Quando a Doha si sono ormai fatte le due del mattino, Jannik Sinner si è soffermato ad analizzare la sua sorprendente sconfitta contro Jakub Mensik con i pochissimi giornalisti ad aspettarlo in zona mista, tra cui il direttore Ubaldo Scanagatta. Di seguito le sue dichiarazioni in inglese e in italiano.
La partita, i meriti di Mensik e i demeriti di Sinner
“Nel primo set lui ha servito molto bene, [ha messo] quasi il 90% di prime in campo (83%, ndr). Era difficile rispondere e nel terzo ho subito un duro break. Ho fatto un paio di errori di troppo, ma può succedere: sono un po’ dispiaciuto di come ho gestito alcuni momenti, ma può accadere. Indian Wells sarà il prossimo appuntamento, ci focalizzeremo su quello dopo un paio di giorni di riposo. Abbiamo due settimane per lavorare, anche a livello fisico. Ho fatto forse 2/3 scelte sbagliate, non sono stato lucidissimo ma può succedere. Sono partito male nel terzo set, che forse era un po’ il momento chiave: lì ho fatto qualche errore. Ho preso quel break lì e dopo non ho servito benissimo. Mensik ha giocato un ottimo tie-break, forse avrei potuto giocare meglio il punto del 4-3, ma è facile parlare dopo la partita. Sono tranquillo in questo momento, so quel che devo fare per ritornare. Ci sono momenti attraverso cui devo passare e attraverso cui sono passati tutti i tennisti. Spero di rifarmi il più presto possibile”.
Sui periodi di alti e bassi
“Ogni giocatore affronta degli alti e dei bassi. Ho avuto due anni incredibili e ora ho un piccolo ‘down’, ma non è qualcosa che mi preoccupa. So di poter giocare un tennis migliore, ma Jakub ha giocato e servito molto bene. Tutti nel nostro lavoro abbiamo alti e bassi, non sono preoccupato. Cerchiamo di migliorare in ogni torneo a cui prendo parte: vorrei andare più avanti possibile, ma è normale attraversare alcuni momenti difficili, ne ho avuti altri anche più difficili in passato. So come tornare“.
Sinner: “Obiettivi per il 2026? Il Roland Garros”
“Uno dei miei più grandi obiettivi sarà il Roland Garros, ma quell’obiettivo è ancora lontano. Abbiamo visto che tutti i giocatori hanno faticato durante le loro carriere, poi questa non la chiamerei ancora ‘fatica’ (sorride, ndr), ho solo perso un paio di partite. Devo anche ricordarmi di quel che ho fatto negli ultimi tre anni, in cui ho vinto davvero tante partite e ne ho perse poche. La fiducia per giocare un buon tennis c’è, è lì. Indian Wells solitamente è un torneo dove faccio un po’ fatica, vediamo che cosa succederà lì, mentre a Miami ho sempre giocato bene. Poi inizierà la stagione sulla terra. Sto cercando di aggiungere un paio di cose nuove, oggi non hanno funzionato bene come avrei voluto, ma non tutti i giorni sono uguali”.
Sulla condizione fisica e sul nervosisimo
“Stavo bene, non ho sofferto l’umidità. Fisicamente stiamo lavorando, ho avuto qualche problema dopo l’Australia, ma ora mi sento di nuovo abbastanza bene. Questo è un periodo buono per noi, abbiamo due settimane in cui possiamo lavorare bene e mettere benzina in vista dei prossimi tornei. Sto cercando di trovare un buon equilibrio: in Australia ero un po’ sottotono, in questa partita ho provato a spingere un po’ di più, ma anche qui devo trovare il bilanciamento. Comunque in generale tutto bene, non mi sto facendo problemi per questo momento. È tutto ok”
