Bolelli e Fognini, prendiamoci il doppio!

Coppa Davis

Bolelli e Fognini, prendiamoci il doppio!

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TENNIS COPPA DAVIS 2014 – La coppia azzurra proverà a raccogliere una vittoria in trasferta nel World Group che ci manca da tempo e che ci proietterebbe verso i quarti di finale. Ma Schwank e Zeballos sono doppisti temibili.

Giornata decisiva a Mar de la Plata nella sfida tra Italia e Argentina, valida per gli ottavi di finali del World Group di Coppa Davis.

 

Per come si era messa ieri siamo ben contenti di trovarci sull’1-1 e quindi non giochiamo il doppio odierno con l’acqua alla gola, ma certo se Seppi avesse giocato secondo i suoi standard ed avesse superato il suo avversario saremmo stati molto più vicini ai quarti di finale.

Ma come si dice, la storia non si fa con i se e con i ma e quindi proiettiamoci sulla sfida di oggi, quanto mai cruciale e probabilmente decisivo ai fini del risultato finale.

Quali saranno le coppie in campo?

ITALIA

Dal lato azzurro non abbiamo alcun dubbio.

Sappiamo che molti capitani indicano all’atto del sorteggio in doppio i due convocati non schierati nel singolare. Quindi la scelta formale di Volandri e Bolelli è da ritenersi tale, ma ci pare ovvio che giocheranno i nostri due uomini non solo più affiatati come coppia ma anche quelli che sono più avvezzi alla specialità, cioé Bolelli e Fognini Inoltre è difficile immaginare l’impiego di Seppi dopo la prova opaca di ieri, figuriamoci Volandri, chiamato soprattutto come eventuale alternativa in singolare in condizioni estreme.

Fognini e Bolelli hanno giocato il primo torneo nel circuito insieme nel 2011. Iniziarono proprio a Roma, dove addirittura arrivarono in semifinale sconfitti da Querrey e Isner, insomma non male come inizio. Probabilmente fu proprio quella prova che li convinse a giocare più spesso insieme nella specialità ed i risultati a dire il vero non sono mancati.

Fabio e Simone (due destri) hanno vinto insieme due tornei, Umago nel 2011 e Buenos Aires l’anno scorso. Ma soprattutto hanno centrato due semifinali Slam, nel 2011 agli Us Open (battuti in tre set da Petzschner e Melzer) e nel 2013 agli Australian Open (battuti dai Bryan ma sempre in 3 set).

Fognini in doppio è nr. 48 del ranking ma è stato nr. 32 ad ottobre 2011. Simone invece è attualmente nr. 98 ma ha avuto come best ranking la posizione nr. 37 a dicembre 2012.

In Davis hanno giocato solo due volte insieme, nella trasferta cilena che ci diede la promozione ed il sospirato ritorno nel World Group nel 2011, e l’anno scorso a Torino dove raccolsero una vittoria fondamentale ai fini della nostra qualificazione ai quarti contro i croati.

Purtroppo l’infortunio occorso al polso destro di Simone ci privò della coppia affiata durante la trasferta canadese, dove comunque Fognini e Bracciali furono sconfitti solo 14-12 al quinto set giocando un match più che dignitoso. Ma quel doppio perso in maniera rocambolesca compromise, come più volte succede nella Davis, la nostra qualificazione.

Simone e Fabio giocano il doppio in maniera anomala, nel senso che difficilmente chi serve segue a rete il servizio (i Bryan quando li incontrarono per la prima volta dichiararono “Ma lo sanno che si gioca anche a rete”). La coppia si base sulla solidità di Fognini da fondo campo e sull’ottima presenza a rete di Bolelli, fermo restando che Fabio ha un ottimo tocco e Simone risponde alla grande.

In Davis Fabio ha un bilancio di 2 vittorie ed una sconfitta in doppio e i match sono quelli descritti prima, le due vittorie con Bolelli e la sconfitta con Bracciali in Canada.

Simone invece in doppio ha giocato 7 volte con un bilancio di 5 vittorie e 2 sconfitte. Oltre alle due vittorie con Fognini vanta 5 sfide giocate con Starace, tra le quali grida vendetta soprattutto la sconfitta in Svezia nella sfida play-off del 2010.

Nel circuito Fabio vanta due successi in doppio che sono quelli di cui abbiamo parlato prima in coppia con Bolelli. Ma il tennista spezzino ha anche giocato 5 finali, nel 2008 ad Umago (in coppia con Berlocq), nel 2010 ad Acapulco (in coppia con Starace), nel 2012 a Casablanca (in coppia con Bracciali), nel 2013 ancora ad Acapulco (stavolta con Bolelli) e a Pechino (con Seppi).

Bolelli invece ha vinto 3 titoli nel circuito. Oltre ai 2 con Fognini ha trionafto con Zeballos (proprio lui) nel 2011 a Monaco. Ha giocato anche 2 finali, quella con Fognini di Acapulco dell’anno scorso e nel 2012 a Mosca in coppia con Bracciali. A livello Slam oltre all e due semifinali con Fabio ricordiamo anche il quarto di finale agli Australian Open 2012 con Seppi (sconfitti da Paes e Dlouhy)

Contiamo proprio sul loro affiatamento per raccogliere una vittoria in trasferta “pesante” in doppio “pesante” che in Davis ci manca da un po’.

E’ vero che abbiamo vinto negli ultimi anni in Cile, Olanda, Lussemburgo, ma forse le ultime grandi vittorie in trasferta risalgono al 1998 (vittoria a Milwaukee di Gaudenzi e Nargiso) o al 1991 (vittoria a Dortmund contro Becker e Jelen, anche se nell’occasione perdemmo poi la sfida 3-2), senza dimenticare anche quella di Panatta e Bertolucci sull’erba di Sydney nel 1977 contro Dent e Alexander (anche in quell’occasione perdemmo poi l’incontro).

Un accoppiata vittoria in trasferta in doppio-vittoria finale che quindi ci manca davvero da un bel po’.

I MATCH DI FOGNINI E BOLELLI IN DAVIS

World Group, Play-off, Santiago del Cile, hard, outdoor, 16-18 settembre 2011

Cile-Italia 1-4

Bolelli/Fognini- Aguilar/Massu 64 64 64

World Group, 1/8 di finale, Torino, terra rossa indoor, 1-3 febbraio 2013

Italia-Croazia 3-2

Bolelli/Fognini- Cilic/Dodig 36 61 63 76(11)

 

ARGENTINA

Ma chi saranno i nostri avversari?

Crediamo che Jaite schiererà in doppio Zeballos e Schwank anche se lo stesso Berlocq nella specialità non sfigura, scartiamo invece a priori Monaco, che in Davis ha giocato un solo doppio e non ci è parso proprio al massimo della condizione nel singolare di ieri.

Tra i tre papabili doppisti, Zeballos e Schwank sono quelli più avvezzi alla specialità.

Nel ranking il migliore risulta essere Horacio Zeballos, nr. 40 attualmente, best ranking nr. 32 il 25 ottobre 2010. Zeballos in Davis vanta 6 presenze in doppio con 4 vittorie e 2 sconfitte. Di questi 6 match l’argentino ne ha giocati 3 con Nalbandian, 2 con Schwank ed 1 con Berlocq (la sconfitta dell’anno scorso a Praga contro la Repubblica Ceca in semifinale).

In coppia con Schwank ha raccolto una vittoria ed una sconfitta. Entrambi i match furono giocati nel 2010.Nei quarti la coppia argentina battè in 4 set i russi Davydenko e Kunitsyn, mentre in semifinale Llodra e Clement gli inflissero una sonora sconfitta in 3 set.

Da rimarcare che proprio i due argentini raggiunsero nel circuito la semifinale Slam agli Us Open 2010, battuti da Bopanna e Qureshi.

Zeballos è mancino, nel circuito ha vinto 2 titoli, nel 2010 a Buenos Aires in coppia con il connazionale Prieto e nel 2011 proprio con il nostro Bolelli a Monaco come già sritto in precedenza. Quindi c’è da ipotizzare che l’argentino conosca bene il suo avversario odierno.

Zeballos ha inoltre raggiunto due finali nel circuito, nel 2010 a Santiago del Cile (in coppia con il nostro Starace) e l’anno scorso a Kuala Lumpur, in coppia con l’uruguaiano Cuevas.

Proprio con l’uruguaiano Cuevas ha eguagliato il suo miglior piazzamento in uno Slam l’anno scorso, raggiungendo le semifinali al Roland Garros (battuti da  Llodra e Mahut).

Schwank fino a due anni fa era praticamente lo specialista del doppio nel team argentino, poi un infortunio al polso lo ha costretto ad un lungo stop, facendolo precipitare anche nel ranking di specialità. Schwank è infatti attualmente nr. 208, ma è stato nr. 14 a giugno 2011, dopo aver raggiunto in coppia con il colombiano Falla una clamorosa finale al Roland Garros, sconfitti poi in finale da Nestor e Mirnyi (ma batterono in semifinale i Bryan in due set).

Il doppista argentino in Davis vanta 6 vittorie e 2 sconfitte in doppio, dei match giocati in coppia con Zeballos abbiamo già detto prima. Schwank negli Slam oltre alla finale di Parigi ed alla semifinale con Zeballos di cui abbiamo detto ha raggiunto anche la semifinale a Wimbledon nel 2010, in coppia con il connazionale Chela (battuti da Lindtsedt e Tecau, ma vincitori nei quarti in 3 set di Llodra e Benneteau), insomma un tennista buono per tutte le superfici.

Schwank nel circuito vanta inoltre una vittoria a Stoccarda nel 2010 in coppia con Berlocq ed una finale nello stesso anno a Montpellier persa in coppia con lo spagnolo Marc Lopez.

Berlocq dei 3 sembra il meno quotato per scendere in doppio oggi anche se forse è quello più in forma. L’argentino è attualmente nr. 166 del ranking del doppio ma è stato anche nr. 50 a giugno 2011. Ha giocato in Davis solo due doppi, entrambi persi contro Stepanek e Berdych, nel 2012 a Buenos Aaires in coppia con Schwank, e l’anno scorso a Praga in coppia con Zeballos.

Nel circuito Berlocq vanta una vittoria a Stoccarda nel 2011 in coppia con Schwank e ben 5 finali giocate. Nel 2008 ad Umago in coppia con Fognini, nel 2011 a Mosca in coppia con Marrero, nel 2012 a Pechino (in coppia con Istomin) e a Vina del Mar (in coppia con Andujar) e l’anno scorso a Bastad (in coppia con lo spagnolo Ramos), insomma non un doppista da buttare sembrerebbe. Negli Slam al contrario dei suoi connazionali non è mai andato oltre il terzo turno (Roland Garros 2007).

Diciamo che a conti fatti la coppia Schwank/Zeballos è quella più accreditata, due doppisti temibili e comunque anche loro affiatati, anche se da un po’ non giocano insieme e questo potrebbe essere un vantaggio a nostro favore, anche se sappiamo che la Davis sconvolge gli equilibri.

I MATCH DI SCHWANK E ZEBALLOS IN DAVIS

World Group, quarti di finale, Mosca, Hard indoor, 9-11 luglio 2010

Russia-Argentina 2-3

Schwank/Zeballos- Davydenko/Kunitsyn 76(7) 64 67(3) 61

World Group, semifinale, Lione, Hard indoor, 17-19 settembre 2010

Francia-Argentina 5-0

Clement/Llodra-Schwank Zeballos 64 75 63

Fare un pronostico diventa davvero impresa improba, la differenza sarà minima ed al contempo speriamo sia a nostro favore. Il pubblico si farà sentire e non sarà facile venir fuori vittoriosi dalla probabile bolgia, ma bisognerà andare oltre tutte le avversità per portare a casa il risultato Troppo ghiotta l’occasione di ospitare i quarti in casa ad aprile probabilmente contro la Gran Bretagna di Murray. Incrociamo le dita e spingiamo gli azzurri, di più non possiamo.

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Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Coppa Davis

Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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Coppa Davis 2021: RTF troppo forte, la sorpresa Gojo, Italia mezza delusione

Medvedev e Rublev non sbagliano un colpo. La Croazia in finale grazie al numero due, N.279 del ranking ATP. L’Italia fallisce l’appuntamento con le semifinali. Delusione Spagna. Organizzazione migliore rispetto al 2019, ma nel 2022 il format cambierà ancora

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

La stagione tennistica 2021 si è chiusa come da tradizione con la finale di Coppa Davis. La vittoria è andata alla RTF, a certificare un anno davvero d’oro del movimento tennistico russo. Oltre alla Davis alla federazione russa sono finite l’ATP Cup, la Billie Jean King Cup e la Coppa Davis juniores. Insomma, nel 2021 non ce ne è stato per nessuno.

Nulla si può dire sul successo dei russi in quel di Madrid. Ampiamente pronosticato prima dell’inizio della manifestazione, Medvedev e Rublev non hanno sbagliato una partita (se si esclude la rimonta subìta da Andrey contro Feliciano Lopez, di 16 anni più anziano…), partendo semmai con il freno a mano tirato nelle prime sfide e poi carburando alla grande quando il torneo andava avanti. Se al vecchio format della Davis si imputava la colpa di non premiare per molteplici fattori la squadra in assoluto più forte, la nuova formula mai come quest’anno ha premiato davvero i migliori e il verdetto appare incontrovertibile.

Nessuno invece si sarebbe aspettato la Croazia finalista. Ma le incredibili performance di Borna Gojo unite all’affidabilità dei numeri uno in doppio, Mektic e Pavic, ha fatto sì che i tentennamenti di Marin Cilic venissero ampiamente compensati. Del resto con l’attuale formula il doppio pesa per il 33%: quando almeno un singolare lo porti a casa e puoi schierare i migliori al mondo nella specialità (oltretutto anche campioni olimpici), la vittoria finale è praticamente cosa fatta. Complimenti ai croati, oltretutto finalisti nel 2016 e campioni nel 2018, gran bella testimonianza di continuità.

 

Diciamo la verità, ci attendevamo molto dalla nostra nazionale. Le aspettative erano alte nonostante l’assenza di Berrettini (che ha pesato e non poco). Ma la mancanza di un doppio collaudato (visto anche l’indisponibilità di Bolelli convocato proprio al posto di Berrettini) e l’eccessiva tensione (probabilmente) accusata da Lorenzo Sonego hanno fatto sì che la nostra nazionale si fermasse ai quarti. Certo, così come nel 2019 ci ha fermato la poi finalista, allora il Canada, quest’anno la Croazia. Ma la super-performance di Gojo non può essere una attenuante per i nostri ragazzi. Se si vuole andare avanti nella manifestazione bisogna essere più forti di tutto e tutti e nonostante un anno più che positivo per il nostro movimento l’appuntamento con la Davis è stato fallito. In ogni caso i margini per i prossimi anni sono più che ampi, il futuro sembra dalla nostra parte. Non resta che pazientare.

Per il resto vanno sicuramente fatti i complimenti alla Germania, che nonostante l’assenza di Alexander Zverev si è guadagnata le semifinali, facendo fuori nel girone la Serbia di Nole Djokovic (poi ripescata come migliore seconda). Anche qui decisivo un doppio formato da specialisti, Tim Puez e Kevin Krawietz. Molto bene anche la Svezia dei fratelli Ymer. Vero che sono passati come migliori secondi nel girone forse meno valido del lotto da un punto di vista qualitativo, però fa piacere rivedere nel tennis che conta una nazionale che per anni ha dominato nella manifestazione. Vedremo se nelle prossime edizioni gli svedesi sapranno confermarsi.

Djokovic si è dimostrato troppo solo per portare la Serbia in finale, uno degli obiettivi che il numero 1 del mondo si era riproposto di raggiungere e che invece ha puntualmente fallito. Ma in una formula che prevede le sfide su tre incontri, se non hai una valida spalla e un buon doppio fai fatica anche se sei il migliore del mondo. Maluccio la Spagna detentrice del titolo. Certo hanno pesato non poco l’assenza di Nadal e la positività dell’ultimo momento al COVID di Alcaraz. Ma che sia stato Feliciano Lopez a 40 anni il trascinatore della squadra la dice lunga, e l’eliminazione nel Round Robin è stata più che meritata.

Complimenti al solito Kazakistan, che oramai da matricola è diventato una costante mina vagante della manifestazione. Ai quarti si è arreso alla Serbia di Djokovic, ma se l’è giocata fino all’ultima palla e per il movimento kazako non è cosa da poco. Con Bublik in campo per i prossimi anni, il Kazakistan potrebbe regalare altre piacevoli sorprese.

Se Ecuador e Colombia hanno fatto quello che potevano, grosse delusioni sono venute da Francia e Stati Uniti che rispetto alla loro storia passata hanno tradito le attese. La Gran Bretagna ha mancato le semifinali perdendo nei quarti con la Germania in una rivincita dei quarti del 2019 che allora aveva vinto. Potenzialmente i britannici erano più forti, piccola delusione.

Deludente anche l’Australia, sconfitta nettamente dalla Croazia e nella sostanza subito fuori dalla competizione. L’Ungheria ha fatto quello che poteva, vaso di coccio tra Australia e Croazia. Gli ungheresi hanno impegnato sia gli “aussie” che i croati poi futuri finalisti. Zombor Piros si è preso anche il lusso di battere Marin Cilic, di più era difficile aspettarsi.

Non giudicabile il Canada, troppo pesanti le assenze di Shapovalov e Auger-Aliassime, certo passare da finalisti a ultimi del lotto è davvero pesante. Non giudicabili nemmeno Cechia e Austria, arrivate alle Finals con minime aspettative e che hanno comunque onorato l’impegno.

Facciamo anche un rapido bilancio della nuova formula della Davis, che quest’anno rispetto all’edizione 2019 si è giocata su più giorni ma soprattutto ha diviso i Round Robin su tre sedi. Da questo punto di vista la mossa è stata sicuramente indovinata. È vero che non sono mancate le partite finite a tarda notte, ma si sono evitati gli scempi visti a Madrid e sicuramente tutta l’organizzazione ne ha giovato.

Va anche rimarcato che se l’obiettivo dell’ITF, al di là di quello economico, era far sì che la manifestazione fosse una specie di Coppa del mondo dove vince la squadra più forte, come detto all’inizio l’obiettivo è stato indovinato. Certo, il fattore campo è sempre stato un qualcosa di unico nel mondo tennistico per la Davis, ma probabilmente sia la vittoria della Spagna nel 2019 (anche se giocando in casa un piccolo vantaggio sicuramente c’era stato) sia quella della RTF quest’anno hanno premiato i team migliori, e i loro successi danno ancora più lustro alla manifestazione.

Come detto però la formula cambierà ancora. Si passerà a 4 gironi da 4 squadre, quindi le nazionali alle Finals passeranno da 18 a 16. Le prime due di ogni girone ai quarti che si giocheranno in un’altra sede (Abu Dhabi?), niente più calcoli cervellotici per scegliere le migliori seconde come nelle ultime due edizioni. Andrà meglio? Solo il tempo ce lo potrà dire. Per il resto ci sentiamo solo di rimarcare che nonostante tutto anche questa edizione della Davis ha riservato tante emozioni, tante piccole imprese da raccontare, tanti match combattuti, un’atmosfera sempre molto particolare e suggestiva. Si ricomincerà a marzo con i Qualifiers per le Finals 2022, l’Italia cercherà la qualificazione in Slovacchia (sulla carta impegno più che abbordabile). Nonostante tutto, lunga vita alla Davis!

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