WTA Madrid: avanti Sharapova e Williams, fuori Errani e Vinci

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WTA Madrid: avanti Sharapova e Williams, fuori Errani e Vinci

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TENNIS – La Williams non ha vita facile contro la padrona di casa mentre la Sharapova, solida e centrata, dispone di Sam Stosur con lo score di 6/4 6/3. Na Li, irriconoscibile nel primo set con la Stephens, vince in rimonta (2-6, 6-3, 6-2). La Kvitova risolve piuttosto agevolmente il derby con la Safarova. Fuori le azzurre Errani e Vinci (solo due game contro Radwanska)

Ascolta Sara Errani dopo il match (2 parti)

 

Ascolta Roberta Vinci dopo il match

Na Li affronta Sloane Stephens per un posto ai quarti di finale del torneo di Madrid. La cinese, rimasta out per un mese e mezzo a causa di un infortunio al ginocchio, si è ripresentata sulla terra rossa spagnola con una vittoria (contro la connazionale Zheng) e incrocia agli ottavi l’americana che non è mai andata cosi’ avanti nel torneo.

Le condizioni di gioco piuttosto rapide a causa dell’altura, favoriscono proprio la 21enne che nel primo set sembra davvero incontenibile: sull’1-1 strappa il primo break e infila 5 giochi consecutivi, annichilendo la sua avversaria con potenti accelerazioni. C’è anche un’evidente complicità da parte della campionessa del Roland Garros, apparsa irriconoscibile sin dai primi scambi, totalmente votata all’errore (alla fine del parziale ne collezionerà ben 19). Sul 5-1, Na Li cancella due set point e si ribella allo strapotere della rivale che chiude pero’ i conti sul proprio turno di battuta.

La cinese rischia di subire un’altra lezione da una giocatrice americana dopo l’uscita di scena al primo turno subita l’anno scorso proprio a Madrid per mano di Madison Keys. Stavolta, il monologo stelle-strisce si interrompe nel secondo set, quando si invertono i ruoli. Sul campo, infatti, si presenta la vera numero 2 al mondo che ha ottenuto in carriera grandi risultati su questa superficie, compreso il titolo del Roland Garros. Rispetto al primo set, Na Li lascia andare il braccio e trova più soluzioni vincenti, pur mantenendo elevato il numero degli errori (18). Sul 3-5, con un break di vantaggio, serve per il set ma commette un paio di imprecisioni, non chiude un punto già fatto, e rischia di rimettere in gioco la Stephens concedendole tre palle break. E’ brava, pero’, a recuperare dallo 0-40 e ad allungare cosi’ la gara al set decisivo.

Dopo un inizio davvero stentato, Na Li si scioglie definitivamente portandosi subito sul 3-0. Appare chiara nella cinese la volontà di non sprecare altre energie per conquistare la vittoria numero 25 in stagione (semifinale a Indian Wells e finale a Miami), a fronte di sole tre sconfitte. Mentre la Stephens non riesce a opporre resistenza, la numero 2 al mondo si porta velocemente sul 4-1, punteggio paradossalmente insidioso, già fatale alla McHale contro la Sharapova. La stessa Li accusa una leggera flessione e subisce il break ma lo recupera immediatamente nel turno di battuta successivo e mette fine alle ostilità, qualificandosi ai quarti di finale dove incontrerà la vincente del match tra Sharapova e Stosur   

[5] P. Kvitova b. L. Safarova 6-4 6-3 (Daniele Vallotto)

Cronaca di un derby che non c’è stato. Ed è un vero peccato perché la somma del talento di Petra Kvitova e Lucie Safarova potrebbe dare vita ad un match spettacolare e pieno di colpi di scena. Invece, come spesso succede nei derby, la pratica è stata chiusa piuttosto agevolmente e con un punteggio anche più generoso rispetto ai valori visti oggi in campo. Petra Kvitova avanza ai quarti di Madrid battendo per la quarta volta (e terza in stagione) Lucie Safarova, mai capace di vincere contro la più blasonata connazionale. Safarova entra in campo molto convinta mentre Kvitova è non pervenuta. Il servizio della numero 6 del mondo non funziona mentre Safarova non sbaglia nulla nei primi game. Se aggiungiamo una mobilità da rivedere per Kvitova, non è una sorpresa il 4-0 iniziale in favore di Safarova. Purtroppo, il bello del match finisce qua. Colpa di Safarova, che all’improvviso comincia a sbagliare colpi interlocutori, e grande merito di Kvitova, che quando si risveglia dal torpore è capace di fare cose impensabili per quasi tutto il resto del circuito. Petra recupera facilmente i due break e alla fine piazza pure la zampata che vale il 6-4. La striscia di sette game di fila viene interrotta ma anche se Safarova ha due palle break sull’1-1 del secondo set il suo destino è segnato. Petra le annulla con autorevolezza e subito dopo manda un chiaro segnale brekkando a 0. Il punteggio finale potrebbe essere più severo ma Kvitova non riesce a brekkare sul 4-1 e quindi decide di affidarsi al pilota automatico: il risultato finale è un 6-4 6-3 grazie ad una Kvitova a tratti brillante e ad una Safarova che è durata davvero troppo poco. Per Kvitova probabile quarto di finale con Serena, primo banco di prova sulla stagione terraiola. La statunitense ha vinto tutti i precedenti, perdendo un solo set.

S. Williams b. C. Suarez-Navarro 6-2 6-3 (Giulio Fedele)

I precedenti non facevano ben sperare Carla Suarez-Navarro, che negli ultimi 3 scontri aveva raccolto la miseria di ben 5 game. Mai come oggi però sembrava che la testa di serie numero 14 del tabellone avesse potuto impensierire Serena Williams, che finora le aveva donato solo sonore lezioni. La spagnola infatti giocava in casa, con il favore del pubblico, pochi giorni dopo aver vinto il suo primo titolo Wta in quel di Oeiras contro Svetlana Kuznetsova, in più l’americana si presentava al torneo di Madrid dopo la pausa presasi a partire da Charleston e con una fasciatura alla coscia sinistra.

E se le credenziali per fare un match alla pari c’erano tutte, anche l’inizio-partita sembrava confermare questa tendenza. Incredibilmente infatti, Suarez-Navarro strappava il break in apertura, addirittura a 0, ad una come la Williams che possiede uno dei migliori servizi del circuito. Purtroppo per la spagnola però, come poi è successo in tutta la partita, non ha saputo capitalizzare le (poche) occasioni concessele dall’avversaria. Infatti Carla non è riuscita a tenere un servizio durante tutto il primo set! Serena dal suo canto faticava altrettanto, se si pensa che il primo parziale è stato indeciso fino al 3-2. La Williams non è apparsa centrata: quando era il momento di entrare in campo con l’attacco, molto spesso e volentieri sbagliava direzione e trovava l’avversaria, o addirittura spediva fuori colpi che di solito divora. Sintomatica è stata la scelta di un serve&volley infruttuoso che è valso alla spagnola il break del 3-2. Ma d’altronde, quando poi mostrava la vera belva che è in lei, dopo piccoli black out, infilava vincenti in serie, che le permettevano di vincere i game dove partiva sotto 0-30. È così che, con buona pace della Suarez-Navarro, Serena conquistava i tre game di fila valevoli per il set, con l’opportunità di servire nel secondo.

La spagnola chiamava il coach, come ormai è solita fare ad ogni fine set. Ciò, apparentemente sembrò essere servito, dato che la Suarez-Navarro strappava di nuovo il break alla americana, in apertura di set. Ma il vero tabù è stato il servizio, che quest’oggi ha annullato tutti i vantaggi acquisiti con i break. Ma la colpa da addossare alla spagnola non era tanto in battuta, quanto nei punti cruciali, dove non ha saputo sfruttare le palle game capitatele sul 0-1 e poi sul 1-2, pur tenendo molto bene lo scambio. Stranamente, è riuscita però a tenere il servizio non appena la Williams balzava in vantaggio 3-2, e per di più a 0. Questo però le è stato per poco tempo di buon auspicio, e non ha contribuito ad invertire la tendenza negativa. Dal 3-3 la Williams-valanga infatti la travolgeva impetuosa, infilando come in chiusura di primo set, una tripletta di game, che le valevano il match. 

Per la Suarez-Navarro questa sconfitta non ha un sapore così negativo, considerato che ha raccimolato in un match quanto era riuscita a fare nei 3 precedenti assieme. Per la Williams la 650esima vittoria in carriera, che la immette nell’olimpo del tennis assieme a giocatrici del calibro di Martina Navratilova, Chris Evert, Steffi Graf, Virginia Wade, Arantxa Sánchez-Vicario, Lindsay Davenport, Conchita Martínez, Evonne Goolagong Cawley, Billie Jean King e Venus Williams. Se dovesse vincere anche domani eguaglierebbe proprio la sorella, a quota 651.

M. Sharapova b. S. Stosur 6-4 6-3 (Laura Guidobaldi)

Masha e Sammy: scende in campo la potenza oggi a Madrid sull’Arantxa Sanchez Vicario. Ma se la prima sfodera un tennis sempre a mille accompagnato da una concentrazione pressoché incrollabile e “glaciale”, l’altra, a volte, vanifica le proprie “fucilate” a causa di una pericolosa fragilità emotiva. In realtà Maria Sharapova e Samantha Stosur, pur essendo entrambe due grandi picchiatrici, sono comunque molto diverse, innanzitutto per temperamento ed emotività.

Maria, quando perde, riesce ad essere ancora più temibile, proprio come una tigre che, ferita, può diventare ancora più pericolosa e mortale. Sammy è invece troppo spesso preda ma soprattutto di se stessa, dei fantasmi che si impossessano di lei nei momenti complicati del match, perdendo così in efficacia e lucidità e lasciandosi così sopraffare dall’avversaria. È accaduto infatti nella memorabile finale del Roland Garros vinta dalla nostra Francesca Schiavone che, dal canto suo, ha giocato una partita perfetta. Tuttavia Samantha ha saputo comunque raggiungere traguardi importanti, come alzare un trofeo dello slam, quello dello US Open nel 2011, disputando una finale impeccabile contro Serena. Certo però che la Sharapova è molto più abituata alle vittorie di quanto non lo sia Sammy.

Oggi quello tra la siberiana, attuale n. 9 del ranking e l’australiana, ora n. 19, è il 15° incontro, con Masha che conduce per 12 vittorie a 2; quindi, almeno sulla carta, la russa parte nettamente favorita.

Il match parte all’insegna dell’equilibrio poiché entrambe le giocatrici dimostrano efficacia e costanza al servizio, evitando così di subire il break fino al 5-4. Sul 2-3 0-30 la Sosur recupera con autorità, piazzando servizi calibrati e pesanti, per aggiudicarsi poi anche il 6° gioco e pareggiare i conti. Sia Maria che Samantha spingono a tutta, scaraventandosi sulla palla con tutto il peso del corpo e mirando gli angoli e alle righe. Concentrate e solide, nessuna delle due intende concedere tregua all’altra. La Sharapova ora sale 4-3, mettendo a segno ottimi servizi e fendenti che non perdonano. La Stosur annulla nuovamente le distanze, dimostrandosi centratissima, sia al servizio che con il palleggio da fondo, alternando “fucilate” micidiali a back che scendono bassi e velenosi. Ma Maria va avanti come un rullo compressore, spara e spara, ritrovandosi 5-4. Comunque, la russa dà prova anche di un notevole tocco, sorprendendo l’australiana con un ammirevole taglio di rovescio che muore dopo la rete. Ed ecco che, nell’attimo che conta davvero, sul 4-5 30-30, la Stosur stecca malamente un rovescio concedendo così alla Sharapova un setpoint; setpoint che poi la tennista di Brisbane trasforma lei stessa a favore della siberiana sbagliando malamente da fondo campo. Insomma, la tensione emotiva gioca ancora un brutto scherzo a Sam Stosur; Maria rimane invece imperturbabile e ottimizza immediatamente l’unica possibilità di intascare la prima frazione, che fa sua per 6-4

Nel secondo set la russa sale in cattedra : ha una palla break sull’1-0, annullata però dall’australiana; ce n’è un’altra che Maria ottiene grazie ad un piazzato contropiede e, ancora una volta, con soluzioni potenti e un dritto al volo, Sam riesce ad azzerarla per poi raggiungere il pareggio sull’1-1. L’equilibrio continua ad essere protagonista fino al 3-2. Samantha si trova 2-3 e servizio e concede adesso ben 3 palle break con Sharapova che sale 40-0. L’australiana ne salva 2 ma, alla terza, un’altra malauguratissima stecca di rovescio, permette alla russa di salire 4-2 e servizio e mettere una seria ipoteca sull’incontro. E invece…ecco che Maria, per la prima volta nel match, vacilla, si mostra fragile, permettendo a Sammy di effettuare il controbreak a zero e salire 3-4 e servizio.

Ma l’australiana, ancora una volta, non riesce ad approfittare dell’attimo di defaillance dell’avversaria: cede nuovamente il servizio e la bionda siberiana si riprende il vantaggio, sale 5-3 con la possibilità di servire per il match. La tennista di Brisbane spinge disperatamente a mille ma i suoi siluri escono inesorabili. Maria sale 30-0. Un impeccabile attacco della Stosur con volé di rovescio finale spiazza la russa che poi caccia a rete un facile rovescio.

Adesso è il servizio a tradire Masha che, con un malcapitato doppio fallo, offre all’avveraria la possibilità del controbreak. Ma anche questa volta l’australiana fallisce e, non solo c’è nuovamente il pareggio, ma con un dritto lungolinea lungo, la Stosur concede un matchpoint all’avversaria. Sulle fucilate della russa, Samantha sbaglia ancora mettendo il dritto a rete e Maria Sharapova chiude l’incontro per 6/4 6/3. Masha continua dunque la sua corsa sulla terra rossa madrilena, terra rossa sulla quale l’anno scorso è arrivata in finale contro Serena Williams. Domani l’aspetta la n. 2 del mondo e del seeding, la cinese Na Li.

A. Radwanska b. R. Vinci 6-1, 6-1 (Oscar Lanti)

Niente quarti di finale a Madrid per Roberta Vinci, ma l’impresa era davvero proibitiva: la 31enne tarantina, numero 20 del tennis mondiale, non ce l’ha fatta a superare Agnieszka Radwanska, che l’ha battuta con un doppio 6-1. Si è esaurito di fronte alla numero 3 del ranking lo slancio della vittorie ottenute contro Hantuchova (all’esordio) e al secondo turno contro la danese ex numero 1 al mondo, Caroline Wozniacki.

Nel primo set la Radwanska parte fortissimo e strappa la battuta fin da subito alla pugliese, portandosi sul 3-0. La Vinci non riesce a trovare contromisure valide e perde ancora il servizio, permettendo alla polacca di volare sul 6-1. Il secondo set è la fotocopia della prima frazione, con la tarantina capace di vincere solo il primo game, prima di subire una serie di sei giochi consecutivi che fanno calare il sipario sul match.

Nessun rimpianto, dunque, per la Vinci che si piega per la settima volta alla 25enne di Cracovia, con l’unico successo datato nel lontano 2006, nel primo confronto diretto. La Radwanska si qualifica così ai quarti di finale dove ora affronterà la Garcia, giustiziera di Sara Errani.

C.Garcia b. S. Errani 6-2, 4-6, 6-3 (Oscar Lanti)

Finisce al giovedi’ il Premier Mandatory di Madrid per i colori azzurri perchè, dopo l’eliminazione di Roberta Vinci, arriva anche quella di Sara Errani. Deludente e inaspettata la battuta d’arresto della bolognese con Caroline Garcia (6-2, 4-6; 6-3), arrivata agli ottavi grazie ai ritiri di Kerber e Kirilenko.

Inizio di partita subito sprint per la transalpina che si porta sul 3-0 e servizio, mentre la Errani tenta di rientrare in partita ma nel settimo gioco spreca quattro palle del contro-break. Sciupate queste occasioni, l’azzurra si demoralizza e consegna il primo parziale con il punteggio di 6-2.

Nel secondo set, Sara reagisce bene imponendo il proprio gioco e riuscendo a portarsi avanti sul 3-1.  La Garcia però è brava a ricucire lo strappo e a ristabilire la parità. Sara si mantiene lucida davanti al tentativo di rimonta, prima si porta avanti 5-3 e dopo va a conquistare la seconda frazione per 6-4.

L’inerzia sembra tutta dalla parte della numero 11 del ranking ad inizio terzo set ed infatti la Errani si involava sul 2-0. Ma Caroline riesce a colmare il gap sino al 3-3 per piazzare poi l’allungo decisivo che le fa alzare le braccia al cielo dopo 2 ore e 10 minuti di lotta. Sconfitta pesante per Sara anche in ottica ranking. La romagnola doveva difendere a Madrid la semifinale del 2013, stessa situazione che si ripeterà anche a Roma e al Roland Garros.

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WTA Mosca, la finale è Kontaveit-Alexandrova

La tennista estone batte Vondrousova, mentre la padrona di casa beneficia del ritiro di Sakkari (al primo turno anche Jabeur si era ritirata contro di lei)

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Anett Kontaveit - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

Anett Kontaveit conferma il proprio grande momento di forma battendo Marketa Vondrousova per 6-3 6-4 in 74 minuti e guadagnandosi così l’accesso alla finale della Kremlin Cup dove a sorpresa troverà Ekaterina Alexandrova, aiutata dal ritiro di Maria Sakkari (apparentemente per un calo di pressione, anche se la natura esatta del problema non è ancora stata chiarita) sul 4-1 per la tennista di casa. I confronti diretti fra le due finaliste sono sull’1-0 per Kontaveit, che lo scorso anno prevalse per 8-6 al tie-break del terzo set al 500 di Ostrava.

[9/WC] A. Kontaveit b. M. Vondrousova 6-3 6-4

Da quando ha iniziato a lavorare con Dmitry Tursunov, Anett Kontaveit ha letteralmente spiccato il volo, vincendo 20 partite su 22 e conquistando i tornei di Cleveland e Ostrava. La forma dell’estone non accenna a scemare per il momento, e una conferma di questa verità l’ha avuta oggi l’argento olimpico Marketa Vondrousova, battuta piuttosto rapidamente e con un punteggio “generoso” rispetto alla differenza vista in campo; Kontaveit è infatti scappata avanti di due break in entrambi i set, e solo qualche esitazione al momento di chiudere ha permesso alla rivale di contenere il passivo.

 

Vondrousova ha faticato terribilmente a tenere il servizio, in particolare nel primo set: partita 1-0 e servizio, ha perso cinque giochi di fila per il 5-1 Kontaveit. A quel punto la testa di serie n. 9 ha come detto tentennato, mancando due set point consecutivi in ribattuta e trovandosi 5-3 15-40 sul proprio servizio grazie ad una risposta di rovescio di Vondrousova resa imparabile dal nastro, una sliding door che avrebbe potuto riportare in partita la finalista del Roland Garros 2019. Kontaveit è però stata bravissima a ricomporsi, rubando una pagina dal manuale delle palle corte della rivale per salvare la prima e spingendo bene con il dritto sulla seconda, riuscendo così ad incamerare il set.

Nel secondo Vondrousova ha sprecato un’altra opportunità per cambiare il corso degli eventi: sul 2-1 in suo favore, si è procurata una palla break grazie ad un errore di dritto dell’avversaria, ma non è riuscita a far partire lo scambio. L’errore ha dato il là ad un parziale di 15-4 in favore di Kontaveit, che si è trovata quindi a servire per il match sul 6-3 5-2; anche in questa circostanza ha tremato, smarrendo uno dei due break e buttando due match point di fila in risposta, ma stavolta è riuscita a ritrovare il suo tennis potente (26 vincenti a 13) senza farsi lambire troppo da vicino dalla rivale, chiudendo a 15 l’ultimo game

Questa sarà la decima finale in carriera per Kontaveit (tre titoli più uno “condiviso” al torneo di Melbourne 3 di quest’anno, dove la finale venne cancellata), la quinta del 2021 (due titoli più la patta sopracitata) e la quinta in un 500 (un titolo poche settimane fa ad Ostrava più, ormai l’avete capito, la finale non disputata contro Li in Australia).

In caso di vittoria del titolo, Kontaveit si avvicinerebbe ulteriormente alle WTA Finals: supererebbe infatti Naomi Osaka al decimo posto, piazzamento che la renderebbe la prima riserva in virtù dell’annunciato forfait di Ashleigh Barty. Il distacco dell’estone dal nono posto di Ons Jabeur sarebbe di soli 110 punti, gap teoricamente colmabile raggiungendo la finale in Transilvania la prossima settimana (va detto però che Jabeur sarà la prima favorita a Courmayeur, dove potrebbe incamerare i punti decisivi per volare in Messico). In caso di vittoria domani, poi, Kontaveit eguaglierebbe il proprio best ranking di N.14 WTA.

E. Alexandrova b. [3] M. Sakkari 4-1 rit.

E per la settima edizione consecutiva ci sarà una tennista russa nella finale del 500 moscovita: Maria Sakkari si è infatti dovuta ritirare sull’1-4 del primo set contro Ekaterina Alexandrova, che raggiunge così la terza finale in carriera (sconfitta a Linz 2018 e vittoria a Shenzhen 2020), la prima stagionale e la prima in un 500. Percorso piuttosto particolare quello di Alexandrova, che ha beneficiato dei ritiri di due Top 10 quali Sakkari e, al primo turno, Ons Jabeur; al momento risalirebbe al trentunesimo posto del ranking, ma in caso di vittoria si porterebbe in zona seed negli Slam alla posizione N.31.

La tennista greca, che nei giorni scorsi ha ottenuto la matematica certezza di partecipare alle WTA Finals di Guadalajara per la prima volta in carriera, è rapidamente finita in svantaggio per 3-0, e, dopo aver richiesto un medical time out in cui le sono state misurati i parametri vitali, ha giustamente preferito non rischiare, lasciando il posto in finale all’avversaria. Sakkari è peraltro la giocatrice con più semifinali raggiunte nel 2021, ben sette.

Qui il tabellone aggiornato del WTA di Mosca e degli altri tornei della settimana

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WTA Tenerife, Giorgi sprecona: in finale va Osorio Serrano

Camila va in vantaggio nel primo set e serve per il secondo sul 5-4, subendo in entrambi i casi la rimonta dell’avversaria

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M. Osorio Serrano b. [4] C. Giorgi 6-4 7-5

Finisce in semifinale – e non senza rimpianti – la corsa di Camila Giorgi nel torneo di Tenerife. A frapporsi tra lei e la finale è stata l’omonima Maria Camila Osorio Serrano, giocatrice molto difficile da affrontare soprattutto per una tennista come Giorgi. La colombiana infatti è riuscita ad assorbire i colpi dell’azzurra costringendola col passare del tempo a giocare sempre un colpo in più e finendo col mandarla fuori giri. A pesare sono stati comunque i molti errori di Camila nei momenti più delicati dell’incontro, in particolare quando ha mancato tre consecutive palle del 5-3 nel primo set e poi quando ha subìto il break sul 5-4 del secondo set. Osorio Serrano giocherà dunque la seconda finale in carriera dopo quella vinta nel torneo di casa a Bogotà lo scorso aprile. Nel discorso post partita la colombiana ha scherzato in maniera molto simpatica sull’omonimia con Giorgi: “So che qualcuno di voi stava facendo il tifo per lei, ma visto che abbiamo lo stesso nome ho fatto finta che fossero tutti per me”. La sua prossima avversaria sarò Ann Li che ha dominato Alizé Cornet 6-2 6-1

IL MATCH – L’avvio di match della marchigiana è molto promettente: nel primo game si procura infatti ben cinque palle break (tre consecutive), ma non riesce a sfruttarle. Il suo rendimento alla battuta è ottimo e le permette di trovare diversi punti gratis, mentre Osorio Serrano mostra la solita solidità e intelligenza tattica. Entrambe mantengono una posizione molto aggressiva in risposta sulla seconda dell’avversaria. La partita è decisamente godibile. Sul 2-2, Osorio Serrano avanti 40-15 si fa trascinare ai vantaggi e con un doppio fallo concede ancora palla break, sulla quale Giorgi entra prepotentemente col dritto. L’azzurra avrebbe una mini occasione di aumentare il vantaggio quando si ritrova avanti 4-2 0-30, ma il tutto si risolve in un nulla di fatto. Il set (e probabilmente il match) gira sul 4-3, quando Giorgi perde il servizio da 40-0 in maniera piuttosto sorprendente, commettendo anche un doppio fallo sulla palla break. Sul 5-4 Giorgi sale 40-15, ma ancora una volta subisce il ritorno di Osorio che gioca due ottimi punti e si porta ai vantaggi. Giorgi le dà una bella mano affossando in rete due dritti e permettendole di completare la rimonta.

 

Nel secondo set, Osorio prova a spezzare ulteriormente il ritmo con slice e smorzate intelligenti che effettivamente mettono in crisi Camila. Gli errori dell’italiana aumentano, così come la sua fretta di chiudere i punti, il che non fa altro che fare gioco alla colombiana. Fortunatamente al servizio Giorgi riesce a difendersi con relativo agio e a mantenersi in scia nel punteggio. L’azzurra pesca un paio di risposte profonde sul 3-3 e si procura ben due palle break, senza però riuscire a convertirle. L’occasione persa non demoralizza Camila e anzi sembra scuoterla un po’: nel successivo turno di risposta riesce infatti a trovare il break e si presenta a servire sul 5-4. Al momento di chiudere però commette troppi errori e rimette in carreggiata l’avversaria. Ancora la fretta la tradisce sul 6-5 consegnando a Osorio due match point consecutivi: alla colombiana basta il primo, vinto con l’ennesimo smorzata che costringe Giorgi a una lunga rincorsa in avanti.

Il tabellone completo

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WTA Mosca: Halep fermata da Sakkari, Kontaveit spazza via Muguruza. Out anche Sabalenka

Garbine sconfitta in appena 48 minuti. La numero 1 del seeding eliminata da Alexandrova. Sfuma il ritorno in una semifinale WTA per Halep, eliminata con un doppio 6-4

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Anett Kontaveit - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

Due campionesse Slam sono cadute nella giornata di venerdì al WTA di Mosca – Garbine Muguruza prima e Simona Halep poi – e la numero 1 del seeding Aryna Sabalenka . La sconfitta che fa più clamore è sicuramente quella di Muguruza, non per il nome della sua avversaria – un’ottima Anett Kontaveit – quanto per l’andamento della partita e lo score finale. Kontaveit ha chiuso in 48 minuti di gioco, piazzando un perentorio 6-1 6-1 che spiega al meglio l’andamento dell’incontro. Muguruza è sembrato non avesse recuperato le fatiche del suo primo turno, un match di due ore e tre quarti, nonostante abbia anche potuto riposare nella giornata di giovedì. Ha raccolto la miseria di 5 punti in risposta in tutto l’arco della partita, perdendo il servizio con estrema facilità in entrambi i parziali.

Kontaveit ha piazzato 22 vincenti a fronte di soli 10 errori non forzati: dopo aver perso al primo turno a Cincinnati ha vinto 19 partite su 22 (e due trofei). Sfiderà in semifinale l’argento olimpico di Tokyo Marketa Vondrousova, che si è imposta in due set sulla finalista del Roland Garros Pavlyuchenkova (un titolo e due finali giocate in carriera in questo torneo per la russa).

Simona Halep ha provato a evitare in tutti i modi quella che poteva essere una netta sconfitta nei quarti contro Maria Sakkari. Il punteggio finale recita 6-4 6-4 per la greca, con entrambi i break arrivati nel decimo game dei due set. Sakkari però ha servito per il primo parziale sul 5-3, ma ha dovuto attendere il quinto set point in un game lungo 10 minuti per chiudere la frazione. Nel secondo set Halep ha annullato un match point mentre la sua avversaria serviva sul 5-1 e con grande tenacia è riuscita a tornare on-serve, prima di perdere la battuta sul 4-5.

 

Sakkari sfiderà Alexandrova, ultima russa rimasta in gara, una notizia che le avrà fatto sicuramente piacere. Il motivo? Conduce 3-0 nei precedenti contro la numero 37 del mondo e soprattutto non dovrà affrontare Aryna Sabalenka, eliminata proprio da Alexandrova. Un’ora e un quarto di partita, un break a decidere entrambi i parziali. Sabalenka non ha nemmeno sfruttato il vantaggio guadagnato a inizio secondo set (2-0), facendo rientrare prontamente la sua avversaria in gioco. Sarà la terza semifinale in un WTA 500 per la russa.

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