WTA Linz: Tagger annulla otto set point a Samsonova, primi quarti ‘500’

Finale al cardiopalmo per la diciottenne Lilli Tagger che chiude in due set al quarto match point. Ai quarti sarà derby con Anastasia Potapova. E Karolina Pliskova elimina la campionessa in carica Alexandrova

Di Michelangelo Sottili
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Lilli Tagger – WTA Linz 2026 (Credits: Upper Austria Ladies Linz/ Alexander Scheuber)

da Linz, il nostro inviato
Temperature in calo nella capitale dell’Alta Austria, ma venerdì andrà peggio. Nel frattempo, in maglietta protetti dal riscaldamento del Design Center, vediamo cosa è successo nei quattro match che completano il quadro dei quarti di finale dell’Upper Austria Ladies Linz. Tre match, in realtà, perché Anhelina Kalinina, malata, ha dovuto rinunciare lasciando via libera alla qualificata (ma anche ex top 20 e semifinalista a Wimbledon 2024) Donna Vekic. Con Lilli Tagger in campo alle 16, non era difficile immaginare la risposta del pubblico, peraltro pronto a sostenere calorosamente anche Anastasia Potapova nell’ultimo match.

[WC] L. Tagger b. [3] L. Samsonova 6-2 7-6(11)

Il suo più grande successo finora e pure in nella sua città natale: la diciottenne Lilli Tagger batte la n. 21 WTA Liudmila Samsonova e sfonda il muro della top 100. 6-4 7-6(11) in due ore e due minuti di un match che sembrava filare via liscio per l’allieva di Francesca Schiavone, che, al servizio per chiudere senza aver concesso alcuna palla break, ha sentito la tensione e permesso il rientro a una Samsonova che si è messa a giocare il suo miglior tennis, tranne che sui set point.

Per Tagger una prestazione dunque appena “macchiata” nel finale, ma a battere al terzo tentativo una top 50 (che però è n. 21, ex 12^ del mondo) in una giornata in cui qualunque cosa gira per il verso giusto son capaci tutti. Abbiamo preferito in questo modo, al quarto match point utile e otto set point annullati, anche se Lilli – che parla un italiano impeccabile, come del resto la sua avversaria – ci dirà di pensarla diversamente. Magari, tra gli spalti gremiti, tra una “ola” e l’altra, qualche amante delle cose tranquille avrebbe qualcosa da obiettare, ma alla fine si è pure evitato il terzo set e forse non si fa mezzanotte.

Primo set – Samsonova entra senza il dritto, Tagger scatta irraggiungibile

Gli errori dal lato destro di Liudmila a inizio match non si contano (però sono cinque) e tanto basta a dare il 2-0 alla beniamina di casa. Samsonova trova la misura, fa vedere anche un paio di bei tocchi, ma resta dietro. Tagger quasi concede una palla break, il dritto di schianta sul nastro, poi si arrampica, salta, forse fa pure una giravolta, tocca il nastro un’altra volta e ricade nella metà campo giusta (secondo il punto di vista austriaco). Sospiro di sollievo generale e rovescione lungolinea per il 4-2. Poco dopo stesso colpo punisce l’altrui ricerca dello sventaglio tenendo vivo il game, due errori di dritto di Liudmila che perde ancora il servizio e Tagger chiude il parziale alla seconda chance.

Secondo set – Tutto liscio per Tagger fino al 5-4, poi il caos

Lilli fa vedere che di rovescio si può rispondere coperto anche a una mano. E pure vincente, così c’è l’allungo al terzo game. Di là non ci sarà Mpetshi Perricard, ma molte prime viaggiano oltre i 190 km/h. Show monomame al quarto gioco: in entrata lungolinea su palla alta,  in mezza volata su risposta centrale violenta e passante slice che lascia di stucco per consolidare. Fa tutto lei, cioè Liudmila, sotto 2-4: il doppio fallo sulla parità a concedere il famigerato “mini match point”, l’ace per dire “scherzavo”.

Ci siamo, 5-4 e servizio. Tagger parte con un vincente, ma Samsonova le “fotografa” la prima con la risposta bimane prendendo fiducia, mentre il braccio austriaco sembra tirare un po’ indietro, 5 pari e tribune ammutolite. Liudmila si è messa a giocare alla grande e sale 6-5, il dritto austriaco ha un piccolo calo di autostima e arrivano quattro set point da sinistra, sui quali Liudmila è tutt’altro che impeccabile.

Tie-break, allora, e ci arrivano entrambe con qualche rimpianto. Samsonova sale 6-4: dritto sotto il nastro e doppio fallo, il pubblico impazzisce. Se ne va anche il settimo set point e poi i primi due match point. Gli spettatori faticano a stare seduti (c’è chi dovrà andare in bagno, pietà, ragazze), se ne va quello che adesso sappiamo essere l’ultimo set point, 9 pari. Manca poco ma sembra un’eternità e alla quarta occasione, Tagger chiude, 13-11. Una passeggiata. Per Lilli, posizione n. 97 “live” e top 100 assicurata in ogni caso. Intanto ci sono i quarti da giocare, derby contro Anastasia Potapova, vincitrice 6-2 6-1 in un’ora e mezza della qualificata tedesca Tamara Korpatsch.

K. Pliskova b. [2] E. Alexandrova 6-1 6-3

Vittoria a sorpresa di Karolina Pliskova. La ceca classe 1992 e prima del mondo nove anni fa ha eliminato la seconda del seeding e campionessa in carica Ekaterina Alexandrova 6-1 6-3 in un’ora esatta. Non la superficie preferita, la terra battuta, per la trentunenne n. 13 WTA, tuttavia si era detta fiduciosa per le condizioni indoor. Ma nel primo set Karolina ha commesso solo due errori non forzati a fronte di sette vincenti come la sua avversaria, autrice però di dieci gratuiti. Alexandrova ha limitato gli errori nel secondo parziale, ma Pliskova ha aumentato i winner, con un inequivocabile 15 su 18 con la prima (58% in campo). Ora i quarti con Donna Vekic.

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