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07/09/2010 11:11 CEST - Us Open

Federer: bello vedere la mia immagine sulle auto del torneo

7 settembre 2010 - Traduzione di Tino Cianciotti

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D.: In questa edizione giochi senza particolari pressioni: non sei il numero 1 né il campione uscente. Ti piace che i riflettori non siano puntati su di te?
R.: Beh, mi sento comunque sotto i riflettori al di là del fatto che sia numero 1 o meno. Devo comunque partecipare alle conferenze stampa e altre cose di questo genere (sorride). La gente mi riconosce oggi più che mai ed è fantastica, qualunque sia la posizione che occupo in classifica.

D.: Sensazioni sul match con Soderling? Quanto è importante la superficie sulla quale vi incontrate?
R.: La superficie peggiore per entrambi sarebbe la terra bagnata dalla pioggia. E' ciò che è successo l'ultima volta che ci siamo incontrati. Non che voglia accampare delle scuse, ma le condizioni erano davvero difficili. Generalmente ci incontriamo su superfici veloci perchè prediligiamo quel tipo di tornei.
Credo non ci siano segreti sul nostro modo di giocare, sappiamo ciò che ci aspetta. Lui ormai gioca bene da un paio di stagioni, prima di allora il suo rendimento e la sua classifica erano un po' altalenanti. Se non ricordo male ci incontrammo qui nei quarti dell'anno scorso: iniziai bene e avanti di 2 set a zero lui elevò il livello del suo gioco e il match finì con due tiebreak.
Mi aspetto un match difficile soprattutto adesso che sa come battermi. Spetta a me giocare un match pulito e mettere in campo una buona prestazione.

D.: Quale aspetto del suo tennis rappresenta la sfida più difficile?
R.: Come contro ogni grande servitore dovrò cercare di leggere il suo servizio, tenere gli scambi da fondo e farlo muovere. Dovrò giocare un match solido e servire con continuità. Sono stato capace di farlo 12 volte su 13, devo tentare di farlo di nuovo.

D.: Mats Wilander ha dichiarato che i progressi mentali di Soderling rappresentano la maggiore novità del tennis maschile degli ultimi anni. Cosa ne pensi?
R.: Lui conosce Soderling meglio di quanto lo conosca io. Credo che sia più calmo in campo rispetto al passato e non veda più i suoi avversari come nemici. Forse ha capito che la vita nel tour non è poi così male come riteneva che fosse qualche anno fa. Forse la sua ragazza gli ha dato un po' di serenità. E' cresciuto.
Anche a me ci volle del tempo per capire che se fossi rimasto calmo il mio tennis ne avrebbe tratto giovamento.

D.: La tua immagine campeggia sulle auto del torneo: che sensazione ti dà?
R.: Non ci dormo la notte (sorride). E' una bella sensazione ma non le utilizzo. E' importante che vadano in giro per New York pubblicizzando il torneo, ma il mio approccio al mio lavoro rimane rilassato.

D.: Oggi non è stato un match facilissimo contro Melzer: quali problemi hai dovuto affrontare?
R.: E' un gran colpitore ed è sempre pericoloso. Ha risposto bene come pochi sanno fare. Ho dovuto muovermi particolarmente bene e assicurarmi di non cedere nulla sul mio servizio. E' stata dura perchè Jurgen è ormai un veterano ed ha grandi potenzialità.
Le condizioni in campo erano difficili: c'era vento e questo comprometteva la qualità del servizio, anche del suo. Non credo sia stato il nostro miglior match. Abbiamo giocato solo due volte e credo siamo capaci entrambi di fare meglio. Abbiamo tentato di giocare un tennis che desse fastidio all'avversario. Questo ha comportato, per me, il tentativo di essere il più solido possibile.

D.: Ti sei scusato per ciò che è successo nel tiebreak? Sei stato fortunato...
R.: Si, so di essere stato molto fortunato ma forse avrei vinto comunque il set, sono cose che succedono. Ho notato la sua frustrazione dopo i due nastri a me favorevoli, l'overrule e il mio servizio vincente. Poi nel terzo set l'ho breakkato nonostante avessi steccato tre volte: sono stati 10 minuti molto fortunati per me.

D.: Cosa pensi delle scommesse nel tennis? In Inghilterra se ne fanno molte, qui sono taboo.
R.: In Inghilterra e in Australia c'è gente che ci chiede perfino consiglio sulle quote. Qui è tutto molto più calmo. Io preferisco non essere consapevole di tutti questi particolari e fino a pochi anni fa non sapevo neanche che si scommettesse sul tennis. So che vi sembra un discorso ingenuo ma è così.
Noi tennisti e le nostre famiglie non possiamo occuparci di queste faccende perchè rischieremmo di essere multati o sospesi. E' un discorso meno leggero di quanto si creda. E non mi piace.
 

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