UBITENNIS https://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Sun, 15 Jul 2018 21:48:43 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Djokovic rinasce a Wimbledon https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/djokovic-rinasce-wimbledon/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/djokovic-rinasce-wimbledon/#respond Sun, 15 Jul 2018 15:30:28 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=269025 LONDRA - Anderson acciaccato battuto in tre set (ha avuto cinque set point nel terzo). Quarto trionfo a Londra, tredicesimo Slam in carriera. Tornerà numero 10 ATP]]>

[12] N. Djokovic b. [8] K. Anderson 6-2 6-2 7-6(3) (da Londra, il nostro inviato)

Quarto titolo ai Championships, tredicesimo Slam, ritorno in top 10 (proprio alla decima posizione), altro che “non so se giocherò la stagione su erba“, come disse dopo essere stato sconfitto da Marco Cecchinato ai quarti del Roland Garros. Il gran torneo di Novak Djokovic, con il capolavoro del successo in cinque set su Rafa Nadal nella semifinale divisa in due parti, gli ha consegnato, come regalo e premio, una finale che è stata una passerella per due set, e una lotta solo nel terzo. Il povero Kevin Anderson, alla seconda sconfitta nell’atto conclusivo di un Major dopo lo US Open 2017 (perse da Nadal), non è riuscito a muoversi al 100% in campo, come ampiamente prevedibile dopo le tremende maratone (4 ore e un quarto contro Federer, 6 ore e mezza contro Isner) che ha eroicamente vinto per conquistarsi questa partita.

SPIETATO NOLE – Fin dall’inizio, e qualche maligno in tribuna stampa dice fin dal palleggio di riscaldamento, si vede chiaramente che Anderson è menomato nei movimenti, in particolare pare avere difficoltà ad affondare con efficacia gli appoggi. Voci dal clan sudafricano, ufficiose, sostenevano che il problema maggiore fossero vesciche sotto i piedi, oltre agli ovvi indolenzimenti muscolari assortiti. Sia come sia, il primo set scappa rapidamente in favore di Djokovic, che brekka al primo e al quinto game, per poi chiudere 6-2. A parte qualche sprazzo come alcuni servizi vincenti, e un paio di buone accelerazioni da fondo qua e là, Kevin non sembra davvero in grado di difendere le sue possibilità. Anderson si fa massaggiare il braccio al cambio campo, ma in effetti è l’unica cosa che gli viaggia fluida.

È stata dura recuperare dopo le semifinali, venerdì non ho praticamente dormito, sabato è andata meglio, ma alla fine la partita non è stata condizionata da questo, quanto dal fatto che non sono riuscito a giocare il mio miglior tennis“, si schermisce con grande signorilità Kevin. “Ero nervoso all’inizio, dopo mi sono sentito molto meglio“.

Giustamente, Nole non si fa intenerire, palleggia solido senza esagerare, si concentra a mettere in campo più risposte possibili, e questo gli è più che sufficiente. Il pubblico mormora, e cerca di incoraggiare Anderson con autentiche ovazioni ogni qualvolta Kevin piazza un vincente, ma non c’è nulla da fare. Frastornato, il sudafricano commette anche diversi doppi falli, oltre a fallire accelerazioni di dritto che di solito non sbaglia mai. Due break subiti anche nel secondo parziale per lui, e solo un sussulto, con palla per recuperarne uno, sul 2-5 con Nole al servizio per il secondo set: Anderson è sotto il proverbiale treno, 6-2 6-2 Djokovic. Era la prima palla break mai ottenuta da Kevin in una finale Slam, non ne aveva avute nè contro Nadal a New York, nè ovviamente contro il serbo finora. Non è passata nemmeno un’ora e un quarto, sto immaginando il disappunto dei tanti che, mesi e mesi fa, hanno pagato anche migliaia di sterline per un posto sul Centre Court oggi.

CONCLUSIONE TESA – Il match prosegue, e colpo dopo colpo è sempre evidente la difficoltà di Anderson ad affondare gli appoggi. Può essere che in effetti il problema di vesciche sia davvero quello che lo limita maggiormente. Il suo orgoglio nel rifiutarsi di mollare, facendo il pugnetto a ogni punto conquistato, è assolutamente ammirevole. Gli applausi quando sale 4-3 nel terzo set, tenendo il quarto servizio, sono assordanti, quando Hawk-Eye dà torto a Djokovic poco dopo su un dritto di Kevin ancora di più, e quando arriva addirittura la seconda palla break per Anderson nel match si rischia la standing ovation. La cosa, chiaramente, non infastidisce minimamente Nole, che piazza due servizi vincenti, va 4-4, ed esulta pure lui, quasi contento di aver avuto finalmente una scusa per farlo. Forse in questa fase finale del set Djokovic potrebbe stare accusando un minimo di emozione, vedendo il traguardo tanto vicino, due doppi falli commessi nel decimo game ne sono un sintomo. E rischiano di costargli cari, perché regalano un set-point a Kevin, annullato con un bello scambio in pressione, con tanto di riga esterna presa. Ne arriva incredibilmente un terzo, di doppio errore, il sole che ora punta dritto negli occhi del serbo sicuramente è una concausa, ricordiamo che gioca con le lenti a contatto. Nole annulla senza problemi anche questo secondo set-point, e pareggia 5-5, sinceramente queste sue difficoltà sono giunte inaspettate, anche perchè se le è procurate da solo.

Mi sentivo benissimo i primi due set, poi lui è salito tanto nel terzo, è stato il giocatore migliore in quella fase, ma io ho creduto in me stessospiega Novak alla ESPN subito dopo il match. “Più vinci, più fiducia puoi avere, fiducia su cui contare“.

Bravo, bravissimo Kevin a stare lì, adesso sta servendo bene, mentre Djokovic accenna qualche movimento di stretching. Tiene a zero la battuta il sudafricano, garantendosi il tie-break (con Nole ne ha vinti 3 su 3 in passato). Ma i problemi del serbo continuano, va sotto 0-30, poi 15-40 sbagliando un dritto, e sono altri due set-point per Anderson. Fallisce il primo, bel dritto di Djokovic sul secondo, poi ancora gran pressione di Kevin e ne arriva un terzo, totale 5 nel set. Gli scappa lunga la risposta, però, e poco dopo si arriva al tie-break. Il nervosismo che all’improvviso sta attanagliando Nole si capisce anche dai diversi gesti, anche polemici, che rivolge verso il box giocatori, non si capisce se rivolto al suo clan o agli accompagnatori di Anderson. Siamo a 2 ore e 10 di parita, questo terzo set lottato sta salvando il pomeriggio. Ritrova concentrazione ed efficacia Djokovic, allunga sul 5-2, e chiude senza altri affanni per 7-3. Applausi e un bell’abbraccio per Anderson, che più di così non poteva fare, cuori mandati al pubblico per Nole, che si scrolla di dosso un periodo da incubo durato due anni.

“Durante gli ultimi due anni ho cercato di tenere un diario, per capire tutto quello che stavo attraversando. Ragazzi, se ne ho avuti, di alti e bassi! Ma è la vita, sono cose che succedono. Io ho cercato di migliorare e ritrovare il mio gioco, e questo è un grande, grande risultato. Mio figlio, voglio passare più tempo possibile con lui, parlandogli delle lezioni e delle esperienze che ho avuto nella mia vita. Ma c’è anche tanto che posso imparare da lui, è come fosse anche un mio maestro e un mio amico. Vederlo qui, con me, ora, è meraviglioso.
Tra quelli che hanno vinto 4 o più Wimbledon (Laver 4, Borg 5, Sampras 7, Federer 8), beh, forse quello a cui ho sempre guardato è Sampras, per me era un idolo. E ora gli sono arrivato vicino come numero di titoli Slam, è incredibile!

13 Slam sono tanta roba, 4 Wimbledon lo pongono sopra a gente del calibro di Boris Becker e John McEnroe (entrambi a 3 titoli qui). Bentornato, campione.

(in aggiornamento)

Il tabellone maschile

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Wimbledon ragazzi: la cronaca della finale https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/wimbledon-ragazzi-la-cronaca-della-finale/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/wimbledon-ragazzi-la-cronaca-della-finale/#respond Sun, 15 Jul 2018 15:29:12 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=269046 Il taiwanese Chun Hsin Tseng, testa di serie numero uno e numero uno del ranking junior, supera in tre set il britannico Jack Draper. Tseng: "Il mio idolo? Kei Nishikori"]]>

Sul Court 1 va in scena la finale junior maschile. Si comincia alle 13.00 locali in una giornata di sole piuttosto caldo per il clima londinese,  senza una nuvola. Vento praticamente assente. Protagonisti del match la testa di serie numero 1 (e numero 1 del ranking junior) il taiwanese Chun Hsin Tseng e un giocatore di casa, il britannico Jack Draper.  Non ci sono precedenti fra di loro.

Chun Hsin Tseng ha sedici anni: ne compirà diciassette fre un mese, visto che è nato l’8 agosto 2001, lo stesso giorno di Federer (con 20 anni esatti di differenza). È reduce dalla vittoria al Roland Garros 2018 e dalla finale degli Australian Open 2018. Ubaldo Scanagatta lo ha intervistato nei giorni scorsi e Chun gli ha raccontato alcune cose della sua carriera: ha come coach il padre, che di mestiere ha una attività commerciale (frutta e verdura), ma si è anche allenato diverse volte insieme a Yen-Hsun Lu, il più famoso tennista di Taipei (oggi 34enne), che a Wimbledon è arrivato nei quarti di finale nel 2010. Tseng ha giocato e vinto anche in Italia, al torneo di Salsomaggiore dove ha sconfitto in finale Lorenzo Musetti, che era ugualmente presente nel tabellone di Wimbledon junior 2018.

Jack Draper, numero 41 del ranking, è di qualche mese più giovane: è nato nel dicembre 2001 ed è mancino. La scorsa settimana ha raggiunto la semifinale al torneo di Roehampton, il classico evento su erba degli junior di preparazione per Wimbledon.

Draper apre al servizio. Dall’alto della sua altezza (attorno ai due metri di statura: non ho trovato una scheda ufficiale con le misure precise), il cappello con visiera all’indietro e la camminata un po’ ingobbita, sembra un giovane Isner. Solo che lui è mancino e, almeno all’inizio del match, non riesce a ottenere con il servizio quanto probabilmente si aspettava. Tira davvero delle ottime botte in prima palla (120-125 miglia), ma Tseng le gestisce piuttosto bene e quando si entra nello scambio quasi sempre finisce per avere la meglio. Nemmeno il tifo del pubblico per il giocatore di casa riesce ad arginare l’avvio del numero 1 del seeding, che dopo 15 minuti esatti si ritrova avanti già per 4-0.
Chissà forse su Draper pesa anche la fatica del match di semifinale, giocato sì 48 ore fa, ma durato oltre 4 ore e terminato per 7-6, 6-7, 19-17 (questo Wimbledon è stato decisamente l’edizione dei long set). Alla terza occasione finalmente Draper tiene la battuta e segna il primo game sul tabellone: 4-1 al cambio campo.

Non li avevo visti giocare prima e comincio a provare a individuare le loro caratteristiche. Draper fa molto conto, come prevedibile, sulla sua battuta e sul dritto per cercare di governare lo scambio, mentre il rovescio bimane risulta più una risorsa interlocutoria, a cui difficilmente si affida per chiudere lo scambio.
Tseng invece, più piccolo e reattivo (non sono sicuro arrivi al metro e ottanta) è un giocatore che sicuramente si muove meglio, ma non è comunque un attendista. Anche lui serve delle prime oltre le 115 miglia, e se l’avversario accorcia non esita a mettere i piedi nel campo per attaccare la palla alla ricerca del vincente. Ha già messo in mostra anche un discreto slice di contenimento e ha ottenuto uno dei due break con un perfetto lob di rovescio. In sostanza: anche se non si è ancora presentato a rete, i colpi da fondo li possiede tutti e li usa anche bene.

Draper, da mancino, con il suo dritto prova a insistere sulla diagonale sinistra, ma non è che riesca davvero a sfondare dalla parte del rovescio di Tseng, che ha un movimento bimane compatto e rapido: impatta la palla molto bene e tiene testa al colpo più forte del suo avversario. Altra qualità di Tseng: nelle rare volte in cui perde campo non rinuncia a spingere, e spesso riesce a tornare a ridosso della linea di fondo grazie alla profondità dei suoi colpi anche quando eseguiti dall’area “teloni”. Bastano 25 minuti perché Tseng brekki nuovamente il suo avversario e chiuda 6-1 tra il mormorio di delusione del Court 1. Sinora non c’è stata partita.

Secondo set.  Ormai Draper ha deciso di non accettare più lo scambio articolato di Tseng, perché il suo avversario si muove meglio e se si aprono gli angoli riesce a mandarlo a “remare” lontano dalla linea di fondo. Draper comincia allora a inserire improvvise accelerazioni di dritto, colpi a tutto braccio che sembrano scalfire la sicurezza di Tseng. Il numero uno del mondo è colto di sorpresa da questa novità, e finisce per perdere per la prima volta il servizio. Dopo tre quarti d’ora di tennis lo stadio comincia a credere in una rimonta sul 3-1 Draper.

Ma Tseng dimostra di sapersi adattare in fretta ai cambiamenti, e mette in campo le contromosse; cerca di impedire all’avversario di colpire il dritto da fermo, attraverso due opzioni: o il classico tergicristallo destra/sinistra o lo scambio insistito sulla diagonale destra (sul rovescio mancino di Draper) dal quale poi uscire improvvisamente con il dritto lungolinea, che Jack quasi mai riesce a raggiungere. È così che Chun recupera il break: l’aggiustamento tattico ha dato i suoi frutti. Quando poi tiene senza problemi la battuta il pubblico torna a mormorare di delusione: 4-3 Tseng.

Ora Draper è di nuovo costretto a inseguire nel punteggio e per agganciare Tseng sul 4-4 chiede il massimo aiuto al servizio (un ace, un paio di servizi vincenti). Dal 4-4 si viaggia spediti verso il tiebreak: quattro game tenuti a zero, in cui la battuta domina e non si scambia praticamente mai, se non in un paio di occasioni sul 6-5.
Tiebreak. Tseng sale 2-0 grazie a uno scambio vinto in difesa, ma poi Draper rovescia completamente la situazione: sotto di un minibreak decide di rischiare di più e domina i punti successivi. La colpa di Tseng probabilmente è quella di impostare lo scambio in modo un po’ troppo prudente con i colpi in uscita dal servizio: ogni volta Draper li aggredisce e finisce addirittura per vincere tutti e sette i punti successivi. 7-2 nel tiebreak e partita in equilibrio. 52 minuti di gioco per il secondo set.
Ora lo stadio è acceso a sostegno del giocatore di casa, e non sarà facile per Tseng “raffreddare” l’ambiente. Prima che cominci il set decisivo qualcuno tra il pubblico prova anche a far partire dei cori di sostegno a Draper.

Terzo set. Si comincia con tre game equilibratissimi, tutti prolungati ai vantaggi. E’ il segno che non ci sono più turni facili per chi serve: la battuta ormai incide meno. E infatti dall’1-1 si susseguono tre break consecutivi Nel sesto gioco Tseng, riesce a tenere la battuta per salire 4-2, ma Draper recupera. Siamo sul 4-4: Un’ora e 58 minuti di gioco e tutto è ancora in equilibrio.

A dispetto dell’andamento emozionante sul piano tecnico la partita è scesa: forse per la tensione o forse per la stanchezza ora prevalgono di gli errori sui vincenti. Il nono game conferma il trend: Draper commette una nuova serie di gratuiti, con addirittura un doppio fallo per cedere la battuta. Di nuovo Tseng avanti, questa volta a servire per i Championships sul 5-4.
Game conclusivo: il numero uno del mondo parte male (0-30) ma poi trova la concentrazione giusta per allungare gli scambi in attesa dell’errore quasi sempre puntuale dell’avversario: 40-30. Match point. E qui Tseng trova il modo perfetto per chiudere la partita: un ace centrale che solleva la classica nuvoletta di gesso, immagine ideale per immortalare nel modo migliore un grande momento della sua giovane carriera. 6-1, 6-7(2), 6-4 il risultato finale in 2 ore e sei minuti complessivi.

Come sempre è difficile dire se due sedicenni avranno un grande futuro tra i professionisti. Credo però si possa cominciare a definirli in base al loro tennis. L’impresssione è che Draper avrà bisogno di campi veloci per far valere la potenza della sua battuta e non dover correre troppo durante lo scambio. Invece Tseng sembra un tipico giocatore contemporaneo, direi con qualità alla Djokovic. Non per nulla ha raggiunto la finale Slam sul cemento australiano, ha vinto sulla terra parigina e ora sull’erba londinese. Vedremo se crescerà a sufficienza (sotto tutti gli aspetti: fisico, tecnico, mentale) per affermarsi anche tra gli adulti.

In conferenza stampa Tseng è stato di poche parole (almeno in inglese): “Non ho pensato a vincere Wimbledon, ho pensato a vincere match dopo match. Il più grande supporto per me è la mia famiglia.” Infine: “Il mio idolo? Kei Nishikori, anche se non ho mai giocato con lui. Ho solo una foto che abbiamo fatto insieme”.

Statistiche
Ace/doppi falli: Tseng 9/5, Draper 5/5
Servizio più veloce (miglia): Tseng 116, Draper 126
Risposte in campo: Tseng 71%, Draper 69%
Vincenti/errori non forzati: Tseng 26/18, Draper 28/42
scambi vinti 0-4 colpi: Tseng 68, Draper 71
scambi vinti 5-8 colpi: Tseng 25, Draper 17
scambi vinti +9 colpi: Tseng 14, Draper 6
Punti a rete totali/vinti: Tseng 15/13, Draper 23/12

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Djokovic: “Non potevo scegliere posto migliore per tornare a vincere” https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/djokovic-non-potevo-scegliere-posto-migliore-per-tornare-vincere/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/djokovic-non-potevo-scegliere-posto-migliore-per-tornare-vincere/#respond Sun, 15 Jul 2018 14:37:51 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=269081 Il quattro volte campione di Wimbledon riflette sul suo inatteso titolo ai Championships, il suo tredicesimo titolo dello Slam]]>

L’anno scorso avevi lasciato Wimbledon con l’infortunio al gomito. Sei tornato di nuovo come campione. Parlaci del tuo lungo viaggio.

È stato un lungo viaggio, soprattutto considerando che l’infortunio al gomito mi ha portato fuori dal tour per sei mesi. Quando ho iniziato ad allenarmi di nuovo, ho giocato in Australia, ma ho giocato con il dolore.

L’intervento chirurgico per me era diventato inevitabile, anche se ho tentato di tutto per evitarlo, ad essere onesti. È stato il primo, e spero solo, un intervento chirurgico. Doveva succedere.

Poi ho recuperato bene. Forse troppo velocemente. Sono tornato in campo troppo in fretta. Non ero pronto per gareggiare a Indian Wells, Miami. Mi ci sono voluti diversi mesi per riconquistare la fiducia, tornare com’ero, iniziare a colpire il maggior numero possibile di palle in allenamento.

Ma per tornare non potevo scegliere il posto migliore. Wimbledon è sempre stato un torneo molto speciale per me… Ho sognato di vincerlo quando ero un bambino di sette anni. Ho realizzato molti trofei improvvisati di Wimbledon con materiali diversi. Ho sempre sognato di vincere Wimbledon.

È stato il tuo più grande successo, considerato quello che hai passato?

Forse di più nel 2011 quando ho vinto qui, quando sono diventato il n °1 del mondo. In soli due giorni tutti i miei sogni si sono avverati. È davvero difficile paragonare la vittoria e il trofeo di quest’anno con gli altri tre perché sono tutti speciali. Ma se posso sceglierne uno, sarebbe probabilmente il primo e la vittoria di quest’anno. Perché mio figlio era alla cerimonia del trofeo, cosa che lo ha reso davvero speciale.

Sei di nuovo tra i primi 10. Lo avresti immaginato all’inizio dell’anno che saresti tornato a questo punto oggi?

Ad essere onesti, ho imparato come essere paziente in questo tipo di processo. Dopo l’intervento chirurgico del gomito, ero davvero impaziente. Volevo tornare e gareggiare il più velocemente possibile. Ma poi ho capito che era troppo presto. Quindi ho dovuto imparare la lezione in modo duro.
Per rispondere direttamente alla tua domanda, no, non mi aspettavo di essere di nuovo nella forma migliore già qui a Wimbledon così in fretta. Se me lo avessi chiesto dopo il Roland Garros, ero pieno di dubbi.
Ma allo stesso tempo c’è una parte di me che crede sempre nelle mie capacità, crede nella mia qualità del tennis.
Le mie ambizioni e le mie aspettative sono piuttosto alte. In questo momento è facile raccontarlo, ma ho dovuto vivere questi passaggi di persona. Ma voglio ringraziare tutte le persone che mi sono state molto vicine e che hanno creduto davvero in me.

Forse pensavi di aver provato di tutto nel mondo del tennis negli ultimi 10 anni. Con le ultime due partite hai dimostrato qualcosa di nuovo a te stesso, hai raggiunto limiti che pensavi che non ci fossero?

Sì. Ho perso quarti di finale del Roland Garros. Dopo una grande lotta, una lunga partita. Non ho giocato al meglio nei momenti decisivi. Mi è mancata, quel tipo di partita punto a punto con un grande avversario in un torneo del Grande Slam.
Giocare contro Nadal in semifinale qui è stato il test più grande sotto questo aspetto. Ecco perché ho dato il massimo, sapevo quanto questo significasse per me e quanto significasse per la mia fiducia.
Certo, non ho avuto un giorno di riposo tra semifinali e finali. Ma ho fatto tutto il possibile per recuperare. Mi sono sentito davvero molto bene oggi. Oggi anche se Anderson non era al meglio ho probabilmente giocato i miei due migliori set da tanto tempo.

Quanto è stato importante oggi per te iniziare subito bene?

È stato importante. sapevo che Kevin era reduce da vittorie maratona. Aveva avuto un giorno libero, un giorno tra la semifinale e la finale. Sapevo che probabilmente aveva avuto abbastanza tempo per recuperare.

Ma allo stesso tempo sapevo che era la sua prima finale a Wimbledon, ed è una sensazione davvero diversa quando si è nella finale di Wimbledon rispetto a qualsiasi altro torneo. Per me invece oggi era la quinta volta, quindi ho provato a usare quell’esperienza per cominciare nel modo giusto.

Il break al primo game è stato il miglior inizio possibile. Dopo di che ho giocato bene per due set. Nel terzo set, lui è cresciuto, colpiva meglio e faceva meno errori, È stato il giocatore migliore del terzo set, senza dubbio. Ho solo cercato di resistere e mantenere la calma nei momenti decisivi. Ho servito bene, poi ho giocato un tie-break perfetto per finire.

Hai passato un periodo difficile ora e sei tornato, ma hai 31 anni. Hai attraversato un periodo di grande dominio nel passato. È realistico che tu possa tornare di nuovo a quel livello?

Capisco che le persone si chiedano se posso giocare costantemente a questo livello. Me lo chiedo io stesso. Allo stesso tempo non posso guardare troppo lontano, ma cogliere il momento.

Come ho detto, se mi avessero chiesto un mese e mezzo fa se pensavo di poter vincere a Wimbledon: avrei detto che lo speravo ma non ero certo del mio livello di tennis.

Ma adesso sono stato contento di come ho giocato al Queen’s e Wimbledon.

Sarà un’ enorme iniezione di fiducia per la stagione sul cemento americana. Lo US Open è stato sempre un torneo di successo per me. Non l’ho giocato l’anno scorso a causa di infortuni. Non vedo l’ora di tornare a giocarlo e vedere cosa succederà.

Sei nell’élite dei giocatori che hanno vinto quattro o più Wimbledon come Borg, Sampras, Laver e Federer. Ti vedi vicino a uno di loro? E hai intenzione di dare metà del tuo premio in denaro al chirurgo che ti ha operato al gomito?

Il chirurgo era qui oggi.

Tuo ospite, immagino.

Sì, sì. Non ospite di Anderson, di sicuro. Sì, era lì. L’ho visto ieri e oggi prima della partita. Certo, sono molto grato a lui e alla sua squadra per aver fatto un ottimo lavoro.

Metà del montepremi? È un po’ improbabile. Vedremo. Ci penso

Per rispondere alla tua prima parte della domanda, voglio dire, è solo un grande onore essere in quella élite. Pete Sampras ha 14 Slam. Tra tutti lui è il più grande modello e idolo per me da ragazzo. Essere solo ad un passo dal suo record è abbastanza incredibile.

Vincere quattro titoli in questo santuario del tennis è abbastanza impressionante, quindi sono molto orgoglioso di questo.

Una domanda più tecnica. Molto tempo fa, dopo Estoril, avevi detto che hai un’arma segreta, il rovescio lungolinea. Negli anni passati sembra che tu l’abbia un po’ perso, a favore del dritto diventando un’arma importante. Ora sembra che tu l’abbia recuperato. Sbaglio?

Sì, sul rovescio lungolinea ho fatto molto affidamento soprattutto nei primi anni della mia carriera ma ancora oggi è molto importante. Con i giocatori destri la maggior parte di loro tende a mettersi nell’angolo sinistro per colpire di dritto inside out. Per questo che il lungolinea di rovescio può dare loro molto fastidio.

Questa è stata sicuramente una mia arma. Ma ci vuole timing per eseguirla. Hai ragione, per un po’ di tempo non sono stato molto a mio agio con il colpo, ma ultimamente ha funzionato bene.

Hai riportato la “band” insieme.

La band dei ragazzi.

Ora che sei tornato a vincere con Marian, sarà un impegno a lungo termine?

Sì. Abbiamo parlato. Stiamo pianificando di continuare a lavorare insieme, che è una grande notizia. Continueremo a lavorare fino alla fine dell’anno, poi vedremo. Ovviamente sono così grato a Marian, anche a GG, per essere tornato. Dopo un anno in cui non lavoravano con loro, tornare con me è stato davvero gentile da parte loro. Adoro i ragazzi.

Stavo per chiederti di più su Marian Come ti sei sentito a richiamarlo?

Ero davvero eccitato nel chiamarlo. In realtà la stessa notte mi ha richiamato e mi ha detto, “Okay, facciamolo, quando dovrei venire per fare l’allenamento? “Alcuni giorni dopo era lì.

Ma quando ci siamo separati, siamo rimasti in contatto. Siamo una famiglia. Ci amiamo. Coltiviamo le nostre relazioni. Non è cambiato quando si siamo divisi professionalmente.

Nel periodo del tuo infortunio c’è stato un momento in cui hai pensato di non farcela a tornare ad alti livelli?

Sì, assolutamente. Ci sono stati diversi momenti in cui ero frustrato e mi chiedevo se sarei tornato al mio livello di un tempo. Ma questo rende il percorso ancora più speciale per me.

Come ho già detto, è facile parlare ora. Ma ho attraversato emozioni contrastanti, momenti di dubbio, delusione e frustrazione, rabbia.

Ma sono umano come tutti voi, spero, qui in questa stanza. E tutti dobbiamo affrontarlo. Dobbiamo tutti attraversarlo. È una curva di apprendimento, lo è davvero. Mi ha aiutato, non solo come tennista, ma come un essere umano a conoscermi a livelli più profondi.

Di solito in questi momenti si arriva a conoscere sé stessi, si ha l’opportunità di alzarsi come una fenice, di evolvere e migliorare.

In che modo la paternità ti ha cambiato?

In realtà, non ne ho parlato, ma è stata una delle motivazioni, se non la più grande, che ho avuto per questo Wimbledon quest’anno. Stavo visualizzando, immaginavo questo momento dell’arrivo del mio bambino in tribuna con mia moglie, io, tutti. È difficile da descrivere.
Ci sono regole speciali qui, quindi dobbiamo rispettarle. Chi ha meno di cinque anni non ha accesso alla tribuna. Lo stesso è capitato ai bambini di Roger.
È un momento che porterò dentro il mio cuore per sempre.

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Anderson: “Non mi sentivo bene ma avrei potuto vincere il terzo set” https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/anderson-non-mi-sentivo-bene-ma-avrei-potuto-vincere-il-terzo-set/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/anderson-non-mi-sentivo-bene-ma-avrei-potuto-vincere-il-terzo-set/#respond Sun, 15 Jul 2018 13:42:26 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=269082 Il sudafricano Slam spiega le difficoltà incontrate nel preparare la sua seconda finale Slam, con qualche rimpianto nel finale]]>

Quanto eri stanco quando hai iniziato? Come hai trovato la tua energia per giocare così bene nel terzo set, in cui hai avuto cinque set point?

All’inizio è stato difficile per me. Sai, hai sempre grandi speranze. Giocando la partita, speravo di attingere ad alcune esperienze precedenti, come la finale degli US Open, o il match con Federer un paio di giorni fa.
Ma, devo ammettere che non ho davvero trovato la mia forma come volevo. Il mio corpo non si sentiva bene.
Ero piuttosto nervoso all’inizio della partita. All’inizio soprattutto. Sicuramente mi sono sentito molto meglio nel terzo set. Ho pensato di avere alcune opportunità per vincere quel terzo set, specialmente un paio di punti in cui Novak ha colpito molto vicino alle righe. Mi sarebbe piaciuto andare al quarto, ma non è accaduto.

Hai sentito nel terzo set che potevi farcela?

Sì, potenzialmente. Ero consapevole di stare giocando molto meglio nel terzo set.

Come è stato il periodo di recupero tra la semifinale e la finale? È stato un fattore all’inizio della finale?

Sì, potenzialmente. Onestamente, il sabato è stato piuttosto difficile. Ho pensato molto, mi chiedevo se sarei stato in grado di affrontare un tre su cinque contro un giocatore forte come Novak. Sono venuto sul campo, ho giocato in modo molto leggero per 10-15 minuti, poi qualche esercizio. Ho dormito a malapena il venerdì sera.  Oggi mi sono svegliato e stavo bene , mi sono sentito in grado di giocare meglio.

Poi oggi nel terzo set, sono riuscito a risalire un po’. Ovviamente sarebbe piaciuto andare al quarto set. Penso che tutto sommato, il mio corpo  abbia reagito davvero bene.

Cosa ti è mancato rispetto ai match precedenti? Cosa ti aspettavi?

Il modo in cui impattavo la palla, la qualità del mio gioco di gambe, il mio modo di colpire palla non era quello che serviva per competere con qualcuno come Novak.

È difficile. Vorresti essere al meglio e non è possibile. Penso a come stavo contro Federer, quando anche se avevo perso il secondo set sentivo che stavo producendo del tennis di alta qualità. Allora mi sentivo davvero a mio agio con il mio tennis, comunque spero di poter giocare un tennis migliore la prossima volta.

Cosa ti dà la fiducia che un traguardo così alto sarà ancora più grande nel futuro?

La cosa più importante è che, se guardo a tutti i miglioramenti che sto facendo, sento che sta andando sempre meglio. Parlando con il mio team, tutti hanno la stessa sensazione considerando il modo in cui sto giocando. Credo di poter continuare a fare ancora piccoli miglioramenti. Credo assolutamente di avere il gioco per vincere questi tornei. Il sogno di tutti i giocatori è vincere un Grande Slam. Un anno fa non potevo essere qui e non avrei creduto di poter vincere uno slam o un torneo 1000.

Oggi il risultato è il frutto di un po’ di sfortuna. Dopo le due settimane in cui hai disputato un grande tennis, sarai in Top 5. Cosa significa per te? Due anni fa hai avuto molti infortuni…

Significa tantissimo per me. Circa due anni e mezzo fa, con il mio team abbiamo creato una chat su Whatsapp intitolata “Top-Five Kev” perché quello era l’obiettivo. Poi ho raggiunto la top 10. Le cose sono andate bene. Vedermi nella top 5 mi rende estremamente orgoglioso di ciò che ho realizzato, specialmente se guardo indietro, dov’ero 15 mesi fa, circa al n.80. Anche se oggi è difficile e non è il risultato che avrei voluto, so che fra qualche giorno, quando penserò al mio nuovo best ranking, significherà molto per me.

Tornando alla questione del tie-break nel quinto set, c’è un largo consenso nel Players’ Council? Hai inviato dei messaggi ai giocatori a tal proposito?

Onestamente, ultimamente non abbiamo parlato molto del quinto set. Ma è un argomento che è nell’aria. Succede raramente in fondo quello che è successo l’altra sera. Tuttavia, in questo torneo è successo diverse volte, in un momento molto importante o in fase avanzata della competizione e naturalmente diventerà un argomento di discussione. Se ne parlò quando John giocò contro Mahut anni fa. Fu un match ridicolo, pazzesco.

Il tie-break al 12-12 potrebbe essere un compromesso?

Sì, solo che non vedo una grande differenza. Sul 6-6 al quinto, sei già stato in campo per un certo numero di ore. Non credo faccia una grande differenza arrivare al 12-12. Credo comunque che sia un passo in avanti nella giusta direzione.

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Travaglia vince il derby nelle quali di Umago. Ma che caos per il sorteggio! https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/travaglia-vince-il-derby-nelle-quali-di-umago-ma-che-caos-per-il-sorteggio/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/travaglia-vince-il-derby-nelle-quali-di-umago-ma-che-caos-per-il-sorteggio/#respond Sun, 15 Jul 2018 13:23:48 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=269036 Stefano vince un match tiratissimo contro Moroni. Klizan si salva in extremis, confusione tra i giudici a causa di... Wimbledon ]]>

I DUE ITALIANI – Al primo turno di qualificazioni dell’ATP 250 di Umago, servono due tie-break e oltre due ore e mezza di battaglia a Stefano Travaglia, n. 137 ATP, per superare Gian Marco Moroni che paga a caro prezzo alcune disattenzioni nei momenti decisivi. Si comincia alle dieci del mattino, forse per evitare di togliere pubblico alla finale di Wimbledon e a quella con la Croazia in campo. Nella prima partita, “Steto” sembra in controllo degli scambi, abile a salire sui topponi che il ventenne romano scaraventa dai teloni (che, sul campo 4 di Umago, non sono poi lontanissimi dalla linea di fondo). Recuperato lo svantaggio iniziale regalato con tre doppi falli, Moroni non sfrutta due set point in risposta al dodicesimo gioco; un altro doppio fallo è probabilmente decisivo nel tie-break. Travaglia allunga anche all’inizio del secondo, ma i suoi colpi sembrano accusare un po’ di stanchezza, mentre la maggiore fisicità del romano inizia a fare la differenza. Il n. 255 del ranking fallisce però sei palle break per un vantaggio che sarebbe stato determinante nel parziale e, di nuovo, subisce la maggior tenuta mentale dell’avversario nel tie-break. Al prossimo turno, Travaglia ha una buona chance di conquistarsi il main draw contro il serbo Pedja Krstin, 209° del ranking.

Grande lotta anche per Martin Klizan: il numero 1 delle qualificazioni vince recuperando da 2-6 e 2-5 contro Danilo Petrovic che non chiude il secondo parziale nonostante i due break di vantaggio. C’è un pubblico relativamente numeroso e attento sul Grand Stand per la wild card croata Admir Kalender, classe 2001, ma il veterano Rogerio Dutra Silva non ha alcuna intenzione di farsi sorprendere da un diciassettenne ancora privo di classifica ATP e passa il turno senza problemi.

INCONVENIENTI – Con il supervisor del torneo Jerry Armstrong ancora impegnato come giudice arbitro assistente a Wimbledon, fino a lunedì il ruolo avrebbe dovuto essere ricoperto da Damian Steiner. Anch’egli all’opera in Church Road, venerdì scorso Damian potrebbe aver pensato “appena finisce Anderson-Isner, arbitro la semi di Nole e Rafa e volo a Umago”. Non è andata proprio così e l’ATP ha mandato in tutta fretta Cedric Mourier mentre Steiner era ancora sul seggiolone. E allora, con il suo forte accento e l’ausilio di Goran Ivanisevic e Mansour Bahrami, il gold badge francese ha portato a termine la cerimonia del sorteggio non senza difficoltà tecniche, visto che l’addetto a inserire i nomi nel tabellone non voleva saperne di infilare Laslo Djere nella riga giusta. Minuti che devono essere sembrati un’eternità a una delle hostess che, probabilmente provata dalla sua prima giornata di lavoro, si è accasciata al suolo. Pochi secondi per riprendersi, Djere va al suo posto e tutto finisce bene.

Risultati:

[1] M. Klizan b. D. Petrovic 2-6 7-6(2) 6-4
[3] A. Vatutin b. N. Razborsek 6-2 6-3
[4] S. Travaglia b. G.M. Moroni 7-6(3) 7-6(1)
P. Krstin b. [6] E.Lopez Perez 3-1 (rit.)
[7] A. Martin b. R. Quiroz 6-2 7-6(0)
[8] K. De Schepper b. [WC] Z. Piros 6-2 7-6(5)
[2] R. Dutra Silva b. A. Kalender 6-3 6-2
M. Trungelliti b. [5] F. Bagnis 7-6(4) 6-3
Michelangelo Sottili

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Wimbledon LIVE: Djokovic vs Anderson, la finale maschile https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/wimbledon-live-djokovic-vs-anderson-la-finale-maschile/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/wimbledon-live-djokovic-vs-anderson-la-finale-maschile/#respond Sun, 15 Jul 2018 12:30:55 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=269023 La nostra diretta di Wimbledon per la tredicesima giornata, quella conclusiva, dedicata alla finale maschile: in campo Novak Djokovic (a caccia del 13esimo Slam) e Kevin Anderson ]]>

Ordine di gioco e quote del DAY 13
Il tabellone maschile – Il tabellone femminile

per visualizzare gli ultimi aggiornamenti premi F5 (desktop) oppure scrolla la pagina verso il basso (mobile)

17:28 – Djokovic domina il tiebreak ed è campione a Wimbledon per la quarta volta. Onore ad Anderson che, pur in condizioni fisiche non perfette, ha dato tutto e ha anche rischiato di vincere il quarto set

17:22 – Si va al tiebreak! Djokovic annulla altri tre set point prima di tenere il servizio. Anderson le sta provando davvero tutte

17:10 – Anderson non molla! Il sudafricano arriva due volte a set point (dopo aver avuto una palla break due giochi prima), ma Djokovic riesce a salvarsi (5-5)

16:24 – Djokovic annulla una palla breake prima di chiudere anche il secondo set col punteggio di 6-2

16:05 – Altro break per Djokovic (4-1)

15:48 – Anche il secondo set si apre con un break a favore di Djokovic. Anderson si è fatto massaggiare il bicipite durante la pausa tra i due parziali.

15:40 – Si chiude il primo set in poco più di mezz’ora. 6-2 in favore di Djokovic

15:30 – Djokovic strappa ancora la battuta a Anderson e sale 4-1. Per ora non c’è storia

15:18 – Pronti, via ed è subito break Djokovic. Il serbo è avanti 2-0

15:10 – Tutto è pronto per l’inizio della finale. Anderson ha vinto il sorteggio e ha scelto di servire

14:30 – Tra mezz’ora comincia l’ultimo incontro dell’edizione 2018 di Wimbledon: a contendersi il titolo maschile saranno Novak Djokovic, testa di serie numero 12 e già tre volte campione qui ai Championships, e Kevin Anderson, ottava testa di serie e alla seconda finale negli ultimi quattro Slam


LA DIRETTA FACEBOOK DEI NOSTRI INVIATI (SENZA DIRETTORE)

LA CLIP (SPONSORED BY BARILLA) CON IL DIRETTORE

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Mike Bryan, primo Slam da “figlio unico”. Successo a Wimbledon con Sock https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/titolo-per-sock-e-bryan-mike-wimbledon-al-primo-slam-da-figlio-unico/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/titolo-per-sock-e-bryan-mike-wimbledon-al-primo-slam-da-figlio-unico/#respond Sun, 15 Jul 2018 11:48:08 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=269009 Jack Sock e Mike Bryan (Bob è infortunato) conquistano il doppio a Wimbledon, battendo Klaasen e Venus 7-5 al quinto. Bryan torna numero 1 e diventa il più vincente di sempre nella storia del doppio maschile]]>

Mike Bryan e Jack Sock hanno conquistato ieri sul centrale dopo 3 ore e 39 di lotta – arrivate dopo i due set rimasti di Nole-Rafa e la finale femminile – il titolo di doppio di Wimbledon, sconfiggendo in cinque set la coppia sudafricana-neozelandese formata da Raven Klaasen e Michael Venus. Per Sock è il secondo titolo a Wimbledon, dopo quello conquistato nel 2013 in coppia con Vasek Pospisil. Per il più vecchio, di due minuti, dei gemelli Bryan è il 17esimo Slam, il quarto a Wimbledon e il primo senza Bob.

Bob è infatti in infermeria a causa di un infortunio all’anca rimediato nella finale di Madrid, che gli aveva già fatto saltare il Roland Garros, mettendo così fine ad una striscia di 76 Slam consecutivi giocati in coppia con il fratello. Mike, nel frattempo, tornerà numero 1 al mondo alla veneranda età di 40 anni e 76 giorni, iniziando la sua 455esima settimana al vertice della classifica (Bob è fermo a 439, per una partita di Davis saltata a fine 2012 per assistere alla nascita della primogenita, e giocata a vinta da Mike in coppia con Mardy Fish), tre anni dopo l’ultima settimana trascorsa in cima.

Con questo Slam inoltre, Mike diventa ufficialmente il giocatore con più Slam di doppio – 17 – della storia (6 AO, 2 RG, 4 WI, 5 USO), superando Todd Woodbridge, fermo a 16 (di cui 9 Wimbledon), e proprio il povero Bob, fermo anche lui chiaramente a 16. Bob, che qui sotto sosteneva scherzosamente di tifare Klaasen e Venus, si può consolare con i tre titoli in più in doppio misto (7 contro 4).

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WTA Bucarest e Gstaad, il tabellone. Nostalgico Stosur-Schiavone al 1T https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/wta-gstaad-e-bucarest-il-tabellone-nostalgico-stosur-schiavone-al-primo-turno/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/wta-gstaad-e-bucarest-il-tabellone-nostalgico-stosur-schiavone-al-primo-turno/#respond Sun, 15 Jul 2018 11:39:42 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=269007 Il torneo di Gstaad concede una wild card a Schiavone, l'urna apparecchia un remake della finale del Roland Garros 2010. A Bucarest Paolini... e tanta Romania]]>

WTA International GSTAAD (terra battuta)

Un posto splendido Gstaad, assalito durante i mesi invernali dal turismo d’élite. In piena estate prova a tenere botta organizzando un torneo di tennis che la cittadina sita nella regione dell’Oberland aveva ospitato già negli anni ’70, prima che il girovagare del torneo lo portasse a Lugano, Ginevra e Lucerna. Le due edizioni del nuovo Ladies Championship Gstaad sono andate alla svizzera Golubic (2016) e all’olandese Bertens (2017), finalista anche l’anno precedente, che quest’anno ha deciso di rinunciare per via della lunga e soddisfacente cavalcata di Wimbledon (si è fermata solo in semifinale). La prima testa di serie sarà quindi Cornet, seguita da Larsson, Kuzmova e Witthoeft.

Tra wild card e ripescaggi post-forfait l’edizione 2018 si è costruita un tabellone dignitoso, nonostante la prossimità di Wimbledon possa essere nefasta sotto questo punto di vista: Bouchard affronterà Bacsinszky al primo turno, così come la nostra Francesca Schiavone sarà opposta a Sam Stosur. Quest’ultima è una sfida molto cara ai colori italiani, perché ha significato la vittoria del primo Slam femminile a Parigi, nel 2010. La quota nostalgia viene aumentata da Patty Schnyder, che ha ricevuto wild card, e dalla lussemburghese Mandy Minella che è tornata in campo quest’anno dopo la maternità. Le speranze di annettere al contingente una seconda unità italiana sono sulle spalle di Martina Trevisan, impegnata nell’ultimo turno di qualificazioni contro la francese Hesse.

WTA International BUCAREST (terra battuta)

La Romania tennistica è una nazione decisamente in salute, grazie (ovviamente) a Simona Halep ma non solo. Il BRD Bucarest Open pur senza potersi fregiare della presenza della n.1 del mondo può vantare ben otto tenniste di casa, guidate da Miheala Buzarnescu (che difficilmente può essere esclusa dal novero delle 10-15 tenniste più in forma del momento) e Irina-Camelia Begu, campionessa in carica. Un consistente aiuto è arrivato dalle tre wild card, tutte e tre rumene (c’è anche Ruse, che ha sconfitto Radwanska a Wimbledon), e la cifra tonda potrebbe essere raggiunta al termine delle qualificazioni che prevedibilmente sono farcite di giocatrici autoctone. L’Italia c’è con Jasmine Paolini, che al primo turno affronterà (non le è andata benissimo) Laura Siegemund: abbiamo ampiamente parlatola tedesca ha bisogno di tennis e vittorie, e delle sue qualità. La prima testa di serie del torneo è Anastasjia Sevastova, in tabellone c’è anche Vera Zvonareva. 

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Krejcikova vince il doppio a Wimbledon: “Novotna sarebbe fiera di me” https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/krejcikova-vince-il-doppio-wimbledon-novotna-sarebbe-fiera-di/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/krejcikova-vince-il-doppio-wimbledon-novotna-sarebbe-fiera-di/#respond Sun, 15 Jul 2018 11:09:27 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268999 Krejcikova e Siniakova conquistano il secondo slam consecutivo nel doppio femminile. La dedica, come a Parigi, è per Jana Novotna, allenatrice di Krejcikova fino al 2016, e scomparsa lo scorso autunno]]>

Barbora Krejcikova e Katerina Siniakova hanno conquistato ieri pomeriggio il loro primo titolo di doppio a Wimbledon, sconfiggendo in tre set la statunitense Nicole Melichar e l’intramontabile ceca Kveta Pesche, classe ’75 ed esordiente a Wimbledon nel 1994. Per la coppia ceca si tratta del secondo titolo consecutivo Slam, dopo la vittoria a Parigi il mese scorso, emulando un’impresa a loro già riuscita nel 2013 ma nel circuito Junior. Nel 2013 riuscirono poi ad aggiudicarsi anche lo US Open, torneo (quella maggiore, ça va sans dire) per cui sono al momento le principali favorite dell’edizione 2018.

La vittoria arriva a 20 anni dal successo di Jana Novotna in singolare. Novotna, scomparsa a novembre dello scorso anno a 49 anni per un cancro, è stata una magistrale interprete di un tennis oramai estinto, fatto di serve&volley, colpi eleganti e meravigliosamente classici. Dal 2013 al 2016, fin quando lo stato di salute ha reso possibile la collaborazione, Novotna è stata l’allenatrice di Krejcikova. La neo-campionessa di Wimbledon aveva contattato Novotna dopo aver letto un articolo che parlava di come la ex numero 2 al mondo facesse base in un paese poco fuori Brno, città natale di Krejcikova.

La ventiduenne ceca si presentò quindi all’uscio di casa di Novotna, accompagnata dai genitori e da una lettera, in cui le chiedeva se fosse interessata a darle consigli, di tanto in tanto, e ad aiutarla ad identificare le aree di gioco in cui migliorare. Novotna decise però di seguire Krejcikova a tempo pieno, viaggiando al suo seguito nel poco scintillante mondo delle qualificazioni dei tornei ITF. In uno dei loro ultimi incontri, Novotna, undici volte campionessa Slam in doppio, aveva spronato Krejcikova a vincere uno Slam.

Krejcikova è ora già a due e, come a Parigi, ha dedicato questo successo proprio a Novotna: “[Jana] merita davvero di essere ricordata. Sono felice che quest’anno sia stata commemorata qui, dove ha vinto il titolo venti anni fa. Fu il suo successo più grande, lo voleva davvero, come mi disse poi tante volte nelle storie che mi raccontava sulla sua carriera e sull’altalena di emozioni che l’ha poi condotta a quella vittoria. Vincere qui, ora, esattamente venti anni dopo, per quanto solo in doppio, è perfetto. Sono molto orgogliosa, e credo che lo sarebbe anche lei”.

 

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ATP Umago, Bastad e Newport: il tabellone. Ci sono Fognini e Cecchinato https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/atp-umago-bastad-e-newport-il-tabellone-ci-sono-fognini-e-cecchinato/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/atp-umago-bastad-e-newport-il-tabellone-ci-sono-fognini-e-cecchinato/#respond Sun, 15 Jul 2018 11:00:49 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268993 Sorteggiati i tabelloni dei tre ATP 250 in programma da domani. Tre italiani a Bastad, più che a Umago dove tornerà in campo Rublev. Mannarino proverà a rompere il tabù-titolo nell'ultimo torneo su erba]]>

ATP 250 UMAGO (terra battuta)

Dopo i fasti del Roland Garros, il ritorno di Marco Cecchinato sulle terra battuta porta con sé un bel po’ di aspettative. Il siciliano esordirà al secondo turno, bye gratias, contro Vesely o un qualificato. Le principali insidie sembrano essere Ramos-Vinolas (quinta testa di serie, eventuale avversario ai quarti) e soprattutto la prima testa di serie Kyle Edmund, sistemato però dall’altra parte del tabellone (primo turno contro Lajovic o Basilashvili, non semplicissimo). Torna in campo Andrey Rublev, campione in carica (nel 2017 vinse da lucky loser) e fermo ai box da Montecarlo per una frattura da stress alla schiena. Il suo esordio potrebbe essere molto interessante contro Felix Auger-Aliassime, a cui l’organizzazione ha concesso una wild card.

L’Italia in tabellone è presente anche con Paolo Lorenzi, a cui l’urna ha riservato un primo turno contro il russo Donskoy (non proprio a suo agio sul rosso). Paolino ha decisamente bisogno di ritrovare fiducia e risultati: il suo 2018 nel circuito maggiore è esemplificato da un misero bilancio di 5 vittorie e 12 sconfitte.

ATP 250 BASTAD (terra battuta)

Testa di serie numero tre anche per Fabio Fognini a Bastad, torneo nel quale il ligure proverà a dimenticare la delusione di Wimbledon (uno tra Ymer e Istomin all’esordio). A fargli compagnia Lorenzo Sonego, rientrato in tabellone per un soffio e ‘punito’ dall’urna con un primo turno contro Fernando Verdasco. C’è anche Matteo Berrettini che non ha pescato tanto meglio, dovendo cominciare il suo torneo contro il sesto favorito del seeding Leo Mayer. Schartzman, Gasquet e Carreno Busta sono gli altre tre nomi pesanti in tabellone, ma occhio anche a Carballes Baena che su terra e nei tornei minori ha dimostrato di potersi giocare le sue carte. Wild card per il 21enne spagnolo Jaume Munar.

ATP 250 NEWPORT (erba)

Ultimo torneo su erba l’affascinante Hall of fame Open di Newport, nel quale Adrian Mannarino (tds n.1 dopo il forfait di Isner) proverà a sollevare finalmente una coppa dopo le cinque finali perse, due delle quali proprio su questa superficie (Antalya 2017 e 2018). Diversi i giocatori insidiosi in tabellone: gli australiani Ebden e De Minaur, entrambi teste di serie (ma occhio anche al vincitore della sfida Duckworth-Thompson che affronterà proprio Mannarino), così come Denis Kudla e Mischa Zverev, secondo favorito del seeding. I nomi ‘da erba’ si sprecano: Muller e Baghdatis si sfideranno in un primo turno ad alto tasso nostalgico, Pospisil esordirà contro la wild card Young. L’Italia come prevedibile non c’è, se si esclude Alessandro Bega che proverà le qualificazioni (primo turno contro l’indiano Gunneswaran); nel torneo cadetto al via questo pomeriggio (orario italiano) ci sarà anche Bernard Tomic.

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Le quote della finale: Djokovic nettamente favorito https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/le-quote-della-finale-djokovic-nettamente-favorito/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/le-quote-della-finale-djokovic-nettamente-favorito/#respond Sun, 15 Jul 2018 09:15:45 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268969 L'impresa di Anderson pagherebbe cinque volte la giocata. I bookmaker ci hanno visto giusto: il serbo, già in antepost, era considerato la prima alternativa a Federer ]]>

Va dato merito ai bookmaker di aver individuato, in tempi non sospetti, il principale antagonista di Roger Federer per questa edizione di Wimbledon. Prima del sorteggio, il successo di Djokovic avrebbe pagato sei volte la posta. Meno di Nadal, offerto in antepost a 7.50. Chi ha creduto nei giorni scorsi al poker di Nole ai Championships aspetta quindi oggi di passare alla cassa (e può coprire la giocata), avendo anticipato una scommessa che adesso non risulta più conveniente.

Il successo in finale su Kevin Anderson è infatti considerato poco più di una formalità (1.18 su Bet365), mentre l’impresa del sudafricano moltiplicherebbe la puntata cinque volte. Qualche spunto in più dal set betting: per William Hill è probabile che la partita si prolunghi almeno al quarto set (1.61). Quote sempre stimolanti in caso di quinto set: 6.25 su Snai se al traguardo della maratona arrivasse per primo il serbo (2-3), mentre il 3-2 a favore di Anderson schizzerebbe a 11. Scontata la presenza di un tie-break nell’incontro (1.06), l’eventualità contraria pagherebbe otto volte.

PRECEDENTI – Sorridono piuttosto nettamente al serbo che guida 5-1 e soprattutto, dato forse ancora più emblematico, ha vinto i due confronti su erba disputati entrambi a Wimbledon (2011 e 2015). L’unica vittoria di Anderson risale addirittura alla prima sfida giocata nel 2008, con Djokovic neanche ventunenne, quando il sudafricano fu capace di imporsi in tre set a Miami. Da allora Djokovic ha piazzato una striscia di cinque successi perdendo set solo nell’ultima sfida di Wimbledon 2015, l’unica in effetti combattuta: la partita si giocò nell’arco di due giorni con Anderson che andò in vantaggio 2-0 con due tie-break prima di subire la rimonta di Nole, fermata sul 2-2 dall’oscurità. Il giorno successive Nole vinse 7-5 il set decisivo e tirò un grosso sospiro di sollievo.

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Djokovic a un passo dal poker. Nessuna speranza per Anderson? https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/wimbledon-nole-un-passo-dal-poker-nessuna-speranza-per-kevin/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/wimbledon-nole-un-passo-dal-poker-nessuna-speranza-per-kevin/#respond Sun, 15 Jul 2018 08:58:46 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268972 Focus tecnico day 13, la finale. Djokovic è dato per favorito quasi all'unanimità. Sarebbe il quarto titolo qui. Ma Anderson ha già sorpreso tutti, più di una volta. Potrebbe farlo, incredibilmente, ancora? E come?]]>

dal nostro inviato a Londra

Ne resterà soltanto uno: ogni volta che si arriva alla finale del torneo più prestigioso al mondo non può non venire in mente la “tagline” di uno degli spot televisivi promozionali di Wimbledon più riusciti di sempre, prodotto tanti anni fa da Tele+2, ispirato al film “Highlander” e accompagnato in sottofondo dalla splendida “Who wants to live forever” dei Queen. Ci siamo: dopo uno svolgimento a dir poco travagliato anche il tabellone maschile è arrivato alla fine, manca solo l’ultima partita. Novak Djokovic ha battuto in 5 set Rafa Nadal nella seconda semifinale, ripresa ieri, e ha raggiunto Kevin Anderson nell’atto conclusivo. Tanti problemi organizzativi, con la finale delle ragazze (a proposito, che brava Angelique Kerber!) iniziata in ritardo di oltre due ore, qualche polemica al riguardo e, ironicamente, rimane da fare una riflessione: se quel benedetto passante di rovescio fallito da Roger Federer mercoledì fosse stato vincente nulla di tutto questo sarebbe successo.

E sarebbe stato un peccato, sinceramente (scusa, Roger). Niente partita incredibile 26-24 al quinto tra Anderson e Isner, prima di tutto. Chissà come sarebbe finita, poi, Djokovic-Nadal se fosse stata regolarmente giocata tutta il venerdì con il tetto aperto; e ovviamente nessun problema con gli orari della finale femminile. Insomma, quel match point fallito dallo svizzero ha messo in moto una catena di eventi non di poco significato. Che, personalmente, ritengo abbiano reso le fasi finali del torneo molto divertenti, quindi va benissimo così. Cosa possiamo aspettarci oggi pomeriggio tra Kevin Anderson e Novak Djokovic, quindi? Proviamo a capirlo insieme.

Novak Djokovic – Kevin Anderson (ore 15 italiane, centrale, precedenti 5-1 Djokovic)

Tutto farebbe propendere per un pronostico in favore del buon vecchio Nole. L’ovvia caratura del fuoriclasse che il serbo è, i precedenti (2 vinti dal “Djoker” proprio qui a Wimbledon, nel 2011 63 64 62, lottata fino al quinto set nel 2015, 67 67 61 64 75), e soprattutto l’evidenza del fatto che, con gran piacere, possiamo finalmente dire che Djokovic è tornato. Ma proprio quel secondo precedente, non dimentichiamolo, si riferisce all’anno forse migliore di Djokovic, il famoso 2015, mentre tre anni fa Anderson non era certo a questi livelli. Nonostante questo, Nole andò a un passo dalla sconfitta, dopo essere stato sotto 2 set a zero, annullò due palle break nel quarto game del quinto set. In tutta quella formidabile stagione, Djokovic perse solo sei partite (una con Karlovic, una con Wawrinka, una con Murray e 3 con Federer, ci mancò poco quindi che Anderson fosse la settima). L’unica vittoria di Anderson contro Djokovic è datata 2008, a Miami, 6-4 al terzo, sono oltre 10 anni fa. Interessante il dettaglio che hanno giocato te tie-break in 6 partite, e li ha vinti tutti Anderson. Non è quel RoboNole, non lo sarà più, ma a noi va benissimo anche l’ottimo “NormoNole” che stiamo vedendo a Londra, sinceramente dopo il triste spettacolo offerto a marzo negli USA ci eravamo veramente preoccupati per lui. Aveva ragione da vendere Rafa Nadal, altrochè, quando prima della sua semifinale contro il rivale di 52 sfide disse, ripetutamente, che lui aveva ben osservato Djokovic, e che lo riteneva assolutamente rientrato a un livello altissimo.

Affronterà quello che io ritengo il personaggio del torneo, di gran lunga. Ciò che è stato capace di fare tra quarti e semifinale Kevin Anderson è né più né meno che straordinario. Battere Federer su questi campi, e in che modo poi, annullando match-point, rimontando da due set a zero sotto, e vincendo 13-11 al quinto, è impresa fuori dal comune di per sé. Ripetersi due giorni dopo, quando tutti (io per primo) lo davano per spacciato data la fatica fisica e mentale accumulata contro lo svizzero, risalendo da due set a uno di svantaggio con John Isner, per poi prevalere in una maratona da record finita addirittura 26 a 24 nel set decisivo, dopo 6 ore e 36 minuti di terrificante battaglia con i servizi, è fuori dal mondo. Sarebbe una sorta di favola sportiva a lieto fine come se ne sono viste poche, se Kevin trionfasse anche oggi, ma potrebbe esserlo anche il coronamento della rinascita di Nole; la speranza, come sempre, è di avere un match appassionante.

Kevin Anderson – Wimbledon 2018 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Dal punto di vista tecnico, poco da fare, va assolutamente considerata come determinante la condizione fisica di Anderson. È pressoché impossibile che il sudafricano si presenti in campo avendo recuperato la forma al 100%, ma alla fin fine questo renderà estremamente semplici le sue scelte tattiche, che già di per sé non sono poi tante anche quando sta benissimo. Avrà di fronte una macchina da fondocampo in grado di stritolarlo nel palleggio ogni qualvolta dovesse trovarsi invischiato in uno scambio lungo. Molto buono con il dritto, Kevin a volte si perde un po’ dal lato del rovescio, che come esecuzione in sé è ottimo, ma sulle palle basse gli capita di giocarlo con la schiena e le spalle un po’ rigidi, senza la giusta rotazione del busto. Comprensibile, data l’altezza. In realtà, guardando le stats totali nel torneo del sudafricano, troviamo un dato sorprendente, ovvero un grande equilibrio nel rendimento anche nei “long rallies“. Negli scambi brevi, il suo prediletto “bum bum”, durati tra 0 e 4 colpi, ha uno score di 826 punti vinti, 718 persi, un bel +108, e questo era prevedibile. Tra 5 e 8 colpi, 143 vinti, 141 persi, oltre i 9 colpi, 41 vinti, 40 persi. Questi ultimi due dati sono notevolissimi vista la tipologia di giocatore, e spiegano bene la spettacolare cavalcata che l’ha portato in finale, sovvertendo tanti pronostici (i miei per primi, bravo e basta Kevin!).

Insomma, non è che finora abbia proprio sofferto tanto anche quando è stato costretto a battagliare con dritto e rovescio. Ma finora non aveva incontrato il grande Djokovic, in crescendo, che abbiamo ammirato qui. A mio avviso, l’unica opzione che potrebbe permettere al “re dei match a oltranza” di avere concrete chance di farcela sarà interpretare la partita, fin dall’inizio, proprio come se si trattasse di un “long set” dal 5 pari in poi. Ovvero, attenzione e determinazione feroci sempre, sempre, nella difesa del proprio turno di battuta, come se anche sul 2-2 ne andasse dell’intero set o match. Ha dimostrato di saperlo fare eccezionalmente bene pure da sfinito, ricordiamo che è andato alla battuta per salvare la partita ben 8 volte contro Federer e 20 contro Isner. Se riuscirà a blindare con successo i suoi game di servizio anche oggi, magari prima o poi uno spiraglio in risposta potrebbe trovarlo, piazzare un paio di pallate, e poi chissà.

Djokovic, rispetto al mostro da Slam ammirato fino a un paio di anni fa, sembra meno potente in senso stretto (la palla banalmente gli viaggia a qualche kmh di meno, sia di dritto che di rovescio), e anche meno pesante nel palleggio, ma è molto manovriero, e usa alla grandissima le combinazioni con gli angoli stretti. Ai “bei tempi” Nole era in grado, quando voleva, di risolvere qualsiasi scambio con un paio di manate lungolinea, variazione di cui aveva controllo assoluto, e che eseguiva con violenza devastante. Gliene stiamo vedendo fare molti di meno, di quei traccianti imprendibili a chiudere, ma in cambio, abbiamo un giocatore che si apre il campo e ne sfrutta le geometrie in modo esemplare. Contro Nadal è stata una partita a scacchi, giocata alla ricerca di ogni spiraglio e spazio possibili, tra due che il terreno di gioco lo coprono come quasi nessun altro. Il “Djoker” ne è uscito con grande intelligenza tattica, più che prevalendo sul piano tecnico (in effetti, qualche esecuzione, soprattutto in avanzamento, l’ha sbagliata, ma ha compensato con una buonissima prestazione al servizio).

Novak Djokovic – Wimbledon 2018 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Dal punto di vista fisico, certamente giocare per oltre due ore ieri per concludere la semifinale è un inconveniente, più che dal punto di vista atletico (nei Masters 1000 si gioca 2-3 ore ogni giorno senza problemi), dal punto di vista della fatica mentale. Ma fare 3 ore un giorno, e 2 ore il successivo, non è minimamente paragonabile al farne 6 e mezza di fila. Però il “day off” di riposo in più aiuta tanto. Per concludere, direi che possiamo affidarci alle parole dei giocatori stessi, che secondo me vanno ascoltati con molta attenzione quando fanno certe valutazioni. Rafa, dichiarando che Nole era ormai tornato fortissimo, ci aveva preso in pieno, provandolo tra l’altro sulla propria pelle. Djokovic, sull’argomento stanchezza, relativamente ad Anderson, ha detto che certamente Kevin era stato costretto a due maratone di fila, la seconda pazzesca, ma che alla fine di due settimane Slam un giorno di riposo è fondamentale, e lui a differenza del sudafricano non lo ha avuto. Per cui, fatte le somme, Nole dice che a suo avviso si presenteranno in campo più o meno pari come condizione generale, e che sarà il tennis a fare la differenza. Speriamo che abbia ragione, e che non sia pretattica. Buona finale a tutti.

I precedenti tra i due finalisti:
2015 Wimbledon Novak Djokovic 67(6) 67(6) 61 64 75
2012 Indian Wells Novak Djokovic 62 63
2011 Wimbledon Novak Djokovic 63 64 62
2011 Madrid Novak Djokovic 63 64
2011 Miami Novak Djokovic 64 62
2008 Miami Kevin Anderson 76(1) 36 64

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https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/wimbledon-nole-un-passo-dal-poker-nessuna-speranza-per-kevin/feed/ 0
La sorpresa Kerber e il “caso tetto” https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/la-sorpresa-kerber-e-il-caso-tetto/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/la-sorpresa-kerber-e-il-caso-tetto/#respond Sun, 15 Jul 2018 06:04:00 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268965 LONDRA - Wimbledon è torneo indoor? No per il clan Nadal, anche se Rafa smorza. Djokovic sereno e ritrovato. “Anderson non ha nulla da perdere”. E lui? ]]>

da Londra, il Direttore

Non basta chiamarsi Serena Williams per vincere un torneo. Finché ha incontrato avversarie inesperte, che non conoscevano lei o il tennis femminile, o tenere, ha vinto senza particolari problemi. Quando ha trovato una che non era disposta a regalarle niente, ma era decisa a riprendere tutto come la Kerber che alla fine avrebbe fatto solo 5 errori gratuiti contro i suoi 24, Serena ha dovuto ricordarsi che questo era soltanto il suo quarto torneo e ricordare a tutti noi che ci eravamo un po’ fatti abbindolare dalle sue vittorie pensando che fosse già tornata la miglior Serena. Ci vuole più tempo invece. Forse l’unica che l’aveva capito era lei. Ha continuato a ripeterlo per tutto il torneo. L’aver vinto sette tornei quando non era ancora mamma non significa che fosse scontato vincere l’ottavo anche se tutte le prime dieci teste di serie erano schizzate via, dalla n.1 Halep alla campionessa in carica Muguruza. Chissà… forse se fosse uscita di scena anche la testa di serie n.11, ma top-ten come Serena aveva notato giorni addietro dimostrando di sapere molto bene come stavano le cose e di seguire con grande professionalità il tennis femminile, Serena ce l’avrebbe fatta. Perfino chi scrive, giorni fa, prima dei quarti di finale, aveva detto che l’ostacolo più temibile sarebbe stata la Kerber, se la tedesca che aveva già vinto due Slam e aveva fatto finale due anni fa qui con Serena, fosse arrivata in fondo. Nel 2017 la Kerber era entrata in crisi. E tutti si chiedevano cosa avesse. Ora non ha più nulla. Ha vinto il suo terzo Slam, quello di maggior prestigio… anche se tutti sottolineano che sull’erba si gioca poco, che le vittorie sull’erba non dovrebbero contare come quelle altre.

Sarà così, ma quando vai a parlare con un giocatore e gli chiedi dei suoi sogni, ti risponde sempre: “Vincere Wimbledon!”. Serena Wimbledon l’ha già vinto sette volte, ma questo Wimbledon per lei è stato ugualmente importante: “Quando ho avuto Olympia, con tutti i problemi che sono seguiti, mi chiedevo soltanto se ce l’avrei fatta a tornare, se avrei visto la luce in fondo al tunnel. Queste due settimane me l’hanno mostrata”. La sua carriera non è finita, la rivedremo all’US Open dove non sarà probabilmente meno favorita della Kerber. Ci vuole sempre un po’ di tempo per risalire una corrente. E quattro tornei non sono stati abbastanza per battere la miglior tennista che era rimasta in gara dopo l’ecatombe delle prime del ranking.

IL TETTO CHIUSO E IL CASO NADAL

Quella fra Rafa e Nole è stata la miglior partita del torneo. Se gli inglesi mostrassero lo stesso entusiasmo degli americani ci sarebbero state, nel corso delle 5 ore e un quarto dell’affascinante duello, non meno di 20 standing ovation. Tutti in piedi ad applaudire, insomma. Il risultato già dice quanto il match sia stato equilibrato. La cronaca di Vanni Gibertini racconta tutto per filo e per segno. Qui riporto parola per parola l’esauriente risposta che Rafa ha dato alla mia domanda relativa ad una precipitosa impazienza che mi pareva avesse mostrato quando sulla quinta palla break utile del quinto set per lui (la terza sul 7-7, dopo che sulle due del 4-4 e le prime due del 7-7 Djokovic aveva servito davvero troppo bene perché Rafa potesse avere dei rimorsi) si è buttato a rete per giocare un attacco corto e lì è stato infilato da un passante incrociato di dritto di Djokovic.

“Non credo di essere stato impaziente, uscivo da una posizione di difesa, ho giocato un gran rovescio incrociato e deciso di andare avanti – mi ha risposto – Aveva funzionato molto bene tante volte. Volevo mettergli pressione. Mi fosse riuscito anche questa volta avrei fatto il break, avrei vinto il game successivo e sarei qui da vincente. Lui ha giocato un gran passante e questo è lo sport. Non dico che la tua domanda sia sbagliata, ma questo è lo sport. Il risultato finale cambia tutto. Fa parte del gioco, lo accetto. Lui ha giocato bene, posso dire che merita di aver vinto perché lo merita. E lo merito anch’io. Tutti e due meritavamo di vincere. Come ho detto l’altro giorno dopo il match con del Potro, entrambi potevamo vincere. Oggi stessa cosa. L’altro giorno è andata bene a me, oggi è andata bene a lui”.

Poi però è arrivata l’inevitabile domanda sul tetto: Pensi che abbia avuto molto senso avere il tetto chiuso oggi?- “No. Ma non voglio più parlare di questo. Altrimenti scrivereste di questo e io non voglio che lo facciate oggi”. E in inglese non se ne è più parlato. Ma con i colleghi spagnoli la questione è rispuntata fuori. E lì, dopo una altra premessa simile a quella fatta in inglese… “Ci sono state tante di quelle situazioni, di quelle opportunità in questa partita che non voglio soffermarmi sul tetto chiuso o aperto”, Rafa, un po’ tirato per i capelli sulla questione, ha cominciato a spiegare. Poiché la questione è delicata preferisco prima riportare le esatte parole che lui ha pronunciato. Per poi tradurle. E vi spiego perché. Mentre lui sembrava che non ne volesse parlare, ma poi sia pur riluttante ha finito per dire ampiamente come la pensava, qualche minuto dopo la conclusione della sua conferenza stampa è accaduto che il suo portavoce media, Benito Perez Barbadillo, chiamasse a raccolta tutti i giornalisti spagnoli e  prendesse una posizione molto più decisa, talmente più decisa di quella sfumata di Nadal che i colleghi se ne sono stupiti. La sua sembrava un’iniziativa presa autonomamente, non suggerita quindi da Nadal, tanto essa appariva quasi in contrasto con l’approccio molto più diplomatico, più fairplay di Rafa. Benito diceva senza peli sulla lingua che non c’era nessuna regola scritta che imponesse all’arbitro di far riprendere il match al coperto, salvo che entrambi i giocatori fossero d’accordo di giocare a tetto aperto.

Questo aveva detto Nadal (spero non ci sia bisogno di una traduzione parola per parola; è tardissimo e non sogno che di andare a dormire): Lo decide el referee: a las 19.30 se comienza en pista cubierta porque a partir de las 20.45 se termina la luz (non ci si vede più) y tendríamos (e evitiamo di) que perder tiempo, (perché alle 23 si deve interrompere comunque) y dado que a las 23.00 hay que parar… Como se empezó el partido en pista cubierta, según ellos (secondo loro) , se tiene que acabar (si deve porseguire nelle stesse condizioni in cui si è cominciato) en las mismas condiciones en las que se ha empezado, a no ser ( meno che i due giocatori si mettano d’accordo diversamente) que los dos jugadores estemos de acuerdo en hacerlo en descubierta”. Ciò detto, prosegue Rafa,  este es (questo è) un torneo outdoor; se pudo empezar outdoor y se empezó indoor… (si poteva cominciare outdoor e si è cominciato indoor) Lo único que no entiendo (quello che non capisco è perché) es que si se empieza (se si comincia) con techo (tetto) porque no hay luz (perché non cè luce), se podía haber empezado en outdoor, pero para ganar tiempo se comienza en indoor…”. “Ya se empiezan en unas condiciones en las que el torneo no es (si è cominciato su un campo al coperto anche se non pioveva) all’aperto per, porque es en pista descubierta salvo que llueva, y encima hoy continuamos en pista cubierta porque se empezó en pista cubierta. A mí no me parece bien… (non mi pare cosa fatta bene) Me parece que lo de ayer tiene su lógica, pero lo que no me parece bien es que hoy [por ayer] se vuelva a jugar a cubierto, salvo que los dos estuviéramos de acuerdo, y evidentemente no lo estábamos…”.

Djokovic avrebbe detto poi che gli avevano chiesto se avrebbe voluto giocare all’aperto, lui ha raccontato di aver detto no ma che gli pareva che avessero comunque già deciso. Il protocollo che si trova a pagina 47 di un libretto che ho consultato a proposito del tetto dice al punto:

a) The Championships sono un evento outdoor che si gioca durante il daytime, il giorno. Perciò se il tempo è buono il tetto verrà usato solo se l’oscurità è imminente.

b) Il referee (il direttore) ha il potere di decidere se usare il tetto o meno. Lui prende la decisione finale….c)… Ci possono essere molte circostanze diverse che influenzeranno l’apertura e la chiusura del tetto, per questo compete al referee l’ultima decisione.

Poi c’è tutta una serie di guidelines in caso di pioggia, di oscurità sopravveniente. Ma nessuna frase scritta a proposito dell’obbligo di proseguire con le stesse condizioni un match cominciato in un certo modo. Quindi, al di là dell’opportunità o meno di chiamare a rapporto i giornalisti spagnoli, Benito ha ragione quando dice che non c’era alcuna regola scritta a imporre il tetto chiuso per la prosecuzione del match. Il punto però è che non è necessario che sia scritta perché se ne invochi la legittimità o la illegittimità. A parte il fatto che senza sprecare tanto inchiostro e tante righe, se il protocollo si fosse limitato a dire soltanto che ogni decisione è presa dal referee e stop, sarebbe stato tutto più chiaro. Le guidelines aumentano solo la confusione per le varie interpretazioni che si possono dare. Poi: in inghilterra vige il sistema della common law. Non ci sono tante leggi scritte come nei Paesi, tipo l’Italia, di civil law. In Inghilterra una sentenza costituisce precedente cui, per consuetudine ci si adegua. In Italia la consuetudine, usi e costumi, è solo una legge secondaria (spero di non aver dimenticato del tutto i miei studi in giurisprudenza). Quindi se in Inghilterra si è detto, si è usato in passato usare quel criterio, quel criterio – piaccia o non piaccia – fa testo, anche se non è scritto da nessuna parte.

Quando venerdì sera Nadal e Djokovic sono stati avvertiti che per guadagnare tempo – c’era anche il rischio di qualche goccia di pioggia, ma soprattutto la chiusura del tetto sarebbe stata a un certo punto inevitabile e avrebbe oltretutto potuto suscitare discussione sul timing – si sarebbe cominciato con il tetto chiuso (e lì pareva a tutti la scelta più logica e comunque il referee aveva il diritto di imporlo), forse Nadal avrebbe potuto dire: “Ehi Mr Jarrett, ma non è che se stasera cominciamo con il tetto chiuso poi domani, se per caso non finissimo, dovremo ricominciare a giocare indoor?” Ma a Rafa questo non è venuto in mente, altrimenti avrebbe potuto cercare di opporsi a cominciare con il tetto chiuso. Anche se, come detto e ridetto, il referee avrebbe potuto comunque imporre il suo volere. Solo che in quel caso avrebbe potuto avvertire Djokovic: “Guarda Novak, se stasera non finite e domani è bel tempo, si giocherà outdoor..”. Insomma, secondo me era stato saggio Nadal a prendere la prima posizione, poi però superata da lui stesso e soprattutto dal suo portavoce media. Djokovic ha vinto sul campo, 10-8 al quinto, e merita di giocare la finale che avrebbe potuto giocare anche Rafa – tetto o non tetto – se avesse saputo sfruttare la occasioni che ha avuto. Il resto sono speculazioni che lasciano il tempo che trovano.

Però, siccome se ne è parlato a lungo in sala stampa, i giornalisti spagnoli stanno facendo le ore piccole come me – per una volta! – per dipanare la matassa, era giusto che io ve ne informassi. Djokovic ha ammesso che era stato interpellato e di aver detto che avrebbe preferito continuare a giocare nelle stesse condizioni in cui si era cominciato. “Da quel che ho capito avevano già deciso” ha aggiunto. Sarebbe giusto anche che venisse dato più spazio alla resurrezione – a questo punto, ma lo avevo già scritto 24 ore fa – di Novak Djokovic che dopo aver espresso a Parigi il dubbio se iscriversi alla stagione sull’erba (“Avevo appena perso…- da Cecchinato – e a caldo ci stava di essere demoralizzato”) ha naturalmente preso la decisione più saggia. “Già a Roma mi ero accorto dei miei progressi, poi anche a Parigi in qualche incontro salvo l’ultimo, ma tutta la stagione sull’erba ha mostrato che il mio livello stava arrivando, che avevo ricominciato a giocare bene…”.  Ma questo editoriale è già abbastanza lungo, alcuni lettori mi rimproverano l’eccessiva lunghezza, i tifosi di Djokovic questa volta se la prenderanno per il poco spazio che hoo dedicato a Nole – ma il sito gliene ha dato tanto – e io sono convinto che stasera… mi riscatterà. Infatti, anche se Anderson è stato una piacevole sorpresa per la continuità del suo gioco – e anche se non posso dimenticare che nel 2015 andò vicinissimo a battere proprio Novak vincendo i primi due set e avendo non poche opportunità anche nel quinto – io sarei abbastanza sorpreso se stasera Djokovic non avesse vinto il suo quarto Wimbledon.

Lo stesso Novak si è tradito un po’ quando si è fatto scappare questa frase “Anderson non ha nulla da perdere”. Glielo ho fatto notare, come per dire, allora tu invece sei favorito e hai qualcosa da perdere no? E lui: “Beh considerando che lui giocherà soltanto la sua seconda finale di Slam, ha più da guadagnare che da perdere. Ma se io prendo i miei ultimi due anni, anch’io non ho molto da perdere. Sono in una finale di Slam dopo tanto tempo, quasi due anni… Naturalmente vogliamo questo trofeo, tutti e due. Chi lo prenderà? Non lo so…”. Non lo sa nessuno, effettivamente. E dopo quel che è successo con Kerber-Williams (e Serena cercava di tornare al suo tennis un po’ come Novak sta cercando di tornare al suo) può davvero accadere di tutto. Speriamo soltanto che sia una bella partita, una degna conclusione di due semifinali e di alcuni quarti davvero eccellenti. Buona domenica a tutti.

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Qualificazioni WTA: avanzano Pieri e Trevisan a Gstaad, nessuna a Bucarest https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/qualificazioni-wta-avanzano-pieri-e-trevisan-gstaad-nessuna-bucarest/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/15/qualificazioni-wta-avanzano-pieri-e-trevisan-gstaad-nessuna-bucarest/#respond Sat, 14 Jul 2018 22:23:30 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268870 Quattro italiane impegnate nelle qualificazioni, passano solo le ragazze in Svizzera]]>

Hanno preso il via le qualificazioni dei due tornei WTA International che si disputeranno la prossima settimana; quattro italiane (divise equamente tra i due tornei) iscritte, ne sono rimaste in gioco soltanto due. Con l’ingombrante presenza del torneo di Wimbledon subito dietro le spalle, i tornei di Bucarest e di Gstaad non possono contare sulle prime della classe e questo dà anche grosse possibilità a giocatrici oltre la 200esima posizione che raramente frequentano i piani alti dei circuito WTA.

Il tabellone del BRD Bucarest Open, che ha una foltissima presenza di giocatrici romene, ha come prima testa di serie l’italiana Deborah Chiesa ma questo numero non le ha portato fortuna dato che è incappata subito in una sconfitta. La numero 148 del mondo ha perso un po’ a sorpresa contro l’ungherese Anna Bondar, n. 393, presente nella capitale della Romania grazie ad una wild card. La 21enne si è imposta con il punteggio di 6-2 6-1 restando in campo per 73 minuti. Non è riuscita a bilanciare il conteggio vittorie-sconfitte Anastasia Grymalska, nata a Kiev ma cresciuta in Abruzzo – con sede degli allenamenti a Pescara. La n. 228 del mondo è stata sconfitta in tre set – secondo pronostico – da Irina Maria Bara, 150 del mondo nonché testa di serie n. 2 del tabellone.

Stessa superficie e stesso montepremi anche per il torneo svizzero di Gstaad anche qui si registrano due presenze azzurre al via nelle qualificazioni. Una è quella di Jessica Pieri che ha sfruttato al massimo l’aiuto arrivatole dal sorteggio che le ha messo di fronte la 17enne Diana Maria Mihail, numero 1185. La 21enne azzurra, attualmente 216 del ranking, ha vinto 6-0 6-1 in appena 41 minuti e adesso affronterà la testa di serie n. 1 Veronika Kudermetova, con la 21enne russa vincitrice dell’unico precedente sul sintetico di Imola nel 2016. Successivamente è scesa in campo Martina Trevisan, che nonostante i larghi favori del pronostico contro la 27enne polacca Katarzyna Piter (circa 200 posizioni dietro l’italiana) ha dovuto soffrire per quasi tre ore prima di vincere l’incontro (4-6 7-6 6-3) e raggiungere il turno decisivo che la vedrà opposta alla francese Amandine Hesse, n.220 WTA.

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Angie Kerber regina di Wimbledon, Serena battuta senza appello https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/angie-kerber-regina-di-wimbledon-serena-battuta-senza-appello/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/angie-kerber-regina-di-wimbledon-serena-battuta-senza-appello/#respond Sat, 14 Jul 2018 16:48:30 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268856 LONDRA - Terzo Slam in carriera per Angelique Kerber: "E' il torneo che sognavo di vincere sin da ragazzina". Serena Williams si aggrappa senza successo al servizio, rinviato l'aggancio ai 24 Slam di Smith-Court. La tedesca rientra tra le prime 5 del mondo]]>

[11] A. Kerber b. [25] S. Williams 6-3 6-3 (dal Londra, il nostro inviato)

Angelique Kerber vince il suo terzo Slam in carriera e con questo successo a Wimbledon si porta a un solo passo dal “Career Grand Slam”, visto che ha già in bacheca Australian e US Open. Dopo le vittorie sul cemento, Kerber conquista il Major su erba; ora per completare la collezione le rimane la terra battuta del Roland Garros.

La partita inizia ampiamente in ritardo, dopo che si è concluso il proseguimento della semifinale tra Djokovic e Nadal. La finale era programmata per le 14.00, ma si giocano i primi punti dopo le 16.15. Giustamente gli organizzatori hanno anche lasciato trenta minuti fra i due match, in modo da far recuperare anche il pubblico dalle emozioni vissute, ed evitare un inizio di finale con spettatori distratti. La giornata è di sole, ma le nuvole vanno crescendo. 25 gradi di temperatura nel momento in cui si inizia a giocare. Vento quasi assente: difficile pretendere di meglio per giocare a tennis.

Serena apre al servizio, sale 30-0 ma poi Kerber comincia a rispondere ed entrare nello scambio: e in questo modo conquista i quattro punti successivi. Break in apertura e partita in salita per Serena. Forse la sette volte campionessa di Wimbledon non ha mai scambiato così tanto in tutto il torneo come nei primi game con Kerber. Sul 2-1 Kerber però Angelique ha un passaggio a vuoto: un paio di servizi troppo attaccabili, un gratuito davvero evitabile e uno scambio vinto da Serena dopo un dritto in allungo difensivo rimettono le cose in parità: 2-2.

L’aspetto interessante del match è che Serena, che conosce alla perfezione la sua avversaria, quando è in difficoltà va immediatamente a coprire il proprio angolo destro (quello preferito da Kerber per ottenere vincenti); ma Angelique attende giusto la frazione di secondo necessaria per indirizzare la palla nell’altra direzione, con un tipo di contropiede che è quasi più frutto delle partite precedenti che dello scambio in gioco. Sono le situazioni che si verificano quando si affrontano tenniste che ormai si conoscono a memoria.

Sul 3-3 Williams si complica la vita: con la zavorra di due doppi falli consecutivi non riesce a risalire da 0-40; le è fatale un recupero leggermente lungo sulla tipica accelerazione di dritto lungolinea di Kerber. Secondo break subito nel set. Kerber consolida tenendo la battuta: 5-3. Che Angelique non sia un’avversaria facile lo si capisce da un paio di scambi in cui Serena ha prodotto accelerazioni che contro le giocatrici dei turni precedenti non sarebbero tornate indietro, e che invece Kerber non solo recupera, ma rimanda nell’ultimo metro di campo. Sul 3-5 Serena serve per stare nel set ma di nuovo non riesce a costruirsi situazioni di sufficiente vantaggio con la battuta. E quando si entra nello scambio sono troppi gli errori che commette: terzo break subìto nel set e primo parziale per Kerber: 6-3 in 31 minuti.

Secondo set. Ha cominciato ad alzarsi un po’ il vento: nulla di straordinario, ma qualche folata potrebbe incidere sullo sviluppo del gioco. Serena sembra avere deciso di rispondere più aggressivamente al servizio della sua avversaria, per provare a smuovere una situazione in cui sembra soccombere. Ma Kerber è rapidissima in uscita dal servizio e riesce, almeno per il momento, a gestire la maggiore velocità delle risposte di Williams. I primi cinque game seguono l’ordine dei servizio, senza nemmeno palle break.
Sesto game: la qualità di gioco si alza. Serena al servizio non punge, ma prova comunque a spingere di più nel palleggio. Kerber però vince un paio di scambi grazie a recuperi prodigiosi: 15-40. Williams si salva con la battuta sul primo break point, ma non sul secondo: ancora decisivo il dritto lungolinea di Angelique. Primo break del set. Kerber consolida sul 5-2, a un solo game dal titolo. Serena sente di essere in difficoltà e alterna ottimi colpi a errori di misura determinati dall’evidente desiderio di strafare.
Il problema si ripete quando Kerber va a servire per il match sul 5-3: sul 15-0 Williams manda lunga una volèe elementare, che permette ad Angelique di giocarsi il game più importante della sua stagione con un vantaggio di due quindici: 30-0. Williams è spalle al muro e per fare un punto deve accettare un lungo scambio e poi inventarsi un drop-shot perfetto come conclusione. Una risposta negli ultimi centimetri di campo riporta tutto in parità: 30-30. Ma Kerber si procura comunque il match point con il fedele dritto lungolinea. E poi le basta una buona battuta per concludere tutto: la risposta di Williams in rete decreta la vincitrice. 6-3 in 34 minuti (65 totali).

Alla fine del match Serena non aspetta la sua avversaria a rete per la stretta di mano: si dirige direttamente nel campo opposto per un lungo abbraccio. A conferma che dopo 23 Slam vinti non ha solo imparato a vincere ma anche a perdere, e di saperlo fare con classe.
Angelique Kerber ha battuto di nuovo Serena Williams dopo Melbourne 2016,  e diventa così la seconda giocatrice dopo Venus Williams (US Open 2001, Wimbledon 2008) in grado di sconfiggere per due volte Serena in una finale Slam (Australian Open 2016, Wimbledon 2018).  A distanza di 22 anni dall’ultimo successo di Steffi Graf, il tennis tedesco femminile torna a vincere a Wimbledon.

Statistiche:
Ace/doppi falli: Kerber 1/1, Williams 4/2
Vincenti/errori non forzati: Kerber 11/5, Williams 23/24
Scambi 0-4 colpi: Kerber 40, Williams 30
Scambi 5-8 colpi: Kerber 11, Williams 12
Scambi +9 colpi: Kerber 5, Williams 3
Punti a rete giocati/vinti: Kerber 6/2, Williams 24/12

Il tabellone femminile

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Djokovic torna grande a Wimbledon, Nadal si inchina al quinto set https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/djokovic-di-nuovo-grande-wimbledon-nadal-si-inchina-al-quinto-set/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/djokovic-di-nuovo-grande-wimbledon-nadal-si-inchina-al-quinto-set/#respond Sat, 14 Jul 2018 15:01:56 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268855 LONDRA - Cinque ore e un quarto complessive, il serbo la spunta 10-8 in un'altra semifinale a oltranza. Amaro in bocca per Nadal che come l'anno scorso cede sul filo di lana ai Championships. Djokovic sfiderà Anderson in una finale sorprendente]]>

[12] N. Djokovic b. [2] R. Nadal 6-4 3-6 7-6(9) 3-6 10-8 (da Londra, il nostro inviato)

Qui la cronaca fino alla sospensione per oscurità

 

Alla presenza delle Duchesse di Cambridge e del Sussex (al secolo Kate Middleton e Meghan Markle) e con il tetto chiuso nonostante la bella giornata di sole e la temperatura ben oltre i 25 gradi, la seconda semifinale maschile riprende con un Nadal versione “squalo che sente l’odore del sangue”. Nel primo turno di battuta rimedia ad un paio di colpi fuori misura che concedono due palle break a Djokovic tenendo di rabbia il servizio ed involandosi subito sul 2-0 ottenendo il primo break di questa prosecuzione. I colpi molto aggressivi che lo spagnolo ha deciso di giocare ed i conseguenti maggiori rischi presentano però il conto un paio di game più tardi, quando arriva il controbreak per Djokovic che subito dopo impatta sul 3-3.

È abbastanza evidente che Nadal è più al limite del suo avversario, Djokovic gioca con più margini e di conseguenza è l’iberico che deve provare a fare qualcosa in più. Nole apre il game sul 3-4 con un doppio fallo, concedendo così uno spiraglio: Nadal va 15-40 con due palle break, la prima è salvata da un servizio vincente, ma la seconda è quella buona perché dopo tre affondi di rovescio a tutta velocità ed una discesa a rete del maiorchino, Djokovic mette in rete un passante di diritto non impossibile, prendendo poi a racchettate la suola delle sue scarpe per sfogare la sua furia. Ma il set non è ancora finito – Nole va 0-40 nel game successivo, ma commette un paio di fatali errori di rovescio da fondocampo che consentono a Rafa di mettere a segno cinque punti consecutivi e portare il match al quinto set dopo 52 minuti di prosecuzione e 3 ore e 46 di match complessivo.

Certamente Nadal e Djokovic hanno caratteristiche molto diverse da Anderson e Isner, ma all’inizio del quinto set sembrano ben intenzionati a ripercorrere le (lunghissime) orme dei loro predecessori: nei primi sette game il giocatore al servizio perde la miseria di cinque punti, incluso in doppio fallo di Nadal.
Sul 3-4 lo spagnolo si inguaia con un altro doppio fallo e mancando un paio di diritti non impossibili e concede una palla break sul 30-40: un servizio vincente, e due splendidi punti chiudono il game per lui ad impattare sul 4-4. Nel game seguente Djokovic, quasi a specchio, commette tre gratuiti, va sotto 15-40, ma salva le due palle break con due servizi e poi tiene la battuta.

Con un atteggiamento tra l’ammirato ed il rassegnato, il pubblico del Centre Court assiste ad un altro “extended set”, non prima però che Nadal si salvi dallo 0-30 con quattro servizi che avrebbero suscitato l’invidia dei due bombardieri della prima semifinale. Il maiorchino ripete la magia quattro game più tardi, sul 6-7, rialzando la testa a due punti dalla sconfitta con altri servizi vincenti. Il quindicesimo game è da cineteca: due errori ed un doppio fallo inguaiano Djokovic sul 15-40, il serbo salva le due palle break con due servizi, la terza poco più in là la cancella con un passante di diritto incrociato stretto, e dopo sedici punti uno più bello dell’altro tiene la battuta e continua la sua caccia della finale.
In quella terza palla break, beh, non credo di essere stato precipitoso. Sono rientrato da una posizione difensiva, e ho deciso di seguire a rete un buon rovescio in diagonale. È uno schema che aveva funzionato bene molte volte, ma lì la palla mi è uscita leggermente troppo centrale, e lui ha azzeccato un gran passante, e questo è tutto, è lo sport“, ricorda Rafa.

Nel game seguente il serbo arriva al match point, gentile omaggio di tre gratuiti di Rafa, ma una palla corta di rovescio millimetrica lo cancella. Ma è solo questione di pochi minuti, perché due giochi più tardi Nadal cede la battuta a zero e chiude il match dopo 5 ore e 17 minuti di battaglia (91 minuti solamente nel quinto set).

Non mi sento di avere granchè da rimproverarmi, sinceramente. Di solito sono molto critico con me stesso, ma oggi penso di aver giocato bene, non mi è rimasto nulla come energie, ho dato il massimo. Ho tirato gran colpi, fatto bei punti, certo ho sbagliato qualche palla, ma alla fine posso dire che è stata un’ottima partita, in cui lui è stato migliore di me“, ammette lo spagnolo. “Come ho già detto dopo la partita con del Potro, avrebbe potuto vincere chiunque dei due, quel giorno è andata bene a me, oggi è andata bene a lui, nient’altro

Djokovic raggiunge così la sua quinta finale a Wimbledon (con buona pace del corrispondente di un importante giornale internazionale seduto di fianco a me durante il match, che aveva già scritto il pezzo presupponendo la vittoria di Nadal), la ventiduesima nei tornei dello Slam ed affronterà nel match decisivo un avversario che lo ha battuto una volta sola, ben 10 anni fa, in sei precedenti scontri diretti.

Beh, intanto vediamo se riusciamo a scendere in campo tutti e due – ha detto Djokovic alla BBC appena uscito dal campolui ha avuto un giorno di pausa, piacerebbe tanto anche a me averne uno!
Faccio fatica a trovare le parole per spiegare cosa provo – ha continuato il serbo – Vedo in flashback tutto quello che ho passato negli ultimi 15 mesi. Avrebbe potuto vincere chiunque, la differenza tra noi due è stata minima”.

 

Il tabellone maschile

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Wimbledon finale ragazze: la cronaca https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/wimbledon-finale-ragazze-la-cronaca/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/wimbledon-finale-ragazze-la-cronaca/#respond Sat, 14 Jul 2018 14:52:43 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268891 La polacca Iga Swiatek, diciassette anni, è la nuova campionessa di Wimbledon junior: ha sconfitto in due set la svizzera Leonie Kung]]>

La finale di Wimbledon junior femminile vede prota la polacca Iga Swiatek e la svizzera Leonie Kung. Sono due giocatrici europee non teste di serie, che in semifinale (QUI la cronaca dei match) hanno eliminato le cinesi Wang Xinyu e Wang Xiyu (solo una lettera di differenza nel nome, non è un errore). Leonie è nata nell’ottobre 2000, Iga nel marzo 2001. Si gioca in una bella giornata di sole (27 gradi) sul Court 1: tredicimila posti a sedere, un bel salto rispetto al resto del torneo, svolto sui campi secondari di Wimbledon con solo un paio di file di posti a sedere sui lati lunghi.

Primo set. Kung vince il sorteggio e decide di ricevere. Il primo game è di assestamento, ma già nel secondo Swiatek un paio di volte entra con i piedi nel campo e chiude lo scambio con accelerazioni vincenti. Kung commette un doppio fallo che la porta sullo 0-40: tre break point. Swiatek le strappa il servizio alla terza occasione con un drop-shot di dritto precisissimo. Iga è chiaramente partita meglio, e lo conferma il game a zero con cui consolida il vantaggio (3-0). E nel frattempo ha esibito un’altra palla corta vincente (questa volta di rovescio).

Leonie rischia di finire sotto 0-4 poi però si riassesta e tiene il suo primo turno di servizio: 3-1. Dopo i primi game cominciano a delinearsi le caratteristiche delle due protagoniste. Kung è una tennista lineare, cerca la profondità nello scambio e soprattutto di dritto prova a governare la situazione. Swiatek invece preferisce variare di più i ritmi e le geometrie: a volte alza le parabole, altre vole accelera (specie di dritto, con una frustata di polso) o cerca angoli più stretti. Ha anche già fatto ricorso tre volte alla palla corta nei primi cinque game, sempre riuscendo a vincere il punto: le prime due volte direttamente, la terza combinandola con un lob. In più ha messo a segno diversi ace, con prime che superano le 110 miglia.
Swiatek serve per il set sul 5-3, ma si ritrova 30-40. Ed è proprio con altri due ace che prima salva la palla break e quindi si porta al set point. Leonie lo annulla al termine del più bello scambio del set. Iga ha compiuto un paio di prodezze difensive in chop che però non sono bastate: proprio in dirittura di arrivo, Kung recupera il break. Decisivi due errori di Swiatek: un attacco di rovescio largo e una combinazione non riuscita dropshot+lob (il pallonetto è lungo).

Sul 4-5 però Kung non riesce a tenere il servizio: prima due risposte aggressive di Swiatek  poi un gratuito la portano sullo 0-40. E’ una accelerazione di dritto (sull’ultima palla break utile) a chiudere il set per la giocatrice polacca. 6-4 in 41 minuti. Il primo set per il momento ha confermato le sensazioni delle semifinali: Kung ha un tennis più prevedibile, Swiatek più creativo: ma bisognerà vedere se saprà alla fine mantenere un saldo positivo tra i vincenti ottenuti e i rischi presi. Nel primo set le è risucito, come testimonia il saldo di +10 (19/9) tra vincenti ed errori non forzati. Kung -3 (3/6).

Secondo set. I primi game non spostano la situazione. Fino al 2-1 per Swiatek si seguono le battute. Poi all’improvviso Kung si complica la vita: nel quarto game è in vantaggio 40-15 ma con due doppi falli consecutivi riapre il game. E Swiatek ne approfitta salendo 3-1. Iga sente la vittoria più vicina e gioca forse il miglior game della partita, con una serie di vincenti di dritto e di rovescio (che prima rischiava meno) che la portano sul 4-1. Sembra ormai che la differenza sia emersa. Kung riesce a tenere il servizio del 2-4, ma sul 2-5 perde nuovamente la battuta 6-2 Swiatek in 32 minuti.
Swiatek festeggia sobriamente, ma non rinuncia alla piccola scalata (agevolata dalle scale presenti al Court 1) fuori dal campo per correre ad abbracciare il proprio angolo. 6-4, 6-2 in 73 minuti. Ha vinto la giocatrice più estrosa e ricca di fantasia che già in semifinale aveva dato prova di possedere un gioco più creativo. A mio avviso una buona notizia per il futuro del tennis femminile.

Statistiche
Ace/doppi falli: Swiatek 8/2, Kung 1/4
Vincenti/errori non forzati: Swiatek 33/13, Kung 10/16
Punti giocati e vinti a rete: Swiatek 7/5, Kung 6/4
Punti vinti con la prima: Swiatek 77%, Kung 65%
Punti vinti con la seconda: Swiatek 55%, Kung 36%

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Nole: ‘Mesi lunghi per me’. Rafa: ‘Gran torneo, peccato il risultato’ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/djokovic-15-mesi-lunghi-per-nadal-ottimo-torneo-peccato-il-risultato/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/djokovic-15-mesi-lunghi-per-nadal-ottimo-torneo-peccato-il-risultato/#respond Sat, 14 Jul 2018 13:30:19 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268950 Le parole dei due protagonisti dopo la memorabile semifinale di Wimbledon vinta dal serbo 10-8 al quinto set nel cinquantaduesimo confronto diretto tra i due]]>

NOVAK DJOKOVIC

Dopo la sconfitta al Roland Garros, avevi detto che non sapevi se avresti giocato su erba. Cos’è cambiato durante questo mese?
Ho deciso di giocare, ovviamente ero molto deluso a Parigi dopo il match, ma poi, dopo qualche giorno di relax, mi sono ripreso, mi è tornata la voglia di andare in campo. Ovviamente, è stata un’ottima decisione. Ho avuto una bella settimana al Queen’s, che è stata una preparazione perfetta per Wimbledon. ora sono in finale, e sono molto, molto contento. Ero anche tanto emozionato alla fine della partita, perché sono stati 15 lunghi mesi per me, con molte difficoltà.

Perché hai preferito giocare col tetto chiuso?
Gli organizzatori e gli arbitri ci hanno detto che il tetto doveva essere chiuso perché avevamo iniziato indoor.

Non è stato deciso tra voi giocatori?
No, ce lo hanno detto loro

Sei sembrato quasi sempre molto calmo durante il match, pensando anche a quanto emotivo avevi mostrato di essere in passato. È stata una cosa su cui hai lavorato, magari con qualche tipo di meditazione?
Ti ringrazio, sì, ma in effetti ho avuto dei momenti di forte emozione sia oggi che ieri, e si è visto. Quando vai in campo contro uno che probabilmente è il mio più grande rivale, la cosa diventa intensa, la posta è altissima e tu lo senti, eccome. Non è facile controllare le emozioni, federer per esempio è bravissimo in questo, un maestro, ma sono sicuro che anche lui, dentro di sè, sente tante emozioni. oggi un paio di volte ho perso la calma, e poi ho perso il servizio, e il set. Nadal è Nadal perchè sa sfruttare queste situazioni, vede un’opportunità, e se la prende. Per questo è stata una partita straordinaria, da ogni punto di vista, sono incredibilmente orgoglioso.

Come sarà domani, per te, sapendo di essere il favorito?
Beh, anche Kevin ha passato tante ore in campo nelle sue ultime due partite, ma ha avuto un giorno di riposo, che a questo punto del torneo serve molto. Quindi alla fine non so se sarò favorito, direi che partiremo alla pari. Lui giocherà la sua seconda finale Slam, e sta decisamente giocando il suo miglior tennis di sempre, ha un servizio devastante. Spero di riuscire ad arginarlo.

C’è stato un momento in cui hai realizzato: “Sì, sono tornato?”
Probabilmente a Roma, il torneo è stato buono, anche a Parigi ho vinto delle buone partite, non l’ultima magari, ma poi l’intera stagione su erba è stata ottima, sentivo che stavo ricominciando a giocare al mio livello.

Riguardo al tetto, non c’è stato dialogo con gli organizzatori?
Sì, c’è stato, io preferivo giocare sotto il tetto perchè era così che avevamo iniziato. Non l’ho chiesto, ho solo espresso la mia opinione, ma per quello che ho capito, avevano già preso la loro decisione.

Tu e Rafa avete giocato contro più di chiunque altro. Cosa comporta affrontarlo, fisicamente?
Se ti mostrassi i miei piedi, lo capiresti (risata). Lui è probabilmente il più grande agonista di sempre, lotta su ogni punto come fosse l’ultimo, è impressionante, e lo rende difficilissimo da battere su qualsiasi superficie. Quando vai in campo con lui, sai che dovrai sudarti ogni palla, è una cosa che ti prosciuga le energie.

C’è stato quel momento incredibile, verso la fine, quando sei andato in estensione totale nel tentativo di recuperare una smorzata, non so come tu abbia fatto a non farti male. Quanto ti alleni per permettere al tuo corpo di fare una cosa simile?
Sì, è stato uno di quei momenti in cui ti sembra che il tempo si fermi. Match point, lo vedo avanzare, gioco un buon colpo solido, sapevo che in quell’istante lui doveva decidere se tirare forte il rovescio o tentare il drop-shot. Gli ho visto cambiare l’impugnatura, e ho iniziato a correre. Ma la palla corta era troppo buona, io ero troppo lontano. Ma ci ho tentato, hai presente in “Space Jam”, con Michael Jordan, quando lui tenta di allungarsi? Ecco, è stata una cosa del genere.

Prima hai detto che Anderson non avrà niente da perdere, come se tu pensassi di avere qualcosa da perdere, invece. È così? Ti dico che in questo momento Serena ha perso con Kerber, se vuoi commentare su questo.
Beh, lui giocherà solo la sua seconda finale Slam, ovviamente ha di più da guadagnare. Ma se penso ai miei ultimi due anni, ho solo da guadagnare anch’io. E così Serena ha perso? beh, gran risultato per Angelique, ma non è una sorpresa. Lei è una top player, aveva già vinto due Slam. Io penso che Serena sarà comunque contenta della finale a Wimbledon, dopo tanto tempo, dopo aver avuto una figlia, e averne passate tante. certo, in teoria uno si aspetterebbe che vincesse sempre, come tante altre volte, ma bisogna tenere conto di quello che ha passato. Lei è fonte di grande ispirazione per questo.


RAFAEL NADAL

Hai disputato così tanti match strepitosi contro Novak. Questo che posto avrebbe in classifica?
Onestamente, non ci ho pensato. Non ricordo tutte le partite. È stato un grande match, con un livello fantastico da parte di entrambi e, pur non essendo uno spettatore, penso sia stato un grande spettacolo per i fans.

Hai avuto cinque palle break. Quattro nel primo, forse non potevi fare molto ma alla quinta, quando sei andato a rete, forse sei stato un po’ impaziente. Forse avresti potuto gestire il punto in un altro modo?
“Impaziente”? Venivo da una posizione di difesa e ho colpito un grande rovescio incrociato. Ho deciso di entrare. Ha funzionato molto bene tante volte colpire di rovescio e poi andare avanti. Per me non è così. Ho preso la decisione per avanzare, per giocare aggressivo. Ho tentato di andare a rete per mettergli pressione; non potevo giocare il rovescio sulla linea di fondo perché stavo correndo verso la palla, era rischioso colpire da fondo.  Non potevo aspettare. Ma, per quanto mi riguarda, non ho nulla da lamentarmi su questo. Non ho la sensazione di essere stato impaziente. Lui ha giocato un grande passante. Non sto dicendo che la tua domanda sia sbagliata, ma questo è lo sport, il risultato cambia tutto. Non mi lamento di nulla. Ha giocato alla grande. Ha meritato. Anch’io ho meritato. Entrambi meritavamo.

Cosa ti porti via da questo torneo? Sensazioni positive così come la delusione della sconfitta?
Ho giocato bene, sono andato in semifinale dopo un po’ che non ci arrivavo, ho vinto alcune grandi partite, specialmente nei quarti contro del Potro. Oggi è stata un’altra gran partita. Certo che penso di aver sprecato un’opportunità, di vincere un altro titolo molto importante, ma è finita lì.

Ieri c’è stato un match maratona. Tu e Novak siete rimasti negli spogliatoi per un sacco di tempo. Cosa avete fatto mentre aspettavate?
Io ho cercato solo di passare il tempo. Mi sono scaldato tipo dieci volte e ho guardato la partita. Tutto qui.

Novak ha avuto due anni molto difficili. Cosa pensi del suo livello in questa partita?
Sta giocando alla grande. Per me è al suo top di nuovo, l’ho detto anche prima della partita e questo è tutto. È in finale a Wimbledon! Non puoi essere in una finale di Wimbledon anche se il tuo nome è Novak Djokovic senza giocare ad altissimo livello.

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Wimbledon LIVE: la finale femminile https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/wimbledon-live-nadal-vs-djokovic-serena-williams-vs-angelique-kerber/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/wimbledon-live-nadal-vs-djokovic-serena-williams-vs-angelique-kerber/#respond Sat, 14 Jul 2018 11:42:36 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268850 La nostra diretta di Wimbledon per la dodicesima giornata, dedicata alla prosecuzione della semifinale maschile tra Nole e Rafa e alla finale femminile Serena Williams-Kerber]]>

Ordine di gioco e quote del DAY 12
Il tabellone maschile – Il tabellone femminile

per visualizzare gli ultimi aggiornamenti premi F5 (desktop) oppure scrolla la pagina verso il basso (mobile)

18:22 – Angelique Kerber è la nuova campionessa di Wimbledon. Sconfitta Serena Williams col punteggio di 6-3 6-3

18:15 – Break Kerber! La tedesca strappa il servizio a Serena e conferma il break, salendo 5-2. Ora è a un passo dalla vittoria dei Champioships

17:47 – Angelique Kerber incamera il primo set: 6-3. La Williams ha ceduto 3 volte il servizio di cui gli ultimi 2 turni

17:05 – Fanno il loro ingresso in campo Serena Williams e Angelique Kerber per la finale del singolare femminile


16:32NOVAK DJOKOVIC IN FINALE A WIMBLEDON: battuto Rafa Nadal 10-8 al quinto set dopo 5 ore e 14 minuti complessivi…

16:24 – Nadal salva un match point con una smorzata vincente, 8 pari al quinto. Superate le 5 ore complessive di gioco

15:56  – A oltranza anche la seconda semifinale 6 pari quinto set

15:22 – Superate le 4 ore di gioco complessive: Djokovic 3-2 senza break nel quinto e decisivo set

15:01 – Nadal recupera da 0-40 e porta a casa il quarto set: 6-3

14:54 – Nadal serve il quarto set avanti 5-3

14:39 – Djokovic recupera il break grazie a due errori di Nadal (3-2 per lo spagnolo)

14:32 – Comincia alla grandissima Rafa Nadal che prima salva 2 palle break poi strappa il servizio a Djokovic nel game successivo: 3-0 per lui nel quarto set

13:45 – Scatta il day 12 a Wimbledon. Alle 14, sul Centre Court, Rafa Nadal e Novak Djokovic riprendono la semifinale interrotta ieri per oscurità al termine del terzo parziale: Nole conduce 2-1. A seguire (non prima delle 15), si assegna il titolo del torneo femminile: Serena Williams contro Angelique Kerber

LA DIRETTA FACEBOOK DEI NOSTRI INVIATI (CON IL DIRETTORE!)

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Wimbledon, come si accede al Royal Box? Oggi presenti Kate, Meghan e Kate Winslet https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/wimbledon-come-si-accede-al-royal-box-oggi-presenti-kate-meghan-e-kate-winslet/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/07/14/wimbledon-come-si-accede-al-royal-box-oggi-presenti-kate-meghan-e-kate-winslet/#respond Sat, 14 Jul 2018 11:23:04 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=268867 Ad assistere alla finale femminile Kate Middleton, Megan Markle e Kate Winslet. Ecco come si accede al Royal Box ]]>

da Londra, la nostra inviata

C’è grande attesa per la conclusione della semifinale maschile tra Djokovic e Nadal (interrotta ieri sera alle 23 sul 6-4 3-6 7-6(9) per il serbo) e per il round finale del torneo femminile tra Serena Williams e Angelique Kerber. Ad assistere agli incontri quest’oggi ci saranno nientemeno che Meghan Markle, Duchessa del Sussex (e grande amica di Serena, infatti l’ex n. 1 del mondo era stata invitata al Royal Wedding), accompagnata dalla nuora Kate Middleton, Duchessa di Canbridge, alla loro prima uscita ufficiale insieme dopo le nozze di Meghan con il Principe Harry. Insieme a loro ci sarà anche l’immancabile Duca di Kent.

Ma come si accede allo storico Royal Box?

Dal 1922, per potersi sedere ai 74 posti del Royal Box non c’è un biglietto, bensì vi si accede soltanto per invito. A decidere è il Chairman dell’All England Club, dopo aver consultato il Comitato Organizzatore dei Championships. Sulle “sacre” poltroncine del Royal Box, oltre ai membri della famiglia reale e della politica britannica, l’invito viene esteso anche agli ex campioni del tennis e ai campioni dello sport in generale, alle personalità dell’esercito britannico, ai membri degli sponsor del torneo, alle star del cinema e della moda, come l’immancabile Anna Wintour. Ad assistere alla finale maschile 2017, per esempio, erano stati invitati Theresa May e e la star del cinema Hugues Grant.

Ma attenzione, perché il rispetto del dress code è d’obbligo. Nel 2015, il campione di Formula 1 Lewis Hamilton era stato allontanato dal Centrale perché era arrivato vestito con una t-shirt a fiori e un cappello panama. Infatti, per gli uomini è obbligatoria la giacca e la cravatta e per le donne un abito da cocktail o un tailleur; inoltre le signore non possono indossare un cappello per non impedire la visuale agli altri spettatori seduti dietro di loro.  Per gli ospiti del Roayl Box è previsto inoltre un tea time, un  launch e un drink serale.

Nella giornata di oggi, insieme a Meghan e Kate, sono stati invitati anche Emma Watson e Kate Winslet – ospite di Jaguar (uno degli sponsor del torneo), la campionessa del 2013 Marion Bartoli insieme a Iva Majoli; Billi Jean King e Martina Navratilova, Virginia Wade e l’attore Josh Hartnett.

 

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