Ubitennis https://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Sun, 20 Jan 2019 21:26:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Federer non è il solo sconfitto di giornata. Tante sorprese https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/federer-non-e-il-solo-sconfitto-di-giornata-tante-sorprese/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/federer-non-e-il-solo-sconfitto-di-giornata-tante-sorprese/#respond Sun, 20 Jan 2019 18:11:55 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285822 MELBOURNE - K.o. anche l’altro finalista del 2018, Cilic. Bautista Agut non molla. Tiafoe che compleanno, Nadal irresistibile. Fuori Kerber, Stephens e Sharapova. Kvitova in finale? ]]>

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i nostri inviati a Melbourne

L’appuntamento di Roger Federer con il centesimo titolo è rimandato. A quando? Non lo si può sapere, così come non si può sapere se Tsitsipas diventerà n.1 del mondo, però sembra sulla strada giusta. “Sono l’uomo più felice della terra in questo momento…” E c’è da credergli. È riuscito a non perdere mai il servizio con Federer, salvando 12 palle break. E non l’aveva perso contro il campione svizzero neppure nella Hopman Cup, come ha ricordato per primo lo stesso Federer.

Ha 21 anni, Tsitsipas, e la sua vittoria sul campione in carica (delle due ultime edizioni e di sei in tutto) ricorda molto quella che Roger Federer ottenne a Wimbledon negli ottavi di finale del 2001 su Pete Sampras, detentore del titolo (e di sette Wimbledon). “Già, che coincidenza – ha detto lo stesso Tsitsipas – erano ottavi di finale allora…”. Non solo: anche Tsitsipas gioca un rovescio a una mano straordinario, ha un gran servizio, una gran classe e anche… i capelli lunghi come aveva Roger all’inizio del terzo millennio. Federer battè Sampras 76 57 64 67 75. Stavolta la vittima è stata lui. A batterlo è stato un ragazzo greco di 21 anni e n.15 del mondo, nato per l’appunto il 12 agosto come Pete Sampras. Quel ragazzone greco che lo scorso anno a Toronto aveva battuto 4 top-ten di fila, Thiem, Djokovic, Zverev e Anderson, prima di arrendersi in finale a Nadal.

Peraltro non ha perso solo Federer, che peraltro per le tre ore di gioco ha dimostrato di essere abbastanza a posto fisicamente – soltanto nel finale si vedeva che arrivava in ritardo, che spingeva un po’ meno, che giocava un po’ corto – ma ha perso anche il finalista di un anno fa a Melbourne, Marin Cilic, sorpreso da Bautista Agut che dopo aver vinto a Doha è capace anche di dar fastidio a Tsitsipas che magari potrebbe far fatica a riprendersi dalla sbornia post-Federer.

Va ricordato che quando Federer battè Sampras poi non vinse il torneo. Lo avrebbe vinto due anni dopo. È sempre difficile per un giovane restare con i piedi per terra dopo un grande successo. Lo spagnolo sarà per il greco la classica prova del nove. “Devo cercare di restare umile – ha continuato a ripetere Tsitsipas in conferenza stampa – è un sogno aver giocato per la prima volta sulla Rod Laver Arena, contro il mio idolo di sempre e battere una leggenda del nostro sport. Ma questo non significa che ora sarò io a vincere il torneo…non ci penso proprio, un passo alla volta”.

La stessa cosa potrebbe dire Frances Tiafoe nel giorno del suo compleanno. Dopo aver battuto il nostro Seppi il ragazzo che imita i campioni del basket, e LeBron in particolare, nelle sue esultanze, ha battuto anche Dimitrov (semifinalista qui una volta e nei quarti altre due), in 4 set. Splendido l’abbraccio sportivo di Grigor al suo giustiziere e emozionanti le lacrime di Frances: “10 anni quando dissi ai miei genitori che volevo diventare un professionista del tennis, mi guardarono come se fossi matto. Ora sono nei quarti di finale in uno Slam”.

Frances Tiafoe – Australian Open 2019 (via Twitter, @AustralianOpen)

Beh, il Next-Gen di Milano ha seminato bene: Tsitsipas aveva vinto a Milano e ha battuto nientemeno che Federer, De Minaur era stato finalista e ha vinto il torneo di Sydney, Tiafoe era stato un altro protagonista e ora è nei quarti a Melbourne, anche se contro il Nadal che ha dominato Berdych nei primi due set (per poi cancellargli un setpoint nel terzo) sarà dura. Rafa è sembrato di nuovo fortissimo. Eppure non giocava più un vero torneo dall’ultimo US Open.

La giornata è stata ricca di sorprese in campo femminile: cosa avesse Kerber per perdere 62 60 da Danielle Collins (che un anno fa era n.160 e dintorni…) davvero non so. Collins comunque è un gran bel personaggio e i lettori di Ubitennis meritano di saperne di più. Un assaggio è qui, nel resoconto della conferenza stampa di oggi; ma ne avevamo già parlato all’epoca del suo exploit di Indian Wells.

Anche Ashleigh Barty è personaggio niente male. Dopo che la Sharapova aveva così ben giocato contro la Wozniacki e aveva vinto il primo set con l’australiana, non molti avrebbero scommesso su lei (che tre anni fa aveva mollato il tennis per darsi al cricket). Maria ha subito tali e tanti fischi per la lunga passeggiata alla Toilette (7 minuti!) che ne è rimasta turbata. A una ragazza della sua esperienza non avrebbe dovuto succedere. Alla fine ha vinto Barty al quarto match point con il punteggio di 46 61 64 in 2h e 22m. Non una sorpresa poi così clamorosa. Molti la vedevano anzi favorita.

Ma la sconfitte di Kerber, che ha perso il primo set in 20 minuti e poi, dopo quel 60 anche 62, non poteva essere prevista. È chiaro che non stava bene. Verrebbe voglia di scrivere che è stata ridimensionata bruscamente anche Anisimova, che ha subito un 62 61 da Kvitova in 59 minuti, ma se Kvitova giocasse sempre così farebbe vedere i sorci verdi a tutte.

Quel che non ci si attendeva è che perdesse, oltre alla Kerber laggù in basso, anche Stephens che era una delle undici candidate – ora sono quattro- alla corona di n.1 del mondo all’inizio del torneo nel caso che la Halep avesse perso presto. Pavlyuchenkova che già aveva sorpreso la Bertens e la Sasnovich adesso si misurerà con la Collins per arrivare a una semifinale contro chi vincerà fra Kvitova e Barty. Per me quindi Kvitova, che vedo in finale.

Ma ora si attende il duello fra Serena Williams e Simona Halep, che vi presentiamo qui, per quanto anche Muguruza-Pliskova sia una sfida tutta da vedere.

 

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Australian Open, il programma del Day 8: in mattinata Halep-Serena e Djokovic-Medvedev https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-day-8-dalle-09-halep-serena-williams-e-djokovic-medvedev/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-day-8-dalle-09-halep-serena-williams-e-djokovic-medvedev/#respond Sun, 20 Jan 2019 18:00:37 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285774 MELBOURNE – In sessione diurna (a partire dalle 02), Osaka-Sevastova e Zverev-Raonic. Muguruza vs Pliskova sulla Margaret Court Arena]]>

da Melbourne, il nostro inviato

Otto incontri programmati sui tre campi principali nell’ottava giornata dell’Australian Open 2019, che vedrà i giocatori sorteggiati nella parte alta del tabellone maschile e femminile scendere in campo per i rispettivi incontri di ottavi di finale.

Ad aprire il programma della Rod Laver Arena (non prima delle 02 italiane e al termine del doppio delle leggende tra i fratelli McEnroe e Leconte/Woodbridge) sarà il quinto confronto diretto in carriera tra Naomi Osaka e Anastasija Sevastova. Il bilancio dei precedenti è in perfetta parità, ma la giapponese ha vinto in rimonta l’ultimo giocato, ad inizio anno nei quarti di finale di Brisbane. A seguire scenderanno in campo Alexander Zverev e Milos Raonic. Due i precedenti, entrambi giocati nel 2017: successo in straight sets per Sascha sulla terra rossa di Roma, poi la vittoria in cinque set del canadese sull’erba di Wimbledon.

Il clou di giornata sarà la sessione diurna sulla RLA, che scatterà alle 09 italiane con l’atteso confronto tra la numero 1 del mondo Simona Halep e la sette volte campionessa dell’Australian Open Serena Williams. Sono nove i precedenti, tutti giocati tra 2011 e 2016: una sola vittoria per Halep, conquistata nel round robin delle WTA Finals di Singapore nel 2014 (le due si ritrovarono poi in finale e a trionfare fu Serena). A seguire occhi puntati su Novak Djokovic, impegnato in un match non semplice contro Daniil Medvedev, che non ha ancora smarrito nemmeno un set nel corso del torneo. Il numero 1 del mondo ha vinto entrambi i precedenti, giocati nel 2017 in Coppa Davis e sull’erba di Eastbourne.

Sulla Margaret Court Arena si inizierà invece a giocare all’una italiana: le prime a scendere in campo saranno Madison Keys ed Elina Svitolina (2-0 i precedenti in favore della statunitense), mentre non prima delle 06 sarà la volta di Garbine Muguruza e Karolina Pliskova, con la ceca che ha vinto sette dei precedenti nove incontri giocati tra le due. Chiuderà il programma la sfida inedita tra Pablo Carreno Busta e Kei Nishikori. L’ultimo ottavo di giornata si disputerà infine sulla Melbourne Arena, dove non prima delle 07 si affronteranno Borna Coric e Lucas Pouille (il croato è avanti 2-0 nei confronti diretti).

Il tabellone maschile  Il tabellone femminile

Il programma completo (orari italiani)

Rod Laver Arenanon prima delle 02
[4] N. Osaka vs [13] A. Sevastova
[4] A. Zverev vs [16] M. Raonic
Non prima delle 09
[1] S. Halep vs [16] S. Williams
[1] N. Djokovic vs [15] D. Medvedev

Margaret Court Arenadall’01
[17] M. Keys vs [6] E. Svitolina
Non prima delle 06
[18] G. Muguruza vs [7] Ka. Pliskova
Non prima delle 08
[23] P. Carreno Busta vs [8] K. Nishikori

Melbourne Arenanon prima delle 07
[11] B. Coric vs [28] L. Pouille

GLI INCONTRI DEGLI AZZURRI IMPEGNATI NEL TORNEO JUNIOR

Court 5secondo match (ore 03 circa)
[11] V. Royer vs G. Zeppieri torneo junior maschile

Court 8dall’01
[15] M. Custic vs [Q] L. Pigato – torneo junior femminile
[Q] F. Rossi vs [12] T. Naklo – torneo junior femminile

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Australian Open, il video del day 7: la sconfitta di Federer è la fine di un’era? https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-il-video-del-day-7-la-sconfitta-di-federer-e-la-fine-di-unera/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-il-video-del-day-7-la-sconfitta-di-federer-e-la-fine-di-unera/#respond Sun, 20 Jan 2019 17:55:24 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285821 Presented by Barilla – Cosa è successo nel Day 7 degli Australian Open 2019? Ce lo raccontano Vanni Gibertini insieme a Luca Baldissera (in italiano) e Ben Rothenberg (in inglese) ]]>

VIDEO IN ITALIANO

VIDEO IN INGLESE

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La passione genuina e i sogni realizzati di Frances Tiafoe https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/la-passione-genuina-e-i-sogni-realizzati-di-frances-tiafoe/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/la-passione-genuina-e-i-sogni-realizzati-di-frances-tiafoe/#respond Sun, 20 Jan 2019 16:39:55 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285812 Grande soddisfazione ed emozione da parte del ventunenne americano (che oggi compie gli anni). Il pensiero ai genitori e ai suoi obiettivi. ]]>

La cronaca della vittoria di Tiafoe contro Dimitrov

Il prossimo avversario di Rafa Nadal non sarà Grigor Dimitrov, come ci si sarebbe potuto aspettare, ma Frances Tiafoe, il giustiziere di Andreas Seppi al terzo turno. Tiafoe, che farà con i quarti di finale il suo ingresso tra i primi 30 al mondo – il suo best ranking prima dell’inizio dell’Open di Australia era al numero 38 – festeggia oggi anche il compleanno, il ventunesimo. L’americano è il figlio del custode del Junior Tennis Champions Center in Maryland e di una infermiera. Il padre, a cui era stato concesso un piccolo appartamento per vivere nel circolo, sfruttò l’occasione per far intraprendere, gratis, lezioni di tennis ai due figli, Frances e Franklin. È al padre, e alla madre, che vanno i primi pensieri di Tiafoe: “La mia non è la storia normale di chi si avvicina al tennis. All’inizio giocavo per loro, facevo tutto per la mia famiglia. Ora chiaramente quello che faccio, lo faccio per me. Però sì, nel 2017 sono riuscito a comprare una casa in Maryland a mia madre. Mio padre ora vive in un appartamento ad Orlando. Insomma, sono in una situazione migliore ora. All’inizio, da bambino, questo è sempre stato il mio obiettivo”.

Tiafoe non ha ancora avuto modo di rendersi conto di essere nei quarti dell’Australian Open: “Il mio telefono mi sta abbandonando, tanti sono i messaggi. L’avevo detto al mio coach, Zack Evenden, e al mio manager ad inizio stagione: questo sarà il mio anno, non c’è motivo per cui non lo sia. Ma onestamente non pensavo arrivasse così in fretta. Pazzesco, non ci posso credere”. Tiafoe era possibilmente perfino più felice del post fatto da ESPN, che metteva a confronto l’esultanza di LeBron James e quella di Tiafoe, presa appunto in prestito dalla stella NBA: “Non so se avete visto il post della ESPN in cui chiedevano chi la facesse meglio? LeBron ha risposto! Chiaramente ora sa chi sono e che esisto. Pazzesco, pazzesco!”.

Tiafoe poi viene riportato a pensare ai tempi dell’accademia: “La mia accademia era piena di ragazzi ricchi, sul serio, c’era gente che aveva lo chauffeur per gatti. Non sto dicendo che essere ricco renda più difficile arrivare tra i primi, c’è tanta gente che ce l’ha fatta. Ma non esserlo, per me, è stato una specie di incentivo a lavorare duro giorno dopo giorno”.

Per la partita contro Nadal, Tiafoe si aspetta scambi lunghi ma è emozionato alla prospettiva di giocare un quarto di finale sulla Rod Laver Arena: “È un onore giocare su quel campo. Ho anche avuto modo di conoscere Rod alla Laver Cup. Giocare su quel campo, contro uno dei più forti giocatori di sempre: mi divertirò, sicuramente“. 

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Contrattacco dei Tomic: “Porteremo Hewitt in tribunale” https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/contrattacco-dei-tomic-porteremo-hewitt-in-tribunale/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/contrattacco-dei-tomic-porteremo-hewitt-in-tribunale/#respond Sun, 20 Jan 2019 16:07:40 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285810 L'(ex?) team di Coppa Davis australiano è al centro di una guerra verbale sempre più violenta. Il padre di Bernard Tomic ha risposto alle accuse del capitano sostenendo che sia stato lui a minacciare il figlio nel 2010 ]]>

Prosegue la soap opera un po’ squallida di Tennis Australia (o meglio della sua metà maschile: ha fatto bene Ashleigh Barty, incalzata da domande pruriginose, a far notare che tra le ragazze va tutto benone). Rischia anzi di farlo in tribunale, dove i Tomic hanno intenzione di trascinare Lleyton Hewitt con delle contro-accuse di aggressione, in una escalation di brutti episodi del passato.

Tutto era partito qualche giorno fa con le forti critiche di Bernard Tomic a Lleyton Hewitt, capitano del team aussie di Coppa Davis e reo di preferire il suo protetto Alex De Minaur a scapito degli altri giocatori, alle quali si era unito Nick Kyrgios con una Instagram story velenosa. Hewitt ha risposto svelando un retroscena davvero vergognoso: le minacce fisiche dirette da Tomic a lui e alla sua famiglia, durate oltre un anno e mezzo. Un episodio pessimo, ma non isolato: i rapporti personali tra Hewitt e i Tomic sono da sempre travagliati, un tira e molla incomprensibile di grandi litigate e brevi riappacificamenti occasionali.

Tomic non giocherà più con noi” ha stabilito in ogni caso Hewitt. La porta della nuova Davis si è definitivamente chiusa per i ribelli, anche se forse un’ultima mano a Kyrgios verrà tesa. Quella della polemica invece è ancora spalancata e ha appena entrare John Tomic, padre di Bernie e suo coach per lungo tempo, nonché personaggio altrettanto fumante (nel 2013 venne condannato a otto mesi di carcere per aver rotto il naso allo sparring partner del figlio). L’uomo, emigrato dalla Yugoslavia negli anni 80, sostiene ora che sia stato Hewitt a minacciare per primo Tomic jr., addirittura quando quest’ultimo era ancora minorenne.

I fatti risalirebbero a un tie di Coppa Davis del 2010, disputato a Melbourne contro il Taiwan. All’epoca Hewitt, ancora giocatore ma fermo per infortunio e costretto sulle stampelle, aveva utilizzato parole forti nei confronti di Tennis Australia e, stando alle parole di John Tomic allo Herald Sun, “qualcosa detto in televisione da Bernie non gli era piaciuto“. “Hewitt venne in camera di mio figlio, spinse fuori l’allora capitano John Fitzgerald e poi gli intimò: devi dirmi chi della federazione è contro di me“. Dopodiché lo avrebbe minacciato di fare in modo di non fargli giocare mai più in Davis nel caso in cui non avesse parlato.

Bernard era sotto shock” prosegue il padre, “non riuscì a dormire per tutta la notte“. Se tutto ciò fosse vero, si tratterebbe di un comportamento molto grave, reso ulteriormente stridente dal ruolo che oggi Hewitt ricopre. I Tomic adesso minacciano azioni legali, e proveranno a portare il due volte campione Slam in tribunale già la prossima settimana. “Dimostreremo che Bernard ha subìto un trauma, proveranno a proteggere Hewitt ma la verità verrà fuori davanti a un giudice“. Rimangono parole da prendere con le pinze: poche ore prima lo stesso John Tomic aveva utilizzato toni molto più concilianti…

Ammettendo che allo stato attuale delle cose il figlio non meritava la convocazione in Davis, a causa dello scarso impegno e per il basso ranking (si è presentato agli Australian Open da numero 88 ATP), John Tomic era parso sereno. La sua risposta alla cacciata del figlio dal team australiano era stata semplicemente che Hewitt “è un campione vero, un lavoratore e ha fatto la storia“, ma che “stavolta ha esagerato perché se Bernie migliora non sta a lui escluderlo“. Chissà se tra un paio di giorni si sveglierà di umore migliore e la denuncia verrà dimenticata, o se in mezzo a questo fumo aussie continuerà ad aumentare anche la roba che va arrosto.

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Australian Open, rivincita coi fiocchi per Pavlyuchenkova: Stephens è fuori https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-rivincita-coi-fiocchi-per-pavlyuchenkova-stephens-e-fuori/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-rivincita-coi-fiocchi-per-pavlyuchenkova-stephens-e-fuori/#respond Sun, 20 Jan 2019 15:55:47 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285808 La giocatrice russa torna ai quarti dopo due anni a Melbourne. Dopo gli screzi della sfida di Pechino, questa è una doppia rivincita per lei: Stephens esce dal torneo nervosa e insoddisfatta]]>

In un match dai “cento” volti, Anastasia Pavlyuchenkova (n. 44 WTA) batte per la prima volta in carriera Sloane Stephens e accede nuovamente ai quarti di finale di un Major (l’ultima volta era accaduto proprio a Melbourne, nel 2017). Una Stephens che, quest’oggi, si è rivelata incerta e non sufficientemente incisiva nei momenti salienti del match mentre la russa, nonostante alcuni alti e bassi, ha saputo essere nel complesso più concreta, chirurgica e potente. Ora per lei ci sarà l’outsider statunitense Danielle Collins, che ha travolto l’ex n. 1 del mondo Angelique Kerber.

È la rivincita di Pechino 2018 quando, con tanto di screzio tra le due, vinse Stephens in tre set (Sloane aveva vinto anche il primo precedente). L’americana accusò la sua avversaria infatti di aver chiamato un Medical Time Out senza averne davvero bisogno. Resta il fatto che questa versione di Pavlyuchenkova sembra in grado di dire la sua contro qualsiasi avversaria.

Stephens entra in campo alquanto carica e mette a segno subito il break alla terza opportunità salendo 2-0. La russa invece fallisce le sue tre possibilità del controbreak, permettendo così a Sloane di inanellare cinque punti e allungare il passo sul 3-0. Pavlyuchenkova però trova progressivamente le misure e rientra nel set; si riavvicina così sul 4-5 e porta poi Stephens al tie-break. Negli ultimi punti la russa però si rivela imprecisa, al cospetto di un’avversaria attenta e concreta; la firma sulla sua condanna però è della stessa Pavlyuchenkova che commette doppio fallo sul primo set point a sfavore.

Arriva anche il break in apertura di secondo set per la statunitense che non dà segnali di distrazione e allunga poi sul 2-0. La russa è nota combattente però, e quando si trova con l’acqua alla gola riesce a dare il meglio di sé. Infatti, ora, lascia andare il braccio, entra di nuovo con i piedi in campo scaraventando i suoi fendenti e recupera superando Sloane sul 3-2. Una Stephens che, dal canto suo, si dimostra poco audace nel difendere il vantaggio; i ruoli si ribaltano, quella intraprendente diventa ‘Nastia’ e il set prende la direzione opposta al primo.

Per cominciare il terzo parziale, un game maratona; il primo gioco dura più di sedici minuti, durante i quali Sloane annulla ben 8 palle break ad un’avversaria sprecona. Poi, tra alti e bassi, soprattutto da parte di Stephens, Pavlyuchenkova sale in vantaggio 3-2 per dimostrarsi ancora più aggressiva, determinata e propositiva; prende poi il largo sul 5-2, con una Stephens che non sa trovare il bandolo della matassa e subisce la spinta dell’avversaria. La sua difficoltà è evidente quando picchia la racchetta sul cemento per la rabbia. Il match continua ad essere altalenante poiché ora è Stephens ad infliggere un break a zero a Nastia che, come troppo spesso le accade, trema quando sta per vincere. Ma questa volta dura solo un attimo. Alla fine, la tennista russa ottimizza definitivamente il vantaggio e riesce a chiudere il match con lo score di 6-7(3) 6-3 6-3. Dopo due anni – e ancora in Australia – Pavlyuchenkova accede nuovamente ai quarti di finali di uno slam. Con ulteriore licenza di ‘uccidere’.

Risultato:

A. Pavlyuchenkova b. [5] S. Stephens 6-7(3) 6-3 6-3

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Danielle Collins è rifiorita grazie alla preparazione universitaria https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/danielle-collins-e-rifiorita-grazie-alla-preparazione-universitaria/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/danielle-collins-e-rifiorita-grazie-alla-preparazione-universitaria/#respond Sun, 20 Jan 2019 15:16:50 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285806 La sorpresa di giornata del torneo femminile riflette sulla sua 'unicità': la preparazione dei match e gli hobby, quali la scrittura di sceneggiature teatrali. Kerber ha poco da dichiarare: non era (in) giornata ]]>

La sorpresa più grande della giornata, perlomeno in campo femminile, è arrivata nel primo pomeriggio australiano, con l’uscita di scena della seconda testa di serie, Angie Kerber, per mano dell’americana Danielle Collins. Più che la sconfitta in sé, già di suo una sorpresa, è il punteggio a stupire: 6-0 6-2, in meno di un’ora di gioco.

La chiave di volta, a sentire Collins, è stata la preparazione e lo studio dell’incontro: “Abbiamo (Collins e l’allenatore, ndr) studiato a lungo il suo gioco. L’avevo anche affrontata lo scorso anno, e quindi ero anche già conscia di cosa aspettarmi. Avevo chiarissimo in mente cosa fare: attaccare dalla prima palla e non lasciarla mai giocare ed entrare in partita”.

Le chiedono quanto sia importante sapere ciò che farà l’avversario in campo. Sono molte le tenniste infatti che sostengono di concentrarsi solo sul loro gioco e sulla loro parte di campo, una delle esponenti principali del ‘penso-al-mio-giochismo’ ce l’abbiamo in casa, ed è Camila Giorgi. A Collins, al contrario, piace sapere quello che farà l’avversaria: l’americana è una giocatrice duttile, sa difendere e sa attaccare, e sostiene che gli anni universitari le abbiano insegnato ad essere versatile e pronta ad ogni situazione di gioco. A proposito della sua esperienza universitaria, per Collins sono stati quattro anni fondamentali per crescere da un punto di vista personale: “Ora so quello che voglio nella vita, so quello che mi va di fare, ho sviluppato altri interessi e passioni al di là del tennis, e sono probabilmente in grado di rilassarmi di più di altre giocatrici che hanno invece dedicato ed investito la loro vita solamente sul tennis, senza provare altro”. A Collins, ad esempio, piace scrivere sceneggiature per teatro. Ne ha scritta una basata sulla storia vera di un giocatore di NFL (football americano) sordo.

Collins affronterà ora Anastasia Pavlyuchenkova, che non ha mai affrontato in carriera e pratica un tennis diametralmente opposto al suo. Con i quarti la statunitense ritoccherà il suo best ranking: era 35 prima del torneo, sarà almeno numero 32 alla fine.

IL VIDEO COMPLETO DELLA CONFERENZA

ANGIE DELUSA – Kerber, dal canto suo, ha poco da dire dopo la partita: “Credo che lei abbia giocato la sua miglior partita in carriera, probabilmente” – ha dichiarato la tedesca – “Io poi, chiaramente, non ero in giornata. Lei metteva tutte le palle in campo e si muoveva bene, mentre io invece faticavo a trovare il mio gioco. Stamattina mi sentivo anche bene, ma succede delle volte di avere delle giornate così. Certo, è un peccato che sia successo qui e a questo punto del torneo, ma non sono mai riuscita a trovare il ritmo durante la partita.”

La tedesca difendeva la semifinale dello scorso anno: scenderà dall’attuale secondo posto al quinto, situazione che potrebbe peggiorare qualora una tra Pliskova e Svitolina raggiungesse la semifinale.

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Australian Open: Bautista piega Cilic al quinto, resta imbattuto nel 2019 https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-bautista-piega-cilic-al-quinto-resta-imbattuto-nel-2019/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-bautista-piega-cilic-al-quinto-resta-imbattuto-nel-2019/#respond Sun, 20 Jan 2019 14:06:49 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285797 Primo quarto di finale Slam in carriera: eliminato il finalista della scorsa edizione dopo quasi 4 ore. Ora il croato rischia di uscire dalla Top 10]]>

[22] R. Bautista Agut b. [6] M. Cilic 6-7(6) 6-3 6-2 4-6 6-4

Prosegue il magico inizio di 2019 da imbattuto per Roberto Bautista Agut che piega in 5 set dopo 3h58 il finalista della passata edizione Marin Cilic che alla fine ha esaurito le energie dopo la rimonta vincente del turno precedente contro Verdasco. Bautista poteva accusare il contraccolpo di un primo set perso dopo aver servito per chiuderlo senza successo sul 5-4 e poi perso al tie-break dopo aver recuperato inutilmente da 2-6 a 6-6.

Il croato non ha approfittato del momento e non è riuscito a prendere un vantaggio nel secondo dando così modo al tennis ordinato e regolare dello spagnolo di venir fuori, trovato il break a metà del secondo set la partita gira in suo favore. Vinto il secondo, nel terzo è chiara la minor resistenza atletica del croato che cede il parziale 6-2. Nel quarto set la battaglia si fa più intensa e Cilic spreme a fondo il serbatoio arrivano a due palle break sul 3-2 senza successo ma strappando poi il servizio nel decimo gioco per portare il match al quinto. Ovviamente qui la tensione è massima e in due game lottatissimi entrambi hanno la possibilità di prendere un break di vantaggio senza successo. Il break decisivo arriva per Bautista sul 4 pari e il servizio tenuto nel decimo gioco gli vale il primo quarto di finale in carriera in un torneo del Grande Slam. Eliminati dunque entrambi i finalisti della scorsa edizione, Bautista troverà invece il giovane greco Stefanos Tsitsipas, intanto si gode il suo strepitoso record di 11-3 al quinto set nei tornei del Grande Slam: si tratta della terza vittoria al set decisivo in questo torneo dopo quelle su Murray e Millman nei primi due turni. Per Cilic una pesante sconfitta che gli costa più di 1.000 punti in classifica mondiale. La sua permanenza in Top 10 è a rischio al termine del torneo.

Il tabellone completo

 

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Tsitsipas spacca l’Australian Open: fuori un Federer senza dritto https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/tsitsipas-spacca-laustralian-open-fuori-un-federer-senza-dritto/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/tsitsipas-spacca-laustralian-open-fuori-un-federer-senza-dritto/#respond Sun, 20 Jan 2019 12:04:36 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285719 Il ventunenne greco elimina il campione in carica, tradito dal dritto. Tsitsipas giocherà il primo quarto Slam della sua carriera, tonfo in classifica per Federer]]>

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VANNI GIBERTINI E BEN ROTHENBERG COMMENTANO LA GIORNATA (IN INGLESE)


Nonostante per quasi tre ore non abbia visto neanche una palla break, Stefanos Tsitsipas compie l’impresa della sua carriera: eliminare Roger Federer, campione in carica, dall’Australian Open. Lo svizzero non perdeva qui a Melbourne dalla semifinale del 2016 e oggi ha giocato per larga parte del match senza il dritto, aggrappandosi all’orgoglio e al servizio. Ha pesato tantissimo lo 0/12 nella conversione delle palle break, che a conti fatti ha indirizzato la partita verso il greco. Federer scivolerà al sesto posto in classifica, che potrebbe diventare addirittura il settimo qualora Nishikori andasse avanti nel torneo. Tsitsipas raggiunge il primo quarto Slam della sua carriera e si lancia nell’Olimpo del tennis: la sua carriera ad alti livelli sembra essere cominciata oggi.

SUL FILO DI LANA – Nel primo set, gran parte delle emozioni si concentra nel game d’esordio, durato ben nove minuti. Federer è fin da subito molto aggressivo, mentre Tsitsipas inizia un po’ contratto. Lo si vede dai colpi, in particolare dal dritto, ma anche dal tempo che impiega per servire tra un punto e l’altro. Questa lentezza gli costa una prima time violation. Il greco salva una palla break, ma ne concede una seconda quando un’altra time violation lo costringe a servire direttamente la seconda, che atterra fuori dal rettangolo del servizio. Arriva però un provvidenziale ace a cavarlo d’impaccio. Dopo questo spavento iniziale, Tsitsipas si scioglie, inizia a servire benissimo e contrasta bene il ping pong da fondo di Federer. Il giovane greco finalmente gioca con la sana sfrontatezza che si conviene alla sua giovane età e si permette anche un attacco in chop di dritto à la Federer. La partita, piuttosto godibile, approda dolcemente al tie-break (il terzo consecutivo tra i due, dopo quelli giocati in Hopman Cup qualche settimana fa). L’equilibrio regna sovrano, ma la qualità non è eccelsa. Entrambi infatti sbagliano tanto (Federer in particolare è poco preciso col dritto) e mancano tre set point a testa. Sul 12-11, qualcuno tra il pubblico chiama out un dritto sulla riga di Tsitsipas, che, forse distratto dall’urlo, accorcia al colpo successivo permettendo a Federer di chiudere lo scambio e il parziale.

NO BREAK FOR FED – Nel secondo set, entrambi calano molto di rendimento, ma se da una parte Federer è ben supportato dal servizio, dall’altra Tsitsipas appare più in difficoltà. Il greco alterna ottimi punti a errori banali ed è chiamato ripetutamente a salvarsi. Due game fiume, uno da 16 punti e uno da 18, vedono il greco annullare ben quattro palle break anche grazie alla complicità di un Federer in perenne lite col proprio dritto oggi. Le occasioni mancate dallo svizzero in questo secondo parziale salgono a otto nel decimo game, quando uno dopo l’altro gli scivolano via dalle mani ben quattro set point. Ancora una volta a dirimere la questione è il tiebreak. Tsitsipas scappa avanti 3-0, ma una magia in lungolinea col rovescio di Federer riequilibra la situazione. Il greco però spinge sul lato destro di Federer e guadagna tre set point. Basta il primo per pareggiare il conto dei set.

SORPASSO TSITSIPAS – Continuano gli affanni dal lato destro per Federer. Stecca spesso, non opta quasi mai per il lungolinea e addirittura a volte sembra aver proprio paura di tirare il dritto, rifugiandosi con alterne fortune nella smorzata. Tutto quello che manca da quel lato viene però compensato col rovescio, grazie al quale si procura altre due palle break, anche stavolta non sfruttate. Dall’altra parte della rete, Tsitsipas è centratissimo, i colpi sono registrati e vari e anche la lucidità tattica non fa difetto. Proprio quando tutto sembra apparecchiato per il terzo tiebreak, Federer si incarta ancora col suo colpo migliore e regala il terzo set all’avversario. Dopo tre ore, siamo due set a uno per Tsitsipas.

GAME OVER – Il greco entra con grande tranquillità nel quarto set, mentre Roger continua senza successo la sua ricerca del dritto perduto e si aggrappa disperatamente al servizio. Un po’ a sorpresa Tsitsipas chiama il fisioterapista nella pancia del set per farsi massaggiare entrambe le cosce, ma non palesa nessuna difficoltà nei movimenti. Con estrema fatica, Federer riesce a trascinare nuovamente la contesa al tiebreak. Lo svizzero va subito sotto di un mini-break, ma lo recupera con un pazzesco (e purtroppo isolato) dritto in corsa. L’orgoglio però non basta e ancora una volta è il dritto a tradire lo svizzero nel momento decisivo e a mandare Tsitsipas a match point. Il greco è freddissimo e si regala la vittoria forse più importante della sua carriera: ora dovrà affrontare Bautista Agut ai quarti di finale. Lo spagnolo è ancora imbattuto in questo 2019.

(in aggiornamento con le dichiarazioni)

Risultati:

[6] M. Cilic vs [22] R. Bautista Agut
[14] S. Tsitsipas b. [3] R. Federer 6-7(11) 7-6(3) 7-5 7-6(5)

F. Tiafoe b. [20] G. Dimitrov 7-5 7-6(6) 6-7(1) 7-5
[2] R. Nadal b. T. Berdych 6-0 6-1 7-6(4)

Nadal fa sul serio, Tiafoe si regala i primi quarti Slam
Il tabellone maschile

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Australian Open: Serena contro Halep, sfida tra numeri 1 https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-serena-contro-halep-sfida-tra-numeri-1/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-serena-contro-halep-sfida-tra-numeri-1/#respond Sun, 20 Jan 2019 11:30:37 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285779 La prima giocatrice della classifica contro la miglior giocatrice del mondo. A dirlo è la stessa rumena. Che nonostante le tante batoste, non si vuole dare per vinta]]>

La sfida tra Serena Williams e Simona Halep sarà solo un ottavo di finale all’Australian Open. Ma per tante ragioni ha il sapore di una finale anticipata. A presentarla come meglio non potrebbe fare nemmeno un pubblicitario è stata la stessa Halep in conferenza stampa, al termine della brillante vittoria sulla sorella maggiore Venus: “La numero 1 del mondo contro la miglior tennista al mondo”. Dovrebbero essere due definizioni coincidenti ma nel tennis femminile non lo sono. Perché ci sono il circuito e il ranking. E poi c’è Serena, che fa storia a sé.

Ad ammetterlo candidamente è anche la rumena. “Secondo me essere n.1 ed essere la miglior giocatrice al mondo è diverso. In questo momento sono la n.1 al mondo. Sento di esserlo ormai da molti mesi”, ha spiegato Simona. “Ma lei è la miglior giocatrice al mondo perché ha vinto così tanti Slam. È stata a lungo n.1. Non posso paragonare i miei risultati ai suoi. Ma in questo momento sono la n.1 e questo mi dà fiducia”. A darle un po’ meno fiducia sono i precedenti contro la pantera nera di Saginaw. Halep ha perso otto dei nove match giocati, senza calcolare il successo per walkover nella semifinale di Indian Wells nel 2011. Ha perso su tutte le superfici. Compresa la sua amata terra rossa. In alcune ha lottato, strappando anche un set. In altre è riuscita a racimolare giusto qualche gioco.

Simona Halep – Australian Open 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Per risalire alla sua unica affermazione contro Serena bisogna andare indietro di oltre quattro anni, ai gironi delle WTA Finals del 2014, le prime disputate a Singapore. Lasciando tutti a bocca aperta, Halep, che in quella stagione si era consacrata definitivamente con la prima finale al Roland Garros, spazzò via la minore delle sorelle Williams col nettissimo punteggio di 6-0 6-2. Ovviamente la tennista di Costanza ricorda ancora quella sfida. Così come ricorda che la campionessa statunitense si prese la sua vendetta nella finale dello stesso torneo, lasciandole solo un gioco in più. “Non dimentico match come questi”, ha proseguito Halep. Giocai in maniera rapida e aggressiva nel primo. Nella finale sotto 3 a 1 nel primo set ho perso fiducia e sono arretrata in campo. Non riuscivo più a toccare la palla. Ha dominato. Abbiamo giocato tante volte contro. Alcune sfide sono state combattute. Quindi sarà una grande partita. Ma non voglio mettermi pressione”.  

E pare sia proprio questa la nuova filosofia di Halep per gli anni avvenire. Essere più… serena. Dopo la conquista della prima posizione mondiale e del tanto agognato primo Slam a Parigi, la rumena sente di non aver più nulla da dimostrare a nessuno. Il suo nuovo mantra è provare a sentirsi più rilassata, dentro e fuori dal campo. Ne aveva già parlato di recente in un’interessantissima intervista e lo ha ribadito in conferenza stampa. “Molte cose sono cambiate in me. Ora cerco di godermi la vita di più, di essere più rilassata”, ha affermato. “Lo sto facendo e mi sento meglio. Penso che continuerò a farlo. Ho cambiato delle cose nella mia testa e questo mi fa sentire meglio.

Ma essere più serena non significa essere come Serena. C’è la solita montagna di muscoli e carisma che la fuoriclasse statunitense mette tra lei e le avversarie di turno. La miglior Halep potrebbe colmare questo gap grazie alle sue eccezionali doti atletiche e alla capacità di tenere il ritmo alto da fondocampo. Tuttavia, nonostante gli ottimi segnali mostrati nel successo su Venus, bisogna ricordare che la n.1 al mondo è al rientro da un infortunio alla schiena particolarmente fastidioso. D’altra parte invece Serena per il momento è stata un caterpillar in questi Australian Open. In tre partite ha lasciato per strada solamente sei giochi. “Sento che sto tornando al top”, ha affermato la statunitense nella sua conferenza stampa, dopo aver demolito la promettente teenager ucraina Dayana Yastremska. Tuttavia, questo sarà il suo primo vero test nella corsa per eguagliare Margaret Court, a quota 24 Slam, per giunta a casa sua.

Serena Williams – Australian Open 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Serena non ci pensa. Parla piuttosto all’uguaglianza di genere “per la quale lotta e continuerà a lottare” e tesse le lodi della sua giovane connazionale Amanda Anisimova, che le piace perché “è una molto seria”. Ma dovrà cominciare anche a concentrarsi sulla sfida contro la numero 1 al mondo. Anche perché l’ultima volta che ha affrontato una tennista al vertice del ranking che non fosse lei, a Doha nel lontano 2013, contro Victoria Azarenka, rimediò una sconfitta. Probabilmente non se lo ricorda nemmeno. “Non capita da un po’”, dice a riguardo in conferenza stampa. Capiterà in questi Australian Open. E Halep non ha paura. “Mi sentivo intimidita da lei quando ero giovane. Ora non più. La rispetto tanto per i suoi successi ma è solo la mia avversaria del prossimo turno”, ha concluso sprezzante la rumena. Ma in realtà non lo è. Perché per quanto lei possa essere più serena, non è per nulla facile essere meglio di Serena. Anche solo una volta in più.

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Federer annuncia che giocherà sulla terra nel 2019, sicuramente il Roland Garros https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/federer-annuncia-che-giochera-sulla-terra-nel-2019-sicuramente-il-roland-garros/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/federer-annuncia-che-giochera-sulla-terra-nel-2019-sicuramente-il-roland-garros/#respond Sun, 20 Jan 2019 11:00:32 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285793 MELBOURNE - Dopo la sconfitta contro Tsitsipas, il campione svizzero comunica alla stampa francese che tornerà sulla terra dopo due stagioni di assenza. "Non vedo perché non dovrei giocare quest'anno"]]>

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VANNI GIBERTINI E BEN ROTHENBERG COMMENTANO LA GIORNATA (IN INGLESE)


dal nostro inviato a Melbourne

È una dichiarazione ancora da decodificare nel suo senso più pieno, poiché potrebbe trattarsi anche del primo indicatore dell’intenzione di lasciare definitivamente il tennis al termine di questa stagione. Per ora la notizia è questa, comunicata da Roger Federer ai cronisti francesi subito dopo la sconfitta subita per mano di Stefanos Tsitsipas agli ottavi di finale dell’Australian Open: il tennista svizzero tornerà quest’anno a giocare sulla terra battuta, superficie che non lo vede protagonista dal 2016. Federer ha disputato l’ultima partita sul rosso a Roma, in occasione degli ottavi di finale persi contro Dominic Thiem.

Mi è mancata la stagione sulla terra. Due anni fa ho avuto problemi fisici, lo scorso anno ho deciso di non giocare ma quest’anno non vedo perché non dovrei“. Messo da parte un certo velo di tristezza – comprensibile – che ha in un certo senso caratterizzato la prima parte della sua conferenza stampa, Federer ha subito voltato lo sguardo verso il futuro. “Sono in una fase in cui voglio divertirmi. Ho avuto la sensazione che non fosse necessario fare una pausa così lunga. Giocherò il Roland Garros“. Sembra quindi certa la sua presenza a Parigi – non gioca dal 2015 – mentre non ha rivelato dettagli sull’eventuale intenzione di giocare tornei di preparazione.

Sono bastati pochi minuti e la notizia è subito rimbalzata da un capo all’altro del mondo: il Roland Garros ha immediatamente ripreso la notizia attraverso il proprio account Twitter, ed è cominciata anche la “caccia al tesoro” per tentare di capire se e quali altri eventi sulla terra vedranno la partecipazione del campione svizzero, che da solo può spostare folle enormi.

In virtù della sua classifica Federer viene sempre iscritto d’ufficio a tutti i Masters 1000 sulla terra battuta (escluso Montecarlo, che non fa parte dei tornei obbligatori anche se è un Masters 1000), ma grazie alla sua anzianità sul circuito ed alla sua età può saltare quegli eventi senza venire penalizzato nel ranking (ammesso che la cosa gli interessi). I due tornei di Madrid e Roma sarebbero quindi i maggiori indiziati a vedere la presenza del campionissimo elvetico, ma Federer potrebbe anche decidere di cimentarsi in un torneo di minor lignaggio (si era parlato in passato dell’ATP 500 di Barcellona) per testare la sua condizione contro avversari meno pericolosi. Da tenere presente, inoltre, che i tornei ATP 250 e 500 possono offrire ai tennisti garanzie economiche (le cosiddette “appearance fees”, che nei casi di Federer, Nadal e Djokovic arrivano comodamente alle sette cifre) che invece i Masters 1000 non hanno in budget in quanto in teoria dovrebbero aver garantita la presenza di tutti i migliori.

Il torneo di Madrid, che si disputa ai 650 metri sul livello del mare della capitale spagnola, è sempre stato particolarmente gradito allo svizzero (che lo ha vinto nel 2009 e nel 2012) grazie alle condizioni di gioco piuttosto rapide; tuttavia proprio per questo motivo non costituisce un test probante per il Roland Garros, per cui Federer potrebbe decidere di tornare al Foro Italico dove ha perso quattro finali (nel 2006 e nel 2013 contro Nadal) ma non ha mai vinto.

(in aggiornamento con ulteriori dichiarazioni)

 

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Classifica WTA: chi sarà la numero uno a fine Australian Open? https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/classifica-wta-chi-sara-la-numero-uno-a-fine-australian-open/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/classifica-wta-chi-sara-la-numero-uno-a-fine-australian-open/#respond Sun, 20 Jan 2019 10:25:47 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285689 Oltre a Simona Halep, che occupa attualmente il trono, ci sono altre quattro giocatrici che hanno speranza di chiudere il torneo al primo posto. Ecco tutti gli scenari possibili]]>

Come accadde nel 2018 con il successo si Caroline Wozniacki, anche quest’anno ci sono grosse possibilità che gli Australian Open vengano segnati da un passaggio di corona ai vertici del ranking WTA. Al momento in cima troviamo Simona Halep che occupa la prima posizione da 48 settimane consecutive (26 febbraio 2018). La romena non è mai stata così in bilico, e anche se si sta ben comportando in questo Slam ha bisogno di raggiungere la finale per non perdere punti in classifica. A tentare di spodestarla prima che iniziasse questo torneo erano addirittura in dieci, mentre adesso la concorrenza si è ridotta a quattro giocatrici: Pliskova, Osaka, Svitolina e Kvitova, con le ultime quattro che non hanno mai raggiunto la prima posizione. Fino a poche ore fa erano in corsa anche Kerber e Stephens, sconfitte agli ottavi e quindi fuori dai giochi. Andiamo con ordine e cerchiamo di valutare le loro possibilità di salire in vetta.

La più vicina a scalzare la rumena dal trono è Naomi Osaka. La giapponese attualmente è quarta – suo best ranking – ma le basta un’altra vittoria per scavalcare Stephens e assicurarsi il terzo posto. Una semifinale con eliminazione di Halep ai quarti potrebbe bastarle, a patto che il torneo non venga vinto da una delle altre tre contendenti.

Leggermente più dietro c’è Petra Kvitova, che si trova a quasi 400 punti dalla vetta ma ha il consistente vantaggio di non avere punti da difendere in virtù del primo turno del 2018. Inoltre, rispetto alle pretendenti che devono ancora giocare gli ottavi, ha già raggiunto i quarti di finale. Anche per Kvitova la semifinale è l’obiettivo minimo, ma avrebbe bisogno di un notevole incastro di risultati; se vuole avere un maggior numero di chance non può fare a meno di una finale, risultato che comunque non le garantirebbe la vetta qualora dovesse incontrare una tra Halep e Osaka. Il titolo le consegnerebbe la leadership senza bisogno di calcoli.

In coda ci sono Svitolina e Pliskova, che si trovano in una situazione sovrapponibile. Trovandosi nella stessa metà di tabellone, la loro vittoria del torneo implicherebbe l’eliminazione di Halep almeno in semifinale, se non prima: a entrambe quindi ‘basterebbe’ sollevare il primo Slam della carriera per guadagnarsi anche la leadership in classifica. Per la giocatrice ucraina sarebbe una doppia prima volta.

Infine valutiamo la condizione della numero 1 del mondo Simona Halep: dovesse anche riuscire a replicare la finale del 2018, dovrebbe sperare di non trovarsi di fronte Kvitova, in grado di sopravanzarla vincendo il torneo. Per lei però, prima di tutto, c’è un ostacolo durissimo da superare agli ottavi di finale. Si tratta di Serena Williams.

(L’articolo è stato aggiornato dopo l’eliminazione di Sloane Stephens)

 

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Australian Open, junior: Musetti parte bene, fuori Biagianti https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-junior-musetti-parte-bene-fuori-biagianti/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-junior-musetti-parte-bene-fuori-biagianti/#respond Sun, 20 Jan 2019 10:23:35 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285785 MELBOURNE - Esordio convincente per la testa di serie numero 1 del tabellone junior maschile. Avanza anche il qualificato Luciano Darderi]]>

Dopo i successi nella prima giornata di Lisa Pigato, Federica Rossi e Giulio Zeppieri, arrivano altre due vittorie per gli azzurri impegnati nel torneo junior. Buono l’esordio della punta di diamante del tennis giovanile italiano, il 16enne di Carrara Lorenzo Musetti (qui l’intervista rilasciata in esclusiva a Ubitennis), primo favorito del seeding nel torneo junior maschile. L’azzurrino ha sconfitto per 6-4 6-0 la wild card australiana Tai Sach e al prossimo turno se la vedrà con il vietnamita Phuong Van Nguyen.

Debutto vincente anche per il qualificato Luciano Darderi, che in rimonta ha superato il tailandese Thantub Suksumrarn dopo due ore e sette minuti di gioco. Per lui secondo turno con la 13esima testa di serie, lo statunitense Emilio Nava. L’unica sconfitta di giornata è invece quella di Martina Biagianti, che ha raccolto appena tre giochi contro l’ucraina Daria Snigur.

I risultati degli azzurrini nella seconda giornata

Ragazzi:

[Q] L. Darderi b. T. Suksumrarn 5-7 7-6(3) 6-2
[1] L. Musetti b. [WC] T. Sach 6-4 6-0

Ragazze:

D. Snigur b. M. Biagianti 6-1 6-2

Gli azzurri in gara lunedì

Court 5 – secondo match (ore 03 circa)
[11] V. Royer vs G. Zeppieri 

Court 8 – dall’01
[15] M. Custic vs [Q] L. Pigato
[Q] F. Rossi vs [12] T. Naklo

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Tsitsipas svela: “Ho guardato una sconfitta di Federer allo US Open pochi anni fa” https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/tsitsipas-svela-ho-guardato-una-sconfitta-di-federer-allo-us-open-pochi-anni-fa/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/tsitsipas-svela-ho-guardato-una-sconfitta-di-federer-allo-us-open-pochi-anni-fa/#respond Sun, 20 Jan 2019 09:00:53 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285817 Il greco dice di essersi 'ispirato' alla partita di un giocatore con un tennis simile al suo che ha battuto lo svizzero a New York. Si riferisce a Tommy Robredo? Intanto si gode il momento e predica umiltà: "Questo è solo il primo passo"]]>

Dopo la partita hai detto che “analizzi” Roger da quando avevi sei anni. Puoi spiegarti meglio, che tipo di studio hai fatto sul tuo avversario?
Non pensare a qualcosa di straordinario, come guardare le statistiche, fare quel tipo di cose. No, non l’ho fatto. Guardavo solo le partite, cercando di capire gli schemi e il modo, ma anche il lato mentale, il modo in cui pensano in campo. Questi giocatori sono il miglior esempio se vuoi avere successo nel gioco. In quel senso, intendevo “analizzare”. Non troppo. Non da esperto. Solo guardando le partite, gli highlights. Voglio dire, sono grandi giocatori da guardare: lui, Rafa, Novak. Sono ottimi esempi di come migliorare il tuo gioco. Sono abbastanza sicuro che mi sia stato di aiuto.

Mi ricordo che a Wimbledon hai detto che avevi guardato la partita di Federer-Sampras tipo due o tre volte prima dei sedicesimi. È una partita che guardi ad ogni slam o dipende dalla superficie? Hai guardato quella partita anche qui?
Non ho ancora visto quella partita qui a Melbourne. Stranamente, era un quarto round anche quello. È pazzesco. Che coincidenza. Sì, ho visto quella partita mentre giocavo a Wimbledon, sull’erba. Ho guardato un paio delle sue partite che ha giocato in passato sul cemento. Ho visto alcuni highlights sulla migliore piattaforma possibile: YouTube. È la piattaforma – non sono pagato per dirlo – che ho usato per fare la mia “analisi”, come hai detto tu. Sì, guardo alcuni highlights di giocatori che lo hanno battuto negli Slam. In realtà non erano Rafa o Djokovic, ma alcuni altri giocatori che lo hanno battuto in passato negli US Open. Stile di gioco molto simile al mio. Non dirò quale giocatore. L’ha battuto agli US Open pochi anni fa (difficile immaginare non si tratti di Robredo, ndr) È stato un buon esempio per vedere il modo in cui ha giocato, il modo in cui ha lottato durante partita per arrivare alla vittoria. Sono sicuro che sia stato d’aiuto oggi.

Ho capito che hai passato un po’ di tempo con Andy Murray in allenamento. Potresti dirci cosa ne hai ricavato, l’effetto che potrebbe avere sul tuo sviluppo come tennista.
Mi sono allenato con lui tre o quattro volte in passato. Questo è stato molti anni fa. È stato due anni fa. Non so se è considerato “molti”. Mi sono allenato con lui. Fu invitato alla Mouratoglou Tennis Academy, che è la mia base per gli allenamenti. Abbiamo scambiato un paio di colpi durante quella settimana. Ho imparato molto. Ho imparato che devi essere un gran lavoratore per avere successo, perché è rimasto più di tre ore in campo durante tutte le nostre sessioni di allenamento. Lavorava su molte cose. È stato stimolante da vedere.
Il modo in cui ha lavorato, il modo in cui si è evoluto come giocatore, all’epoca era il quinto in classifica, se non sbaglio. Questo mi ha sicuramente aiutato un po’ a capire, ad assaporare e comprendere meglio quello che succede a quel livello di tennis. Penso che di sicuro abbia avuto un impatto su di me.

Hai salvato ogni singolo break point, 12, e anche alla Hopman Cup non hai mai perso il servizio contro di lui. Come lo spieghi e quale è il tuo atteggiamento mentale su quei punti importanti?
Stavo solo servendo bene. A volte non entrava la prima di servizio, a volte cominciavo il punto con una seconda di servizio. Penso solo di essere stato molto aggressivo fin dall’inizio, dalle sue risposte. Sono riuscito a non commettere errori, a rimanere nel punto, a farlo giocare. La maggior parte delle volte ha sbagliato lui. Altre volte quei breakpoint li ho salvati io.
Direi che è stato davvero molto “mentale”. Avrei potuto cedere in qualsiasi momento, ma non l’ho fatto perché volevo vincere davvero a tutti i costi. L’ho mostrato in campo. Ovvio ed evidente che quella forza mentale ha aiutato molto. Avrebbe potuto essere una partita diversa se non avessi sopportato quella pressione.

Nel momento in cui ha vinto finalmente il match point, cosa ti è passato per la testa, che significa questo trionfo per te?
Un flashback di, non so, solo felicità, pura felicità. È stato un momento molto emozionante. Era qualcosa – l’inizio di qualcosa di veramente grande. Ho provato gioia. Mi sentivo felice. Ho sentito un enorme sollievo scendere dalle mie spalle. Quel momento è sicuramente qualcosa che non dimenticherò mai e poi mai. Questo match point rimarrà impresso, ne sono sicurissimo, per sempre, per il resto della mia vita.

Quale flashback?
Il flashback di guardare Federer. Sono appena riuscito a chiudere quella partita e rimanere forte, a battere il mio idolo. Il mio idolo oggi è diventato praticamente il mio rivale.

John McEnroe ha detto in campo questa partita rappresenta un cambio della guardia. Sono sicuro che speri che sia vero, ma credi sia vero?
Mi dispiace, non ti ho sentito.

John McEnroe ha detto in campo …
Ho sentito quella parte.

Sono sicuro che vorresti fosse vero, ma credi che questa partita sia il cambio della guardia?
Allora, cerco di prendere ogni partita in modo diverso. Di certo è una buona vittoria contro Roger. Voglio dire, sappiamo tutti chi è Roger Federer, cosa ha fatto nel tennis. Ma devo ancora mantenere il focus, mantenere la concentrazione sui prossimi obiettivi che voglio raggiungere. Questo è un ottimo inizio. Ho bisogno di rimanere umile. Questa vittoria è una pietra miliare, diciamo un buon primo passo, come ho detto, per qualcosa di più grande. Sento che il mio gioco va abbastanza bene al momento. Sono fiducioso. Questo è molto importante. Sono davvero entusiasta di poter gareggiare nei quarti di finale tra due giorni. Non vedo l’ora che arrivi quel momento.

Affronterai un altro giocatore che non è mai stato in un quarto di finale Slam. Probabilmente non è quello che ti aspettavi. Mentalmente, cosa cambia in te questa sfida?
Lo stesso che con Federer. Questi giocatori ovviamente sono diversi da qualsiasi altro giocatore. Hai bisogno di qualcosa in più per battere quei giocatori e oggi ho dimostrato di averlo. Ma se riesco a mantenere gli stessi livelli di concentrazione come ho fatto oggi, la stessa pazienza, la stessa fermezza mentale, la voglia di combattere, sono abbastanza sicuro che andrà bene. Ma devo, ancora una volta, come ho detto, restare umile e concentrato sugli obiettivi che mi sono prefissato quest’anno. Questa partita è molto importante per me. Proverò, sì, a combattere ancora e dare il massimo in campo.

Come pensi di ripartire dopo una vittoria così importante? Hai già avuto grossi risultati in passato, non è mai facile… Qual è la tua prospettiva sul resto del torneo? Puoi andare fino in fondo?
Certo. È per questo che sono qui. È per questo che sto giocando: per il trofeo, per il titolo. Sì, di nuovo, mi sento bene. Lo voglio davvero tantissimo. Voglio davvero andare avanti nel torneo, sì, per rendere felice me stesso e tutte le persone che tifano per me. Mi piace molto questa atmosfera che è in campo, l’intera dinamica, direi. È bello giocare su questi campi. È spettacolare. Voglio davvero restare qui il più a lungo possibile. Questo è il mio obiettivo.

Sono curioso di sapere, ovviamente era fantastico quello che succedeva dentro lo stadio, ma hai visto cosa stava succedendo fuori?
Qualcuno mi ha detto, sì, che hanno tifato tutto il tempo. Erano tifosi greci?

Sì. La maggior parte dei tifosi greci erano fuori dallo stadio, guardavano dagli schermi e facevano un sacco di rumore!
Non li ho sentiti. Apprezzo il supporto.

Hai menzionato YouTube in precedenza. Cosa è successo al tuo video su Sydney?
Come faccio a saperlo? Ho dovuto cancellarlo per qualche motivo. Mi sono reso conto che questo filmato a Sydney non è permesso, non è permesso far volare droni sulla città. Voglio dire, per non mettermi nei guai, preferisco non avere quel video online. Ma era un bel video. Mi ci sono volute ore per farlo. Era davvero spettacolare. Era bello da guardare. Ma non voglio mettermi nei guai a causa di un video.

Il tuo gioco sembra molto istintivo. Prepari un piano prima di giocare o c’è un altro modo di affrontare i punti, e prendere le decisioni?
In realtà entrambi. Ho certamente un piano prima di andare in campo. A volte, sì, prendo decisioni durante la partita, in base a cosa sento giusto, a cosa vedo in campo. Se prendo una decisione, non ho esitazioni. Questo è praticamente ciò che ho cambiato nel mio sviluppo come giocatore. Ho smesso di avere esitazioni su quello che sto per fare quando ho la palla di fronte a me. So fin dall’inizio dove andrò, cosa farò, qual è il mio piano con quel colpo. Questa è una cosa che ho migliorato molto. Sì, giocando contro questi ragazzi, devi sempre avere un piano chiaro, sapere cosa stai facendo in campo, altrimenti sei praticamente fregato, sì.

Qual era il piano contro Roger?
Voglio dire, se lo dico, non sarà più segreto. Preferisco non dirlo. Preferisco tenerlo per me. Grazie.

Un anno e mezzo fa eri ancora nel circuito challenger. Potresti sottolineare la differenza tra lo Stefanos di un anno e mezzo e quello seduto qui?
È quello che ho detto. Una delle cose di cui parlavo proprio adesso, questo processo decisionale. Il servizio è migliorato molto. Fa anch’esso parte del processo decisionale. Ho smesso di esitare su dove andrò a servire, su cosa farò. Mi sento a mio agio ad andare ovunque. Ovviamente, il gioco da fondo. Sono cresciuto dal punto di vista fisico. Posso giocare più a lungo, essere più aggressivo di prima. In realtà mi sento come se ora, rispetto allo Stefanos di un anno e mezzo fa, avessi più fiducia. Sono davvero cosciente di quello che sto facendo mentre sono in campo. Penso che sia una grande differenza rispetto a due anni fa.

Traduzione di Beatrice Di Loreto

IL VIDEO COMPLETO DELLA CONFERENZA

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Fognini e Giorgi out, l’Italia saluta l’Open (Baldissera). Giorgi vede la luce di una vita da top player (Clerici). È uno Slam da quota 100 (Semeraro). Simona balla da sola (Azzolini) https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/fognini-e-giorgi-out-litalia-saluta-lopen-baldissera-giorgi-vede-la-luce-di-una-vita-da-top-player-clerici-e-uno-slam-da-quota-100-semeraro-simona-balla-da-sola-azzolini/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/fognini-e-giorgi-out-litalia-saluta-lopen-baldissera-giorgi-vede-la-luce-di-una-vita-da-top-player-clerici-e-uno-slam-da-quota-100-semeraro-simona-balla-da-sola-azzolini/#respond Sun, 20 Jan 2019 07:56:11 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285770 Fognini e Giorgi out, l’Italia saluta l’Open (Luca Baldissera, La Nazione)

Non abbiamo più italiani in gara all’Open di Australia. Erano otto all’avvio, sette uomini e una donna, tre di quei sette più Camila sono arrivati al terzo turno, pero poi agli ottavi e alla seconda settimana non c’è arrivato nessuno. Hanno perso infatti tutti e due gli ultimi superstiti, i nostri numeri uno, Fabio Fognini e Camila Giorgi. Ma anche se Fabio ha perso per la sesta volta su sei dalla sua bestia nera, lo spagnolo Carreno Busta, e Camila per la quinta su sei dalla ceca Pliskova, le due sconfitte sono state nolto diverse. La prima è arrivata a seguito di una partita sconfortante, la seconda di una esaltante. Carreno Busta non ha fatto niente di straordinario per battere un Fognini spento, piatto, vivo soltanto nel terzo set e nella prima parte del quarto. Alla fine Fognini ha perso 62 64 26 64 in 2,30, giocando come sa soltanto per mezz’ora. Karolina Pliskova invece si è esibita all’altezza della sua miglior fama, da ex n.1 del mondo solo due anni fa. E Camila ha fatto match pari con lei giocando alla grande. Purtroppo, dopo aver perso il primo set che avrebbe potuto magari vincere e vinto il secondo che avrebbe potuto perdere, nel terzo ha perduto un game interminabile, 13 minuti, alla quarta pallabreak. E lì la Pliskova si è involata fino alla vittoria (64 36 62 in 2h e 11 il punteggio finale). «Sono molto contenta di esserne venuta fuori vincendo», ha detto la ceca. Per il resto la “old generation” ha fin qui retto benissimo il confronto con la “Next”. I vari Djokovic, Raonic e Nishikori sono giunti agli ottavi per sfidare rispettivamente Medvedev, Zverev e Carreno Busta, dopo che nella notte Nadal avrà giocato con Berdych, Tiafoe con Dimitrov, Cilic con Bautista Agut. Stamattina alle 9 italiane Federer affronta Tsitsipas, primo test serio per lo svizzero — sei volte vincitore in Australia — che incredibilmente ieri è stato bloccato da un addetto alla sicurezza della Rod Laver Arena perché non aveva il pass per accedere agli spogliatoi. Giocheranno invece 24 ore dopo  la n.1 del mondo Halep e Serena Williams. Un sorteggio maligno le ha messe di fronte già negli ottavi.


Camila Giorgi vede la luce di una vita da top player (Gianni Clerici, La Repubblica)

Hanno perso sia Camila Giorgi sia Fabio Fognini. Essendo lontano dall’Australia, mi chiedo quel che gli avrei domandato, perché Camila incontrava la Pliskova, oggi numero quattro ma già numero uno nel 2017, e Fognini giocava la sua sesta partita contro Carreno Busta, avendo perso le prime cinque. Questo Carreno Busta è uno spagnolo anomalo che pare trovarsi meglio sul cemento che sul rosso, dov’è nato. Possiede sicuramente armi che mettono più che in difficoltà Fabio, e quindi mi riservo di chiedere a Fognini – la prossima volta – che cosa non funziona contro di lui, essendone stato vittima 6-2, 6-4, 2-6, 6-4. Ho invece visto le difficoltà della Giorgi contro la Pliskova, difficoltà più che previste, tra una numero quattro e una numero ventotto, che però Camila stava, per due set e mezzo, eguagliando. Quando si crede di conoscere una persona, ci si domanda spesso se la nostra vita ha avuto modo di influire sulla sua. Non ho fatto il coach, salvo con Vitas Gerulaitis, perché eravamo i due che rientravano per ultimi all’hotel ma, insieme al mio concittadino Riccardo Piatti, abbiamo in qualche modo influito sulla vita di Camila il giorno che suo padre Sergio chiese al presidente di un club di Como se potesse sponsorizzare una bambina e la sua famiglia, permettendo così alla piccola di diventare una professionista del gioco del tennis. Vistala giocare, dicemmo di sì. E di lì la bambina finì per ritrovarsi, oggi, sulla Rod Laver Arena di Melbourne, contro Karolina Pliskova. Non vi sommergo di notizie sulla vita di Camila, estremamente congiunta con quella del padre, che ha avuto i suoi fastidi, dapprima con un tribunale di Miami, in seguito con la federazione, e che Camila chiama tuttora «il mio coach», sebbene di un vero coach immagino avrebbe bisogno per evitare rapporti familiari sul campo. Sia come sia, oggi Camila non è stata da meno di una top player mondiale, ribattendo vincente su vincente alla boema sino al quarto game del terzo set. Perduto il primo set e vinto il secondo – nel 4° game del terzo ha avuto 4 vantaggi per raggiungere il 2 pari – Camila si è poi lasciata sommergere per il definitivo score di 6-4, 3-6, 6-2. Penso che a 27 anni potrebbe iniziare una nuova vita, dopo averne passata una prima complessa sui campi e, forse, fuori.


La carica dei ventenni. Ora tocca a Tsitsipas contro Maestro Federer (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

Nell’antica Grecia la chiamavano Sofia: il possesso di conoscenze e la connessa abilità nel metterle in pratica. Basta traslarla nell’epoca moderna e applicarla al tennis di oggi per scovarne l’interprete più sublime: Roger Federer, non a caso detto il Maestro. Con leggerezza, modulando gli sforzi e il livello del gioco, il Divino è approdato per la 17^ volta (e senza perdere un set) alla seconda settimana dello Slam down under, la posizione ideale per il campione in carica che mira al terzo successo di fila e al settimo in assoluto a Melbourne, così da salutare Emerson e Djokovic nel club dei plurivincitori australi e rimanere un uomo solo al comando. Ormai i numeri e i traguardi di Federer non appartengono alla storia terrena: il 21° Slam, il 100° torneo in carriera, la possibilità di diventare il primo a conquistare 5 Major dopo i trent’anni rappresentano solo il corollario a un ventennio da fenomeno mai visto. Stamattina, alle nove italiane, Roger giocherà la sua partita 101 nella Rod Laver Arena. Praticamente casa sua. Davanti a lui, un ragazzo ateniese dotato senz’altro di sapienza tennistica, ma senza alcuna esperienza sul Centrale australiano. Sarà la sua prima volta. E infatti il vecchio saggio, che lo ha appena battuto a inizio anno nell’esibizione di lusso della Hopman Cup, dispensa esperienza: «Qui cambia tutto, la partita è tre su cinque, è un ottavo di uno Slam e ognuno reagisce in modo diverso al feeling con il campo. Ma sono felice che sia ancora nel torneo, sta giocando bene ormai da tempo, sarà una bella partita. Lui è molto bravo a variare, sa scendere anche a rete. Penso che vedremo un bel tennis d’attacco». […] Tsitsi, all’apparenza, non trema: «La partita in Hopman Cup è stata importante per provare a capire le sue armi, il suo dominio comincia dal servizio e perciò dovrò essere molto aggressivo alla risposta. Certo, sono consapevole di giocare contro una leggenda». Nell’empireo, però, non tutti conoscono la santità dello svizzero: ieri, quando è arrivato a Melbourne Park per allenarsi, Federer si è accorto di non avere il pass e un addetto della security, ligio al dovere, gli ha impedito di entrare negli spogliatoi. Senza fare polemiche Roger ha aspettato dieci minuti che lo raggiungesse coach Ljubicic con annesso accredito. Si chiama umiltà. Meditate, aspiranti campioni, meditate.


È uno Slam da quota 100 (Stefano Semeraro, Corriere dello Sport)

Stamattina ci proverà Stefanos Tsitsipas, il lato ellenico della Next Gen, e magari contro mastro Federer se la giocherà meglio degli altri suoi colleghi ragazzini di lusso. Ma per ora gli Australian Open sono il trionfo del vecchio che avanza, dell’usato sicuro che dopo la resa di Andy Murray – all’ortopedia, non certo alla concorrenza – è rappresentato sempre dai soliti tre: Roger Federer; anni 37, Rafa Nadal, 32, e Novak Djokovic, 31. Sommate e otterrete la quota 100 dell’eccellenza. Distantissima da ogni ipotesi di scivolo pensionistico. Al terzo turno Federer ha concesso una lezioncina a Taylor Fritz, 21 anni e tanti hamburger ancora da mangiare. Senza badge allo stadio non entra neppure lui – ieri un addetto lo ha bloccato – ma possiede il lasciapassare per l’eternità. Nadal lo ha imitato pasteggiando con la polpa tenera di Alex De Minaur, anni 19, Demone ancora troppo acerbo per spaventare lo spagnolo, e ieri Djokovic ha completato il tris contro Denis Shapovalov, 20 anni, il talento mancino che piace a tutti. «Se ripensiamo alle ultime due stagioni», ha detto a “Marca” Patrick Mouratoglou, pigmalione di Tsitsipas e storico coach di Serena Wlliams, «vediamo che la vecchia guardia è sempre forte. Se sono al meglio, non vedo chi possa batterli». Secondo il guru francese non dobbiamo aspettarci un exploit della linea verde nemmeno stavolta. «Per battere i più forti in uno Slam i più giovani dovrebbero prima riuscirci in uno dei tornei minori, ma non sta accadendo. Federer ha vinto gli ultimi due Australian Open, a Perth si è confermato ad alto livello, e non credo che l’età lo stia rallentando più di tanto, almeno a giudicare da come si muove in campo in questi giorni. Tsitsipas? Dobbiamo essere pazienti. L’anno scorso ha vinto il suo primo titolo a Stoccolma, è arrivato in finale a Barcellona e Toronto. Ha molti margini di miglioramento, ma la strada da fare è ancora tanta». Un segreto dell’eterna gioventù del trio Medusa, oltre che nel talento naturale sta nella loro capacità di adattarsi, mentalmente, tecnicamente e tatticamente, al tempo che cambia, alle sfide che si rinnovano. I giovani, certo, migliorano di giorno in giorno. Ma Roger, Rafa e Nole nel frattempo si sono spostati già un passo avanti. «Sono contento di giocare contro di loro», ha spiegato Federer ragionando proprio sul match con Tsitsipas. «I giovani non hanno nulla da perdere. Io non conosco bene i loro punti di forza, ma d’altra parte non lo sanno bene neppure loro, stanno ancora scoprendo il loro gioco». Roger l’ha detto usando i guanti bianchi, Nadal dopo di lui lo ha spiegato senza tanti giri di parole: «Volevo che che in campo Alex si sentisse a disagio, che non riuscisse ad avere il controllo dello scambio. Ci divertiamo ancora a giocare», aggiunge Rafa. «La nuova generazione sta crescendo, i match fra vecchi e giovani piacciono a tutti, e non si devono preoccupare: prima o poi toccherà a loro». Appunto, Rafa: prima o poi?


Attacchi e coraggio, le armi di Stefanos (Paolo Bertolucci, La Gazzetta dello Sport)

La Next Gen, in questo Australian Open, ha provato ad alzare la voce per legittimare un cambio al vertice. Fino a questo momento, però, i tre fenomeni hanno retto con disinvoltura ai tentativi delle giovani leve di disarcionarli. Fritz, De Minaur e Shapovalov hanno raccolto le briciole contro Federer, Nadal e Djokovic e demandano a Stefanos Tsitsipas la possibilità di essere vendicati. Impresa ardua ma non impossibile per il ventenne greco. Per superare Roger Federer dovrà sciorinare un tennis impulsivo alla continua ricerca dell’affondo vincente. I tentativi di Stefanos poggiano su solide basi costituite da consistenti colpi di rimbalzo dove all’elegante rovescio si affianca una ficcante esecuzione del dritto a sventaglio. Per scardinare la concreta versione sin qui esibita da Roger dovrà mettere in campo una tattica impregnata di coraggio senza cadere nell’incoscienza. Sarà uno scontro generazionale da ammirare con gli occhi e da gustare con una lunga e appagante colazione.


Simona balla da sola (Daniele Azzolini, Tuttosport)

Balla da sola, Simona Halep, senza il coach che l’ha condotta a credere un po’ di più in se stessa, senza una voce che le indichi la strada in un tennis che lei, piccolina contro le molte grandi, è sempre stata costretta a interpretare anima e corpo, gettandosi a capofitto nelle partite. Balla da sola, Simona, fra i tanti amici che la seguono, con il capitano rumeno della Fed Cup, Florin Segarceanu, che prova a farle da supporto, perché nessuno potrebbe sostituire Darren Cahill nel cuore della Halep. Ma Darren, ormai, è una voce al telefono. Ha lasciato la sua piccola creazione a fine anno,  obbligato a un ritorno in famiglia da problemi che non riusciva più a gestire in giro per il mondo. Si sentono, si parlano, e lui sa ancora cosa dirle, ma Simona in campo ci va da sola, perché questa è la sua nuova condizione mentale. E ora che la stagione nuova è cominciata, tutto sommato non le dispiace. «Farcela con le mie forze, scegliere la strada giusta tenendo conto di tutto ciò che ho imparato in questi anni, confrontarmi con Darren dopo che ho preso la mia decisione, mi rende felice». Numero uno di un tennis al femminile che non ha mai supposto possa esistere qualcuna migliore di Serena Williams, e dunque in grado di farne le veci. Anche lei, all’inizio. Ma ora meno: «Non mi sento più una numero uno al condizionale, con i “se” e con i “ma”. Serena è la più grande fra tutte noi, inarrivabile per le vittorie conquistate, e per quello che ha dato al movimento del tennis femminile. l’ammirazione nei suoi confronti è profonda. Ma ora che lei gioca meno di una volta, io ho i punti per stare là in cima. E non vedo perché non dovrei sentirmi numero uno a pieno titolo». In fondo, Simona è l’unica che abbia provato a spezzare quella condizione di eterna sottomissione all’aliena Serena. Non ha nemmeno le caratteristiche fisiche per interpretare un tennis “come quello della Williams”. Lei è la più piccola del gruppo, e lo è da sempre. È stata costretta a farsi largo dando di più: più anticipo, più corsa, più aggressività, più voglia di farcela. E’ da quattro anni fra le prime dieci, e numero uno a fine anno da due stagioni consecutive. Quattro anni che le hanno messo addosso quel po’ di sicurezza che andava cercando, lei nata piccola piccola e con il seno grosso grosso, del quale un po’ si vergognava, fino a decidere di farselo ridurre – da una sesta a una terza – per poter giocare a tennis più liberamente. E oggi finalmente disposta ad accettarsi per quello che è. Così, il prossimo confronto con Serena, assume contorni particolari e un valore di molto superiore a un qualsiasi match degli ottavi di finale. «Non mi intimidisce più battermi contro Serena. Sarà che ci ho perso così tante volte. Forse lei non è più quella di una volta, non saprei dirlo con sicurezza, certo gioca meno di prima e ha tante altre cose per la testa. È una mamma. Ma io la capisco, anche per me è stato importante uscire dal tennis come unico scopo della mia vita, fare altro, divertirmi di più. Mi ha alleggerito la vita, e mi ha dato una mano a combattere i problemi fisici che mi porto dietro, quelli alla schiena soprattutto che so che mi potrebbero bloccare da un momento all’altro. Non avessi compiuto questi passi, sarei rimasta da sola con i miei guai, e sarebbe stato peggio. Invece, mi concedo un po’ di più, vivo un po’ di più, esco con gli amici. E se perdo, so che posso cercare di fare meglio la volta successiva». Ieri Simona ha eliminato Venus, la sister trentanovenne (quasi), e Venus le ha fatto i complimenti. Più tardi, Serena ha preso a pallate la 18enne Dajana Yastremska, ucraina che prima o poi vedremo in Top Ten. Il problema, semmai, è proprio questo: Serena è tornata a prendere a pallate tutte quante, in tre partite ha lasciato appena nove game. Simona lo sa. Ma ha imparato a non preoccuparsene più.

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Australian Open: Nadal fa sul serio, Tiafoe si regala i primi quarti Slam https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-nadal-fa-sul-serio-tiafoe-si-regala-i-quarti/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-nadal-fa-sul-serio-tiafoe-si-regala-i-quarti/#respond Sun, 20 Jan 2019 07:29:43 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285715 MELBOURNE - Rafa concede qualcosa a Berdych solo nel terzo set (un set point annullato), Frances festeggia il compleanno battendo Dimitrov. 11esimo quarto di finale a Melbourne per Nadal]]>

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VANNI GIBERTINI E BEN ROTHENBERG COMMENTANO LA GIORNATA (IN INGLESE)


da Melbourne, il nostro inviato

[2] R. Nadal b. T. Berdych 6-0 6-1 7-6(4)

BERDYCH NON C’È, RAFA C’È ECCOME – La versione “asciugata” di Tomas Berdych (il ceco ha perso almeno 4-5 chili di massa, adesso non è più una statua di muscoli ma è tutto un nervo, e ha fatto bene a mio avviso) potrebbe essere, nell’assolato pomeriggio della Rod Laver Arena, il primo test di una certa rilevanza per Rafa Nadal nel torneo, fermo restando che il fuoriclasse spagnolo rimane strafavorito. Ma non sarà così, purtroppo per Berdych, anzi l’esatto contrario. Tomas è rientrato bene nel circuito dopo la lunga pausa per l’infortunio alla schiena, come detto è bello magro e scattante, e la palla come sempre gli viaggia alla grandissima. Dall’altra parte della rete, però, il buon vecchio Rafa entra da subito in partita di grinta e cattiveria agonistica, e come ben sappiamo tutti da quasi 15 anni, la versione “guerriero” di Nadal può facilmente diventare uno schiacciasassi.

Alle splendide e filanti pallate di Berdych (dalla tribuna, fanno lo stesso suono pieno e schioccante di quelle che ieri sera Karolina Pliskova sparava contro Camila Giorgi, scuola ceca tecnicamente numero uno, poco da fare), Nadal oppone attacchi e accelerazioni altrettanto potenti, anche con traiettorie più lavorate ovviamente. Il risultato, complici alcune ingenuità di Tomas, sono due break a freddo, poi un terzo, e in 27 minuti siamo 6-0 per lo spagnolo. 9 vincenti (di cui 5 gran dritti), 3 errori Nadal, 3-10 Berdych, 26 punti a 10 in totale. In altre parole, non c’è partita. L’unica possibilità che ha Tomas, ora, è cancellare tutto e ricominciare come fossimo 0-0, ma di là ha un diavolo che non accenna a rallentare la sua asfissiante pressione. Il servizio reso più fluido dal lavoro con Francisco Roig sta funzionando a dovere, dritto e rovescio sono le solite armi implacabili, è veramente una versione di lusso di Rafa. Ancora break a inizio secondo set, in un amen Nadal sale 3-0, la cosa si sta facendo imbarazzante per quello che in ogni caso è un campione, Berdych deve almeno reagire di orgoglio.

Tiene un game di battuta il ceco, finalmente, con annesso applausone che il simpaticissimo Tomas prende con ironia, alzando il pugno al cielo come per una vittoria. Ma chiaramente la vicenda non impietosisce lo spagnolo, che continua a macinare tennis, incassare gli errori avversari, e prosegue per la sua strada. Tra le tante cose belle che ci sta facendo vedere Rafa oggi, al netto dell’inconsistenza di Berdych (37% di prime in campo, 27% di punti con la seconda, così non vinci mai), diversi drittoni chiusi in corsa, sia lungolinea che diagonali stretti, ci danno una buona indicazione sul suo effettivo livello. Che dovrebbe iniziare a preoccupare i principali contendenti per il titolo finale, a mio avviso, tra cui Nadal ovviamente è inserito di “default”, ma come sappiamo l’Australian Open non è mai stato il suo terreno di caccia preferito. Mentre scrivo queste considerazioni in diretta, davanti a me Rafa piazza il quarto ace della sua partita, e chiude 6-1 il secondo set. Credo che se non cambierà nulla, farò comodamente in tempo per l’aperitivo stampa delle 17, per chi se lo stesse domandando sono queste le fondamentali valutazioni che portano i giornalisti a tifare per l’uno o per l’altro (scherzo, naturalmente, ma di questo match è davvero difficile scrivere qualcosa di non banale, e sinceramente dispiace per Tomas, che è tennista fortissimo e ragazzo adorabile).

Scocca giusta l’ora di gioco. Il povero Berdych è talmente frastornato da non chiamare la verifica di Hawk-Eye su un servizio di Nadal che in tribuna stampa – siamo ben allineati come visuale – avremmo giurato in 20 fosse fuori, o al massimo sfiorasse la riga di un millimetro, anche Rafa ha un attimo di esitazione. Il ceco invece dà un’occhiata, scuote la testa, e cambia campo, l’impressione è che voglia solo andarsene in doccia. Un minimo di equilibrio a inizio terzo set, si arriva al 2-2 con quattro game tenuti a zero da chi batte, poi ancora Tomas in pericolo, con due palle break annullate però bene in attacco, il ceco sale 3-2. L’unico, infinitesimale, piccolissimo rischio che potrebbe correre adesso Rafa (e con lui il mio aperitivo) potrebbe essere un calo di tensione dovuto all’estrema semplicità della partita finora. Ma non è cosa da Nadal. Infatti, il massimo sforzo prodotto da Berdych si concretizza solo nel tenere la battuta senza soffrire troppo, fino al 5-5.

Ma che il match ora sia assolutamente in equilibrio lo si capisce proprio a partire dall’undicesimo game: prima due palle break Rafa, ben annullate da Tomas, poi sul 6-5 addirittura il 30-40 su battuta Nadal che è anche un set-point Berdych. Grande Nadal con il drittone a salvarlo, e poco dopo siamo al tie-break. Il mio aperitivo ormai è perduto, ma va bene così, il ceco non meritava di uscire dal torneo senza almeno mettere un po’ di ansia a Rafa. E dal punto di vista dello spagnolo, almeno un set lottato e risolto sul filo di lana è finalmente il test che speravamo tutti di vedere a inizio partita. Tomas è anche il primo a salire in vantaggio di un mini-break, portandosi avanti 4-3 e due servizi, ma è l’ultimo punto della sua partita. Due errori, un drittaccio di Rafa, e alla fine uno scambio in pressione lo condannano, 7-4 e fine della contesa. Sinceramente, ci si poteva aspettare di più da Berdych, ma alla fine, almeno un set in cui ha costretto Nadal a impegnarsi seriamente ce lo ha dato.

ORA TIAFOE – Nel suo undicesimo quarto di finale a Melbourne Park (il 37esimo in un Major), Rafa sfiderà per la prima volta in carriera lo statunitense Frances Tiafoe. Nel giorno del suo 21esimo compleanno, Frances si fa il regalo più bello conquistando per la prima volta in carriera i quarti di finale in uno Slam al 12esimo tentativo. Grigor Dimitrov, che manca l’occasione di entrare per il terzo anno consecutivo negli ultimi otto dell’Australian Open, si arrende in quattro set dopo tre ore e 39 minuti di partita. “Cosa significa questa vittoria? Significa tutto, ho lavorato sodo. Dieci anni fa dissi ai miei genitori che ce l’avrei fatta, che avrei cambiato la loro vita e la mia. Ora sono nei quarti di finale di uno Slam a 21 anni… Non riesco a crederci. Rafa? Sarà meglio che si faccia trovare pronto”, ha scherzato a fine partita Tiafoe, che grazie a questo successo diventa il secondo giocatore americano capace di raggiungere i quarti a Melbourne dai tempi di Andy Roddick nel 2010 (l’unico altro tennista a riuscirci è stato Tennys Sandgren, fermato lo scorso anno da Hyeon Chung a un passo dal sogno semifinale).

Frances Tiafoe – Australian Open 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Risultati:

[6] M. Cilic vs [22] R. Bautista Agut
[3] R. Federer vs [14] S. Tsitsipas

F. Tiafoe b. [20] G. Dimitrov 7-5 7-6(6) 6-7(1) 7-5
[2] R. Nadal b. T. Berdych 6-0 6-1 7-6(4)

Il tabellone maschile

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Kvitova, rivincita su Anisimova. L’Australian Open perde Kerber: sorpresa Collins https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/kvitova-rivincita-su-anisimova-laustralian-open-perde-kerber-sorpresa-collins/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/kvitova-rivincita-su-anisimova-laustralian-open-perde-kerber-sorpresa-collins/#respond Sun, 20 Jan 2019 05:58:52 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285722 MELBOURNE - Vittoria nettissima di Petra, ma che belle prospettive per Amanda. Primi quarti Slam per la 25enne americana: la numero 2 del mondo (lenta e poco reattiva) raccoglie la miseria di due giochi]]>

da Melbourne, il nostro inviato

[8] P. Kvitova b. A. Anisimova 6-2 6-1

GRANDE PETRA, FUTURO AMANDA – Una splendida mattinata di sole accoglie sulla Rod Laver Arena il primo ottavo di finale della parte bassa del tabellone femminile, Petra Kvitova opposta alla rivelazione del torneo Amanda Anisimova. Petra la conosciamo (e apprezziamo, io personalmente almeno) tutti, la novità è la diciassettenne Amanda, che diventerà maggiorenne il 31 agosto di quest’anno, è già meritatamente tra le top 100 WTA (n° 87), e qui è arrivata tra le prime 16 dopo aver battuto avversarie di gran livello (Niculescu, Tsurenko e soprattutto la fortissima Aryna Sabalenka). Gioca davvero bene Anisimova, statunitense di genitori russi, potete leggere qui il profilo a lei dedicato da Alessandro Stella.

Ieri avevo seguito la partita tra Serena Williams e Dayana Yastremska, giovanissima come Amanda, e il risultato purtroppo per l’emergente ucraina era stato un 6-2 6-1 senza appelli, ma soprattutto, l’aspetto emotivo aveva giocato un gran brutto scherzo alla brava Dayana, che era bloccata dalla tensione, e alla fine era tanto affranta da suscitare l’istinto materno di Serena, che l’ha consolata a lungo con dolcezza. Più o meno nella stessa situazione (magari Kvitova non avrà il carisma di Williams, però quando è in forma come in questo Australian Open a livello di tennis non è assolutamente da meno), oggi Amanda ha incassato a sua volta, in 59 minuti, con lo stesso identico punteggio, la “stesa” che spesso per le ragazzine terribili è quasi un rito di passaggio per arrivare tra le grandi.

Avevano già giocato contro, l’anno scorso a Indian Wells, ed era stata la prima grande affermazione per Amanda, complice una ceca non al meglio, stanca e fallosa. Certamente, un minimo di “dente avvelenato” la peraltro dolcissima Petra lo aveva, oggi, e per Anisimova non c’è stato scampo. Ma il modo in cui ha perso è stato molto, molto diverso. Da subito Petra ha giocato al suo massimo, concentratissima (e Kvitova concentratissima che dà il suo meglio è una che le spazza via dal campo tutte), dall’altra parte della rete però le venivano restutuiti spasso e volentieri dei missili e degli angoli vincenti pari ai suoi. Con qualche imprecisione in più, ovvio, ma sempre e comunque con l’atteggiamento di una che ci crede senza timori reverenziali, almeno fino al secondo parziale, quando comprensibilmente la statunitense è calata di testa. Primo set, 6-2 Kvitova, con saldo vincenti-errori di 8-6, quindi come detto livello molto alto della fuoriclasse ceca, ma Anisimova ha messo a referto un 7-11, notevolissimo comunque.

La differenza, che abbiamo visto anche nel secondo set (6-1 Kvitova), è stata la gestione dei punti che pesano, ovvia e scontata capacità della campionessa che Petra è. Ma ci arriverà anche Amanda, e presto. Perché oltre a un ottimo servizio, e ad accelerazioni fenomenali, Anisimova ha fatto vedere anche angoli, aperture di gioco, geometrie non banali. Il fucile ce l’ha, ed è già carico, la ragazzina, ma non si limita alla sparatoria senza pensiero, il che per una tennista così giovane, in un circuito WTA preda delle sparapalle, è una bella cosa davvero. Ci si rivede presto ad altissimi livelli, cara Amanda. Petra vola ai quarti di finale come un treno (17 game persi in 4 match!), e se non succede qualcosa di inaspettato in negativo, a mio avviso è strafavorita con Ashleigh Barty.

D. Collins b. [2] A. Kerber 6-0 6-2

INCREDIBILE COLLINS – È la sorpresa del giorno, ma non solo. Fin qui, dell’intero torneo. Una Kerber stranamente passiva e spenta, cede nettamente alla 25enne americana Danielle Collins. 6-0 6-2 in appena 56 minuti di gioco per la ragazza proveniente dalla Università della Virginia (due titoli NCAA per lei in tre stagioni, laurea in comunicazione nel 2016). Esattamente un anno fa, da numero 160 del mondo, perdeva nel terzo turno delle qualificazioni dell’Australian Open contro Denisa Allertova, raccogliendo la miseria di un game. Dodici mesi dopo, al debutto nel main draw dello Slam down under (quinta presenza in assoluto in un Major), conquista la vittoria più prestigiosa della sua carriera e i quarti di finale in uno Slam per la prima volta.

Fin dai primi scambi si intuisce che non sarà la giornata di Kerber, che nell’unico precedente giocato tra le due (lo scorso anno sull’erba di Eastbourne), aveva trionfato con un perentorio 6-1 6-1. La tedesca, una delle grandi favorite della vigilia e campionessa a Melbourne nel 2016, cede il servizio a zero nel primo gioco dell’incontro. Sarà solo il primo, ne seguiranno infatti altri cinque consecutivi: il primo parziale finisce 6-0 in 20 minuti di gioco, con Collins che mette a referto 13 vincenti e 5 gratuiti. Kerber prova la reazione nel primo gioco del secondo set: strappa la battuta alla statunitense ma non conferma il vantaggio, cedendo immediatamente il break appena conquistato.

La tedesca è spenta, lenta, poco reattiva, la sua palla non viaggia e non mette l’avversaria in difficoltà. Collins (salita alla ribalta lo scorso anno a Miami, quando raggiunse la semifinale) gioca un match praticamente perfetto ed è bravissima ad approfittarne della giornata no della sua avversaria. L’unico altro game del suo incontro Kerber lo conquista sul 2-1 in favore di Collins, tenendo la battuta per la prima ed ultima volta nel match. Priva di reazioni e di grinta agonistica, Angie saluta amaramente Melbourne Park subendo una striscia di quattro giochi consecutivi. Danielle chiude con 29 vincenti e 17 errori gratuiti, Kerber con 6 vincenti, 17 gratuiti e 5 doppi falli.

Danielle Collins – Australian Open 2019 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

Per Collins si tratta della sesta vittoria in carriera contro una top 20, a fronte di nove sconfitte: i precedenti successi erano arrivati contro Keys (n.14, Indian Wells 2018), Vandeweghe (n.16, Miami 2018), Venus Williams (n.8, Miami 2018), Goerges (n.14, Australian Open 2019) e Garcia (n.19, Australian Open 2019). Diventa inoltre la prima giocatrice proveniente dal college a conquistare un quarto di finale a livello Slam dai tempi di Lisa Raymond, che raggiunse le ultime otto proprio a Melbourne nel 2004. Al prossimo turno attende la vincente di Stephens-Pavlyuchenkova.

Risultati:

[8] P. Kvitova b. A. Anisimova 6-2 6-1
[15] A. Barty b. [30] M. Sharapova 4-6 6-1 6-4

[5] S. Stephens vs A. Pavlyuchenkova
D. Collins b. [2] A. Kerber 6-0 6-2

La prima volta di Barty: battuta Maria Sharapova
Il tabellone femminile

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Australian Open, la prima volta di Barty: battuta Sharapova https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-la-prima-volta-di-ashleigh/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-la-prima-volta-di-ashleigh/#respond Sun, 20 Jan 2019 04:57:23 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285724 MELBOURNE - L'Australia è in festa: la sua numero 1 sconfigge Maria Sharapova e raggiunge i quarti di finale]]>

[15] A. Barty b. [30] M. Sharapova 4-6 6-1 6-4

Tre anni dopo la sua decisione di abbandonare il cricket professionistico che aveva intrapreso dopo la sua carriera da tennista junior e tornare al circuito WTA, Ashleigh Barty conquista il suo primo accesso ai quarti di finale di un torneo del Grande Slam, e lo fa battendo in rimonta una campionessa con quattro quarti di nobiltà tennistica come Maria Sharapova. La sua partita ha paralizzato per oltre due ore tutte le zone di Melbourne Park vicine ai grandi schermi, con le migliaia di persone presenti nei ground assiepate a tifare la n.1 australiana nel Major di casa. Sharapova ha portato a casa il primo set con un tennis impeccabile e molto efficace, ma la sua condizione fisica si è dimostrata insufficiente per mantenere quel tipo di livello abbastanza a lungo da vincere la partita. I suoi passi si sono fatti progressivamente più pesanti ed il suo servizio sempre meno pericoloso, permettendo a Barty di sviluppare le proprie trame di gioco.

La storia tattica della partita è quella attesa: Ashleigh cerca di usare la sua maggiore varietà di colpi e soprattutto il suo slice di rovescio per imbrigliare Sharapova, mentre la russa prova a far prevalere la sua maggiore spinta offensiva negli scambi da fondocampo. Il primo set è legatissimo al servizio per i primi sei game, poi cominciano ad arrivare le palle break. Sharapova prima ne manca una nel settimo game, poi ne cancella due nel gioco successivo giocando e soprattutto servendo con grande attenzione. L’unico break del set arriva subito dopo, sul 4-4, quando Barty si ingarbuglia da sola, sbaglia un paio di palle di troppo e poi finisce per regalare un rovescio slice troppo disinvolto ad una Sharapova tenacissima in difesa che non molla una palla e non arretra di un centimetro a meno che non sia assolutamente costretta.

Dopo i 49 minuti del primo set a grande intensità, Maria ha un calo evidente, il servizio la tradisce (tre doppi falli in due game) consentendo ad Ashleigh di mettere molte più risposte in gioco, e soprattutto perde enormemente di efficacia sui colpi insaponati di Barty. In soli 32 minuti l’australiana pareggia il conto con un perentorio 6-1 (tecnicamente leggero perché con “soli” due break, ma sempre di un 6-1 si tratta).

Sharapova esce dal campo per un toilet break prima del terzo set, rimane fuori per oltre sette minuti e riceve una selva di “boo” al suo rientro, giusto per ricordarle che sta giocando contro la n.1 d’Australia. Anche se la russa è regolarmente rientrata in campo, il suo servizio probabilmente è rimasto negli spogliatoi perché Sharapova cede altre due battute consecutive apparendo quasi impotente. Sul 4-0 Barty ha un momento di incertezza e permette a Sharapova di riavvicinarsi sul 3-4. Sul 4-2 40-40 le due giocano quello che probabilmente è il punto del torneo, con 21 scambi, uno dei quali al di fuori dal paletto, poi la giocatrice di casa deve fronteggiare due chance del controbreak per il 4-4, che annulla con attenzione, e dopo 2 ore e 22 minuti di gioco (61 solamente per il terzo set) Ashleigh Barty con il quarto ace si conquista l’accesso ai quarti di finale e dà inizio al “Barty party” in tutto Melbourne Park.

(in aggiornamento)

Risultati:

[8] P. Kvitova b. A. Anisimova 6-2 6-1
[15] A. Barty b. [30] M. Sharapova 4-6 6-1 6-4

[5] S. Stephens vs A. Pavlyuchenkova
D. Collins b. [2] A. Kerber 6-0 6-2

Kvitova, rivincita su Anisimova. L’Australian Open perde Kerber: sorpresa Collins
Il tabellone femminile

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Australian Open, rassegna stampa: Serena in versione materna piace a tutti https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-rassegna-stampa-serena-in-versione-materna-piace-a-tutti/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-rassegna-stampa-serena-in-versione-materna-piace-a-tutti/#respond Sun, 20 Jan 2019 01:59:16 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285733 MELBOURNE - Attesa per il match tra Ashleigh Barty e Maria Sharapova. Sui giornali di oggi, rilievo e simpatia per Williams che consola Dayana Yastremska]]>

da Melbourne, il nostro inviato

La stampa australiana, oltre ai soliti articoli che seguono e sostengono l’unica ragazza di casa, Ashleigh Barty, oggi si è focalizzata su una storia umanamente molto carina, ovvero il modo affettuoso e protettivo, materno, con cui Serena Williams ha consolato la sua giovane avversaria Dayana Yastremska dopo averla nettamente battuta. Anche Novak Djokovic si prende un bel pezzo all’interno, dopo la sua vittoria su Denis Shapovalov.

 


Nelle pagine interne anche un simpatico fotoracconto dell’esultanza “alla Lebron James” del simpatico e guascone Frances Tiafoe, un pezzo sulla rimonta di Naomi Osaka sull’insidiosa cinese di Taipei Su-Wei Hsieh, e il rammarico per la fine della notevole cavalcata di Alex Bolt.

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Australian Open LIVE: la settima giornata https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-live-la-settima-giornata/ https://www.ubitennis.com/blog/2019/01/20/australian-open-live-la-settima-giornata/#respond Sat, 19 Jan 2019 23:53:14 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=285726 La diretta della settima giornata dell’Australian Open 2019]]>

L’ordine di gioco, i campi e gli orari del DAY 7
Il tabellone maschile – Il tabellone femminile

Tutto quello che c’è da sapere sull’Australian Open 2019

Cronache dal day 6

Approfondimenti 

La diretta FB dei nostri inviati

Australian Open Day 6: Italia a casa

Pubblicato da Ubitennis su Sabato 19 gennaio 2019

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