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21/04/2010 15:36 CEST - Lutto

Morto Migone ex capitano di Davis

Contribuì all'assunzione di Drobny come allenatore della squadra di Davis che, con Pietrangeli e Sirola, conquistò le prime finali. Ottimo "seconda" giocò le finali di misto al Foro Italico. Faceva lo smash inginocchiandosi a terra. Ubaldo Scanagatta

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Se ne è andato l’altra sera a 93 anni, dopo una dozzina d’anni di pesante malattia che l’aveva costretto su una sedia a rotelle nella bella casa di via Guicciardini, lui da giovane così atletico e prestante, Eugenio Migone, classe 1916 e un nome importante per la storia non solo fiorentina del tennis.

Grande appassionato, sempre elegante sul campo e fuori, di bello ed aristocratico aspetto, l’erre naturale, Eugenio Migone è stato fin dagli anni Cinquanta un dirigente di punta a livello sia fiorentino sia nazionale nei bei tempi in cui gli orizzonti dirigenziali dello sport della racchetta apparivano curiosamente meno provinciali di oggi. Fu infatti proprio Eugenio Migone a rivestire un ruolo decisivo nell’assunzione di un grande giocatore, il ceco poi divenuto apolide Jaroslav Drobny, come allenatore della squadra italiana di Coppa Davis.

Drobny, detto “Il Professore”, con la P rigorosamente maiuscola, aveva vinto i Campionati Internazionali d’Italia 3 volte, 1950-51 e ‘53, e fu certo anche merito di Drobny se l’Italia raggiunse le sue prime finali di Coppa Davis nel 1960 e 1961.

Grande signore Eugenio Migone era stato anche un ottimo tennista. Soprattutto di doppio. Ne aveva giocato uno anche indossando la maglia azzurra, a Istanbul contro la Turchia. Lo ricordo straordinario nell’inventarsi un colpo sconosciuto ai più, lo smash al rimbalzo con il ginocchio a terra. E’ stato in cima alla seconda categoria _ quando in prima c’erano sì e no quindici giocatori _ per un ventennio, fra gli anni Quaranta e i Sessanta. Fu campione italiano di “seconda” nel 1949 con Valcarenghi, e di doppio misto con la genovese Bozano. In questa specialità era così forte che arrivò perfino a disputare la finale dei Campionati internazionali d’Italia (1958) affiancando la spagnola De Riba nell’anno in cui Nicola Pietrangeli perse la finale dal mancino australiano Mervyn Rose.

Socio del CT Firenze dai primi anni Trenta e poi consigliere del circolo delle Cascine fin dal secondo dopoguerra, Migone sarebbe stato consigliere della federtennis (nata proprio a Firenze nel 1910 con il marchese Piero Antinori primo presidente FIT) nel 1958. Nominato presidente della commissione tecnica FIT l’anno dopo, divenne capitano di Coppa Davis nel 1960 e 1961 alternandosi con Vanni Canepele. Nel ’60 l’Italia di Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola, Sergio Tacchini e Sergio Jacobini, più Drobny, raggiunse la prima storica finale a Melbourne con l’Australia.

Al Ct Firenze Migone divenne presidente, succedendo a un quadriennio di presidenza Giancarlo Scanagatta (1972-1976). Dal 1977 lo rimase per 23 anni fino al maggio del 2000 quando (presidente Carlo Pennisi) lui fu nominato presidente onorario.

Proprietario della Industria Ceraria Migone, fondata nel 1860 da suo nonno e seguita poi dal padre _ negli anni Venti in via Pisana fino al ’67, poi 40 anni a Scandicci San Colombano ora da tre anni a Sambuca di Tavernelle _ Migone è stato presidente della Banca Mercantile per una dozzina d’anni fra gli anni 80 e i primi anni 90. Lascia l’adorata, inseparabile moglie Fiamma, il figlio Nicola (otttimo tennista e più volte campione toscano anche lui), la nuora Michelle Fink, le nipoti Francesca a Sabrina decise a continuare l’attività industriale avviata dal trisnonno per cinque generazioni. I funerali si svolgeranno oggi alle 15,30 nella chiesa di Santa Felicita, Oltrarno, a due passi dalla casa in cui aveva vissuto da sempre.

 

Ubaldo Scanagatta

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