Tecnifibre T-Flash: difenditi spingendo con cattiveria!

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Tecnifibre T-Flash: difenditi spingendo con cattiveria!

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TENNIS – Grande attesa per i nuovi modelli della serie T-Flash Tecnifibre: la 315 grammi e la 300 grammi garantiscono maggiore manovrabilità e stabilità, aumentando le chance di imprimere spin alla palla.

 

Tecnifibre ha lanciato, in questo di inizio di 2014, i suoi nuovi modelli di punta della serie T-Flash: la 315 e la 300 grammi. C’era molta attesa per queste due nuove racchette visto anche l’ottimo risultato dei modelli precedenti. La casa francese sta lavorando sodo negli ultimi anni e la nuova partnership con l’ATP la dice lunga. Entrambi i telai presentano una grafica in nero e giallo molto aggressiva. L’innovazione tecnologica è rappresentata dal Velocity Shaft Design che è una nuova geometria al cuore della racchetta e migliora ulteriormente l’attrezzo. Questa sezione ibrida del telaio migliora l’aerodinamicità e garantisce maggiore manovrabilità e stabilità, aumentando le chance di imprimere spin alla palla. Confermata la tecnologia Tour Prepared che consiste nell’inserimento nell’impugnatura di una nuova fibra di silicone per smorzare al massimo le vibrazioni.

 

IN LABORATORIO

Nessuna novità per quanto riguarda le caratteristiche tecniche con la conferma del piatto 100 e dello schema corde 16×19. Racchetta abbastanza rigida mostra un profilo variabile (23-25 mm) con un bilanciamento a 31 cm (sale a 32.2 con l’aggiunta dell’incordatura). I dati rilevati con il Diagnostic Center dimostrano una grande potenza decisamente superiore al controllo. Quello che in positivo sconvolge è la maneggevolezza dell’attrezzo.

Come la versione più pesante anche la 300 non ha subito notevoli variazioni per le caratteristiche tecniche. Confermato anche qui l’ovale con il piatto 100 e il classico schema corde 16×19. Il profilo è leggermente pronunciato e parte dai 24-25 mm. Il bilanciamento, una volta incordata la racchetta, raggiunge i 33 cm. Molto interessante la rigidità a 70 punti e notevole maneggevolezza nonostante il bilanciamento verso la testa. Sicuramente la potenza sovrasta il controllo.

IN CAMPO

Abbiamo testato in campo la racchetta dopo utilizzando corde Tecnifibre Black Code (calibro 1.28) con tensione 23-22. Fin dall’avvio ,colpendo con sicurezza, abbiamo notato l’efficacia e la pesantezza di palla. Aprendo abbastanza e impattando piatto o con minima rotazione, la palla esce veramente che è un piacere ,quasi da far sembrare l’attrezzo un “fucile con mirino”. Considerando il peso del telaio a nudo, la T-Flash 315 è incredibilmente maneggevole pur essendo molto potente. La pallina esce facilmente e molto pulita dalle corde ,colpendo con sicurezza grazie alla notevole stabilità. La resa dello spin è buona ed anche il back non esce male. Anche a rete la grande stabilità e la consueta maneggevolezza rendono possibili volèe incisive. Stesso discorso anche per lo smash. Al servizio prende molto bene le rotazioni, garantendo anche ottime seconde in kick e slice. Il grip originale montato sulla racchetta è l’XTRA FEEL, che è molto sottile (1.7 mm), tanto da rimarcare le spigolature dell’impugnatura. Si consiglia l’aggiunta di un soffice overgrip della casa Pro Players (0.55 mm) o TF Pro Contact (0.6 mm). In fin dei conti possiamo assolutamente dire che la nuova T-Flash 315 è una racchetta completa sia per agonisti che per giocatori di club di ottimo livello.

Anche sulla 300 abbiamo montato corde Tecnifibre Black Code, con calibro minore (1.24). Per quanto è facile e maneggevole il telaio, la potenza ed il comfort sono incredibili. Racchetta completa che infatti si fa apprezzare in ogni fase di gioco ed adatta ad una larga fascia di agonisti. Da fondo campo prende meglio i colpi piatti e il top rispetto al back ed alle rotazioni esasperate. Nei pressi della rete non siamo al massimo dell’incisività ma l’attrezzo garantisce comunque una discreta facilità nel muovere il telaio. Il grip originale XTRA FEEL è diverso rispetto a quello dell’altra versione ed ha un diametro maggiore (1.9) e si consiglia anche qui di montare sopra un overgrip della casa, il Pro Dry (0.4 mm). Rispetto alla versione precedente nel complesso l’incisività dei colpi sembra essere decisamente migliore. Ci sembra proprio di avere in mano una valida alternativa alla Babolat Pure Drive.

TEST DI LABORATORIO T-FLASH 315

Dati di laboratorio (Babolat RDC):
Peso con incordatura: 326 gr
Bilanciamento: 32,2 cm
Inerzia: 325
Deflessione corde: 48
Rigidità: 70
Corde e tensione consigliate / utilizzate: Tecnifibre Black Code 1.28 – 23/22
Valore Potenza (da 0 a 100): 64
Valore Controllo (da 0 a 100) : 38
Valore Maneggevolezza (da 0 a 100) : 74

 TEST DI LABORATORIO T-FLASH 300

Dati di laboratorio (Babolat RDC):
Peso con incordatura: 316 gr
Bilanciamento: 32,9 cm
Inerzia: 318
Deflessione corde: 48
Rigidità: 68
Corde e tensione consigliate / utilizzate: Tecnifibre Black Code 1.24 – 23/22
Valore Potenza (da 0 a 100): 62
Valore Controllo (da 0 a 100) : 40
Valore Maneggevolezza (da 0 a 100) : 77

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Donnay Pro One 97 Otcacore, un rinnovamento all’insegna della potenza

Recensione e test della Donnay Pro One 97 in versione Octacore, una racchetta che soddisferà il tennista esigente con comfort e sensibilità ad altissimi livelli.

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La Donnay Pro One Octa è la riedizione in versione 2022 della storica Pro One, un telaio usato dai campioni degli anni ’90. Pro One Octa è il telaio top di gamma in casa Donnay, che vuole offrire il massimo al tennista esigente, che potrà avvalersi di comfort e sensibilità ai massimi livelli senza tralasciare spin e controllo, altre due prerogative di chi cerca un telaio che possa aiutarlo a contenere l’esuberanza in termini di potenza e fluidità di braccio.

L’update con Octacore rende i telai Donnay Unibody (nella rinnovata gamma ci sono anche i modelli Allwood 102 e Formula 100, presto recensiti su queste pagine) ancora più stabili conferendo loro una maggiore potenza rispetto alle versioni passate. Inoltre, grazie al miglioramento della tecnologia Xenecore, con questo aggiornamento ci sono notevoli riduzioni di vibrazioni. Ma da cosa deriva la qualità del feeling di ogni racchetta Donnay? L’azienda costruisce i suoi telai realizzandoli in un unico fusto senza aggiunta di pallets o schiuma poliuretanica, con il telaio interamente in graphite, dalla punta al manico, senza interruzioni. Unibody permette la migliore trasmissione possibile del feeling all’impatto con la pallina, restituendo un feedback sensibile al braccio del tennista.

La novità rispetto al modello Xenecore è che la rigidità ora è leggermente più alta (passando da un valore di 57 a 64), una scelta che va in controtedenza con le scelte di mercato attuali, che cercano di abbassare la rigidità dei telai cercando maggior confort. Donnay però, che ha fatto della flessibilità delle racchette il suo trademark negli ultimi anni, riesce a trovare una formula che mantiene il feeling old school senza sacrificare la potenza, perché la Pro One 97 promette di aiutare il tennista a far viaggiare la palla.

 

A livello estetico questa Donnay torna in versione nero lucido abbandonando la colorazione satinata, ci sono ancora i rettangolini Donnay alla base dell’ovale, che non sono più gialli e che cambiano colore a seconda della luce.

Caratteristiche tecniche

Dimensioni piatto: 97 pollici
Peso: 305 grammi
Bilanciamento: 31,5 cm
Swingweight: 295 non incordata (323-325 incordata)
Schema corde: 16×19
Rigidità: 64 RA
Profilo: 21 mm costanti
Lunghezza: 68.5 cm

TEST IN CAMPO

In campo, fin dai primi colpi si capisce che il feeling Donnay, quegli impatti che hanno un mix eccezionale in termini di comfort ma allo stesso tempo di stabilità nel momento di colpire la pallina, è rimasto invariato anche in questa versione Octacore. Il secondo riscontro di questa Pro One è la potenza, che risulta superiore rispetto al modello precedente proprio grazie alla maggiore rigidità. La pallina ora esce facilmente dall’impatto, i 21 millimetri di spessore costante del telaio consentono di tagliare l’aria molto rapidamente, quando si colpisce la palla si ha una sensazione di solidità maggiore (che deriva anche dal fatto che la tecnologia Xenecore rende il telaio pieno) e questo senza andare a discapito del feeling Donnay. Il controllo di palla richiede il setup corretto a livello di scelta di corda e di tensione, Pro One 97 è sì precisa ma più potente, e quindi la scelta giusta della corda è determinante per valorizzare anche le qualità di controllo. Capitolo rotazioni. La maggior potenza si riscontra anche in una complessità di palla maggiore quando si cerca un top spin esasperato, è chiaro però che in mano non abbiamo un telaio fatto per maniaci del top spin. Questa è una racchetta che consente di fare tutto, ma che dà il meglio quando lo spin è usato per il finale dei colpi, lo si capisce anche quando si gioca in backspin, che esce sempre in maniera decisa e fluida, facendo capire che Pro One 97 Octacore è una racchetta a tutto campo. Gli impatti piatti sono decisi, vanno controllati proprio in virtù della maggior potenza disponibile, e quindi ancora una volta raccomandiamo di giocare con la tensione delle corde. Questo si riscontra anche durante il gioco di volo, quando capiamo che un leggero taglio nelle volée consente di avere i risultati migliori. Anche nei colpi sopra la testa, smash e servizio, la botta piatta esce molto bene dalla racchetta, qui la potenza generosa del telaio consente di avere ottime velocità con poca fatica, un fattore fondamentale specie quando le partite si allungano. La racchetta è generosa anche a livello di zona d’impatto utile, è praticamente una 98, e quindi anche i colpi decentrati riescono a essere controllati con buoni risultati.

CONCLUSIONI

La missione di Donnay per questa rinnovata versione della Pro One era evidentemente quella di rendere il telaio più potente, abbracciando una fetta di giocatori ancora più ampia, senza sacrificare il comfort di gioco. Il feeling di gioco rimane invariato nonostante l’innalzamento della rigidità, che rende la racchetta più potente sacrificando qualcosa in termini di controllo. La missione è quindi compiuta, Pro One 97 Octacore si conferma una scelta da considerare se si cerca un telaio 16X19 nella fascia di peso 300-310 grammi.

Corde adoperate per il test:
String Project Keen 22/21
String Project Gold 22/21

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Il test di Artengo TR960 Control Tour, la racchetta di Gael Monfils

Recensione e test in campo della racchetta Artengo TR960 Control Tour, il modello di punta del brand tennistico di Decathlon usato nel Tour da Gael Monfils

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Il passaggio di Gael Monfils in casa Artengo, il brand del tennis di Decathlon, era stata una notizia importante a inizio anno. C’era curiosità per capire con quale telaio avrebbe affrontato la stagione il tennista francese, la risposta è Artengo TR960 Control Tour, oggetto di questo test. Si tratta di una racchetta molto ben curata dal punto di vista del design, non la distinguereste da modelli di altri brand se non faceste caso alla vistosa scritta ARTENGO su uno dei lati del telaio, e come vedremo questo modello rappresenta un’ottima soluzione per i giocatori avanzati, sempre tenendo presente la questione prezzo. L’accessibilità è difatti la più grande innovazione di Decathlon e anche questa racchetta non è eccezione avendo un prezzo di 109 euro, praticamente il costo di una racchetta da junior di questi tempi. Detto dell’estetica della racchetta, colorata di nero satinato con una parte grigia sul cuore e delle serigrafie quasi impercettibili, il telaio è un modello boxed, sottile e flessibile. Fra le tencologie adottate è presente MPO, che dà stabilità al piatto corde.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Head size: 97,6 inch2
Peso: 305g
Bilanciamento: 315 mm
Swingweight: 316
String Pattern: 16×19
Rigidità: 62 RA (rilevata)
Profilo: 21 mm
Lunghezza: 68.5 cm

PROVA IN CAMPO

Le prime sensazioni in campo sono quelle di avere in mano una racchetta che si rivolge a tennisti che sanno bene cosa fare e come sfruttarla. Non c’è potenza che si ottiene facilmente, il telaio preferisce rispondere precisamente agli input forniti dallo swing. TR960 fa uscire la palla dal piatto corde in maniera molto fluida, gli impatti sono morbidi per via della rigidità a quota 62 punti, un dato che centra un ottimo equilibrio in termini di stabilità del telaio all’impatto, e quindi controllo, e comfort di gioco.

 

Non è una racchetta costruita per generare topspin esasperato. Si capisce che fra le mani si ha un telaio per il giocatore dai colpi ben definiti e che predilige un gioco a tutto campo, la racchetta ama usare il topspin solo per tenere in campo la palla, senza esasperarlo troppo, lo schema d’incordatura 16X19 va comunque incontro a chi ama arrotare la palla. Nei colpi piatti si ha la resa migliore da fondo, anche perché la caratteristica migliore della TR960 è il controllo: sembra di avere per le mani uno dei telai classici, i 21 millimetri costanti di spessore sono una garanzia in tal senso.

Sembra più leggera di quel che è in realtà, e cioè 305 grammi, e questo si traduce in una maneggevolezza che si ricollega a quanto detto prima sulla finalità del telaio, e cioè che nasce per il gioco a tutto campo, per chi ama costruire il punto da fondo e poi cambiare ritmo per finirlo a rete. In questo senso colpisce l’equilibrio del telaio, che risponde bene alle soluzioni. In fase difensiva il piatto 98 risponde presente quando si decentrano i colpi, aiuta anche lo schema corde molto largo rispetto ad altri 16X19. Anche nei colpi di volo le esecuzioni piatte sono quelle che hanno la rese migliore. Per ottenere grandi risultati in termini di kick al servizio c’è da lavorare parecchio.

Rispetto alle concorrenti (Wilson Blade, Babolat Pure Strike, Yonex VCORE Pro), la sensazione è di avere un telaio con le stesse caratteristiche ma più facile a livello di giocabilità e meno esigente in termini di prestanza fisica da abbinare al telaio se si pratica un gioco in spinta da fondo in maniera continua. Un telaio quindi molto equilibrato, diremmo.

Artengo TR960 Control Tour

Artengo TR960 Control Tour

Abbigliamento tennis Artengo per il 2022

CONCLUSIONI

La TR960 è il telaio più impegnativo di Artengo, e finalmente l’agonista esigente può pescare in casa Decathlon una soluzione tecnicamente ineccepibile e a un prezzo imbattibile rispetto alla concorrenza.

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Il test di Artengo TB920, la pallina dei Challenger italiani

Artengo consolida la sua presenza nel tennis con la sponsorship degli ATP Challenger Tour d’Italia con la sua pallina TB920. Noi l’abbiamo provata in campo

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Dopo aver messo sotto contratto Gael Monfils, Artengo si assicura che ogni punto dei tornei Challenger giocati in Italia sarà giocato con la TB920, la sua pallina da tennis. Infatti nei tornei Challenger di Barletta, Roma, Forlì, Napoli, Bergamo e Bari si giocherà con la pallina di Artengio, che ha ricevuto l’ok di diversi tennisti professionisti come Steve Darcis, Oliver Marach, Nicolas Escude e che ovviamente è stata omologata dall’ITF, dalla FFT (Federazione Francese di Tennis) e dalla nostra FIT.

Donato Bevilacqua, Italy Racket Sports Category Manager di Decathlon, ha commentato così il percorso del brand tennistico di Decathlon:  “Con Artengo stiamo portando avanti un percorso di crescita e affermazione nel mondo del tennis, perseguendo un unico obiettivo: dalla racchetta al tessile, passando da scarpe, borse, palline e accessori, ogni sforzo di ideazione e produzione è indirizzato al desiderio di rendere la pratica del tennis sempre accessibile a tutti.

L'abbigliamento Artengo 2022

L’abbigliamento Artengo 2022

I capi d’abbigliamento Artengo per il 2022

 

Il nostro test in campo

La prima considerazione è che non ha nulla da invidiare agli altri modelli di altre marco. La TB920 è composta in feltro naturale al 63%, e questo consente di avere una buona durata. Il rimbalzo, su terra battuta, è alto il giusto. Inoltre, fattore molto importante, le palle sono giocabili fin da subito al livello di terza o quarta categoria, nel senso che si sconta poco l’effetto “palle appena aperte”, e cioè quella sensazione di difficile governabilità della pallina che sparisce dopo qualche minuto di gioco. Con l’Artengo questo non c’è, il feeling generale con la pallina è costante dall’inizio fino ai primi segnali di usura, che nel caso di buoni terza categoria si percepiscono dopo la quarta ora di gioco. Si allunga notevolmente il tempo di durata nel caso di tennisti di quarta categoria o amatori.  

La pallina Artengo TB920 sarà presente nei sei tornei ATP Challenger Tour:

ATP80 – BARLETTA – 11/04

ATP80 – ROMA – 25/04

ATP125 – FORLÌ – 06/06

ATP125 – NAPOLI – 05/09

ATP80 – BERGAMO – 31/10

ATP80 – BARI – 21/11

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