Sinner picchiatore da fondo campo, Musetti varia più di tutti: cosa dicono i dati

Differente dinamiche di gioco. Ecco dove ecco dove eccellono i due tennisti azzurri

Di Pietro Sanò
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Lorenzo Musetti - Montreal 2026 (foto Florin Baltatoiu)

In un’epoca tennistica sempre più perfezionistica, lo studio dei dati derivanti dalle performance di un determinato atleta rendono possibile l’approfondimento e il confronto tra gli stili di gioco dei vari giocatori del circuito. Andrew Reed di “Fault or Fiction” ha recentemente analizzato i colpi e le macro-aree di gioco dei primi 30 tennisti del ranking, basato sui match disputati nelle ultime 52 settimane nel circuito ATP, dunque non tiene conto dei Grand Slam.

Scambio da fondo: Sinner raccoglie più punti di tutti

I dati raccolti da Reed mediante TennisViz forniscono degli spunti interessanti, che fanno chiarezza sulla differenza di rendimento degli atleti in una determinata zona del campo, e dunque, le relative preferenze di ciascuno di essi nell’esecuzione di un colpo. Per quanto concerne l’area di fondo campo, l’analisi di Andrew mette in evidenza che quando entrambi i tennisti si trovano sulla linea, Jannik Sinner è il giocatore che ottiene il maggior numero di punti, appiedando la concorrenza con il 57% – seguito dal Alcaraz, Medvedev Djokovic e Fils, tutti e quattro al 55%. In questa determinata dinamica, profili di giocatori come Rinderknech, Shelton e Vacherot crollano nel rendimento – così come Mensik -. Musetti – insieme a Jodar – si posiziona subito alle spalle dei grandi colpitori da fondo per antonomasia, raccogliendo il 54% di punti.

Le variazioni di Musetti: armi infinite

In questa successiva sezione, Andrew Reed di “Fault or Fiction” analizza le variazioni dei colpi utilizzate dai top 30 atleti del circuito, identificando sei precise tipologie di colpi: colpi a rete, slice, slice corti, pallonetti/moonball, colpi angolati e drop shot. Dal grafico sottostante si evince come Lorenzo Musetti primeggi in questa classifica (32,6%), essendo dunque il tennista che utilizza di più le variazioni nel corso dei propri match, ricorrendo moltissimo all’uso dello slice (13,6%). L’azzurro, giocando un rovescio monomano, ha sviluppato maggiore sensibilità nell’esecuzione dei colpi in back, ed essendo per natura un profilo di giocatore parecchio creativo, costruisce il punto geometrizzando il campo, sollecitando ogni singolo colpo del proprio – vastissimo – repertorio. Il più “monotematico”, secondo quest’analisi, è Rafael Jodar, che invece utilizza appena il 12% delle variazioni. Lo spagnolo, come abbiamo visto negli ultimi mesi della sua ascesa, è un picchiatore che mette alle strette gli avversari con un gioco aggressivo e i potenti fondamentali. Raramente ricorre all’utilizzo di dropshot o slice.

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