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10/07/2010 19:21 CEST - WTA BASTAD

Rezai nuova regina di Svezia

Agli Open Svedesi trionfa Aravane, 6-3 4-6 6-4 ad una Gisela Dulko assai combattiva. La francese, sempre avanti nel punteggio, avrebbe potuto chiudere molto prima: per lei quarto titolo in carriera, top-15 sempre più vicine. Samuele Delpozzi

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Alla fine Aravane Rezai può alzare le braccia al cielo, ma che fatica! Alla 23enne di Saint Etienne sono servite due ore abbondanti di lotta per piegare la strenua resistenza di una "pasionaria" Gisela Dulko, che ieri aveva (ahinoi) martirizzato una stanca Pennetta.
Gli head-to-head erano favorevoli all'argentina (2-0), di due anni più vecchia, ma alla luce della forma esibita nei turni precedenti (nemmeno un set ceduto) la Rezai non partiva certo a sfavore di pronostico. Ed è proprio Aravane a spezzare per prima gli equilibri: fa il break nel quinto gioco, si procura una palla del 5-2 "pesante" (sciupata con una risposta di rovescio un po' avventata), ma sul 5-3 strappa ancora il servizio alla Dulko chiudendo il primo set a passo di carica.
All'inizio del secondo, la franco-iraniana si distrae un attimo e si ritrova sotto 0-2, ma ben presto ritrova la misura dei colpi e passa a condurre 3-2 e palla per un ulteriore break: sembrerebbe il colpo di grazia per Gisela, che però riesce a salvarsi. Segue una fase molto confusa, in cui entrambe faticano a tenere la battuta (3 break consecutivi) ma che alla fine premia la sudamericana, 6-4.
Il parziale decisivo ripropone in campo la Rezai degli inizi, che in un attimo scava tra sé e l'avversaria una voragine di ben 4 games. Parrebbe (di nuovo) la fine per la Dulko, invece ancora una volta la Rezai le lancia una ciambella di salvataggio: la francese fa e disfa a piacimento continuando a scagliare i suoi colpi tesissimi, ora imprendibili ora sui teloni di fondocampo. Particolarmente disastroso è il secondo break ceduto sul 4-2 con 2 doppi falli. L'argentina dal canto suo si affida all'esperienza e ad una (molto) maggiore regolarità per ridurre puntualmente le distanze... tuttavia molto spesso è declassata a mera spettatrice della lotta di Aravane con se stessa, costantemente in balia degli umori dell'avversaria.
Gli ultimi games riassumono perfettamente l'andamento dell'intero match, a dir poco irregolare: la Rezai strappa per l'ennesima volta il servizio a Gisela e si porta sul 5-3, 40-15. Stavolta è proprio finita... ma anche no: altri due doppi falli ed altrettanti erroracci da fondo della transalpina, evidentemente più a suo agio in ribattuta nei momenti caldi. E così è, visto che sul 5-4 riesce finalmente ad archiviare l'ultimo paragrafo, chiudendo al terzo match point grazie ad un back affossato a mezza rete dalla Dulko.

La Rezai intasca dunque il quarto titolo della carriera, il secondo stagionale dopo la splendida affermazione nel Mandatory Premier di Madrid. Le prime 15 al mondo sono sempre più vicine, anche se contro le più forti non potrà permettersi sbandamenti come quello odierno al momento di "uccidere" il match.
La Dulko, pur sconfitta, può comunque ritenersi soddisfatta della sua settimana – che la vede in finale anche in doppio al fianco della Pennetta – considerando che da aprile ad oggi aveva vinto un solo match, contro la Azarenka a Parigi. L'argentina non disputava una finale dal febbraio 2009 (Bogotà) ed è a digiuno di titoli da oltre 2 anni (l'ultimo a Fes, nel maggio 2008). La classifica, ultimamente a rischio di uscita dalle top-50, verrà comunque puntellata.

Samuele Delpozzi

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Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker