Arriva in conferenza stampa con il sorriso, ma anche con una battuta che racconta il clima della sala: “Non sono più famoso”, dice Carlos Alcaraz guardandosi intorno, notando l’assenza dei giornalisti spagnoli e la presenza ridotta degli altri. Poi, però, il tono si fa subito serio, perché la finale del Rolex Monte-Carlo Masters persa con Jannik Sinner lascia spazio a un’analisi lucida, senza alibi.
“Le occasioni non sfruttate e il tie-break”
“Nei momenti importanti non ho giocato bene. Ho avuto tante opportunità, tanti 15-30, 0-30, ma non le ho sfruttate”, spiega Alcaraz, indicando con chiarezza la chiave del match. “Nel primo tie-break non ho fatto bene, mentre lui ha giocato un tennis incredibile quando contava”. Una partita che si è decisa proprio lì, nei dettagli, nella capacità di alzare il livello nei punti pesanti: “È stata questa la differenza”.
Alcaraz: “Il vento era complicato, ma lui è stato migliore”
Le condizioni, con il vento instabile, hanno reso tutto più difficile: “Era molto complicato perché cambiava continuamente direzione. Un punto giocavi con il vento a favore, quello dopo era completamente diverso”. Eppure, Alcaraz non cerca scuse: “Penso di aver gestito abbastanza bene, non ha influenzato il mio gioco come in altre occasioni, ma lui ha giocato meglio”. Anzi, riconosce il merito dell’avversario anche in queste condizioni: “Anche con il vento, il suo livello è stato più alto nei momenti importanti”.
“Sinner ormai pericoloso su ogni superficie”
Lo sguardo poi si allarga al futuro e alla crescita dell’azzurro: “Non sono sorpreso. Abbiamo visto il suo livello sulla terra, migliora ogni anno”. Parole che suonano quasi come un avvertimento per il circuito: “Sta raggiungendo un livello sulla terra che lo rende davvero pericoloso per tutti. Può vincere ovunque, su qualsiasi superficie”.
Infine, una riflessione anche sulla gestione della stagione e sul calendario imminente con i tornei sul rosso tutti ravvicinati, a partire proprio da Barcellona per Alcaraz: “L’obiettivo è giocare tutta la stagione su terra. L’anno scorso non ci sono riuscito per gli infortuni”, racconta. “Quest’anno ascolterò molto di più il mio corpo. Se starò bene, giocherò tutto”.
La chiusura torna sul campo, dove la lettura è netta: “Ha vinto da fondo campo. Soprattutto sul rovescio contro rovescio era più aggressivo, più pronto ad attaccare”. E ancora: “Nei momenti importanti ha sempre messo la prima. Nel tie-break non ha sbagliato. È per questo che è così difficile da affrontare”.
