Nadal come mai nessuno: ritorna n.1 di fine anno per la terza volta

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Nadal come mai nessuno: ritorna n.1 di fine anno per la terza volta

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TENNIS – Nadal batte 76(5) 76(6) Wawrinka, è in semifinale ed è sicuro del n.1. Nessuno era riuscito a riprendersi il trono per tre volte dopo averlo perso. In entrambi i set Rafa non sfrutta un break di vantaggio, ma Wawrinka al tie-break cede sempre sul più bello (5-4 nel 1o, 6-5 nel 2o). Da Londra, Laura Guidobaldi

Nadal, già sicuro della semifinale, ha già chiuso l’anno al numero 1 nel 2008 e nel 2010: è il primo giocatore a tornare in vetta al ranking di fine anno per la terza volta. Per il decimo anno di fila, il numero 1 di fine anno va a uno tra Nadal (2008, ’10, ‘13), Federer (2004-07, ’09) o Novak Djokovic (2011-12).

 

Nadal ha raggiunto il numero 1 per la prima volta il 18 agosto 2008 e l’ha tenuto per 46 settimane, diventando il primo spagnolo a chiudere l’anno da numero 1. E’ tornato in vetta il 7 giugno 2010 per 56 settimane, e ora di nuovo, il 7 ottobre 2013, dopo aver raggiunto a Pechino la 13ma finale della sua straordinaria stagione. Qui a Londra, compete per la 107ma settimana da numero 1.

Un primo set tiratissimo quello tra Rafael Nadale e Stanislas Wawrinka. Lo spagnolo conduce 11-0 nei loro precedenti incontri e lo svizzero non è mai riuscito a strappargli neanche un set. Oggi ci è andato molto vicino ma sembra quasi che una “maledizione” tennistica si abbatta su Stan quando deve affrontare il “toro” di Manacor. È la quinta volta, inoltre, che il n. 2 di Svizzera arriva ai 7 punti decisivi e, ancora una volta, alla fine, è Rafa a spuntarla. Ma Wawrinka è in un periodo magico della carriera, sta giocando benissimo e lo ha dimostrato contro Thomas Berdych, lunedì, aggiudicandosi il primo incontro di apertura di queste Finals.

C’è equilibrio fino al 2-2. Poi arriva il break spagnolo; Rafa sale 3-2, 4-2 per poi arrivare fino al 5-3.
Wawrinka spinge moltissimo, osa, cerca di aprirsi il campo con il suo magistrale e magnifico rovescio e, non solo si avvicina allo score ma, sul 5-5, riesce perfino a strappare la battuta al maiorchino e portarsi in vantaggio 6-5.

Lo spagnolo, nonostante i suoi errori di troppo in questa fase dell’incontro, ce la fa comunque a pareggiare i conti e ad approdare al tie-break. C’è ancora parità fino al 5-5, con lo svizzero che si è trovato in vantaggio 5-4. Alla fine, però, un po’ di sfortuna per lui che, a causa di uno smash lasciato battere sulla linea di fondo, rimanda come può la palla allo spagnolo che, ovviamente, ne approfitta per affondare. Sul setpoint, un’altra palla alquanto fortunata di Rafa a cui il nastro devia la traiettoria, gli permette di aggiudicarsi il primo parziale.

Wawrinka è furibondo e, al cambio di campo, sfoga la propria rabbia scaraventando e demolendo la racchetta, procurandosi un warning da Bernardes.

Nel secondo set arriva presto il break spagnolo con il maiorchino che sale 3-1 e poi 4-1 dopo che l’elvetico non è riuscito a convertire una palla break. Ma desso invece è la volta buona. Sul 2-4, Stan, giocando con attenzione e spingendo ancora, riesce a strappare la battuta al molto probabilmente prossimo nuovo n. 1 di fine anno e si avvicina 3-4.

I campanacci svizzeri suonano all’impazzata sugli spalti della O2 Arena; e non è finita: Wawrinka tiene a 15 il servizio e attua il pareggio sul 4-4.

Ce la farà a non perdere il 26esimo set di fila contro il campionissimo di Manacor?

Dopo una splendida e potente veronica di Rafa, Stan recupera, lo spagnolo perde il controllo e sparacchia fuori. Poi sbaglia nuovamente un dritto ma, nella lotta da fondo e grazie alle sue uncinate micidiali, si porta in vantaggio nel gioco per poi salire 5-4. L’elvetico gli rimane attaccato e, con una fucilata di dritto, annulla il vantaggio con il 5-5. A un siluro di rovescio di Stan, Rafa risponde con un’uncinata strettissima incrociata e il vantaggio è ancora suo: 6-5.

Lo svizzero serve nuovamente per rimanere nel match e, con un dritto vincente, intasca il primo 15. Ma…dopo una volé timida e appoggiata troppo “comoda” sul rovescio di Nadal, ne sbaglia subito un’altra facile che esce fuori misura. Ed ora un malauguratissimo doppio fallo per lui e Nadal è a 2 punti dal match. Stan vince ora uno scambio lungo e delicatissimo e si assicura il secondo tie-break con un ace.

6° tie-break tra i due nei 12 incontri giocati.

Rafael spinge e spinge con i suoi “topponi”, cercando di sfiancare l’avversario e di farlo sbagliare. Ci riesce perché sale subito 2-0. Stan va fuori giri e sparacchia un assurdo dritto a uscire: 3-0 Rafa. Ma un rovescio lungolinea in corsa che trafigge Nadal a rete fa sì che l’elvetico accorci lievemente le distanze sull’1-3. Sul 2-4 c’è ancora un servizio vincente di Stan e si avvicina ancora 3-4 per poi spiazzare il maiorchino, affondare di dritto e annullare nuovamente il suo vantaggio pareggiando 4-4. Non solo. Adesso lo svizzero sale ancora portandsi sul 5-4 ma…Incredibile ma vero, mette fuori un facile dritto e ridà fiato allo spagnolo. Ma poi arriva comunque un setpoint svizzero.

Sarà quello buono? Ancora no.

Rafa attacca senza remore e con uno smash lo annulla.

Ancora parità. Al cambio di campo del 6-6 la O2 Arena incoraggia all’impazzata Stan ma che, però, caccia un dritto a rete consegnando un matchpoint allo spagnolo.

Stan caccia un altro dritto a rete. Sembra proprio destino che Stanislas Wawrinka, non solo non possa uscire vittorioso contro il “Toro” di Manacor, ma non riesca nemmeno ad aggiudicarsi un set. Rafa fa suo l’incontro con lo score di 7/6 7/6. Comunque onore ad entrambi che hanno dato vita al miglior incontro del torneo finora.

Purtroppo per lo svizzero le cifre sono molto severe nonostante abbia prodotto un tennis eccellente : infatti perde il 12° incontro su 12 contro lo spagnolo, il 26° set e il 6° tie-break. Dal canto suo Nadal compie invece un’impresa straordinaria : no solo ritorna ad essere n. 1 del mondo per la terza volta in carriera, ma realizza il magnifico exploit essendo stato assente nel primo slam dell’anno, all’Australian Open, primo viatico per i giocatori, e soprattutto per i top players, di guadagnare tanti punti preziosi.

Insomma un’impresa straordinaria che vale il miglior comeback dell’anno non solo nel tennis (dopo i mesi di assenza dovuti all’infortunio al ginocchio) ma nella storia dello sport in generale. Chapeau !

Nella lunga conferenza stampa, Rafa ha ribadito quanto fosse importante la vittoria di oggi : “Oggi era molto importante assicurarsi la 1a posizione mondiale alla fine della stagione. Dopo tutto quello che è successo quest’anno, sentivo che meritavo di essere qui e oggi è accaduto. È una delle cose migliori che abbia fatto nella mia carriera: tornare n. 1 dopo 3 stagioni. È molto difficile nel nostro sport e dopo un grave infortunio. È una cosa davvero emozionante per me. Quest’anno sono n.1 grazie a tutti i successi che ho ottenuto ma non ci ho mai pensato durante la stagione”.

Che ricordi ha Rafa di questo periodo esattamente un anno fa? “Ero a casa, sì. Cercavo di concentrarmi sul recupero, per cercare di trovare una soluzione per il mio ginocchio ed è tutto. Lavorare ogni giorno, cercando di fare cose diverse per tentare di rientrare. E, alla fine, anche se non ero al mio 100% all’inizio, sono riuscito a giocare ancora. E adesso sono passati 8 o 10 mesi e sono felice per tutto ciò che è accaduto”.

Un po’ provato invece Wawrinka in sala stampa :”È una strana sensazione. Devo stare attento a quello che dirò perché alla fine della giornata devo tentare di ricavare il positivo dal match. Ma, certo, sono molto deluso. Ho avuto così tante occasioni. Avevo la sensazione che non potevo cambiare le sorti della partita, del punteggio. Stavo giocando nel modo giusto, ma forse ho fatto alcuni errori nei momenti chiave del match. Rafa è il n. 1 del mondo ed è così difficile giocare con lui. È per questo che è così forte, perché anche quando stai giocando il tuo miglior tennis, lui è ancora lì, e cerca sempre di trovare una soluzione per vincere”.

Tuttavia, quello che potremmo chiederci è : come affronterà Rafa l’inizio del 2014? Risentirà del tour de force e delle emozioni di questo fantastico 2013? Oppure ripartirà più forte che mai? Certamente sarà determinatissimo a conservare il n. 1. A Djokovic era successo, dopo un 2011 straordinario, di risentirne un po’, anche se ha continuato comunque a collezionare successi straordinari e a rivincere degli slam. Insomma, l’Australian Open non è poi così lontano….

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A San Pietroburgo, Medvedev centra la quinta finale consecutiva. Troverà Coric

Il russo supera Gerasimov nonostante una partita non brillante. Quinto torneo consecutivo in cui raggiunge l’ultimo atto. Coric elimina Sousa in rimonta

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Daniil Medvedev allo US Open 2019 (foto Twitter @USOpen)

Daniil Medvedev non sa più perdere prima della finale. Nonostante una prestazione tutt’altro che entusiasmante, il russo supera Egor Gerasimov a San Pietroburgo e per il quinto torneo consecutivo raggiunge l’ultimo atto. Daniil non ha espresso il suo miglior tennis, ma è riuscito ad alzare il livello nelle fasi finali di entrambi i set senza dover ricorrere al tiebreak, fatale a Berrettini nella giornata di venerdì. Da parte sua Gerasimov è stato bravo a tenere il campo alla pari, mantenendo sempre un atteggiamento propositivo anche dopo aver perso il primo set.

Nel primo parziale, se si eccettua una palla break salvata da Medvedev nel secondo game, nessuno dei due giocatori in risposta riesce a rendersi pericoloso e i turni di servizio filano via lisci fino al 5-5. Medvedev riesce finalmente a mettere i piedi in campo con più convinzione e a comandare gli scambi: arriva dunque il break che decide il primo parziale.

Nel secondo set, Gerasimov continua ad attaccare la rete appena può per mettere pressione a Medvedev che fatica un po’ a trovare con continuità il passante, di solito suo marchio di fabbrica. Il russo però è cresciuto rispetto al primo set e inizia a fare il metronomo da fondo dettando il ritmo e offrendo palle profonde e complicate. Ne scaturisce un break nel settimo gioco immediatamente recuperato da Gerasimov. L’inerzia della partita è ormai definitivamente cambiata e sul 5-5 Medvedev riesce nuovamente a strappare la battuta all’avversario e a volare verso l’ottava finale del 2019, la dodicesima in carriera (5-6 il bilancio).

 

In finale affronterà Borna Coric (i precedenti dicono 4-1 in favore del croato) che ha superato in rimonta Joao Sousa dopo due ore e diciotto minuti di gioco. Nel primo set, il croato ha pagato una partenza un po’ lenta che gli è costata un break nel quarto gioco. Già dalla fine del parziale però Coric è salito di giri, procurandosi quattro palle per recuperare lo svantaggio sul 5-3. Sousa è però stato bravo a salvarle tutte prima di incamerare il set. Il secondo parziale è stato equilibratissimo e dominato dai servizi fino al decimo gioco. Qui Coric ha avuto una palla break (che era anche set point), ma non è riuscito a convertirla. Successivamente è stato lui ha doversi salvare ben tre volte nello stesso gioco per guadagnarsi il tiebreak, vinto 7 punti a 5 dopo una lotta serrata. Il terzo set è scivolato via rapidamente dalla parte di Coric, bravo a mettere subito il naso avanti contro un Sousa evidentemente scoraggiato. 6-1 è il punteggio che chiude la partita e spedisce il croato verso la sesta finale in carriera (2-3 il bilancio).

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Tsonga vince il derby con Pouille a Metz: sfiderà Bedene per il titolo

Lo sloveno batte il terzo francese in quattro match disputati: ne troverà un quarto sulla sua strada verso il primo trionfo ATP. Jo va a caccia della quarta corona al Moselle Open

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Jo-Wilfried Tsonga - Rotterdam 2019 (foto via Twitter, @abnamrowtt)

È stato Aljaz Bedene a rovinare la festa francese all’ATP 250 di Metz. Lo sloveno era l’intruso (mettere le dovute virgolette) delle semifinali del Moselle Open, in cui figuravano ben tre giocatori francesi. Nel primo incontro Bedene ha scongiurato una finale tutta transalpina, battendo in rimonta Benoit Paire, che sebbene fosse la più alta testa di serie tra i suoi connazionali (n. 3) non è mai riuscito a cogliere un successo a Metz, terra di conquista per i galletti in otto delle precedenti dieci edizioni.

Lo sloveno aveva già battuto due francesi (Roumane e Simon) prima di eliminare Carreno Busta nei quarti. Benoit è riuscito a strappargli un set e anche il servizio per la prima volta nel torneo, ma dopo un pessimo approccio al secondo parziale si è ritrovato indietro 0-5. Chiusa due game più tardi la seconda frazione, Bedene ha messo il turbo anche in apertura di terzo set e ha conquistato la sua quarta finale in carriera a livello ATP (ancora non è riuscito a vincere un titolo).

Troverà sulla sua strada Jo Wilfried Tsonga, il quarto francese del suo torneo. Jo (che sta sfoggiando un capello color platino) ha già vinto tre volte il Moselle Open (2011, 2012 e 2015) e punterà al quarto trofeo a Metz dopo il successo sul connazionale Lucas Pouille. Solo due tie-break potevano far pendere l’ago della bilancia da un lato o dall’altro, visto il perfetto equilibrio che regnava in campo fino al 6-6 di entrambi i set. Tsonga ha affrontato (e salvato) l’unica palla break dell’incontro alla metà esatta del primo parziale e si è portato a casa un tiratissimo juex decisif otto punti a sei. Più tranquillo il secondo tie-break, vinto con un allungo di tre punti dal 4-4.

 

L’unico precedente l’ha vinto Tsonga sei stagioni fa sulla terra rossa del Roland Garros. Insomma, poco rilevante viste le condizioni in cui si giocherà domani. Il francese ha già vinto un titolo nel 2019, sempre in Francia, a Montpellier.

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La Francia domina a Metz, Bedene l’intruso

Tre semifinalisti su quattro sono transalpini. Pouille e Tsonga si affronteranno in un derby. Paire sfiderà lo sloveno Bedene, con il quale ha litigato agli US Open

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Benoit Paire - Winston-Salem 2019 (via Twitter, @WSOpen)

10 delle 16 edizioni del torneo ATP di Metz sono state vinte da giocatori di casa. E anche quest’anno ci sono altissime probabilità che quest’eventualità si ripeta. Il 75 per cento per l’esattezza, considerato che 3 dei quattro tennisti approdati in semifinale sono francesi. Si tratta di Benoit Paire, Lucas Pouille e Jo-Wilfried Tsonga, in ordine di classifica. Pouille ha già vinto il torneo una volta nel 2016, Tsonga ha addirittura trionfato per tre volte a Metz (2011, 2012, 2015). A tentare di rompere le uova nel paniere transalpino, ci sarà lo sloveno Aljaz Bedene, n.76 del ranking ATP. 

L’intruso balcanico ha sorpreso nei quarti finale lo spagnolo Pablo Carreno Busta, che a sua volta aveva eliminato al secondo turno il primo favorito del seeding David Goffin. Bedene si è imposto con il punteggio di 6-4 7-5 in poco meno di un’ora e mezza di partita. A decidere l’incontro sono stati due break, rispettivamente nel settimo e nel dodicesimo gioco dei due parziali. Nella sua ottava semifinale a livello ATP in carriera, la seconda in questa stagione dopo quella ottenuta a Rio, lo sloveno sfiderà Benoit Paire. 

Da parte sua, l’imprevedibile tennista di Avignone ha rispettato pienamente l’onore dei pronostici nel derby contro Gregoire Barrere, imponendosi per 7-6 6-4. Partenza a rilento per Paire che è andato sotto 3 a 0 nel primo parziale. Il n.3 del seeding ha poi recuperato e si è imposto per 7 punti a 4 nel tie-break. Il secondo set sembrava avviato verso lo stesso esito ma nel non gioco Barrere  ha perso il servizio e regalato il match al suo avversario. Tra Paire e Bedene c’è un precedente freschissimo, quello del secondo turno degli US Open, vinto al tie-break del quinto set dal tennista di Lubiana, dopo aver rimontato due set di svantaggio. L’incontro è stato segnato dal nervosismo, con il francese che alla fine si era rifiutato di stringere la mano al suo avversario. Insomma, potremmo vederne delle belle nella semifinale di Metz.

 

Ben meno acrimonia ci dovrebbe essere nella semifinale della parte bassa tra Pouille e Tsonga. Il primo si è guadagnato l’accesso nei top 4 del torneo grazie al sofferto successo in tre set sul serbo Filip Krajinovic. Primo set vinto da Krajinovic per 6-4 grazie ad un break nel terzo gioco, con Pouille che ha fallito diverse occasioni per rifarsi sotto. Il giocatore francese sembrava avviato alla sconfitta dopo aver perso il servizio nel settimo gioco del secondo parziale.  Pouille ha però subito realizzato un contro-break ed è poi andato a conquistare il set per 7-5. Forse demoralizzato, Krajinovic ha lasciato campo libero al suo avversario nel parziale decisivo, perso per 6-2. 

Tsonga ha invece approfittato del ritiro del secondo favorito del torneo, il georgiano Nikoloz Basilashvili, sul 4 a 1 in proprio favore nel terzo set. Il veterano di Le Mans aveva in precedenza perso il primo set per 7-5 e perso il secondo per 6-3. I precedenti tra i due francesi sono sul due pari, con Pouille che ha vinto gli ultimi due faccia a faccia. 

Risultati:

A. Bedene b. P. Carreno Busta 6-4 7-5
[3] B. Paire b. [WC] G. Barrere 7-6(4) 6-4
[4] L. Pouille b. F. Krajinovic 4-6 7-5 6-2
J.W. Tsonga b. [2] N. Basilashvili 5-7 6-3 4-1 rit.

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