Giappone sul 2-1 con il Canada. Belgio ancora vivo

Coppa Davis

Giappone sul 2-1 con il Canada. Belgio ancora vivo

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TENNIS – COPPA DAVIS 2014: L’inedita coppia asiatica Nishikori/Uchiyama batte Nestor e Dancevic (che sotituiva Pospisil) in 4 set (63 76(3) 46 64), il Giappone avvicina i quarti di finale. Rochus e Bemelmans conquistano il punto della speranza contro i kazaki.

COPPA DAVIS, 1/8 DI FINALE

 

Giappone-Canada 2-1

Nishikori/Uchiyama-Dancevic/Nestor 63 76(3) 46 64

All’Ariake Coliseum di Tokyo va in scena un fondamentale doppio nella sfida tra Giappone e Canada, in perfetta parità dopo la 1° giornata. I giapponesi schierano il loro nr.1, Kei Nishikori, al fianco del quale gioca Yasutaka Uchiyama, classe 1992, che ha esordito l’anno scorso in Davis. Tra i canadesi invece non c’è neanche oggi Vasek Pospisil, che non riesce a recuperare dall’infortunio alla schiena, e così Laurendeau schiera al fianco dell’esperto Nestor l’esplosivo Dancevic, autore ieri di una gran prova contro Go Soeda e che difficilmente sbaglia un match in Davis.

I giapponesi un po’ a sorpresa partono alla grande, Uchiyama dimostra una gran personalità ed un’ottima attitudine al doppio, Nestor e Dancevic sembrano un po’ svagati. La coppia di casa così va avanti 3-1 ed addirittura si procura 3 palle per il 5-2 “pesante” sul servizio di Dancevic. I canadesi però riescono a rimediare, ma capitolano nel nono gioco quando è Nestor che cede la battuta. Un perfetto lob di Nishikori trasforma il secondo set point ed i giapponesi chiudono il primo set 6-3 con relativa facilità.

Si attende la reazione dei canadesi che non tarda ad arrivare. Uchiyama si salva nel primo game del secondo set da 0-30, ma nel terzo gioco Nishikori cede la battuta a 15 complice una voleé del suo compagno in rete su una buona risposta di Nestor. La coppia ospite potrebbe ipotecare il set sul 4-2 quando si procura due palle break sul servizio di Nishikori. Ma sulla prima il nr.1 giapponese mette un servizio vincente, sulla seconda Nestor sbaglia una risposta non irresistibile. Sembra comunque che i canadesi possano aggiudicarsi senza problemi il secondo set e così Nestor sul 5-4 va a servire per chiudere il set. Dancevic sbaglia una voleé in allungo ed i giapponeesi si trovano sul 15-40 ad avere le prime due palle break del set. Uchiyama prima sbaglia un passante poi sulla seconda opportunità chiude uno spettacolare scambio a rete con una preziosissima voleé, c’è il controbreak, si va sul 5 pari. Le due coppie non concedono più nulla e si va al tie brek. Il primo minibreak e per i giapponesi che allungano sul 4-2 grazie ad un gratuito di diritto di Dancevic. La coppia di casa non concede nulla, i canadesi non riescono a venire a capo di un match che si sta complicando maledettamente. Sul 6-3 per gli asiatici Nestor fronteggia il primo set point, Nishikori gli risponde tra i piedi, l’esperto doppista manda fuori la voleé. Due set a zero per i giapponesi, il Canada è con le spalle al muro.

Nestor e Dancevic provano a non mollare, ma Uchiyama nel secondo game del terzo set annulla due palle break consecutive sul 15-40. Sul 2 pari è invece Dancevic che cede la battuta. Nestor commette un paio di clamorose ingenuità sotto rete e Nishikori con una gran risposta porta la coppia di casa sul 15-40. Dancevic si salva con due servizi vincenti, ma i canadesi non sfruttano una palla game e concedono una terza palla break. Stavolta i giapponesi la sfruttano, Nestor si muove con troppo anticipo sotto rete e Nishikori lo infila con una gran risposta di diritto.

I giapponesi sembrano ad un passo dalla vittoria ma finalmente arriva la reazione dei loro avversari con l’immediato controbreak. Dancevic con una gran risposta di rovescio si procura una palla break sul servizio di Uchiyama, Nishikori sbaglia una voleé ed i canadesi si riportano in parità sul 3-3. E’ il momento migliore dei nordamericani, Uchiyama scende un po’ come rendimento, Nestor e Dancevic ne approfittano. E’ proprio il giapponese a dover fronteggiare tre set point nel decimo gioco. Sulla prima ci pensa Nishikori sulla rete, sulla seconda è Uchiyama che la annulla con uno smash. Ma sulla terza (concessa con un doppio fallo) il tennista di casa sbaglia una voleé ed i canadesi finalmente ritornano in partita.

Lunga pausa fisiologica della coppia di casa, si ricomincia con Nestor al servizio. La sorte sembra voler favorire i giapponesi, arrivano due risposte corrette dal nastro e ci sono subito tre palle break consecutive sullo 0-40. Basta la prima, fantastico passante di diritto incrociato di Uchiyama, i giapponesi allungano di nuovo.

Si seguono con regolarità i servizi fino al 4-3 poi nel finale arrivano le emozioni forti. Nell’ottavo gioco Nishikori offre due palle del controbrek ai canadesi, ma il nr.1 locale si salva alla grande con il servizio, prima un ace e poi un vincente. Dancevic e Nestor sprecata l’occasione finiscono ad un passo dal baratro. Nel game successivo infatti i canadesi devono fronteggiare due match point. Stavolta ci pensa Nestor ad annullarli, anche lui aiutandosi con il servizio ed alla fine tenendo la battuta. Va allora a servire per il match sul 5-4 il più giovane e meno esperto del lotto, il 22enne Uchiyama, ma il giovane tennista non tradisce alcuna emozione. Serve con grande autorità, un ace ed un paio di pregevoli voleé, turno di battuta tenuto a zero e può iniziare la festa all’Ariake Coliseum.

Il Giappone va sul 2-1, domani toccherà a Nishikori provare a regalare il sogno quarti di finale al suo team.

 

KAZAKHSTAN-BELGIO 2-1

Bemelmans/Rochus- Korolev/Kukushkin 62 67(4) 63 76(4)

Coppie quasi inedite nel doppio della sfida tra Kazakhstan e Belgio. Per i padroni di casa in campo Kukushkin (che è al primo doppio della sua carriera in Davis) e Korolev (che di solito fa coppia con Schukin, non convocato per questa sfida), mentre dall’altra parte ci sono il veterano Olivier Rochus che affianca Ruben Bemelmans (2 sfide già giocate insieme in Davis, bilancio di una vittoria ed una sconfitta).

I 4 tennisti in campo giocano il doppio in modo anomalo, nel senso che chi serve difficilmente scende a rete seguendo la battuta (eccezion fatta per Bemelmans, ma all’inizio con scarsi risultati). Il risultato è che ogni punto contrariamente alle abitudini della specialità vede lunghi scambi e anche qualche errore di troppo. I due kazaki sotto rete palesano evidenti incertezze, Rochus è quello dei 4 che ha la mano migliore ma fatica ad entrare in partita, Bemelmans da fondo campo sbaglia troppo. Ne vien fuori un inizio di match a corrente alternata. Bemelmans deve salvare una palla break nel secondo game (lob fuori di Kukushkin) mentre sono i belgi a centrare il primo break dell’incontro nel quinto game, strappando il servizio a Kukushkin alla seconda opportunità (gratuito di diritto dello stesso tennista kazako). Bemelmans si salva di nuovo nel game successivo (tre palle break annullate), poi i belgi si sciolgono e prendono il largo. Arrivano così 3 game consecutivi per il 6-2 belga del primo set, grazie ad un ottimo mix di colpi da fondo campo e discese improvvise a rete, con i kazaki che ci capiscono ben poco ed escono tecnicamente dal match.

Nel secondo set si procede seguendo i servizi sino al 2-1 kazako, Rochus rischia nel quarto game quando da 40-15 concede una palla break, ma Korolev disastroso sotto rete sbaglia una voleé ed i belgi si salvano. Come nel primo parziale sono allora i belgi che strappano il servizio gli avversari. E’ Kukushkin che perde la battuta nel game successivo, merito soprattutto di Bemelmans che sulla rete entra un paio di volte in maniera brillante. I belgi salvano altre due palle break nel sesto gioco ed allungano sul 4-2, ma i kazaki alla fine concretizzano le occasioni. Sul 4-3 belga Rochus regala ancora al servizio facendosi rimontare di nuovo da 40-15 e concedendo due palle break. Sulla seconda Kukushkin (il migliore dei suoi in questa fase) vince uno scambio nei pressi della rete e i kazaki finalmente rientrano in partita. Sul 5 pari Korolev soffre al servizio, si giocano 12 punti, i belgi si procurano 3 palle break, ma l’ottimo Kukushkin (anche perché gli avversari gli fanno giocare due semplici voleé sulla rete) sostiene alla grande il compagno ed alla fine i kazaki tengono la battuta. La situazione si ribalta nel game seguente, Rochus come al solito soffre al servizio, salva un set point ma alla fine è tie break.

Tutto regolare sino al 5-4 kazako, poi Kukushkin, il migliore del secondo set, indovina due splendidi passanti centrali sul servizio di Bemelmans e porta il match in parità.

Terzo set regolare e senza sussulti sino al 2-1 belga, poi con Korolev al servizio i kazaki vanno in sofferenza. Sbaglia qualcosa soprattutto Kukushkin che accusa il primo vero calo di tutto il match. I belgi si procurano tre palle break e sfruttano l’ultima complice una entrata sulla rete di Korolev con annessa voleé lunga.

Bemelmans e Rochus sembrano padroni del campo, i kazaki sbandano paurosamente e devono anche salvare una palla dell’1-5. I belgi comunque chiudono lo stesso la contesa a loro favore nel nono game non prima però di salvare due pericolosissime palle del controbreak sul 15-40. Ci pensa Bemelmans ad annullarle con una bella voleé ed un servizio vincente. La coppia ospite chiude alla fine 6-3 e passa a condurre 2 set a 1.

I belgi escono per una pausa fisiologica, al rientro partono decisi e centrano il break nel terzo game. Kukushkin conferma il suo momento no, Bemelmans e Rochus salgono 0-40 sul suo servizio. Kukushkin fa e disfa, mette un ace e annulla la prima palla brek ma poi mette lunga una voleé, 2-1  e servizio per la coppia ospite. Sembra la svolta del match, invece i belgi restituiscono subito il favore. E’ Rochus che cede il servizio sulla terza palla break concessa sbagliando un diritto, 2 pari.

Sono ancora i belgi a procurarsi una palla break nel settimo game, ma Rochus la spreca mettendo una risposta non irresistibile fuori e la coppia di casa si salva.

A questo punto i kazaki salgono di livello e cercano di portare il match al quinto. Le occasioni non mancano, ma i belgi si salvano sempre e arrivano al tie break. Bemelmans infatti sul 4-5 deve fronteggiare un set point, ma Korolev mette fuori un passante, mentre sul 5-6 Rochus di set point ne deve annullare due. Su entrambi è bravissimo Bemelmans che sotto rete inizia a diventare un fattore e con delle pregevoli voleé salva il compagno.

Si arriva come detto al tie break, ci sono subito due minibreak, uno per coppia. Bemelmans ora mette anche dei passanti centrali, nuovo allungo belga sul 3-1. Ancora un passante di Bemelmans per il 6-2, ci sono 4 match point per il Belgio. E’ buono il terzo, servizio vincente ancora di Bemelmans ed il Belgio si porta sull’1-2 e proverà domani a ribaltare il punteggio.

L’impresa appare difficile, ma la differenza tra i due team ci pare minima, quindi non c’è nulla di impossibile.

 

 

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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Coppa Davis

“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis

Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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