Slam – UBITENNIS https://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Thu, 21 Jun 2018 22:19:06 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Roi Rafa XI: praticamente imbattibile https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/10/roi-rafa-xi-praticamente-imbattibile/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/10/roi-rafa-xi-praticamente-imbattibile/#respond Sun, 10 Jun 2018 15:57:19 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=263551 PARIGI - Il Roland Garros ha un solo padrone: Nadal doma Thiem in tre set. 11esima vittoria a Parigi, 17esimo Slam (a meno 3 da Roger Federer). Rafa rimane n.1 del mondo]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep. 29 – Battaglia finale

[1] R. Nadal b. [7] D. Thiem 6-4 6-3 6-2 (da Parigi, il nostro inviato)

 

NADAL GARROS – Non c’erano riusciti Roger Federer (quattro tentativi), Novak Djokovic (due), Robin Soderling, David Ferrer, Mariano Puerta, Stan Wawrinka e non ce l’ha fatta nemmeno Dominic Thiem. Nella finale del Roland Garros, Rafa Nadal è semplicemente imbattibile“Ho un piano, so come giocare contro Rafa” aveva detto Thiem alla vigilia. Un piano che può bastare magari a Buenos Aires, a Roma o a Madrid. Ma non qui, nella riserva di caccia di Nadal. Non che non ci abbia provato l’austriaco, ma anche oggi contro uno scatenato Rafa non c’è stato nulla da fare. Arriva così l’undicesimo trionfo parigino per il maiorchino, l’ennesimo senza lasciare nemmeno trasparire la possibilità che il torneo potesse avere un esito diverso. Un dominio imbarazzante, una tirannia spaventosa che consegna  una volta di più Rafa Nadal alla leggenda di questo sport. Uno sport che evidentemente non è per giovani, se è vero come è vero che gli ultimi sette Slam sono stati vinti da ultratrentenni, di cui gli ultimi sei divisi equamente tra Roger e Rafa. D’altra parte stiamo parlando di un signore che ha vinto, con quella di oggi, 111 match su 113 sulla terra rossa al meglio dei cinque set (Soderling 2009 e Djokovic 2015 le uniche “macchie”) e solo quattro volte è stato trascinato al quinto set (peraltro vincendo sempre: finali di Roma 2005-06 contro Coria e Federer, Isner al secondo turno del 2011 e Djokovic in semifinale nel 2013).

Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

EQUILIBRIO MA RAFA VA – La partenza è da brividi per il giovane austriaco. Nadal fa capire subito chi comanda in questo campo, mettendo pressione al suo avversario sin dal primo quindici: parziale iniziale di otto punti a uno e set che sembra già in discesa (2-0) e mette i brividi a tutti gli spettatori. Ma Dominic è di tempra dura, incassa senza problemi lo sprint di Rafa e complice qualche inusuale errore dello spagnolo con il diritto (quattro nei primi quattro giochi, di solito li fa in una partita intera) riesce a restituire il break e a riportarsi in parità (2-2). Dopo venti minuti c’è partita. Thiem si ricaccia nei guai nel sesto gioco – durato ben sedici punti – nel quale ferma il gioco sulla palla-game giudicando male un rovescio di Rafa e si trova a dover fronteggiare due palle break, salvate però con grande autorevolezza. Un boato accoglie l’arrivo sullo Chatrier di Zinedine Zidane che ha regalato al tifoso merengue Rafa le ultime tre Champion’s League. La resa per Thiem arriva nel decimo gioco, quando va a servire sotto pressione sul 4-5: volée comoda affossata in rete, tre errori gratuiti di diritto e la frittata è fatta dopo 57 minuti. Un game del genere contro Rafa può essere fatale.

Dominic Thiem – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

DOMI LOTTA MA È SEMPRE RAFA – L’inerzia ovviamente è tutta dalla parte di Nadal e Thiem accusa subito il colpo ad inizio di secondo set. Resiste strenuamente nel secondo gioco annullando con coraggio quattro break point ma è costretto a giocare sopra ritmo per tenere testa allo scatenato spagnolo e finisce con il commettere troppi errori. Rafa trasforma la quinta chance di break con il rovescio di Dominic che vola via insieme alle speranze di rimanere attaccato al dominatore della terra rossa. Uno 0-30 sul servizio Nadal sul 3-1 viene accolto dallo Chatrier con un boato di speranza: il timore che un’altra finale parigina finisca in una mattanza è dietro l’angolo. Rafa si sa, non è tenero di cuore quando si tratta di ammazzare un match e non si lascia minimamente scomporre neanche da qualche spettatore indisciplinato (4-1). Per la verità Thiem è ammirevole: sul 4-2 per Rafa, avanza in risposta portandosi a ridosso della linea di fondo, gioca un game di risposta pazzesco nel quale riesce a issarsi a palla break, ma Rafa è superlativo (neanche un time violation lo turba) nel ribattere colpo su colpo e nell’inventarsi due palle corte consecutive con le quali scampa il pericolo. In tribuna ci si interroga su cosa possa fare di più l’austriaco, se non riesce a portare a casa neppure game come questo nel quale ha fatto miracoli. Probabilmente nulla e infatti, dopo un’ora e cinquanta siamo 6-4 6-3 Nadal. Considerando che Rafa non ha mai perso un match al quinto sulla terra e solo due volte in carriera ha perso da un vantaggio di due set (in finale a Miami nel 2005 contro Federer e a New York contro Fognini nel 2015) si può cominciare a preparare il podio.

Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

LA RESA E IL TRIONFO – È bravo a non mollare anche ad inizio del terzo Dominic, quando annulla davvero alla grande quattro palle break nel game di apertura che avrebbero assunto il sapore della resa definitiva. Il disprezzo dipinto sul volto di Nadal su un suo diritto in rete la dice lunga sulla fame infinita del cannibale maiorchino, che non molla di un centimetro dinanzi al suo giovane ma orgoglioso avversario. Nel terzo gioco arriva il break alla seconda occasione che spiana definitivamente la strada. L’unico brivido è un improvviso stop che chiede Rafa sul 2-1 30-30 per un problema (un crampo pare) a due dita di una mano, ma nessuno si preoccupa, al punto che parte immediata la “ola” sullo Chatrier. Imperterrito Rafa continua a martellare con il diritto mostrando i muscoli nel braccio di ferro con Thiem che resiste anche a quattro match point. L’ultimo rovescio lungo dell’austriaco schiude per l’undicesima volta le porte del paradiso rosso di Nadal. Non è ancora tempo di abdicare, probabilmente non lo sarà mai. Forse un giorno tutto questo sarà di Thiem, ma per adesso il monarca assoluto del rosso resta Rafa XI da Manacor.

Rafa Nadal e Dominic Thiem – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

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Halep corona il sogno: Parigi vale (bene) il primo Slam https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/09/halep-corona-il-sogno-parigi-vale-bene-il-primo-slam/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/09/halep-corona-il-sogno-parigi-vale-bene-il-primo-slam/#respond Sat, 09 Jun 2018 15:21:55 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=263385 PARIGI - Indietro di un set e un break, Simona rimonta Sloane Stephens e conquista il suo primo Slam. Trionfa al Roland Garros 40 anni dopo la connazionale Virginia Ruzici]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 28 – Finalmente Halep

[1] S. Halep b. [10] S. Stephens 3-6 6-4 6-1 (da Parigi, la nostra inviata)

STORICA HALEP – Sulla terra del Philippe Chatrier oggi Simona Halep è in paradiso. Nella sua quarta finale Slam – la terza a Parigi – la numero 1 del mondo vince finalmente il suo torneo dei sogni. Dopo 2 ore e 3 minuti batte una perfetta e quasi ingiocabile (per un set e mezzo) Sloane Stephens, numero 10 del mondo e campionessa dello US Open 2017, con lo score di 3-6 6-4 6-1. Sul 6-3 2-1 il meccanismo della statunitense si inceppa, Sloane perde in precisione e lucidità, forse in preda a un calo fisico, mentre Halep acquista progressivamente fiducia e precisione. E finalmente il trionfo. Simona può stringere a sé la tanto agognata Coupe Suzanne Lenglen, diventando così la seconda tennista rumena a trionfare al Roland Garros, 40 anni dopo l’exploit della connazionale Viginia Ruzici. “Vendica” inoltre Ruzici nel secondo scontro Slam tra una rumena e una statunitense, dopo che Chris Evert vinse contro Virginia nel 1980. Un sogno che si avvera per Simona, che non solo conquista il suo primo titolo major, ma consolida inoltre la prima posizione della classifica mondiale. La vittoria contro Sloane è la sesta su 8 confronti diretti e Simona ha sempre vinto sulla terra. Halep diventa così la 27esima campionessa dello Slam francese (dieci anni dopo aver conquistato lo Slam parigino nella categoria juniores) e la 49esima vincitrice Slam dell’Era Open. Il successo di oggi le regala il settimo sigillo sulla terra, il 17esimo in carriera. Diventa inoltre la giocatrice con più vittorie, finora, del 2018 (35) seguita da Kvitova (32). È la quarta tennista ad aver vinto più partite al Roland Garros (24) dietro Serena Williams (63), Maria Sharapova (56) e Svetlana Kuznetsova (52).

Simona Halep e Sloane Stephens – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

LA CRONACA DEL MATCH – Sono numerosissimi i tifosi rumeni presenti sugli spalti dello Chatrier che cominciano a gridare “Simona! Simona!” venti minuti prima che entrino in campo le giocatrici. L’atmosfera è febbrile sul centrale perché molti in realtà attendono di vedere come reagirà Simona Halep alla sua quarta finale Slam, la terza a Parigi. All’ingresso in campo delle finaliste, scoppia un boato e il nome di Simona risuona fragoroso, ancora e ancora.

PRIMO SETLa rumena parte molto tesa, commette subito tre gratuiti in risposta facilitando il compito a Stephens che sale 1-0. Sloane si dimostra ordinata e lucida, piazzando colpi tesi e angolati, comandando lo scambio e facendo spostare l’avversaria da una parte all’altro del campo. Le due giocano a specchio studiandosi da fondo e ingaggiando un testa a testa sfiancante. Il secondo game è lottato, ma alla fine la spunta la rumena. Nonostante Halep spinga da fondo imperterrita cercando profondità, Stephens ribatte con un palleggio da playstation. Sloane è dappertutto, prende tutto e rimanda ogni palla, inducendo all’errore l’avversaria che si ostina a restare troppo dietro alla linea di fondo, va fuori giri e si ritrova 1-3. Anche i tifosi rumeni sembrano storditi dall’avvio perfetto dell’americana, anche se poi ricominciano fiduciosi a incitare la loro beniamina. La n. 1 del mondo si avvicina sul 2-4 e ora comincia a mettere in campo palle più alte e liftate, cercando di scardinare così la regolarità, il ritmo e le accelerazioni di Stephens. Ma non basta. La statunitense allunga le distanze salendo 5-2; non sbaglia nulla e, chirurgica con cross tesi e lungolinea, è quasi sempre lei a chiudere il punto. Ecco che la rumena, dopo 40 minuti, ha a disposizione la prima palla break del set grazie a una smorzata; palla break che spreca subito cacciando a rete un rovescio. Non tarda ad arrivare un setpoint tutto americano, e dopo 41 minuti una perfetta e quasi ingiocabile Sloane Stephens conquista il primo set per 6-3. Tutti i loro precedenti incontri si sono conclusi in due set. Un segno del destino anche per questa finale?

SECONDO SETStephens corre veloce e strappa il servizio a Simona in apertura di secondo set. La statunitense continua a dominare e gioca come il gatto col topo con Halep, che non trova le giuste posizioni né la tattica per infondere dubbi all’avversaria. La n. 10 del mondo sale 2-1. Ricordiamo che l’anno scorso Halep era avanti di un set e un break contro Ostapenko e ha perso l’incontro. Ora è la sua avversaria ad essere in vantaggio di un set e un break. Che sia anche questo un segnale? Intanto per la prima volta nel match, non solo la rumena strappa la battuta a Sloane e pareggia i conti sul 2-2, ma sale in vantaggio 3-2. Piccolo passaggio a vuoto dell’americana che sembra un po’ più lenta sulle gambe. A questo punto le due hanno conquistato il 50% dei punti, ma ora il vento soffia a favore di Halep che, più accorta e sempre in spinta, allunga il passo sul 4-2. Il braccio però le trema ancora, e dal 4-2 subisce la rimonta di Stephens. Simona spinge e spinge ancora portandosi sul 5-4. E riparte il coro incessante dei tifosi rumeni, indefessi e scatenati nell’incitare la n. 1 del modo. Ora è Sloane ad andare fuori misura, come se il meccanismo perfetto di un set e mezzo si stesse via via inceppando. Arriva il setpoint rumeno, e dopo 1 ora e 25 minuti di gioco la n. 1 del mondo agguanta la seconda frazione per 6-4, facendo esplodere il Centrale in un boato infinito.

Simona Halep – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

TERZO SET – Sloane ha perso lo smalto con cui ha brillato nella prima parte del match. Ora concede più errori all’avversaria che sale in vantaggio 2-0 per la gioia incontenibile del pubblico. Se Stephens sembra in confusione, la rumena è più decisa, più centrata e realizza geometrie più insidiose. Halep pare non fermarsi più e sale rapidamente 5-0. “Il centrale sembra Bucarest!” esclama il nostro Ilvio Vidovich in tribuna. Verissimo. Il Philippe Chatrier si “incendia” per Halep, che ora è a un game dalla storia, dalla gloria, dal paradiso. Stremata e in lacrime Simona Halep alza finalmente le braccia al cielo, pazza di gioia e incredula. La n. 1 del mondo entra nella storia diventando la seconda rumena a vincere il Roland Garros, quarant’anni dopo Virginia Ruzici – presente in tribuna – che vinse nel 1978. 3-6 6-4 6-1 lo score contro Stephens, che si scioglie completamente nel terzo set, in preda alla stanchezza fisica ma soprattutto mentale. Lo Chatrier vibra tutto per Simona.

Ai microfoni di Marion Bartoli e Fabrice Santoro, Halep ha la voce che le trema: “Grazie ragazzi per tutto il sostegno, ho fatto di tutto per conquistare il primo Slam, sognavo questo momento fin da piccola e ho realizzato questo sogno qui a Parigi. Ero in svantaggio ma poi mi sono liberata, volevo gustarmi fino in fondo il match e mi sono detta che potevo farcela“.

Simona Halep – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

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Roland Garros: Nadal affonda del Potro, 11esima finale a Parigi https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/08/roland-garros-nadal-affonda-del-potro-undicesima-finale-parigi/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/08/roland-garros-nadal-affonda-del-potro-undicesima-finale-parigi/#respond Fri, 08 Jun 2018 16:23:16 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=263154 PARIGI - Semifinale senza storia. Dal 4-4 del primo set non c'è più partita. Nadal vede il trionfo n.11. Non ha mai perso una finale sullo Chatrier. Trova Thiem]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 27 – La finale più giusta

[1] R. Nadal b. [5] J.M. del Potro 6-4 6-1 6-2 (da Parigi, il nostro inviato)

RAFA NADAL, SEMPLICEMENTE IMMENSO – Non crediamo ci sia molto da dire, ancora, su Rafael Parera Nadal da Manacor. Il 32enne fuoriclasse spagnolo disputerà domenica l’undicesima finale qui a Parigi e la 24esima a livello Slam. Bastano questi numeri per definire la grandezza di questo giocatore, non serve aggiungere altro. Oggi contro Juan Martin del Potro – che tornava in semifinale a Parigi dopo nove anni – tutto è andato secondo le previsioni. Solo nella prima ora di gioco, quanto cioè è durato il primo set, Nadal ha avuto  problemi a tenere a bada la potenza dell’argentino, sceso in campo con l’intenzione di scambiare il meno possibile e di non dare ritmo al suo avversario. Ma appena i giri del motore del maiorchino sono iniziati a salire e nel contempo si sono ridotti i Watt dei fondamentali dell’argentino, non c’è stata più partita. Vinto il primo set con il break decisivo al decimo gioco, gli altri due parziali sono stati un monologo del n. 1 del mondo. Che ora affronterà Dominic Thiem a caccia dell’undicesima affermazione sul Roland Garros.

Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

RIMPIANTI DEL POTRO – Il maiorchino in realtà era partito un po’ lento dai blocchi e si era ritrovato più volte in difficoltà nei suoi turni di battuta. Merito anche di del Potro che spingeva l’impossibile col dritto (letteralmente: certi lungolinea in allungo vincenti erano sottolineati dagli “ooohhh” di stupore del pubblico)  per evitare di cadere nella ragnatela dell’asfissiante pressione da fondo campo del maiochino. Rafa si trovava 0-30 nei primi tre game di battuta e nel terzo gioco doveva addirittura annullare tre palle break consecutive. L’argentino invece non faticava nei suoi game di servizio: il suo obiettivo era quello di scambiare il meno possibile e si affidava alla potenza di servizio e dritto per applicare, inizialmente con grande successo, la tattica studiata a tavolino. La grande occasione per del Potro si materializzava nel nono gioco dove riuscita a conquistare altre tre palle break. Ma nel momento decisivo era proprio la sua arma migliore, il dritto, che lo tradiva: uno lo mandava in tribuna ed un altro lo steccava e Nadal – che comunque già da un paio di game era entrato nella sua classica modalità “devi tirare almeno tre vincenti per farmi un punto” – si salvava. Mai non sfruttare le occasioni, rare, che Rafael Nadal concede sulla terra (“Forse sono stato anche un po’ fortunato sulle palle break, ma comunque sia le ho annullate“) te lo fa pagare subito. Ed infatti, complice un improvviso calo nel servizio dell’argentino e la conseguente maggiore aggressività alla risposta (è incredibile la capacità di Nadal di leggere immediatamente in campo i cambiamenti che avvengono nello sviluppo del gioco), Rafa, che non era mai stato in vantaggio nei game di servizio di del Potro ed era arrivato solo una volta a fare un paio di punti, saliva 0-30 e poi si procurava due palle break. La seconda era quella buona e il primo set era appannaggio dello spagnolo per 6-4.

Juan Martin del Potro – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

POI SOLO DOMINIO MAIORCHINO – La partita di fatto finiva qui (“Probabilmente sarebbe andata diversamente se avessi vinto il primo set” ha detto l’argentino in conferenza stampa). All’inizio del secondo set Del Potro provava a cancellare il ricordo di quelle due palle break malamente sprecate con il dritto ed iniziava tirando a tutta anche con il rovescio. Ma la potenza non era più quella della prima ora di gioco – e forse aveva ragione il Direttore che nel suo editoriale di ieri aveva ipotizzato che del Potro avrebbe potuto pagare dal punto di vita fisico e mentale le fatiche del tre intensi set giocati ieri contro  Marin Cilic, non avendo un giorno in più per recuperare – e soprattutto Nadal era “on fire”. Era infatti lui a comandare il gioco con le sue rotazioni mancine (“Nel primo set non ho giocato bene, poi sono salito di livello“), ormai quasi infallibili ed adesso anche vincenti (saranno 13 winners e solo 4 unforced alla fine del  secondo parziale). Del Potro cominciava a non saper più che pesci pigliare (“Rafa è salito di intensità con il suo gioco, ha cominciato a farmi muovere tanto.”). Sintomatico in tal senso un suo serve and volley nel quarto game: tattica che la Torre di Tandil usa veramente quando è sull’orlo della disperazione. Ed infatti lo era: in un attimo Nadal saliva 5-0 ed il boato con cui il pubblico dello Chatrier salutava il game dell’1 a 5 di del Potro era sintomatico del fatto che non c’era più partita e il pubblico sperava qualcosa cambiasse. Ma a Nadal la cosa ovviamente non interessava e chiudeva subito dopo 6-1.

Il terzo set iniziava con il break di Nadal e si capiva che si era ormai ai titoli di coda. JMDP cercava di opporsi con orgoglio ed aveva un ultimo sussulto quando riusciva ad arrivare 40 pari sul servizio del maiorchino nel quarto gioco. Ma era inutile, come il “del Po del Po” urlato dal pubblico dopo un tracciante vincente di dritto dell’argentino, colpo che era diventato sempre più raro con il passare dei minuti. Era invece il passante vincente di Nadal sul nuovo disperato ed inutile serve and volley del tandilese sulla palla che dava a Rafa il break del 4-1 il colpo che sigillava il match. Pochi minuti era 6-2 Nadal, che portava così a casa il match dopo due ore e quattordici minuti di gioco. Ora tra Rafa e un ulteriore tassello di leggenda – che solo a dirlo vengono i brividi: l’undicesima vittoria all’Open di Francia – c’è l’unico giocatore ad averlo sconfitto negli ultimi due anni sulla terra rossa, quello che molti considerano il principe ereditario del Re della terra: l’austriaco Dominic Thiem (“La chiave per battere Dominic? Lo so che voi vorreste scrivere molto su questo e ci sarebbero cose da dire. Ma la realtà è che, semplicemente, dovrò giocare bene. Se non giocherò bene contro un grande giocatore come lui sarà dura“). Insomma, domenica sul Philippe Chatrier ci sarà probabilmente la finale più degna.

Juan Martin del Potro e Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Il tabellone maschile

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Bravo Cecchinato, ma in finale ci va un grande Dominic Thiem https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/08/bravo-cecchinato-hai-fatto-il-possibile-finale-ci-va-un-grande-thiem/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/08/bravo-cecchinato-hai-fatto-il-possibile-finale-ci-va-un-grande-thiem/#respond Fri, 08 Jun 2018 13:25:06 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=263155 PARIGI - Marco gioca due set alla pari, manca tre set point e poi cede con l'onore delle armi. Prima finale Slam per Thiem, per Cecchinato resta uno splendido torneo]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 27 – La finale più giusta

[7] D. Thiem b. M. Cecchinato 7-5 7-6(10) 6-1 (da Parigi, il nostro inviato)

La favola di Marco Cecchinato finisce qui. Troppo più forte e solido Dominic Thiem che centra la sua prima finale in carriera in uno slam e riporta l’Austria all’atto conclusivo del Roland Garros ventitré anni dopo la vittoria di Thomas Muster. Sfuma il sogno di rivedere un azzurro in finale quarantadue anni dopo Adriano Panatta, ma il torneo del siciliano resta in ogni caso strepitoso. Qualche rimpianto per Marco per i tre set point non sfruttati nel nuovo tie-break fiume del secondo set, ma nel complesso all’azzurro vanno fatti i complimenti per come ha saputo giocare alla pari per circa due ore contro un Dominic Thiem in gran spolvero.

Dominic Thiem – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

PRIMO SETLa partenza di Ceck purtroppo è al rallentatore. Sarà il Miedo escénico dello Chatrier che sino ad oggi Marco aveva visto solo in fotografia, sarà Thiem che parte con grande decisione fin dal primo quindici, ma il primo game che dura ben dodici punti e si conclude con il break per l’austriaco rischia di indirizzare in negativo il primo set. Thiem tiene lontano dal campo il nostro che prova ad arginare il suo avversario con qualche drop ma il problema è che mentre nei game di battuta di Marco è ogni volta una battaglia, sul servizio di Dominic praticamente non si gioca: un solo punto per Marco nei primi tre game di risposta. È già bravissimo il siciliano a rimanere in scia contro un Thiem così centrato e ad aspettare che si calmi il vento e arrivi un’occasione. Che puntualmente ma inaspettatamente arriva nell’ottavo gioco quando un vincente di Marco e due regali di Thiem gli offrono 3 palle break consecutive: l’austriaco si salva alla grande ma una volée a campo aperto regala a Cecchinato una quarta opportunità che il nostro non si fa sfuggire: 4-4, set riaperto e sul centrale si ode un “alè Palermo”. Purtroppo però Dominic incassa il colpo senza conseguenze ed è superlativo nell’undicesimo game a riprendere il vantaggio e portare a casa il set 7-5 in quarantasei minuti senza concedere più nulla.

SECONDO SET – L’inizio del secondo parziale è in scia al primo, con Marco costretto a sudare come un matto nei suoi turni di servizio: si salva con il dropshot sia nel primo (una palla break) sia nel quinto gioco (due) con grandissimo coraggio. È davvero ammirevole l’azzurro dinanzi ad un avversario che esegue la più elementare (si fa per dire) delle regole del tennis: tirare forte e sulle righe. Marco riesce a tenere alto il livello del servizio e a portarsi avanti 4-3, mentre un tifoso scalmanato che indossa la maglia della nazionale di calcio sventola il tricolore. Ciò che impressiona di Cecchinato è la capacità di tenere testa e di non sfigurare dinanzi ad un Thiem che sta giocando alla grande, e infatti lo Chatrier apprezza il match giocato davvero ad ottimi livelli. Il parziale si decide al tiebreak al quale si arriva con Ceck che ha fatto solo cinque punti in sei game di risposta. E come sempre, quando c’è Cecchinato di mezzo, il tiebreak diventa un romanzo. Thiem gioca da alieno fino al 6-3 e servizio e i tre punti dell’azzurro sono tutti procurati da palle corte. Poi improvvisa un serve&volley sulla seconda (infilzato), una volée agghiacciante affossata in rete e un altro gratuito per il 6-6.

Che diventa 7-6 Ceck (grande spinta) con un primo set point azzurro annullato da una prima vincente dell’austriaco. La quarta palla corta vincente del tiebreak dell’azzurro annulla il quarto set point di Thiem, e un nastro azzurro offre la seconda chance per Cecchinato: seconda sulla riga di Thiem e stecca di Marco. Un errore di diritto dell’austriaco offre a Cecchinato la terza palla set, la prima con il servizio a disposizione, ma un back corto di Thiem manda in confusione l’azzurro (10-10). Una risposta sulla linea dell’austriaco gli procura il quinto set point, trasformato grazie al diritto lungo di Ceck al termine di uno scambio troppo duro. Stavolta il tiebreak-drama ha un finale amaro per Cecchinato che dopo un’ora e cinquanta si trova sotto di due set. Onestamente è difficile chiedere di più a Marco, davvero ammirevole al cospetto di un grande Thiem.

Marco Cecchinato – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

TERZO SET SENZA STORIA – Come ampiamente prevedibile, le emozioni del set appena concluso prosciugano le residue energie di Marco. Il terzo set non ha storia, Thiem continua a picchiare sulla ferita e a Cecchinato non resta che evitare un bagel che sarebbe stato ingeneroso e godersi gli ultimi scampoli di partita sul centrale, con la speranza di poter tornare a giocarci molto presto e molto spesso. L’ovazione che lo Chatrier gli regala al momento dell’uscita dal campo, gli resterà centro tutta la vita. I francesi non hanno ancora imparato a pronunciare il suo cognome, ma molti di loro sono stati conquistati dalla favola del ragazzo di Palermo.

Il tabellone maschile

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Il solito Nadal, il miracolato Delpo e Halep favorita per il titolo [VIDEO] https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/07/il-solito-nadal-il-miracolato-del-potro-e-halep-favorita-per-il-titolo-video/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/07/il-solito-nadal-il-miracolato-del-potro-e-halep-favorita-per-il-titolo-video/#respond Thu, 07 Jun 2018 19:01:54 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=263074 Halep-Stephens sarà la finale femminile. Del Potro e Nadal si sfideranno in semifinale (l'undicesima a Parigi per Rafa). Il commento del Direttore Ubaldo Scanagatta]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 26 – La chance di Simona

Saranno Simona Halep e Sloane Stephens a giocarsi la finale del torneo femminile sabato. La rumena approda alla terza finale al Roland Garros, la quarta in assoluto negli Slam, e proverà a sfatare il tabù che l’ha vista sempre sconfitta all’atto conclusivo. Ci arriva in un torneo nel quale è apparsa in crescendo come dimostrato nella semifinale contro la campionessa di due anni fa Garbine Muguruza che aveva lasciato appena tre giochi a Sharapova nei quarti di finale. Primo set dominato da Halep, secondo set più combattuto e deciso nel lunghissimo nono gioco durato ben venti punti nel quale la rumena ha annullato a Muguruza tre palle che l’avrebbero mandata a servire per portare il match al terzo. Al cambio di campo invece Simona ha concluso l’opera centrando la terza finale a Parigi.

Simona Halep – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

La prima la giocò da outsider contro la Divina Sharapova, la seconda la dominò da strafavorita fino al 6-4 3-0 e palla del 4-0 prima di sciogliersi sul più bello e arrendersi alla rivelazione Ostapenko (che di lì in poi ha vinto davvero poche partite). La terza (quarta in un major dopo il ko in Australia con Wozniaki), potrebbe essere quella buona. Non sarà di certo d’accordo Sloane Stephens, che ha vinto piuttosto agevolmente (nonostante il doppio 6-4) il derby contro Madison Keys, che era già stata la finale degli US Open. Troppo solida la numero 10 del mondo (da lunedì 4 in ogni caso), troppo fallosa la sua avversaria: quarantuno errori in poco più di un’ora di partita sono un’enormità. Aumentano i rimpianti per la nostra Camila Giorgi, che due volte aveva servito per il match contro Stephens e si era fermata a due punti dalla vittoria: con Kontaveit, Kasatkina e Keys di certo non sarebbe stata sfavorita.

Halep ha vinto cinque dei sette precedenti contro Stephens, gli ultimi quattro consecutivi e entrambi quelli giocati sulla terra: difficile non considerarla favorita, ma bisognerà vedere se saprà reggere la pressione, che l’ha tradita già molte volte in passato. “Sono molto tranquilla, penso solo a fare il mio gioco”. Chissà.

Intanto, dopo la pioggia dei giorni scorsi, a Parigi è arrivato il sole e si sono potuti completare i due quarti di finale maschili sospesi mercoledì. Purtroppo per l’ottimo Diego Schwartzman, il Nadal del giorno prima è rimasto negli spogliatoi e d’improvviso è ritornata la solita belva feroce. Dodici punti a uno dal rientro in campo e match in discesa verso l’undicesima semifinale a Parigi. “Certo che la sospensione di ieri mi ha aiutato, è arrivata in un momento difficile. Oggi con le condizioni standard per il tennis sono riuscito a cambiare marcia“. Il solito Rafa, insomma dopo la sbandata del primo set (perso dopo trentasette vinti consecutivamente a Parigi), che ha confermato di non avere problemi fisici e che non si preoccupa di nulla. “Tensione? Non devo vincere per forza. Se non senti la pressione significa che non ami lo sport”. Schwartzman si consolerà lunedì con il numero 11 del mondo (a meno che Cecchinato non vinca il torneo).La sospensione mi ha frenato, stavo giocando alla grande. Oggi era un altro Rafa. La top 10? A inizio anno non era un obiettivo, ora forse si, non ho punti in scadenza, anche se la distanza è notevole”.

Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Rafa troverà in semifinale il redivivo Juan Martin del Potro, che ha bagnato con le lacrime di gioia il rientro a questi livelli (torna numero 4 al mondo) a nove anni di distanza: nel 2009 si arrese a Roger Federer, dopo mille guai di una carriera che sembrava finita, ora è ancora qui a lottare per un major. “Contro Rafa non avrò nulla da perdere”.

Juan Martin del Potro – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Ha battuto Marin Cilic in quattro set. Dopo aver sprintato dal 5-5 del tiebreak, Cilic è riuscito ad impattare nel secondo set approfittando di un Delpo nervoso che ha trovato anche il tempo per litigare con un tifoso che lo aveva disturbato tra la prima e la seconda causandone – a suo dire – il doppio fallo. L’argentino si è avvicinato minaccioso al tifoso e l’intervento dell’arbitro ha evitato guai peggiori. I nervi invece hanno tradito Cilic che in vantaggio di un break nel terzo e con tre palle per il doppio break ha finito per farsi rimontare e cedere definitivamente a fine quarto set. “Sono deluso. Avevo la sensazione di essere il giocatore migliore in campo, ma ho sprecato le mie occasioni”.

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Roland Garros: Halep terza finale, contro Stephens quella buona? https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/07/roland-garros-halep-terza-finale-sara-quella-buona/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/07/roland-garros-halep-terza-finale-sara-quella-buona/#respond Thu, 07 Jun 2018 14:47:10 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262977 PARIGI - Semifinali a senso unico. Muguruza e Keys battute in due set. Terza finale a Parigi per Halep, seconda finale Slam per Stephens. Sloane numero 4 WTA da lunedì]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 26 – La chance di Simona

Saranno Simona Halep e Sloane Stephens a contendersi sabato il titolo del torneo femminile. La rumena supera Muguruza in due set ed è certa di conservare il numero uno del ranking. Sarà la sua terza finale a Parigi, la quarta in assoluto nei major e andrà a caccia del suo primo successo. Stephens supera Madison Keys nel derby americano, riedizione della finale di New York, ed è in una finale di uno Slam per la seconda volta in carriera. Sarà  numero 4 del mondo. Halep ha vinto cinque volte su sette contro Stephens, le ultime quattro consecutive ed è avanti 2-0 sulla terra (nessun set vinto da Sloane).

da Parigi,i nostri inviati Laura Guidobaldi e Antonio Garofalo

GRANITICA HALEP – Simona non ci sta a cedere la corona e, lunedì, comunque vada il Roland Garros per lei, sarà ancora la n. 1 del mondo. La rumena continua la sua corsa verso il suo primo trofeo slam sbaragliando Garbiñe Muguruza che, in pratica, subisce l’avanzata dell’avversaria proprio come era accaduto alla Sharapova ieri contro di lei. 6-1 6-4 lo score per Simona, in 1 ora e 32 minuti. Scatenata nel primo set, Halep ha fatto malissimo alla spagnola soprattutto con il dritto. Più solida nel momento topico del match – sotto 2-4 nel secondo set – la rumena dimostra ancora una volta la sua superiorità oggi sulla Muguruza, recupera lo svantaggio e centra la sua seconda finale di fila a Porte d’Auteuil, la terza in carriera a Parigi, la quarta major.

Garbine Muguruza e Simona Halep – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

SIMONA CONVINTA – Una dirompente Simona Halep stordisce nel primo set Garbiñe Muguruza. La rumena parte col turbo; inattaccabile da fondocampo, Simona è estremamente centrata, solida, rapida e precisa. Micidiali i suoi dritti profondissimi e pesanti a cui la Murguruza ribatte come può. Sul 5-1 fallisce un setpoint ma il secondo viene ottimizzato con l’ennesimo dritto vincente e, dopo 37 minuti, agguanta il primo set per 6-1. Muguruza sta subendo esattamente quello che aveva inflitto il giorno prima a Maria Sharapova, bombardata da fondo da un’avversaria praticamente perfetta.

Scatenata la n. 1 del mondo che non ne vuole sapere di cedere lo scettro alla spagnola e continua a scaraventare i suoi dritti micidiali sulla linea di fondo, accompagnati dalle urla di gioia dei numerosi tifosi rumeni sugli spalti dello Chatrier, che non smettono di incitare la loro beniamina. Ma attenzione, perché la n. 3 del mondo tenta di rialzarsi e, approfittando di un attimo di défaillance di Simona, sale 4-2. Ma, ancora una volta, Simona Halep dimostra grande intraprendenza e tranquillità e, appena può, approfitta dell’imprecisione dell’avversaria. Il nono game è combattutissimo, in cui la Muguruza fallisce svariate opportunità per andare a servire per il set ma, ancora una volta, è Halep a rivelarsi più centrata nel momento chiave. E finisce qui. Simona chiude con autorità un match in cui ha quasi sempre dominato e tenterà per la terza volta in carriera di sollevare la Coupe Suzanne Lenglen, nella sua quarta finale slam (oltre alle tre finali parigine, Simona ha disputato il round finale anche quest’anno all’Australian Open, sconfitta da Caroline Wozniacki).

Simona Halep – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Sono davvero davvero felice! Garbiñe è un grande avversaria, una grande giocatrice. È un piacere giocare qui” dice Halep al microfono di Fabrice Santoro. La chiave del nono game? “Ho lottato su ogni palla, non ho mai mollato e ho sempre spinto. Ho un’altra chance di giocare un’altra finale qui, nel mio torneo slam preferito! È una grande gioia!“. In conferenza stampa Halep è molto serena: “Ho perso tre finali qui ma, in fondo, non è morto nessuno (ride). Cercherò di essere più tranquilla ora. Lo so che ci sono tanti fans nel mondo che sperano che io vinca il mio primo Slam”. Nel 2014 Halep approdò in finale da outsider contro Maria Sharapova e, alla fine, fu la russa a dominarla al terzo set; l’anno scorso invece era arcifavorita e l’outsider era la 20enne Jelena Ostapenko. Pur trovandosi in vantaggio 6-4 3-0 e con la palla del 4-0, alla rumena trema il braccio e si fa rimontare dall’imperturbabile tennista lettone. A nulla serve il vantaggio del 3-1 per Halep anche nel terzo parziale, Jelena rimonta ancora è il trofeo è suo. Quest’anno sarà la volta buona?

SLOANE SERENA – Sarà Sloane Stephens, sabato pomeriggio, a provare a creare l’ennesima delusione in una finale slam a Simona Halep. La numero 10 del mondo non ha avuto problemi a superare per la terza volta in altrettanti confronti (tra cui l’ultima finale degli US Open) la connazionale Madison Keys, nella prima semifinale all-american a Parigi dai tempi di Serena-Capriati del 2002.

Sloane Stephens e Madison Keys – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Sin dalle prime battute è chiaro il copione della partita, peraltro molto simile a quello del match in cui Sloane Stephens aveva superato al fotofinish la nostra Camila Giorgi (quanti rimpianti…): Madison a spingere e Sloane a controbattere. La superficie, evidentemente, dà una mano alla campionessa degli Us Open, che resistendo al forcing della sua avversaria prende un break di vantaggio nel terzo gioco (Madison contesta la chiamata aula palla break ma poi se ne fa una ragione) e lo porta abbastanza serenamente sino alla conclusione (due palle break salvate con autorità sul 3-2 gli unici brividi) di un parziale che causa in tribuna non pochi attacchi di sonnolenza. È il primo set perso nel torneo da Keys ma è netta l’impressione che non sia l’ultimo.

CONTRO UN MURO – Ed infatti il quattordicesimo errore di diritto in soli quarantacinque minuti ed un’oscena volèe affossata in rete mandano subito avanti Stephens anche nel secondo set. A Keys deve sembrare di giocare contro un muro, tanto i suoi fendenti tornino sempre indietro e quasi sempre con colpi molto profondi. Prova a restare in scia Madison ma onestamente facciamo molta fatica a trovare elementi degni di nota in un match del genere, che un vincente e  due-tre errori della più giovane delle americane alla volta, raggiunge senza alcun sussulto il suo prevedibile e inevitabile destino. Quando le due prendono a palleggiare tre metri sopra la rete, la speranza è che questo “spettacolo” condito da quarantuno gratuiti di Keys (non facile in un’ora e diciassette minuti) volga rapidamente al termine. L’agonia si protrae per ulteriori due game, perché Sloane pensa bene di farsi breckare sul 5-2 al momento di chiudere la partita. Per fortuna ci pensa Keys a sbagliare ancora un po”. Per avere una partita, ripassare sabato.

Sloane Stephens – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

[1] S. Halep b. [3] G. Muguruza 6-1 6-4
[10] S. Stephens b. [13] M.Keys 6-4 6-4

Il tabellone femminile

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Dopo la pioggia Nadal è spietato: 11esima semi al Roland Garros https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/07/dopo-la-pioggia-nadal-e-spietato-11esima-semifinale-al-roland-garros/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/07/dopo-la-pioggia-nadal-e-spietato-11esima-semifinale-al-roland-garros/#respond Thu, 07 Jun 2018 14:03:35 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262794 PARIGI - Alla ripresa del match non c'è storia, Schwartzman riesce a fare appena quattro game. Solo Connors (14 a New York) e Federer (12 a Wimbledon) hanno raggiunto più semifinali di Nadal in un singolo Slam]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 26 – La chance di Simona

[1] R. Nadal b. [11] D. Schwartzman 4-6 6-3 6-2 6-2 (da Parigi, il nostro inviato)

Inutile evocare la pioggia salvifica per Nadal. La verità è che anche nella capacità di tornare in campo dopo una sosta e cambiare immediatamente inerzia al match Rafa non ha rivali. Se è vero che ieri Giove Pluvio lo ha aiutato (come ammesso dalla stesso Nadal: “Certo che mi ha aiutato, è arrivata in un momento difficile per me con Diego bravissimo a prendere il controllo dello scambio. Oggi con le condizioni standard per il tennis sono riuscito a cambiare marcia“), è altrettanto vero che a riprendere il match risultando da subito ingiocabile per l’avversario, archiviando quanto successo prima a un match del passato, è stato lui, mentre Schwartzman non ha avuto lo stesso rendimento. “Ieri giocavo benissimo, tantissimi vincenti e pochi errori. La sospensione non mi ha aiutato, Rafa oggi era un giocatore completamente diverso da quello di ieri” racconta Diego. Dall’autorità con cui ha portato a casa i due punti che lo separavano dal secondo set, si è subito capito che per El Peque non ce n’era e avremmo assistito al proverbiale, ma unico, monologo maiorchino.

Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Schwartzman – che da lunedì sara numero 11 del mondo a meno che Cecchinato non vinca il torneo  (“Ad inizio anno la top-10 non era un obiettivo. Ma ora sono lì anche se ci sono molti punti tra me e il decimo. Però non ho molti punti da difendere nelle prossime settimane”) – ha avuto il merito di regalare al pubblico dello Chatrier una giornata di grande spettacolo da usurpatore della corona ieri (20 vincenti in un solo set contro Rafa, arrestando a 37 il numero di set consecutivi vinti, un dritto devastante e continuo e una formidabile continuità) e un game di grandissimo livello e pathos quando ha avuto quattro palle break sul 5-2 e servizio Rafa del terzo set, oltre ai tre match-point annullati al Re. Per il resto, chapeau a Nadal, che centra l’undicesima semifinale nello stesso Slam, terzo a farlo nell’Era open dopo Connors (14 semifinali allo US Open) e Federer (12 a Wimbledon). A fine match riserva anche due parole per Cecchinato: “Marco sta giocando in maniera fantastica, ha vinto partite contro giocatori fortissimi“). Domani contro Juan Martin del Potro forse vedremo un match molto combattuto, anche se i precedenti dicono 9 vittorie a 5 per Rafa, 2-0 sulla terra con un solo set vinto dall’argentino, il primo della sfida di Coppa Davis 2011.

Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Abbiamo assistito a due partite diverse: ieri un Nadal in grossa difficoltà, oggi il solito Signore della Terra.

IL MATCH IERI: DIEGO SHOW… – Dopo trentasette set consecutivi vinti da Rafa al Roland Garros, il maiorchino ne perde uno, il primo, complice uno scatenato Diego Schwartzman, che senza alcun timore reverenziale bombarda da ogni angolo il numero uno del mondo. Nadal è sempre straordinario in difesa e spesso l’argentino va fuori giri, ma nel complesso il match è godibilissimo. Rafa denota problemi evidenti in battuta, basti pensare che concede palla break in tutti i cinque game al servizio, perdendo per ben tre volte la battuta. Diego dimostra di avere i nervi davvero molto saldi. Sul 5-4 e servizio infatti, si vede annullare i primi due set-point da un ottimo Rafa e tra la prima e la seconda vede il gioco sospeso per il malore di uno spettatore. Alla ripresa però è bravissimo a scagliare un meraviglioso dritto vincente e portare a casa il primo set con venti vincenti. Non sono molti ad aver realizzato tanti winner contro Rafa in un solo set.

… E PROBLEMI RAFA – Già al cambio campo precedente Nadal aveva chiesto l’intervento del medico, a fine set si fa fasciare visibilmente il polso sinistro (“Era molto umido, come succede di rado a Parigi“, spiegherà oggi a fine match). Mentre inizia a piovere ed il viso del n.1 del mondo assume sempre più il colore del cielo (“Sono umano, è normale avere tensione. Ce l’ho in tutti i match, se non avverti la pressione significa che non ami qesto sport“), soprattutto quando scivola indietro di un break anche ad inizio del secondo set (tiene il servizio agevolmente solo nel primo game, poi lo cede con due dritti gratuiti, uno largo e uno lungo, davvero non da Nadal). Il successivo contro-break viene immediatamente vanificato dal devastante dritto del Peque, incredibilmente continuo. Alle 17:38 di Parigi, sul 3-2 e servizio Schwartzman, il match viene sospeso per pioggia, tra i fischi di buona parte del pubblico che applaude convinta l’uscita del campo del Peque. Come ci si aspettava (quante altre volte è successo?) Rafa al rientro in campo è un altro e tira mezzo metro più lungo di prima. In un amen il 3-2 Schwartzman diventa 5-3 Nadal, che va a servire per il set. Sul 30-15, però, il match viene nuovamente fermato e la pioggia non smette più di scendere, rendendo impossibile la ripresa.

Diego Schwartzman – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

IL MATCH OGGI: SOLE E DOMINIO DEL TIRANNO – Oggi, alle 12:14 di una giornata di sole inatteso (manna dal cielo per gli organizzatori dopo giornate di minacce continue da Giove Pluvio, ieri vero protagonista), Rafa Nadal e Diego Schwartzman riprendono il match iniziato ieri. Colpi profondi e un servizio vincente danno al 10 volte campione di Parigi il secondo set, che nel terzo prosegue imperterrito la sua schiacciante supremazia. Dal primo punto di oggi, si registra un parziale di 12 punti a 1, interrotto solo da un superbo lob di un disperato Diego, che deve fare gli straordinari per tenere un servizio. Il drop-shot al bacio con cui lo spagnolo suggella il 4-1 pesante sembra sancire la fine anticipata del match. Due giochi più tardi, il 16 volte campione Slam serve per il terzo set, stecca il dritto del primo set-point e poi scatta, nello stupore generale, il Moulin Rouge delle emozioni e del grande tennis.

El Peque gioca da gigante e si procura 4 palle break tornando ai livelli di ieri. Prodigioso il vincente di rovescio in contropiede che gli dà il terzo break-point, ma il cannibale di Manacor (ringraziamo per la provvisoria concessione del copyright il grande Eddy Merckx) le annulla tutte – la seconda vanificando uno smash avversario, la terza con una volèe perfetta per profondità, seguita da una palla corta definitiva – prima di due errori dell’argentino che sanciscono la fine del game più bello di oggi (16 scambi) e del terzo set. Dopo 2 ore e 46 minuti Rafa è avanti due set a uno. Il pubblico spera a questo punto che l’assistito di Juan Ignacio Chela continui a regalare suspance, ma il break a zero Nadal del terzo gioco del quarto set mette la pietra tombale a una match in cui era francamente difficile chiedere di più a Schwartzman, autore di un torneo da applausi e capace di annullare 3 match-point prima di lasciare Parigi. Adesso toccherà a uno tra del Potro e Cilic tentare un’impresa mai riuscita a nessuno: una volta toccata la terra delle semifinali, Rafa ha sempre vinto il torneo.

Rafa Nadal e Diego Schwartzman – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Il tabellone maschile

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Roland Garros: Del Potro inferno e ritorno, in semi dopo nove anni https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/07/roland-garros-del-potro-inferno-e-ritorno-semifinale-dopo-nove-anni/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/07/roland-garros-del-potro-inferno-e-ritorno-semifinale-dopo-nove-anni/#respond Thu, 07 Jun 2018 10:55:27 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262792 PARIGI - L'argentino supera in 4 set Marin Cilic e torna in semifinale al Roland Garros. Affronterà Nadal. Tanti rimpianti per il croato nel terzo set]]>

[6] J.M. del Potro b. [3] M. Cilic 7-6(5) 5-7 6-3 7-5 (da Parigi, il nostro inviato)

BENTORNATO DELPONove anni dopo Juan Marin del Potro torna in semifinale a Parigi. Il 29enne argentino si dimostra scoglio insuperabile per il coetaneo Marin Cilic, a cui infligge l’undicesima sconfitta in tredici head to head, ma soprattutto l’ottava consecutiva dal 2012. Il croato ha provato a disinnescare la maggiore potenza del tandilese adottando una tattica di gioco molto aggressiva e costringendo per lunghi tratti il suo avversario a difendersi (“Penso di esser stato il giocatore migliore in campo, ma il match si è deciso su pochi punti e li ha vinti lui“). Cilic però non è riuscito a capitalizzare la maggiore aggressività messa in campo nella due giorni parigina (il match ieri era stato sospeso ieri durante il tie break del primo set), soprattutto quando si è trovato in vantaggio di un break nel terzo set dopo che i due si erano spartiti i primi due parziali. Anche per merito di del Potro che ha confermato la solidità e la consistenza messe in mostra nei match precedenti. Il n. 6 del mondo è stato attento a non strafare (anche se dalla metà del terzo ha cominciato a spingere di più) e ad attendere l’errore del croato. Che è arrivato nei momenti topici del match. Delpo raggiunge così la sua quinta semifinale Slam (affianca Nalbandian al secondo posto tra i giocatori argentini, dietro a Guillermo Vilas, probabilmente irraggiungibile con le sue 12 semifinali) e soprattutto da lunedì è matematicamente certo di tornare  al quarto posto della classifica mondiale (“Quando sono rientrato dopo essere stato ad un niente dal ritiro, non con credevo che sarei riuscito a tornare tra i top 5 e a fare semifinale a Parigi“), eguagliando il suo best ranking dopo più di quattro anni e scalzando da quella posizione proprio Marin Cilic. Ora per lui la sfida contro Rafa Nadal: “Non ho niente da perdere, gioco contro il re della terra. Ma ho anch’io le mie armi, vedremo domani”.

Juan Martin del Potro – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

IL SET INIZIATO IERI – Il primo set scorreva via senza sussulti per mezz’ora abbondante, anche perché entrambi erano solidissimi alla battuta. Le prime emozioni arrivavano sul 4 pari, quando lo schema tattico principale di Cilic, che prevedeva di confinare l’avversario nell’angolo sinistro per evitare di subire la maggiore potenza del suo dritto e spingere poi con il dritto sull’altro lato rimasto scoperto, dava i primi segni di cedimento. Dopo aver giocato maluccio il punto del possibile 5-4, Marin doveva infatti annullare tre palle break (due con un ace, una con la complicità dell’argentino che sbagliava un rovescio in palleggio). Il croato riusciva a prendere in mano con una certa continuità il pallino del gioco, anche perché cercava di stare con i piedi molto vicino alla riga di fondo mentre del Potro non disdegnava di scambiare da un paio di metri più indietro. Sembrava però che la tattica attendista dell’argentino alla lunga si rivelasse più fruttuosa, perché spesso a Marin mancava uno per fare trentuno, come si suol dire. Come nel nono gioco, quando sbagliava un rovescio abbastanza banale nel punto che poteva portarlo alla prima palla break.

Ci si metteva poi anche la pioggia a complicare la vita al croato, che andava a servire sul 5 pari e perdeva due punti prima che l’arbitro decretasse la sospensione (anche perché Cilic si recava lentamente  verso di lui facendo capire chiaramente di non essere intenzionato a continuare). Pericoloso ritrovarsi a servire dopo una interruzione, specie sullo 0-30. Ed infatti il n. 4 del mondo doveva affidarsi alla prima di servizio per salvare altre tre palle break (altri due ace), due delle quali consecutive. Si arrivava così al tie-break che fino alla nuova sospensione per la pioggia sul 5 pari era la perfetta sintesi di quanto si era visto fino a quel momento sul Lenglen. Faceva infatti tutto Cilic, che alternava vincenti ad errori non forzati, mentre del Potro continuava a giocare sostanzialmente di rimessa. Tattica che sembrava non pagare quando Delpo faceva il suo primo errore non forzato del jeu decisif e si ritrova sotto 5-3. Ma altri due errori di Cilic lo rimettevano in carreggiata prima che la pioggia li facesse nuovamente rientrare negli spogliatoti e costringesse gli organizzatori a rinviare il match alle dodici del giorno dopo. Si riprendeva a mezzogiorno con gli spalti semivuoti, nonostante gli organizzatori in serata avessero comunicato ai possessori dei biglietti per lo Chatrier ed il Lenglen che avrebbero poteva accedere gratuitamente all’impianto ed assistere ai match sul Lenglen anche oggi. Tra pochi intimi, del Potro chiude subito il primo set (“Non ho dormito molto stanotte. Ero lì che pensavo come servire,se profondo o ad uscire” ha scherzato in conferenza stampa“). Prima si procura il set point spingendo finalmente con il dritto e poi attende il 24esimo errore del parziale di Cilic.

REAZIONE MARIN – Il canovaccio dell’inizio del secondo parziale non si discostava da quanto visto ieri: Cilic più aggressivo e del Potro che attendeva l’errore del croato oppure lo spazio per dare la zampata di dritto. Con l’unica differenza che il livello del gioco era sceso di molto. E che entrambi erano molto nervosi. L’argentino sbatteva addirittura la racchetta a terra dopo l’errore che gli faceva perdere il lunghissimo quarto game dove aveva avuto una palla break e in cui Cilic aveva commesso un paio di orribili errori (tipo uno smash finito dritto sui teloni di fondo campo). Il livello del gioco e soprattutto delle emozioni tornava a salire dal settimo gioco, dove arrivavano le prime palle palle break dell’incontro per il croato, che era salito con la riposta, mentre del Potro iniziava a sbagliare qualcosina da fondo. La prima dell’argentino però funzionava sempre bene e si salvava. Anche il croato era tesissimo, come dimostrava protestando con l’arbitro quando doveva ripetere la seconda perché del Potro aveva segnalato di non essere pronto, a suo avviso a movimento del servizio già iniziato. Il clou era però in game successivo, quando Cilic si procurava di nuovo due palle break. E sulla seconda del Potro commetteva doppio fallo. Sembrava quasi che l’argentino avesse capito che senza il suo aiuto l’avversario le occasioni non fosse in grado di sfruttarle . In realtà non era per niente così. Lo dimostrava il fatto che il tennista di Tandil, letteralmente infuriato, se la prendeva con uno spettatore in prima fila, reo a suo dire di averlo disturbato mentre serviva la seconda. Doveva scendere il giudice arbitro per calmare Delpo che si era avvicinato minacciosamente ad un paio di metri dallo spettatore e riportarlo verso la panchina (“Non sapevo che avesse urlato prima della seconda che ho sbagliato e lo stavo cercando. Ma il pubblico  stato fantastico con me oggi, ho sbagliato a comportarmi così”). Come spesso gli capita, Cilic non coglieva l’attimo e con quattro gratuiti restituiva il break. Ma del Potro era rimasto ancora al litigio con lo spettatore e a sua volta giocava un bruttissimo game al servizio, commettendo stavolta lui un paio di errori banali. Cilic stavolta non tremava e chiudeva 7-5 il secondo set.

PASTICCIO CROATO – La partita sembrava a quel punto aver preso la strada verso la Croazia. Cilic continuava ad essere infatti più propositivo e soprattutto più efficace (anche con qualche palla corta, novità odierna rispetto al primo set giocato ieri, per sfruttare la posizione sempre arretratissima dell’avversario), mentre del Potro sembrava stanco e soprattutto era diventato più falloso. C’era subito il break a favore di Cilic che poi con un ace saliva 2-0. Arrivavano due palle per il doppio break sia nel terzo che nel quinto gioco, ma l’argentino si aggrappava alla prima di servizio e la sfangava. Due erroracci di Delpo proprio nel quinto game (smash praticamente sulle stringhe e dritto in tribuna) sembravano però confermare che il tandilese fosse in grossa difficoltà. Invece, all’improvviso, per Marin si spegneva la luce (“Ho cominciato a giocare peggio, non so come mai” ha detto il croato in conferenza stampa, confermando di aver avuto delle difficoltà a causa delle condizioni di gioco, come si era già percepito in campo quando si era lamentato un paio di volte in croato con il suo angolo “Il campo e soprattutto le palline erano pesanti, facevo fatica a controllare i colpi. Ma è inutile scendere adesso in questi dettagli”). Vero è che del Potro cominciava (finalmente) a spingere un po’ di più ed e ora riusciva anche ad aggirare la palla ed a  colpire con la sua arma migliore, il dritto anomalo, anche dal lato sinistro (“Stava giocando bene lui, ma sapevo che dovevo rimanere concentrato e che potevo rimetterla in piedi“). Però ci metteva molto di suo il croato che dal 3-2 in suo favore per lui non faceva più di un punto a game nei quattro giochi successivi, consegnando quasi senza combattere il terzo parziale per 6-3.

GIOIA ARGENTINA – L’espressione  di Marin al cambio campo prima dell’inizio del quarto set pareva quella di uno che non ci credeva più. Invece il croato restava in partita (“Ho avuto le mie possibilità anche nel quarto e di nuovo non le ho sfruttate“) ed il match tornava in assoluto equilibrio, con entrambi i giocatori che tenevano senza problemi i propri servizi. I due ora si affrontavano a viso aperto, dato che del Potro aveva deciso di abbandonare la tattica attendista delle prime due ore e mezza e picchiava da fondo anche lui. Si arrivava così al 5 pari e di nuovo era il croato a non reggere la pressione. Un paio di errori banali ed arrivano tre palle break consecutive, le prime in assoluto del set. E sulla seconda arriva l’ennesimo errore di Cilic (saranno 74 in tutto a fronte di 53 vincenti, 31 vincenti e 36 unforced per l’argentino a dimostrazione della maggiore consistenza del suo gioco), con del Potro molto bravo a tenere la palla sempre profonda. L’argentino chiudeva a zero l’ultimo game e tornava così in semifinale a Parigi nove anni dopo la prima volta tra gli applausi del Lenglen (nettamente dalla parte di Juan Martin, come del resto capita spesso sui campi di tutto il mondo). Nel 2009 affrontò Federer, stavolta sfiderà l’altra metà del Fedal, quella peggiore da incontrare sulla terra rossa: Rafa Nadal (9-5 i precedenti per il maiorchino). 

Marin Cilic e Juan Martin del Potro – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

IN ESCLUSIVA PER UBITENNIS – La delusione di Marin Cilic: “Sì, sono molto deluso, non lo nascondo. Durante tutta la partita ho avuto la sensazione di essere il giocatore migliore in campo. Ma ho perso i punti importanti. Sul 3-1 nel terzo è stato bravo lui ad annullare la palla break ma onestamente non so cosa mi è successo e perché sono calato da quel momento fino alla fine del set. In assoluto, sia oggi che contro Fognini, non sono riuscito ad esprimere il livello di gioco che sentivo di avere in questi giorni. Mi è mancato quel 10% in più”.

Il tabellone maschile

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Kerber lotta, Sharapova no: Halep vs Muguruza per finale e n.1 https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/06/kerber-lotta-sharapova-no-la-semifinale-halep-muguruza-assegnera-il-n-1/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/06/kerber-lotta-sharapova-no-la-semifinale-halep-muguruza-assegnera-il-n-1/#respond Wed, 06 Jun 2018 19:00:11 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262793 PARIGI - Kerber dà battaglia per un set e mezzo, poi Halep viene fuori da numero 1 e conquista la terza semifinale al Roland Garros. Contro Muguruza sarà in palio anche la vetta del ranking]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 25 – La pioggia ferma Schwartzman

da Parigi, i nostri inviati Ruggero Canevazzi e Laura Guidobaldi

È stato un totale no-contest il quarto di finale tra Muguruza e Sharapova, stravinto dalla tennista spagnola. Più tennis tra Halep e Kerber, con la sfida che a un certo punto sembrava poter ricalcare la maratona di Melbourne – vinta 9-7 al terzo da Halep – ma ha progressivamente cominciato a sorridere alla numero 1 del mondo, che alla fine ha sofferto poco per rimontare lo svantaggio di un set. Le due semifinali del Roland Garros 2018 saranno quindi Keys-Stephens e Halep-Muguruza e si disputeranno giovedì. La sfida tra la n.1 e la n.3 metterà anche in palio la prima posizione del ranking, che Muguruza potrà aggiudicarsi battendo la sua rivale.

INESORABILE MUGURUZA – La spagnola rompe il ghiaccio con Maria Sharapova e, nel quarto scontro diretto, la travolge per 6-2 6-1 in 1 ora e 10 minuti. Solidissima e imperturbabile Garbiñe che liquida una Maria fallosissima al servizio e con il dritto, completamente incapace di entrare in partita. Nel derby tra campionesse slam (entrambe hanno vinto a Porte d’Auteuil e a Wimbledon) ed ex n. 1 del mondo, la tennista di origine venezuelana centra la quarta semifinale in un torneo Major, la seconda a Parigi. Agli ottavi di finale entrambe avevano beneficiato del ritiro dell’avversaria: Maria non è proprio scesa in campo a causa del ritiro di Serena, mentre Garbiñe ha disputato solo due giochi con l’infortunata Tsurenko.

IL MATCH – Sempre in avanzamento e con i piedi dentro il campo, l’allieva di Sam Sumyk ubriaca Sharapova di fendenti profondissimi e al corpo. Tanti i colpi mestamente tirati in rete dalla siberiana che registra una percentuale particolarmente bassa al servizio. Mette in campo solo il 54% di prime e commette ben 27 gratuiti a fronte di solo 10 vincenti. L’incontro comincia all’insegna degli errori, soprattutto da parte della russa che non riesce mai a trovare le misure; Garbiñe sale rapidamente 2-0. Il terzo gioco è interminabile e dura quasi dieci minuti ma, alla fine, dopo varie opportunità da parte di Maria per avvicinarsi sull’1-2, è ancora la spagnola ad imporre il proprio tennis estremamente consistente e allunga ancora sul 4-0. A nulla valgono, se non per le statistiche, i due game che Sharapova riesce faticosamente a mettere a referto: dopo 45 minuti il primo set è appannaggio della n. 3 del mondo per 6-2.

Le cose non cambiano per Maria che anche nella seconda frazione è vittima dei troppi gratuiti, al cospetto dei quali alla spagnola basta raccogliere il necessario per portarsi avanti nel punteggio: Garbiñe sale agevolmente 4-1. Poco altro si può dire dell’incontro se non che Sharapova continua ad essere disastrosa a servizio, tanto da non avere più alcuna palla game e arrendersi due game più tardi.

Non ci si attendeva spettacolo e varietà di colpi, ma senz’altro maggiore equilibrio. Finisce invece con un massacro tennistico operato da Muguruza che ora entra nella sua zona di comfort: ha giocato tre semifinali Slam e non ne ha persa neanche una. “Contentissima di essere nuovamente in semifinale. Sono estremamente soddisfatta della mia performance di oggi e soprattutto di aver messo a segno così tanti break” ha detto Garbiñe al microfono di Marion Bartoli. Probabilmente ben consapevole che in semifinale troverà ben altre gatte da pelare. Sharapova chiude la campagna rossa con una semifinale (Roma) e due quarti di finale (Madrid e Parigi): un piccolo miglioramento rispetto a inizio stagione, ma comunque non abbastanza per riconsiderarne il ruolo all’interno delle attuali gerarchie WTA.

Garbine Muguruza – Roland Garros 2018 (foto via twitter, @rolandgarros)

SIMONA COME A MELBOURNE – Simona Halep centra la semifinale (la terza al Roland Garros, sesta in totale negli Slam) al termine di un lungo match per diversi tratti estremamente combattuto, contro una Angelique Kerber autrice di una prestazione lineare, molto buona nel primo set – conquistato al tie-break – e poi meno incisiva, anche a causa di un problema al piede che l’ha costretta a chiamare il MTO sul 2-1 del terzo set.

Già dal primo parziale emergevano le migliori possibilità per la rumena, che seppur particolarmente fallosa sembrava cercare le contromisure per poi esprimersi al meglio convivendo con lo stress mentale d’imporsi finalmente in un Major. È quanto successo dal secondo set in poi, quando la n.1 del mondo cominciava a sciorinare progressivamente il suo tennis più efficace. Il primo set vedeva un’iniziale monologo tedesco, con la campionessa di Australian Open e US Open 2016 che saliva 4-0 davanti a una Halep fallosa e in evidente blocco emotivo. Da quel momento partiva un’autentica battaglia. Il Suzanne Lenglen diventava una trincea e quando Kerber nonostante la rimonta subita indovinava un grande tie-break, sembrava potesse materializzarsi quella che data la superficie sarebbe stata una notevole sorpresa. Nel secondo set però il match si metteva sui binari del pronostico.

A tratti dominante la rumena, che in alcuni scambi centrava sia potenza sia precisione offrendo soluzioni di grande livello, soprattutto col dritto. Ora sfiderà Muguruza per la quinta volta, la prima a livello Slam, avendo vinto solo in un’occasione a Stoccarda (ma è l’unico precedente sulla terra). In palio il n.1 del mondo, con Simona che non potrà permettersi contro Garbine i tentennamenti ampiamente mostrati oggi nel primo set.

Risultati:

[3] G. Muguruza b. [28] M. Sharapova 6-2 6-1
[1] S. Halep vs [12] A. Kerber 6-7(2) 6-3 6-2

Il tabellone femminile

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La pioggia salva Nadal, Halep-Muguruza finale anticipata? https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/06/la-pioggia-salva-nadal-muguruza-halep-finale-anticipata/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/06/la-pioggia-salva-nadal-muguruza-halep-finale-anticipata/#respond Wed, 06 Jun 2018 18:50:26 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262906 I quarti maschili fermati dalla pioggia con Rafa in difficoltà contro Schwartzman e con problemi al polso sinistro. Del Potro e Cilic si giocheranno il primo set in pochi punti. Garbine Muguruza travolge Maria Sharapova e sfiderà in semifinale Simona Halep]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 25 – La pioggia ferma Schwartzman

Tra divinità ci si intende. E tra il Dio della terra e Giove Pluvio evidentemente deve esserci una particolare affinità. E così dopo che a Roma la pioggia aveva dato una mano a Nadal a venire a capo di Alexander Zverev, anche a Parigi l’acqua salvifica è giunta a bagnare il Roland Garros quando Rafa, dopo trentasette set consecutivi vinti su questi campi, ha finito per perderne uno contro lo scatenato Diego Schwartzman, centosettanta centimetri di esplosività (salvo il record di Borg che di set consecutivi a Parigi ne ha vinti 41). Rifilare venti vincenti in un set sulla terra al maiorchino, non è cosa da tutti e l’argentino, senza alcun timore reverenziale, ha preso sin dal primo quindici a bombardare da ogni angolo il numero uno del mondo, soprattutto con il rovescio.

Rafa ha denotato inconsueti problemi in battuta, basti pensare che ha concesso palle break in tutti i cinque game al servizio del primo set perdendolo tre volte. Le preoccupazioni più grandi sono però legate al suo polso sinistro, che già lo ha tenuto fuori a lungo in passato. Alla fine del primo set infatti Rafa ha chiesto l’intervento dei medici per farsi fasciare il polso dolorante. Forse è stata solo precauzione (con il campo e palle pesanti meglio stringere le fasciature ai polsi), forse no, lo scopriremo domani. La pioggia ha interrotto il match una prima volta quando Schwartzman era avanti di un break anche nel secondo set. Al rientro l’argentino ha accusato il colpo e Rafa è parso rinfrancato, tanto che recuperava subito lo svantaggio e veniva fermato dai nuovi scrosci – capita anche a lui – a due punti dal chiudere il secondo set sul 5-3 30-15. Si ripartirà giovedì alle 12.00, mentre sul Lenglen Cilic e del Potro dovranno essere molto attenti visto che ripartiranno a freddo dal 5-5 nel tiebreak del primo set.

E così la giornata riservata alle semifinali femminili, sarà invasa anche dagli uomini. A Stephens e Keys che si sfideranno nel derby statunitense per accedere alla finale di domenica, si sono aggiunte Garbine Muguruza e Simona Halep. La spagnola, campionessa qui due anni fa, ha letteralmente cancellato dal campo Maria Sharapova che forse non ha trovato giovamento dall’aver saltato il suo match di quarti di finale. Beninteso, con Serena Williams poteva anche perdere, ma restare quattro giorni fermi può anche comportare la perdita del ritmo partita. In ogni caso Muguruza è apparsa solida e implacabile e resta in corsa per tornare al numero uno del ranking.

A decidere sarà l’esito della sfida di semifinale con Simona Halep che ha rimontato Angelique Kerber, condizionata anche da un problemino fisico, nella riedizione della sfida durissima di Melbourne vinta da Simona 9-7 al terzo, salvando anche match point. La rumena andrà alla caccia della sua terza finale a Parigi, dopo quelle perse con Maria Sharapova nel 2014 e Ostapenko lo scorso anno. “Non sento la pressione per non aver ancora vinto uno slam, sono solo felice del fatto che sto giocando il mio miglior tennis, e domani penserò a godermi la partita”. I precedenti tra le due sono di tre a uno a favore della spagnola, che ha vinto anche l’unico sulla terra di Stoccarda nel 2015. Sloane Stephens ha invece vinto i due precedenti contro la connazionale Keys, tra cui l’ultimo e più importante a settembre a New York nella finale dello US Open. Non bisogna trascurare le due americane, ma il match tra Muguruza e Halep assomiglia tanto ad una finale anticipata.

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Miracolo Cecchinato al Roland Garros: l’Italia in semifinale dopo 40 anni https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/05/miracolo-cecchinato-al-roland-garros-italia-semifinale-dopo-40-anni/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/05/miracolo-cecchinato-al-roland-garros-italia-semifinale-dopo-40-anni/#respond Tue, 05 Jun 2018 20:00:47 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262562 PARIGI - Impresa incredibile di Marco Cecchinato che batte Novak Djokovic e riporta l'Italia al 1978. Il palermitano ha giocato un tie-break indimenticabile]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 24 – Marco delle meraviglie

Le parole di Cecchinato: “È scattato un clic nella testa, sono un nuovo Ceck”

È tutto vero, Marco Cecchinato è in semifinale al Roland Garros e riporta un italiano tra i primi quattro di un major quaranta anni dopo la semifinale qui di Barazzutti. Lo fa al termine di una partita incredibile, emozionante, palpitante che ci ha fatto abbracciare in tribuna alla fine come fosse un mundial. Avanti di due set, Marco subiva il ritorno di Djokovic nel terzo set ed anche nel quarto scivolava subito dietro. Quando il quinto set sembrava inevitabile, Marco risaliva dal 1-4 salvando tre palle del doppio break riuscendo a raggiungere il tie-break. Che è destinato a rimanere nella storia del tennis italiano con Marco che annullava tre set point a Djokovic chiudendo 13-11 al quarto match point nel delirio italiano del Lenglen. Splendido e commovente l’abbraccio finale di Novak Djokovic, ancora una volta grandissimo campione nella sconfitta ancor più che nella vittoria. Più in campo che fuori, se è vero che il serbo si è rifiutato di svolgere la conferenza nella sala principale e ha ripiegato su un ‘rito ridotto’ in una sala più piccola, rivolgendo ai presenti solo poche parole. “Marco ha giocato alla grande, merito a lui. Io ho faticato fin dall’inizio, ho dovuto anche lottare con un piccolo infortunio. Quando sono rientrato in partita è andata un po’ meglio, ma non sono riuscito a capitalizzare le mie occasioni“.

Cecchinato è l’ottavo italiano a raggiungere una semifinale Slam (De Morpurgo, De Stefani, Merlo, Sirola e Pietrangeli prima del ’68, Panatta e Barazzutti nell’Era Open), il più basso di ranking in assoluto a raggiungere la semifinale del Roland Garros dai tempi di Anrei Medvedev che nel 1999 vi riuscì da numero 100 del mondo, perdendo da Agassi in finale dopo un vantaggio di due set. Con questo risultato Marco sale fino al numero 27 del ranking.

M. Cecchinato b. [20] N. Djokovic 6-3 7-6(4) 1-6 7-6 (da Parigi, il nostro inviato)

CHE PARTENZA CECK – È un Cecchinato spettacolare quello che mette pressione a Nole sin dal primo punto del match, come se non fosse lui a giocare il primo quarto di finale slam in carriera. In verità la versione di Djokovic è una delle peggiori, falloso ogni oltre misura, incapace di trovare un filo logico in ogni giocata. Marco è bravissimo ad aprirsi il campo con il rovescio e a sfondare con il diritto alternando precise smorzate che destabilizzano il serbo. Il break arriva nel quarto gioco orribile di Novak – due doppi falli, errore di rovescio ed errore di diritto – e Marco è esemplare nel capitalizzarlo senza soffrire mai fino al 6-3 finale condito da due ace nell’ultimo turno di partita. Dopo trentaquattro minuti l’azzurro è in vantaggio avendo perso solo cinque punti in cinque turni di battuta ed al cambio campo Novak chiede l’intervento del fisioterapista per un trattamento al collo.

MERAVIGLIA CECCHINATO – L’inizio del secondo set sembra la prosecuzione del primo con Nole che si inabissa sotto tanti errori e Cecchinato in spinta che si porta subito avanti 2-0 e 0-30 sul servizio del serbo. Qui arriva il primo passaggio a vuoto dell’azzurro con Djokovic che entra finalmente in partita con un parziale di 12 punti a 0 che lo rimette in carreggiata. Marco ha due chance di riportarsi avanti nel settimo gioco ma una la salva Nole con lo smash e l’altra la getta alle ortiche lui col rovescio. Dopo un warning per Coaching per parte il momento cruciale arriva sul 6-5 Nole con Marco al servizio. Il serbo ha tre set point sulla racchetta per portarsi in parità: il primo lo sciupa malamente con un errore di diritto a campo aperto, sugli altri due è bravissimo Ceck con il servizio. Si arriva così al tiebreak dove Marco va sotto 3-4 con un brutto smash in rete che sembra condannarlo e invece porta a casa i successivi quattro punti con straordinaria autorità e due regali gravissimi di Nole (palla corta in rete e erroraccio di diritto). Dopo un’ora e trentanove l’azzurro è clamorosamente ma meritatamente due set a zero. La ragazza mora che siede in tribuna e che suscita le attenzioni del collega è tutta presa dal suo cellulare, ignara della storia che si rischia di scrivere sul Lenglen.

CECK RIFIATA E NOLE VA – Come ampiamente prevedibile però, Cecchinato ha un calo più di testa che di gambe all’inizio del terzo. Djokovic restituisce il break preso in apertura ma inizia a trovare profondità e fiducia, limando il numero degli errori. Marco pare in affanno ed il set scivola via rapidamente mentre sul Lenglen arriva una cappa di calore ed umidità a complicare le cose. A fine set l’azzurro esce dal campo per un toilet-break per chiarirsi le idee, ma un cambio di scarpe ‘galeotto’, in occasione del quale il coach avrebbe dato dei suggerimenti a Marco, gli costa un penalty point. Marco non riesce a fermare l’emorragia e Djokovic non è un dodici volte campione slam per caso, e dunque versa sale sulla ferita approfittando dello scoramento dell’azzurro. Sul 4-1 Nole arriva il game che cambia la storia. Il serbo ha tre palle del doppio break con Marco che sembra alle corde. Resiste strenuamente e rimane in scia mandando Nole a servire per il set sul 5-3. Sul 30-0 il quinto set sembra inevitabile e invece Marco si supera con quattro punti di fila che lo rimettono in corsa. Anzi, il siciliano ha anche una palla che lo manderebbe a servire per il match sul 5-5 ma il forcing di Nole è vincente. Si arriva così al tiebreak che passerà alla storia.

IL TIEBREAK DA RACCONTARE AI NIPOTINI – Un giorno racconteremo “noi c’eravamo sul Lenglen quel 5 giugno 2018”. Quando in ventiquattro punti si è riscritta la storia del tennis italiano. In un crescendo di emozioni rossiniano con il Lenglen impazzito. Marco vola 3-0, Nole gli ricaccia indietro la gioia e si porta 4-3 con due errori del siciliano. È una battaglia punto a punto e l’azzurro ha il match point sul 6-5 dopo tre ore e quattordici minuti: scambio lungo concluso da una volèe sulla riga di Djokovic per la disperazione del clan tricolore. Arriva un’altra volée vincente di Nole per il primo set point mentre parte il “Popopopopopopo” del mondiale 2006 ma il rovescio lungo di Djokovic vale il 7-7. Arrivano altre due palle set per il serbo, la prima salvata con coraggio da Marco (schiaffo al volo di diritto), la seconda vola via con una stecca del serbo.

Un incredibile contropiede di diritto di Cecchinato lo riporta a match point dopo tre ore e ventidue: niente da fare, bravo Nole con il suo pressing. E siamo 10 pari. Un dritto sul nastro (azzurrissimo!) riporta Marco ad un punto dal sogno dopo due minuti, ma il pressing da fondo del serbo lo costringe all’errore. Si soffre per Marco ma vorremmo che questo match con queste emozioni non finisse mai. Un errore di Nole però offre a Marco la quarta chiave per il Paradiso: il passante dell’azzurro con Djokovic incredibilmente a rete dietro il servizio regalano a Marco Cecchinato la gioia più grande della carriera.

Abbiamo aspettato quaranta anni per rivedere un italiano in semifinale in uno Slam. Capita di nuovo a Parigi, dove c’è qualche nuvola, ma il cielo è tornato un po’ azzurro.

Il tabellone maschile

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Thiem domina Zverev: terza semifinale di fila al Roland Garros https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/05/thiem-domina-un-esausto-zverev-terza-semifinale-di-fila-al-roland-garros/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/05/thiem-domina-un-esausto-zverev-terza-semifinale-di-fila-al-roland-garros/#respond Tue, 05 Jun 2018 14:06:04 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262560 PARIGI - Questa volta non c'è nessuna possibilità di rimonta per Zverev: Thiem controlla l'incontro dall'inizio alla fine. Per l'austriaco adesso Cecchinato]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 24 – Marco delle meraviglie

[7] D. Thiem b. [2] A. Zverev 6-4 6-2 6-1 (da Parigi, il nostro inviato)

Di sicuro Fabio Fognini non aveva tutti i torti quando criticava il Can-can creato ad arte dall’ATP – che dal canto suo ha fatto benissimo perché fa parte del suo mestiere – sulla Next Gen. Dominic Thiem, con la terza semifinale consecutiva a Parigi, è ampiamente parte di questa generazione (lo era già anche ieri), mentre Alexander Zverev ricade nell’inattesa critica del Fogna. Oggi è stato dominato da una delle versioni più autorevoli del cyborg austriaco: la prova perfetta di oggi segna una distanza col tedesco fin troppo grande per essere vera, che non si spiega solo con la maggior esperienza nei turni clou degli Slam. Sascha ha pagato i tre match precedenti vinti solo al quinto set (l’ultimo che aveva giocato e vinto tre match di fila al quinto era stato Tommy Robredo nel 2013).

È questa la più grande differenza tra un campione affermato e uno del futuro: Rafa Nadal insegna e ha insegnato che i match da vincere 6-2 6-1 6-0 si vincono esattamente con quel punteggio (al limite lasciando all’avversario due game in più nel primo set), perché ogni goccia di sudore in più lasciata sul campo si rischia di pagarla nel prosieguo del torneo (non è casuale il nome Internazionali di Francia, sette partite in 15 giorni sono un effettivo campionato). Così si spiega il ricorso al fisioterapista sullo svantaggio di 4-1 nel secondo set – con conseguente fasciatura della coscia sinistra – quando ormai i buoi erano già fuggiti dalla stalla di Zverev. In quel momento, spiegherà poi il tedesco in conferenza, le speranze di fare anche solo partita pari erano già state accantonate: “Sapevo che non avrei potuto vincere la partita, non avevo speranze. Potevo a malapena muovermi e non riuscivo a servire. Non potevo fare letteralmente nulla ma ho voluto comunque lottare fino alla fine e dare il giusto credito a Dominic, che merita la semifinale. Volevo chiudere con una sconfitta e non con un ritiro“.

EQUILIBRIO ETERNO FINCHÉ DURA – L’avvio del match era come ci aspettavamo, una battaglia di alto livello e poche emozioni, all’insegna della sostanza e con poco spazio alla fantasia. Certo, con Dominic e Sacha la mettiamo sempre su questo piano, ormai stucchevole, anziché apprezzare l’eccezionale costanza dei due terraioli più forti in circolazione tolto Nadal. Non è un problema solo di questa testata, infatti un noto collega compatriota non ci risparmiava la sagace ironia: “Goditi questi due mentre noi andiamo da Cecchinato!” (tentativo a vuoto: Thiem ha fatto in fretta e i due incontri si accavalleranno solo per l’inizio del primo set). Nel frattempo l’equilibrio veniva rotto dal fatidico settimo game, nel quale Thiem cominciava a scavare un solco sempre più grande. Con un passante monumentale sul 15-40 si prendeva il break di vantaggio, portato fino al 6-4 come un convoglio ferroviario che ogni giorno spaccava il minuto nel giungere a Vienna dopo aver costeggiato il Danubio (Thiem perdeva solo 7 punti alla risposta, due per doppio fallo). Il cielo plumbeo e opaco sullo Chatrier era in linea con l’entusiasmo della parte di pubblico né tedesca né austriaca.

COMINCIA L’AGONIA – Nel secondo set un doppio fallo nel momento sbagliato e una pessima volèe del campione 2018 di Monaco e Madrid regalavano al semifinalista 2016 e 2017 un nuovo vantaggio, poi legittimato da tre punti a rete consecutivi (il primo per annullare l’unica palla break di Zverev), prima che questi prendesse il largo sfruttando i troppi errori dell’avversario. Dopo poco più di 70 minuti, il match sembrava segnato.

EPILOGO SOLIDO E REGOLARE – E lo era. Il terzo si collocava, in modo del tutto naturale, come conclusione dei primi due. Fin troppo, perché il tedesco aveva bisogno della miglior volée (all’incrocio delle righe) per scongiurare la fine toccata l’anno scorso a Novak Djokovic, cui toccò ingoiare un tremendo bagel finale. Il match si concludeva al terzo match-point, con Sascha che si guadagnava oltre all’onore delle armi gli applausi convinti del pubblico dello Chatrier, ripagato (più o meno…) dell’elevato prezzo del biglietto da due prodigiosi salvataggi su smash del ventiquattrenne di Wiener-Neustadt. In semifinale lo attende la sorpresa del torneo: il nostro Marco Cecchinato.

Il tabellone maschile

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Roland Garros a stelle e strisce: sarà rivincita tra Keys e Stephens in semi https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/05/roland-garros-stephens-kasatkina-keys-putintseva/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/05/roland-garros-stephens-kasatkina-keys-putintseva/#respond Tue, 05 Jun 2018 13:00:50 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262561 PARIGI - Le due finaliste dell'US Open si sbarazzano di Putintseva e Kasatkina e si affronteranno in semifinale. Gli Stati Uniti si stanno riprendendo il tennis femminile?]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 24 – Marco delle meraviglie

da Parigi, i nostri inviati Ilvio Vidovich e Laura Guidobaldi

Il Roland Garros torna a ospitare una semifinale tutta statunitense dopo 16 anni. È accaduto di recente all’US Open, con entrambe le semifinali a tinte statunitensi, il cui ovvio epilogo è stata la stessa partita che decreterà la prima finalista di questo Roland Garros, ovvero Madison Keys contro Sloane Stephens. Keys si è sbarazzata con autorità superiore alle difficoltà di Yulia Putintseva, il cui torneo rimane oltre ogni aspettativa, mentre Sloane Stephens ha letteralmente dominato Daria Kasatkina, che alla vigilia sembrava addirittura un pizzico favorita. Se nel 2002 fu Serena Williams-Jennifer Capriati a mandare in finale Serena, che avrebbe poi vinto il torneo, il Roland Garros 2018 vedrà una finalista statunitense non appartenente alla ‘casata’ Williams dopo 17 anni, quando nel 2001 proprio Capriati vinse il torneo battendo Cljisters 12-10 al terzo set. Toccherà alla 23enne Madison o alla 25enne Sloane? Per gli USA c’è una certezza: oggi gli scenari sono molto meno foschi di quando, qualche anno fa, le sorelle Williams sembravano non avere alcuna erede alle loro spalle.

KEYS DOMA YULIA – La finalista dello US Open 2017 vince un match di autorità contro le ambizioni della scatenata Putintseva (n. 98 WTA). L’americana, attuale n. 13 del mondo, centra così la sua prima semifinale nel Major parigino, la sua terza in carriera a livello slam dopo quella a New York e a Melbourne. Keys chiude il match per 7-6(5) 6-4 – per la gioia della sua celebre allenatrice, l’ex n. 1 del mondo Lindsay Davenport – dopo aver recuperato da 3-5 nel primo set. La statunitense approda in semifinale senza aver ceduto neanche un set. Ora attende la vincente tra l’amica Sloane Stephens (con cui ha perso allo US Open nella finale tutta a stelle e strisce) e la 21enne russa Daria Kastkina.

Non molla una palla Yulia Putintseva che, scatenata, infligge rapidamente il break a Madison Keys per salire 5-3 nel primo set. Rapidissima con i piedi, Yulia si sposta benissimo sul campo, “servendo” all’avversaria back tagliati alternati a topponi alti di dritto. Ma attenzione, perché la finalista dello US Open 2017 annulla il gap, pareggiando sul 5-5, dopo aver liberato il braccio per far esplodere i suoi vincenti di dritto. L’abitudine a match importanti si fa sentire per Keys che ora prende il sopravvento nel parziale, portandosi in vantaggio 6-5. Madison spreca però due setpoint e la kazaka ne approfitta subito per spiazzarla con smorzate e colpi angolati. Sprecona Madison che, costretta a grandi corse sul campo, sparacchia senza misure e la Putintseva la trascina al tie-break.

L’americana sale 4-2 e poi 5-3, capace di alzare il livello e mettere in campo potenza e accelerazioni nel momento chiave dell’incontro. Sul 6-4 spreca un set point per poi chiudere per 7 punti a 5, sotto lo sguardo soddisfatto della sua mentore Lindsay Davenport. Molto più propositiva la statunitense che, ad inizio secondo set, registra ben 20 vincenti a fronte dei 9 della kazaka; commette tuttavia 16 gratuiti rispetto ai 5 di Yulia. La n. 98 del mondo, scattante e intraprendente, continua a tenere testa a Madison; non ci sta a subire e si porta in vantaggio 3-2. Ma ancora una volta quando Putintseva mostra i denti, Keys è brava nell’alzare ulteriormente l’asticella del proprio tennis; preme il piede sull’acceleratore e sale 5-3. Dopo 1 ora e 24 minuti, Madison si assicura la sua prima semifinale a Porte d’Auteuil con lo score di 7-6(5) 6-4.

Sì, l’ho fatto!” si sfoga raggiante Madison al microfono di Fabrice Santoro, la prima semifinale al Roland Garros! Bellissimo il tifo che ho ricevuto oggi. Grazie a tutti! Dovevo rimanere concentrata e fare il mio gioco. Sono molto soddisfatto della performance di oggi“. Un percorso netto fino ad ora per la tennista dell’Illinois che giunge al penultimo round del torneo senza aver perso neanche un set. L’eventuale derby contro la sua grande amica Stephens sarebbe soprattutto la rivincita della finale di Flushing Meadows, che è valsa a Sloane il primo e finora unico Slam in carriera. E ritrovarsi così avanti nell’unico Slam su terra sarebbe anche il sintomo inequivocabile della crescita di due giocatrici che prediligono le superfici veloci.

SLOANE SPAGNOLEGGIANTE – Una Sloane Stephens sempre più convincente e a suo agio sulla terra rossa supera agevolmente in due set la più giovane delle giocatrici rimaste in gara, Daria Kasatkina, e si qualifica per la prima volta in carriera per la semifinale del Roland Garros. Partita mai in discussione, troppo solida la statunitense per la 21enne russa, molto fallosa oggi (25 errori non forzati) nel vano tentativo di scardinare il muro eretto da fondo campo dalla 25enne di Fort Lauderdale.

L’incontro si metteva subito bene per la n. 10 del mondo, che solida e ordinata come sempre finora in questo torneo otteneva il break al quarto gioco e saliva poi 4-1. Kasatkina si scrollava finalmente di dosso la comprensibile emozione dei primi quarti di finale Slam a soli ventun anno (appena compiuti, il 7 maggio scorso), cominciava a spingere da fondo, in particolare con il dritto in top, recuperava il break e sembrava aver rimesso in piedi il parziale quando aveva la palla del quattro pari. Qui commetteva un’ingenuità, un doppio fallo di cui Stephens la faceva pentire amaramente: nuovo break e poco dopo 6-3 per la statunitense.

Che non abbassava la guardia – del resto contro la russa ci aveva perso in due set pochi mesi fa ad Indian Wells e l’aveva battuta solo 7-5 al terzo nell’altro precedente sulla terra di Charleston nel 2016, quando Daria era ancora diciottenne – e continuava a giocare con impressionante solidità e continuità. La Stephens di questi giorni sembra una terraiola nata: difende benissimo, mescola sapientemente palle alte e profonde con le accelerazioni di dritto e soprattutto non sbaglia mai. La sua avversaria cercava di farla muovere lateralmente per trovare lo spazio per piazzare l’accelerazione vincente, ma non c’era niente da fare: alla fine il punto lo faceva praticamente sempre Stephens. Un 6-1 senza storia il punteggio del secondo parziale per Sloane, che raggiunge così la connazionale Madison Keys in semifinale per la replica della finale dell’US Open dello scorso anno. E questa Stephens ad un secondo Slam può puntare davvero.

Risultati:

[13] M. Keys b. Y. Putintseva 7-6(5) 6-4
[10] S. Stephens b. [14] D. Kasatkina 6-3 6-1

Il tabellone femminile

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Fognini fallisce la rimonta: fuori agli ottavi del Roland Garros https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/04/fognini-rimonta-meta-con-cilic-fuori-agli-ottavi-del-roland-garros/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/04/fognini-rimonta-meta-con-cilic-fuori-agli-ottavi-del-roland-garros/#respond Mon, 04 Jun 2018 17:53:17 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262300 PARIGI - Fabio parte lento e non riesce a riprendere il match. Finisce in cinque set con Cilic. Cecchinato unico azzurro ancora in gara]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 23- Non basta il cuore di Fabio

[3] M. Cilic b. [18] F. Fognini 6-4 6-1 3-6 6-7(4) 6-3 (da Parigi, il nostro inviato)

Niente da fare. Con la sconfitta di Fabio Fognini per mano di Marin Cilic sfuma il sogno di avere due azzurri ai quarti di finale del Roland Garros. L’azzurro ha ceduto al quinto set al numero quattro del mondo al termine di una partita lunga ed emozionante nella quale era riuscito a recuperare uno svantaggio di due set, salvando anche un match point nel quarto set poi vinto in uno straordinario tiebreak. Restano i rimpianti per Fabio che nei primi due set era apparso abulico e claudicante, facendo addirittura temere un ritiro anticipato. “Nel secondo set ero bloccato, la stessa cosa che mi è successa a Ginevra. Ora dovrò affrontare e risolvere questo problema fisico”.  Ed invece nel quarto e quinto set Fognini ritrovava aggressività da fondo e solidità al servizio, regalando allo Chatrier sprazzi di un tennis scintillante. Prima di arrendersi al croato in un amaro finale.

PARTENZA SHOCK – Fabio cominciava il match posizionandosi in risposta a quattro metri dalla riga di fondocampo e impostando il gioco su scambi di ritmo senza variazioni: il tennis perfetto per esaltare le qualità di colpitore del croato, che subito sprintava sul 3-0. Dinanzi ad uno Chatrier semivuoto e deluso dal ritiro di Serena Williams, Cilic si addormentava regalando un paio di gratuiti che consentivano all’azzurro di rientrare nel set (3-3). L’illusione durava poco perché Fabio, si salvava sul 3-4 ma giocava un pessimo game di servizio sul 4-5 che gli costava il primo set.

MONOLOGO CROATO – E l’inizio del secondo era la fotocopia del primo, con l’azzurro che scivolava subito indietro di un break e sul 2-0 chiedeva per la prima volta l’intervento del medico. Il body-language di Fognini non prometteva niente di buono ed anche i classici monologhi che cominciavano ad uscire dalla bocca del nostro. Sul 3-0 altro intervento del medico con il pubblico preoccupato di assistere ad un’altra beffa e quindi pronto ad accogliere con un’ovazione il rientro in campo di Fabio. Il set scivolava via rapidamente (6-1), Fabio lasciava il campo e in tribuna cresceva il sospetto che, dopo un’ora e diciotto minuti, potesse non rientrare.

FINALMENTE FABIO – Per fortuna invece l’azzurro rientrava e inaspettatamente era Cilic a riammettere Fabio alla partita (“Sono un po’ calato all’inizio del terzo set, specie con la risposta e gli ho permesso di rientrare nel match“). Fognini era bravo – finalmente! – a sporcare un po’ il gioco, con qualche drop che chiamava Marin in avanti e con qualche variazione di rovescio. “Ci credevo anche quando ero sotto due set, sapevo che potevo giocarmela alla pari anche con il numero 4 del mondo”. Sprecato il break di vantaggio preso in apertura (2-0) – con annesso secondo lancio di racchetta puntualmente sottolineato dai fischi del pubblico – Fognini riusciva finalmente ad entrare in partita, assumendo un atteggiamento più propositivo sin dalla risposta. E così, mentre le prime gocce di pioggia cominciavano a cadere,  il numero uno d’Italia riusciva a portarsi sul 4-1. Andando a servire sul 5-3, Fabio vedeva annullarsi un primo set point da un dritto sulla riga di Cilic, il secondo se lo annullava da solo con un rovescio a mezza rete in palleggio ma per fortuna tirava fuori dal cilindro un ace sul terzo che gli consentiva dopo un’ora e cinquantasette di dimezzare lo svantaggio.

QUARTO SET SHOW – Ed era l’inizio dello show. Il quarto set assumeva i contorni di un romanzo che vedeva Fabio prima battibeccare con una signora in tribuna (alla quale alla fine manda baci e un cuore con le mani), poi chiamare un MTO sul 3-2 Cilic e infine sprecare due palle break nel settimo gioco. Si arrivava così al decimo game sul 5-4 Cilic con Fabio al servizio ed il croato che spingeva al massimo issandosi a match point dopo due ore e trequarti di partita. Fabio era stupendo a piazzare tre grandi  prime in fila e a salvarsi (“Non ho rimpianti su quel match point, è stato bravo lui, ha giocato in maniera fantastica la fine del quarto” il commento di Cilic). Era il tiebreak a decidere, uno show nello show, con i due che alzavano il livello di gioco a livelli straordinari e con Fabio che portava a casa almeno due punti fantasmagorici:  il cross di diritto del 3-2 ed il passante ad una mano dalle tribune che gli dava il decisivo 5-3, che diventava 7-4 ancora grazie al servizio. Sedici minuti dopo essere stato ad un punto dalla sconfitta, c’era un altro quinto set per l’azzurro.

AMARO FINALE – Un ambito nel quale solitamente Fognini si esalta, avendo recuperato ben sette match da una situazione di due set a zero sotto. Ma Marin Cilic è abituato a queste battaglie (“Una partita molto dura mentalmente. Sono soddisfatto di come sono rimasto dentro al match di testa.“). Il settimo game è la “summa” della partita e forse della carriera di Fognini. L’azzurro si salvava da 0-30 con  un miracoloso passante di rovescio e un ace ma sprofondava sotto due gratuiti ed un doppio fallo che davano a  Cilic il break decisivo, sublimato nel 6-3 finale dopo 3 ore e trentasette. “Peccato per quel game lì, ho rischiato la seconda come in tutto il match e un diritto me l’ha sporcato il nastro” Onore al croato, che affronterà nei quarti di finale Juan Martin del Potro. “Per vincere dovrò alzare il mio livello del gioco rispetto ad oggi. Specie alla risposta, dove oggi non sentivo proprio la palla. Credo di poter crescere nel complesso di qualche punto percentuale“. Resta da capire perché Fabio abbia atteso un’ora e diciotto prima di scendere in campo e regalare al pubblico il suo tennis stellare. “Guardando indietro nella mia carriera, visto il livello di tennis che ho, sbatterei la testa sul muro e mi lascerei il bernoccolo. Il mio problema non è mai stato il tennis, ma la capoccia”.  A trentuno anni, non è ancora troppo tardi. Sto bene, gioco bene su tutte le superfici. Vado via qui che rosico, ma il ranking è una conseguenza dei miei risultati. La top-10 sarebbe un premio alla carriera”.

Il tabellone maschile

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Roland Garros, Nadal fa 900: ora Schwartzman. Del Potro in scioltezza https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/04/roland-garros-nadal-marterer-anderson-schwartzman-del-potro-isner/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/04/roland-garros-nadal-marterer-anderson-schwartzman-del-potro-isner/#respond Mon, 04 Jun 2018 12:47:59 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262301 PARIGI - Rafa supera Marterer in tre set. 900esima vittoria nel Tour e 12esimo quarto di finale a Parigi. Schwartzman risale da 0-2 contro Anderson. Delpo super Isner in 3 set]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 23- Non basta il cuore di Fabio

da Parigi, i nostri inviati Laura Guidobaldi e Ilvio Vidovich

RAFA VOLA A QUOTA 900 – Maximilian Marterer illude per due game. Il tedesco, all’inizio del primo set, mette a segno il break e sale 2-0 contro lo spagnolo. Ma finisce qui. Rafa “ricomincia” da zero e da questo momento in poi travolge per due set il suo ex sparring per 6-3 6-2. Nella terza frazione, Maximilian ci riprova e riesce ad impegnare maggiormente il n. 1 del mondo portandolo al tie-break che, alla fine, cede per 7 punti a 4. Rafa vince il match n. 900 nel Tour, diventando il quinto giocatore negli ultimi 50 anni a conquistare 900 vittorie in carriera: gli altri sono Jimmy Connors (1,256), Roger Federer (1,149), Ivan Lendl (1,068) e Guillermo Vilas (948). Accede al 12esimo quarto al Roland Garros, il 34esimo in uno Slam. Non solo. Inanella 34 set a Porte d’Auteuil dall’anno scorso. “Il match in generale è andato bene, dopo il 2-0, chiudere 6-3 6-2 è stato positivo; nel terzo potevo fare il break ma non ho potuto convertire le possibilità per strappargli il servizio e ho fatto alcuni errori al servizio. Sono stato meno aggressivo e poi il gioco è diventato molto fisico. Avere 32 anni? No, non mi sento vecchio ma ho 32 anni. Gioco dal 2003, ho cominciato molto giovane, sono felicissimo di essere qui, mi godo giorno dopo giorno il tour. Ora Rafa sfiderà l’argentino Diego Schwartzman, vittorioso al quinto set su Kevin Anderson. Il maiorchino è avanti 5-0 nei precedenti contro Diego.

GARRA SCHWARTZMAN, BRACCINO ANDERSON – Grinta, cuore e gambe hanno consentito a Diego Schwartzman di ribaltare un match in cui per due set e mezzo aveva subito la disarmante potenza dei colpi da fondo di Kevin Anderson. Ma la tenacia del n. 12 del mondo, unita ad un po’ di paura di vincere del sudafricano che ha servito inutilmente per il match sia nel terzo che nel quarto set, hanno consentito all’argentino di spuntarla al quinto set di un match emozionante per l’andamento del punteggio ma non certo per la qualità delle quasi quattro ore complessive di gioco. Primo quarto di finale a Parigi per il piccolo Diego, il secondo a livello Slam (il primo lo aveva giocato lo scorso anno agli US Open, sconfitto da Carreno Busta).

I primi due set erano scivolati via veloci, dominati da un Anderson veramente incisivo da fondo (31 vincenti a fronte di solo 18 errori nei primi due parziali) e solido al servizio (7 ace e solo un doppio fallo) che aveva bombardato sin dal primo quindici, costringendo l’argentino a remare a più di due metri dalla riga di fondo, ma senza riuscire ad opporre una valida resistenza. Nel terzo set la musica cambiava. La ragnatela da fondo dell’argentino unita alla cappa di umidità che avvolgeva il Lenglen cominciavano a far breccia nel gioco del n. 10 del mondo, che iniziava ad essere meno brillante fisicamente e di conseguenza perdeva efficacia nei colpi. Anderson si aggrappava al servizio per rimanere in partita, annullando diverse palle break e continuare così a fare corsa di testa. Tanto che l’ultimo treno per il 25enne argentino sembrava fosse passato sotto forma delle due palle break non sfruttate nell’ottavo gioco, specie la seconda dove veniva passato da Anderson dopo uno scambio lunghissimo, visto che – gol sbagliato, gol subito – era lui a perdere il servizio nel game successivo. Invece il bello dal punto delle emozioni doveva ancora venire. Il n. 7 del mondo arrivava infatti a due punti dal match sul 5-4 ma si incartava sul più bello e perdeva due turni di servizi consecutivi – sino a quel momento aveva perso il servizio solo nel terzo game del primo set – consegnando così il terzo set a Schwartzman.

Erano passate due ore e obiettivamente tutti pensavano ci potesse essere una netta svolta del match a favore dell’allievo di Juan Ignacio Chela, invece Anderson era bravo a resettare mentalmente e a dimenticare il passaggio a vuoto che gli era costato il parziale. Prendeva un break di vantaggio e si aggrappava ancor più disperatamente al servizio per cercare di resistere al sempre più evidente ritorno del suo avversario. Schwartzman infatti era salito di livello, anche sfruttando il calo sempre più evidente di Anderson, aveva avanzato il baricentro del suo gioco e non subiva più la potenza del sudafricano. Sembrava però fosse troppo tardi, dato che Anderson andava nuovamente a servire per il match. Ma come nel set precedente il braccio del sudafricano tremava sul 5-4 al momento di servire per il match stavolta subendo il break addirittura a zero. Si andava così poco dopo al tie-break dove non c’era storia: 7-0 Schwartzman. ll tennista di Buenos Aires peccava un po’ di killer instinct all’inizio del quinto, restituendo per due volte il break al sudafricano. Ma Anderson era ormai groggy: a Schwartzman bastava restare calmo, senza strafare, per infilare una serie di quattro giochi consecutivi che gli permetteva di approdare per la prima volta in carriera ai quarti di finale dell’Open di Francia.

DELPO QUANTO BASTA – Un break per set e Juan Martin del Potro chiude in tre set la pratica John Isner, qualificandosi per la terza volta in carriera ai quarti di finale del torneo parigino. La terra rossa non è la superficie d’elezione dell’argentino, che però vi si adatta molto meglio rispetto al tennista statunitense. E mixando sapientemente potenza e variazioni di velocità ed effetti ha tenuto costantemente in mano il pallino del gioco, senza dare mai l’opportunità al suo avversario di cambiare l’inerzia del match (“sono sceso in campo con l’idea di tenere il servizio per poi sfruttare le occasioni che sarei riusciti ad avere sul servizio. È andato tutto come pianificato.“). Per lui ora la sfida contro il “gemello” Marin Cilic (entrambi nati del settembre 2009, a pochi giorni di distanza) con cui è in vantaggio per 10-2 negli scontri diretti: “Ci conosciamo da quando eravamo ragazzi e quindi so che mi attende un match duro. Lui è un giocatore completo, solido, sarà una partita punto a punto”.

Si trattava della prima sfida del torneo maschile tra due top ten (del Potro n. 6, Isner n. 10) e dell’undicesima tra i due giocatori, ma la prima sulla terra rossa. Isner si affidava come al solito allo schema servizio-dritto e cercava di essere aggressivo alla risposta per tentare di sopperire all’evidente inferiorità non appena gli scambi si prolungavano oltre i tre colpi. Ma sulla terra un po’ scivolosa del Suzanne Lenglen non riusciva praticamente mai ad impensierire seriamente il tennista argentino nei suoi turni di battuta. Del Potro era molto concentrato e attento a sfruttare le rare occasioni che Isner concedeva al servizio. Arrivava così il break al settimo gioco che la Torre di Tandil non aveva problemi a difendere fino alla fine del parziale, chiuso 6-4. La storia si ripeteva nel secondo set, dopo che Isner aveva avuto un paio di occasioni per strappare il servizio nel terzo game annullate senza grossi patemi dall’argentino. Che continuava a dare la sensazione di controllare il match e di attendere soltanto il momento giusto per piazzare la zampata vincente. Isner cercava di mescolare le carte, cercando anche la via della rete in più di un’occasione per cambiare l’inerzia del match. Ma la sensazione è che stesse cercando di applicare un piano C, perché le tattiche preferite e consolidate non stavano dando i risultati sperati. Ed in genere i piani C è difficile che funzionino, specie a questi livelli. Ed infatti al settimo game – di nuovo – arrivava il break a favore di del Potro, con Isner che probabilmente se l’era sentita che stava per succedere quando aveva urlato un “stupid machine” al macchinario che aveva segnalato un net sul servizio nel punto che poi lo avrebbe portato sotto 15-30. Nessun problema invece nei propri turni di servizio per il campione dell’US Open 2009, che pochi minuti dopo si aggiudicava anche il secondo set per 6-4.

All’inizio del terzo set la sensazione era che a credere ad un comeback di Isner fosse solo la tifosa afroamericana che continuava ad incitarlo ad ogni cambio di campo. Long John cercava di non deluderla proprio subito subito ed annullava due palle break nel tentativo di rimanere ancora nel match. Ma capitolava nel turno di battuta successivo. La partita non aveva altro da dire, con del Potro che era attentissimo a non dare alcuna chances e con il terzo 6-4 raggiungeva il connazionale Schwartzman nei quarti. Era dal 2005 (Canas e Puerta) che due argentini non arrivavano tra i primi otto a Parigi. Ma mentre Schwartzman ha un compito proibitivo contro Rafa Nadal, questo del Potro può legittimamente aspirare a raggiungere nuovamente la semifinale, nove anni dopo quella persa 6-4 al quinto contro Roger Federer.

Risultati:

[11] D. Schwartzman b. [6] K. Anderson 1-6 2-6 7-5 7-6(0) 6-2
[1] R. Nadal b. M. Marterer 6-3 6-2 7-6(4)
[5] J.M. del Potro b [9] J. Isner 6-4 6-4 6-4
[3] M. Cilic vs [18] F. Fognini 6-4 6-1 3-6 6-7(4) 6-3

Il tabellone maschile

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Roland Garros: Halep da corsa, ora Kerber. Dasha completa l’opera https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/04/roland-garros-halep-wozniacki-kasatkina-kerber-garcia-muguruza/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/04/roland-garros-halep-wozniacki-kasatkina-kerber-garcia-muguruza/#respond Mon, 04 Jun 2018 11:21:40 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262302 PARIGI - Terzo quarto a Parigi per la n.1 del mondo. Super Kerber contro Garcia. Kasatkina fa fuori Wozniacki, primo quarto Slam. Sarà Muguruza-Sharapova]]>

da Parigi, la nostra inviata Laura Guidobaldi

SIMONA MANDA SEGNALI – Simona Halep (1 WTA, tds 1) compie il suo dovere di favorita eliminando dal torneo la belga Elise Mertens (16 WTA, tds 16) al termine di un incontro con poca storia. Prosegue la caccia di Simona al Santo Graal del primo titolo Slam che sembra per lei una chimera irraggiungibile, soprattutto dopo le due drammatiche finali perse lo scorso anno proprio qui contro Ostapenko e pochi mesi fa a Melbourne di fronte a Wozniacki. Oggi si è avuta un poco di partita soltanto nel set iniziale, nel quale la numero uno del mondo si prende due break, il primo dopo lotta infinita ai vantaggi, e sul 5-2 chiude col servizio alla prima occasione. Simona è solida, non soffre mai in battuta e abbatte le resistenze della belga che nel secondo parziale non esiste. Solo la generosità della numero uno del mondo, la quale restituisce un break trovando il modo di spedire incredibilmente out uno smash a mezzo metro dalla rete, le evita un poco onorevole bagel. Halep ai quarti del Roland Garros (per la terza volta in carriera) contro Angelique Kerber: i precedenti dicono 5-5.

LA PRIMA VOLTA DI DASHA – Niente da fare per la n. 2 del mondo Caroline Wozniacki che soffre particolarmente il gioco di Daria Kasatkina. Per Daria è la terza vittoria di fila sulla danese nel 2018 e approda così ai suoi primi quarti di finale in un torneo dello Slam. La 21enne ha giocato come il gatto col topo con Caroline che, dopo l’interruzione di ieri sera sul 7-6 3-3 per l’avversaria (sull’1-1 del secondo set entrambe avevano chiesto di interrompere l’incontro a causa dell’oscurità), non ha messo a segno neanche un game, cedendo così per 7-6(5) 6-3. Con colpi profondi, precisissimi e di grande varietà, Kasatkina ha “ubriacato” Wozniacki che, nonostante il suo “muro” e la sua mobilità, finiva per andare fuori giri. Continua dunque l’ottimo momento per l’attuale n. 14 del mondo che si era issata in finale a Dubai (perdendo poi contro Svitolina) e al Premier Mandatory di Indian Wells, sconfitta da Osaka. “Sin dall’inizio sognavo una partita come questa. Grazie al mio coach, al mio team e a questo fantastico pubblico” grida una felice ed emozionata Daria al microfono di Fabrice Santoro. Ora sfiderà Sloane Stephens, vittoriosa ieri su Kontaveit.

Daria Kasatkina – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

KERBER RAGGIUNGE HALEP  La Francia esaurisce i singolaristi con la sconfitta di Caroline Garcia per mano di Angelique Kerber, un umiliante 6-2 6-3 che annulla del tutto le speranze di vedere almeno un francese sul podio. Brekkata nel primo game di ogni set, Garcia esprime solo le briciole del suo tennis. Infatti non basta un Suzanne Lenglen quasi pieno che urla “Caro! Caro!”. Non basta il boato della folla ad ogni punto… perché anche se sei Caroline Garcia ma ti muovi solo un pelo più lentamente di quanto sai fare, dall’altra parte c’è Angelique Kerber che ha dalla sua un’arma in più: la pazienza del palleggio. Anche quando all’ottavo gioco del secondo set, 5 a 1 per Kerber, Garcia annulla di orgoglio quattro match point e vince due game di fila, la tedesca non crolla ma aspetta, si prende la sua pausa e nel game successivo demolisce definitivamente la francese, che più volte nel corso del match aveva rivolto lo sguardo al padre-coach, lanciando eloquenti occhiate di sconforto.

LA SFORTUNA DI LESIA – Incredibile epilogo di match di ottavi di finale del Roland Garros: Garbine Muguruza approfitta del ritiro della sua avversaria Lesia Tsurenko dopo appena due giochi ed accede così ai quarti del torneo. Davvero sfortunata la giocatrice ucraina: al suo primo incontro di ottavi in terra francese è costretta a fermarsi a causa di un infortunio alla gamba sinistra (si sospetta il tendine) senza potersi giocare le sue chance contro l’ex detentrice del titolo. Poco da dire sulla partita, che inizia tardissimo spostata sul campo 1, per consentire il completamento degli ottavi di finale di entrambi i tabelloni entro la giornata odierna nonostante incombenti nuvoloni di pioggia sullo stadio. Tsurenko prova a giocarsi la sua partita, ma la fasciatura all’inguine sinistro non fa presagire nulla di buono. E infatti si vede subito che non riesce a muoversi bene e che sente dolore. Garbine strappa in apertura il servizio alla sua avversaria e senza troppi problemi tiene agevolmente il suo successivo turno di gioco. La partita si chiude subito dopo, con l’ucraina che gioca due colpi prima di toccarsi la gamba e fare cenno di resa all’arbitro. Davvero un peccato non aver potuto vedere lo scontro tra le due giocatrici, balbettanti nei tornei di preparazione allo slam parigino (Tsurenko addirittura eliminata al primo turno sia a Roma che a Madrid) ma davvero in palla in questi primi 3 turni. Muguruza in quarti affronterà Maria Sharapova, anche lei beneficiaria del ritiro di Serena Williams prima dell’inizio del match. Il turno di riposo goduto da entrambe le farà arrivare fresche all’appuntamento, prefigurando una partita entusiasmante.

hanno collaborato Raffaello Esposito, Michele Blasina e Lorenzo Fattorini

Risultati:

[1] S. Halep b. [16] E. Mertens 6-2 6-1
[14] D. Kasatkina b. [2] C. Wozniacki 7-6(5) 6-3
[28] M. Sharapova b. S. Williams W/O
[12] A. Kerber b. [7] C. Garcia 6-2 6-3
[3] G. Muguruza b. L. Tsurenko 2-0 rit.

Il tabellone femminile

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Roland Garros: Cecchinato nella Storia, è nei quarti di finale https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/03/roland-garros-cecchinato-nella-storia-e-nei-quarti-di-finale/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/03/roland-garros-cecchinato-nella-storia-e-nei-quarti-di-finale/#respond Sun, 03 Jun 2018 17:32:42 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262091 PARIGI - Battuto in 4 set uno stanco David Goffin, è il nono giocatore italiano a raggiungere i quarti in uno Slam nell'Era Open. Affronterà Novak Djokovic]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 22- Ceck this out!

M. Cecchinato b. [8] D. Goffin 7-5 4-6 6-0 6-3  (da Parigi, il nostro inviato)

Marco Cecchinato, che il più ottimistico tra i bookmakers dava vincente a 4,50, centra i quarti di finale del Roland Garros, al termine di una prova di grandissima sostanza e continuità contro un David Goffin molto falloso e stanco (“Oggi non ho avuto grandi problemi fisici, ma ero molto provato e verso la fine del match mi mancavano molte delle energie necessarie. Poi mi faceva male il braccio, ma lui era molto costante e solido”), ma i meriti del siciliano sono inattaccabili, specie quando ha reagito da campione vero al secondo set perso per la scarsa attitudine ad affrontare un giocatore esperto come il n.9 del mondo, che sotto 3-2 ha chiamato il MTO incidendo sulla concentrazione dell’italiano. Perso il set, Marco ha proseguito come se nulla fosse, centrando un incredibile bagel nel terzo set e poi rimontando un break di svantaggio nel quarto.

È la prima vittoria contro un top 10 per lui, nono italiano a raggiungere i quarti di finale Slam nell’Era Open. Se domani vincerà anche Fognini contro Cilic, avremo per la seconda volta due italiani in un quarto di un Major, dopo il Roland Garros del 1973 (Bertolucci e Panatta). Ora è virtualmente n.42 del mondo, che diventerà realtà se Maximilian Marterer non compirà il miracolo assoluto di eliminare Rafa Nadal. “E’ il giorno più bello della mia vita. La vera differenza rispetto al passato è che dalla pre-season fino ad oggi mi concentro su ogni punto. Un anno fa mi sarei anche potuto accontentare: ho battuto Carreno Busta che è un grandissimo giocatore, ma quest’anno dopo quel match volevo andare avanti. E voglio andare avanti anche ora contro Novak. Quanto a questo torneo, il match con Copil in rimonta da 2-0 sotto è stato molto importante. Ho tanta fiducia“.

Lo attende adesso Novak Djokovic, che dopo l’ottima prova contro Fernando Verdasco ha spiegato in esclusiva a Ubitennis di che lo conosce benissimo: ”Il fatto che ci siamo allenati insieme tante volte all’Accademia di Riccardo Piatti, che io conosco il suo gioco come lui conosce il mio, mi fa credere che non dovrebbero esserci sorprese da questo punto di vista. Quello che è certo è che per lui si tratterà di una esperienza del tutto nuova, un quarto di finale Slam. Non così per me, che l’ho vissuta già molte volte. Di conseguenza dovrò stare molto attento all’inizio, perché lui molto probabilmente entrerà in campo con l’obiettivo di rimanere rilassato e giocare il match della vita“.

IL PERCORSO

1° turno vs Copil
2° turno vs Trungelliti
3° turno vs Carreno Busta

Davanti al folto pubblico domenicale, favorito anche da un clima quasi perfetto (25 gradi accarezzati da una brezza soave come un buon vino bianco italiano…), Cecchinato entra subito nel match: pochi errori, servizio affidabile, colpi dal fondo solidi e il ricorso sapiente – mai esagerato – alle palle corte, eseguite benissimo. In particolare il rovescio gira che è una meraviglia, con quel modo di colpirlo alzando la testa della racchetta verso l’alto che ricorda da vicino lo stile di Guga Kuerten. Un collega lo trova invece simile a quello di Wawrinka, anche se lui ci spiega: “Voglio assomigliare solo a Cecchinato“. Il pubblico è quasi tutto per Goffin (il Belgio non è lontano, questa mattina avevamo davanti a noi nel lungo rettilineo alberato all’ingresso dell’impianto due tifosi avvolti dal vessillo belga), ma a vincere il primo set, con pieno merito, è il siciliano, che sul 6-5 servizio Goffin (senza break) mette la giusta pressione all’avversario, inducendolo all’errore (un doppio fallo e due rovesci, uno lungo e uno in rete).

Nel secondo set il n.9 del mondo fa ricorso a tutta la sua esperienza per annullare 5 palle break (ad ogni game: una nel primo, tre nel secondo e uno nel terzo) a un Cecchinato on fire (che a cavallo di fine primo set e inizio secondo inanella 8 punti consecutivi). Il miglior belga di tutti i tempi, però, è un vecchio volpone e chiede, sotto 3-2, il MTO, col fisioterapista che gli massaggia a lungo il polso. Il vincitore di Budapest sale fino a 4-3, ma a quel punto uno smash sparacchiato in rete, una gran risposta di rovescio, un maledetto (ma non certo casuale) doppio fallo e un drittaccio largo consegnano alla tds n.8 il set, portato a casa sebbene in risposta abbia messo insieme solo 8 punti. Marco esce dal campo per un bisogno fisiologico, ma forse anche mentale. Funziona, perché alla ripresa il venticinquenne che si allena a Bologna strappa finalmente la battuta all’avversario al settimo tentativo (se consideriamo anche i 5 break-point falliti del secondo set), evidentemente prendendo alla lettera l’esortazione di un tifoso azzurro: “Dai con ‘ste palle break“. Il vincente di dritto lungo linea dopo un’ora e 37 minuti è da applausi. A quel punto, con enorme sorpresa, il campione di Tokyo sparisce dal campo, cimentandosi in errori a ripetizione. Uno smash orribile in rete gli fa “conquistare” un bagel clamoroso. David esce dal campo: ci può stare dopo le due ore della prosecuzione del match di ieri, ma la sensazione che la sua sia solo tattica rimane.

Nel quarto parziale – mentre un tifoso belga si prodiga in urla da italopiteco che farebbero rabbrividire Gianni Clerici, vero grande assente di questa edizione – l’artefice principale delle due finali di coppa Davis del Belgio si riprende, riducendo il numero di gratuiti (il match sale di livello), anche se scuote la testa (lui di solito non esterna quasi niente). Il break del n.9 ATP arriva così senza preavviso, ma è un fuoco di paglia. Cecchinato fatica, perché se serve sotto i 170 all’ora l’avversario lo castiga, ma mantiene i nervi saldissimi e trova due break consecutivi capitalizzando al massimo la rottura prolungata del top ten. Va a servire per il match sul 5-3 e non trema, prima di stendersi a terra. Oggi è il giorno di Marco Cecchinato, che ringrazia il pubblico per il tifo.

Gli italiani nei quarti dei tornei dello Slam

1928: De Morpurgo, Wimbledon
1929: De Morpurgo, Roland Garros
1930: De Morpurgo, Roland Garros
1931: De Stefani, Roland Garros
1932: De Stefani, Roland Garros
1934: De Stefani, Roland Garros
1935: De Stefani, Australian Championships
1947: Cucelli, Roland Garros
1948: Del Bello, Roland Garros
1948: Cucelli, Roland Garros
1949: Cucelli, Roland Garros
1953: Gardini, Roland Garros
1955: Merlo, Roland Garros Pietrangeli, Wimbledon
1956: Merlo, Roland Garros – Pietrangeli, Roland Garros
1957: Pietrangeli, Australian Championships
1958: Merlo, Roland Garros
1959: Pietrangeli, Roland Garros
1960: Pietrangeli, Roland Garros – Sirola, Roland Garros – Pietrangeli, Wimbledon
1961: Pietrangeli, Roland Garros
1962: Pietrangeli, Roland Garros
1963: Pietrangeli, Roland Garros
1964: Pietrangeli, Roland Garros

Era Open

1970: Mulligan, Roland Garros
1972: A. Panatta, Roland Garros
1973: Bertolucci, Roland Garros – A. Panatta, Roland Garros
1975: A. Panatta, Roland Garros
1976: A. Panatta, Roland Garros
1977: A. Panatta, Roland Garros – Barazzutti, US Open
1978: Barazzutti, Roland Garros
1979: A.Panatta, Wimbledon
1980: Barazzutti, Roland Garros
1991: Caratti, Australian Open
1995: Furlan, Roland Garros
1998: Sanguinetti, Wimbledon
2011: Fognini*, Roland Garros  (*non disputato)

Il tabellone maschile

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Roland Garros: Zverev, sei grande. Primo quarto col terzo quinto https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/03/roland-garros-zverev-sei-grande-primo-quarto-col-terzo-quinto/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/03/roland-garros-zverev-sei-grande-primo-quarto-col-terzo-quinto/#respond Sun, 03 Jun 2018 12:48:14 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262095 PARIGI - Terza vittoria consecutiva al quinto set per Sascha. Battuto Khachanov. Nel suo primo quarto a livello Slam troverà Dominic Thiem ]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 22- Ceck this out!

[2] A. Zverev b. K. Khachanov 4-6 7-6(4) 2-6 6-3 6-3 (da Parigi, il nostro inviato)

Come dice Rafa Nadal, uno che da queste parti qualcosina ha vinto, “negli Slam conta solo vincere, non importa come”. E dunque alla fine, ha ancora una volta ragione Sascha Zverev, che per la terza volta di fila la spunta al quinto set e sempre recuperando da una situazione di due set a uno sotto. Il tedesco centra così il primo quarto di finale in uno Slam, il più giovane a farlo a Parigi dai tempi di del Potro 2009, settimo del suo paese (l’ultimo Tommy Haas cinque anni fa). Lo fa al termine dell’ennesima maratona, nella quale ha alternato buone cose a errori sciagurati e scelte tattiche discutibili.

Alexander Zverev – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

SASCHA RECIDIVO – Appare chiaro a questo punto come a Sascha piaccia terribilmente complicarsi la vita. Dopo i patemi dei turni precedenti, culminati nel match point salvato al bosniaco Dzhumur venerdì scorso, il tedesco regalava il primo set con uno sciagurato game di servizio sul 4-5 quando scivolava 0-40 senza particolari meriti del suo avversario, litigava con il giudice di sedia per una chiamata dubbia e finiva per capitolare sul terzo set point con un passante di rovescio in corridoio. Sotto la canicola del Lenglen, Khachanov era bravo a picchiare con il diritto ma una serie di errori concedeva a Sascha di portarsi in vantaggio. Al momento di chiudere il secondo parziale sul 5-4 e servizio Zverev pensava bene di ricacciarsi nei guai, gettando letteralmente alle ortiche tre set point (smash in rete, volée di rovescio da club e errore di rovescio inspiegabile) nel game più lungo della partita (16 punti) e vedendosi costretto ad un delicato tiebreak. Che diveniva il festival degli errori e delle scelte tattiche scellerate, con sette dei primi otto punti vinti dal giocatore in risposta. Alla fine occorreva la mano di Khachanov, sotto forma di un doppio fallo e di un errore di diritto per consentire al numero 3 del mondo di pareggiare i conti.

SOLIDO KAREN – La ritrovata parità tuttavia non dava la prevista serenità al tedesco. Anzi era Kachanov a prendere in mano decisamente il pallino del gioco, costringendo Sascha ad affannate rincorse da fondocampo. Il numero tre del mondo appariva anche leggermente in difficoltà dal punto di vista fisico ed il parziale scivolava rapidamente in mano russa (6-2). Quando era sull’orlo del baratro (2-2 15-40) nel quarto set, Sascha trovava energie inaspettate anche grazie al sostegno del Lenglen. Scampato il pericolo, sorprendeva Karen nel sesto gioco (che ci metteva del suo con un doppio fallo ed un errore di diritto), e dopo due ore e cinquanta apriva le porte al terzo quinto set di fila, non senza aver nuovamente balbettato al momento di chiudere il parziale (6-3 ma palla del controbreak con regalo di Khachanov).

FINALE SENZA THRILLING – Il russo stavolta accusava il colpo e il break in apertura metteva la partita in discesa per Zverev. Resta in ogni caso davvero sorprendente la facilità con cui Sascha dopo oltre tre ore di una partita giocata male, inizi regolarmente a sistemare il suo gioco e a dare la netta sensazione ai suoi avversari che il match è nelle sue mani. Dovrà sicuramente migliorare e crescere per poter duellare alla pari con i califfi di questo sport negli Slam, ma questa è una caratteristica dei campioni.

Il tabellone maschile

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Roland Garros: Thiem fa sul serio, Djokovic facile https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/03/roland-garros-thiem-nishikori-djokovic-verdasco/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/03/roland-garros-thiem-nishikori-djokovic-verdasco/#respond Sun, 03 Jun 2018 10:01:23 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262128 PARIGI - Per il terzo anno consecutivo l'austriaco è nei quarti: battuto Nishikori, ora la sfida con Zverev. L'ex n. 1 del mondo supera in tre set Verdasco]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 22- Ceck this out!

da Parigi, i nostri inviati Ilvio Vidovich e Laura Guidobaldi

NOLE CRESCE – Dopo un partenza molto nervosa per entrambi, Novak Djokovic si scrollava di dosso sia la tensione che Fernando Verdasco e raggiungeva per la dodicesima volta i quarti di finale a Parigi (record dell’era Open:  staccati Federer e Nole, anche se ovviamente domani il maiorchino molto probabilmente lo raggiungerà). Con un match abbastanza solido e ordinato il 12 volte campione Slam regolava in tre set il tennista madrileno, finito spesso fuori giri nel tentativo di sfondare il muro serbo. Il gioco dell’ex n.1 del mondo non è ancora quello dei tempi migliori (specie nella fase di transizione da difesa ad attacco sbaglia ancora più del dovuto), ma è stato ampiamente sufficiente per battere per l’undicesima volta in quindici sfide il mancino spagnolo.

Sarà che da una parte c’era un Djokovic che “vedeva” la possibilità di tornare in una semifinale Slam che gli manca da New York 2016, dato che con Verdasco agli ottavi ed il vincente di Cecchinato – Goffin nei quarti uno non può chiedere molto di meglio in uno Slam. Sarà che dall’altra parte della rete il 34enne iberico era consapevole di non trovarsi davanti il giocatore che non batte dal 2010 e quindi di avere l’occasione di arrivare per la prima volta, alla 15esima partecipazione, ai quarti dell’Open di Francia. Sta di fatto che all’inizio, come dicevamo, la tensione si tagliava con il coltello ed i due giocatori ci mettevano mezz’ora a completare tre game costellati di errori. Come la storia delle rispettive carriere racconta, chi ne commetteva di più e proprio quando non avrebbe dovuto era il tennista spagnolo, che nel quarto game cedeva il servizio facendosi rimontare da 40-15. Era il break che decideva il primo parziale, in cui la qualità del gioco rimaneva comunque bassina (33 errori non forzati in totale, 15 Nole, 18 Nando.)

Con il passare dei game Djokovic diventava più solido ed ordinato, riducendo notevolmente il numero di unforced (anche se ancora con qualche passaggio a vuoto di troppo). Non così Verdasco, che continuava a sbagliare molto con entrambi i fondamentali (saranno 48 gli errori non forzati alla fine). Due break nel secondo per Nole – con solo un piccolo black out quando ha perso il break di vantaggio nel sesto gioco, prima di riprenderselo senza grosse difficoltà nel game successivo – e il set era appannaggio del serbo con il punteggio di 6-4. Verdasco a quel punto non ci credeva più ed il terzo parziale era una pura formalità che Djokovic chiudeva 6-2.
Ora lo attende la sfida con la grande sorpresa del torneo, l’azzurro Marco Cecchinato.

IN ESCLUSIVA PER UBITENNIS – Djokovic sul prossimo match di Cecchinato: Il fatto che ci siamo allenati insieme tante volte, che io conosco il suo gioco come lui conosce il mio, mi fa credere che non dovrebbero esserci sorprese da questo punto di vista. Quello che è certo è che per lui si tratterà di una esperienza del tutto nuova, un quarto di finale Slam. Non così per me, che ci l’ho vissuta già molte volte. Di conseguenza dovrò stare molto attento all’inizio, perché lui molto probabilmente entrerà in campo con l’obiettivo di rimanere rilassato e giocare il match della vita”.

THIEM AUTORITARIO – L’austriaco si regala la prima vittoria in carriera contro Kei Nishikori (aveva perso i due precedenti scontri diretti) e inanella il suo terzo quarto di finale a Parigi con lo score di 6-2 6-0 5-7 6-4. Pressoché perfetto nei primi due set, grazie anche a un Nishikori quasi “assente” e del tutto impacciato, nel terzo Dominic sente maggiormente la tensione, mentre l’avversario si scuote e riesce ad alzare il livello del proprio tennis. Tuttavia, nella quarta frazione, Thiem conferma maggiore solidità e lucidità.

Fin dall’inizio Nishikori si fa sorprendere dal tennis più incisivo di Thiem, che allunga il passo sul 3-1 per prendere poi le distanze sul 5-2. Più preciso e solido l’austriaco che, nonostante rimanga molto lontano dalla linea di fondo (ma è una delle sue caratteristiche), fa esplodere dalle sue corde colpi più pesanti e tesi. Troppo falloso e incostante il giapponese che, dal canto suo, resta ingarbugliato in un gioco monocorde e senza spinta, costretto sempre a rincorrere. Bastano 27 minuti a Thiem per agguantare il primo parziale per 6-2. Il n. 8 del mondo è sempre in spinta, aggressivo e propositivo, pressa Kei che viene continuamente scaraventato indietro e, già in apertura di secondo set, il giapponese cede il servizio per poi, gioco dopo gioco, avviarsi inesorabilmente verso un doloroso bagel. L’inerzia del match cambia nel terzo parziale. Kei comincia a reagire, a proiettarsi in avanti e ad essere più aggressivo. Ora c’è equilibrio tra i due e, alla fine, il terzo set è appannaggio del giapponese per 7-5, con l’austriaco che si fa assalire dalla tensione. La sua reazione però non si fa attendere. Nonostante Kei continui a mostrarsi più lucido e fresco rispetto all’inizio dell’incontro, Thiem riesce a mettere a segno il break sul 3-3 per poi allungare il passo sul 5-3. Il secondo matchpoint è quello buono e, per il terzo anno consecutivo, Dominic accede ai quarti a Parigi. “Nei primi due set ho giocato un tennis fantastico, anche se il mio avversario non ha giocato al meglio“, afferma l’austriaco. “Poi lui ha alzato il livello e io ho subìto un po’ la tensione. È la prima volta che disputo un match sul Centrale senza giocare contro Rafa (ride) ma sono così felice e queste condizioni, con il caldo e la terra un po’ più veloce, mi piacciono molto“. Ora per Dominic Thiem ci sarà Alexander Zverev, vittorioso su Khachanov al quinto set. Si tratta della terza vittoria consecutiva al quinto set a Parigi per il 21enne tedesco.

Risultati:

[2] A. Zverev b. K. Khachanov 4-6 7-6(4) 2-6 6-3 6-3
[7] D. Thiem b. [19] K. Nishikori 6-2 6-0 5-7 6-4
[20] N. Djokovic b. [30] F. Verdasco 6-3 6-4 6-2
M. Cecchinato b. [8] D. Goffin 7-5 4-6 6-0 6-3

Il tabellone maschile

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Roland Garros: Keys e Stephens straripanti https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/03/roland-garros-keys-buzarnescu-stephens-kontaveit-wozniacki-kasatkina/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/06/03/roland-garros-keys-buzarnescu-stephens-kontaveit-wozniacki-kasatkina/#respond Sun, 03 Jun 2018 09:30:16 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=262098 PARIGI - Le due statunitensi dominano Buzarnescu e Kontaveit. Putintseva ai quarti di finale per la seconda volta in tre anni. Sospesa per oscurità Kasatkina-Wozniacki]]>

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 22 – Ceck this out!

da Parigi, i nostri inviati

BOOM BOOM KEYS – In una giornata perfetta per il tennis, Madison Keys (13 WTA, tds 13) prende a pallate per un’ora la mancina romena Mihaela Buzarnescu (33 WTA, tds 13), clamorosamente vittoriosa contro Elina Svitolina, e passa ai quarti agevolmente in due set. Madison parte forte e mostrando tutte le sue doti di fluida e formidabile colpitrice mette a segno un filotto di 12 punti sui 14 iniziali. Colpi a rimbalzo e servizio viaggiano a meraviglia, palla pesante e lunghissima con qualche perla come il dritto in corsa e contropiede che le dà il secondo break. 6-1 facile, Lindsay Davenport applaude soddisfatta in tribuna. Secondo set pressoché identico in principio, perché Buzarnescu non smette i panni di Babbo Natale. Inizialmente sembra che il secondo parziale possa raccontare cose diverse ma un break al terzo gioco fa subito capire che la fine è vicina. Perfino quel volpone di Ion Tiriac abbandona la tribuna. Buzarnescu comincia a centrare il campo quando ormai è troppo tardi. Ace finale e prima volta nei quarti di finale per la statunitense, che si troverà ora di fronte Putintseva.

RULLO STEPHENS – Anett Kontaveit (24 WTA, tds 25) fallisce la classica prova del nove e cede nettamente al cospetto della campionessa degli US Open 2017 Sloane Stephens (10 WTA, tds 10). Ma sembra non sia stata solo colpa sua. A poco dall’inizio delle ostilità la tennista lettone accusa un malessere non meglio definito che le impedisce di combattere ad armi pari. Non è chiaro cosa le accada, sta di fatto che da quel momento sembra che fatichi a respirare e non centra più il campo. Si è sul 2-1 per lei quando la luce si spegne e da quel momento in poi è solo una (neanche tanto) lunga attesa della fine. Stephens si rende conto della situazione e si limita a rimettere in gioco la pallina contando sull’ errore che giunge puntuale. Il pubblico parigino ce la mette tutta per rincuorare Anett ma senza esito. Undici giochi consecutivi di Stephens pongono fine velocemente a un match che di fatto non c’è stato e la proiettano ai quarti dove se la vedrà o contro il talento di Kasatkina o contro “murodigomma” Wozniacki.

IMPERTERRITA PUTINTSEVA – Yulia Putintseva, classe 1995 e n. 98 WTA – vince per la prima volta con Barbora Strycova. La ceca si era infatti imposta nei loro due precedenti ma, quest’oggi, non c’è stato nulla da fare. Solida e determinata la kazaka che si è rivelata molto più precisa e lucida di Barbora, vittima di troppi errori (33 gratuiti). Yulia, non c’è dubbio, si trova a suo agio a Porte d’Auteuil poiché, a 23 anni, accede ai quarti di finale a Parigi per la seconda volta (la prima nel 2016, sconfitta da Serena Williams) e, nel 2017, si era issata al terzo turno, perdendo poi da Muguruza. La Strycova non ha sfruttato al meglio esperienza e savoir faire cedendo all’avversaria per 6-4 6-3. In particolare al primo turno, la Putintseva era stata giustiziera di Johanna Konta, n. 22 del seeding; ora sfiderà Madison Keys che ha liquidato la pratica Buzarnesco con un netto 6-1 6-4.

ha collaborato Raffaello Esposito

Risultati:

[13] M. Keys b. [31] M. Buzarnescu 6-1 6-4
Y. Putintseva b. [26] B. Strycova 6-4 6-3
[10] S. Stephens b. [25] A. Kontaveit 6-2 6-0
[14] D. Kasatkina vs [2] C. Wozniacki 7-6(5) 3-3 sospesa per oscurità

Il tabellone femminile

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