[1] A. Zverev b. Q. Halys 6-4 4-6 7-6(3) 6-7(3) 6-3
He does it again.
— US Open Tennis (@usopen) September 4, 2026
Alexander Zverev wins a second-consecutive five-set match. pic.twitter.com/QyPs34EGkp
Alexander Zverev, dopo la soffertissima vittoria contro Lorenzo Sonego al primo turno, deve ancora sudare sette camicie, ma sopravvive e arriva al terzo turno dello US Open. Il numero 2 ATP e prima testa di serie impiega 4 ore e 37 minuti e cinque set per avere ragione di Quentin Halys, numero 52 del mondo. Al termine del match, in modo inusuale, Zverev si è tolto la maglietta come facevano i calciatori dopo un gol segnato (prima che ciò diventasse un gesto meritevole di ammonizione), a testimoniare il senso di liberazione dopo quest’altra faticaccia. Una maratona che porta con sé anche un dato per certi versi storico: Zverev diventa la prima testa di serie numero 1 nell’Era Open a disputare due quinti set nei primi due turni di uno Slam.
Una fatica enorme, almeno sulla carta, ma il tedesco a fine partita minimizza l’aspetto fisico: “Fisicamente mi sento bene. Sono orgoglioso di essere piuttosto forte da questo punto di vista”. Il problema, semmai, sembra essere un altro, la qualità del tennis. “Spero che a un certo punto comincerò a giocare meglio. In questo momento sto vincendo male, ma anche saper vincere quando non giochi bene è una qualità. Direi che ormai l’ho perfezionata”.
Zverev ammette inoltre di continuare a soffrire particolarmente le condizioni di New York: “L’ho detto anche l’anno scorso, qui per me è sempre difficile. Le condizioni rendono complicato giocare un buon tennis, ma spero di riuscire a trovare qualcosa“. Al prossimo turno troverà Alejandro Tabilo, avversario che il tedesco considera cresciuto rispetto al passato: “È salito molto bene in classifica quest’anno. L’ho affrontato al primo turno l’anno scorso, ma credo sia un giocatore molto migliore adesso. Mi aspetto un’altra partita difficile“.
Primo set: Zverev aspetta e colpisce nel momento giusto
Il piano tattico dei due è evidente fin dalle primissime battute. Zverev si appoggia al grande servizio e cerca di incanalare lo scambio sulla diagonale del rovescio, dove la maggiore solidità da fondo dovrebbe garantirgli un vantaggio con il passare dei colpi. Halys sa di non poter accettare troppo spesso quel tipo di partita, anche per una condizione fisica che non sembra perfetta, e cerca continuamente una via d’uscita, prova ad uscire dallo scambio col lungolinea di diritto appena possibile e soprattutto in battuta adopera il classico schema servizio-dritto, nel tentativo di chiudere gli scambi in pochi colpi.
Le prime occasioni in risposta sono di Zverev, che già nel terzo game riesce a mettere pressione al servizio del francese senza però concretizzare. Halys resiste e rimane aggrappato al parziale, mentre entrambi trovano nel servizio il principale punto di riferimento. I game scorrono così piuttosto rapidamente e senza grandi scossoni. La svolta arriva sul 4-4. Zverev sale rapidamente 0-40 e sembra avere il break in pugno, ma Halys reagisce, prima trova l’ace, poi si affida alla combinazione servizio-dritto e risale fino al 30-40. Alla terza occasione, però, il tedesco riesce finalmente a sfondare e strappa la battuta.
È il break che decide il set. Zverev va a servire sul 5-4 e, questa volta senza complicarsi la vita, chiude 6-4.
Secondo set: Halys cresce e restituisce il 6-4
Il secondo parziale si apre con un turno di battuta interminabile di Halys. Il francese rimane al servizio per oltre sei minuti e attraversa diversi vantaggi senza però concedere una vera palla break. È un game faticoso, ma portarlo a casa sembra dargli ulteriore fiducia. Con il passare dei minuti Halys non si limita più a sopravvivere nei propri turni di battuta. Cresce soprattutto in risposta, trova maggiore qualità sul lato del diritto e comincia a costringere Zverev a giocare game di servizio sempre più laboriosi. La partita, inizialmente dominata dalle battute, diventa progressivamente più fisica. Sul 4-4 il tedesco prova a replicare quanto fatto nel primo set e si procura una palla break, ma questa volta Halys non cede. E il prezzo dell’occasione mancata arriva immediatamente, nel game successivo è il francese ad aumentare la pressione in risposta, trova il break e contemporaneamente chiude il parziale 6-4.
Terzo set: break, controbreak, il tiebreak sorride al tedesco
Il terzo set rompe definitivamente gli equilibri. Zverev parte all’attacco e già nel primo game sale 0-40: Halys cancella le prime due palle break, ma sulla terza il tedesco passa e sembra poter finalmente prendere il controllo della partita. L’impressione dura pochissimo. Nel game successivo si apre un’altra lunga battaglia e questa volta è Halys a trovare il controbreak. Il francese prende fiducia, tiene la battuta e poi strappa nuovamente il servizio a Zverev, completando una sequenza che lo porta rapidamente avanti 4-1. Zverev interrompe l’emorragia tenendo il successivo turno di servizio, ma è nel settimo game che arriva uno degli episodi più curiosi della notte. Con Halys avanti di un break e il tedesco nuovamente in pressione in risposta (avanti 15-40, con due palle del 4-3 che riporterebbe il parziale on serve), Zverev si accorge che le scarpe sono talmente umide da lasciare segni sul cemento. Chiede al giudice di sedia il permesso di cambiarle, ottiene il via libera e completa l’operazione praticamente al volo. Scarpe nuove e, immediatamente dopo, controbreak.
Il parziale arriva così al tie-break. Sul 2-1 Zverev trova due minibreak consecutivi e questa volta non disperde il vantaggio. Il tedesco si prende il jeu décisif e torna avanti di un set
Quarto set: Zverev spreca, Halys lo trascina al quinto
È qui che le difficoltà di Zverev sembrano diventare mentali oltre che tecniche. Il tedesco ha più volte la possibilità di mettere le mani sulla partita, si procura una palla break sul 3-2 e altre due sul 4-3, ma Halys riesce sempre a salvarsi.
È una costante della serata. Zverev terminerà l’incontro con appena cinque palle break trasformate sulle venti avute a disposizione, proseguendo nelle difficoltà di conversione già evidenziate al primo turno contro Sonego. Halys, intanto, comincia a mostrare in maniera sempre più evidente i segni della fatica. Il francese cerca ancora più ostinatamente di evitare gli scambi lunghi, affidandosi alla prima accelerazione disponibile e al consueto schema uno-due. Zverev, però, non riesce ad approfittarne e anche il quarto set approda al tie-break. Questa volta è proprio il tedesco a giocarlo male. Halys trova il minibreak sul 2-1 e, nonostante una condizione fisica sempre più precaria, riesce a mantenere lucidità e aggressività. Sul 5-2 arriva un altro strappo e il francese completa l’opera, trascinando la prima testa di serie al quinto set.
Quinto set: Zverev mette la freccia e esulta
A notte ormai fonda, con pochi irriducibili ancora sugli spalti intorno alle due, Halys prova a trovare energie anche nel sostegno del pubblico, evidentemente dalla parte del francese. Il problema è che questa volta il fisico comincia davvero a non rispondere. Zverev, al contrario, appare ancora sufficientemente fresco per accettare lo scambio e aspettare che sia l’avversario a dover forzare. La svolta arriva nel quinto game, quando il tedesco riesce finalmente a trovare il break. Questa volta non lo restituisce e protegge il vantaggio fino al 5-3. Halys va quindi al servizio per rimanere nella partita, ma le ultime energie sembrano ormai finite. Un doppio fallo e un diritto apparentemente semplice spedito in rete spalancano la strada a Zverev, che trova l’ultimo break e mette fine dopo 4 ore e 37 minuti a una partita molto più complicata di quanto il mismatch tecnico potesse suggerire. Zverev sopravvive, dunque, ma ancora una volta lo fa passando dal quinto set. E se il fisico regge perfettamente una maratona durata quasi cinque ore, qualche interrogativo in più arriva dalla gestione dei momenti importanti. Dal terzo set il tedesco appare spesso alla ricerca di tempo per raccogliere le idee, dilatando la preparazione al servizio e aumentando sensibilmente il numero di rimbalzi della pallina prima della battuta. Un rituale sempre più evidente con il crescere della tensione.
