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07/07/2010 09:50 CEST - Wimbledon

Wimbledon: pagellone finale

Nadal, dieci senza lode. Berdych supera la prova del nove. Murray s'affloscia sul più bello. Federer, stop quasi inevitabile. Lu la sorpresa. Dite a Djokovic che è numero 2 del mondo. Donne: Serena senza avversarie. Enzo Cherici

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Wimbledon 2010
Wimbledon 2010

Nadal: 10 (senza lode)
Era partito maluccio, addirittura costretto due volte al quinto nella prima settimana contro Haase e Petzschner, non esattamente Becker e Edberg, guarda caso proprio quando c'era ancora un po' d'erba. Poi però, superato lo spavento, ha ingranato un'altra marcia e non l'ha visto più nessuno. Anzi, come si conviene a tutti i Campioni con la C maiuscola, proprio le difficoltà iniziali lo hanno rafforzato, dandogli quell'energia supplementare (come se ce ne fosse stato bisogno) necessaria ad asfaltare chiunque avesse osato pararglisi innanzi. L'unico intoppo, il primo set contro Soderling (voto 6 ½), è stato superato con la classe (si: la classe!) dei grandi nei restanti tre set. Assolutamente stratosferico in semifinale contro Murray, contro il quale ha dato vita a mio avviso ad una delle sue più straordinarie esibizioni. Gli è poi stato sufficiente timbrare il cartellino all'atto conclusivo, nella quale ha realizzato una mezza specie di assolo contro Berdych, in quella che, non per colpa sua, sarà ricordata come una delle più brutte finali di Wimbledon di tutti i tempi.
Il colpo di Rafa che più m'ha impressionato in questo suo Wimbledon, è stato anche il meno atteso: il servizio. Soprattutto da sinistra ha servito con un'efficacia ed una continuità per lui insolite con questo fondamentale. Grazie a questa sua “nuova” arma, i suoi avversari sono stati spesso costretti a rispondere corto, lasciandogli l'iniziativa del gioco e il dominio assoluto degli spazi.
Con questo titolo Rafa raggiunge mostri sacri della storia del tennis come numero di Slam vinti: Perry, Rosewall, Connors, Agassi e Lendl. Povero Ivan, proprio a lui pensavo leggendo l'articolo scritto dal nostro Ubaldo dopo la finale. Chissà come gli sarebbe piaciuto affrontare i vari McEnroe, Connors, Cash, Edberg e Becker su questa terra travestita da erba. Quanti Wimbledon si sarebbe portato a casa? D'altra parte, lo stesso Nadal con estrema franchezza aveva dichiarato alla vigilia: “Sono fiducioso, la superficie è come piace a me, compatta e simile alla terra battuta”. Complimenti per la sincerità.
Meno elogi merita per l'uso, che è a me parso strategico e un po' troppo spregiudicato, del Medical Time Out. Diciamolo, un fuoriclasse assoluto come lui non ne avrebbe bisogno. Il match contro Petzschner l'avrebbe vinto lo stesso, perché al momento è di gran lunga il più forte di tutti. Senza se e senza ma. Con questo atteggiamento s'è giocato la “lode” (non credo gliene importi molto), ma i complimenti per il gioco espresso restano intatti.

Berdych: 8 ½
Dopo la semifinale di Parigi, era atteso da una sorta di prova del nove: superata di slancio. Eppure anche la sua prima settimana non era stata del tutto convincente. Faticava a trovare i tempi giusti in risposta, anche lui sembrava veramente a disagio sull'erba delle prime giornate. Ha prima rischiato con Istomin e poi sofferto con Brands, prima di rispondere “presente” all'appuntamento con la storia, sul centrale di Wimbledon, contro un Federer mai visto così malconcio in quello che una volra era il suo giardino. Ha confermato alla grande l'exploit contro la testa di seri numero uno, dominando in semifinale un buon Djokovic e conquistando così la sua prima finale in un Major. In finale s'è limitato a fare atto di presenza, probabilmente bloccato dall'emozione e sicuramente dallo strapotere di Rafa. Vorrei sbilanciarmi in un pronostico sul suo futuro, ma confesso che è un giocatore che faccio fatica ad inquadrare troppo bene. I suoi colpi mi appaiono spesso casuali, come colpisse quasi ad ogni chiusi. È un mio limite ovviamente, lui dove va a finire la palla lo sa eccome, ma davvero non sarei in grado di immaginare quale potrebbe essere il seguito della carriera per questo ragazzo. Ad esempio, non lo avevo mai ritenuto uno in grado di arrivare alla fine in uno Slam, come non riesco ora ad immaginarlo come un futuro numero uno. Per la prima “profezia” sono già stato respinto con perdite, per la seconda continuo a restare della mia idea. Non mi sembra avere la personalità del numero uno.

Murray: 7+
Aveva ragione mio nonno quando diceva “i cavalli buoni si vedono all'arrivo”. Parole sante. Il migliore nella prima settimana (ossia quando contava meno), s'è ammosciato turno dopo turno con l'approssimarsi della finale. Non c'è niente da fare, ogni volta che arrivano le sfide decisive si ritrae. Lo aveva fatto lo scorso anno proprio a Wimbledon contro Roddick, l'ha rifatto in Australia contro Federer, l'ha fatto di nuovo quest'anno contro Rafa: un vincente proprio! In realtà, già contro Tsonga nei quarti non era stato del tutto convincente ed aveva rischiato seriamente di trovarsi sotto di sue set. In semi con Rafa non avrebbe giocato neppure male, ma sono bastati 4-5 games per capire che mai e poi mai avrebbe potuto vincere quella partita. Non gli è nemmeno mancata una buona dose di sfiga nel tie-break del secondo set (chissà quanto maledirà quel nastro sul 6-6), ma, ribadisco, non ha mai dato l'impressione di potercela fare. Insomma, gli anni passano e ancora non gli riesce di muoversi da quei maledetti zeru tituli che rischiano di diventare per lui un'ossessione. Era il mio favorito del torneo dopo la prima settimana (e bastava questo per capire che non avrebbe mai vinto), non ce l'ha fatta ma continuo a credere che prima o poi sfaterà il tabù. Ammesso che prima o poi si svegli...

Djokovic: 7-
Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa! Lo avevo pronosticato fuori in ottavi contro Hewitt (voto 5), invece lui non solo ha sconfitto Rusty, ma ha approfittato alla grande della prematura dipartita di Roddick (voto 4) per issarsi fino alla semifinale. Buon tabellone quindi, ma è stato abile ad approfittarne. Certo, il modo in cui è stato spazzato via in semifinale da Berdych lascia parecchie perplessità, soprattutto se pensiamo che si tratta del neo numero 2 del mondo...

Federer: 5 ½
C'erano già state due avvisaglie. La prima, la sconfitta di Halle contro Hewitt, arrivata dopo 15 vittorie consecutive ottenute nei confronti dell'australiano. La seconda (ancora più grave), il suo match di primo turno contro Falla, nel corso del quale il modestissimo mancino colombiano ha addirittura servito per il match nel quarto set, prima di cadere vittima del suo braccino, prima ancora che del suo avversario. Con queste premesse, la caduta contro Berdych era quasi nell'ordine delle cose. Di certo quella vista in questa edizione di Wimbledon sembrava essere la copia sbiadita del vero Federer. Ritengo che dopo l'Australian Open il Federer migliore sia stato quello di Madrid e Parigi, battuto solo da Nadal e dal miglior Soderling di sempre. La stagione sull'erba non è stata invece fortunata per lui, condizionata da alcuni acciacchi che ne hanno pesantemente condizionato le prestazioni. Il voto più corretto per il suo torneo sarebbe 5, ma si merita mezzo punto in più per l'esser stato in campo con dignità, senza mai chiedere l'inutile intervento del fisioterapista, pur apparendo visibilmente menomato. Quale futuro per lui a questo punto? Da questa settimana è numero 3 del mondo (!) e il prossimo agosto compirà 29 anni: non c'è dubbio che il suo meglio lo abbia già dato. Probabilmente è ancora in grado di realizzare qualche exploit qua o là, magari anche dal prossimo Us Open come nel 2008 (lo scrivo, ma non ci credo); fatto sta che ben difficilmente lo rivedremo fare ¾ di Slam o tornare ancora una volta al numero uno. Sono convinto che la nuova situazione famigliare, oltre a un comprensibile calo nelle motivazioni dopo aver vinto praticamente tutto, giochi un ruolo molto importante nel suo attuale calo di rendimento. Speriamo possa tornare alla svelta ad un livello accettabile, il tennis ha ancora bisogno di lui, i nostri occhi anche. Chi si ricorda le tre finali di Wimbledon tra Federer e Nadal non può non averne sentito la mancanza mentre scorrevano le grigie immagini della finale di domenica scorsa (fans di Rafa a parte, of course). Fossi in lui quest'anno giocherei i tornei asiatici, alla ricerca della condizione e di una nuova convinzione. Magari lasciando per una volta a casa il resto della famiglia.

Lu: 7 ½
La sorpresona del torneo. Il modo in cui ha battuto l'incredulo Roddick si merita un piccolo grande spazio nella storia del torneo. Un tie-break vinto, un altro ancora, poi uno perso quando sembrava stesse per farcela. E quando noi tutti ci aspettavamo il suo inevitabile crollo, lui c'ha fatto la linguaccia ed è andato a vincere 9-7 al quinto il match più importante della sua vita. L'imbarcata nei quarti contro Djokovic era tanto attesa quanto ininfluente: fantastico!

Isner &Mahut: 183 e lode
Il voto più alto del torneo spetta a loro due, a pari merito. 183 games giocati, 11h05 in campo nell'arco di tre giorni, 215 aces totali: due miti. Ma adesso, per pietà, dateci il tie-break nel set decisivo...

Serena Williams: 9
È talmente imbarazzante la sua superiorità che neanche me la sento di assegnarle il 10 che probabilmente meriterebbe. Che colpa ne ha lei se le sue avversarie semplicemente non esistono? D'altra parte, basta leggere l'ultima classifica Wta con la Jankovic al numero 2 per comprendere la profonda crisi di talento che sta affliggendo il tennis femminile. Se in finale di Wimbledon arriva, con tutto il rispetto, la Zvonareva (voto 8+) e in semifinale Pironkova e Kvitova (voto 7 ½ ad entrambe), evidentemente qualcosa non va. Le belghe (Cljisters 6, Henin 5) dopo un promettente inizio, fanno fatica. La Sharapova (voto 6) non è più lei. La Stosur è per me un'incognita, non riesco ad inquadrarla, tipo Berdych. Chi rimane? Venus (voto 4) se non sta a posto fisicamente, tecnicamente vale la metà di Serena. La Azarenka e le altre giocano tutte allo stesso modo. Insomma, alla fine è un bene che vinca Serena. Almeno a tennis sa giocare eccome. Ve la immaginate una Wozniacki campionessa di Wimbledon?

Enzo Cherici

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Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker