali fatti della settimana in pillole

  • Marin Cilic ha scavalcato Grigor Dimitrov al quarto posto mentre David Goffin ha rimpiazzato John Isner al nono
  • Diego Schwartzman ha ottenuto il suo best ranking con la dodicesima posizione così come Kyle Edmund con la diciassettesima
  • Fabio Fognini è rientrato in top 20 mentre ne è uscito Novak Djokovic (22esimo) che non è riuscito a difendere la finale conquistata a Roma lo scorso anno. Lo scorso anno a Parigi giunse sino ai quarti; dovrà almeno ripetersi per non perdere ulteriori posizioni
  • Matteo Berrettini ha riconquistato la top 100: ora è 96esimo
  • Andy Murray non ha perso neppure una posizione: è un evento che non capitava da tempo.

I giocatori della NextGeneration a Roma non hanno fatto grandi cose, ad eccezione della loro stella polare, Alexander Zverev sconfitto solo in finale. Tolto lui, l’unico giovane leone ad avere raggiunto il terzo turno è stato Denis Shapovalov, che grazie a questo risultato ha migliorato la sua classifica ed è salito ad un inedito 26esimo posto. Al secondo turno si è invece fermato Stefanos Tsitsipas (+3, n. 40). Nella classifica a loro riservata troviamo però una novità: per la prima volta tra i primi otto irrompono i 211 cm di Reilly Opelka, in forte crescita (!) in virtù della vittoria ottenuta al Challenger di Bordeaux. I restanti sette in ordine decrescente sono: Zverev, Shapovalov, Tsitsipas, Tiafoe, Fritz, Rublev e de Minaur. Il capoclasse della NextGeneration grazie alla finale di Roma ha raggiunto la sommità di una classifica ancora più prestigiosa, ovvero quella riservata agli otto giocatori che si disputeranno a novembre le Finals londinesi.

ATP FINALS
Posizione Giocatore Nazione Punteggio Classifica ATP
1 A. Zverev Germania 3135 3
2 R. Federer Svizzera 3110 2
3 R. Nadal Spagna 3040 1
4 J.M. del Potro Argentina 2300 6
5 M. Cilic Croazia 2010 4
6 D. Thiem Austria 1625 8
7 K. Anderson Sud Africa 1440 7
8 H. Chung Corea Sud 1380 20

Abbiamo citato poco sopra il circuito Challenger a proposito di Opelka. Lo rifacciamo per rendere merito all’azzurro Luca Vanni che si è imposto a Samarcanda. Grazie a questa vittoria il 32enne italiano (che nel 2015 fu capace di sedersi sulla 100esima poltrona) ha guadagnato 60 posizioni ed è entrato tra i primi 200 giocatori del mondo a pari punti con Andrea Giannessi. Di seguito gli attuali 11 migliori tennisti italiani:

ITALIANI TOP 200
Classifica ATP Giocatore Punteggio Var.
19 F. Fognini 1895 2
51 A. Seppi 1020 -2
72 M. Cecchinato 806 1
74 P.Lorenzi 780 -2
96 M. Berrettini 594 7
115 T. Fabbiano 466 3
126 L. Sonego 447 14
130 S. Bolelli 430 2
145 S. Travaglia 393 1
198 A. Giannessi 301 -6
199 L. Vanni 301 60

Dulcis in fundo la top ten assoluta:

CLASSIFICA GENERALE TOP 10
Classifica ATP Giocatore Nazione Punteggio Variazione
1 R. Nadal Spagna 8770 1
2 R. Federer Svizzera 8670 -1
3 A. Zverev Germania 5615
4 M. Cilic Croazia 4950 1
5 G. Dimitrov Bulgaria 4870 -1
6 JM del Potro Argentina 4450
7 K. Anderson Sud Africa 3635
8 D. Thiem Austria 3195
9 D. Goffin Belgio 3020 1
10 J. Isner USA 2955 -1
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WTA Ranking: Svitolina si conferma in top 5. Maria sta arrivando https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/21/wta-ranking-svitolina-si-conferma-top-5-maria-sta-arrivando/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/21/wta-ranking-svitolina-si-conferma-top-5-maria-sta-arrivando/#respond Mon, 21 May 2018 18:07:43 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=259788 Elina riesce nel complicato compito di riconfermarsi a un anno di distanza a Roma e resta n.4. Sharapova fa un salto di 11 posti e torna nelle 30. Nei prossimi mesi potrà solo salire]]>

Non è mai facile confermarsi l’anno successivo all’esplosione ad alti livelli. Elina Svitolina ci sta riuscendo. La vittoria a Roma non solo replica il risultato di 12 mesi fa, sulla stessa avversaria e in maniera più netta, ma si inserisce all’interno di un percorso di continue conferme da inizio stagione. Nel 2017 l’ucraina ha vinto 5 tornei: Taipei City, Dubai, Istanbul, Roma, Toronto. Ben 3 Premier 5 su cinque, anche se a livello di Premier Mandatory e di Slam non ha mai brillato (migliori risultati: quarti a Parigi e a Pechino). Quest’anno ha vinto Brisbane, di nuovo Dubai (che però non è un Premier 5) e Roma dimostrando di meritare il n.4 del mondo e di essere stabilmente nelle prime 6 del mondo (con best ranking n.3) da un anno a questa parte. Quello che ci si aspetta ora da lei è un salto di qualità nei tornei più importanti, senza nulla togliere a Roma e ai Premier 5 che sono eventi con match impegnativi fino dai primi turni. Agli Australian Open e a Indian Wells è arrivata nei quarti: risultati prestigiosi ma che non aggiungono nulla rispetto a quanto fatto nella passata stagione. A Parigi è chiamata a fare meglio dell’anno scorso in virtù del fatto che, dopo Halep, Muguruza e Ostapenko, è probabilmente lei la quarta favorita del torneo.

L’altra notizia sono gli 11 posti in più di Maria Sharapova (n.29). Una semifinale in un torneo così importate, dopo la squalifica per doping, non l’aveva ancora raggiunta. E arriva subito dopo i quarti a Madrid, dimostrando un inizio di continuità. La vittoria su Ostapenko è la seconda su una top10 dopo quella al primo turno agli US Open ai danni di Halep. Inoltre Maria non ha giocato tutta la parte di stagione da Roma a Stanford l’anno scorso, saltando il Roland Garros e tutta la stagione su erba. Questo significa che, se non avrà problemi fisici, potrà recuperare molti punti e posizioni nei prossimi mesi. Oggi è rientrata in top 30 e la n.20  è ancora lontana (712 lunghezze) ma i punti a disposizione in questa parte dell’anno sono davvero molti e le altre hanno solo da perdere.

LA TOP 10 E LA TOP 20 Non ci sono grossi movimenti in top10. Con la finale raggiunta al Foro Italico, Simona Halep mette in salvo il n.1, almeno fino a Parigi. Ritorna al n.5 Ostapenko, superando Karolina Pliskova (-1, n.6). In top20, perde 3 posizioni Kiki Bertens (n.18) che dopo aver raggiunto il best ranking la settimana scorsa non riesce a difendere i punti della semifinale a Roma. E questa settimana ha il titolo di Norimberga in uscita: il rischio di ritrovarsi fuori dalle 20 alla vigilia di Parigi è alto.

Pos. Giocatrice Punti Tornei Diff. dal 14/05/18
1 Simona Halep 7270 18 0
2 Caroline Wozniacki 6935 22 0
3 Garbiñe Muguruza 6010 23 0
4 Elina Svitolina 5505 18 0
5 Jelena Ostapenko 5382 21 1
6 Karolina Pliskova 5335 19 -1
7 Caroline Garcia 5170 24 0
8 Petra Kvitova 4550 21 0
9 Venus Williams 4201 14 0
10 Sloane Stephens 4164 16 0
11 Julia Goerges 3090 23 0
12 Angelique Kerber 3040 20 0
13 Madison Keys 2826 18 1
14 Daria Kasatkina 2825 23 -1
15 Coco Vandeweghe 2533 18 1
16 Elise Mertens 2525 25 1
17 Ashleigh Barty 2328 19 1
18 Kiki Bertens 2250 26 -3
19 Magdalena Rybarikova 2225 24 0
20 Anastasija Sevastova 2225 23 0

UP AND DOWN IN TOP100 – Oltre a Sharapova, migliorano moltissimo de giovani: Vera Lapko (+16, n.77) e Viktoria Kuzmova (+22, n.84). Entrambe vincitrici di due tornei ITF, Kuzmova ha trionfato in casa battendo avversarie molto esperte: Jabeur, Brengle, Larsson, Alexandrova e Cepede Royg. Ottima settimana anche per Kanepi (+8, n.51) che si riaffaccia nei pressi della top50. Brutti scivoloni per altre due giovani: Catherine Bellis (-8, n.56) e  Marketa Vondrousova (-23, n.90), che non hanno confermato, rispettivamente, il risultato di Roma e la vittoria a Trnava di un anno fa. Altri movimenti in discesa degni di nota:

63        -8        [SUI]    Timea Bacsinszky
91        -13      [CHN]  Qiang Wang
93        -13      [KAZ]   Yulia Putintseva

IN E OFF DELLA PROSSIMA SETTIMANA – La prossima settimana usciranno i punti di Norimberga e Strasburgo. Quelle più a rischio sono Garcia, 110 punti delle semifinale a Strasburgo, Barty, 78 punti dei quarti, Bertens, campionessa in carica a Norimberga. Anche la nostra Camila Giorgi ha dei punti in scadenza: i 48 del secondo turno in Francia, battuta da Barty.

Pos. Giocatrice Next Off 17th
1 Simona Halep 60
2 Caroline Wozniacki 1 180
3 Garbiñe Muguruza 185
4 Elina Svitolina 55
5 Jelena Ostapenko 1
6 Karolina Pliskova 100
7 Caroline Garcia 110 110
8 Petra Kvitova 1
9 Venus Williams
10 Sloane Stephens
11 Julia Goerges 30 180
12 Angelique Kerber 55
13 Madison Keys 1
14 Daria Kasatkina 55
15 Coco Vandeweghe 1
16 Elise Mertens 1 60
17 Ashleigh Barty 78 55
18 Kiki Bertens 280 1
19 Magdalena Rybarikova 55
20 Anastasija Sevastova 60
55 Camila Giorgi 48 13
74 Sara Errani 12
131 Jasmine Paolini 1 8
163 Deborah Chiesa 5
265 Francesca Schiavone

CASA ITALIA

Sono tutte in salita le prime italiane nel ranking: Camila Giorgi (+1, n.55), Sara Errani (+1, n.74), Jasmine Paolini (+3, n.131) e Deborah Chiesa (+3, n.163). In classifica generale progrediscono significativamente Martina Di Giuseppe (+57, n.261), vincitrice dell’ITF di Roma, e Giulia Gatto-Monticone (+20, n.270), semifinalista a Monzon. Se Gatto-Monticone resta stabile al n.13 della classifica nazionale, i risultati di Di Giuseppe la proiettano invece della top10 italiana. Il ranking medio della top5 italiana è 121,6.

Pos. Giocatrice Class. WTA Diff. dal 14/05/18
1 Camila Giorgi 55 0
2 Sara Errani 74 0
3 Jasmine Paolini 131 0
4 Deborah Chiesa 163 0
5 Martina Trevisan 185 0
6 Roberta Vinci 187 0
7 Jessica Pieri 213 0
8 Georgia Brescia 245 0
9 Anastasia Grymalska 258 0
10 Martina Di Giuseppe 261 5
11 Francesca Schiavone 265 0
12 Camilla Rosatello 266 -2
13 Giulia Gatto-Monticone 270 0
14 Cristiana Ferrando 284 -2
15 Stefania Rubini 311 -1
16 Gaia Sanesi 369 1
17 Federica Di Sarra 375 1
18 Martina Caregaro 383 -2
19 Alice Matteucci 422 0
20 Martina Colmegna 472 0

NEXT GEN RANKING

Salgono di due posti Vera Lapko (n.3) e Viktoria Kuzmova (n.4). Scende dal podio Marketa Vondrousova (-2, n.5). In discesa anche Sofia Kenin (-2, n.6). (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1998).

Pos. Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 14/05/18
1 Aryna Sabalenka 1998 48 0
2 Catherine Bellis 1999 56 0
3 Vera Lapko 1998 77 2
4 Viktoria Kuzmova 1998 84 2
5 Marketa Vondrousova 1999 90 -2
6 Sofia Kenin 1998 92 -2
7 Anna Blinkova 1998 108 0
8 Caroline Dolehide 1998 126 0
9 Sofya Zhuk 1999 136 1
10 Marta Kostyuk 2002 142 -1

NATION RANKING

L’unica novità è l’aggancio della Russia al 4° posto da parte della Romania. Sono stazionarie tutte le altre. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Pos. Nazione Punteggio Diff. dal 14/05/18
1 Stati Uniti 32 0
2 Repubblica Ceca 40 0
3 Francia 70 0
4 Russia 74 0
Romania 74 1
6 Germania 81 0
7 Australia 101 0
8 Ucraina 110 0
9 Spagna 121 0
10 Cina 141 0

LE TOP 50

1 0 [ROU] Simona Halep 26 7270 18
2 0 [DEN] Caroline Wozniacki 27 6935 22
3 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 6010 23
4 0 [UKR] Elina Svitolina 23 5505 18
5 1 [LAT] Jelena Ostapenko 20 5382 21
6 -1 [CZE] Karolina Pliskova 26 5335 19
7 0 [FRA] Caroline Garcia 24 5170 24
8 0 [CZE] Petra Kvitova 28 4550 21
9 0 [USA] Venus Williams 37 4201 14
10 0 [USA] Sloane Stephens 25 4164 16
11 0 [GER] Julia Goerges 29 3090 23
12 0 [GER] Angelique Kerber 30 3040 20
13 1 [USA] Madison Keys 23 2826 18
14 -1 [RUS] Daria Kasatkina 21 2825 23
15 1 [USA] Coco Vandeweghe 26 2533 18
16 1 [BEL] Elise Mertens 22 2525 25
17 1 [AUS] Ashleigh Barty 22 2328 19
18 -3 [NED] Kiki Bertens 26 2250 26
19 0 [SVK] Magdalena Rybarikova 29 2225 24
20 0 [LAT] Anastasija Sevastova 28 2225 23
21 0 [JPN] Naomi Osaka 20 2150 23
22 0 [GBR] Johanna Konta 27 2050 21
23 0 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 1935 24
24 0 [AUS] Daria Gavrilova 24 1810 23
25 1 [EST] Anett Kontaveit 22 1765 23
26 -1 [CZE] Barbora Strycova 32 1660 24
27 0 [CHN] Shuai Zhang 29 1605 29
28 0 [POL] Agnieszka Radwanska 29 1526 19
29 11 [RUS] Maria Sharapova 31 1513 13
30 0 [FRA] Kristina Mladenovic 25 1446 29
31 -2 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 26 1416 24
32 1 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1353 32
33 -1 [FRA] Alizé Cornet 28 1350 27
34 2 [CRO] Petra Martic 27 1340 14
35 -4 [RUS] Ekaterina Makarova 29 1330 19
36 -2 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1325 22
37 1 [HUN] Timea Babos 25 1300 26
38 -3 [CHN] Shuai Peng 32 1282 24
39 3 [GRE] Maria Sakkari 22 1274 24
40 -3 [UKR] Lesia Tsurenko 28 1255 26
41 0 [ROU] Irina-Camelia Begu 27 1245 26
42 -3 [RUS] Svetlana Kuznetsova 32 1193 15
43 1 [RUS] Elena Vesnina 31 1180 23
44 3 [USA] Danielle Collins 24 1179 26
45 2 [ROU] Sorana Cirstea 28 1175 24
46 3 [BEL] Alison Van Uytvanck 24 1173 23
47 -1 [SRB] Aleksandra Krunic 25 1165 24
48 -3 [BLR] Aryna Sabalenka 20 1145 23
49 1 [TPE] Su-Wei Hsieh 32 1140 28
50 2 [CRO] Donna Vekic 21 1120 25

Legenda – Nella top 50 trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice- anni – punti – tornei.

LA RACE

1 2 [ROU] Simona Halep 26 3285 8
2 -1 [DEN] Caroline Wozniacki 27 3130 9
3 -1 [CZE] Petra Kvitova 28 2902 10
4 2 [UKR] Elina Svitolina 23 2820 9
5 -1 [GER] Angelique Kerber 30 2300 9
6 -2 [CZE] Karolina Pliskova 26 2111 9
7 0 [BEL] Elise Mertens 22 1821 9
8 0 [RUS] Daria Kasatkina 21 1645 13
9 0 [JPN] Naomi Osaka 20 1591 9
10 2 [FRA] Caroline Garcia 24 1482 11
11 -1 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 1473 11
12 -1 [NED] Kiki Bertens 26 1385 11
13 0 [USA] Sloane Stephens 25 1362 8
14 1 [LAT] Jelena Ostapenko 20 1249 11
15 -1 [GER] Julia Goerges 29 1226 9
16 [EST] Anett Kontaveit 22 1028 11
17 0 [USA] Danielle Collins 24 991 11
18 -2 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 989 10
19 1 [LAT] Anastasija Sevastova 28 902 10
20 -1 [CHN] Shuai Zhang 29 863 15

Legenda – Nella RACE trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice – anni – punti – tornei

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https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/21/wta-ranking-svitolina-si-conferma-top-5-maria-sta-arrivando/feed/ 0
ATP Ranking: Federer di nuovo in vetta https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/15/atp-ranking-federer-di-nuovo-sul-tetto-del-mondo/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/15/atp-ranking-federer-di-nuovo-sul-tetto-del-mondo/#respond Tue, 15 May 2018 07:32:08 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=258629 309esima settimana in cima al mondo per Roger Federer. Kevin Anderson e Denis Shapovalov a best ranking. Kyle Edmund entra in top 20]]>

Indipendentemente dalle simpatie personali verso questo o quel giocatore, per chi si occupa di commentare la classifica ATP scrivere che Roger Federer è tornato al primo posto è un po’ come per Schwarzenegger recitare a fianco di King Kong: il massimo. Il più celebre prodotto svizzero d’esportazione dopo la cioccolata è riuscito nell’impresa senza versare una stilla di sudore (talvolta non ne versa neppure giocando per la verità), ma rischia di tornare rapidamente al secondo posto qualora Nadal riuscisse a vincere gli internazionali d’Italia in corso di svolgimento questa settimana. Lo spagnolo nel 2017 a Roma si fermò ai quarti e, pertanto, nel caso in cui si aggiudicasse il torneo aggiungerebbe 820 punti ai 7.950 attuali, quanto basta per superare gli 8.670 dell’elvetico. 8670 punti costituiscono per Federer un bottino lontano dal record personale di 12.315 risalente all’ottobre del 2012 e lontanissimo dal record assoluto di 16.950 appartenente a Djokovic. Sono però sufficienti per consentirgli di sedere per la 309esima settimana in cima al mondo tennistico, poco meno di sei anni.

Oltre al ricambio al vertice, il Masters 1000 di Madrid ha prodotto un avvicendamento tra Kevin Anderson e Dominic Thiem, sceso all’ottavo posto. Per il gigante sudafricano la settima posizione costituisce il miglior piazzamento in carriera. 

Denis Shapovalov, grazie alla semifinale madrilena, è entrato per la prima volta in top 30. È 29esimo. Il diciannovenne canadese nei quarti di finale ha superato l’inglese Kyle Edmund che, nonostante la sconfitta, ha raggiunto la top 20. Il premio per il giocatore più progredito della settimana va però a Dusan Lajovic. Il serbo, giunto sino ai quarti in terra spagnola, ha infatti salito ben 29 gradini passando dalla 95esima alla 66esima poltrona. Il suo più blasonato connazionale, Novak Djokovic, ne ha invece discesi sei passando dal dodicesimo al diciottesimo posto. Per una curiosa coincidenza altrettanti ne ha discesi il suo gemello tennistico, Andy Murray, che però è ben 27 posizioni dietro di lui e ricorda sempre più una nave alla deriva.

Settimana non particolarmente brillante per gli italiani compresi tra le prime 100 posizioni. Fabio Fognini e Marco Cecchinato hanno perso, rispettivamente, due e nove posizioni ma, avendo in queste ore superato il primo turno del torneo di Roma, hanno ottime chance di pronta ripresa. Invariata la classifica di Andrea Seppi (n.49) e Paolo Lorenzi (n. 73). Matteo Berrettini è tre passi dietro la top 100, ma, grazie all’ottima affermazione romana contro Frances Tiafoe, da lunedì prossimo rientrerà tra i primi 100.

Il terzo successo in un Masters 1000 non ha portato ad Alexander Zverev progressi immediati né nella classifica generale, dove resta saldamente al terzo posto, né in quella riservata ai ragazzi della NextGeneration in cui è primo con un vantaggio abissale rispetto al più diretto inseguitore, Stefanos Tsitsipas. Lo ha invece portato dalla quinta alla seconda posizione nella classifica avulsa che porterà i migliori otto giocatori della stagione a contendersi le Finals londinesi, tra i quali sono entrati per la prima volta quest’anno Thiem e Anderson. Di seguito le classifiche.

CLASSIFICA GENERALE TOP 20
Classifica ATP Giocatore Nazione Punteggio Variazione
1 R. Federer Svizzera 8670 1
2 R. Nadal Spagna 7950 -1
3 A. Zverev Germania 6015
4 G. Dimitrov Bulgaria 4870
5 M. Cilic Croazia 4770
6 JM del Potro Argentina 4540
7 K. Anderson Sud Africa 3660 1
8 D. Thiem Austria 3545 -1
9 J. Isner USA 3305
10 D. Goffin Belgio 2930
11 P. Carreno Busta Spagna 2280
12 S. Querrey USA 2220 1
13 R. Bautista Agut Spagna 2220 1
14 J. Sock USA 2175 1
15 D. Schwartzman Argentia 2155 1
16 L. Pouille Francia 2085 2
17 T. Berdych Cechia 2060
18 N. Djokovic Serbia 1995 -6
19 K. Edmund GBR 1840 3
20 H. Chung Corea Sud 1835 1

 

ITALIANI TOP 200
Classifica ATP Giocatore Punteggio Var.
21 F. Fognini 1805 -2
49 A. Seppi 1020
72 P. Lorenzi 780
73 M. Cecchinato 778 -9
103 M. Berrettini 594
118 T. Fabbiano 466 -13
132 S. Bolelli 413 7
140 L.Sonego 410 2
146 S. Travaglia 402 -5
192 A. Giannessi 293 5

 

NextGen
Posizione Giocatore Nazione Nato nel Punteggio Classifica ATP
1 A. Zverev Germania 1997 2535 3
2 S. Tsitsipas Grecia 1998 689 43
3 D. Shapovalov Canada 1999 685 29
4 F. Tiafoe USA 1998 583 63
5 T. Fritz USA 1997 502 68
6 A. Rublev Russia 1998 440 32
7 A. de Minaur Australia 1999 419 106
8 M. Polmans Australia 1997 253 162

 

ATP FINALS
Posizione Giocatore Nazione Punteggio Classifica ATP
1 R. Federer Svizzera 3110 1
2 A. Zverev Germania 2535 3
3 J.M. del Potro Argentina 2210 6
4 R. Nadal Spagna 2040 2
5 M. Cilic Croazia 1650 5
6 D. Thiem Austria 1615 8
7 K. Anderson Sud Africa 1430 7
8 H. Chung Corea Sud 1380 20
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WTA Ranking: Kvitova sale al n.8, Bertens al 15 https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/15/wta-ranking-kvitova-sale-al-n-8-bertens-al-15/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/15/wta-ranking-kvitova-sale-al-n-8-bertens-al-15/#respond Tue, 15 May 2018 07:20:52 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=258488 Petra vince il quarto torneo dell'anno e sale al n.2 della RACE. Nonostante il palmares da grande campionessa, non è ancora riuscita a raggiungere il n.1. Best ranking per Bertens]]>

Ventiquattresimo titolo in carriera, il 4° stagionale, il secondo consecutivo, 11 vittorie di fila sulla terra battuta. Chi avrebbe mai scommesso su una Petra Kvitova così vincente dopo le recenti disavventure? Eppure la ceca sembra essere tornata più forte di prima: mai aveva vinto così tanti tioli a questo punto della stagione. L’anno in cui ha fatto man bassa di trofei è stato il 2011: 6 tornei tra cui Madrid, Wimbledon e le Finals. E il n.2 del ranking a fine anno. Ricordo che sembrava lanciatissima verso il n.1, sembrava dovesse dominare, e invece a raggiungere per la prima volta la vetta fu la sua avversaria in finale al Masters, Victoria Azarenka, dopo il primo trionfo Slam in Australia. A proposito di n.1: è sicuramente l’unico neo in una carriera fin qui di livello assoluto. Intendiamoci: Petra non ha nessuna colpa se nell’anno della sua esplosione (passò dal n.34 al n.2 in 12 mesi) Wozniacki la sopravanzava di soli 115 punti a fine stagione. Semmai si può solo notare che atlete con un palmares nemmeno lontanamente paragonabile a quello di Petra abbiano raggiunto il vertice nel recente passato. Ma queste sono le regole del ranking, le abbiamo già spiegate molte volte. Potrà riuscirci in futuro? Sinceramente non lo so. Dopo il terzo trionfo a Madrid sale al n.8, ma è distante poco più di 2700 punti dalla vetta e la parte favorevole della stagione per lei è quella fino al Roland Garros, durante la quale, l’anno scorso, non ha gareggiato. Per ora l’ha sfruttata egregiamente, ma a Roma non ci sarà e non potrà guadagnare altri punti. A Parigi  e Wimbledon ha solo due secondi turni (70 punti), ma nel mezzo c’è la vittoria a Birmingham (470 punti). Insomma, la strada non è certo in discesa, anche se nella RACE è al n.2 a soli 40 punti da Wozniacki. Rallegriamoci, per ora, di aver ritrovato una campionessa ad alti livelli, visto che solo 5 mesi fa si ritrovava ben al di fuori dalla top20 (n.29).

LA TOP10 E LA TOP20  Sono stabili le prime 4 del ranking, ma già dalla prossima settimana potremmo avere dei grossi cambiamenti: Halep e Svitolina devono riconfermarsi a Roma (finale e titolo) se non vogliono scendere in classifica. Oggi registriamo il rientro in top5 di Karolina Pliskova (+1, n.5), i progressi di Kvitova, di cui abbiamo parlato in apertura, ma soprattutto, in top20, il best ranking di Kiki Bertens (+5, n.15). La semifinalista di Parigi 2016 potrebbe però non migliorare ulteriormente nelle prossime settimane: a Roma ha una semifinale da difendere e poi il titolo di Norimberga: in tutto 630 punti in due settimane. Uscisse indenne, potrebbe giocarsi le sue carte al Roland Garros, dove si candida ad essere una delle protagoniste. Tre posti in meno per Vandeweghe (n.16) e per Sevastova (n.20).

Pos. Giocatrice Punti Tornei Diff. dal 07/05/18
1 Simona Halep 7270 18 0
2 Caroline Wozniacki 6845 21 0
3 Garbiñe Muguruza 6175 23 0
4 Elina Svitolina 5505 18 0
5 Karolina Pliskova 5425 19 1
6 Jelena Ostapenko 5282 21 -1
7 Caroline Garcia 5080 24 0
8 Petra Kvitova 4550 21 2
9 Venus Williams 4286 14 -1
10 Sloane Stephens 4059 15 -1
11 Julia Goerges 3090 24 1
12 Angelique Kerber 2905 20 -1
13 Daria Kasatkina 2775 23 2
14 Madison Keys 2722 18 0
15 Kiki Bertens 2570 26 5
16 Coco Vandeweghe 2533 17 -3
17 Elise Mertens 2525 25 -1
18 Ashleigh Barty 2328 19 0
19 Magdalena Rybarikova 2225 23 0
20 Anastasija Sevastova 2180 23 3

UP AND DOWN IN TOP100 – Mi sembra doveroso sottolineare i progressi di due ex top player: Maria Sharapova (+12, n.40) e  Victoria Azarenka (+14, n.84). Non mi sorprenderei di ritrovarle in posizioni più pertinenti al loro talento già dopo Wimbledon. Bei salti in avanti anche per Kristyna Pliskova (+23, n.71), Bernarda Pera (+23, n.74) e Rebecca Peterson (+18, n.95). Altri movimenti di rilievo:

36        +4        [CRO]  Petra Martic
51        +7        [BLR]   Aliaksandra Sasnovich
79        +5        [SVK]   Anna Karolina Schmiedlova
80        +5        [KAZ]   Yulia Putintseva

Dopo aver toccato il n.10, ritorna nelle retrovie Kristina Mladenovic  (-8, n.30). E a Parigi difenderà i quarti di finale, il rischio di sparire dalla top50 è alto. Scivolone anche per altre due ex big:  Svetlana Kuznetsova (-12, n.39) e Timea Bacsinszky (-7, n.55). Segnaliamo anche:

43        -7         [ROU]  Sorana Cirstea
57        -6         [CZE]   Katerina Siniakova
78        -14       [CHN]  Qiang Wang
90        -21       [BRA]   Beatriz Haddad Maia
94        -12       [ESP]    Lara Arruabarrena
97        -18       [SWE]  Johanna Larsson

IN E OFF DELLA PROSSIMA SETTIMANA – La prossima settimana usciranno i punti di Roma 2017. Halep rischia di nuovo di cedere lo scettro, mentre Svitolina scivolerebbe oltre il n.7:

Pos. Giocatrice Next Off 17th
1 Simona Halep 585 60
2 Caroline Wozniacki 100
3 Garbiñe Muguruza 350 185
4 Elina Svitolina 900 55
5 Karolina Pliskova 190 105
6 Jelena Ostapenko 90 1
7 Caroline Garcia 60 100
8 Petra Kvitova 1
9 Venus Williams 190
10 Sloane Stephens
11 Julia Goerges 105 180
12 Angelique Kerber 1 1
13 Daria Kasatkina 1 55
14 Madison Keys 1 1
15 Kiki Bertens 350 30
16 Coco Vandeweghe 1
17 Elise Mertens 60
18 Ashleigh Barty 20 55
19 Magdalena Rybarikova 55
20 Anastasija Sevastova 60 60
56 Camila Giorgi 1
75 Sara Errani 12
134 Jasmine Paolini 8
166 Deborah Chiesa 5
271 Francesca Schiavone

CASA ITALIA

Perdono terreno le due “senatrici” Vinci e Schiavone. Per Roberta è ormai arrivato il giorno degli arrivederci e poco le interesserà delle 23 posizioni in meno nel ranking WTA e di essere uscita dalla top5 italiana. Schiavone invece di posti ne lascia per strada 9 ed esce dalla top10 nazionale. Nella classifica generale, sono stabili Giorgi e Chiesa mentre guadagnano un posto in più Errani e Paolini. Il ranking medio della top5 italiana è 124.

Pos. Giocatrice Class. WTA Diff. dal 07/05/18
1 Camila Giorgi 56 0
2 Sara Errani 75 0
3 Jasmine Paolini 134 0
4 Deborah Chiesa 166 0
5 Martina Trevisan 189 1
6 Roberta Vinci 191 -1
7 Jessica Pieri 218 0
8 Georgia Brescia 244 0
9 Anastasia Grymalska 264 1
10 Camilla Rosatello 270 1
11 Francesca Schiavone 271 -2
12 Cristiana Ferrando 289 0
13 Giulia Gatto-Monticone 290 0
14 Stefania Rubini 312 0
15 Martina Di Giuseppe 318 0
16 Martina Caregaro 366 0
17 Gaia Sanesi 368 0
18 Federica Di Sarra 376 0
19 Alice Matteucci 424 0
20 Martina Colmegna 473 0

NEXT GEN RANKING

L’unica variazione rispetto a sette giorni fa è quella più rilevante: c’è il sorpasso di Sabalenka ai danni di Bellis. La bielorussa è quindi la nuova n.1 under20. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1998).

Pos. Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 07/05/18
1 Aryna Sabalenka 1998 45 1
2 Catherine Bellis 1999 48 -1
3 Marketa Vondrousova 1999 67 0
4 Sofia Kenin 1998 91 0
5 Vera Lapko 1998 93 0
6 Viktoria Kuzmova 1998 106 0
7 Anna Blinkova 1998 114 0
8 Caroline Dolehide 1998 125 0
9 Marta Kostyuk 2002 130 0
10 Sofya Zhuk 1999 137 0

NATION RANKING

Si muovono solo due compagini: la Russia supera la Romania al 4° posto. Stabili tutte le altre. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Pos. Nazione Punteggio Diff. dal 07/05/18
1 Stati Uniti 33 0
2 Repubblica Ceca 38 0
3 Francia 69 0
4 Russia 73 1
5 Romania 75 -1
6 Germania 81 0
7 Australia 102 0
8 Ucraina 107 0
9 Spagna 120 0
10 Cina 140 0

LE TOP 50

1 0 [ROU] Simona Halep 26 7270 18
2 0 [DEN] Caroline Wozniacki 27 6845 21
3 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 6175 23
4 0 [UKR] Elina Svitolina 23 5505 18
5 1 [CZE] Karolina Pliskova 26 5425 19
6 -1 [LAT] Jelena Ostapenko 20 5282 21
7 0 [FRA] Caroline Garcia 24 5080 24
8 2 [CZE] Petra Kvitova 28 4550 21
9 -1 [USA] Venus Williams 37 4286 14
10 -1 [USA] Sloane Stephens 25 4059 15
11 1 [GER] Julia Goerges 29 3090 24
12 -1 [GER] Angelique Kerber 30 2905 20
13 2 [RUS] Daria Kasatkina 21 2775 23
14 0 [USA] Madison Keys 23 2722 18
15 5 [NED] Kiki Bertens 26 2570 26
16 -3 [USA] Coco Vandeweghe 26 2533 17
17 -1 [BEL] Elise Mertens 22 2525 25
18 0 [AUS] Ashleigh Barty 22 2328 19
19 0 [SVK] Magdalena Rybarikova 29 2225 23
20 3 [LAT] Anastasija Sevastova 28 2180 23
21 0 [JPN] Naomi Osaka 20 2091 23
22 1 [GBR] Johanna Konta 26 2050 21
23 2 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 1935 24
24 0 [AUS] Daria Gavrilova 24 1925 23
25 1 [CZE] Barbora Strycova 32 1660 24
26 3 [EST] Anett Kontaveit 22 1635 23
27 1 [CHN] Shuai Zhang 29 1605 29
28 2 [POL] Agnieszka Radwanska 29 1525 20
29 2 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 26 1520 24
30 -8 [FRA] Kristina Mladenovic 24 1475 29
31 2 [RUS] Ekaterina Makarova 29 1380 20
32 3 [FRA] Alizé Cornet 28 1355 28
33 -1 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1353 31
34 0 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1325 22
35 2 [CHN] Shuai Peng 32 1282 24
36 4 [CRO] Petra Martic 27 1280 13
37 2 [UKR] Lesia Tsurenko 28 1260 26
38 3 [HUN] Timea Babos 25 1241 26
39 -12 [RUS] Svetlana Kuznetsova 32 1238 15
40 12 [RUS] Maria Sharapova 31 1223 13
41 3 [ROU] Irina-Camelia Begu 27 1215 26
42 0 [GRE] Maria Sakkari 22 1187 24
43 -7 [ROU] Sorana Cirstea 28 1175 24
44 -1 [RUS] Elena Vesnina 31 1175 23
45 1 [BLR] Aryna Sabalenka 20 1143 23
46 -1 [SRB] Aleksandra Krunic 25 1135 24
47 2 [USA] Danielle Collins 24 1119 26
48 4 [USA] Catherine Bellis 19 1105 19
49 -2 [BEL] Alison Van Uytvanck 24 1101 23
50 3 [TPE] Su-Wei Hsieh 32 1070 28

Legenda – Nella top 50 trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice- anni – punti – tornei.

LA RACE

1 0 [DEN] Caroline Wozniacki 27 2940 8
2 2 [CZE] Petra Kvitova 28 2902 10
3 -1 [ROU] Simona Halep 26 2700 7
4 3 [CZE] Karolina Pliskova 26 2110 8
4 -1 [GER] Angelique Kerber 30 2110 8
6 -1 [UKR] Elina Svitolina 23 1920 8
7 -1 [BEL] Elise Mertens 22 1821 9
8 2 [RUS] Daria Kasatkina 21 1540 12
9 -1 [JPN] Naomi Osaka 20 1531 8
10 -1 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 1472 10
11 9 [NED] Kiki Bertens 26 1384 10
12 2 [FRA] Caroline Garcia 24 1292 10
13 -2 [USA] Sloane Stephens 25 1257 7
14 -2 [GER] Julia Goerges 29 1226 9
15 -2 [LAT] Jelena Ostapenko 20 1059 10
16 1 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 988 9
17 -2 [USA] Danielle Collins 24 901 10
18 -2 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 830 15
19 0 [CHN] Shuai Zhang 29 803 14
20 [LAT] Anastasija Sevastova 28 797 9

Legenda – Nella RACE trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice – anni – punti – tornei

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https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/15/wta-ranking-kvitova-sale-al-n-8-bertens-al-15/feed/ 0
ATP Ranking: Next-gen sì, ma quando? Solo Zverev salva i giovani https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/08/atp-ranking-next-gen-si-ma-quando-solo-zverev-salva-giovani/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/08/atp-ranking-next-gen-si-ma-quando-solo-zverev-salva-giovani/#respond Tue, 08 May 2018 04:30:22 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=257297 Tra gli under 21 solo Zverev e Tsistipas nei primi 50: il tedesco si rilancia confermando il titolo in Baviera. Joao Sousa guadagna 20 posizioni grazie all'impresa a casa sua]]>

Settimana “ponte” quella appena trascorsa che ha visto l’assegnazione di tre tornei categoria 250 in attesa del secondo 1000 di stagione su terra battuta, quello di Madrid. Marin Cilic (che da quando ha dichiarato di puntare alla testa della classifica non ne azzecca più una) non ha difeso il successo conquistato nel 2017 a Istanbul poiché si è fatto estromettere al debutto da uno dei più pimpanti (e inattesi) protagonisti di inizio stagione, il tunisino Malek Jaziri. Il croato a causa di questa prematura uscita di scena cede a Grigor Dimitrov il quarto posto e, dato che i guai viaggiano sempre in coppia, ha annunciato la rinuncia a giocare il torneo madrileno a causa di un’infiammazione al ginocchio. Kei Nishikori riguadagna la top 20, ma non vi rimarrà a lungo. La sconfitta sofferta al Mutua Open al primo turno contro Djokovic (che lo scorso anno sui medesimi campi lo batté ai quarti di finale) gli farà però immediatamente perdere terreno. Di seguito la top venti:

CLASSIFICA GENERALE TOP 20
Classifica ATP Giocatore Nazione Punteggio Variazione
1 R. Nadal Spagna 8770
2 R. Federer Svizzera 8670
3 A. Zverev Germania 5195
4 G. Dimitrov Bulgaria 4950 1
5 M. Cilic Croazia 4780 -1
6 JM del Potro Argentina 4470
7 D. Thiem Austria 3545
8 K. Anderson Sud Africa 3345
9 J. Isner USA 3125
10 D. Goffin Belgio 3020
11 P. Carreno Busta Spagna 2280
12 N. Djokovic Serbia 2220
13 S. Querrey USA 2220
14 R. Bautista Agut Spagna 2175
15 J. Sock USA 2155
16 D. Schwartzman Argentina 2085
17 T. Berdych R. Ceca 2060
18 L. Pouille Francia 1995
19 F. Fognini Italia 1840
20 K. Nishikori Giappone 1835 1

Scorrendo la classifica all’indietro, troviamo che l’inatteso vincitore di Istanbul, Taro Daniel, ha raggiunto il miglior piazzamento in classifica della sua vita, l’82esimo, mentre il suo antagonista in finale, il 34enne Malek Jaziri, sale al 62esimo posto. La vittoria nel torneo di casa dell’Estoril porta in dote al portoghese Joao Sousa un balzo in avanti di 20 posizioni e il ritorno in top 50.

Sousa ha ottenuto il suo trionfo battendo prima in semifinale e poi in finale due tennisti appartenenti alla Next Generation, rispettivamente Stefanos Tsitsipas e Frances Tiafoe. I due giovanotti, però, con queste ottime performance hanno toccato il loro best ranking: il 40esimo il greco ed il 56esimo lo statunitense. Restiamo alla generazione del futuro per vedere la classifica avulsa a loro riservata:

NextGen
Posizione Giocatore Nazione Nato nel Punteggio Classifica ATP
1 A. Zverev Germania 1997 1535 3
2 S. Tsitsipas Grecia 1998 689 40
3 F. Tiafoe USA 1998 583 56
4 T. Fritz USA 1997 486 68
5 A. Rublev Russia 1997 440 31
6 A. de Minaur Australia 1999 390 109
7 D. Shapovalov Canada 1999 325 43
8 M. Polmans Australia 1997 253 163

Facciamo ora una semplice operazione aritmetica: togliamo dall’elenco il migliore e il peggior classificato (Zverev e Polmans) allo scopo di rilevare la classifica media dei migliori sei under 21 al mondo. È la 58esima. Alla loro età John McEnroe e Bjorn Borg si sedevano per la prima volta sulla cima tennistica del mondo. Connors, come Pete Sampras, la raggiunse a 22 anni e Lendl a 23 (però ne dimostrava almeno dieci in più). Erano altri tempi, diranno tutti. Però, sarebbe bello capire perché. 

Invariata la classifica dei migliori otto giocatori dell’anno:

ATP FINALS
Posizione Giocatore Nazione Punteggio Classifica ATP
1 R. Federer Svizzera 3110 2
2 J.M. del Potro Argentina 2120 6
3 R. Nadal Spagna 1860 1
4 M. Cilic Croazia 1650 4
5 A. Zverev Germania 1535 3
6 H. Chung Corea Sud 1370 22
7 G. Dimitrov Bulgaria 1255 5
8 J. Isner USA 1085 9

Poco significativi anche i mutamenti di quella relativa agli italiani compresi tra le prime 200 posizioni. Ad eccezione di quelli ascrivibili – in positivo – a Simone Bolelli ottimo protagonista all’Estoril e – in negativo – a Stefano Tavaglia pesantemente penalizzato dalla sconfitta patita al primo turno del Challenger di Francaville dove nel 2017 giunse in semifinale.

ITALIANI TOP 200
Classifica ATP Giocatore Punteggio Var.
19 F. Fognini 1840              –
49 A. Seppi 1021 -1
64 M. Cecchinato 856 -5
72 P. Lorenzi 770 4
103 M. Berrettini 594 -1
105 T. Fabbiano 566 -5
139 S. Bolelli 413 14
141 S. Travaglia 410 -28
142 L. Sonego 402 -1
197 A. Giannessi 293 2
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WTA Ranking: Mertens si avvicina alle 15, a Madrid in palio il n.1 https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/07/wta-ranking-mertens-si-avvicina-alle-15-a-madrid-in-palio-il-n-1/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/07/wta-ranking-mertens-si-avvicina-alle-15-a-madrid-in-palio-il-n-1/#respond Mon, 07 May 2018 03:27:09 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=257203 Elise Mertens vince il terzo titolo stagionale e si posiziona al n.16 del ranking. Simona Halep potrebbe perdere la testa della classifica dopo Madrid, ma le possibilità sono comunque basse]]>

Terzo titolo dell’anno per Elise Mertens: dopo Hobart e Lugano, aggiunge al palmarès il torneo di Rabat e conquista la posizione n.16, suo nuovo best ranking. Nella RACE si porta addirittura al n.6. Insieme a Kvitova, è quella che ha vinto più titoli da inizio anno. È vero che sono tutti International, ma non scordiamoci della semifinale in Australia, raggiunta annichilendo Svitolina. Che sia una delle atlete da tenere d’occhio a Parigi?

LA TOP10 E LA TOP20  In attesa dei tornei Premier, in programma in questa e nelle prossime settimane, e del secondo slam stagionale, la classifica nei piani alti non subisce grosse modifiche. Sono stabili le prime 15 posizioni, ma già dalla prossima settimana potremmo avere dei cambiamenti interessanti per quanto riguarda il n.1. A Madrid, infatti, ci sarà l’ennesima sfida per il vertice tra Simona Halep e Caroline Wozniacki. La distanza tra le due si è ridotta a soli 330 punti: Simona è la campionessa uscente, mentre la danese “difende” solo un secondo turno. Il sorpasso non sarà facile però. In pratica, se Halep perde prima della semifinale, Wozniacki deve arrivare almeno in finale. Se invece la rumena si spinge più in là (semifinale o finale), Caroline deve vincere il titolo. Non dovrebbero esserci nuovi ingressi in top10 dopo Madrid. Risultati alla mano, sono fuori quasi tutte le principali antagoniste per un posto tra le dieci: hanno perso subito sia Vandeweghe sia Keys, mentre Kerber non si è presentata. Kasatkina non supererebbe l’attuale n.10, Kvitova, nemmeno vincendo il torneo. Resta quindi solo Goerges con ridottissime possibilità: la sua unica chance è vincere il titolo, purché non giochi in finale contro Kvitova. Si allontaneranno pesantemente dalla top20 Mladenovic, se non confermerà la finale di un anno fa, e Kuznetsova, semifinalista nella passata edizione ma già fuori per mano di Martic.

Pos. Giocatrice Punti Tornei Diff. dal 30/04/18
1 Simona Halep 8055 18 0
2 Caroline Wozniacki 6790 21 0
3 Garbiñe Muguruza 6065 23 0
4 Elina Svitolina 5450 18 0
5 Jelena Ostapenko 5273 20 0
6 Karolina Pliskova 5100 19 0
7 Caroline Garcia 4700 24 0
8 Venus Williams 4276 14 0
9 Sloane Stephens 3939 14 0
10 Petra Kvitova 3550 21 0
11 Angelique Kerber 3025 20 0
12 Julia Goerges 2980 24 0
13 Coco Vandeweghe 2738 17 0
14 Madison Keys 2722 18 0
15 Daria Kasatkina 2570 23 0
16 Elise Mertens 2520 24 3
17 Anastasija Sevastova 2505 23 -1
18 Ashleigh Barty 2318 18 0
19 Magdalena Rybarikova 2295 23 -2
20 Kiki Bertens 2135 26 0

UP AND DOWN IN TOP100 – I progressi maggiori li fa registrare Ajla Tomljanovic (+25, n.71), finalista a Rabat. Molti posti in più anche per Vera Lapko (+19, n.92), Kurumi Nara (+12, n.91) e per Taylor Townsend (+12, n.73), protagoniste in alcuni ITF in programma la scorsa settimana. Altri movimenti di rilievo:

32           +5          [ROU]   Mihaela Buzarnescu
45           +7          [SRB]     Aleksandra Krunic
53           +7          [TPE]     Su-Wei Hsieh

Escono di dalla top100 Mona Barthel (-45, n.111) e Ana Konjuh (-11, n.104). Perdono parecchie posizioni  Kristyna Pliskova (-20, n.94) e Varvara Lepchenko (-14, n.89). Segnaliamo anche:

31           -4           [RUS]    Anastasia Pavlyuchenkova
55           -5           [CZE]     Lucie Safarova
95           -7           [THA]    Luksika Kumkhum

IN E OFF DELLA PROSSIMA SETTIMANA – Sono, per le big, i punti di Madrid 2017. Le atlete che hanno più da perdere in top20 sono, oltre a Halep di cui abbiamo già detto, Vandeweghe e Bertens (quarti) e Rybarikova, semifinalista un anno fa:

Pos. Giocatrice Next Off 17th
1 Simona Halep 1000 60
2 Caroline Wozniacki 65 100
3 Garbiñe Muguruza 10 185
4 Elina Svitolina 10 55
5 Jelena Ostapenko 1
6 Karolina Pliskova 65 105
7 Caroline Garcia 10 100
8 Venus Williams
9 Sloane Stephens
10 Petra Kvitova 1
11 Angelique Kerber 120 1
12 Julia Goerges 10 180
13 Coco Vandeweghe 215 1
14 Madison Keys 10 1
15 Daria Kasatkina 10 55
16 Elise Mertens 30
17 Anastasija Sevastova 390 60
18 Ashleigh Barty 20
19 Magdalena Rybarikova 80 55
20 Kiki Bertens 215 30
56 Camila Giorgi 1
76 Sara Errani 8
135 Jasmine Paolini 8
166 Deborah Chiesa 5
262 Francesca Schiavone 10

CASA ITALIA

Ancora in forte discesa Francesca Schiavone che, senza i 180 punti della finale di Rabat, precipita di 106 posti fino al n.262. Camila Giorgi guadagna 2 posti (n.56) ma quelle che si distinguono per i grossi miglioramenti sono Sara Errani (+13, n.76) e Jasmine Paolini (+9, n.135). Il ranking medio della top5 italiana è 120,2.

Pos. Giocatrice Class. WTA Diff. dal 30/04/18
1 Camila Giorgi 56 0
2 Sara Errani 76 0
3 Jasmine Paolini 135 0
4 Deborah Chiesa 166 2
5 Roberta Vinci 168 0
6 Martina Trevisan 192 1
7 Jessica Pieri 219 1
8 Georgia Brescia 248 2
9 Francesca Schiavone 262 -5
10 Anastasia Grymalska 266 4
11 Camilla Rosatello 274 0
12 Cristiana Ferrando 284 0
13 Giulia Gatto-Monticone 289 -4
14 Stefania Rubini 309 0
15 Martina Di Giuseppe 314 0
16 Martina Caregaro 370 0
17 Gaia Sanesi 373 0
18 Federica Di Sarra 379 0
19 Alice Matteucci 422 0
20 Martina Colmegna 471 0

NEXT GEN RANKING

Una posizione in più per Vera Lapko (n.5) e per la quindicenne  Marta Kostyuk (n.9). Nelle retrovie si distinguono Anastasia Potapova, che guadagna 48 posti in classifica generale e staziona al n.190, e poco più indietro Katarina Zavatska, n.197 del ranking WTA con ben 63 posti in più rispetto a una settimana fa. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1998).

Pos. Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 30/04/18
1 Catherine Bellis 1999 44 0
2 Aryna Sabalenka 1998 46 0
3 Marketa Vondrousova 1999 68 0
4 Sofia Kenin 1998 90 0
5 Vera Lapko 1998 92 1
6 Viktoria Kuzmova 1998 109 -1
7 Anna Blinkova 1998 115 0
8 Caroline Dolehide 1998 126 0
9 Marta Kostyuk 2002 133 1
10 Sofya Zhuk 1999 139 -1

NATION RANKING

Unica novità tra le prime 10 posizioni del ranking riservato alle nazioni è il sorpasso dell’Ucraina sulla Spagna in nona posizione. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Pos. Nazione Punteggio Diff. dal 30/04/18
1 Stati Uniti 30 0
2 Repubblica Ceca 42 0
3 Francia 64 0
4 Romania 69 0
5 Russia 73 0
6 Germania 82 0
7 Australia 99 0
8 Ucraina 109 1
9 Spagna 110 -1
10 Cina 129 0

LE TOP 50

1 0 [ROU] Simona Halep 26 8055 18
2 0 [DEN] Caroline Wozniacki 27 6790 21
3 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 6065 23
4 0 [UKR] Elina Svitolina 23 5450 18
5 0 [LAT] Jelena Ostapenko 20 5273 20
6 0 [CZE] Karolina Pliskova 26 5100 19
7 0 [FRA] Caroline Garcia 24 4700 24
8 0 [USA] Venus Williams 37 4276 14
9 0 [USA] Sloane Stephens 25 3939 14
10 0 [CZE] Petra Kvitova 28 3550 21
11 0 [GER] Angelique Kerber 30 3025 20
12 0 [GER] Julia Goerges 29 2980 24
13 0 [USA] Coco Vandeweghe 26 2738 17
14 0 [USA] Madison Keys 23 2722 18
15 0 [RUS] Daria Kasatkina 20 2570 23
16 3 [BEL] Elise Mertens 22 2520 24
17 -1 [LAT] Anastasija Sevastova 28 2505 23
18 0 [AUS] Ashleigh Barty 22 2318 18
19 -2 [SVK] Magdalena Rybarikova 29 2295 23
20 0 [NED] Kiki Bertens 26 2135 26
21 0 [JPN] Naomi Osaka 20 2081 23
22 0 [FRA] Kristina Mladenovic 24 2005 29
23 0 [GBR] Johanna Konta 26 1995 21
24 0 [AUS] Daria Gavrilova 24 1925 23
25 0 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 1840 24
26 0 [CZE] Barbora Strycova 32 1715 24
27 1 [RUS] Svetlana Kuznetsova 32 1618 15
28 3 [CHN] Shuai Zhang 29 1550 29
29 0 [EST] Anett Kontaveit 22 1535 23
30 0 [POL] Agnieszka Radwanska 29 1525 20
31 -4 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 26 1520 24
32 5 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1393 31
33 -1 [RUS] Ekaterina Makarova 29 1380 20
34 -1 [SVK] Dominika Cibulkova 28 1380 22
35 -1 [FRA] Alizé Cornet 28 1355 28
36 -1 [ROU] Sorana Cirstea 28 1325 24
37 2 [CHN] Shuai Peng 32 1282 24
38 -2 [ROU] Irina-Camelia Begu 27 1270 26
39 -1 [UKR] Lesia Tsurenko 28 1260 26
40 0 [CRO] Petra Martic 27 1245 13
41 0 [HUN] Timea Babos 24 1241 26
42 0 [GRE] Maria Sakkari 22 1197 24
43 0 [RUS] Elena Vesnina 31 1175 23
44 0 [USA] Catherine Bellis 19 1170 19
45 7 [SRB] Aleksandra Krunic 25 1155 23
46 1 [BLR] Aryna Sabalenka 20 1128 23
47 1 [BEL] Alison Van Uytvanck 24 1116 23
48 -2 [SUI] Timea Bacsinszky 28 1102 11
49 -4 [USA] Danielle Collins 24 1097 25
50 -1 [CRO] Donna Vekic 21 1090 25

Legenda – Nella top 50 trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice- anni – punti – tornei.

LA RACE

1 0 [DEN] Caroline Wozniacki 27 2820 7
2 0 [ROU] Simona Halep 26 2485 6
3 0 [GER] Angelique Kerber 30 2110 7
4 2 [CZE] Petra Kvitova 28 1902 9
5 -1 [UKR] Elina Svitolina 23 1855 7
6 2 [BEL] Elise Mertens 22 1756 8
7 -2 [CZE] Karolina Pliskova 26 1720 7
8 -1 [JPN] Naomi Osaka 20 1521 7
9 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 1352 9
10 0 [RUS] Daria Kasatkina 20 1325 11
11 0 [USA] Sloane Stephens 25 1137 6
12 0 [GER] Julia Goerges 29 1106 8
13 0 [LAT] Jelena Ostapenko 20 1049 9
14 0 [FRA] Caroline Garcia 24 902 9
15 0 [USA] Danielle Collins 24 871 9
16 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 820 14
17 -1 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 773 8
18 [TPE] Su-Wei Hsieh 32 743 13
19 [CHN] Shuai Zhang 29 738 13
20 -3 [NED] Kiki Bertens 26 734 9

Legenda – Nella RACE trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice – anni – punti – tornei

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https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/07/wta-ranking-mertens-si-avvicina-alle-15-a-madrid-in-palio-il-n-1/feed/ 0
ATP Ranking: Tsitsipas e Seppi in top 50, Nadal ancora in vetta https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/01/atp-ranking-tsitsipas-e-seppi-top-50-nadal-ancora-vetta/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/05/01/atp-ranking-tsitsipas-e-seppi-top-50-nadal-ancora-vetta/#respond Tue, 01 May 2018 08:00:50 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=256730 Rafa trionfa anche a Barcellona e si tiene stretto il numero 1. Continua la crescita del giovane greco. Cecchinato guadagna 33 posizioni e sale a best ranking: è numero 59]]>

“…La sua ascesa, quindi, non finirà qui”. Parlando di Stefanos Tsitsipas, la scorsa settimana avevamo concluso l’analisi della classifica ATP con queste parole dal sapore vagamente profetico (si parva licet). Per consecutio logica, quindi, ripartiamo da qui per commentare quanto successo in questo lasso di tempo. Il ventenne ateniese, già nettamente il miglior tennista greco all-timegrazie alla finale di Barcellona – la prima della sua vita in un torneo ATP – è salito dalla 63esima alla 44esima posizione assoluta.

Crediamo che un simile progresso, giunto dopo aver sconfitto tre avversari di classifica nettamente superiore alla sua (Schwartzman, Ramos-Vinolas e Carreno Busta) ed un ragazzo dotato di grande talento come Corentin Moutet,  possa ampiamente consolarlo per la batosta rimediata in finale contro Nadal che, di questi tempi, è però intrattabile per chiunque sui campi in mattoni tritati. La più che annunciata vittoria del maiorchino non ha cambiato nulla nelle prime dieci posizioni e molto poco nelle successive dieci:

CLASSIFICA GENERALE TOP 20
Classifica ATP Giocatore Nazione Punteggio Variazione
1 R. Nadal Spagna 8770
2 R. Federer Svizzera 8670
3 A. Zverev Germania 5195
4 M. Cilic Croazia 4985
5 G. Dimitrov Bulgaria 4950
6 JM del Potro Argentina 4470
7 D. Thiem Austria 3545
8 K. Anderson Sud Africa 3390
9 J. Isner USA 3125
10 D. Goffin Belgio 3020
11 P. Carreno Busta Spagna 2440
12 N. Djokovic Serbia 2220
13 S. Querrey USA 2220
14 R. Bautista Agut Spagna 2175 1
15 J. Sock USA 2155 1
16 D. Schwartzman Argentina 2130 1
17 T. Berdych R. Ceca 2060 1
18 L. Pouille Francia 1995 -4
19 F. Fognini Italia 1840 1
20 M. Raonic Canada 1835 1

Il recente eversore in coppa Davis di Fognini e Seppi, Lucas Pouille, si allontana di quattro piazze dalla decima che occupava poco più di un mese fa; registriamo invece con patriottica soddisfazione il piccolo progresso di Fabio Fognini che sale al diciannovesimo posto. Molto più significativo il salto avanti in classifica di Marco Cecchinato che, oltre a vincere per la prima volta in carriera un torneo ATP, raggiunge anche per la prima volta la top 60.

Il suo precedente “best ranking” risaliva all’ottobre del 2015 ed era l’82esimo. Andreas Seppi, sconfitto da Cecchinato in semifinale a Budapest, rientra in top 50, ben 37 gradini più in alto rispetto a inizio 2018. Di seguito la tabella relativa ai giocatori italiani entro le prime 200 posizioni:

ITALIANI TOP 100
Classifica ATP Giocatore Punteggio Var.
19 F. Fognini 1840 1
48 A. Seppi 1021 7
59 M. Cecchinato 891 33
76 P. Lorenzi 725 -10
100 T. Fabbiano 601
102 M. Berrettini 594 2
113 S. Travaglia 494 -5
141 L. Sonego 402 18
153 S. Bolelli 373 2
191 S. Napolitano 302 -8
199 A. Giannessi 293 -37

Dietro di loro, tra la posizione numero 200 e la 300 ci sono sei italiani e tra questi il redivivo Gianluigi Quinzi che, grazie alla vittoria al Challenger di Francavilla, è salito al numero 265 (+82); vedremo se il challenger di Ostrava in corso in questi giorni confermerà i suoi progressi e riaccenderà le ormai sopite speranze italiane di vederlo un giorno tra i migliori del pianeta.

Nella classifica avulsa valida ai fini della qualificazione alle Finals londinesi troviamo Rafael Nadal al terzo posto e, in quella che determinerà i partecipanti alle Next Generation milanesi, Stefanos Tsitsipas al secondo:

ATP FINALS

Posizione

Giocatore

Nazione

Punteggio

Classifica ATP

1

R. Federer

Svizzera

3110

2

2

JM del Potro

Argentina

2120

6

3

R. Nadal

Spagna

1860

1

4

M. Cilic

Croazia

1650

4

5

A. Zverev

Germania

1285

3

6

H. Chung

Corea Sud

1280

22

7

G. Dimitrov

Bulgaria

1255

5

8

J. Isner

USA

1085

9

NextGen
Posizione Giocatore Nazione Nato nel Punteggio Classifica ATP
1 A. Zverev Germania 1997 1285 3
2 S. Tsitsipas Grecia 1998 599 44
3 T. Fritz USA 1998 486 66
4 A. Rublev Russia 1997 440 31
5 F. Tiafoe USA 1998 433 64
6 A. de Minaur Australia 1999 370 111
7 D. Shapovalov Canada 1999 325 42
8 M. Polmans Australia 1997 198 168

I tre tornei 250 in corso questa settimana (Estoril, Monaco e Istanbul) non potranno aritmeticamente determinare significativi scossoni alla classifica e non vedono in campo il numero 1 al mondo intento a ricaricare le batterie (peraltro pressoché intonse) in vista dei tornei 1000 di Madrid e Roma, nei quali nel 2017 ottenne rispettivamente la vittoria e il quarto di finale. Viste le sue attuali condizioni di forma è difficile pensare che qualcuno possa impedirgli di fare complessivamente meglio dello scorso anno. Se il Maestro di Basilea non cambierà la decisione di tenere i suoi divini calzari alla larga dalla terra rossa, per dare un po’ di suspense alle prossime performance dell’ispanico non ci resta che sperare in un nutrizionista.

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Rafa imperatore. Italia, qualcosa bolle in pentola https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/30/rafa-imperatore-italia-qualcosa-bolle-pentola/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/30/rafa-imperatore-italia-qualcosa-bolle-pentola/#respond Mon, 30 Apr 2018 16:25:15 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=256482 Numeri da capogiro per Nadal. Lorenzi in crisi nera, ma si vede un buon Sonego. I primi squilli di Tsitsipas]]>

0 – le volte in cui Coco Vandeweghe era arrivata ai quarti di finale nel 2018. La tennista nata a New York nel dicembre del 1991, quest’anno aveva giocato poco e male, perdendo all’esordio in due dei tre tornei ai quali aveva partecipato (contro Babos a Melbourne e con Collins a Miami) e fermandosi al secondo turno a Indian Wells, dove perse con Sakkari. Tutte sconfitte contro tenniste non incluse nella top 50 al momento in cui si sono giocate le partite. La statunitense, due week-end fa sconfitta da Mladenovic in Fed Cup, era iscritta al ricco Porsche Tennis Grand Prix, torneo della categoria Premier che si gioca a Stoccarda, dove partecipava per la seconda volta, senza aver mai mostrato tra l’altro attitudine per la terra rossa: era arrivata solo una volta nei quarti, a Madrid l’anno scorso, in un torneo su questa superficie. Sembrava lontana per lei la condizione del 2017, che le aveva permesso di entrare nella top 10 e di sconfiggere due numero 1 del mondo, peraltro durante dei Majors (Kerber a Melbourne, Pliskova a New York). Coco era stata anche grande protagonista in Fed Cup, vinta in finale in Bielorussa grazie ai suoi punti in singolare e in doppio (in quest’ultimo caso con l’aiuto di Rogers): ma non solo, era stata decisiva anche nei turni precedenti, con quattro vittorie in quattro incontri. A Stoccarda per arrivare in finale la scorsa settimana, ha avuto la meglio su tre top 10: ha prima sconfitto (6-2 6-0) Sloane Stephens, 9 WTA; poi Siegemund (6-4 4-6 6-3), 100 WTA (ma a Stoccarda campionessa nel 2017 e finalista nel 2016). Nei quarti ha nuovamente avuto la meglio (6-4 6-1) su una numero 1, Simona Halep, mentre in semifinale a capitolare (6-4 6-1) è stata Garcia, 7 WTA. In finale la statunitense, pur avendo vinto tre dei cinque precedenti, si è arresa a Karolina Pliskova, 6 WTA, uscita vincitrice dal confronto con il punteggio di 7-6(2) 6-4. Coco is coming back.

1 – la vittoria nel circuito maggiore di Lorenzo Sonego prima di partecipare all’ATP 250 di Budapest. Il quasi 23enne piemontese (compie gli anni l’11 maggio), dopo essersi qualificato a Melbourne (eliminando anche Tomic) aveva ottenuto lo scorso gennaio una bella vittoria su Robin Haase, in quel momento 43 ATP. Dopo l’exploit australiano, che aveva confermato le possibilità nel grande tennis fatte intravedere già al Foro Italico nel 2016, quando perse d’un soffio da Joao Sousa, Lorenzo si era iscritto alle quali di Sofia e si era poi dedicato al circuito Challenger, grazie al quale, con la semifinale di Bergamo e ai quarti a Quijing, aveva guadagnato un’altra ventina di posizioni, salendo sino al 157esimo posto della scorsa settimana. Una crescita che aveva mostrato come la vittoria su Haase non fosse stato un episodio isolato, come avvenuto invece con la bella prova agli Internazionali d’Italia 2016. Infatti, dopo quella partita, giocata da 330 ATP, Lorenzo era addirittura sceso in classifica sino a sprofondare, a fine settembre 2017, al 440 ATP. Per fortuna, però, la vittoria del Challenger di Ortisei e la finale in quello di Ismaning, oltre che due finali successive in tornei Futures, gli avevano fatto raggiungere la migliore classifica di sempre, poco sotto ai primi 200, al termine dello scorso anno. Una evoluzione lenta ma costante confermata appunto questa settimana a Budapest, dove è stato innanzitutto bravo a qualificarsi sconfiggendo (6-3 6-2) Gerald Melzer, 116 ATP; e Yannick Maden (duplice 6-4). Nel tabellone principale ha prima eliminato con lo score di 6-7 (2) 7-6(8) 6-4, al termine di una battaglia di 2 ore e 40 minuti -e dopo aver salvato due match point– il qualificato polacco Hurkacz, 182 ATP. Negli ottavi ha ottenuto lo scalpo sin qui più prestigioso della carriera, sconfiggendo Richard Gasquet, 29 ATP, col punteggio di 6-4 7-6 (5). Nei quarti, opposto a Aljaz Bedene, 57 ATP, si è arreso allo sloveno, vincitore col punteggio di 6-3 3-6 6-2. Lorenzo cresce, a piccoli passi, ma questa volta non vuole fermarsi.

3 – i tennisti italiani capaci, negli ultimi dodici anni, di conquistare tornei ATP. Oltre a Paolo Lorenzi (vincitore a Kitzbuhel nel 2016), erano stati solo Fognini, con sei titoli (Stoccarda e Amburgo 2013, Vina del Mar 2014, Umago 2016, Gstaad 2017, San Paolo 2018) e Seppi con tre (Eastbourne 2011, Mosca e Belgrado 2012) a tirare la carretta del tennis maschile italiano. Più volte si è denunciata l’assoluta mancanza di ricambi dello stesso livello di questi due tennisti, ormai più che trentenni, ma autori, quando il loro bilancio può essere solo parziale, di ottime carriere. Fabio e Andrea, anzi, come evidenziato la settimana scorsa, sono autori di una prima parte di stagione tra le migliori della loro più che decennale carriera, ma non si intravedeva chi nel breve periodo potesse prima affiancarli e poi sostituirli. Questa settimana, arriva in tal senso qualche piccola buona notizia, seppur non da enfatizzare e sebbene si debba attendere la riprova del campo nei prossimi mesi. Infatti, Gianluigi Quinzi, sin qui arrivato al massimo tre volte in semifinale a livello Challenger, ha conquistato, perdendo nel suo cammino un solo set, a Francavilla il suo primo titolo a questo livello, sconfiggendo Casper Ruud nell’atto conclusivo del torneo. Ma, soprattutto, Cecchinato, a 25 anni e mezzo, ha conquistato il primo titolo ATP, trionfando in finale a Budapest su Millman. Ancora è impossibile poter sperare che il siciliano ricalchi la carriera di Fognini e Seppi: Marco prima di questa settimana a livello ATP aveva raggiunto solo una volta i quarti di finale, a Bucarest nel 2016, e ancora deve vincere a livello del circuito maggiore un match non giocato sulla sua amata terra battuta. Fatte queste premesse, Cecchinato è stato però bravo a sconfiggere un avversario in difficoltà di risultati e già da lui superato in due circostanze, quel Dzhmur, 32 ATP, eliminato a Budapest col punteggio di 6-3 6-1. Per il resto, non ha dovuto eliminare nessun top 50, ma sono comunque buone le vittorie ottenute contro due tennisti in forma. Ci riferiamo ai successi nei quarti con Struff (5-7 6-4 6-2), 61 ATP; e in semifinale con Seppi (5-7 7-6(4) 6-3), 55 ATP. Due partite che mostrano due grandi qualità di Cecchinato, la capacità di non arrendersi mai e la voglia di arrivare nel grande tennis. Per dire se ci arriverà davvero, dovremo aspettare, ma questo successo potrebbe aiutarlo molto psicologicamente e rappresentare, come gli auguriamo, un trampolino di lancio della sua carriera. Se a tutto questo si aggiungono i quarti raggiunti, sempre nell’ATP 250 di Budapest, da Sonego, si può ben dire che qualcosa (vedremo quanto buono sia) bolle in pentola nel tennis italiano.

4- le volte (Australian Open, Dubai, Indian Wells e Miami) nelle quali Karolina Pliskova nel 2018 si era fermata ai quarti di finale. Solo in una circostanza aveva fatto meglio (a Brisbane, dove è stata sconfitta da Svitolina) e in appena una peggio (a Doha, fermata dalla Bellis). Una serie di piazzamenti che l’avevano comunque fatta arrivare nella top ten della Race 2018, pur in un anno senza acuti, nel quale aveva perso tutte e tre le volte che aveva affrontato una top 10. L’ex numero 1 del mondo è arrivata a Stoccarda, una settimana prima, protagonista nel week-end della semifinale di Fed Cup, nel quale aveva ottenuto la prima vittoria del 2018 contro una top 20, Kerber, perdendo poi da Georges. La terra rossa non è certamente la superficie preferita di Karolina, che sul mattone tritato aveva raggiunto solo una finale, perdendola nel 2014 nel piccolo International di Norimberga da Bouchard, e appena due semi (Praga 2016 e Roland Garros 2017). Le condizioni indoor in cui si gioca a Stoccarda hanno magari aiutato la ceca, in ogni caso capace di esprimere un buonissimo tennis, sin dai primi due turni, nei quali ha sconfitto senza patemi prima Bertens (duplice 6-2), 22 WTA, poi la qualificata russa Veronika Kudermetova (7-6 6-3), 193 WTA.  Nei quarti la vittoria (5-7 7-5 6-4) sulla detentrice del Roland Garros, Jelena Ostapenko, 5 del mondo, ha fatto da apripista per il successo (6-4 6-2) in semifinale su Kontaveit.  In finale, superando Vandeweghe, 16 WTA, col punteggio di 7-6(2) 6-4 ha conquistato il decimo titolo in carriera, rompendo un digiuno che durava dallo scorso giugno, quando la ceca vinse a Eastbourne.

15 – le sconfitte nelle ultime diciassette partite giocate nel circuito da Paolo Lorenzi. Il toscano tennisticamente è rimasto purtroppo a New York e all’ottavo di finale giocato contro Kevin Anderson. Dopo quella partita, nella quale Paolo nel quarto parziale era un break avanti per portare il match al quinto, il 2017 si era concluso con sole sconfitte, ben sette. Il 2018 sembrava essere partito in maniera diversa: dopo aver perso a Doha in tre set con Monfils (che avrebbe poi vinto il torneo), erano arrivate due vittorie a Sydney e la partita persa in cinque set contro Dzhumur a Melbourne. Con l’arrivo dei tornei sulla terra sudamericana, tutto sembrava far pensare che Paolo si potesse riprendere, ma la fascite plantare ha scombussolato i suoi piani e, dopo la sconfitta al primo turno di Quito, il toscano è tornato in campo solo a fine marzo. Sono arrivate purtroppo ben cinque sconfitte consecutive al primo turno, tutte contro avversari non nella top 50, tutti tennisti che il Paolo dell’anno scorso avrebbe molto probabilmente sconfitto. L’ultimo episodio di questa triste vicenda si è verificato a Budapest, contro quel Basilashvili, sconfitto da Lorenzi in occasione della finale di Kitzbuhel 2016, suo unico titolo in carriera a livello ATP: il toscano ha perso col netto punteggio di 6-4 6-2. Conoscendo Paolo, risorgerà dalle sue ceneri.

40 – il best career ranking di Pauline Parmentier, vincitrice della undicesima edizione dell’International di Istanbul, un torneo che vanta nel proprio albo d’oro star del tennis come Venus Williams, Dementieva, Radwanska, Svitolina (campionessa nel 2017) e Wozniacki. La trentaduenne francese non ha sin qui brillato negli appuntamenti che contano: non ha mai sconfitto una top ten, non è mai giunta nei quarti di un torneo Premier e solo una volta è arrivata alla seconda settimana di un Major, nel 2014 al Roland Garros, quando fu fermata agli ottavi da Muguruza. Prima di Istanbul, aveva vinto già due tornei, entrambi piccoli e molto datati: nel 2007 si impose a Tashkent su una diciottenne Azarenka, nel 2008 a Bad Gastein su Hradecka, un successo che le garantì il miglior piazzamento in classifica e l’accesso nella top 40. Nel 2018, pur giocando anche diverse quali e ITF, aveva vinto prima di Istanbul appena tre partite, scivolando al 122° posto del ranking WTA. Pauline era arrivata in Turchia reduce dal nefasto week-end di Fed Cup, durante il quale aveva perso, senza conquistare un set, entrambi i singolari giocati contro Keys e Stephens. A Istanbul la transalpina, a distanza di quasi dieci anni dall’ultima volta, ha raggiunto la finale nel circuito maggiore sconfiggendo nell’ordine: la wild card locale Aksu (duplice 6-2), 222 WTA; Putinsteva (6-2 2-6 6-3), 83 WTA; la numero 2 del mondo Wozniacki (ritiratosi all’inizio del terzo set); Begu (6-3 6-4), 37 WTA. In finale, la francese si è imposta sull’altra sorpresa del torneo, Polona Hercog, 75 WTA: Pauline ha conquistato il titolo col punteggio di 6-4 3-6 6-3.

77 – i set vinti, a fronte di solo 4 persi, da parte di Rafael Nadal sulla terra battuta dal 2017 in poi. Una serie incredibile di trentacinque vittorie e una sola sconfitta (contro Thiem nei quarti di Roma lo scorso anno) che sbalordirebbe chiunque, se non si stesse parlando del tennista più forte di tutti i tempi sul rosso. Il numero 1 al mondo sta dominando i suoi avversari anche nella fase matura della carriera, quella di atleta ormai trentenne: molti ipotizzavano che una volta persa la capacità atletica di atleta fresco ventenne, Rafa avrebbe avuto serie difficoltà anche sulla sua superficie preferita. Un dato può far capire meglio di mille parole il suo dominio e come le cassandre siano state smentite: nei settantasette set vinti nel lasso temporale considerato, solo in cinque occasioni i suoi avversari hanno fatto almeno cinque game. Inoltre, sempre analizzando i suoi dati sulla terra battuta dal 2017 in poi, solo in dieci occasioni, nelle trentasei partite giocate, i tennisti da lui affrontati hanno terminato l’incontro con una media superiore ai tre game vinti per set: numeri incredibili nel tennis moderno, così equilibrato, uno sport dove ormai moltissimi giocatori si aiutano quantomeno col servizio per non prendere “imbarcate”. Anche a Barcellona, seppur aiutato da un buon tabellone, che gli ha fatto incontrare un solo top 50 (Goffin) Rafa ha confermato come, se in salute, tra lui e gli altri tennisti, sulla terra battuta, vi siano diverse spanne di differenza. Nadal ha sconfitto nell’ordine Carballes Baena (duplice 6-4), 77 ATP; Garcia Lopez (6-1 6-3), 69 ATP; Kilizan (6-0 7-5), 140 ATP. In semifinale, non c’è stato scampo (6-4 6-0) nemmeno per Goffin, 10 ATP, mentre in finale ad inchinarsi è stato il giovane greco Tsitsipas, al quale sono stati lasciati appena tre giochi (6-2 6-1) per conquistare per l’undicesima volta l’ATP 500 di Barcellona. Rafa XI, imperatore e dominatore assoluto di Montecarlo, Roma, Madrid, Parigi e di tutti i campi di tennis al mondo in terra rossa.

94 – la classifica della scorsa settimana per John Millman, australiano classe 89 finalista all’ATP 250 di Budapest. Il tennista nato a Brisbane, sulla terra non aveva mai ottenuto buoni risultati, non solo a livello ATP, dove prima della tappa ungherese non aveva mai vinto una partita, ma anche a livello challenger, dove aveva raggiunto appena una finale (Vicenza 2015) e un quarto di finale. Una settimana di agosto del 2016 era stata sinora la sua migliore esperienza nel circuito maggiore: a Winston Salem, arrivò alle semifinali – prima e unica volta nel circuito maggiore – dopo aver eliminato nei quarti Gasquet, allora 15 ATP. Il suo best career ranking – 60 ATP nel maggio 2016 – era stato del resto costruito grazie a una serie di buoni risultati nei challenger giocati sul cemento all’aperto (9 successi e 5 finali sin qui), una superficie sul quale si era concesso anche il lusso di sconfiggere Kyrgios al primo turno degli ultimi US Open, in quella che è sin qui l’altra vittoria prestigiosa della sua carriera. A causa di alcuni malanni fisici (già l’anno scorso è finito sotto i ferri) si era ritirato nelle ultime settimane dalle quali di Rotterdam e dal tabellone di Houston, arrivando a Budapest con appena quattro eventi ATP giocati nel 2018. In Ungheria, prima ha sconfitto (6-4 7-5) Radu Albot, 97 ATP; poi ha ottenuto al secondo turno il successo più importante relativamente alla classifica dell’avversario sconfitto: John ha estromesso dal torneo (6-3 6-4) Pouille, 14 ATP. Nei quarti ha superato anche la più classica delle prove del nove, eliminando (2-6 6-1 6-4) Maden, 134 ATP. In semifinale è venuto fuori da una partita spezzettata in due giorni a causa della pioggia e durata in campo 2 ore e 52 minuti, al termine dei quali ha raggiunto la finale col punteggio di  2-6 7-6 (3) 7-6(5) dopo aver annullato tre match point a Bedene, 57 ATP. Nell’ultima partita del torneo, nulla ha potuto contro il nostro Cecchinato, vincitore col punteggio di 7-5 6-4.

207 – la classifica di Stefanos Tsitispas, appena 52 settimane fa. Il greco, che a fine marzo 2017 perdeva in una semi di un Futures a Santa Margherita di Pula dal nostro Giustino, è stato autore di una crescita eccezionale negli ultimi mesi, in particolare dallo scorso settembre, quando ha vinto il Challenger di Genova e è arrivato in finale in quello di Brest. Nei mesi finali della passata stagione, soprattutto, ha sconfitto un top 50 (Struff), due top 40 come Kachanov a Shanghai e Cuevas ad Anversa. Nella città belga, soprattutto, il greco si è dimostrato capace di sconfiggere – al tie-break del terzo set – il beniamino di casa David Goffin, che nelle settimane successive sarebbe assurto ad assoluto protagonista del tennis mondiale con la finale al Masters e in Davis. Nel 2018 erano sin qui arrivate tre vittorie importanti contro top 50 (Gasquet a Doha, Kohlschreiber a Dubai e Shapovalov a Montecarlo) e due quarti di finale (sempre in Arabia, all’ATP 250 di Doha e all’ATP 500 di Dubai), piazzamenti che proprio la scorsa settimana, quando ad agosto compirà 20 anni, lo avevano portato al numero 63 ATP, best career ranking. Un record che verrà ritoccato dopo lo splendido torneo fatto a Barcellona, dove ha costruito il migliore risultato della sua giovanissima carriera. Stefanos è arrivato infatti in finale senza perdere un set, sconfiggendo, tra gli altri, un top 10 e un top 20. Nell’ordine, ha infatti superato (6-4 6-1) Moutet, 137 ATP; poi Schwartzman (6-2 6-1), 17 ATP; Ramos Vinolas (6-4 7-5), 40 ATP e nei quarti il finalista del torneo catalano nel 2017, Dominic Thiem (6-3 6-2), 7 ATP. In semifinale, anche l’undicesimo tennista del ranking, Carreno Busta, è stato sconfitto col punteggio di 7-5 6-3. In finale, il greco non ha potuto fare altro che inchinarsi allo strapotere di Nadal, vincitore col punteggio di 6-2 6-1. Il suo rovescio a una mano e il suo essere un personaggio interessante, dotato di un tennis potenzialmente brillante, fanno credere che lo potremo vedere diverse altre volte giocare la domenica.

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ATP Ranking: Nadal fa 47, Alexander Zverev di nuovo sul podio https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/24/atp-ranking-nadal-fa-47-alexander-zverev-di-nuovo-sul-podio/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/24/atp-ranking-nadal-fa-47-alexander-zverev-di-nuovo-sul-podio/#respond Tue, 24 Apr 2018 17:49:14 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=255735 Rafa conquista il 31esimo Masters 1000 in carriera (superato Djokovic a quota 30) e si tiene stretto il numero 1 del mondo. Nishikori risale al n.14]]>

Grazie all’undicesima vittoria nel Montecarlo Rolex Masters, Rafael Nadal in un solo colpo ha:

  • mantenuto la testa della classifica ATP
  • raggiunto Novak Djokovic a quota 47 nel numero di cosiddetti “Big Title” conquistati in carriera, ovvero 16 Slam e 31 Masters 1000 (Novak oltre ai 12 Slam e 30 Master 1000 vanta 5 ATP Finals), a sei allori di distanza da Roger Federer (20 Slam, 27 Master 1000 e 6 ATP Finals per l’elvetico);
  • fatto irruzione nella classifica avulsa valida per la qualificazione alle Finals londinesi che lo vede ora quarto alle spalle di – in ordine crescente – Cilic, del Potro e Federer.

Non male per un campione quasi trentaduenne che non più tardi di tre mesi fa versava lacrime di rabbia a causa di un infortunio dopo l’uscita di scena agli Australian Open. Vedremo questa settimana a Barcellona se a versare lacrime continueranno a essere i suoi avversarise qualcuno riuscirà a trovare l’antidoto a una supremazia a tratti quasi imbarazzante sui manti rossi.

Nel frattempo un redivivo Kei Nishikori si consola della sconfitta subita in finale per mano del maiorchino, raggiungendo una posizione più consona ai suoi nobili trascorsi tennistici: la 22esima. La sua vittima in semifinale – Alexander Zverev – sale sul gradino inferiore del podio, scacciando Cilic che pochi giorni fa ribadiva al colto e all’inclita la propria ferrea volontà di conquistare la vetta della classifica. Un quarto di finale in un torneo su terra non è certo un risultato da buttare per un giocatore con le sue caratteristiche. Però… Gli amanti del bello stile tennistico saranno lieti di accogliere il ritorno in top 30 di Richard Gasquet, da lunedì 29esimo, mentre va decisamente meno bene ad Albert Ramos-Vinolas, finalista sul centrale monegasco 12 mesi fa e quest’anno sconfitto da Kohlschreiber al secondo turno, che ruzzola dal 24esimo gradino al 40esimo.

CLASSIFICA GENERALE TOP 20

Classifica ATP

Giocatore

Nazione

Punteggio

Variazione

1

R. Nadal

Spagna

8770

2

R. Federer

Svizzera

8670

3

A. Zverev

Germania

5195

 +1

4

M. Cilic

Croazia

4985

 -1

5

G. Dimitrov

Bulgaria

4950

6

JM del Potro

Argentina

4470

7

D. Thiem

Austria

3755

8

K. Anderson

Sud Africa

3390

9

J. Isner

USA

3125

10

D. Goffin

Belgio

2930

11

P. Carreno Busta

Spagna

2305

 +1

12

N. Djokovic

Serbia

2220

 +1

13

S. Querrey

USA

2220

 +1

14

L. Pouille

Francia

2200

 -3

15

R. Bautista Agut

Spagna

2175

 +1

16

J. Sock

USA

2155

+1

17

D. Schwartzman

Argentina

2130

-2

18

T. Berdych

R. Ceca

2060

19

H. Chung

Corea del Sud

1897

20

F. Fognini

Italia

1840

Capitolo italiani. Andreas Seppi a Montecarlo è stato fermato al terzo turno, ma la sconfitta non gli ha impedito di guadagnare 7 posti. Difficile trovare aggettivi senza scadere nella retorica per descrivere ciò che sta facendo l’altoatesino che ha iniziato la stagione alla 86esima posizione. Chapeau!

Classifica ATP Giocatore Punteggio Var.
20 F. Fognini 1840  =
55 S. Seppi 951 7
66 P. Lorenzi 815 -3
92 M. Cecchinato 664 8
99 T. Fabbiano 611 4

Capitolo giovani. Le performance di livello assoluto di Alexander Zverev nelle ultime due stagioni fanno talvolta dimenticare che il giovane teutonico è anche, per diritto anagrafico, un membro di quella Next Generation che un giorno si presume dovrà ereditare il mondo tennistico. Il divario tra lui e i suoi pari è abissale in termini di punteggio:

Posizione Giocatore Nazione Nato nel Punteggio Classifica ATP
1 A. Zverev Germania 1997 1285 3
2 T. Fritz USA 1998 486 65
3 A. Rublev Russia 1997 440 31
4 F. Tiafoe USA 1998 433 62
5 A. de Minaur Australia 1999 370 114
6 D. Shapovalov Canada 1999 325 43
7 S. Tsitsipas Grecia 1998 299 63
8 M. Polmans Australia 1997 198 167

Alle spalle di Sascha alcuni ragazzi si stanno mettendo in luce e, tra questi, c’è sicuramente  Stefanos Tsitsipas. L’ateniese, noto al pubblico italiano sin dal 2016 quando stravinse il Bonfiglio con uno stile di gioco scintillante, non ha bruciato le tappe come forse lui stesso si attendeva, ma ha avuto una crescita costante che lo ha portato a raggiungere la top 200 nel giugno 2017; la top 100 a ottobre e la sua miglior posizione di sempre – la sessantatreesima – a fine aprile. Mentre scriviamo questo articolo apprendiamo che il ventenne greco ha superato il primo turno del torneo di Barcellona battendo in due set un altro giovane talentuoso (e bizzoso), Corentin Moutet. La sua ascesa, quindi, non finirà qui.

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Le 68 vittorie di Rafa, i 40 mesi di Nishikori https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/24/le-68-vittorie-di-rafa-40-mesi-di-nishikori/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/24/le-68-vittorie-di-rafa-40-mesi-di-nishikori/#respond Tue, 24 Apr 2018 17:30:21 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=255629 Il maiorchino si conferma ingiocabile nel Principato. Il giapponese torna a battere due top 10 nello stesso torneo dopo più di 3 anni. Questi solo due tra i numeri chiave della settimana]]>

7 – la serie di sconfitte consecutive in incontri a livello ATP interrotta da Marco Cecchinato a Monte Carlo. La vittoria su Damir Dzhumur, 31 ATP, oltre che la più importante relativamente al ranking dell’avversario sconfitto, ha interrotto una lista di sconfitte a livello ATP iniziata lo scorso luglio a Umago con la sconfitta patita da Dodig, dopo aver battuto Gilles Simon, allora 36 ATP in quello che era appena la quarta vittoria in carriera nel circuito maggiore. Il siciliano classe 92, entrato nei primi 200 nell’estate 2013 e tra i primi 100 a fine 2015, grazie a risultati ottenuti soprattutto nei Challenger, (best career ranking: 82) nel circuito ATP ha raggiunto solo una volta i quarti di finale, nel 2016 quando a Bucarest sconfisse Baghdatis e Dzhumur (ancora lui!). Un bilancio complessivo di cinque successi (il quinto a Pesaro in Coppa Davis a punteggio acquisito contro Bossel, allora nemmeno nella top 300) e ventinove sconfitte nel circuito maggiore lo rimanda almeno sinora nel tennis che conta. Tuttavia, il siciliano, che contro i top 100 ha una percentuale migliore di successi rispetto a quella nei match disputati nei tornei ATP – ha vinto 23 volte su 66 che ha affrontato tennisti con quella classifica- quantomeno sulla terra rossa, dove quest’anno si è qualificato a Buenos Aires e Rio e dove a livello Challenger ha vinto il torneo di Santiago e fatto due semifinali- sembra in progresso costante. Sperare nella sua crescita, a 25 anni, non costa nulla.

10- le vittorie della nazionale statunitense in Fed Cup sull’analoga rappresentativa ceca. Le due compagini, affrrontatesi sin qui dodici volte, saranno le protagoniste della finale che si giocherà in Repubblica Ceca- con ogni probabilità a Praga- i prossimi 10 e 11 novembre. Saranno di fronte le due rappresentative ad aver vinto il maggior numero di volte la competizione (gli Usa 18, la Repubblica Ceca 10), nonchè la detentrice del titolo (gli Stati Uniti) e la nazionale – quella ceca- ad aver conquistato ben cinque delle ultime sette edizioni. La Reppublica Ceca non sconfigge gli USA dal 1985 e ha perso gli ultimi otto tie con gli yankee, ma potrà contare, oltre che, come detto, sul vantaggio del fattore campo, anche su una squadra capace di mettere in campo due singolariste come  Pliskova e Kvitova, entrambe nella top ten WTA, un fattore non da poco. Lo si è visto anche nello scorso week-end a Stoccarda, con le ceche vittoriose col punteggio di 4-1 su una nazionale tedesca che schierava Georges e Kerber, rispettivamente 11 e 12 del mondo. Non poteva esserci migliore finale di Fed Cup.

17 – le vittorie ottenute in questo 2018 da Fabio Fognini. Sebbene solo una di esse fosse stata raccolta contro un top 30 (Mannarino in Australia) il nostro numero 1, partito molto bene nei primissimi mesi dell’anno, raggiungendo le semifinali a Sydney e Rio, gli ottavi agli Australian Open, vincendo i tre incontri del tie di Coppa Davis in Giappone e il sesto titolo della carriera a San Paolo sembrava lanciatissimo per lanciare sua rincorsa al best career ranking (13 ATP a marzo 2014). Da marzo in poi è calato, perdendo male contro Chardy a Indian Wells e non esprimendosi al meglio nelle sconfitte rimediate con Kyrgios a Miami e Pouille a Genova. A Monte Carlo non ha fatto meglio, prima soffrendo più del dovuto (6-4 7-5) contro il qualificato Ivashka, 122 ATP; poi subendo una netta sconfitta contro il 27enne tedesco Julian Struff, 61 ATP, vincitore col punteggio di 6-4 6-2. Il periodo di flessione nei risultati non deve però fare disperare sulle possibilità dell’azzurro di fare una buona stagione, sugli standard delle tante già avute in carriera. Andando a vedere negli anni precedenti della carriera, solo nel 2014, in questo periodo della stagione (post Monte Carlo) aveva vinto più partite, ben 23, uno score frutto della vittoria del torneo di Vina Del Mar, degli ottavi a Melbourne, della semifinale a Buenos Aires e della vittoria nei singolari di Coppa Davis contro l’Argentina. Dal 2009, da quando frequenta solo tabelloni del circuito ATP, dopo il torneo monegasco, aveva raccolto al massimo 13 vittorie (nel 2013, quando arrivò in semi nel Principato di Monaco). Un periodo di calo è fisologico, ma la fiducia che Fabio possa continuare a fare cose molto buone, come si vede, non ha motivi di essere scalfita.

18 – le partite vinte da Andraes Seppi quest’anno, il migliore inizio della stagione mai avuto in carriera dell’altoatesino, per numero e qualità di vittorie. Uno stato di forma testimoniato anche questa settimana, quando ha raggiunto gli ottavi a Monte Carlo, un traguardo conquistato solo una volta (nel 2014, quando perse da Nadal) in undici partecipazioni. Andreas è stato prima bravo a qualificarsi al tabellone principale sconfiggendo senza perdere un set, prima Alex De Minaur (6-4 7-5), 112 ATP, poi Marcelo Granollers (con un duplice 6-3), 129 ATP. Una volta nel main draw, ha ottenuto la seconda vittoria contro un top 30 del 2018 (dopo quella su Sasha Zverev a Rotterdam) eliminando (6-3 5-7 6-2) Kyle Edmund, 23 ATP, e nei sedicesimi ha sconfitto (4-6 6-3 7-5) Garcia Lopez, 68 ATP. Negli ottavi, contro Nishikori, 36 ATP, ha lottato, prima di arrendersi e far passare il 28enne nipponico col punteggio di 6-0 2-6 6-3. Ma è interessante soprattutto constatare come Seppi, quest’anno vincitore del ricco challenger di Canberra, semifinalista all’ATP 500 di Rotterdam e tra gli ultimi 16 a Melbourne, tennista da quindici stagioni a pieno regime nel cicuito ATP, solo a 34 anni abbia fatto così bene da inizio stagione sino a Monte Carlo. Andando a spulciare i precedenti anni, è curioso notare come in analogo periodo, dal 2008 in poi, solo in due circostanze avesse vinto un numero in doppia cifra di match. Accadde solo nel 2013, quando ne vinse dodici, tra le quali quelle necessarie per raggiungere gli ottavi a Melbourne, i quarti a Dubai e la semifinale a Sydney e nel 2015 (finale a Zagabria e ancora ottavi a Melbourne, quando sconfisse Federer prima di arrendersi a Kyrgios). Seconda giovinezza per Andreas.

33%- la percentuale di successi in singolari di Fed Cup di Sloane Stephens, prima della semifinale dello scorso week-end a Aix- en Provence. La campionessa in carica di Us Open e Miami, aveva esordito nel 2012, da 19enne, in doppio con la sua rappresentativa (vittoria con Liezel Huber nello spareggio in Ucraina) e solo l’anno successivo in singolare, perdendo da 16 del mondo contro la Arvidsson, 54 all’epoca. In sei singolari affrontati con la nazionale a stelle e strisce, Sloane aveva vinto solo in due circostanze, contro tenniste non nella top 70 e rimediando anche deludenti sconfitte, come le due dello scorso novembre nella finale in Bielorussia contro Sasnovich e Sabalenka. La numero 9 WTA si è riscattata questa volta in terra francese: non tanto vincendo (7-6 7-5) contro Pauline Parmentier, 122 WTA, ma soprattutto nello scontro con la numero 1 transalpina, Kiki Mladenovic, 20 WTA, annichilita con un pesante 6-2 6-0. Un contributo fondamentale quello della svizzera, che così vede i suoi U.S.A. protagonisti della finale contro la Repubblica Ceca. Finalmente protagonista anche in Fed Cup.

40 – i mesi trascorsi dall’ultima volta che Kei Nishikori aveva sconfitto nello stesso torneo due top 10. Prima che il nipponico sconfiggesse a Monte Carlo la scorsa settimana Marin Cilic, 3 ATP, e Alexander Zverev, 4 ATP, non riusciva nell’impresa di ottenere due vittorie dello stesso valore tecnico da dicembre 2014, quando a Londra nel round robin delle ATP Finals vinse contro Ferrer e Murray. Del resto, l’anno scorso è stato davvero povero di gioie per l’ex numero 4 del mondo, arrivato in finale, oltre che a Brisbane (dove perse da Dimitrov) solo a Buenos Aires (sconfitto da Dolgopolov) e ad appena due semifinali, sempre in eventi minori (Ginevra e Washington). Un 2017, a causa degli infortuni che periodicamente hanno colto il giapponese, terminato in anticipo dopo Montreal, per l’operazione, resasi inevitabile, al polso destro. Rientrato a fine gennaio, preferendo un approccio più leggero nei Challenger, ha perso all’esordio contro Novikov, 238 ATP. Dopo aver vinto la settimana successiva il Challenger di Dallas, era rientrato a livello ATP a New York, perdendo solo in semifinale da Anderson. Sconfitto da Shavopalov a Acapulco e da Del Potro a Miami (aveva saltato nuovamente un torneo, Indian Wells, per febbre) si è presentato a Monte Carlo, dove aveva giocato solo nel 2012 (arrivando agli ottavi). Nel Principato ha sconfitto (4-6 6-2 6-1) Berdych, 18 ATP, Medvedev (7-5 6-2), 49 ATP; il nostro Seppi in tre set (6-0 2-6 6-3) e, sempre in tre parziali (6-4 6-7(1) 6-3), nei quarti, il numero 3 del mondo, prima vittoria contro un top ten da gennaio 2017, quando a Brisbane sconfisse Wawrinka. In semifinale la vittoria (3-6 6-3 6-4) contro Zverev, la quarta del suo torneo nel set decisivo, lo ha portato in finale, dove non ha potuto fare altro che inchinarsi di fronte a Nadal, vincitore con lo score di 6-3 6-2. Ben tornato Kei e che la salute sia con te.

68 – le partite vinte in carriera da Rafael Nadal sulla terra di Monte Carlo, a fronte di sole quattro incontri persi (nel 2003, non ancora 17enne, contro Coria, nella finale del 2013 e nella semifinale del 2015 contro Djokovic e nel 2014 nei quarti contro Ferrer). Il maiorchino si è più volte speso in parole di grande amore per il torneo monegasco, vinto addirittura undici volte, un autentico suo feudo anche negli anni in cui, comunque re incontrastato sulla terra rossa, non poteva poteva più contare sullo strapotere fisico dato dalla sua giovane età: infatti, escludendo come già detto le annate dal 2013 al 2015, il numero 1 al mondo dal 2010 ha vinto lo storico torneo del Principato mostrando una superiorità sugli avversari se possibile ancora più netta di quella da lui avuta nello stesso arco temporale nelle altre grandi competizioni sulla terra rossa. Nelle sei avventure conclusesi con un titolo dal 2010 ad oggi, Rafa ha lasciato agli avversari solo quattro parziali nelle trenta partite occorse per vincere i suoi ultimi sei titoli. Numeri pazzeschi in un torneo di questo livello, che da sempre annovera la grande maggioranza dei campioni del circuito. Il Country club di Monaco ha il suo Principe, Rafael Nadal da Maiorca.

100– gli esseri umani elencati ogni anno dalla rivista statunitense Time come i più influenti del pianeta. Tra essi, Roger Federer, tra l’altro scelto come uno dei sei- assieme all’attrice Nicole Kidman, alla cantante Jennifer Lopez, all’attivista afroamericana Tarana Burke, all’amministratore delegato di Microsoft Satya Nadella, all’attrice comica Tiffany Haddish-  ad avere l’onore di avere il proprio viso sulla copertina della rivista. Il campione svizzero, vincitore di 20 Majors, 97 titoli complessivi e 308 settimane al numero 1 del mondo- solo per citare alcuni degli svariati record appartenenti a Roger-, è stato uno dei pochissimi sportivi a essere incluso nella lista. Solo altri sei atleti – e nessun calciatore- vi figurano: il cestista dei Golden State Warriors Kevin Durant, il giocatore di football americano J.J. Watt, il pattinatore artistico su ghiaccio Adam Rippon, la snowboarder olimpica Chloe Kim, il capitano della nazionale indiana di cricket Virat Kohli e la ginnasta Rachael Denhollander. Il tennista elevetico è stato scelto non solo per l’ammirazione universale che nel globo ha suscitato la sua carriera e il suo modo spettacolare di giocare a tennis, ma anche per l’attivita filantropica che svolge con la sua fondazione. Un concetto che ben emerge dal tributo che Bill Gates, col quale ha condiviso in passato dei doppi tennistici organizzati a scopo benefico, ha dedicato al campione elvetico. Tra i vari passaggi, Gates ha sottolineato come “Roger sa che la vera filantropia, come il grande tennis, richiede tempo e disciplina. Sarà un giorno triste per tutti noi quando deciderà di lasciare il tennis, ma possiamo essere sereni sapendo che sarà impegnato a fare del mondo un posto migliore“.

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ATP Ranking: Andujar risale, Sandgren nei 50, Edmund a best ranking https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/17/atp-ranking-risale-andujar-sandgren-nei-50-edmund-best-ranking/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/17/atp-ranking-risale-andujar-sandgren-nei-50-edmund-best-ranking/#respond Tue, 17 Apr 2018 07:55:12 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=254201 Un solo movimento in top 20: Bautista Agut e Sock si scambiano la posizione. Seppi torna n.2 d'Italia dietro a Fognini (20). Federer osserva Nadal...]]>

Dopo il weekend dedicato alla Coppa Davis, il circuito ATP la scorsa settimana ha riacceso i motori con due tornei categoria 250: Houston e Marrakech. La loro disputa ha determinato un solo cambiamento nelle prime 20 posizioni della classifica; al 16esimo posto si sono infatti avvicendati Roberto Batista Agut e Jack Sock che ha pagato la sconfitta patita nel torneo texano per mano di Taylor Fritz nei quarti di finale. Di seguito la sintesi grafica delle prime 20 poltrone:

CLASSIFICA GENERALE TOP 20

Classifica ATP

Giocatore

Nazione

Punteggio

Variazione

1

R. Nadal

Spagna

8770

2

R. Federer

Svizzera

8670

3

M. Cilic

Croazia

4985

4

A. Zverev

Germania

4925

5

G. Dimitrov

Bulgaria

4635

6

JM del Potro

Argentina

4470

7

D. Thiem

Austria

3665

8

K. Anderson

Sud Africa

3390

9

J. Isner

USA

3125

10

D. Goffin

Belgio

3110

11

L. Pouille

Francia

2410

12

P. Carreno Busta

Spagna

2395

13

N. Djokovic

Serbia

2310

14

S. Querrey

USA

2265

15

D. Schwartzman

Argentina

2220

16

R. Bautista Agut

Spagna

2175

1

17

J. Sock

USA

2155

-1

18

T. Berdych

R. Ceca

2140

19

H. Chung

Corea del Sud

1897

20

F. Fognini

Italia

1840

A Houston Steve Johnson ha difeso con successo in finale contro Tennys Sandgren il titolo conquistato lo scorso anno e, quindi, la vittoria non ha avuto effetti positivi sulla classifica (anzi il californiano è passato dal 51esimo al 52esimo posto) ma sicuramente molti sul morale di un ragazzo che ha passato un anno emotivamente travagliato. Lo sconfitto ha invece guadagnato nove posizioni e per la prima volta in carriera è entrato nella top 50: è 47esimo. Meglio di lui in termini di progressi nel ranking ha fatto il decano dei tennisti in attività, ovvero il Ivo Karlovic (n. 76) che grazie alla semifinale texana ha beneficiato di un bel +12 in pagella. Il Grand Prix Hassan II ha visto trionfare e commuoversi  lo spagnolo Pablo Andujar, tornato recentemente al proscenio tennistico dopo un’assenza durata quasi due anni, nonché alla vittoria dopo quattro anni dall’ultima affermazione di analogo livello. Il successo gli vale il 154esimo posto del ranking, 201 posizioni in più della scorsa settimana e 1.667 (non è un errore di stampa) rispetto a due mesi fa. Se mantiene la progressione, il primo posto è a un tiro di schioppo.

In finale ha battuto Kyle Edmund che ha tratto comunque consolazione dal fatto di essere finalmente arrivato a disputare la prima finale della carriera e di avere raggiunto il 23esimo gradino mondiale, il più alto di sempre per lui. Il suo quasi coetaneo Borna Coric invece una finale l’aveva già disputata e vinta proprio qui in Marocco lo scorso anno. La mancata difesa del titolo gli è costata 11 posizioni (adesso è il n. 39). Montecarlo gli offre un’importante opportunità di recupero anche se ora, dopo la vittoria su Benneteau al primo turnodeve affrontare Novak Djokovic apparso in buone condizioni contro Lajovic.

Parlando del torneo di Houston ci siamo soffermati su Karlovic che a 39 anni è ancora in grado di risalire con successo la classifica; gli fa da contraltare un trentaseienne che scende, ovvero Paolo Lorenzi che ha ceduto sei posizioni e altre purtroppo ne cederà data l’uscita all’esordio a MontecarloMa sullo “stato della Nazione” ha recentemente già espresso la propria opinione il Direttore e pertanto ci soffermiamo lo stretto necessario per dire che i giocatori italiani compresi tra i 100 migliori del mondo sono i seguenti:

  1. Fabio Fognini (n. 20)
  2. Andreas Seppi (n. 62)
  3. Paolo Lorenzi (n. 64)
  4. Marco Cecchinato (100)

Alle loro spalle ci sono Thomas Fabbiano (103), Matteo Berrettini (105) e Stefano Travaglia (109). Più lontano (144) ma in grande ascesa un altro “ragazzo” italiano di 32 anni, Simone Bolelli, che ha perso per un soffio la finale del Challenger di Barletta.

Nulla di significativo da segnalare in merito alle classifiche avulse che condurranno alle Finals londinesi e al torneo NextGen di Milano, se non che nella prima ha fatto capolino Kyle Edmund, ora settimo. Appuntamento alla prossima settimana dove analizzeremo le possibili conseguenze derivanti dall’assegnazione del primo Masters 1000 su terra rossa della stagione, Montecarlo. Su tutte, la possibilità che Federer torni sul trono (tennistico) del mondo standosene comodamente seduto in poltrona, qualora Nadal fallisse la riconferma del titolo conquistato lo scorso anno nel principato.

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Andujar re del Marocco, Johnson padrone in Texas https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/17/andujar-re-del-marocco-johnson-padrone-texas/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/17/andujar-re-del-marocco-johnson-padrone-texas/#respond Tue, 17 Apr 2018 07:00:05 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=254002 I numeri della settimana: due inaspettati successi per lo spagnolo e l'americano, che sembravano spariti dai radar. La crescita di Sabalenka e l'eterno Ivo Karlovic...]]>

0 – le volte in carriera in cui Kyle Edmund aveva raggiunto i quarti di finale in tornei del circuito maggiore che si giocavano su terra battuta. Il classe 93 britannico, prima di giocare a Marrakech, aveva vinto solo 12 delle 25 partite che aveva disputato a livello ATP su questa superficie. Tuttavia, nel circuito Challenger aveva conquistato due tornei sul rosso (a Buenos Aires nel 2015 e a Roma nel 2016). Il semifinalista degli ultimi Australian Open certamente però credeva nelle sue chance di poter esprimersi bene anche sul mattone tritato: a febbraio, invece di giocare gli indoor europei, si era iscritto, per poi ritirarsi a causa di problemi fisici, ai tornei di Buenos Aires e Rio. Kyle è arrivato in Marocco con sulle spalle, dopo l’Australia, appena due partite, quelle perse all’esordio a Indian Wells (contro Sela) e Miami (contro Tiafoe), ma è comunque riuscito ad arrivare in finale senza perdere un set. Infatti, prima ha estromesso Vesely, 65 ATP, ritiratosi quando il britannico era sul 5-0 del primo set, poi in ottavi ha avuto la meglio (6-2 6-4) su Albot, 93 ATP; nei quarti su Malek Jaziri (6-2 6-1), 91 ATP, e in semifinale ha sconfitto (6-3 6-4) il primo top 50 del suo percorso, Richard Gasquet, 38 ATP. In finale, contro Pablo Andujar si è poi arreso davanti alla maggiore esperienza dell’iberico, vincitore con un duplice 6-2. Continua la costante crescita del britannico.

1- il numero di semifinali (a Delray Beach due mesi fa) raggiunte da Steve Johnson in un torneo ATP, dopo il suo successo, secondo complessivo in carriera, dello scorso anno a Houston, quando in finale vinse il titolo al tie-break del terzo su Bellucci. Sembrava fosse un episodio totalmente sporadico per il classe 89 statunitense, capace di esprimersi al meglio e costruirsi un best career ranking di 21°giocatore al mondo, soprattutto sul cemento all’aperto e sull’erba (dove aveva vinto nel 2016 a Nottngham il primo titolo) e mai capace in precedenza di raggiungere almeno i quarti in un torneo ATP su terra, un traguardo che poi toccherà a Ginevra per la seconda volta nel maggio 2017. Il gigante (188 cm per 86 kg) statunitense in Texas ha mostrato di avere un ottimo feeling con il U.S. Men’s Clay Court Championship : è partito soffrendo e vincendo al primo turno dopo essere stato a due punti dalla sconfitta contro Ernesto Escobedo, 120 ATP, sconfitto col punteggio di 3-6 7-6 (5) 6-2. In ottavi ha sconfitto (6-3 6-4) facilmente Frances Tiafoe, 58 ATPmentre ancora più sofferta di quella dei sedicesimi, è stata la vittoria su John Isner, 9 ATP, eliminato con lo score di 7-6 (4) 4-6 7-6(5) dopo 2 ore e 40 minuti di battaglia. In semifinale Johnson ha avuto poi la meglio sul quarto connazionale incontrato nel suo cammino, Taylor Fritz, sul quale ha avuto la meglio dopo un’altra lunga sfida, risoltasi con lo score di 7-5 6-7 (4) 6-2. Houston porta bene a Steve.

2 le partite vinte, entrambe grazie al ritiro dell’avversario, da Tennys Sandgren dopo i quarti raggiunti a Melbourne lo scorso gennaio, quando sconfisse, tra gli altri, Wawrinka e Thiem, prima di farsi fermare in tre set da Chung. Nei cinque tornei successivi disputati dopo gli Australian Open, il tennista statunitense classe 91 non aveva certo ben figurato, perdendo due volte da tennisti non classificati nella top 100 (da Bagnis a Buenos Aires e da Dutra Silva a San Paolo); da Garcia Lopez, 69 ATP, a Miami e vincendo due match solo grazie ai ritiri di Carballes Baena a Rio e di Basilashivili a Indian Wells. Solo a Rio, contro Fognini, sprecando match point, aveva rischiato di vincere una partita.  A Houston, il tennista nato in Tennesse, passato alle attenzioni della cronaca a Melbourne anche per le sue dichiarazioni omofobe e razziste, da ottava testa di serie ha sconfitto nell’ordine Blaz Kavcic (6-2 6-2), 128 ATP e Nicolas Kicker (6-2 7-6),87 ATP; nei quarti ha perso il primo set del torneo contro Guido Pella (4-6 7-5 6-3), 63 ATP e in semifinale, con un duplice tie-break, ha avuto la meglio su Karlovic, 88 ATP. Resurrezione in Texas.

3 le eliminazioni al primo turno in sei tornei giocati nel 2018, patite da Jack Sock, quando è arrivato in Texas per giocare l’ATP 250 di Houston. Si trattava di un torneo amato dal numero 3 statunitense, da lui vinto nel 2015 (in finale su Querrey) e dove era  arrivato in finale nel 2016 (perdendo contro Juan Monaco). Il 25enne tennista del Nebraska quest’anno aveva tra l’altro vinto solo tre partite, di cui appena una contro un top 100 (il nostro Fabbiano a Indian Wells). Nemmeno a Houston è riuscito a vincere due match di fila per la prima volta nel 2018 : dopo aver eliminato con un duplice 6-4 Zeballos , 66 ATP, nei quarti (al primo turno aveva ricevuto un bye) è stato sconfitto dal connazionale Taylor Fritz, 72 ATP, vincitore col punteggio di 3-6 6-3 6-4. Crisi nera per il vincitore di Bercy 2017.

5 gli italiani partecipanti al main draw dell’ATP 250 di Marrakech. Seppi, Fabbiano, Lorenzi e Berrettini, entrati per diritto di classifica in tabellone, sono stati tutti eliminati al primo turno: il bolzanino ha perso (1-6 6-3 6-0) da Albot, 93 ATP, contro il quale aveva vinto nei due precedenti; il pugliese, uscito dalla top 100 per la prima volta da giugno 2017, ha perso da Richard Gasquet, 38 ATP, che ha così confermato l’unico precedente tra i due, datato Roma 2015. Paolo, che non giocava un torneo ATP da inizio febbraio a Quito, ha invece perso (6-3 6-4) da Misha Zverev, 55 ATP e compagno di doppio in Marocco; Matteo -entrato per la prima volta con la propria classifica in un main draw ATP- ha perso col punteggio di 7-6(2) 6-4 da Basilashvili, 86 ATP. A Marrakech alle quali hanno però partecipato anche Andrea Arnaboldi e  Salvatore Caruso, affrontatisi uno contro l’altro nel primo turno del tabellone cadetto: ha vinto il primo 4-6 7-5 6-1. Il lombardo ha poi ha avuto la meglio (6-3 3-6 6-3) anche su Noah Rubin e nel tabellone principale, ottavo della carriera, ha addirittura sconfitto (6-2 6-3) Dolgopolov, 53 ATP, prima di arrendersi ad Andujar, futuro vincitore del torneo, passato col netto punteggio di 6-0 6-2. Onore a Arnaboldi, ma per il tennis azzurro va di male (vedasi Genova e i quarti di Coppa Davis) in peggio (Marrakech).

7 i tornei giocati sino ad oggi da Camila Giorgi nel 2018. Si è sempre- a ragione- affermato che la continuità fosse il suo vero tallone d’Achille, visto che le punte massime di rendimento non sono mai state in discussione, come si evince anche dallo score di otto successi in venti confronti avuti sinora dalla marchigiana contro tenniste nella top 10. Un’incostanza molto marcata l’ha sin qui contraddistinta nella sua carriera di professionista, anche nel corso della stessa partita: un problema che non le ha mai concesso di andare oltre al 30°posto del ranking (luglio 2015) e di vincere qualcosa in più del solo torneo (S’Hertogenbosh) sin qui in bacheca e  fare di più delle quattro finali raggiunte. Qualche accenno di miglioramento si vede però quest’anno in Camila, nonostante i problemi fisici le abbiano impedito in sostanza di giocare a febbraio e marzo, dopo averle già precluso l’ultima parte del 2017, quella successiva agli Us Open. Dopo un bruttissimo inizio a Shenzhen, in Australia aveva fatto un super torneo nel Premier di Sydney, sconfiggendo Stephens, Kvitova e Radwanska, mentre a Melbourne era arrivata una sconfitta accettabile contro la Barty, top 20. A Miami, al ritorno dopo due mesi in un tabellone principale (aveva giocato le quali a Dubai, ma si era ritirata) contro un’avversaria più che alla portata come la Vekic, 55 WTA, si è palesata un’amara sconfitta, sebbene giustificabile dal lungo stop agonistico. A Charleston, poi, ha ottenuto due belle vittorie tra le quali quella sulla Gavrilova, top 30, prima di cedere alla Keys. Tornata questa settimana a giocare in Europa, sulla terra rossa di Lugano, ha prima sconfitto (6-3 6-2) Kristyna Pliskova 70 WTA, e poi (6-1 6-2) la Van Uytvanck, 51 WTA, prima di arrendersi alla Sabalenka, 61 WTA, vincitrice col punteggio di 6-3 6-0. Una sconfitta evitabile, anche nelle proporzioni, ma che non cancella i segnali di speranza che una Camila finalmente sana possa finalmente migliorare il suo best career ranking.

20- le vittorie raccolte nel solo 2018 da Taylor Fritz, prima che partecipasse all’ATP 250 di Houston. Il californiano, classe 97, aveva chiuso la scorsa stagione fuori dalla top 100 (104) e sembrava vivere una fase di rigetto e regressione della sua carriera professionistica, che a fine agosto 2016, non ancora 19enne, lo aveva visto issarsi sino al 53° posto del ranking ATP. Quest’anno, grazie alla vittoria nel challenger di Newport Beach, alla finale in quello di Noumea, ai quarti all’ATP 250 di Delray Beach (dove aveva sconfitto per la seconda volta in carriera un top 20, Querrey, dopo aver battuto già Cilic nel 2017 sul cemento californiano) e agli ottavi a Indian Wells, era già risalito al 72° posto del ranking ATP. A Houston, dove l’anno scorso per un infortunio al ginocchio si ritirò dal tabellone, saltando poi tutta la stagione sulla terra, una superficie sulla quale a livello ATP aveva giocato solo due tornei in carriera, ha faticato molto all’esordio. Ha infatti dovuto annullare due match point a Tim Smyczek, 124 ATP, per poi avere la meglio solo col punteggio di 6-7(3) 6-2 7-6 (6). Per arrivare in semifinale ha dovuto sconfiggere altri due connazionali: negli ottavi ha eliminato (3-6 6-0 6-3) Harrison, 54 ATP e nei quarti, sempre in rimonta, ha estromesso dal torneo (3-6 6-3 6-4) Jack Sock, 16 ATP. In semifinale, di fronte al quarto tennista yankee incontrato nel suo cammino, si è arreso in tre set, lasciando strada a Steve Johnson, 51 ATP, vincitore col punteggio di 7-5 6-7(4) 6-2. Resta però confermato che, dopo il periodo di assestamento vissuto l’anno scorso, un Fritz sano possa dire la sua, specie a partire dalla stagione sull’erba.

56 i mesi trascorsi dall’ultima volta che Ivo Karlovic aveva avuto una classifica così bassa come quella, 88 ATP, con la quale ha partecipato al main draw di Houston. Il 39enne tennista nato a Zagabria dal 2017 in poi aveva superato solo una volta i quarti in un torneo ATP (a S’Hertogenbosh, dove aveva perso in finale da Gilles Muller, dopo aver eliminato Cilic in semifinale) e in questo 2018 solo a febbraio, al neonato torneo di New York, si era issato ai quarti. Oltre a Cilic, nell’ultimo anno solare aveva sconfitto un solo altro top 20, Tsonga a Cincinnati, e davvero per il vincitore in carriera di otto titoli, capace di raggiungere altre 10 finali e di issarsi sino al n°14 del mondo (nell’agosto del 2008) sembrava un momento difficile. A Houston è arrivato per lui un importante piazzamento: prima ha sconfitto (7-6 6-4) Taro Daniel, 111 ATP, poi ha avuto la meglio con duplice 7-5 di Denis Kudla, 122 ATP. Nei quarti la vittoria più prestigiosa degli ultimi mesi: opposto a un Nick Kyrgios non al meglio, contro il quale aveva sempre perso nei quattro precedenti, ha avuto la meglio col punteggio di 3-6 6-2 6-3. In semifinale si è arreso a Sandgren, 56 ATP, che si è guadagnato la finale con un duplice tie-break. Gli acciacchi non fermano il quasi 40enne Ivo, risentiremo parlare di lui in questo 2018.

61- la posizione occupata nel ranking WTA da Aryna Sabalenka la scorsa settimana, quando ha partecipato alla prima edizione dell’International di Lugano. La quasi 20enne (compie gli anni il 5 maggio) bielorussa è esplosa nel grande circuito solo negli ultimi mesi: è entrata nella top 100 per la prima volta a ottobre 2017, dopo aver raggiunto le semifinali a Tashkent e la finale a Tianjin (persa contro Sharapova, dopo aver sconfitto in semi la Errani). In precedenza, si era distinta in Fed Cup, contribuendo in maniera decisiva a portare la sua Bielorussia in finale: proprio a novembre, contro gli Stati Uniti, otterrà la vittoria sin qui più prestigiosa della carriera, sconfiggendo la Stephens, freschisisma vincitrice degli US Open. Il 2018 per la connazionale della Azarenka era iniziato bene, con due quarti raggiunti a Shenzhen e Hobart. Dopo aver perso al primo turno a Melbourne, è rientrata nei Premier Mandatory statunitensi: a Indian Wells è stata autrice di un buon terzo turno sconfiggendo per la seconda volta in carriera una top 20, la Kuznetsova; a Miami si è invece fermata al secondo. Sulla terra non aveva mai fatto bene nemmeno a livello ITF, ma a Lugano ha conquistato la seconda finale della sua giovane carriera, superando prima (5-7 6-3 6-2) la settima testa di serie, Michaela Buzarnescu, 40 WTA; poi Polona Hercog (6-3 6-1), 80 WTA. Nei quarti ha eliminato (6-3 6-0) la nostra Camila Giorgi, 59 WTA e in semifinale la tennista di casa Voegele (6-4 6-2), 119 WTA. In finale la bielorussa si è arresa a Elise Mertens: la semifinalista degli ultimi Australian Open, nostra prossima avversaria di Fed Cup, ha vinto col punteggio di 7-5 6-2. In ogni caso, continua l’ascesa di una futura protagonista del circuito WTA.

355 la classifica di Pablo Andujar, vincitore dell’ATP 250 di Marrakech. Una classifica dovuta all’operazione al gomito destro subita nel 2016, quando era 70 ATP, dopo aver veleggiato a lungo in posizioni di classifica ancora migliori. L’anno precedente lo spagnolo era arrivato alla finale dell’ATP 500 di Barcellona (persa contro Nishikori dopo aver sconfitto in semifinale Ferrer) e al suo best career ranking di 32 ATP, mentre dal 2011 al 2014 aveva terminato sempre nei primi 50 del mondo la stagione. Lo spagnolo classe 86, vincitore di tre tornei (Casablanca 2011 e 2012 e Gstaad 2014) e di quattro finali, tutte sempre sulla terra, era rientrato nel circuito solo a fine 2017, per giocare due Futures. Quest’anno in cinque tornei aveva vinto solo una partita, prima di risorgere al Challenger di Alicante, dove ha eliminato in semi Cecchinato e poi sconfitto in finale De Minaur. A Marrakech, aiutato da un buonissimo tabellone, che gli ha evitato top 100, è giunto in semifinale sconfiggendo (6-3 7-5) il lucky loser bielorusso Ivashka, il nostro Arnaboldi (6-0 6-2) e il russo Vatutin (6-4 5-7 6-3), 160 ATP. In semifinale aveva sconfitto il primo top 100. Joao Sousa, con un duplice 6-4, prima di rifilare un duplice 6-2 a Edmund, 26 ATP e conquistare il terzo titolo (su quattro) ATP in terra maiorchina. Pablo è (più che) vivo.

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WTA Ranking: Mertens, Sabalenka e Schmiedlova scalano la classifica https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/16/wta-ranking-mertens-sabalenka-e-schmiedlova-scalano-la-classifica/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/16/wta-ranking-mertens-sabalenka-e-schmiedlova-scalano-la-classifica/#respond Mon, 16 Apr 2018 15:08:05 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=254059 Elise Mertens vince il terzo titolo in carriera e tocca il best ranking (n.17). Dopo i brillanti risultati di inizio anno si prepara al definitivo salto di qualità? Aryna Sabalenka entra in top 50, Anna Karolina Schmiedlova ritorna in top 100 dopo due anni di assenza]]>

Anche se la classifica, per quanto riguarda le migliori, è sostanzialmente immutata, ci sono movimenti degni di nota alle loro spalle.

LA TOP10 E LA TOP20  Sono stabili le prime 16 posizioni. Al n.17, sale di tre posti Elise Mertens, fresca vincitrice del titolo a Lugano. La belga continua a stupire in questo 2018: dopo il trionfo a Hobart e le semifinali a Melbourne, nel primo Slam stagionale, porta a casa il terzo trofeo in carriera e raggiunge il best ranking. Con la possibilità di migliorare ancora nel prosieguo della stagione. Per ovvi motivi di assestamento della classifica e non per demeriti particolari, retrocedono di un posto Rybarikova (n.18), Barty (n.19) e Mladenovic (n.20). Quest’ultima si allontana decisamente dal best ranking (n.10), raggiunto a ottobre dello scorso anno, proprio nel momento in cui si avvicinano invece le cambiali di Stoccarda (305 punti, 24 aprile), Madrid (650 punti, 6 maggio) e Parigi (430 punti, 28 maggio).

Pos. Giocatrice Punti Tornei Diff. dal 09/04/18
1 Simona Halep 8140 18 0
2 Caroline Wozniacki 6790 21 0
3 Garbiñe Muguruza 6065 23 0
4 Elina Svitolina 5630 18 0
5 Jelena Ostapenko 5307 21 0
6 Karolina Pliskova 4730 20 0
7 Caroline Garcia 4615 23 0
8 Venus Williams 4276 14 0
9 Sloane Stephens 3938 13 0
10 Petra Kvitova 3271 19 0
11 Julia Goerges 2980 24 0
12 Angelique Kerber 2971 20 0
13 Madison Keys 2722 17 0
14 Daria Kasatkina 2570 22 0
15 Anastasija Sevastova 2545 24 0
16 Coco Vandeweghe 2488 17 0
17 Elise Mertens 2420 25 3
18 Magdalena Rybarikova 2350 23 -1
19 Ashleigh Barty 2318 18 -1
20 Kristina Mladenovic 2280 29 -1

UP AND DOWN IN TOP100 Ritorna in top100 Anna Karolina Schmiedlova (+48, n.84) e lo fa nel migliore dei modi: vincendo il titolo a Bogotá. Questo trionfo è una vera e propria boccata di ossigeno per la slovacca. Numero 26 del mondo a fine 2015, inizia l’anno successivo con l’ambizione di entrare nelle 20 ma andrà in modo ben diverso: solo 5 vittorie e ben 27 sconfitte nel corso del 2016, di cui ben 14 consecutive al primo turno, e una classifica di fine anno che recita un impietoso n.227. Nel 2017 tocca il fondo, rischiando di uscire dalle 300 (è n.278 a inizio febbraio), per poi risalire fino al 137° posto a fine stagione: nonostante tre titoli ITF vinti è comunque lontana da quella 26a posizione, che resta il miglior ranking raggiunto fino ad ora. Il successo in Colombia sembrerebbe far ben sperare: è un fuoco di paglia o Schmiedlova è sulla strada del ritorno? A soli 23 anni è ancora in tempo a riprendersi una posizione tra le migliori e a restarci per lungo tempo.

Ha perso la finale, ma sembra comunque destinata a grandi risultati la diciannovenne Aryna Sabalenka. Bielorussa, come un’altra giovanissima, Vera Lapko (+19, n.111), scala 14 posti e entra in top50, al n.47. Sarà lei la rivelazione dell’anno? Progressi consistenti anche per Ana Bogdan (+10, n.66), alla seconda semifinale consecutiva, e Stefanie Voegele (+23, n.96), battuta in semifinale a Lugano proprio da Sabalenka. Brutto scivolone, invece, per un’altra giovane promessa, Marketa Vondrousova (-21, n.73). Esplosa con la vittoria dell’International di Biel un anno fa, non è riuscita a difendere i 298 punti in scadenza. Ma a 18 anni siamo sicuri che avrà tutto il tempo per risalire il ranking.

GLI ALTRI MOVIMENTI – Segnaliamo, tra le altre, i progressi di alcune giovani in avvicinamento alla top100:

65           +3        Mona Barthel
75           +5        Polona Hercog
120         +15      Caroline Dolehide
142         +34      Tamara Korpatsch
143         +20      Tamara Zidansek

Esce dalla top100 Oceane Dodin, perde 12 posizioni Amanda Anisimova (-70 punti della finale a Indian Harbour Beach, ai quali si aggiungeranno i 48 di Dothan):

56           -7        Aliaksandra Sasnovich
81           -8        Johanna Larsson
102         -7        Oceane Dodin
138         -12      Amanda Anisimova

IN E OFF DELLA PROSSIMA SETTIMANA – Potranno stare tranquille tutte le prime 20. Nessuna ha punti in scadenza:

Pos. Giocatrice Next Off 17th
1 Simona Halep 60
2 Caroline Wozniacki 100
3 Garbiñe Muguruza 185
4 Elina Svitolina 55
5 Jelena Ostapenko 1
6 Karolina Pliskova 100
7 Caroline Garcia 100
8 Venus Williams
9 Sloane Stephens
10 Petra Kvitova 1
11 Julia Goerges 180
12 Angelique Kerber 1
13 Madison Keys 1
14 Daria Kasatkina 55
15 Anastasija Sevastova 60
16 Coco Vandeweghe 1
17 Elise Mertens 30
18 Magdalena Rybarikova 60
19 Ashleigh Barty 20
20 Kristina Mladenovic 30
59 Camila Giorgi 1
91 Sara Errani 1
145 Jasmine Paolini 8
157 Francesca Schiavone
172 Deborah Chiesa 1 5

CASA ITALIA

Crollo verticale (annunciato) di Francesca Schiavone: senza i 280 punti del titolo a Bogotá  precipita di 61 posti, fino al n.157. E a inizio maggio avrà anche la finale di Rabat in scadenza. Camila Giorgi riesce a tamponare l’uscita dei 60 punti di Biel: a Lugano centra i quarti e resta  stabile al n.59. Sara Errani perde 2 posti (n.91), Debora Chiesa è in discesa di 3 (n.172). Jasmine Paolini guadagna 6 posti (n.145) grazie al secondo turno a Bogotá. Il ranking medio delle top 5 italiane è 124.

Pos. Giocatrice Class. WTA Diff. dal 09/04/18
1 Camila Giorgi 59 0
2 Sara Errani 91 0
3 Jasmine Paolini 145 1
4 Francesca Schiavone 157 -1
5 Roberta Vinci 168 0
6 Deborah Chiesa 172 0
7 Martina Trevisan 202 0
8 Georgia Brescia 207 0
9 Jessica Pieri 214 0
10 Giulia Gatto-Monticone 262 0
11 Cristiana Ferrando 272 0
12 Camilla Rosatello 290 0
13 Anastasia Grymalska 293 2
14 Stefania Rubini 312 -1
15 Martina Di Giuseppe 321 -1
16 Martina Caregaro 360 0
17 Gaia Sanesi 369 1
18 Federica Di Sarra 372 -1
19 Alice Matteucci 431 0
20 Lucrezia Stefanini 440 0

NEXT GEN RANKING

È molto movimentata la classifica Next Gen: Aryna Sabalenka spodesta dalla posizione n.2 Marketa Vondrousova; 3 posti in più per Vera Lapko (n.6) e 2 per Caroline Dolehide (n.8); chiude la classifica Amanda Anisimova con 3 posti in meno. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1998).

Pos. Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 09/04/18
1 Catherine Bellis 1999 44 0
2 Aryna Sabalenka 1998 47 1
3 Marketa Vondrousova 1999 73 -1
4 Sofia Kenin 1998 87 0
5 Viktoria Kuzmova 1998 106 0
6 Vera Lapko 1998 111 3
7 Anna Blinkova 1998 113 -1
8 Caroline Dolehide 1998 120 2
9 Sofya Zhuk 1999 128 -1
10 Amanda Anisimova 2001 138 -3

NATION RANKING

Anche questa settimana non ci sono novità tra le prime 10 posizioni del ranking riservato alle nazioni. Comandano gli Stati Uniti seguiti da Repubblica Ceca e Francia. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Pos. Nazione Punteggio Diff. dal 09/04/18
1 Stati Uniti 30 0
2 Repubblica Ceca 42 0
4 Francia 62 0
3 Russia 69 0
5 Romania 73 0
6 Germania 80 0
7 Australia 101 0
8 Spagna 107 0
9 Ucraina 113 0
10 Cina 121 0

LE TOP 50

1 0 [ROU] Simona Halep 26 8140 18
2 0 [DEN] Caroline Wozniacki 27 6790 21
3 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 6065 23
4 0 [UKR] Elina Svitolina 23 5630 18
5 0 [LAT] Jelena Ostapenko 20 5307 21
6 0 [CZE] Karolina Pliskova 26 4730 20
7 0 [FRA] Caroline Garcia 24 4615 23
8 0 [USA] Venus Williams 37 4276 14
9 0 [USA] Sloane Stephens 25 3938 13
10 0 [CZE] Petra Kvitova 28 3271 19
11 0 [GER] Julia Goerges 29 2980 24
12 0 [GER] Angelique Kerber 30 2971 20
13 0 [USA] Madison Keys 23 2722 17
14 0 [RUS] Daria Kasatkina 20 2570 22
15 0 [LAT] Anastasija Sevastova 28 2545 24
16 0 [USA] Coco Vandeweghe 26 2488 17
17 3 [BEL] Elise Mertens 22 2420 25
18 -1 [SVK] Magdalena Rybarikova 29 2350 23
19 -1 [AUS] Ashleigh Barty 21 2318 18
20 -1 [FRA] Kristina Mladenovic 24 2280 29
21 0 [NED] Kiki Bertens 26 2135 26
22 0 [JPN] Naomi Osaka 20 2105 24
23 0 [GBR] Johanna Konta 26 1995 22
24 0 [AUS] Daria Gavrilova 24 1925 23
25 0 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 1910 24
26 0 [CZE] Barbora Strycova 32 1765 24
27 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 26 1700 24
28 1 [RUS] Svetlana Kuznetsova 32 1613 15
29 1 [POL] Agnieszka Radwanska 29 1525 20
30 1 [CHN] Shuai Zhang 29 1500 29
31 -3 [EST] Anett Kontaveit 22 1475 23
32 0 [RUS] Ekaterina Makarova 29 1380 21
33 0 [SVK] Dominika Cibulkova 28 1380 21
34 0 [ROU] Sorana Cirstea 28 1355 24
35 0 [FRA] Alizé Cornet 28 1355 28
36 1 [CHN] Shuai Peng 32 1320 23
37 -1 [CRO] Petra Martic 27 1291 14
38 0 [ROU] Irina-Camelia Begu 27 1270 27
39 0 [HUN] Timea Babos 24 1270 27
40 0 [ROU] Mihaela Buzarnescu 29 1263 31
41 0 [UKR] Lesia Tsurenko 28 1260 27
42 0 [RUS] Maria Sharapova 30 1257 13
43 0 [RUS] Elena Vesnina 31 1175 24
44 0 [USA] Catherine Bellis 19 1175 20
45 0 [USA] Danielle Collins 24 1137 28
46 0 [SUI] Timea Bacsinszky 28 1132 12
47 14 [BLR] Aryna Sabalenka 19 1128 23
48 -1 [KAZ] Zarina Diyas 24 1123 24
49 -1 [GRE] Maria Sakkari 22 1117 25
50 1 [BEL] Alison Van Uytvanck 24 1116 22

Legenda – Nella top 50 trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice- anni – punti – tornei.

LA RACE

1 0 [DEN] Caroline Wozniacki 27 2760 6
2 0 [ROU] Simona Halep 26 2385 5
3 0 [GER] Angelique Kerber 30 2055 6
4 0 [UKR] Elina Svitolina 23 1755 6
5 0 [CZE] Petra Kvitova 28 1621 7
6 0 [JPN] Naomi Osaka 20 1521 7
7 3 [BEL] Elise Mertens 22 1476 7
8 -1 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 1351 8
9 -1 [RUS] Daria Kasatkina 20 1323 9
10 -1 [CZE] Karolina Pliskova 26 1250 6
11 0 [USA] Sloane Stephens 25 1136 5
12 0 [GER] Julia Goerges 29 1105 7
13 0 [LAT] Jelena Ostapenko 20 949 8
14 0 [USA] Danielle Collins 24 871 9
15 0 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 772 7
16 0 [NED] Kiki Bertens 26 733 8
17 0 [LAT] Anastasija Sevastova 28 732 8
18 0 [FRA] Caroline Garcia 24 717 8
19 0 [USA] Madison Keys 23 696 6
20 0 [HUN] Timea Babos 24 668 10

Legenda – Nella RACE trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice – anni – punti – tornei

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Il senso di Nadal per la Davis e il ritorno di Garbine Muguruza https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/09/il-senso-di-nadal-per-la-davis-il-ritorno-di-muguruza/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/09/il-senso-di-nadal-per-la-davis-il-ritorno-di-muguruza/#respond Mon, 09 Apr 2018 09:21:56 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253072 I numeri della settimana: Nadal e Cilic sugli scudi in Davis, la spagnola torna al successo a Monterrey]]>

1 vittoria, negli ultimi otto incontri disputati in Coppa Davis contro tennisti nella top 50 del ranking ATP​. Questo il misero bilancio di John Isner, protagonista nel week-end a Nashville della vittoria degli Stati Uniti sul Belgio, squadra ​orfana​ del suo numero 1, ​ David Goffin. Nella capitale dello stato del Tennessee, il recente vincitore del Masters 1000 di Miami ha fatto il suo dovere, sconfiggendo non senza soffrire in quattro set​ (nel tie-break del terzo ha annullato due set point per non andare 1-2 nel computo dei parziali) Joris De Loore, 319 ATP. ​ Una vittoria che ha portato il bilancio complessivo di John nei singolari in Davis a 14-11. Tuttavia, resta piuttosto deludente il contributo dato dal quasi 33enne yankee alla causa della sua nazionale, con la quale ha sconfitto solo due top ten) nelle sei circostanze nelle quali ha affrontato tennisti di tale caratura (sempre nel 2012 e sempre sulla terra e in trasferta, Tsonga nei quarti e, negli ottavi quello che è il suo successo più prestigioso, la vittoria su Federer). Piuttosto mediocre il suo contributo con la nazionale a stelle e strisce a guardare i numeri: con gli U.S.A. ha vinto appena quattro volte in tredici incontri complessivi contro top 50 (una percentuale del 31%, molto inferiore al 48 % corrispondente a quella del restante bilancio -130 successi e 142 sconfitte- in carriera contro giocatori in tale range di classifica). Ci sta chi rende di più in Davis che nel circuito, e chi, come Isner, lo fa di meno.

3 vittorie in nove match terminati al quinto set: questo il misero bilancio in Coppa Davis di Andreas Seppi, vincitore in tale situazione di punteggio solo nel 2005 a Torre del Greco su Ferrero, allora 20 ATP; nel 2008 in trasferta contro un giovanissimo Cilic, in quel momento 44 ATP, e, a Vancouver, nel 2013 contro Pospisil, in quel periodo 140 ATP. Un rendimento non in linea con quello più che lusinghiero avuto dal bolzanino sin qui nel circuito maggiore, dove, Davis esclusa, ha vinto diciotto dei ventisei incontri terminati in carriera al quinto set, corrispondenti a una percentuale del 69%. Nello scorso week-end a Genova, Andreas contro il numero 1 francese Lucas Pouille ha rimontato per la quinta volta in Davis da due set a 0 sotto, ma purtroppo non è andata come con Ferrero e Pospisil, analogamente recuperati, ma piuttosto come nel caso delle amare sconfitte con l’israeliano Sela nel 2007 e con il georgiano Labadze nel 2004. Seppi infatti, probabilmente a corto di fiato agonistico in quello che era il suo rientro agonistico dopo due mesi di assenza dal circuito, è crollato nel finale di partita, dando il primo punto della sfida ai francesi.

4 appena le vittorie raccolte in questo 2018 nel circuito da Kiki Bertens, prima di partecipare e vincere lo storico (si gioca dal 1973) torneo di Charleston, appartenente alla categoria dei Premier. L’olandese classe 91 era in verità in crisi di risultati da metà luglio scorso, ovvero da quando vinse il quarto titolo della carriera (tutti sulla terra, tutti “International”) a Gstaad, sconfiggendo la Kontaveit. Era un buonissimo momento per l’olandese, reduce dai quarti a Madrid e dalla semifinale a Roma, che veleggiava nella top 20 (best career ranking è 18 WTA) prima di calare nettamente nel rendimento: dopo quel titolo, in tutto il 2017 infatti avrebbe poi vinto solo quattro partite. Occorreva il ritorno della terra, sebbene verde, per vederla tornare protagonista: a Charleston, dove aveva vinto appena due partite nelle precedenti due edizioni alle quali aveva preso parte, ha ben pensato di mettere in fila sei vittorie e conquistare il titolo nettamente più prestigioso della sua carriera. Senza perdere un set, ha estromesso dal torneo Cepede Royg (6-4 6-1), Krunic (6-4 6-2), Stollar (6-2 6-4), Cornet (6-2 7-5) e, in finale Julia Georges (6-2 6-1). Solo contro un’altra top venti come la tutonica, Kiki ha incontrato difficoltà: in semifinale per sconfiggere Madison Keys, ha dovuto annullare un match point alla finalista degli US Open 2017, prima di sconfiggerla col punteggio di 6-4 6-7(2) 7-6 (5). Outsider di lusso nei prossimi importanti appuntamenti sulla terra rossa.

7 vittorie in undici incontri di doppio in Coppa Davis: questo il buonissimo ​bilancio col quale sono scesi in campo a Genova Simone Bolelli e Fabio Fognini contro la coppia francese composta da Herbert e Mahut. La pesantissima sconfitta patita in terra ligure non cancella però le belle cose fatte dai nostri due tennisti con la maglia azzurra (tra i loro successi, anche quelli su buonissime coppie come Dodig- Cilic e Chiudinelli- Wawrinka), nè tantomeno nel circuito. Oltre alla vittoria più importante, quella degli Australian Open 2015, sono arrivati anche altri due titoli –​ Umago nel​ 2011 e Buenos Aires nel 2013- e quattro finali. La prima ad ​Acapulco, ancora nel 2013 e, le altre tre nel 2015 -​ anno che li vide partecipare anche alle ATP Finals- quando ​arrivarono a giocarsi il titolo​ in ben tre Masters 1000, Indian Wells, Montecarlo e Shanghai. Tra le vittorie da segnalare, le cinque contro coppie di specialisti nella top ten della classifica di specialità​: per ben due volte hanno sconfitto Dodig- Melo e​ in una circostanza, ​hanno avuto la meglio su Bhupathi- Nestor, Mirny-Nestor, Benneteau-Roger Vasselin. La coppia titolare da cui ripartire in Davis resta in ogni caso questa. ​

11 vittorie consecutive di Petra Kvitova tra San Pietroburgo e Doha, successi che lo scorso febbraio​ le avevano garantito due titoli Premier importanti per la sua ​classifica, che l’aveva rivista tornare nella top 10 dopo un’assenza che perdurava ​dal giugno 2016, ​e, soprattutto, ​per il morale. Tornei ​conquistati importanti anche per il livello tecnico di primissimo piano mostrato nel corso delle sue prove: e se nella capitale degli zar Petra aveva sconfitto solo due top ten (Ostapenko nei quarti e Mladenovic in finale), in Qatar aveva addirittura avuto la meglio su Svitolina, Georges, Wozniacki e Muguruza, rispettivamente 3, 10, 1 e 4 del mondo. Sembrava definitivamente tornata sui livelli che le avevano fatto vincere due Wimbledon e fatta​ essere, a fine 2011, la seconda giocatrice al mondo. Vedendo i risultati degli ultimi tre tornei ai quali ha partecipato, sembra però più probabile che il suo attuale stato di forma rispecchi più la classifica precedente all’​aggressione domestica subita nel dicembre 2016 (quando era 13 WTA) e che la ceca debba ancora totalmente assestare il suo “motore”. Dopo Doha, aveva deciso giustamente di saltare Dubai, riposarsi e rientrare a Indian Wells, dove, dopo aver sconfitto Putintseva, 81 WTA, aveva perso al terzo dalla nemmeno 17enne Amanda Anisimova, 149 WTA. A Miami era andata appena un pochino meglio: due vittorie su tenniste dalla classifica modesta Sabalenka, 60 WTA, e Kenin, 94 WTA, prima di arrendersi a una Ostapenko che sarebbe arrivata alla finale del torneo, ma reduce da un inizio 2018 più che mediocre. La prova dei passi indietro nel rendimento da parte di Petra è però arrivata questa settimana al Premier di Charleston, dove all’esordio la due volte vincitrice di Wimbledon è stata sconfitta dalla connazionale Kristyna Pliskova, 77 WTA, vincitrice col punteggio di 1-6 6-3 6-3. Vedremo adesso come si comporterà sulla mai molto amata terra rossa

17 la posizione in ​classifica di Magdalena Rybarikova, suo ​ best career ranking, quando ha partecipato nei giorni scorsi al Premier di Charleston. E dire che la numero 1 slovacca (da autunno 2017ha superato la Cibulkova), sino allo scorso Wimbledon aveva giocato, fatta eccezione per il Roland Garros, solo tornei del circuito ITF. Una programmazione dovuta a una classifica che l’aveva vista scendere al n°200 del ranking, in seguito alle operazioni a polso e ginocchio alle quali si era sottoposta dopo i Championships 2016, interventi chirurgici che le avevano fatto saltare la seconda metà di stagione. E dire che Magdalena aveva sinora avuto la sua migliore stagione nel 2013, quando aveva raggiunto la sua miglior classifica, che non l’aveva mai vista entrare nella top 30. A quell’anno corrisponde anche l’ultimo dei suoi quattro titoli vinti, Washington (gli altri li aveva conquistati, ancora nella capitale statunitense nel 2012, a Memphis nel 2011 e sull’erba di Birmingham nel 2009). Proprio sull’erba la scorsa estate si è concretizzata l’esplosione della carriera ad alti livelli: vincendo due ITF da 100.000$ e arrivando in semifinale all’International di Nottingham, prese la rincorsa per raggiungere addirittura le semifinali a Wimbledon, battendo tra le altre Karolina Pliskova e la Vandeweghe. Questi risultati, assieme alla finale di Linz, (persa dalla Strycova) le avevano consentito di partecipare al Master B di Zhuhai, chiudendo il 2017 in prossimità della top 20 del ranking. Gli ottavi raggiunti quest’anno a Melbourne, le hanno permesso di fare un ulteriore balzo in avanti e di raggiungere il best career ranking. Dopo l’Australia, aveva deluso nei tre tornei ai quali si era iscritta, vincendo una sola partita e perdendo due volte dalla Niculescu (a Doha e Miami) e una da Sofia Zhuk, allora 136 WTA, a Indian Wells. All’International di Monterrey si è ripresa con due vittorie, sebbene su avversarie dalla classifica più che mediocre: prima ha sconfitto (6-3 6-4) Risa Ozaki, 267 WTA e poi ha avuto la meglio (7-5 6-2) su Jana Fett, 109 WTA.

23 le vittorie di Rafael Nadal, su 24 incontri di singolare disputati in Coppa Davis, una manifestazione che gioca dal 2004 quando, come 40 ATP e nemmeno 18enne, esordì in Repubblica Ceca (e lì, dopo aver sconfitto Stepanek, perse sin qui l’​unico incontro in questa manifestazione, ​da Jiri Novak, in quel momento 16 ATP). Da allora solo vittorie, concedendo appena cinque set ai suoi avversari e portando a casa ben quattro insalatiere d’argento, sempre da protagonista. Infatti, nel 2004 giocò la semifinale e in finale prevalse su Roddick, nel 2008 prese parte​ a quarti e semifinale mentre​ nel 2009 fu protagonista ​ne​l primo turno e nel​la finale, nel corso della​ quale sconfisse Berdych. ​N​el 2011 giocò tre turni, tra i quali la finale di Siviglia ​ contro l’Argentina, e in quel tie sconfisse Monaco e Del Potro. Dopo quel quarto trionfo, il maiorchino si era defilato dalla manifestazione e aveva giocato con la sua nazionale solo negli spareggi per rimanere nel World Group del 2013 e 2015, prima del suo ritornoin grandissimo stile a Valencia contro la Germania in questo week-end dedicato ai quarti della Coppa Davis, dove ha prima sconfitto Kohlshreiber, 34 ATP, col punteggio di 6-2 6-2 6-3 e poi ha prevalso su Zverev, “demolito” con un pesante 6-1 6-4 6-4. Un campionissimo capace di contraddistinguersi anche per il suo carattere, non può che esaltarsi in Davis.

26 le vittorie in​ partite di ​singolare di Coppa Davis, su 36 incontri disputati: questo il bilancio di Marin Cilic. Il numero 3 al mondo, che esordì nel 2006 non ancora maggiorenne con due sconfitte, prima con Koubek al primo turno e poi con Nalbandian ai quarti,da quando nel 2009 è entrato quasi stabilmente nella top 20 ha ulteriormente incrementato il​ suo rendimento, vincendo 22 dei 28 incontri disputati. In tale lasso temporale, il campione degli US Open 2014 ha perso in Davis solo da Djokovic, Del Potro (in due circostanze, tra le quali la più dolorosa in occasione della rimonta subita​ da due set sotto da parte dell’argentino, durante la finale 2016) o comunque contro giocatori di grande livello, quantomeno entrati nella top ten, come Berdych, Goffin e Sock. Un rapporto molto bello con la sua nazionale, con la quale ha saltato solo la stagione del 2015, disputando almeno un tie in tutti gli altri anni, e totalizzando 23 convocazioni. In questi quarti di finale programmati lo scorso week-end, con la sua Croazia ha vinto facilmente i suoi due singolari contro il Kazakistan, sconfiggendo prima ​Popko (6-2 6-1 6-2) e poi Kukhuskin con un periodico 6-1. Se fa il suo dovere nella semifinale di settembre, da giocare in casa contro gli USA, una nuova finale per la selezione croata sarà molto probabile.

49 i mesi trascorsi dall’ultimo International conquistato dalla Muguruza, questa settimana vincitrice di quello di Monterrey: l’ultima volta era accaduta nel febbraio 2014 a Florianópolis. La spagnola, che dopo aver realizzato la scorsa estate la doppietta Wimbledon- Cincinnati si era laureata numero 1 al mondo, ma dopo era molto calata di rendimento, riprendendosi solo nei Premier arabi a febbraio, nei quali aveva sconfitto complessivamente tre top 10, raggiunto una finale (a Doha, persa dalla Kvitova) e una semifinale (a Dubai sconfitta dalla Kasatkina). Aveva deluso nuovamente a Indian Wells e Miami ed era difficile prevedere come potesse comportarsi a Monterrey, dove nelle due precedenti partecipazioni (2012 e 2014) non aveva vinto nemmeno un match. Il suo cammino sul cemento all’aperto messicano è stato invece senza intoppi, anche grazie al mediocre livello delle avversarie incontrate: è arrivata in finale cedendo pochi game a Zarazua (6-1 6-1), Riske 86-2 6-3), Tomljanovic (6-3 6-0) e Bogdan (6-0 7-5). Solo in finale ha perso un set, contro Timea Babos, unica top 50 incontrata, sconfitta col punteggio di 3-6 6-4 6-3. Sesto titolo in carriera per Garbine: le avversarie sono avvisate, è viva e ha fame.

83 la posizione in classifica nella quale era scesa Monica Puig, campionessa olimpica in carica, prima di Miami. Un ranking molto modesto, ​nel quale la portoricana​ era scivolata dopo un 2017 decisamente mediocre, nel quale aveva raggiunto una sola finale nel torneo di fine stagione in​ Lussemburgo (dove aveva ottenuto anche l’​unica vittoria dell’anno contro una top 20, una spenta Kerber) e appena una semi (al Premier di Doha) e un quarto di finale​ (ad Acapulco). A questo misero bottino, si aggiungeva l’onta di​ben otto eliminazioni al primo turno. Il 2018 non era iniziato meglio dell’anno precedente: Monica in nessun tabellone principale aveva vinto due partite consecutive. ​Sembrava ormai la lontana parente della tennista capace nel 2016 a Rio di vincere le Olimpiadi da 34°giocatrice al mondo, ​sconfiggendo Muguruza, Kvitova e in finale una Kerber in quel periodo pressochè imbattibile, vincendo il secondo titolo della carriera (dopo Strasburgo 2014) e proponendosi come possibile protagonista del circuito​. Non deve essere però​ facile gestire una fama così grande e improvvisa e infatti la portoricana classe 93, dal 2013 nella top 100, dopo Rio nel 2016 non fece meglio che raggiungere due volte i quarti di finale (a Tokyo e Tianjin). Due settimane fa a Miami, dove il pubblico centro e sud americano costituisce una buona fetta di quello pagante, la Puig si è fatta aiutare anche dal sostegno del tifo​, tornando, dopo i giochi Olimpici, a ​sconfiggere una top ten, la Wozniacki al secondo turno e spingendosi sino agli ottavi, dove è stata sconfitta dalla Collins. Iscrittasi la scorsa settimana​ all’International di Monterrey, ha confermato di aver fatto passi in avanti e ha sconfitto (con un ​duplice 6-3) prima Nicole Gibbs, 117 WTA, ​e poi (6-4 6-3) Stephanie Voegele, 124 WTA, prima di essere eliminata col punteggio di 6-4 6-2 da Timea Babos, 44 WTA.

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https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/09/il-senso-di-nadal-per-la-davis-il-ritorno-di-muguruza/feed/ 0
WTA Ranking: Bertens vicina alla top 20, Goerges alle dieci https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/09/wta-ranking-bertens-vicina-alla-top20-goerges-alle-dieci/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/09/wta-ranking-bertens-vicina-alla-top20-goerges-alle-dieci/#respond Mon, 09 Apr 2018 09:01:07 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=253079 Kiki Bertens torna ad essere pericolosa sulla terra, seppur atipica, di Charleston. Il suo best ranking è il n.18 e potrebbe superarlo ora che inizia la stagione sulla superficie a lei più congeniale. Julia Goerges conferma di valere la top ten]]>

Charleston e Monterrey. Un Premier con una solida tradizione alle spalle e  un albo d’oro di tutto rispetto (Austin, Evert, Navratilova, Graf, Sabatini Hingis, Henin, le sorelle Williams tra le vincitrici più illustri) e un International giovane ma sempre ben frequentato. 470 e 280 punti che non andati rispettivamente a Muguruza e Bertens,  che succedono a Pavlyuchenkova e Kasatkina.

LA TOP10 È immutata. In vetta resiste Simona Halep, che dopo Miami, dove Wozniacki difendeva la finale, ha un vantaggio di 1350 punti sulla diretta inseguitrice. Sembrerebbe al sicuro, se non fosse che la rumena, sulla terra, ha in scadenza 3070 punti contro i 495 della danese. La vittoria a Monterrey, riporta al successo Muguruza, che non centrava un titolo da Wimbledon 2017. Lo aveva sfiorato a Doha, torneo di ben altra caratura rispetto a quello, seppur di buon livello, messicano. Ma 280 punti non sono da disdegnare e le permettono di consolidare il terzo posto. Nel 2017 la stagione su terra non è stata soddisfacente per la spagnola, campionessa uscente al Roland Garros. Sono curioso di vedere cosa combinerà quest’anno. Ostapenko è stata finalista in South Carolina un anno fa: perde, questa settimana, 305 punti. Questo non le impedisce di mantenersi saldamente in top5. In realtà sappiamo tutti qual è la cambiale che le dovrebbe fare più paura: i 2000 punti di Parigi. Senza questi sarebbe, attualmente, ancora in top ten ma di un soffio. C’è da dire che la lettone è in buona compagnia. Sono molte le top ten che dovranno riconfermarsi su rosso: Svitolina (W a Roma e QF a Parigi), Pliskova (QF Roma e SF  Parigi), Garcia (QF Roland Garros), Venus (QF Roma e 4°T Roland Garros). Ci saranno nomi nuovi tra le dieci tra qualche mese? E chi saranno secondo voi? Da inizio 2018 l’hanno già salutata in due: Johanna Konta, precipitata addirittura al n.23, e Coco Vandeweghe, oggi al n.16.

LA TOP20  I movimenti più significativi sono quelli di Julia Goerges (+2, n.11), finalista a Charleston, che si rivede nei pressi della top10, di Daria Kasatkina (-2, n.14), campionessa uscente, che invece si allontana dalle dieci dopo aver toccato il n.11 qualche settimana fa. Riconquista il best ranking Anastasija Sevastova (+1, n.15) e si avvicina pian piano alla top10 Madison Keys (+1, n.13). Non ci sono nuovi ingressi questa settimana, anche se Kiki Bertens (+6, n.21), ex semifinalista al Roland Garros e nuova campionessa a Charleston, potrebbe ritornare in top20 a breve, con qualche altro risultato di rilievo nei tornei sull’amata terra.

Pos. Giocatrice Punti Tornei Diff. dal 02/04/18
1 Simona Halep 8290 18 0
2 Caroline Wozniacki 7430 22 0
3 Garbiñe Muguruza 5970 22 0
4 Elina Svitolina 5425 18 0
5 Jelena Ostapenko 4971 22 0
6 Karolina Pliskova 4905 20 0
7 Caroline Garcia 4625 23 0
8 Venus Williams 4452 15 0
9 Sloane Stephens 3151 18 0
10 Petra Kvitova 3150 21 0
11 Julia Goerges 2940 22 2
12 Angelique Kerber 2938 13 -1
13 Madison Keys 2910 24 1
14 Daria Kasatkina 2875 21 -2
15 Anastasija Sevastova 2593 17 1
16 Coco Vandeweghe 2488 17 -1
17 Magdalena Rybarikova 2405 24 0
18 Ashleigh Barty 2395 23 0
19 Kristina Mladenovic 2280 28 0
20 Elise Mertens 2198 17 0

GLI ALTRI MOVIMENTI – Ovviamente progrediscono le protagoniste nei tornei nordamericani e ITF appena conclusi. Sale ancora Collins, che entra per la prima volta in top50: in un mese è passata dal n.11 al n.45. Entra in top100 Bernarda Pera. Ecco i movimenti più significativi:

39        +5       Timea Babos
45        +8       Danielle Collins
70        +7       Kristyna Pliskova
75        +16     Sachia Vickery
76        +14     Ana Bogdan
79        +5       Lara Arruabarrena
90        +11     Bernarda Pera
94        +9       Luksika Kumkhum

Safarova esce di nuovo dalla top50, crollano Rogers e Lucic-Baroni:

53        -8        Lucie Safarova
77        -6        Heather Watson
97        -23      Laura Siegemund
105      -18      Shelby Rogers
152      -38      Mirjana Lucic-Baroni

IN E OFF DELLA PROSSIMA SETTIMANA – Questa settimana non ci sono punti in scadenza per la maggior parte delle top player, ad eccezione di Mertens impegnata a Lugano:

Pos. Giocatrice Next Off 17th
1 Simona Halep 60
2 Caroline Wozniacki 100
3 Garbiñe Muguruza 185
4 Elina Svitolina 55
5 Jelena Ostapenko 1
6 Karolina Pliskova 100
7 Caroline Garcia 100
8 Venus Williams
9 Sloane Stephens
10 Petra Kvitova 1
11 Julia Goerges 180
12 Angelique Kerber 1
13 Madison Keys 1
14 Daria Kasatkina 55
15 Anastasija Sevastova 60
16 Coco Vandeweghe 1
17 Magdalena Rybarikova 60
18 Ashleigh Barty 20
19 Kristina Mladenovic 30
20 Elise Mertens 60 30
59 Camila Giorgi 60 1
89 Sara Errani 1
96 Francesca Schiavone 280 1
151 Jasmine Paolini 14 8
169 Deborah Chiesa 5

CASA ITALIA

Sono in salita Camila Giorgi (+5, n.59), Sara Errani (+6, n.89), e Debora Chiesa (+10, n.169). Perde due posti Francesca Schiavone (n.96), ma saranno molte, molte di più la prossima settimana quando le saranno decurtati i 280 punti di Bogotá. Ma non sarà la sola. Anche Giorgi ha in uscita i punti dei quarti di Biel, che però sono solo 60 e le costeranno 3-4 posizioni. A meno che non replichi il risultato a Lugano dove al primo turno se la vedrà con Kristyna Pliskova. Il ranking medio delle top 5 italiane è 112,4.

Pos. Giocatrice Class. WTA Diff. dal 02/04/18
1 Camila Giorgi 59 0
2 Sara Errani 89 0
3 Francesca Schiavone 96 0
4 Jasmine Paolini 151 0
5 Roberta Vinci 167 0
6 Deborah Chiesa 169 0
7 Martina Trevisan 205 0
8 Georgia Brescia 208 0
9 Jessica Pieri 216 0
10 Giulia Gatto-Monticone 263 0
11 Cristiana Ferrando 279 0
12 Camilla Rosatello 292 0
13 Stefania Rubini 311 1
14 Martina Di Giuseppe 322 -1
15 Anastasia Grymalska 329 0
16 Martina Caregaro 359 0
17 Federica Di Sarra 373
18 Gaia Sanesi 426 -1
19 Alice Matteucci 432 -1
20 Lucrezia Stefanini 447 0

NEXT GEN RANKING

Amanda Anisimova (+1, n.7) supera Sofya Zhuk (-1, n.8). È questo l’unico movimento nella classifica Next Gen. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1998).

Pos. Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 02/04/18
1 Catherine Bellis 1999 44 0
2 Marketa Vondrousova 1999 52 0
3 Aryna Sabalenka 1998 61 0
4 Sofia Kenin 1998 86 0
5 Viktoria Kuzmova 1998 104 0
6 Anna Blinkova 1998 115 0
7 Amanda Anisimova 2001 126 1
8 Sofya Zhuk 1999 128 -1
9 Vera Lapko 1998 130 0
10 Caroline Dolehide 1998 135 0

NATION RANKING

Stazionarie le prime 10 posizioni del ranking per compagini nazionali. La Francia mantiene il 3° posto conquistato la scorsa settimana. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Pos. Nazione Punteggio Diff. dal 02/04/18
1 Stati Uniti 30 0
2 Repubblica Ceca 42 0
4 Francia 61 0
3 Russia 70 0
5 Romania 73 0
6 Germania 80 0
7 Australia 100 0
8 Spagna 107 0
9 Ucraina 111 0
10 Cina 124 0

LE TOP 50

1 0 [ROU] Simona Halep 26 8140 18
2 0 [DEN] Caroline Wozniacki 27 6790 21
3 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 6065 23
4 0 [UKR] Elina Svitolina 23 5630 18
5 0 [LAT] Jelena Ostapenko 20 5307 21
6 0 [CZE] Karolina Pliskova 26 4730 20
7 0 [FRA] Caroline Garcia 24 4615 23
8 0 [USA] Venus Williams 37 4276 14
9 0 [USA] Sloane Stephens 25 3938 13
10 0 [CZE] Petra Kvitova 28 3271 19
11 2 [GER] Julia Goerges 29 2980 25
12 -1 [GER] Angelique Kerber 30 2971 20
13 1 [USA] Madison Keys 23 2722 17
14 -2 [RUS] Daria Kasatkina 20 2570 22
15 1 [LAT] Anastasija Sevastova 27 2545 24
16 -1 [USA] Coco Vandeweghe 26 2488 17
17 0 [SVK] Magdalena Rybarikova 29 2350 24
18 0 [AUS] Ashleigh Barty 21 2318 18
19 0 [FRA] Kristina Mladenovic 24 2280 28
20 0 [BEL] Elise Mertens 22 2200 25
21 6 [NED] Kiki Bertens 26 2140 27
22 -1 [JPN] Naomi Osaka 20 2105 24
23 -1 [GBR] Johanna Konta 26 1995 22
24 0 [AUS] Daria Gavrilova 24 1925 23
25 -2 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 1910 25
26 0 [CZE] Barbora Strycova 32 1815 25
27 -2 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 26 1700 24
28 0 [EST] Anett Kontaveit 22 1625 23
29 0 [RUS] Svetlana Kuznetsova 32 1612 14
30 0 [POL] Agnieszka Radwanska 29 1525 20
31 0 [CHN] Shuai Zhang 29 1500 29
32 0 [RUS] Ekaterina Makarova 29 1380 21
33 0 [SVK] Dominika Cibulkova 28 1380 21
34 0 [ROU] Sorana Cirstea 28 1355 25
35 2 [FRA] Alizé Cornet 28 1355 27
36 -1 [CRO] Petra Martic 27 1342 15
37 -1 [CHN] Shuai Peng 32 1320 23
38 0 [ROU] Irina-Camelia Begu 27 1270 27
39 5 [HUN] Timea Babos 24 1270 28
40 -1 [ROU] Mihaela Buzarnescu 29 1263 32
41 -1 [UKR] Lesia Tsurenko 28 1260 27
42 -1 [RUS] Maria Sharapova 30 1257 13
43 -1 [RUS] Elena Vesnina 31 1175 24
44 -1 [USA] Catherine Bellis 19 1175 20
45 8 [USA] Danielle Collins 24 1137 28
46 0 [SUI] Timea Bacsinszky 28 1132 12
47 1 [KAZ] Zarina Diyas 24 1123 24
48 -1 [GRE] Maria Sakkari 22 1117 26
49 0 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 24 1116 22
50 0 [SRB] Aleksandra Krunic 25 1105 23

Legenda – Nella top 50 trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice- anni – punti – tornei.

LA RACE

1 0 [DEN] Caroline Wozniacki 27 2760 6
2 0 [ROU] Simona Halep 26 2385 5
3 0 [GER] Angelique Kerber 30 2055 6
4 0 [UKR] Elina Svitolina 23 1755 6
5 0 [CZE] Petra Kvitova 28 1621 7
6 0 [JPN] Naomi Osaka 20 1521 7
7 4 [ESP] Garbiñe Muguruza 24 1351 8
8 0 [RUS] Daria Kasatkina 20 1323 9
9 -2 [CZE] Karolina Pliskova 26 1250 6
10 -1 [BEL] Elise Mertens 22 1196 6
11 -1 [USA] Sloane Stephens 25 1136 5
12 2 [GER] Julia Goerges 29 1105 7
13 -1 [LAT] Jelena Ostapenko 20 949 8
14 -1 [USA] Danielle Collins 24 871 9
15 0 [ESP] Carla Suárez Navarro 29 772 7
16 [NED] Kiki Bertens 26 733 8
17 [LAT] Anastasija Sevastova 27 732 8
18 -2 [FRA] Caroline Garcia 24 717 8
19 [USA] Madison Keys 23 696 6
20 [HUN] Timea Babos 24 668 10

Legenda – Nella RACE trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice – anni – punti – tornei

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https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/09/wta-ranking-bertens-vicina-alla-top20-goerges-alle-dieci/feed/ 0
ATP Ranking: Nadal torna in vetta, Isner in top 10 https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/03/atp-ranking-nadal-torna-temporaneamente-vetta-isner-top-10/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/03/atp-ranking-nadal-torna-temporaneamente-vetta-isner-top-10/#respond Tue, 03 Apr 2018 06:07:42 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=252172 In attesa della stagione su terra (tantissimi i punti in scadenza di Rafa), Federer cede lo scettro. Isner si issa al numero 9, Chung fa il suo debutto in top 20 (numero 19)]]>

“Aprile è il mese più crudele” secondo il poeta T. S. Eliot e forse ora lo è un po’ anche per Roger Federer che proprio in questo mese, a causa della sua precoce uscita di scena a Miami, ha dovuto cedere lo scettro della classifica ATP a Rafael Nadal. I punti che dividono l’elvetico dallo spagnolo sono però solo 100 e, considerando le pesanti cambiali in scadenza per quest’ultimo a Montecarlo (1000 punti) e Barcellona (500 punti), non è detto che non tocchi presto al maiorchino meditare sulle parole del poeta britannico.

https://twitter.com/ATPWorldTour/status/980681869070086144

Ma il tifone tennistico abbattutosi sulle coste della Florida in questi giorni ha determinato altre non banali modifiche alla classifica ATP:

  • il trionfatore di Miami, John Isner, è rientrato in top ten dopo quasi quattro anni di assenza, mentre uno dei prossimi avversari della nostra nazionale in Coppa Davis, Lucas Pouille, ne è uscito di un passo
  • Alexander Zverev grazie alla finale ha guadagnato una posizione ed è ora ai piedi del podio a soli 60 punti da Marin Cilic che lo precede
  • Fabio Fognini – seppur fermatosi lontano dalla semifinale del 2017 – ha limitato i danni ed è rimasto assiso sull’ultimo gradino della top 20
  • Pablo Carreno Busta si consola della sconfitta subita in semifinale con un balzo in avanti di sette posizioni. Ora è dodicesimo
  • Hyeon Chung ancora in crescita (+4). Per la prima volta in carriera fa il suo debutto tra i migliori venti, alla diciannovesima piazza

In sintesi:

CLASSIFICA GENERALE TOP 20
Classifica ATP Giocatore Nazione Punteggio Variazione
1 R. Nadal Spagna 8770 1
2 R. Federer Svizzera 8670 -1
3 M. Cilic Croazia 4985 =
4 A. Zverev Germania 4925 1
5 G. Dimitrov Bulgaria 4635 -1
6 JM del Potro Argentina 4470  =
7 D. Thiem Austria 3665  =
8 K. Anderson Sud Africa 3390  =
9 J. Isner USA 3125 8
10 D. Goffin Belgio 3110 -1
11 L. Pouille Francia 2410 -1
12 P. Carreno Busta Spagna 2395 7
13 N. Djokovic Serbia 2310 -1
14 S. Querrey USA 2265   =
15 D. Schwartzman Argentina 2220 1
16 J. Sock USA 2200 -5
17 R. Bautista Agut Spagna 2175 -2
18 T. Berdych R. Ceca 2140 -5
19 H. Chung Corea Sud 1897 4
20 F. Fognini Italia 1840 -2

Lo scorso anno Matteo Berrettini e Thomas Fabbiano in questi giorni disputavano la finale del Challenger di Quanzhou, con vittoria in due tiratissimi set del più esperto tennista pugliese. Quest’anno entrambi hanno correttamente optato per il 1000 della Florida. Purtroppo, però, Thomas è uscito al primo turno mentre Matteo non è riuscito a raggiungere il tabellone principale e, conseguentemente, hanno perso parecchie posizioni e sono usciti dalla top 100 come mostra la sottostante griglia riservata ai migliori tennisti italiani.

ITALIANI TOP 200
Classifica ATP Giocatore Punteggio Var.
20 F. Fognini 1840 -2
57 P. Lorenzi 895  =
62 A. Seppi 851  =
99 M. Cecchinato 613 -2
102 T. Fabbiano 586 -16
104 M. Berrettini 577 -9
109 S. Travaglia 534 14
158 L. Sonego 349 4
161 A. Giannessi 344  =
163 S. Bolelli 341 2
176 S. Napolitano 317 4
180 S. Caruso 315 -3

Resiste al 99esimo posto Marco Cecchinato, semifinalista del Challenger di Marbella dove ha perso contro l’argentino Andreozzi. La sua sconfitta è stata vendicata in finale da Stefano Travaglia che ottiene quindi la seconda vittoria a livello Challenger dopo quella conquistata lo scorso anno a Ostrava. Il 26enne marchigiano sarà immediatamente di scena nel Challenger di Alicante insieme a Cecchinato, Arnaboldi, Viola e Giannessi e, in caso di affermazione, con gli 80 punti destinati al vincitore potrebbe teoricamente entrare tra i primi 100. Per ironia della sorte al primo turno se la vedrà di nuovo con Andreozzi.

Concludiamo con le classifiche avulse relative, rispettivamente, alle Finals londinesi e quelle milanesi riservate agli under 21:

ATP FINALS
Posizione Giocatore Nazione Punteggio Classifica ATP
1 R. Federer Svizzera 3110 2
2 JM del Potro Argentina 2120 6
3 M. Cilic Croazia 1470 3
4 H. Chung Corea Sud 1280 19
5 K. Anderson Sud Africa 1070 8
6 J. Isner USA 1040 9
7 A. Zverev Germania 925 4
8 D. Schwartzman Argentina 825 15
9 R. Bautista Agut Spagna 815 17

Spiccano:

  1. l’assenza del numero 1 al mondo dalla lista degli attuali otto classificati per le finali londinesi; la terra rossa probabilmente rimetterà le cose nel loro alveo naturale
  2. il (temporaneo) sesto posto di John Isner. Era 294esimo alla vigilia di Key Biscayne
NextGen
Posizione Giocatore Nazione Nato nel Punteggio Classifica ATP
1 A. Zverev Germania 1997 925 4
2 F. Tiafoe USA 1998 413 58
3 T. Fritz USA 1997 396 72
4 A. Rublev Russia 1997 395 35
5 A. de Minaur Australia 1999 316 123
6 D. Shapovalov Canada 1999 315 45
7 S. Tsitsipas Grecia 1998 229 69
8 M. Polmans Australia 1997 175 167

In ottica delle finali di Milano, Alexander Zverev prende per la prima volta quest’anno la posizione che gli compete (quasi) di diritto: la prima.

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Federer e il tie-break fatale, Isner rinato. E Dimitrov stenta https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/02/federer-e-il-tie-break-fatale-isner-rinato-e-dimitrov-stenta/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/04/02/federer-e-il-tie-break-fatale-isner-rinato-e-dimitrov-stenta/#respond Mon, 02 Apr 2018 16:47:28 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=252068 I numeri della settimana. Grisha irriconoscibile, Wozniacki e Stephens su binari diversi]]>

1- la vittoria, nelle ultime cinque partite giocate, da Grigor Dimitrov. Una crisi profonda per il numero 4 del mondo, il quale, dopo aver perso nettamente la finale di Rotterdam contro Federer, ha rimediato due brutte sconfitte consecutive all’esordio a Dubai (contro Jaziri, 117 ATP) e a Indian Wells (da Verdasco), prima di sconfiggere al secondo turno di Miami un avversario non certo irresistibile come Marterer, 73 ATP. Una rondine non fa però primavera e difatti  il 26enne bulgaro nel terzo turno (al primo aveva ricevuto un bye) ha confermato di stare attraversando un momento nero, venendo sconfitto con un duplice 6-4 da Chardy, 90 ATP. Un 2018 che, a parte la finale all’ATP 500 di Rotterdam, è stato a forti tinte grigie per Grigor, autore di un fine 2017 brillante che gli aveva regalato il più importante degli otto titoli sin qui conquistati in carriera, le ATP Finals di Londra. A inizio anno, in Australia aveva raggiunto la semifinale a Brisbane (perdendo da Kyrgios) e i quarti a Melbourne (deludente sconfitta contro Edmund) non brillando mai. In questo 2018, del resto, se si esclude la vittoria a seguito del ritiro di Goffin nella semi di Rotterdam, Grigor ha vinto solo una partita contro un top 30, Kyrgios, agli ottavi di Melbourne. Irriconoscibile.

2- le sconfitte consecutive di Roger Federer al tie-break del set decisivo: dopo aver perso in tale situazione di punteggio la finale di Indian Wells contro Del Potro, si è, per lui tristemente, ripetuto a Miami contro Kokkinakis, una sconfitta che gli è costata il primo posto nel ranking. Il bilancio del campione svizzero in tale situazione di punteggio, affrontata solo cinquantotto volte nel corso della sua lunga carriera (costituita da 1458 partite ufficiali) è positivo, ma non eccellente, per quanto questo poco voglia dire: Federer ha infatti vinto “solo” in 31 casi, il 53% delle volte. Una percentuale- ovviamente- molto inferiore a quella dei successi rispetto alle partite giocate. Infatti, lo svizzero, risultato vincitore in 1189 volte dei suoi match, ha vinto sin qui l’81% delle circostanze nelle quali è sceso in campo. Può essere curioso rapportare la sua capacità di successo in tale frangente con i tennisti al vertice della classifica dal 200o in poi, sebbene per alcuni di essi il bilancio sia chiuso e per altri sia itinere e non dimenticando che questi numeri sono troppo piccoli per essere davvero indicativi. Djokovic ha la migliore percentuale, 66% (14-7), ma quasi tutti gli altri numeri 1 sono sopra al 60 %: Sampras col 64 (30-17), Roddick col 63%(27-16); Ferrero (20-12) e Murray (20-12) col 62. Percentuali comunque migliori dello svizzero sono quelle di Hewitt col 56% (18-14) Kuerten, 55% (21-17). Tre i numeri uno considerati  che hanno fatto “peggio” di Roger: Nadal col 51% (17-16), Agassi col 47% (9-10) e Safin, addirittura col 43% (24-32). Infine, tra i tennisti in attività che hanno vinto Major, è interessante riportare  la buona percentuale di Wawrinka, 61 % (27-17) e soprattutto quella davvero buona di Del Potro (17-4), vincitore nel 81% dei casi nei quali la partita si è assegnata al fotofinish dell’ultimo parziale.

3- appena le partite vinte da Sloane Stephens successivamente alla fantastica cavalcata che nello scorso settembre le aveva consentito di vincere gli US Open. Tra ottobre e febbraio, mesi nei quali aveva preso parte ai Premier di Zhuhai, Pechino e Sydney, ai due singolari della finale di Fed Cup persa con la Bielorussia e agli Australian Open, ha dimenticato completamente il gusto della vittoria, perdendo sempre tutti i match disputati, in cinque dei quali le avversarie non erano comprese nemmeno nella top 50. Sloane era poi tornata al successo all’Intenational di Acapulco, arrivando ai quarti dopo aver battuto due avversarie dalla classifica modesta (Rus e Parmentier), prima di perdere da Voegele, 183 WTA. A Indian Wells i primi veri segnali di risveglio con il successo sulla Azarenka (prima di perdere al secondo turno dalla Kasatkina), ma era francamente impossibile immaginare di vederla protagonista della cavalcata della quale è stata protagonista a Miami. Sloane prima ha sconfitto Tomljianovic (6-1 6-3) e Niculescu (6-7(1) 6-3 4-0 RET), poi ha addirittura lasciato pochi games a due top 10, entrambe ex numero 1 del mondo, come Muguruza (6-3 6-4) negli ottavi e Kerber (6-1 6-2) nei quarti. In semifinale ha impiegato tre set ( 3-6 6-2 6-1 ) per sconfiggere l’ex numero 1 del mondo Azarenka, mentre ne sono occorsi solo due per conquistare in finale il primo Mandatory (aveva vinto anche il Premier di Charleston nel 2016, in finale su Vesnina), superando la Ostapenko con lo score di 7-6(5) 6-1. Risorta come una Fenice.

4- le sole volte, in ben diciassette tornei disputati, dopo i quarti raggiunti all’ultimo Roland Garros e prima di Miami, nei quali Pablo Carreno Busta aveva ottenuto due vittorie consecutive nel corso della stessa competizione. Una situazione paradossale per chi è comunque arrivato in Florida con una buonissima classifica -19 ATP- tantopiu se a questi numeri si aggiunge che nello stesso periodo erano state ben nove le eliminazioni al primo turno e che solo una volta erano stati raggiunti almeno i quarti di finale (nel caso della semifinale agli US Open). A Miami è arrivato una grande riscatto per lo spagnolo classe 91: prima è giunto ai quarti senza perdere un set e lasciando pochi games agli avversari – ha infatti battuto Istomin (6-1 6-0), Johnson (6-4 6-4), Verdasco (6-0 6-3)- poi, si è vendicato di Kevin Anderson, che lo aveva sconfitto agli ottavi di Indian Wells la settimana precedente e soprattutto nella semifinale dello Slam newyorkese. Lo spagnolo, annullando anche un match point nel corso del tie-break del terzo, si è alla fine imposto col punteggio di 6-4 5-7 7-6 (8). Mai dare per morto Carreno.

5- (quasi) gli anni trascorsi dall’ultima volta nella quale John Isner aveva sconfitto tre top ten nello stesso torneo, circostanza verificatasi in precedenza solo una volta nella sua carriera, prima del suo trionfo al Masters 1000 di Miami, il successo nettamente più importante ottenuto da professionista. L’ultima volta era accaduto nel Masters 1000 di Cincinnati nel 2013, quando sconfisse Raonic, il numero 1 di allora Djokovic e infine Del Potro, prima di arrendersi in finale di fronte a Nadal, una delle tre finali perse a questo livello di tornei (le altre erano a Indian Wells 2o12, sconfitto da Federer, e Bercy 2016, quando perse da Murray). Un exploit, quello di Isner, piuttosto inatteso: nel 2018 aveva vinto appena due partite (contro tennisti non inclusi nella top 80) e perso ben sei match. In Florida, dove in dieci partecipazioni aveva raggiunto solo nel 2015 la semifinale, il trofeo più prestigioso messo in bacheca dal 32enne del North Carolina è arrivato grazie ai successi su Vesely ( 7-6(3) 1-6 6-3), Youzhny (6-4 6-3), sul 3 ATP Cilic 7-6(0) 6-3, su Chung (6-1 6-4), sul 6 ATP Del Potro (6-1 7-6(2)) e, in finale, sul quinto giocatore al mondo, Sasha Zverev, sconfitto col punteggio di 6-7(4) 6-4 6-4. Sorprendente.

6- le sconfitte contro tenniste non incluse nella top 30 e quattro le eliminazioni nell’esordio nel torneo in questo 2018  per la campionessa in carica del Roland Garros, Jelena Ostapenko, sesta giocatrice al mondo. Un ruolino di marcia davvero negativo per la 20enne lettone, che pure aveva chiuso bene il 2017, con buoni risultati nella tournée asiatica (vittoria nell’International di Seoul, semifinali ai Premier di Wuhan e Pechino, una vittoria nel Round Robin delle WTA Finals). Quest’anno per lei erano arrivate però appena quattro vittorie, nessuna delle quali contro una tennista nella top 60 WTA. L’ultima deludente sconfitta era giunta al secondo turno di Indian Wells contro Petra Martic. A Miami è arrivata inaspettatamente la rinascita per Jelena: il secondo Premier Mandatory statunitense del 2108 è stato tato la prima volta della sua carriera, nella quale ha sconfitto, nel suo percorso, due top ten nel corso dello stesso torneo. Ostapenko in Florida è difatti arrivata in finale sconfiggendo nell’ordine -senza perdere nemmeno un set- Babos (6-4 6-4), Haddad Maia (6-2 7-6), due protagoniste del circuito come Kvitova (7-6 6-3) e Svitolina (con due tie-break) e, infine, la matricola Collins (7-6 6-3). In finale ha fatto partita pari con la Stephens solo nel primo set, prima di cedere 7-6 (5) 6-1. Una giovane stella ritrovata nei radar del grande tennis.

10- le partite giocate e appena sei quelle vinte da Caroline Wozniacki, dopo il trionfo di Melbourneche le portò il primo Major della carriera e, contestualmente, il primato in classifica, riconquistato a distanza di quasi sei anni. Tornata a giocare la settimana successiva agli Australian Open al Premier di San Pietroburgo e battuta ai quarti da Kasatkina, a Doha aveva fatto benino (vittoria sulla Kerber nei quarti, prima di perdere di misura dalla Kvitova in un match nel quale aveva servito due volte per il match). La danese classe 90, ha però soprattutto deluso nei Premier Mandatory statunitensi: a Indian Wells si è fermata in ottavi, nuovamente contro la Kasatkina, e ha fatto poi ancora peggio a Miami, dove ha perso all’esordio dalla campionessa olimpica Monica Puig, scesa al numero 83 del ranking Wta, vincitrice col punteggio di 0-6 6-4 6-4.

12- i tornei giocati da Alexander Zverev dopo i Canadian Open vinti lo scorso agosto a Montreal in finale su Roger Federer. Da quel momento in poi, un misero bottino era stato raggiunto dal quasi 21enne (compie gli anni il prossimo 20 aprile) tedesco, capace di raggiungere appena due semifinali in tornei di non primissimo piano (gli Atp 500 di Pechino e Acapulco). Una crisi di risultati testimoniata anche dal misero bilancio in tale lasso temporale contro top 10 (1-3) e tennisti tra la 11° e la 20° posizione(1-2) e dalle tre eliminazioni rimediate nella partita inuagurale del torneo. Il tedesco si è però saputo riprendere a Miami, dove con un rendimento diesel ha prima sconfitto soffrendo Medvedev – col punteggio di 6-4 1-6 7-6 (5)- poi Ferrer (2-6  6-4 6-4), Kyrgios (con un duplice 6-4) Coric (sempre con un 6-4 periodico) e Carreno Busta (7-6 6-2). In finale ha perso al fotofinish una lunga finale con Isner, con lo statunitense vincitore solo 6-4 al terzo. Lo si attende nei Major per capire se si possa battezzarlo campione, come vaticinato da tanti addetti ai lavori.

29- i mesi dall’ultima volta che Jeremy Chardy aveva vinto tre partite consecutive in tornei del circuito maggiore assegnanti punti in classifica. Vi era in verità riuscito anche nello scorso aprile, sconfiggendo nei singolari dei quarti di Coppa Davis i britannici Edmund (a punteggio acquisito) e Evans, e superando il primo turno a Marrakech, ma appunto due di queste vittorie -una delle quali una semplice formalità statistica- non assegnavano punti. L’ultima volta che vi era propriamente riuscito è stata nell’estate del 2015, quando agli Us Open arrivò agli ottavi sconfiggendo tra l’altro l’allora numero 7 del mondo David Ferrer. Era quello il periodo migliore della carriera per il 31enne francese- che molti ricorderanno capace di battere Federer a Roma nel 2014 e nel 2012 Murray a Cincinnati- il quale un mese prima si era anche issato alle semifinali al Masters 1000 di Montreal.  La miglior posizione nel ranking lo ha tuttavia raggiunta a gennaio 2013, dopo aver conquistato i quarti a Melbourne, suo miglior risultato nei Majors. I mediocri piazzamenti dell’ultimo anno lo avevano fatto scendere al numero 100 del ranking, ma il cemento all’aperto statunitense è stato il teatro della sua rinascita: prima ha fatto molto bene a Indian Wells, dove ha sconfitto nell’ordine un giocatore coriaceo e due top 30 come Benneteau, Fognini e Mannarino, prima di arrendersi a Federer. Quello della California non era però un caso isolato e a Miami il francese ha sconfitto di fila Dutra Silva (6-3 7-6), Gasquet (7-5 6-1) e infine, tornando alla vittoria su un top ten dopo due anni e mezzo, Dimitrov (duplice 6-4), prima di arrendersi a Raonic, vincitore su di lui col punteggio di 6-3 6-4.

175- la classifica con la quale Thanasi Kokkinakis ha partecipato alle quali di Miami, dove aveva ricevuto una wild card. L’accesso al tabellone principale è arrivato dopo aver sconfitto, senza perdere un set, prima Thiago Monteiro (6-2 6-3), poi il giustiziere a Indian Wells di quel che resta attualmente di Djokovic, Taro Daniel (7-5 7-5). Dopo aver avuto la meglio su un altro qualificato, il 23enne francese Calvin Hemery, 147 ATP, ha poi scombussolato i vertici della classifica mondiale sconfiggendo 3-6 6-3 7-6(4) Roger Federer. Un risultato statisticamente molto rilevante: ad eccezione della partita persa contro Tommy Haas nel primo turno di Stoccarda 2017, lo svizzero non perdeva contro un tennista non compreso tra i primi 150 dal 2000 a Indianapolis, quando, già tra i primi 40 del mondo, fu sconfitto in due set dall’australiano James Sekulov. Purtroppo la classifica, a causa degli infortuni continui che hanno falcidiato sin qui la carriera dell’Aussie, che il 10 aprile compie 22 anni, non ha mai premiato Thanasi, mai salito oltre il 69°posto del ranking ATP. Eppure, “Kokk” – così viene chiamato da chi gli è vicino- già nel 2014 terminava la stagione nei primi 150, per poi chiudere il 2015 nei primi 80. L’operazione alla spalla destra gli aveva però poi fatto saltare praticamente tutto il 2016, nel quale aveva giocato solo il torneo olimpico, per poi rientrare nel circuito solo nel 2017 sulla terra rossa di Lione, giocando senza classifica. Una situazione di ranking che gli ha quantomeno consentito di infrangere alcuni record, come quello successivo alla vittoria – prima della carriera su un top 10- su Raonic al primo turno del Queens (non accadeva dal 1994 che il numero 6 del mondo venisse battuto da un tennista con la classifica più bassa, 698, dell’Assie nel giugno scorso) e quello conseguente alla prima e sin qui unica finale raggiunta a livello ATP, la finale persa da Querrey a Los Cabos nell’agosto 2017 (dal 2008 non succedeva che un giocatore con peggiore classifica della sua si spingesse così avanti in un torneo del circuito maggiore). Successivi problemi fisici -ha sofferto anche di problemi ai muscoli addominali- lo hanno poi costretto, dopo gli ultimi Us Open, a giocare solo nel 2018. Al posto di Thanasi, chiederemmo dove “comprare” un pò di salute.

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