UBITENNIS https://www.ubitennis.com Tennis in tempo reale Mon, 24 Sep 2018 00:14:17 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 Zverev eroe inatteso, la Laver Cup resta in Europa https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/24/zverev-eroe-inatteso-la-laver-cup-resta-europa/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/24/zverev-eroe-inatteso-la-laver-cup-resta-europa/#respond Mon, 24 Sep 2018 00:02:55 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=277012 Il tedesco vince un altro match al cardiopalma con Kevin Anderson e regala alla sua squadra la seconda edizione di Chicago ]]>

Laver Cup, come un anno fa: Federer rilancia l’Europa a un passo dalla sconfitta

Dal nostro inviato a Chicago,

EUROPA-RESTO DEL MONDO 13-8

Match 11

A. Zverev (Europe) b. K. Anderson (World) 6-7(3) 7-5 [10-7]

Dopo quasi sette ore di emozioni da montagne russe, l’ultima giornata della Laver Cup 2018 si è chiusa con Alexander Zverev sdraiato a terra festeggiato da tutti i suoi compagni, vincitori della competizione per il secondo anno consecutivo. Ci ha provato Kevin Anderson a rimandare tutto al dodicesimo incontro, che sarebbe stato decisivo (un pareggio era matematicamente impossibile), ma nei 130 minuti della sua battaglia con il giovane tedesco alla fine gli è mancato qualcosa, nonostante abbia condotto per buona parte del match.

Un primo set equilibratissimo nel quale Anderson non era riuscito a convertire un set point sul 5-4 era stato comunque portato a casa dal sudafricano grazie ad un inizio di tie-break molto negativo di Zverev, che si era pure lasciato andare ad un nervosissimo lancio di racchetta. Era evidente che i giocatori erano tesi, la posta in palio era importante anche se l’atmosfera nell’arena, dopo il dramma in due atti di Federer, si era un po’ sgonfiata e il pubblico presente sugli spalti era diminuito.

All’angolo di Zverev si sono alternati un po’ tutti i suoi compagni di squadra, Federer in primis, ed anche lo stesso Borg, pressochè muto per tutto il weekend, si era improvvisamente svegliato. Gli suggerivano di non perdere troppo campo negli scambi che Anderson riusciva a tenere con sorprendente disinvoltura, riuscendo ad aprirsi sufficienti angoli per affondare i colpi. Dopo essersi salvato da 0-40 nel game iniziale ed aver cancellato un’altra palla break sul 3-3, Zverev approfittava di un nastro fortunato nel dodicesimo game del secondo set per portarsi a set point e portare la partita al match tie-break.

Dopo quasi due ore di gioco legatissimo alla regola del servizio, nei primi 12 punti del tie-break decisivo c’erano 7 minibreak. Sul 7-5 Anderson, con il Team World a tre punti dal singolare decisivo, Rod Laver spuntava dal tunnel dei giocatori, pronto per l’eventuale premiazione, e Zverev come per magia metteva  segno cinque punti consecutivi.

(in aggiornamento)

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Laver Cup, come un anno fa: Federer rilancia l’Europa a un passo dalla sconfitta https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/laver-cup-come-un-anno-fa-federer-rilancia-leuropa-un-passo-dalla-sconfitta/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/laver-cup-come-un-anno-fa-federer-rilancia-leuropa-un-passo-dalla-sconfitta/#respond Sun, 23 Sep 2018 21:42:55 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=277000 Come l'anno scorso a Praga, Federer rimonta un match quasi perduto nella giornata finale, stavolta contro Isner. Ma il Resto del Mondo è ancora vivo]]>

RESTO DEL MONDO – EUROPA 8-10

  • J. Isner/J. Sock (World) b. R. Federer/A. Zverev (Europe) 4-6 7-6(2) [11-9]
  • R. Federer (Europe) b. J. Isner (World) 6-7(5) 7-6(6) [10-7]

Dal nostro inviato a Chicago,

IL SOGNO AMERICANO  – Nessuno se lo aspettava, e sembra incredibile solo a dirlo: il Team World viene trascinato da Jack Sock che vincendo il suo terzo doppio (su 3) del weekend porta sei punti alla causa comune e sigla il sorpasso ai danni dell’Europa.
Un’ora e 35 minuti di autentico divertimento hanno visto la compagine europea formata da Roger Federer e Alexander Zverev non convertire due match point nel super tie-break finale e finire sconfitti 11-9 da John Isner e Jack Sock impazziti di gioia che saltavano per il campo abbracciati da tutti i compagni. Dopo un primo set quasi perfetto per gli europei, con break immediato al terzo game e vantaggio portato d’autorità fino alla fine del parziale, Federer e Zverev hanno perduto due tie-break consecutivi rimettendo in discussione il risultato di una competizione che sembrava quasi finita. Il gioco dei due americani si è concentrato quasi sempre, come logico, su Zverev, decisamente il meno doppista dei due europei e più propenso a sbagliare sotto pressione. Schierato a sinistra per poter sfruttare il diritto di Federer da destra, Zverev è stato messo sotto pressione spesso e volentieri sul suo rovescio, che tutto sommato ha retto bene, nonostante qualche passante sbagliato. Ciò che ha fatto veramente la differenza è stata la copertura a rete di Sock, davvero efficace nei cambi e pronto a chiudere ogni volée validamente assistito da Isner, non solo alla battuta ma anche in risposta e a rete. Zverev è stato ovviamente il giocatore più in difficoltà dei quattro, il meno abituato di tutti a giocare in doppio, anche se entrambe le coppie hanno spesso optato per una formazione difensiva in fase di risposta con tutti e due i giocatori a fondocampo.
La differenza l’hanno fatta pochi punti nei due tie break: un paio di risposte di Isner, un paio di coperture a rete di Sock, mentre l’atmosfera nella United Arena diventava elettrica. Nonostante un pubblico dalle provenienze più disparate (non solo Chicago, ma anche tutto il resto degli USA, Canada e tanto Sud America), grande partecipazione emotiva da parte di tutti i presenti e grande sostegno ai due americani da parte di tutti.

IL FULMINE ROGER COLPISCE DUE VOLTEDopo nemmeno 10 minuti di pausa, di nuovo in campo Federer e Isner per il decimo incontro, nel quale per la prima volta era l’Europa ad inseguire. Al servizio i due erano paurosi, lasciando solo le briciole all’avversario: Isner sette punti in sei turni di battuta, Federer solamente uno. Poi, nel tie-break, i ruoli si invertivano: Federer prendeva subito un minibreak di vantaggio grazie a un diritto in rete di Isner, poi commetteva a sua volta un errore nel palleggio sul 4-3 e infine, sul 5-6, si faceva inchiodare da una risposta vincente di diritto sulla sua seconda.
Secondo set sempre ancorato alla battuta, anche se i turni di servizio dello svizzero filavano via sempre più spediti. Isner rimontava due volte da 0-30 (la prima mettendo a segno tre aces consecutivi), e poi si issava a match point sul 5-4 che però se ne va come il suo diritto oltre la linea di fondo. Il seguente tie-break era, ancora una volta, da infarto. Sul 3-3 errore di Federer su una sciagurata swing volley da tre quarti campo, Isner arrivava a due match point sul 6-4 dopo altri due minibreak consecutivi: il primo era cancellato da un ace, mentre sul secondo lo svizzero rimandava dall’altra parte una prima a 138 miglia orarie di Isner e poi lo infilava con un passante di rovescio incrociato in controbalzo. Nuovo minibreak di Federer grazie ad un magnifico passante rallentato in cross che annodava le gambe di Isner, ed un successivo ace scatenava l’isteria nell’angolo di Team Europe.
Match tie-break ancora più pazzesco: Federer saldamente in testa per 5-2 e due servizi scialacquava i due minibreak di vantaggio con due gratuiti di diritto. Ma un lieve calo fisico di Isner, che veniva costretto all’errore su due scambi prolungati segnava l’allungo decisivo del match che Federer siglava con un diritto vincente all’incrocio delle righe. Nuovo sorpasso, quindi, con l’Europa al “match point” ad una sola vittoria dalla coppa.

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Fognini e Berrettini campioni in doppio a San Pietroburgo https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/fognini-e-berrettini-campioni-doppio-san-pietroburgo/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/fognini-e-berrettini-campioni-doppio-san-pietroburgo/#respond Sun, 23 Sep 2018 19:35:22 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276983 La coppia italiana sconfigge in finale Jebavy/Middelkoop, annullando anche un set point nel secondo parziale. Undicesimo successo di specialità per Fabio, secondo per Matteo]]>

Fabio Fognini e Matteo Berrettini fanno sorridere l’Italia del tennis, vincendo il titolo in doppio a San Pietroburgo. La coppa italiana, al primo torneo insieme, ha superato il duo formato da Roman Jebavy e Matwe Middelkoop al termine di due set molto tirati.
Nel primo parziale il servizio non sembra essere un fattore, tant’è che i primi tre giochi vengono vinti dalla coppia in risposta. Un ulteriore break riporta gli azzurri in linea di galleggiamento sul 3-3, mentre sul finire del set l’ennesimo scambio di servizi sancisce la necessità di un tiebreak. Qui Berrettini e Fognini vanno avanti 6-4, mancano due set point, ma alla terza occasione riescono a chiudere il parziale.

Nel secondo set, i due italiani vanno sotto 5-3 e si ritrovano ad un solo punto dal perdere il set. Si salvano e ribaltano la situazione, riagguantando Jebavy e Middelkoop sul 5-5. Si approda dunque nuovamente al tiebreak, chiuso senza patemi dalla coppia azzurra col punteggio di 7-4.

Per Fognini si tratta del quinto titolo di specialità (su quattordici finali), mentre per Berrettini è il secondo trofeo dopo quello conquistato qualche mese fa a Gstaad in coppia con Daniele Bracciali (in concomitanza con il suo primo successo in singolare). Se Fognini ha già ampiamente dimostrato durante la carriera di poter essere un buonissimo giocatore di doppio (il titolo vinto a Melbourne nel 2015 è lì a testimoniarlo), fa piacere notare le buone attitudini alla specialità di Matteo. Che l’Italia abbia trovato una coppia vincente per i prossimi anni?

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Laver Cup LIVE: la giornata finale https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/laver-cup-live-la-giornata-finale/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/laver-cup-live-la-giornata-finale/#respond Sun, 23 Sep 2018 17:02:31 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276982 La giornata finale allo United Center di Chicago: Il resto del mondo cerca il clamoroso ribaltone dopo essere stati sotto 7 punti a 1]]>

Il programma del Day 3
Laver Cup: Anderson e Kyrgios/Sock guidano la riscossa del Team World
Laver Cup: Zverev e Federer non sbagliano, l’Europa domina ancora


Risultati:

RESTO DEL MONDO – EUROPA 8-13 (vittoria a quota 13 punti)

Day 3

Sessione unica*

  • Supertennis LIVE dalle ore 19.00: J. Isner/J. Sock (World) b. R. Federer/A. Zverev (Europe) 4-6 7-6(2) [11-9]
  • A seguire: R. Federer (Europe) b. J. Isner (World) 6-7(5) 7-6(6) [10-7]
  • A seguire A. Zverev (Europe) b. K. Anderson (World) 6-7(3) 7-5 [10-7]

La diretta di Vanni Gibertini da Chicago:

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WTA Wuhan: Kontaveit rimonta una Stephens distratta, ok Kasatkina https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/wta-wuhan-kontaveit-rimonta-una-stephens-distratta-ok-kasatkina/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/wta-wuhan-kontaveit-rimonta-una-stephens-distratta-ok-kasatkina/#respond Sun, 23 Sep 2018 16:27:31 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276970 La statunitense va avanti di un break nel secondo e nel terzo set, ma si fa riprendere. Kasatkina e Goerges lottano e passano. Forfait di Osaka, Azarenka e Rybarikova]]>

Giornata ricca di incontri, ma purtroppo anche di ritiri al WTA Premier di Wuhan. Il tabellone del torneo cinese è infatti stato ridisegnato da alcune defezioni dell’ultimo minuto. In particolare spiccano i forfait di Naomi Osaka, fermata da un’indisposizione dopo la finale persa contro Karolina Pliskova a Tokyo, e Victoria Azarenka, già costretta al ritiro a Tokyo contro Camila GiorgiAnche Magdalena Rybarikova si è tirata fuori a tabellone compilato per un problema alle vie respiratorie. Al suo posto entrerà come lucky loser Monica Niculescu.

Per quanto riguarda il tennis giocato, il programma della giornata odierna prevedeva dieci incontri. Tre di questi sono stati vinti da giocatrici uscite dalle qualificazioni: Katerina Siniakova, Monica Puig e Rebecca Peterson. Siniakova ha eliminato in due set Kiki Mladenovic dopo essere stata sotto 5-1 nel primo parziale, poi vinto al tiebreak. Il secondo set è stato poi condotto abbastanza tranquillamente fino al 6-2 finale. Ha dovuto lottare per tre set e quasi tre ore la campionessa olimpica in carica, Monica Puig, per avere ragione di Kirsten Flipkens, mentre Peterson ha usufruito del ritiro nel terzo set di Timea Babos.

Bilancio in parità per le teste di serie impegnate oggi: due sconfitte e due vittorie. Sicuramente la notizia del giorno è data dall’uscita di scena di Sloane Stephens, eliminata in tre set da Anett Kontaveit. Troppo discontinua la statunitense che ha pagato piuttosto caro alcuni passaggi a vuoto durante il match. Che la partita potesse essere complicata lo si era capito già dai primi giochi. Kontaveit parte fortissimo e spinge a tutto braccio, salendo 3-0. Stephens entra finalmente in partita e comincia a contenere l’esuberanza dell’estone che commette qualche errore in più. Ne risulta un parziale di sei giochi ad uno che chiude il primo set. Tutto sembra indirizzato quando Stephens si porta avanti di un break nel secondo set. La statunitense si fa però riprendere e superare ad un passo dal tiebreak. Stessa dinamica anche nel terzo e decisivo parziale: break Stephens e immediato controbreak Kontaveit, che poi nel decimo gioco lascia partire tre devastanti accelerazioni che le regalano la vittoria. Sconfitta pesante anche per Elise Mertens (tds 15), punita in due tiebreak da Aliaksandra Sasnovich. Con questa battuta d’arresto la belga, attualmente al decimo posto della Race to Singapore, rallenta la corsa verso le Finals di fine anno.
È invece uscita dal campo a braccia alzate la testa di numero 13, Daria Kasatkina, che ha superato Lesia Tsurenko per 6-4 7-5, al termine di un match che ha visto ben dieci break (cinque per ogni set). Ancora più complicata la vittoria di Julia Goerges (tds 11) su Marketa Vondrousova. La tedesca, che in origine era stata accoppiata con Azarenka, è riuscita a spuntarla solo al tiebreak decisivo, dopo due ore e quaranta di gioco.

Risultati:

[13] D. Kasatkina b. L. Tsurenko 6-4 7-5
[11] J. Goerges b. [LL] M. Vondrousova 6-3 3-6 7-6(4)
[WC] S. Zheng b. D. Collins 2-6 6-4 6-2
A. Pavlyuchenkova b. A. Sevastova 6-2 6-3
S. Zhang b. [WC] S. Stosur 6-2 6-2
[Q] K. Siniakova b. K. Mladenovic 7-6(4) 6-2
A. Sasnovich b. [15] E. Mertens 7-6(5) 7-6(3)
[Q] M. Puig b. K. Flipkens 7-5 5-7 6-3
[Q] R. Peterson b. T. Babos 6-7(0) 6-4 4-1 rit.
A. Kontaveit b. [9] S. Stephens 4-6 7-5 6-4

 

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Thiem conquista San Pietroburgo, undicesimo titolo ATP https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/dominic-thiem-conquista-san-pietroburgo-undicesimo-titolo-atp/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/dominic-thiem-conquista-san-pietroburgo-undicesimo-titolo-atp/#respond Sun, 23 Sep 2018 16:11:41 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276973 L’austriaco supera facilmente in due set lo slovacco Martin Klizan contro cui aveva sempre perso e conquista il primo torneo indoor in carriera. Da lunedì sarà il numero 7 del mondo]]>

[1] D. Thiem b. M. Klizan 6-3 6-1

La sfida tra l’austriaco Dominic Thiem e lo slovacco Martin Klizan per la conquista (non bellicosa) di San Pietroburgo poneva al colto e all’inclita alcuni interessanti quesiti. Sarebbe riuscito il numero 8 del mondo per la prima volta a conquistare un titolo indoor e a battere Klizan contro il quale aveva perso nei tre precedenti incontri?
Oppure, al contrario, il suo avversario avrebbe bissato il successo qui ottenuto nel 2012 e mantenuto la propria imbattibilità nelle finali ATP?

La cronaca

Nessuna esitazione da parte di entrambi i contendenti nell’imbracciare subito l’artiglieria pesante costituita da rovesci e diritti sparati a tutto braccio con ammirevole precisione; fioccano i vincenti da ambo i lati. L’unica concessione alla delicatezza in questa fase del match è costituita da una deliziosa palla corta di diritto a cura del mancino slovacco nel gioco di apertura.

Annotazioni tecnico-tattiche: Thiem risponde al servizio di Klizan da una posizione molto più prossima alla linea di fondo-campo del consueto, riuscendo a ridurre notevolmente i tempi di apertura dei suoi colpi, particolarmente del rovescio spesso colpito di contro-balzo. Klizan da parte sua è bravo nel far seguire al proprio servizio un primo colpo profondo con il quale manda regolarmente Thiem a remare vicino ai tabelloni.
È invece molto meno bravo nello schiaffo al volo con il quale nel settimo game fallisce l’opportunità di portarsi in vantaggio 4 a 3. Opportunità che non gli si ripresenterà.
Questo errore annebbia visibilmente (se ci passate il paradosso) le idee del nativo di Bratislava che nel successivo turno di servizio pare volersi liberare in fretta del primo set e, grazie anche all’attiva cooperazione di Thiem, riesce nell’impresa.
La nebbia tennistica permane nella mente di Klizan anche nei giochi di apertura del secondo parziale durante i quali non riesce più a ritrovare il filo conduttore del suo gioco. Gli errori gratuiti da parte sua si accumulano, forse anche a causa di un problema al ginocchio sinistro risalente alla partita giocata nei quarti di finale, che, al termine del terzo gioco sul punteggio di 0 a 3, lo induce a richiedere un trattamento medico che non gli viene però concesso a termini di regolamento.
Il possibile malanno fisico non gli impedisce comunque di vincere facilmente il quarto game e, nel successivo, di rimanere letteralmente a bocca aperta insieme a tutti gli spettatori in seguito a un recupero vincente di Thiem semplicemente prodigioso sotto il profilo fisico.

La partita offre ancora momenti spettacolari (bellissimo il punto vinto da Thiem nel settimo game per annullare il primo break point) ma giunge all’epilogo pochi minuti dopo lo scoccare dell’ora di gioco con un rovescio di Klizan fuori di un metro. Undicesima vittoria ATP per Thiem che gli vale il settimo posto in classifica ai danni di Grigor Dimitrov.

Nell’intervista del dopo partita il vincitore ha detto che sicuramente tornerà a disputare il torneo di San Pietroburgo, ma quasi certamente non il prossimo anno. Martin Klizan, che oltre al problema al ginocchio ha anche con ogni probabilità risentito del duro match di semifinale disputato contro Wawrinka, ha perso la sua imbattibilità nelle finali ATP ma ha guadagnato un premio di consolazione più che ragguardevole: 16 posti in classifica.Da lunedì sarà infatti il 49esimo giocatore al mondo.

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Zio Toni assicura: “Rafa sarà a Bercy” https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/zio-toni-assicura-rafa-sara-bercy/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/zio-toni-assicura-rafa-sara-bercy/#respond Sun, 23 Sep 2018 12:22:00 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276964 Nelle dichiarazioni rilasciate all'agenzie EFE, Toni Nadal anticipa il ritorno di Rafa per gli ultimi due tornei dell'anno, e non spende buone parole per i NextGen ]]>

I problemi di Rafa Nadal al ginocchio non sembrano gravi al punto da metterne a rischio il finale di stagione: così sostiene Toni Nadal, a cui il nipote ha confidato nella loro ultima conversazione di pianificare il rientro in campo in tempo per l’ultimo Master 1000 dell’anno a Parigi-Bercy. Il tour asiatico veniva invece troppo presto, e pazienza per i 1100 punti in uscita che metteranno a rischio la sua leadership in classifica: “Non c’è motivo di forzare il ritorno, ha già esperienza in queste cose e a 32 anni è più importante prendersi cura del proprio fisico piuttosto che accelerare il ritorno in campo” ha detto Toni. Bercy e le Finals sono due dei quattro grandi tornei che Nadal non è ancora riuscito a conquistare in carriera, insieme a Miami e Shanghai (Rafa però vinse l’antenato di Shanghai, Madrid indoor nel 2005). Lo scorso anno lo spagnolo scelse di giocare in Francia, superò i primi due turni battendo Chung e Cuevas prima di ritirarsi alla vigilia dei quarti con Krajnovic, una volta ottenuta la conferma aritmetica di rimanere in vetta alla classifica a fine anno. Lo sforzo gli costò però una condizione precaria anche alle Finals di Londra, abbandonate dopo la prima sconfitta contro Goffin.

Toni ha parlato anche del ritorno in auge di Novak Djokovic: “La rivalità tra Nole e Rafa per me è allo stesso livello di quella con Federer. Appena [Djokovic] è riuscito a riconcentrarsi sul tennis, è tornato al livello che gli compete. È troppo forte, non ho mai avuto dubbi che sarebbe tornato a vincere Slam.  Sarà il rivale principale anche il prossimo anno“. Zio Toni ha concluso poi toccando l’argomento NextGen, riprendendo in parte le considerazioni di Marat Safin sulla scarsa consistenza della nuova generazione: Rafa, Roger e Nole hanno vinto 51 Slam in tre: è una roba pazzesca, che li proietta chiaramente tra i più grandi di sempre. Però storicamente le nuove generazioni prendono sempre il posto di quelle vecchie, e nel tennis questo non succede da tanto tempo, e non è normale. Deve esserci un’altra spiegazione“.

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Laver Cup: Zverev e Federer non sbagliano, l’Europa domina ancora https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/laver-cup-zverev-e-federer-non-sbagliano-dominio-europa-chicago/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/laver-cup-zverev-e-federer-non-sbagliano-dominio-europa-chicago/#respond Sun, 23 Sep 2018 11:03:12 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276918 Il tedesco recupera un match quasi perduto contro Isner, lo svizzero delizia lo United Center lasciando 5 giochi a Kyrgios]]>

RESTO DEL MONDO – EUROPA 1-7

Dal nostro inviato a Chicago,

A. Zverev (Europe) b. J. Isner (World) 3-6 7-6(6) [10-7]

Esibizione? È la parola più stupida che si possa usare per definire questa manifestazione. Non potrebbe essere più lontana dal vero”. Un desolato John Isner esordisce così nella conferenza stampa dopo il match d’apertura della seconda giornata perso contro Sascha Zverev dopo aver avuto un match point. Certo, gli allenamenti di giovedì erano stati piuttosto gigioneschi, le celebrazioni a bordo campo delle panchine danno quell’impressione di baracconata che presta il fianco a chi vuole denigrare la Laver Cup. Ma i giocatori vogliono vincere, ed in campo danno il 100%.

Con la figlia Hunter nata solo pochi giorni fa già impegnata a guardare il suo primo match dalla casa di Dallas (“non so quanto di ricorderà di questa partita, ma Madison mi ha mandato la foto della mia partita che passava in TV mentre lei cambiava il pannolino”), John Isner ha provato fino in fondo a guadagnare i due punti necessari al Team World per arrivare in parità, ma un passante di rovescio incrociato di Zverev gli ha negato questa gioia, seppur infinitamente più piccola di quella della paternità provata lo scorso weekend.

La gente pensa che magari è tutta scena” dice Isner: le racchette scagliate a terra in frustrazione, la gioia della vittoria che fa cadere in ginocchio in mezzo al campo ed esplodere di gioia in panchina (tutti tranne Bjorn Borg, che come faceva in campo nei suoi anni migliori non tradisce mai alcuna emozione) – “ma dovremmo essere straordinari attori per fingere così bene”.

Eppure aveva iniziato nel migliore dei modi, Long John, spingendo sull’acceleratore con servizio e dirittone, portandosi subito avanti 3-0 nel primo set e chiudendo il parziale in mezz’ora cedendo solo quattro punti sul suo servizio. Dieci punti concessi dal battitore in dodici game portavano il secondo set al tie-break, dove sul 6-5 arrivava il match point di cui sopra, annullato dal cross di rovescio di Sascha Zverev, che poi di slancio vinceva il set e conduceva in porto senza esitazioni anche il match tie-break (4-0, 7-3, 9-6).

Per qualche motivo, l’elemento della competizione a squadre è capace di scatenare una molla inattesa in questi grandi campioni abituati a navigare continenti, tornei e allenamenti soli con i propri stretti collaboratori, circondati da conoscenti ed estranei che nella migliore delle ipotesi vogliono qualcosa da loro e nella peggiore li vogliono battere sempre. E forse è proprio questo il segreto: la voglia di vittoria. C’è enorme rispetto da parte di tutti per i propri colleghi: da quelli che hanno la fortuna di arrivare a giocare fianco a fianco con i loro idoli d’infanzia, agli idoli stessi, che da grandi atleti e uomini mantengono il massimo rispetto per i loro colleghi.

Queste manifestazioni hanno contribuito a consolidare le amicizie fugaci del tour in rapporti più profondi e duraturi, e contro gli amici non ci si sta mai a perdere, nemmeno a briscola. Soprattutto per questi professionisti che passano la vita ad imparare ad odiare la sconfitta più di quanto amano la vittoria. Questo fatto, unito forse all’assenza di unanimità su chi sia il “più grande”, fa si che ogni occasione sia buona per perorare la propria causa. C’è grande rispetto, certamente; non si vuole essere responsabili per i punti persi dalla propria squadra, soprattutto davanti a cotanti compagni, senza dubbio; ma non ci sarebbe da stupirsi se, in fondo in fondo, ogni occasione venisse considerata buona per “mettere fieno in cascina”.

È indubbio che il meccanismo delle competizioni a squadre funziona: “Questi eventi sono divertentissimi, piacciono a chi li gioca e a chi li guarda – dice Zverev – Forse dovremmo pensare ad avere una Champions League come fanno con il calcio, magari dedicando due mesi del calendario a qualcosa del genere”. In questo periodo di idee strampalate o meno su nuovi formati di competizioni ne stanno emergendo tante, ma il problema rimane sempre, oltre alla sostenibilità economica, anche quello di un calendario sempre più congestionato che si è ridotto a piazzare la Coppa Davis alla fine di novembre. “Mi piace molto giocare in Davis – ha dichiarato il giovane Sascha – ed in generale gli eventi a squadre sono uno dei miei momenti preferiti dell’anno, ma non giocherò mai una competizione simile a fine novembre. Sarò su una spiaggia da qualche parte. Non si può pensare di giocare a tennis undici mesi e mezzo l’anno”.

R. Federer (Europe) b. N. Kyrgios (World) 6-3 6-2

In modo molto simile a quanto fatto vedere allo US Open, Roger Federer, che esordiva in singolare nella “sua” Laver Cup, ha disposto in relativa scioltezza di Nick Kyrgios, portando l’Europa in vantaggio per 5-1. Sarà che l’australiano sente particolarmente questa manifestazione, tanto da dare l’impressione di impegnarsi di più qui che nei tornei del circuito, sarà che Roger ovviamente ci tiene per ovvi motivi, ma le partite tra i due che abbiamo visto sia a Praga l’anno scorso, sia qui stasera a Chicago sono state assolutamente godibili. Il talento di Federer che gioca a braccio sciolto è un bel vedere a prescindere, quello di Kyrgios va come sempre a sprazzi, ma il risultato è che il pubblico si diverte un mondo, il che alla fine è esattamente lo scopo e lo spirito della vicenda.
Un primo set chiuso 6-3, condito da finezze assortite, porta in vantaggio lo svizzero, ma il capolavoro arriva a inizio di secondo parziale. Nell’ordine, dritto lungolinea, palla corta fintata in avanzamento, cross di dritto, poi ancora lungolinea di dritto, ed è break a zero, un game da leggenda, che vale da solo il prezzo del biglietto (tutt’altro che economico, peraltro). Nick, indeciso tra l’ammirazione e la frustrazione, incassa il colpo, ma non riesce più a uscirne. Altro break per Federer, che sciorina lampi di classe infinita a ripetizione, con tanto di mini-polemica tra Kyrgios, l’arbitro e McEnroe (che non vedeva l’ora di fare un po’ di commedia in onore al suo stesso personaggio), e il match è in cascina per Federer e il “team blu”. “Chiaramente nell’enfasi della competizione la questione con l’arbitro mi è sembrata un fatto cruciale. Ma ora che le emozioni sono andate mi rendo conto che forse sono stato io a voler fare un po’ la prima donna” dice Kyrgios a mente fredda un’ora dopo il match.

6-2 Federer, quindi, applausi strameritati, e nonostante vent’anni di meraviglie viste nei campi di tutto il mondo, la sensazione di stupore per quanta qualità, quanta mano, quanta naturalezza abbia questo ragazzo quando gioca a tennis è incredibile come fosse la prima volta. Grazie Roger.

Luca Baldissera

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VIDEO – Laver Cup, il meglio del Day 2 https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/video-laver-cup-il-meglio-del-day-2/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/video-laver-cup-il-meglio-del-day-2/#respond Sun, 23 Sep 2018 10:00:38 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276954 Ieri ci siamo divertiti un sacco. McEnroe litiga con l’arbitro, Federer in versione coach, colpi spettacolari a pioggia. E stasera si ricomincia per il gran finale]]>

La seconda giornata della Laver Cup ha regalato di tutto, incontri all’ultimo respiro, colpi incredibili e siparietti indimenticabili. Riviviamo i momenti migliori.

Isner in recupero

Nel primo singolare della giornata, Sascha Zverez ha superato grazie ad una splendida rimonta John Isner, portando a casa il match per 10 a 7 al super-tiebreak. Il gigante statunitense si era però reso protagonista di una partenza sprint in cui ha spiccato questo gran passante in recupero di dritto. A dimostrazione che anche i giganti sanno correre.

Le magie di Federer

Ben meno grattacapi ha avuto il leader del team Europa e mente della competizione Roger Federer contro Nick Kyrgios, nel rematch della sfida decisiva dell’anno scorso. Il maestro di Basilea ha scherzato con l’australiano, lasciandoli la miseria di cinque giochi. Il tutto condito con le sue solite magie come questo delizioso dropshot di dritto da fondocampo.

Inconfondibile Mac

Tanto agonismo ma anche un po’ di spirito da esibizione. Durante il match tra Federer e Kyrgios, il capitano del team world John McEnroe, coadiuvato dal polemico australiano, sfodera una delle sue celebri invettive con l’arbitro che come sempre “non poteva essere serio”.  Insomma un siparietto tanto prevedibile quanto divertente.

Nole è dappertutto 

Novak Djokovic non è invece tipo da commedie. Nel terzo singolare, Kevin Anderson gioca aggressivo, mettendolo in difficoltà. Ma lui alza ancora l’asticella. In questo punto il fenomeno serbo si prodiga in una serie di recuperi irreale, conclusa con il vincente di rovescio, il pugno al cielo e la folla che lo applaude. Nole is doing Nole.

Coach Roger

Ma il sudafricano non si lascia intimorire, rendendo l’incontro incerto fino alla fine. Così in soccorso di Djokovic arriva Federer, eccezionalmente in versione coach. Nole si sfoga, Fed ascolta e lo incoraggia. Una nuova carriera all’orizzonte per lui? A giudicare dall’esito del match, favorevole ad Anderson, parrebbe di no.

Doppio spettacolo

La giornata si è conclusa con il doppio, vinto dalla coppia del Team Mondo, Kyrgios e Sock, su quella del team Europa, Goffin e Dimitrov. Tanti i colpi spettacolari, a dimostrazione di quanto sia ingiustamente snobbata questa specialità. Sul 4 a 1 per il team mondo nel primo set, i quattro tennisti si ritrovano tutti a rete per uno scambio ravvicinato, con Goffin che si destreggia alla grande e conquista il punto. Sul 3 pari del secondo parziale, Kyrgios tira fuori dal cilindro una fulminante risposta di rovescio che lascia incredulo anche il suo compagno di squadra. Niente male davvero.

 

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Ricco il tabellone di Wuhan, a Tashkent la coppia millenial https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/ricco-il-tabellone-di-wuhan-tashkent-la-coppia-millenial/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/ricco-il-tabellone-di-wuhan-tashkent-la-coppia-millenial/#respond Sun, 23 Sep 2018 07:57:43 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276830 Le prime 15 giocatrici del mondo si riuniscono per il Premier 5 di Wuhan, con Giorgi unica presenza italiana]]>

WTA Premier 5 Wuhan (Cina, cemento $2.746.000)

Dopo due settimane di rodaggio lo swing asiatico entra nel vivo con l’ultimo Premier 5 della stagione che si disputerà per la quinta volta consecutiva a Wuhan. In questo torneo ci saranno tutte le prime 15 tenniste del ranking e 8 di queste scenderanno in campo direttamente al secondo turno. La numero 1 del mondo Simona Halep esordirà subito in salita contro la vincente di Rybaikova-Cibulkova mentre alla numero 2 Wozniakci è andata un po’ meglio: dopo la sconfitta rimediata con Camila Giorgi in Giapone, la danese se la vedrà con la qualificata Peterson, che ha già passato il primo turno.

L’unica italiana presente è proprio Giorgi che se la vedrà al primo turno con la serba Aleksandra Krunic in un incontro inedito, e in caso di successo troverà Kvitova. Altri primi turni interessanti sono quelli che vedono opposte Bertens e Bencic, entrambe in crescita quest’anno (l’olandese ha appena vinto a Seoul), Sabalenka-Suarez Navarro in cui si sfideranno due giocatrici molto brillanti a New York e Konta-Barty, che metterà di fronte una britannica nata a Sydney e un’australiana ‘purosangue’ dal tennis molto differente. La campionessa in carica Caroline Garcia, chiamata a difendere un pacchetto importante di punti, esordirà contro Siniakova che ha già eliminato Mladenovic. Possibile secondo turno tra Karolina Pliskova e Qiang Wang, due delle tre giocatrici che hanno sollevato un trofeo nella settimana appena conclusa.

I primi incontri del tabellone principale sono già in corso di svolgimento: trovate qui il programma della giornata di domenica, che ha già visto le vittorie di Zheng, Puig, Peterson e Siniakova.

WTA International Tashkent (Uzbekistan, cemento, $250.000)

(clicca per ingrandire)

Il torneo minore di questa settimana è quello uzbeko di Tashkent, che lo scorso anno come principale motivo di interesse aveva avuto il ritorno alla vittoria di Vera Zvonareva. La giocatrice russa ci sarà anche quest’anno grazie a una wild card ed esordirà contro la n.3 del seeding Zidansek. Le prime due favorite del torneo sono Begu e Lapko, eliminate questa settimane entrambe ai quarti di finale rispettivamente a Seoul e Guangzhou. Nonostante il parterre non sia dei più luccicanti i motivi di interesse non mancano: nel main draw ci sono Bouchard e Gasparyan, due giocatrici che per diversi motivi attirano sempre interesse, e soprattutto due tra le millenial più promettenti: la serba Olga Danilovic, classe 2001 e già campionessa quest’anno a Mosca, e l’ucraina Marta Kostyuk, classe 2002. Esordiranno rispettivamente contro Kalinskaya e Rus.

Non saranno invece della partita le due finaliste dell’edizione 2017, la campionessa Kateryna Bondarenka e la runner-up Timea Babos (impegnata a Wuhan).

I tabelloni della settimana

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Il segreto di Pliskova è il padre: ferma Osaka e trionfa a Tokyo https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/il-segreto-di-pliskova-e-il-padre-ferma-osaka-e-trionfa-tokyo/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/il-segreto-di-pliskova-e-il-padre-ferma-osaka-e-trionfa-tokyo/#respond Sun, 23 Sep 2018 07:30:10 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276935 Si interrompe a dieci la striscia vincente della tennista giapponese, che non perdeva da Cincinnati. Per una Karolina Pliskova oggi glaciale si tratta invece del secondo successo dell'anno, entrambi con il padre in panchina]]>

Ormai quasi smaltite le polemiche dell’ultimo Slam di stagione, che ha visto imporsi tra le donne Naomi Osaka a scapito di un’iraconda Serena Williams, la giapponese ha ripreso a correre a Tokyo salvo fermarsi in finale, dopo dieci vittorie consecutive, al cospetto di Karolina Pliskova. Nella popolosa capitale del Giappone si è disputato il Toray Pan Pacific Open, tradizionale manifestazione di categoria Premier la cui prima edizione risale al 1976. I campi da gioco sono quelli veloci dell’Arena Tachikawa Tachihi, impianto di circa tremila posti a sedere situato nella città di Tachikawa conurbata in Tokyo che sostituisce per una stagione la sede usuale del torneo sottoposta a lavori di rinnovamento. Campionessa uscente e prima favorita del seeding 2018 era la danese Caroline Wozniacki, prematuramente sconfitta negli ottavi di finale dalla nostra Camila Giorgi.

A contendersi il titolo sono state, come detto, Naomi Osaka (papà di Haiti e mamma giapponese) e la ceca Karolina Pliskova, sei anni di più all’anagrafe e una sola posizione di ritardo nel ranking mondiale prima di questa partita. Non si è trattato di un incontro inedito. Il bilancio consuntivo tra le due rivali recitava infatti, prima di oggi, un successo per parte con la nipponica vittoriosa nell’ultima circostanza, sul cemento di Indian Wells a inizio anno. Al termine di un match gradevole ma con le emozioni ridotte ai minimi termini, a trionfare con un periodico 6-4 – sovvertendo le indicazioni dei bookmaker – è stata dunque la ventiseienne Karolina Pliskova, che mette in bacheca il secondo titolo di questo 2018 dopo quello di Stoccarda. Per quella che sembrerebbe a primo impatto una coincidenza, entrambi sono arrivati con Radek Plisek in panchina, suo padre.

LA CRONACA – Si parte con Osaka al servizio. Per quattro game interlocutori c’è poco da segnalare e il leitmotiv è che per la giocatrice alla risposta non c’è margine di manovra. Nel corso del quinto gioco, però, è Osaka a concedere qualcosa di troppo e due rovesci in rapida successione giocati con scarsa precisione – in rete il primo e largo il secondo – le costano il break, immediatamente confermato da Pliskova che firma così il primo allungo di giornata. Il match, scarno negli scambi come facilmente prevedibile alla vigilia stante le peculiarità delle contendenti, si mantiene piacevole e le soluzioni vincenti, spesso di pregevole fattura, fanno passare in secondo piano qualche inevitabile errore di esecuzione. Avanti per 5 giochi a 4 e con il servizio a disposizione, per la ceca sono due i set point: il secondo è quello buono perché, ancora una volta, è il rovescio a tradire una Osaka che paga a caro prezzo il piccolo passaggio a vuoto di inizio parziale.

Anche il secondo set, dopo un coaching richiesto da Pliskova, si apre con l’ultima vincitrice degli US Open a fare da lepre. Come nel precedente, è la giocatrice alla battuta a dettare legge col risultato che i giochi scorrono via rapidi e, tutto sommato, con pochi spunti di interesse. La sensazione, tuttavia, è che sia la giocatrice di Louny ad avere nelle corde più margini per imprimere una svolta alla contesa. Nel corso del nono game, a conferma di ciò, Pliskova si procura tre palle break e, alla prima, torna a strappare la battuta all’avversaria, assicurandosi così la possibilità di servire per il trofeo dopo il cambio di campo. Un fulmine a ciel sereno per la giapponese il cui linguaggio del corpo fa trasparire ora un certo scoramento e partita in ghiaccio. L’esperta tennista ceca, ormai in vista dell’ultimo chilometro, non trema e per lei in un amen è tempo di alzare le braccia al cielo: Tokyo è meritatamente sua.

Si interrompe così la lunga cavalcata, iniziata a New York e proseguita senza intoppi fino a oggi, di una Naomi Osaka giunta forse un po’ scarica all’appuntamento odierno. Per lei, seconda finale persa qui a Tokyo dopo quella del 2016 ma avrà senz’altro modo e tempo per colmare la lacuna. Solida e senza sbavature, invece, la prova fornita da una ritrovata Karolina Pliskova a cui va il merito di aver saputo disinnescare le armi di un’avversaria scesa in campo con alle spalle tutta la fiducia del mondo. “Quest’arena è fantastica, è stata una grande settimana” ha dichiarato la giocatrice ceca, che mette in bacheca l’undicesimo trofeo e contro-sorpassa proprio Osaka in classifica, tornando al settimo posto.

Il titolo giapponese non sarà forse sufficiente a compensare le delusioni di questa stagione, che pur due volte ai quarti Slam – Melbourne e New York – l’ha vista incapace dell’acuto che ancora ci si attende da lei, ma può restituirle serenità. Anche alla luce dei diversi cambiamenti di questi mesi: Karolina ha iniziato la stagione con un nuovo coach ‘scippato’ alla connazionale Strycova, Tomas Krupa, ma dopo soli otto mesi le loro strade si sono divise Ad agosto, un mese dopo essersi sposata, Karolina ha quindi ingaggiato Rennae Stubbs (con cui aveva già lavorato durante le ultime Finals di Singapore) sebbene per gli US Open abbia scelto di avvalersi anche delle consulenze di Conchita Martinez. Nelle due settimane migliori della sua stagione, però, sulla sua panchina sedeva soltanto suo padre: è successo a Stoccarda e ancora questa settimana a Tokyo. Se è vero che nel tennis i successi sono diretta conseguenza dei momenti dei serenità, la tennista ceca sembra aver trovato il ‘fattore’ delle sue vittorie. Continua a cambiare allenatore, ma il porto sicuro rimane… il sangue del suo sangue.

Il tabellone completo di Tokyo

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Laver Cup, Day 3: doppio impegno per Roger, chiudono Nole e Kyrgios https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/laver-cup-day-3-doppio-impegno-per-roger-chiudono-nole-e-kyrgios/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/laver-cup-day-3-doppio-impegno-per-roger-chiudono-nole-e-kyrgios/#respond Sun, 23 Sep 2018 06:29:17 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276947 Sessione unica nell'ultima, decisiva giornata della Laver Cup: si inizia alle 19 italiane con il doppio (Roger-Sascha contro Isner-Sock). Poi Federer-Isner, Zverev-Anderson e Nole-Kyrgios per il gran finale. ]]>

Ci avviciniamo alla conclusione della seconda edizione della Laver Cup, e il risultato resta ancora in bilico, come previsto dalla peculiare forma di punteggio della competizione, che assegna un punto a vittoria il venerdì, due punti il sabato, e tre la domenica. E quindi, per quanto il Team Europa sia saldamente in vantaggio dal primo incontro, la situazione resta ancora aperta. Il Team Mondo, indietro di due lunghezze, avrà bisogno però di vincere tre dei quattro incontri odierni.

La terza giornata si compone di un’unica sessione: si inizia col doppio, alle 19 italiane. Team Mondo, con la coppia Isner-Sock, vincintrice ad Indian Wells, favorito sul Team Europa, che presenta la coppia inedita Federer-Zverev. Dovesse vincere, il Team Mondo scavalcherebbe a questo punto l’Europa, portandosi in vantaggio 8-7. Toccherebbe quindi a Roger Federer, impegnato subito dopo in singolare con John Isner, ristabilire il vantaggio europeo. I precedenti sono 5 a 2 per lo svizzero; l’ultimo incontro è stato vinto da Isner 3 anni fa a Bercy, manco a dirlo con un tiebreak al terzo.

Per il terzo incontro di giornata, potenzialmente ininfluente nel caso il Team Europa vincesse le prime due partite, saranno Sascha Zverev e Kevin Anderson a scendere in campo. Il sudafricano non ha mai vinto contro il tedesco: i precedenti sono 4-0 per il NextGen per eccellenza, e solo due set vinti su dieci giocati. Si chiude infine con il piatto forte di giornata, la sfida tra il recente campione di Wimbledon e US Open, Novak Djokovic, e il circense australiano Nick Kyrgios. I precedenti sono 2 a 0 per l’aussie, entrambi ad inizio del 2017, quando Nole era lontano dall’essere la macchina Slam che è tornato ad essere nella seconda parte del 2018. L’unico modo per cui quest’ultima partita possa ancora essere decisiva in termini di successo, è se il Team Mondo vincesse due dei precedenti tre incontri: a quel punto, la situazione di punteggio sarebbe di 11-10 per il Team Mondo. Vince il primo Team che raggiunge 13 punti.  

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Il futuro di Federer: terra nel 2019 e Laver Cup anche dopo il ritiro? https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/federer-pensa-al-futuro-terra-nel-2019-e-laver-cup-anche-dopo-il-ritiro/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/federer-pensa-al-futuro-terra-nel-2019-e-laver-cup-anche-dopo-il-ritiro/#respond Sun, 23 Sep 2018 06:00:07 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276963 Lo svizzero rilascia dichiarazioni interessanti sul suo futuro. Sta meditando un ritorno sulla terra battuta e potrebbe giocare la Laver Cup anche dopo aver lasciato il tennis]]>

Quando Federer pronuncia una qualsiasi parola sul suo futuro, com’è logico che sia, l’attenzione diventa massima. Da Chicago lo svizzero sembra si stia divertendo a dare materiale per la costruzione di una serie di ipotesi sulla sua programmazione nei prossimi mesi, e persino anni.

Innanzitutto come si approccerà alla Laver Cup quando nei prossimi anni, inevitabilmente, si materializzerà lo spettro del ritiro. Lo svizzero non è stato soltanto il promotore della manifestazione ma è anche direttamente coinvolto nell’organizzazione del torneo tramite l’agenzia che ha aperto con il suo manager, la Team8. La prossima edizione si svolgerà a Ginevra, a casa sua, ed è molto probabile che lo rivedremo in campo. Poi, pero? Spero di qualificarmi ancora a lungo e se non dovessi riuscirci, spero di essere scelto dal mio coach con cui sono sempre stato gentile“, ha esordito lo svizzero, con il sorriso, nel corso della prima conferenza da Chicago. “Sarei felice di concedere il mio posto a qualcuno se dovesse meritarlo più di me. Ovviamente quando mi ritirerò le cose cambieranno. Onestamente, non so quale diventerà il mio rapporto con la Laver Cup: se potrò essere coinvolto in qualche modo, sarò molto onorato“.

Un Federer che dovesse aver appeso la racchetta al chiodo sarebbe ancora troppo giovane per prendere il posto di Borg come capitano del Team Europa, ma probabilmente ancora in grado di dire la sua sul campo da gioco. Ammesso che l’evoluzione della competizione non vada, come molti ipotizzano qualora il successo dovesse confermarsi nelle prossime edizioni, nella direzione di un inquadramento ‘ufficiale’ all’interno del calendario ATP. Allo stato attuale delle cose, non sembra impossibile immaginare Federer uomo copertina della manifestazione anche dopo il suo addio alle competizioni.

Si tratta comunque di discorsi ancora prematuri per un giocatore che occupa la seconda piazza del ranking ATP. Molto più interessanti e legate, queste sì, all’immediato futuro sono le parole dello svizzero sulla sua programmazione nel 2019, che potrebbe riservare una grande sorpresa. Roger Federer sta infatti considerando un ritorno sulla terra battuta.

La stagione su terra battuta è in fase di valutazione, non è affatto fuori dalle alternative“, ha confessato lo svizzero ai microfoni di ESPN. “Prenderò una decisione entro la fine dell’anno“. Poche parole ma utili ad alimentare una marea di speculazioni: è soltanto voglia di competere su una superficie che negli ultimi tempi ha dovuto trascurare per salvaguardare il fisico, nonostante si sia egli stesso definito un giocatore ‘da terra battuta’? Oppure è un più ambizioso progetto di provare a competere un ultima volta per la vittoria del Roland Garros? A tal proposito un’indicazione arriva: “Lo farei solo per il gusto di farlo, è una questione di passione”. Lo svizzero ha spiegato di essere interessato a scegliere il prima possibile per poter programmare al meglio la sua preparazione a partire dall’off-season, che potrebbe essere ritoccata qualora decidesse davvero di puntare (anche) sul mattone tritato per la prossima stagione. Federer non gioca un torneo su terra battuta dal 2016: a Roma, unico Masters 1000 assieme a Montecarlo che non ha mai vinto, venne sconfitto agli ottavi di finale da Thiem.

Tornando realisti, la litania terra-non terra è stata la stessa nel 2017 e nel 2018, le ipotesi si sono rincorse e lo svizzero ha sempre lasciato aperto uno spiraglio salvo tirarsi indietro poco prima dell’inizio della stagione rossa. La differenza potrebbe farla la reale prossimità con il momento in cui deciderà di lasciare il tennis. Con la Laver Cup a Ginevra e l’ultimo anno di contratto con il torneo di Basilea, il 2019 potrebbe essere una perfetta tornata dei saluti. Allo stesso tempo ci sarebbe il traguardo di Tokyo 2020, il torneo olimpico in cui lo svizzero inseguirebbe una medaglia d’oro in singolare sfuggita nel 2012 in finale contro Murray.

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Osaka show, Camila rimanda l’impresa (Scanagatta). Troppa Osaka per la Giorgi. Berrettini-Fognini, finale in doppio (La Gazzetta dello Sport) https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/osaka-show-camila-rimanda-limpresa-scanagatta-troppa-osaka-per-la-giorgi-berrettini-fognini-finale-doppio-la-gazzetta-dello-sport/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/osaka-show-camila-rimanda-limpresa-scanagatta-troppa-osaka-per-la-giorgi-berrettini-fognini-finale-doppio-la-gazzetta-dello-sport/#respond Sun, 23 Sep 2018 05:57:12 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276929 Osaka show, Camila rimanda l’impresa (Ubaldo Scanagatta, La Nazione) Camila Giorgi, oggi n.37 al mondo, molto probabilmente si dovrà accontentare di eguagliare il prossimo lunedì il suo best ranking, la posizione n.30 in classifica Wta, dopo aver raggiunto le semifinali del “Toray Pan Pacific Open”, torneo WTA Premier in corso sul veloce indoor dell’Arena Tachikawa. […]]]>

Osaka show, Camila rimanda l’impresa (Ubaldo Scanagatta, La Nazione)

Camila Giorgi, oggi n.37 al mondo, molto probabilmente si dovrà accontentare di eguagliare il prossimo lunedì il suo best ranking, la posizione n.30 in classifica Wta, dopo aver raggiunto le semifinali del “Toray Pan Pacific Open”, torneo WTA Premier in corso sul veloce indoor dell’Arena Tachikawa. La 26enne di Macerata, infatti, aveva nei giorni scorsi battuto prima la n.2 del mondo, ed ex n.1 Caroline Wozniacki, e poi superato — grazie anche al suo ritiro sul 5-3 per l’italiana nel primo set — la ex n.1 Vika Azarenka, ma nulla ha potuto contro la giapponese Naomi Osaka, campionessa del recente US Open che in un’ora e 11 minuti l’ha battuta 62 63 ottenendo, da New York in poi, la sua decima vittoria consecutiva. La Osaka, attualmente n.7 ma in una forma tale che prevederne l’ascesa a ben più alte vette lo si dà per scontato, ha raggiunto la sua terza finale di quest’anno. Ha già vinto i tornei di Indian Wells e di Flushing Meadows e sarà favorita nel match odierno di finale con la ceca Pliskova che nell’altra semifinale aveva battuto a fatica (62 46 63) la croata Donna Vekic. La Osaka è la prima giapponese a aver vinto uno Slam, ma per ora non ha ancora raggiunto la mitica Kimiko Date che, semifinalista in 3 diversi Slam, raggiunse il quarto posto del ranking mondiale. Camila, alla sua terza presenza nelle semifinali di un Premier Wta, dopo New Haven 2014 e Sydney 2018, è stata in partita soltanto nei primi game di ciascun set, ma di fatto non è mai riuscita a conquistarsi neppure una palla break con la giapponese che non ha avvertito per nulla la pressione del suo primo torneo in Giappone dopo il trionfo americano su Serena Williams che ha avuto anche in patria non poche celebrazioni. E ha servito spesso sopra i 190 km orari. La differenza, oltre al servizio che ha tradito Camila soprattutto nel secondo set — alla fine 5 ace per Camila ma 8 doppi falli, mentre la Osaka ha fatto registrare 0 doppi falli e 9 ace e quando ha messo la “seconda” ha fatto l’86% dei punti — sta nel fatto che la Osaka è agilissima e fortissima anche in difesa, recupera e rovescia tantissime situazioni apparentemente compromesse, mentre la Giorgi gioca bene — e non sempre — solo quando riesce a tenere l’iniziativa. Non ha meno potenza della Osaka nei colpi da fondocampo, ma è più fallosa ed è meno capace di trovare — soprattutto con il dritto — le micidiali angolazioni della ventenne giapponese. Almeno per ora è di un’altra categoria.

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Troppa Osaka per la Giorgi. Berrettini-Fognini, finale in doppio (La Gazzetta dello Sport)

Anche Camila Giorgi deve fare i conti con il momento magico prolungato di Naomi Osaka che, da fresca campionessa degli Us Open, sta esaltando il pubblico di casa a Tokyo (anche se vive negli Stati Uniti). La giapponese è troppo solida e continua per farsi impensierire dall’azzurra, dal canto suo fallosa al servizio (5 ace e 8 doppi falli) e piuttosto carente alla risposta. All’alba, in finale, la Osaka incrocia la ceca Karolina Pliskova. A San Pietroburgo Thiem ritrova una finale dopo quella persa al Roland Garros e muove un passo importante verso il Masters di Londra. Oggi lo sfida Klizan, 65 del mondo, che è avanti 3-1 nei precedenti e nelle finali ha un record immacolato in carriera: 6 giocate, 6 vittorie. In doppio, sorriso azzurro: Matteo Berrettini e Fabio Fognini sono in finale dopo aver battuto 7-6 (5) 6-3 il bielorusso Max Mirnyi e l’austriaco Philipp Oswald. Oggi si giocano il titolo contro il ceco Jebavy e l’olandese Middelkoop, terzi favoriti del seeding. Per Matteo è la seconda finale di specialità stagionale dopo quella di Gstaad vinta in coppia con Bracciali, mentre Fognini è alla finale numero 14, con 10 vittorie.

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Laver Cup: Anderson e Kyrgios/Sock guidano la riscossa del Team World https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/laver-cup-team-world-rimonta-anderson-e-kyrgiossock-guidano-la-riscossa/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/laver-cup-team-world-rimonta-anderson-e-kyrgiossock-guidano-la-riscossa/#respond Sun, 23 Sep 2018 05:00:45 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276924 CHICAGO - Un Anderson di lusso supera Djokovic, Sock il maestro del doppio vince un altro punto insieme con Kyrgios. Ora il Team World è ad una sola vittoria di distacco]]>

RESTO DEL MONDO – EUROPA 5-7

Dal nostro inviato a Chicago,

K. Anderson (World) b. N. Djokovic (Europe) 7-6(5) 5-7 10-6

Primo match sopra le due ore alla Laver Cup 2018 e primo singolare portato a casa dal Team World che accorcia così le distanze sull’Europa, ancora comunque saldamente in vantaggio e già sicura di arrivare alla giornata conclusiva della competizione con in testa nel punteggio. La rivincita dell’ultima finale di Wimbledon ha consentito a Kevin Anderson di rigiocarsi la partita senza le tossine delle 6 ore e 36 minuti della semifinale, ed ha dimostrato come tecnicamente il sudafricano sia ormai perfettamente in grado di tenere il campo con Novak Djokovic anche scambiando da fondo su una superficie non rapidissima come quella dello United Center.

Il match equilibratissimo ha visto in solamente un’occasione uno dei due protagonisti avvantaggiarsi di due game sull’avversario, precisamente sul 3-1 Anderson nel secondo set. Al di là di quell’eccezione si è sempre rimasti sul filo dell’equilibrio, rotto solamente da un sanguinoso doppio fallo di Djokovic sul 5-6 nel tie-break del primo set, poi rimediato da un suo ottimo game di risposta sul 5-5 del secondo set. Alla fine hanno deciso la partita un paio di diritti vincenti di Anderson nella parte finale del match tie-break, nel quale il sudafricano ha scavato il solco con tre punti consecutivi dal 6-5 al 9-5 in suo favore.

Ho cercato di riprendere il discorso dove lo avevo lasciato nel terzo set della finale di Wimbledon – ha detto Anderson dopo la vittoria – credo di aver giocato bene e tutto il match è stata una grande esperienza per me. È davvero speciale giocare davanti a tutta questa gente contro Djokovic, con Federer e Laver che ti guardano e McEnroe e Borg in panchina. Il fatto di essere a Chicago rende poi il tutto ancora più speciale: ho passato tanto tempo in questa città durante gli anni del college, la famiglia di mia moglie è ancora qui, alcuni di loro non avevano mai avuto l’opportunità di vedermi giocare, per cui è stato bello vederlo in tribuna. Non mi dimenticherò questa serata tanto facilmente”.

Anche Djokovic si è abbandonato a parlare dell’atmosfera unica della Laver Cup e di quanto ne abbia apprezzato ogni momento nonostante le due sconfitte su due ottenute finora: “L’atmosfera era elettrica. Ho avuto l’opportunità di toccare con mano cosa significhi giocare nella Laver Cup. Ho dato il mio meglio, ma Kevin stasera è stato straordinario, ha meritato di vincere. Ma tutto era fantastico, la folla, i miei compagni che mi incitavano, Borg e McEnroe sulle panchine, non c’è niente di meglio”.

Continua dunque la litania dei protagonisti che cantano le lodi di questa manifestazione e delle emozioni che riesce a generare, in campo e sugli spalti. Incredibile infatti vedere come il pubblico americano riesca ad appassionarsi alle sorti della rappresentativa World, con spettatori che si scambiano “high five” ad ogni punto spettacolare e scattano in piedi ad ogni vittoria della squadra rossa.

N.Kyrgios/J.Sock (World) b. G. Dimitrov/D. Goffin 6-3 6-4

Jack Sock si conferma il miglior doppista della competizione, anche a fronte dei due Slam messi in bacheca quest’anno, e porta altri due punti al Team World per tornare in scia alla compagine europea, ormai a solo una vittoria di distacco (ricordiamo infatti che nell’ultima giornata ogni incontro assegnerà tre punti).

La migliore propensione offensiva della coppia capitanata da John McEnroe, insieme ad alcuni colpi davvero ispirati di Kyrgios hanno avuto la meglio del duo europeo, certamente più preparato atleticamente ma non altrettanto mobile sotto rete e non sufficientemente efficace negli scambi ravvicinati. Un solo break nel primo set, subito da Goffin al quarto game concluso da una volée di rovescio sbagliata da Dimitrov, mentre nel secondo parziale dopo aver preso subito un break di vantaggio sul 2-0 la coppia europea si è fatta infilare un parziale di 5 giochi a uno che ha concluso la fatica dopo soli 70 minuti.

Nonostante la vittoria i due amici Kyrgios e Sock (si frequentano abitualmente fuori dal campo e lo scorso anno Nick ha fatto la preparazione estiva in Nebraska a casa di Sock) non fanno altro che parlare dell’atmosfera che si respirava durante il singolare di Anderson contro Djokovic: “Una delle più belle sensazioni di cui abbia mai fatto parte. Alla fine del tie-break, avevo la pelle d’oca“. I due, che hanno vinto un titolo di doppio quest’anno a Lione sulla terra battuta, hanno fornito un’altra solida prestazione, soprattutto grazie a Sock: “Ovviamente sono in fiducia in doppio, con i risultati che ho fatto. Il mio gioco si presta molto bene a questa specialità, soprattutto contro coppie che giocano doppi atipici, con molti scambi da fondo. Inoltre quest’anno grazie alle tante partite giocate sono riuscito ad allenare gli istinti necessari in doppio che risultano fondamentali nei momenti importanti“.

 

A questo punto il Team Europe dovrà vincere due partite nella giornata di domenica per difendere il titolo della Laver Cup vinto lo scorso anno a Praga, mentre il Team World avrà bisogno di tre vittorie per strappare la vittoria agli avversari che a sabato pomeriggio sembravano avere un vantaggio quasi incolmabile.

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Bertens vince a Seoul e sogna le Finals https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/bertens-fa-tris-seoul-e-sogna-le-finals/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/bertens-fa-tris-seoul-e-sogna-le-finals/#respond Sun, 23 Sep 2018 05:00:22 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276948 Dopo Charleston e Cincinnati, l’olandese trionfa anche nella capitale sudocreana. Battuta in finale una coriacea Tomljanovic. Ora la Top 10 e Singapore non sono un miraggio]]>

Non c’è due senza tre per Kiki Bertens. A poche settimane di distanza dai suoi due successi in terra statunitense, a Charleston e soprattutto a Cincinnati, l’olandese migliora ulteriormente quella che è già ampiamente la sua miglior stagione conquistando il titolo anche nel Korea Open, torneo di categoria International che si disputa a Seoul. In una finale molto combattuta e durata quasi due ore e mezza, Bertens ha avuto la meglio sull’australiana di origine croata Ajla Tomljanovic in tre set, con il punteggio di 7-6 4-6 6-2.

Grazie a questa affermazione, la 27enne tennista di Wateringen ritocca ulteriormente il suo best ranking salendo all’undicesima posizione mondiale. Solo un centinaio di punti la dividono dalla Top 10 con Julia Goerges, attuale n.10, che deve difendere due titoli da qua a fine anno. Nella corsa alle Finals di Singapore, invece Bertens ha consolidato il nono posto e non è lontana da Karolina Pliskova, attualmente ottava. Le buone notizia ci sono anche per Tomljanovic, nota agli appassionati per essere la fidanzata di Nick Kyrgios, che conferma la sua crescita e sale alla 44esima posizione mondiale. Anche per lei si tratta del miglior ranking in carriera.

Come già accennato, la finale è stata particolarmente equilibrata, merito soprattutto della giocatrice sconfitta. Nel primo parziale le due tenniste si sono scambiate il break un paio di volte con Bertens che in entrambe le occasioni è riuscita a rimediare al turno di servizio perso. Nel tie-break l’olandese ha fatto incetta di minibreak involandosi sul 6 a 1 per poi chiudere sul 7 a 2, dando la sensazione di poter contare su una potenza di fuoco superiore per emergere dagli scambi più intricati. Anche nel secondo set le due tenniste sono rimaste a lungo appaiate nel punteggio, pur perdendo ancora la battuta due volte ciascuna.

Sul 5 a 4 in suo favore, Tomljanovic è riuscita a fare l’allungo decisivo in risposta, portando a casa il parziale e rinviando tutto al set decisivo. Sulle ali dell’entusiasmo, l’australiana ha piazzato il break anche nel terzo parziale, salendo 2 a 0. Da lì in avanti in campo c’è stata però solo Bertens che con una striscia di sei giochi consecutivi ha conquistato set e titolo. Dei quarantuno punti che si sono disputati dal 2-0 al 6-2 ben ventisette li ha vinti l’olandese, confermando di aver coltivato nella stagione in corso una diversa capacità di aggredire i momenti decisivi delle partite. Tomljanovic non sembra aver sofferto del classico blocco emotivo che interviene a due passi dalla vittoria di un titolo a carico di chi non ne abbia troppa esperienza, piuttosto ha pagato una condotta di gara troppo attendista: non ha ‘sentito’ il momento in cui Bertens le è saltata al collo per recuperare lo svantaggio, e già sotto 4-2 ha provato a spegnere un incendio le cui fiamme erano ormai indomabili. L’olandese ha schivato il contrattacco variando il ritmo dello scambio, non la sua dote principale, dimostrando una grande maturità tattica. Emblematico in tal senso lo schema palla corta-passante con cui ha vinto il punto che ha forse spento del tutto le velleità di rimonta della sua avversaria.

Un incontro equilibrato e godibile, vinto alla finale dalla giocatrice più forte. Anche le statistiche raccontano di un match in cui le due tenniste si sono sostanzialmente equivalse. L’olandese pur servendo meno prime è riuscita a trarne una percentuale superiore di punti rispetto alla sua avversaria (71% contro 56%) ed è stata leggermente più fredda sulle palle break (7/11 contro 6/12).

Kiki Bertens non avrà molto tempo per godersi il successo: in quanto dodicesima testa di serie a Wuhan sarà costretta a entrare in gioco già dal primo turno, e scenderà in campo probabilmente già lunedì contro Belinda Bencic, peraltro uno degli incroci che potesse capitarle. Anche il prosieguo del suo cammino non sarebbe dei più semplici poiché probabilmente si troverebbe ad affrontare prima Sevastova e poi Kvitova agli ottavi. Tomljanovic invece non ha potuto disputare le qualificazioni del torneo cinese, avendo raggiunto la finale qui a Seoul, e dunque si fermerà una settimana prima di tornare in campo a Pechino. Anche lì sarà costretta a partire dalle qualificazioni, salvo multiple rinunce nel tabellone principale, ma nell’immediato futuro la nuova classifica le permetterà di evitare la tagliola in quasi tutti i tornei.

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Gilles Simon firma il tris a Metz, torna nei primi 30 https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/gilles-simon-firma-il-tris-metz-torna-nei-primi-30/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/23/gilles-simon-firma-il-tris-metz-torna-nei-primi-30/#respond Sun, 23 Sep 2018 02:53:07 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276989 Il francese centra il quattordicesimo titolo ATP, il terzo al Moselle Open: il tedesco Bachinger in partita solo per un set]]>

G. Simon b. [Q] M. Bachinger 7-6(2) 6-1

Quando si affrontano in una finale ATP due giocatori di età simile ma con un bagaglio di esperienza e di curriculum enormemente diversi, il risultato di solito è segnato. Così è stato anche nella finale del Moselle Open di Metz dove Gilles Simon ha conquistato per la terza volta il titolo dopo quelli del 2010 e del 2013.

Il suo avversario, Matthias Bachinger, N.167 del mondo, era invece alla sua prima finale ATP a 31 anni dopo essere passato attraverso le qualificazioni. La finale odierna si è decisa di fatto nel giro di pochi minuti quando Simon ha annullato 3 set point consecutivi sul 5-6, 0-40. Come spesso accade dopo un simile salvataggio ha dominato l’insperato tie-break vinto per 7 punti a 2 vincendo 6 degli ultimi 7 punti.

A quel punto il secondo set diventa una passerella per Gilou che completa il parziale con un parziale di 26 punti a 8 di cui solo 3 ceduti al servizio.

Arriva il quattordicesimo titolo ATP per lui, il secondo dell’anno dopo quello conquistato a Pune in India nella prima settimana del 2018. Si tratta del sesto titolo indoor in carriera. Con questo risultato guadagna 10 posti in classifica mondiale, sarà N.29 tra poche ore. Non male per un veterano che pareva sul viale del tramonto.

 

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Laver Cup LIVE: la seconda giornata https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/22/laver-cup-live-la-seconda-giornata/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/22/laver-cup-live-la-seconda-giornata/#respond Sat, 22 Sep 2018 18:02:24 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276907 A Chicago riparte lo spettacolo con Isner-Zverev poi Kyrgios-Federer. In notturna Anderson-Djokovic]]>

Il programma del Day 2
Laver Cup: esordio flop per il doppio Roger/Nole
Laver Cup: Edmund e Dimitrov fanno volare l’Europa, male Tiafoe


Risultati:

RESTO DEL MONDO – EUROPA 1-7

Day 2

Sessione diurna

  • Supertennis LIVE alle ore 20.00: A. Zverev (Europe) b.  J. Isner (World) 3-6 7-6(6) [10-7]
  • A seguire: R. Federer (Europe) b. N. Kyrgios (World) 6-3 6-2

Sessione serale:

  • Supertennis LIVE alle ore 02.00: K. Anderson (World) vs N. Djokovic (Europe)
  • a seguire: N. Kyrgios/J. Sock (World) vs G. Dimitrov/D. Goffin (Europe)

La diretta di Vanni Gibertini da Chicago

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ATP Metz: Nishikori sprecone, finale Bachinger-Simon https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/22/atp-metz-nishikori-sprecone-finale-bachinger-simon/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/22/atp-metz-nishikori-sprecone-finale-bachinger-simon/#respond Sat, 22 Sep 2018 14:23:03 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276881 Il giapponese sciupa sei palle break nel parziale deciso e si fa battere in volata. Tutto facile per Simon contro Albot]]>

Un po’ a sorpresa saranno Gilles Simon e Matthias Bachinger a giocarsi la finale del Moselle Open 2018. Se il successo del francese su Radu Albot era annunciato ed è arrivato senza particolari patemi, non altrettanto si può dire della vittoria di Bachinger, capace di rimontare un Nishikori poco cinico nel terzo set. Il francese raggiunge per la quarta volta la finale a Metz (ha vinto il titolo nel 2010 e nel 2013, mentre è uscito sconfitto nel 2015), mentre il tedesco presenzierà per la prima volta all’atto finale di un torneo ATP.

SIMON PASSEGGIA – Gilles Simon vince senza problemi la prima semifinale della giornata, eliminando in due rapidi set Radu Albot. Il francese ha condotto il gioco con la solita intelligenza per l’intera durata del match supportato da un rovescio in eccellenti condizioni.
Il primo set è deciso da un solo break nel sesto game. Albot non riesce a tenere a lungo il palleggio sostenuto di Simon e soprattutto non è mai pericoloso in risposta, cosa che consente al francese una traversata tranquilla verso il 6-3 che chiude il set. Nel secondo parziale, le cose continuano a peggiorare per Albot che si ritrova subito sotto 0-2 e poi 1-4. Il moldavo cerca sempre più insistentemente il dritto anomalo, ma lascia troppo campo a Simon che lo punisce sistematicamente col rovescio lungolinea. Un po’ a sorpresa le emozioni si concentrano tutte negli ultimi due game del match (30 punti giocati contro i 27 dei primi cinque game). Per la prima volta, Albot riesce a insidiare il servizio di Simon portandolo ai vantaggi, senza però arrivare mai a palla break. Persa questa mini occasione, Albot torna a struggersi sulla propria battuta. Sul primo match point, rischia di combinare una frittata, scegliendo di giocare un’improbabile volèe smorzata alta invece di uno smash. Simon però mette in rete un dritto abbastanza comodo, rimandando la fine del match. Alla terza occasione però il francese non si fa pregare e chiude la partita. Domenica giocherà la sua quarta finale al Moselle Open (2-1 il bilancio).

NISHIKORI FLOP- Kei Nishikori domina, si distrae e viene sorpreso in volata da Matthias Bachinger. Il tedesco raggiunge così la sua prima finale a livello ATP e da lunedì sarà come minimo numero 135 del mondo (con un salto in avanti di 31 posizioni). Nessuno probabilmente avrebbe immaginato un risultato del genere, soprattutto alla luce del primo set, dominato da Nishikori e chiuso in mezz’ora col punteggio di 6 giochi a 2.
Nel secondo parziale  però la partita inaspettatamente si riequilibra. Bachinger prova a farsi più aggressivo, cerca di più la via della rete e prova (e trova) qualche soluzione definitiva in risposta. Ne scaturiscono un paio di palle break, non sfruttate, in due diversi game. Nishikori dal canto suo è molto discontinuo e non riesce a imporre il proprio ritmo come a inizio gara. Alla fine gli sforzi di Bachinger sono ripagati e alla terza chance il tedesco fa suo il secondo set. Nel parziale decisivo, Nishikori non riesce a sfruttare ben sei palle break (di cui tre consecutive nel settimo gioco), anche se buona parte del merito è di Bachinger. Il tedesco gioca senza paura e il servizio lo supporta nei momenti di bisogno. Sul 6-5, un doppio fallo e un errore banale col dritto di Nishikori offrono due inattesi match point a Bachinger. Basta il primo per completare la sorpresa di giornata.

Risultati:

[Q] M. Bachinger b. [1] K. Nishikori 2-6 6-4 7-5
G. Simon b. R. Albot 6-3 6-1

Il tabellone completo

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Murray chiuderà la stagione in Asia. Ma senza Shanghai https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/22/murray-chiudera-la-stagione-asia-ma-senza-shanghai/ https://www.ubitennis.com/blog/2018/09/22/murray-chiudera-la-stagione-asia-ma-senza-shanghai/#respond Sat, 22 Sep 2018 14:06:43 +0000 https://www.ubitennis.com/?p=276872 Lo scozzese giocherà a Shenzhen e Pechino prima di concludere in anticipo il suo 2018. "Voglio essere nella miglior forma possibile per lottare per i tornei importanti". Obiettivo Australian Open?]]>

Chiusura anticipata per Andy Murray. Ancora convalescente, il trentunenne scozzese ha annunciato tramite un video pubblicato sul suo profilo Facebook che concluderà il suo 2018 tennistico con i tornei di Shenzhen e Pechino. Niente Masters 1000 di Shanghai e Parigi-Bercy dunque per il tre volte campione Slam, che vuole riposarsi in modo da arrivare ai prossimi Australian Open in condizioni sufficientemente buone per puntare al titolo che più di tutti gli è finora sfuggito in carriera (cinque finali perse e la bellezza di sessanta incontri giocati).

Giocherò a Shenzhen questa settimana e poi a Pechino la prossima, prima di mettere fino alla stagione agonistica” ha spiegato Murray, che aveva fatto ritorno a giugno dal lungo stop per il problema all’anca che lo aveva costretto a interrompere anzitempo anche la passata stagione. “Salterò gli ultimi tornei dell’anno perché ho optato, insieme al mio team, per un lungo periodo di allenamento e riposo così da essere nella migliore forma possibile per l’inizio del 2019 e poter competere di nuovo per i tornei più importanti.”

 

Ex numero uno ATP, attualmente alla posizione 308 del ranking, Murray ha giocato solo nove partite nel 2018 ottenendo appena cinque vittorie. Ben tre di queste sono arrivate durante il torneo di Washington, al termine di altrettante battaglie (memorabile quella contro Marius Copil, conclusasi alle tre del mattino). Logorato dalla fatica, non è però riuscito neppure a scendere in campo nei quarti di finale. Il Murray del 2018 è tutto in quel torneotanta voglia e tanto cuore, purtroppo non ancora supportati da un fisico fuori allenamento.

L’ottimismo comunque non gli manca. “Non vedo l’ora di mettermi al lavoro. Gli ultimi mesi sono stati molto positivi, sento di aver fatto grandi passi avanti con la riabilitazione dopo l’intervento e che con un altro periodo di duro allenamento potrò fare ancora grandi miglioramenti.” L’ultima fase di stagione per Murray inizierà contro la wild card locale Zhizhen Zhang, in uno dei due tornei dai quali conta di tornare almeno con il cospicuo assegno di partecipazione. Per qualcosa in più, l’appuntamento è a gennaio.

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