Un Masters per i minorenni. Un’idea che sa di rilancio

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Un Masters per i minorenni. Un’idea che sa di rilancio

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TENNIS – “Organizzare un Masters con i migliori under-12,14, e 16 è una grande idea“. E’ positivo il parere di Sebastiàn Torok ,opinionista per La Naciòn, sull’evento organizzato dal Buenos Aires Lawn Tennis Club e dal Parque Sarmiento. Contento anche Marcelo Gomez, tra i primi coach di Juan Martin Del Potro. 

In questi giorni se le condizioni metereologiche lo consentiranno ,Il Buenos Aires Lawn Tennis Club e il Parque  Sarmiento in Argentina si trasformeranno in una  sorta di università dove si terranno lezioni particolari;un corso intensivo che non parla di economia,biologia o storia bensì di tennis cosicchè i tennisti in erba ,che ambiscano a diventare professionisti, possano crescere e migliorarsi”.

Inizia così l’interessante contributo di Sebastiàn Torok ,opinionista per La Naciòn, il quale sottolinea l’importanza che tutto questo possa avere in futuro sia per “il rilancio dei giovani tennisti che avranno a disposizione un vero e proprio corso accelerato” che per l’occasione di “formare un prestigioso torneo internazionale ove si affrontino in un round robin i migliori otto (maschi e femmine) delle categorie under 12,14 e 16”;in poche parole un Masters dei “piccoli” che attribuisca punti validi anche nelle classifiche nazionali.

Ma in Argentina hanno deciso di fare le cose in grande: un budget più elevato rispetto ad altre federazioni; trasporto,vitto e alloggio per i ragazzi e i loro team; assistenza sanitaria all’avanguardia con la famosa bolla dotata di un sistema di trasmissione, che permette la circolazione dell’aria fresca al 99,95% aiutando a rigenerarsi dalla fatica e aumentando le prestazioni sul campo; in ultimo ma non di minor importanza la possibilità di offrire maggiore visibilità dando luogo all’eventuale incremento del numero di inviti nei tornei futures .

L’analisi di Torok abbraccia anche la tematica dei colloqui tra i giovani e i tennisti esperti, tra cui Lendl,Gaudio e Nalbandian ,ma si focalizza soprattutto sull’essenzialità del coaching durante le partite cosicchè “i ragazzi si sentano maggiormente centrati e tutelati quando le cose non vanno bene nelle fasi di gioco” e sull’assistenza degli unici due supervisori che si spostano ,durante le partite,nei diversi campi.  Per quanto riguarda invece l’ordinaria amministrazione delle partite ,solitamente l’arbitraggio è lasciato alla discrezionalità dei giovani tennisti (nelle vesti anche di raccattapalle)in primis e all’intercessione dei rispettivi allenatori in un secondo momento .

Tra i giovani spiccano le sensazioni positive di Nadia Podoroska,una dei maggiori talenti Under-16 che parla dell’importanza del dialogo con l’allenatore “ per capire come affrontare al meglio le diverse fasi della partita”e di Ugo Carabelli,N°1 in Argentina e Sud America che dice:”Fare esperienza è un bene,perché quando sei nervoso,l’allenatore può individuare subito il problema e può aiutarti”.

Sensazioni positive anche per gli allenatori ove spicca Marcelo Gomez,noto in passato per aver tirato su un certo Juan Martin Del Potro e per i genitori che accompagnano i piccoli campioni dove a fare la voce grossa è Gustavo ,padre dello straordinario prospetto under-16 Julieta Tita Estable,che ricorda quanto sia “difficile per una giovane donna fare carriera quando la situazione economica non è delle migliori” e dunque “questi tornei sono importanti per questo ed anche per la socializzazione “che per i ragazzi è sempre un fattore di crescita molto importante.

Per Torok questa è una straordinaria operazione sportiva e sociale ,che reca solo vantaggi a chi attraversa la delicata fase di crescita tra i 12 e i 16 anni;ma avvisa: I cicli non sono uguali per tutti ed è prematuro dare giudizi  ma la cosa più importante è non perdere la freschezza, la gioia e la voglia di progredire.,imparando a convivere con il meglio e il peggio delle turbolenze del tennis professionistico.”

Infine l’opinionista sciorina una serie di nomi di giovani promesse che hanno come denominatore comune l’altezza superiore alla media ed è “importante per sfruttare la potenza, il colpo al volo .” Alcuni esempi: Juan Pablo Ficovich (1997, 1.90 m), Augustin Torreano (1997, 1.85 m), Camilo Ugo Carabelli (1999), John B. Otegui (1999) e Manuel Peña López (1998), il tutto con una base di 1,80 m ..

Per Torok dunque potrebbe essere “un’esperienza molto formativa che va al di là dei titoli e dei premi”.

Andrea Pagnozzi

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