ATP Queen’s: bene "Murresmo", Gulbis ko. Ad Halle Raonic è out

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ATP Queen’s: bene “Murresmo”, Gulbis ko. Ad Halle Raonic è out

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TENNIS ATP – Prima sorpresa al Queen’s con Ernests Gulbis che si fa sbattere fuori dal torneo da Kenny De Scheeper. Buona la prima per Murray con Amelie Mauresmo seduta nel suo angolo. Ad Halle ritorno alla vittoria per Nishikori.

AEGON Championship

Arriva dal tennista di Riga la prima sorpresa del pomeriggio all’ AEGON Championship di Londra. Ernests Gulbis, testa di serie numero 6 del torneo e fresco top 10 da questa settimana dopo la bella prova al Roland Garros, perde al secondo turno contro il francese Kenny De Schepper, numero 66 del mondo. Bravo il francese a mantenersi in partita, grazie ad un’ottima percentuale di prime in campo, durante tutto il primo set, in cui concede 6 palle break non sfruttate dal lettone. Di contro Gulbis, che non è riuscito a trasformare alcuna possibilità per brekkare l’avversario, e senza concedere a sua volta alcuna palla break, gioca un disastroso tie-break vincendo solamente tre punti. Anche il secondo parziale sembrava destinato ad arrivare al tie-break, ma De Schepper non si lascia sfuggire una delle due opportunità concesse dal lettone per portarsi in vantaggio e mette fine al match in poco più di un’ora di gioco con il punteggio di 7-6(3), 7-5. Male in risposta il lettone, che in vista di Wimbledon dovrà rivedere questo aspetto, anche se la voglia di scherzare di certo non gli manca. Quando la giudice di linea segnala le sue imprecazioni all’arbitro, il lettone che ha sempre una risposta pronta, le dice:” Dovresti lavorare per il KGB”. De Schepper incontrerà al prossimo turno Feliciano Lopez, protagonista di un’ottima prova contro il veterano Lleyton Hewitt. Lo spagnolo, che non aveva mai vinto un set contro Hewitt in quattro precedenti, riesce a brekkare in apertura l’australiano, che non riesce mai a trovare ritmo durante tutto il match, grazie anche all’ottimo servizio messo in mostra oggi dallo spagnolo numero 26 del ranking. Con il risultato di 6-3, 6-4, Lopez batte per la prima volta in carriera Lleyton Hewitt, troppo passivo in risposta e poco incisivo con la prima di servizioIl servizio ha funzionato bene,. è  stata la chiave del match ed una delle migliori prestazioni sull’erba della mia carriera”. Continua la striscia negativa di un altro australiano,  Bernard Tomic, che cede dopo due tie-break, 7-6(4), 7-6(5) al trentacinquenne Radek Stepanek.

 

Grande attesa per la testa di serie numero 3, lo scozzese Andy Murray, campione in carica e vincitore tre volte di questo torneo, che ha incontrato il francese Paul-Henri Mathieu, con il quale era in vantaggio 4-1 nei precedenti (l’unica vittoria del francese risale a Miami 2007). I riflettori erano ovviamente puntati sul box dello scozzese, che pochi giorni fa aveva reso nota la collaborazione, per il periodo della stagione sull’erba, con l’ex tennista Amélie Mauresmo, in passato già coach di Michael Llodra. Inizia bene Andy che ottiene il break in avvio, quando Mathieu, avanti 40-0, perde il servizio. Da lì tutto semplice per lo scozzese che si porta avanti di un set, 6-4, concedendo una sola palla break. Più lottato il secondo parziale, almeno fino al 3-3, momento in cui Andy sfrutta l’occasione per portarsi in vantaggio 4-3, strappando il servizio all’avversario. Piccolo brivido nel game successivo, quando lo scozzese alla battuta si trova a salvare due break point, cosa che riesce a fare con delle ottime prime di servizio. Chiude il secondo parziale 6-4 con un rovescio lungo linea in contropiede. Al prossimo turno lo scozzese incontrerà Radek Stepanek.

Ha esordito anche Stan Wawrinka sull’erba dopo la figuraccia fatta al Roland Garros. Il cliente era piuttosto diffcile ma Marcos Baghdatis si è ritirato sul 3-2 e non ha quindi permesso allo svizzero di testare le proprie possibilità sulla superficie che meno apprezza. Si trova più a suo agio sul verde Jo-Wilfried Tsonga che ha battuto in due set il belga Goffin, 7-6 6-2. Wawrinka e Tsonga dovrebbero dar vita ad un’interessantissimo match nei quarti ma prima dovranno battere rispettivamente Sam Querrey e Marinko Matosevic.

Risultati secondo turno:

[5] Jo-Wilfried Tsonga (France) beat David Goffin (Belgium) 7-6(5) 6-2
Edouard Roger-Vasselin (France) beat [13] Nicolas Mahut (France) 6-3 1-6 7-6(5)
Marinko Matosevic (Australia) beat Lukas Lacko (Slovakia) 7-6(3) 6-3
[1] Stanislas Wawrinka (Switzerland) beat Marcos Baghdatis (Cyprus) 3-2 (Baghdatis retired)
[8] Alexandr Dolgopolov (Ukraine) beat Denis Istomin (Uzbekistan) 7-6(3) 7-6(7)
Sergiy Stakhovsky (Ukraine) beat [11] Vasek Pospisil (Canada) 6-4 6-4
Jarkko Nieminen (Finland) beat [12] Dmitry Tursunov (Russia) 7-6(3) 7-6(3)
[3] Andy Murray (Britain) beat Paul-Henri Mathieu (France) 6-4 6-4
[15] Radek Stepanek (Czech Republic) beat Bernard Tomic (Australia) 7-6(4) 7-6(5)
Kenny De Schepper (France) beat [6] Ernests Gulbis (Latvia) 7-6(3) 7-5
[10] Feliciano Lopez (Spain) beat Lleyton Hewitt (Australia) 6-3 6-4
Adrian Mannarino (France) beat Victor Estrella (Dominican Republic) 6-1 6-2

Gerry Weber Open (Danilo Princiotto)

In Germania prosegue l’Atp 250 di Halle con l’interessante sfida tra il giapponese Kei Nishikori e il galletto francese Monfils. Il tennista asiatico è tornato al successo in tre set dopo la sconfitta al primo turno a Parigi e l’infortunio patito nella finale di Madrid. Il punteggio finale è stato di 6-1 3-6 6-3. Il peggio per Nishikori sembra essere alle spalle ma attendiamo ulteriori sforzi fisici.

Buona prestazione, come spesso gli accade sull’erba di casa, per il teutonico Kolschreiber che sconfigge 6-2 6-4 un altro francese, meno quotato del primo: Pierre Herbert. Probabile uno scontro in quarti con la testa di serie numero 1 del torneo: Nadal.

Avanza anche il colombiano Falla che riesce ad avere la meglio sull’olandese Robin Haase, giustiziere della testa di serie numero 5 Gasquet. Punteggio finale: 7-6 6-4.

Al termine della giornata arriva la vera prima sorpresa del torneo, con Milos Raonic, testa di serie numero 3 del torneo, fuori per mano del qualificato tedesco Gojowczyk in due rapidi set con un doppio 6-4. Poche certezze ancora per il canadese su una superficie da cui potrebbe e dovrebbe ottenere di più. Come per la terra, la certezza è che le mani sagge di Piatti e Ljubicic sapranno plasmare il gigante canadese anche per l’erba; intanto Wimbledon è alle porte e la difficoltà di Milos specie sulle palle basse tagliate e veloci è evidente.

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Il “Medvedev Express” prenota la semifinale con Djokovic a Cincinnati

Altra prova di forza di Daniil Medvedev, che liquida rapidamente Andrey Rublev e sfida il n.1 Novak Djokovic, vincitore di Lucas Pouille

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Il Western&Southern Open di Cincinnati non è ancora finito, ma è abbastanza certo che il titolo di giocatore di quest’estate americana 2019 spetta a Daniil Medvedev. E non solamente per i risultati ottenuti, che a questo punto contano una finale nell’ATP 500 di Washington, un’altra nel Masters 1000 di Montreal e quantomeno una semifinale qui in Ohio, ma anche e soprattutto per il tennis espresso, un tennis certamente essenziale e senza fronzoli, ma tremendamente efficace.

Dopo i tre giochi lasciati giovedì negli ottavi a Jan Lennard Struff, quest’oggi nei quarti ha disposto del suo connazionale Andrey Rublev, giustiziere di Federer solo 24 ore prima, con un 6-2, 6-3 in un’ora e due minuti (curiosamente la stessa durata di Federer-Rublev) che non lascia spazio a repliche.

Partito alla grande portandosi subito sul 4-0 e servizio, Medvedev ha tirato un attimo il fiato restituendo uno dei due controbreak al suo avversario principalmente a causa di qualche errore non forzato di troppo. Rublev ha cercato di sviluppare il suo solito tennis fatto di grande pressione da fondocampo, ma soltanto in sporadici frangenti è riuscito a sfondare il muro di difesa messo in piedi da Daniil, un vero mostro di efficienza da fondo e una macchina perfettamente oliata al servizio.

 

Rublev ha giocato buona parte del match con una racchetta diversa rispetto a quella che usa di solito: sull’1-1 del primo set ha depositato sulla panchina la Wilson a scacchi bianchi e neri usata durante il vittorioso match con Federer ed ha sfoderato una racchetta nera senza marchio. Non che abbia fatto troppa differenza: Andrey si è sicuramente esibito in qualche scambio di grande effetto, ma sui turni di battuta di Medvedev è stato quasi sempre “un passeggero” trasportato dalle trame dell’avversario.

Nel secondo parziale Rublev ha ripreso la racchetta bianconera quanto è bastato per perdere il servizio a zero nel secondo game per poi tornare al fido attrezzo nero, che però non gli ha permesso di recuperare lo svantaggio accumulato.

Con questo successo Medvedev sale a 12 vittorie e 2 sconfitte da Wimbledon e si assicura di guadagnare almeno un’altra posizione in classifica mondiale, dove da lunedì prossimo sarà almeno alla settima posizione, con la possibilità di arrivare fino al n. 5 in caso di successo finale nel torneo.

In semifinale il suo avversario sarà il n.1 del mondo Novak Djokovic, che nel suo quarto di finale ha battuto il redivivo francese Lucas Pouille in un match che almeno nei 51 minuti del primo set ha tenuto il punteggio in equilibrio. Dopo aver annullato una palla break nel game d’apertura, il francese ha tenuto con ottima autorità i suoi turni di battuta, giocando alla pari con Djokovic negli scambi da fondo e piazzando qualche bella accelerazione vincente. Putroppo per lui, però, ha commesso due errori molto gravi sull’1-2 nel tie-break, concedendo due punti consecutivi sul suo servizio e compromettendo così le sue chance di vittoria nel parziale.

Poco dopo, poi, sullo 0-1 Pouille ha ceduto la battuta per la prima volta nel match dopo essere stato in vantaggio 40-15 e da quel momento in poi il match è scivolato fino al 7-6, 6-1 per Djokovic. Unico asterisco da segnalare un consulto con il medico richiesto da Nole per un dolore al gomito sinistro che comunque non lo ha condizionato.

Medvedev è stato uno dei giocatori che ha messo più in difficoltà Djokovic in questa stagione: ha tenuto in campo il n.1 del mondo per quattro set durissimi a Melbourne e lo ha sconfitto qualche mese dopo sulla terra di Montecarlo. Sarà sicuramente un test probante per Djokovic che finora sembra giocare su una nuvola.

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Continuano le sorprese a Cincinnati: Rublev manda a casa Federer

Non si ferma l’ecatombe di favoriti: Roger Federer cede in due rapidi set contro Andrey Rublev.

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È toccato a Andrey Rublev vendicare, almeno parzialmente, l’ecatombe di rappresentanti della Next Generation a Cincinnati. Con una prestazione impeccabile, solida dall’inizio alla fine, in soli 62 minuti ha mandato a casa Roger Federer, testa di serie n.3 e sette volte campione del Western&Southern Open. Lo svizzero ha pagato la pessima partenza nel match, durante la quale ha perso il servizio per due volte consecutive, facilitando così l’ingresso in partita di Rublev che si è trovato subito a proprio agio e ha iniziato a macinare il suo solito gioco fatto di mazzate da fondocampo. “Ho visto che non ha iniziato bene – ha detto un Rublev quasi in lacrime ai microfoni della ESPN – e quindi mi sono detto che avrei dovuto cogliere l’occasione subito, perché quando comincia a servire bene diventa molto complicato giocare con lui”.

Federer ha recuperato subito il primo dei due break subiti, ma non è riuscito a confondere le idee al suo avversario, che per tutto il match è apparso estremamente composto, centrato e molto tranquillo nonostante fosse la prima volta che incontrava il supercampione elvetico. Decisamente immune dalla “tassa Federer”, dopo aver concesso il controbreak al terzo gioco del primo set, Rublev non ha più dovuto affrontare una palla break, anche se Federer ha fatto di tutto per aumentare la pressione sulla sua seconda, forzando quasi sempre la risposta per ottenere un punto diretto.

Con il pessimo inizio che ho avuto avrei forse bisogno di un giocatore che mi concedesse qualcosa di più, ma non è stato il caso oggi – ha commentato Federer nella sua consueta conferenza stampa pochi minuti dopo aver lasciato il campo – Con un campo così veloce, quando non puoi fare affidamento sull’uno-due sulla tua battuta diventa tutto complicato”.

 

Dopo aver ceduto il primo set in 29 minuti, Federer ha cominciato servendo molto meglio la seconda frazione, continuando nella sua strategia di accorciare quando possibile gli scambi sulla sua battuta. Rublev ha invece continuato con il suo solito gioco, tenendo molto bene gli scambi ed esaltandosi in qualche passante. Un brutto game di Federer sul 3-3, chiuso da un errore di diritto (saranno 19 i gratuiti dell’elvetico alla fine del match, contro i solamente sei di Andrey) ha perfezionato il break decisivo, che Rublev ha conservato fino alla fine del match mantenendo una insolita calma glaciale, arrivando persino a placare con un gesto della mano il suo angolo che lo incitava con “pugnetti” e “come on”.

Si tratta della seconda vittoria su un Top 5 per Rublev in carriera, e la seconda nell’ultimo mese, dopo aver sconfitto il n.4 ATP Dominic Thiem al torneo di Amburgo. Affronterà nei quarti di finale il connazionale Daniil Medvedev che ha lasciato solamente tre game a Jan Lennard Struff.

TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

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Cincinnati: Djokovic non si ferma e avanza ai quarti

Novak Djokovic supera in due set Pablo Carreno Busta. Nei quarti di finale affronterà Lucas Pouille

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[1] N. Djokovic b. P. Carreno Busta 6-3 6-4

Le teste di serie continuano a cadere, ma il n.1 del mondo Novak Djokovic rimane fedele al suo ruolo e conquista i quarti di finale del Western&Southern Open di Cincinnati. Novanta minuti di partita per lui nell’umida serata dell’Ohio durante la quale rimane sempre in controllo nel match che lo ha visto opposto allo spagnolo Pablo Carreno Busta, attuale n. 50 del ranking ma con un recente passato da Top 10 ed ora impegnato nella risalita dopo una difficile stagione condizionata da un infortunio alla spalla.

Match solido, pulito per Djokovic, che ha certamente fatto un passo avanti rispetto all’arrugginito esordio contro Querrey, in ogni modo contro un giocatore che fa della pressione da fondocampo la sua arma preferita, senza però avere la potenza per sfondare il n.1 del mondo nè le capacità difensive per poter rivaleggiare con lui in difesa.

 

Il secondo set è stato certamente più combattuto del primo: Djokovic ha dovuto affrontare quattro palle break, che ha salvato con la battuta, dopo che Carreno Busta si era messo in mostra con un paio di belle accelerazioni di rovescio lungolinea e Nole aveva sbagliato qualche volée non troppo difficile.

Nei quarti di finale Djokovic affronterà Lucas Pouille, che sta avendo un ottimo torneo dopo una stagione che, iniziata con il botto della semifinale all’Australian Open, si è rivelata molto più avara di soddisfazioni di quanto non ci si potesse aspettare. Pouille è arrivato ai quarti sconfiggendo il qualificato Kudla, Denis Shapovalov e la testa di serie n. 8 Karen Khachanov (reduce dallo show serale con Kyrgios), e vorrà sicuramente far meglio dell’ultimo confronto diretto, proprio la semifinale dell’Australian Open a Melbourne nel quale riuscì a racimolare solamente quattro games.

TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

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